EURUSD: compressione esplosiva, chi vince tra 1,16 e 1,18?Dollaro forte, Fed aggressiva ma ciclo di correzione ancora maturo
L'EUR/USD mostra un trend primario ribassista dall'apice di settembre 2025 (1,1900), con il dollaro supportato da aspettative di tassi USA elevati, dati occupazionali solidi e volatilità geopolitica.
La coppia ha toccato il minimo a fine dicembre 2025 (1,1502) e sta rimbalzando, ma rimane ben al di sotto della media della sua precedente fase rialzista.
Il tema macroeconomico rimane chiaramente favorevole al dollaro: la Federal Reserve mantiene una postura hawkish, i rendimenti reali USA restano attraenti, e le aspettative di taglio dei tassi ECB nel 2026 pesano sull'euro. Il contesto suggerisce una fase avanzata di correzione, con recuperi intra-trend piuttosto che inversioni strutturali nel breve periodo.
Strumenti di analisi classici, lettura unica del quadro tecnico
Medie mobili e struttura del trend
La media mobile visibile nel grafico (linea tratteggiata centrale) si posiziona intorno a 1,1700, confermando il livello di equilibrio dinamico per il timeframe giornaliero. Il prezzo, attualmente a 1,16954, rimane leggermente al di sotto di questo livello, indicando una pressione ribassista ancora presente.
Osservando la price action, il trend primario è chiaramente discendente dall'apice di settembre. Le candele mostrano un'alternanza tra barre ribassiste forti (specialmente a settembre-ottobre) e configurazioni di consolidamento laterale (novembre). L'ultimo rimbalzo da dicembre-gennaio presenta corpi medi con chiusure decise al rialzo, segnale positivo di interesse ai supporti chiave.
Dinamica di prezzo e livelli critici
Il minimo di fine dicembre (1,1502) rappresenta il supporto più importante del ciclo corrente. Il prezzo ha testato questa zona e ha generato un rimbalzo, salendo fino a 1,17100 nelle ultime sedute – un comportamento tipico di "fisiologico reset" dopo movimenti estensivi al ribasso, piuttosto che di una vera inversione strutturale.
La fascia 1,1695-1,1750 emerge come zona di resistenza intermedia, dove il prezzo incontra prese di profitto. Sopra questa area, la resistenza principale rimane a 1,1800, seguita dal livello psicologico di 1,1900 (massimo di settembre).
In ribasso, il minimo di dicembre (1,1502) è il pivot di controllo: la sua rottura sottostagnerebbe pressione accelerata verso 1,1400.
Price action, volatilità e segnali di momentum
La struttura delle ultime candele rivela un conflitto: gli ultimi giorni mostrano corpi più contenuti e shadow superiori allungate intorno a 1,1750, tipico pattern di rifiuto dei venditori a quei livelli, ma non ancora confermato da volume esplosivo. Al contrario, il volume complessivo nel rimbalzo è stato moderato, suggerendo esitazione.
La configurazione ricorda una pausa di consolidamento dopo un movimento correttivo estensivo – né riportabile a un'estensione rialzista violenta, né a un crollo improvviso. Prevaleva la lateralità compressiva.
Struttura impulsiva e Fibonacci
In chiave Elliott Wave, il movimento dal picco di settembre (1,1900) al minimo di dicembre (1,1502) appare conforme a un'onda 3 forte, seguita da un rimbalzo che potrebbe svilupparsi come onda 4 di corretto o come inizio di onda 5 al ribasso se la struttura non si invertisse. I livelli di ritracciamento sui minimi precedenti (swing trading) non mostrano ancora estensioni Fibonacci esageratamente allungate al rimbalzo attuale, suggerendo spazio per correzioni ordinate ma limitate.
Sintesi tecnica: Trend Ribassista Maturo con Rimbalzi Limitati
L'EUR/USD mantiene un assetto primario ribassista di medio periodo, caratterizzato da supporti chiave (1,1502) in grado di contenere crolli intra-trend, ma anche da resistenze ferme (1,1800) che non consentono estensioni rialziste senza controprove.
Il rimbalzo in corso da dicembre-gennaio appare compatibile con una correzione fisiologica del trend al ribasso, piuttosto che con un'inversione strutturale. La tenuta del supporto di dicembre (1,1502) e il rifiuto netto dei massimi di settembre (1,1900) discrimineranno tra una continuazione ribassista ordinata e uno scenario di rischio inflazionistico sull'euro nei prossimi mesi.
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Mercato forex
#051: Opportunità di investimento LONG su AUD/NZD
Il dollaro australiano rispetto al dollaro neozelandese offre attualmente un esempio lampante di come si comportano i mercati quando il posizionamento retail raggiunge livelli estremi e l'andamento dei prezzi inizia a divergere dalle aspettative della massa.
Dopo una prolungata fase correttiva, l'AUD/NZD è entrato in una zona in cui la spinta al ribasso si è chiaramente indebolita. La recente andamento dei prezzi mostra ripetuti tentativi di spingere al ribasso senza generare follow-through, un classico segno di assorbimento piuttosto che di continuazione. Ogni calo è stato accolto con reazioni sempre più rapide, suggerendo che la pressione di vendita viene silenziosamente assorbita piuttosto che ampliata.
Ciò che rende questo scenario particolarmente interessante è il sentiment di fondo. Il posizionamento retail ha raggiunto livelli estremi sul lato short, ben oltre ciò che è tipicamente considerato equilibrato. Storicamente, quando emergono tali asimmetrie, il mercato tende a non premiare la maggioranza. Al contrario, il prezzo spesso si stabilizza, si comprime e alla fine si muove contro la tendenza dominante del retail man mano che viene raccolta liquidità.
Sui timeframe più brevi, gli indicatori di momentum hanno recentemente raggiunto condizioni di ipercomprato a seguito di un netto rimbalzo. Preso singolarmente, questo potrebbe essere interpretato come motivo di cautela. Nel contesto, tuttavia, sembra più coerente con un reset tecnico: una necessaria fase di raffreddamento dopo una reazione impulsiva, piuttosto che un'inversione strutturale. È importante notare che questo pullback si è sviluppato in modo ordinato, con volumi in calo, rafforzando l'idea di un consolidamento piuttosto che di una rinnovata pressione di vendita.
Da una prospettiva più ampia, la struttura suggerisce una mossa correttiva all'interno di un quadro più ampio piuttosto che l'inizio di una nuova fase ribassista. Il mercato ha già dimostrato la sua volontà di difendere i prezzi più bassi e l'assenza di vendite aggressive durante i recenti test supporta ulteriormente l'idea che il rischio di ribasso si stia progressivamente riducendo.
In scenari come questo, la chiave non è concentrarsi sulle oscillazioni a breve termine, ma sull'interazione tra comportamento dei prezzi e posizionamento. Quando la maggioranza è fortemente impegnata in una direzione e il prezzo si rifiuta di adeguarsi, spesso segnala che le mani più forti si stanno preparando a una mossa nella direzione opposta.
In sintesi, la coppia AUD/NZD sta attualmente mostrando i tratti distintivi di una fase di accumulazione istituzionale: estremo squilibrio al dettaglio, mancato proseguimento del ribasso, ribassi controllati e segnali di assorbimento in aree chiave. Sebbene in queste fasi sia richiesta pazienza, tali condizioni hanno storicamente preceduto movimenti direzionali che hanno colto di sorpresa il lato affollato del mercato.
Trump rassicura i mercati, dollaro in recuperoTRUMP E MERCATI
Grande recupero dei listini USA nella seduta di ieri, con il Dow Jones in rialzo dell’1,05% a 49.000,20 punti, il Nasdaq dell’1,17% a 23.338 punti e lo S&P 500 in progresso dell’1,05% a 6.868 punti.
Il rimbalzo è stato favorito dalle parole del Presidente Trump, che a Davos ha parlato a lungo della Groenlandia, escludendo però l’uso della forza militare e non confermando l’applicazione di nuovi dazi ai Paesi europei. I mercati hanno reagito positivamente dopo che il presidente ha dichiarato di aver raggiunto un accordo con la NATO.
L’attenuazione del rischio geopolitico ha innescato un ritorno del risk‑on, dopo la forte avversione al rischio comparsa a inizio settimana con lo slogan “Sell America”. I guadagni sono stati trainati dai titoli tecnologici, con Intel, Micron e Intuit in rialzo tra il 7% e il 10%. Anche i settori più ampi si sono stabilizzati grazie al ridimensionamento dei timori di una brusca escalation delle tensioni tra Stati Uniti ed Europa.
Tuttavia, Trump ha ribadito la sua intenzione di assumere il controllo della Groenlandia e ha confermato la possibilità di pressioni economiche sugli alleati europei, mantenendo elevata l’incertezza commerciale.
Sul fronte aziendale, Netflix ha perso circa il 3% dopo aver segnalato un aumento della spesa per i contenuti e costi legati all’accordo con Warner Bros. Discovery. Johnson & Johnson ha invece ceduto terreno nonostante una guidance più favorevole.
VALUTE
Il dollaro tenta un recupero dopo il ritorno dell’appetito per il rischio, favorito dalle dichiarazioni relativamente concilianti di Trump, che ha ammesso di voler sfruttare le risorse della Groenlandia pur escludendo dazi e uso della forza.
L’EUR/USD, dopo aver testato 1,1750, è tornato sotto 1,1700, attestandosi a 1,1690. Il mercato resta in bilico, anche perché Trump continua a rivendicare — senza una chiara base legale — il diritto di acquisire la Groenlandia o sfruttarne le risorse, citando un presunto rischio di invasione esterna.
Il dollaro recupera contro le principali valute, in particolare contro lo yen, con USD/JPY tornato a ridosso di 159,00 e EUR/JPY su nuovi massimi a 185,68. Sul cross non si può escludere un’estensione fino a 200, massimo precedente del 1990.
Salgono invece le valute oceaniche: NZD/USD è tornato a 0,5850 e AUD/USD è salito fino a 0,6810. Per entrambe esiste la possibilità di un ulteriore rialzo di circa 100 pips prima di incontrare resistenze di medio periodo.
L’ORO RIPIEGA LEGGERMENTE
L’oro è balzato fino a 4.887 dollari l’oncia prima di correggere e tornare a 4.840 dollari, complice l’attenuarsi dei rischi geopolitici che avevano alimentato il rally.
Il calo è seguito alle dichiarazioni di Trump a Davos, che ha escluso l’uso della forza militare sulla Groenlandia, riducendo il rischio immediato e sostenendo azioni e Treasury. Questo ha favorito prese di profitto dopo la forte corsa dei giorni precedenti.
Il rally precedente era stato alimentato dalle minacce tariffarie legate alla Groenlandia, che avevano indebolito il dollaro e spinto gli investitori verso asset rifugio, insieme alla forte svendita dei titoli di Stato giapponesi dopo le promesse di tagli fiscali in vista delle elezioni.
Nonostante i rendimenti USA a 10 anni restino elevati, un dollaro più debole e l’incertezza sul percorso di breve termine della Fed continuano a sostenere i lingotti, mantenendo i prezzi su livelli molto alti anche in presenza di un rallentamento del momentum rialzista.
GIAPPONE, RIPRESA DELL’EXPORT
Le esportazioni giapponesi sono aumentate del 5,1% su base annua, raggiungendo il record di 10.411,5 miliardi di yen a dicembre 2025, segnando il quarto mese consecutivo di crescita.
L’aumento è stato sostenuto dalla forte domanda estera di fine anno e da uno yen più debole, mentre l’impatto complessivo dei dazi statunitensi si è rivelato meno grave del previsto. Tuttavia, il dato è inferiore alla crescita di novembre e alle attese del mercato (6,1%), poiché le case automobilistiche giapponesi continuano a subire dazi del 15% sulle spedizioni dirette negli Stati Uniti.
Le esportazioni verso gli USA sono crollate dell’11,1% su base annua, penalizzate dal calo di auto, ricambi e apparecchiature per la produzione di chip, invertendo il +8,8% di novembre. Vendite in calo anche verso Corea del Sud (-1,9%) e Australia (-10,2%).
Sono invece aumentate le esportazioni verso Cina (+5,6%), Hong Kong (+31,1%), Taiwan (+20,7%), Vietnam (+13,7%), Paesi ASEAN (+5,2%), UE (+2,6%), Russia (+27,3%), Medio Oriente (+18,8%) e Sudafrica (+21,9%).
UK, SALE L’INFLAZIONE
L’inflazione nel Regno Unito è salita al 3,4% a dicembre 2025, rispetto al 3,2% di novembre, superando leggermente le attese del mercato (3,3%). Si tratta della prima accelerazione da luglio e potrebbe complicare gli sforzi della Bank of England per riportare l’inflazione verso il target del 2%, anche se l’aumento è considerato temporaneo grazie agli interventi governativi.
La crescita è stata trainata soprattutto dai prezzi di alcolici e tabacco, saliti al 5,2% dal 4,0% di novembre. Pressioni aggiuntive sono arrivate da alimentari e bevande analcoliche, in aumento al 4,5% dal 4,2%.
L’inflazione dei servizi, indicatore chiave delle pressioni interne, è salita al 4,5% dal 4,4%, pur restando sotto le attese. L’inflazione core è rimasta stabile al 3,2%, il livello più basso da dicembre 2024.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
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Mercati in calo tra tensioni USA‑UE e fuga dal rischioRISK OFF DI RITORNO
Le Borse di tutto il mondo ieri hanno chiuso in deciso calo, mentre il braccio di ferro tra Stati Uniti ed Europa sulla Groenlandia — generato dall’applicazione dei nuovi dazi voluti dal Presidente americano — aumenta il rischio di una nuova escalation commerciale.
Questo clima di tensione sta spingendo gli investitori verso i beni rifugio. Il trend ha sostenuto ancora una volta oro e argento, spingendoli verso nuovi record, mentre il dollaro torna a mostrare segnali di debolezza. Wall Street ha vissuto una seduta ampiamente negativa: il Dow Jones ha chiuso a -1,76% (48.488,77 punti), il Nasdaq a -2,39% (22.954,32 punti) e lo S&P 500 ha perso il 2,06% (6.796,93 punti).
Le cause non sono da ricercare solo nelle nuove minacce tariffarie del Presidente Trump, ma anche nelle tensioni sui mercati obbligazionari globali, con il Giappone in prima linea. Il rendimento dei JGB decennali è salito al 2,28%, contribuendo a un generale irrigidimento delle condizioni finanziarie.
Anche i giganti della tecnologia sono finiti sotto pressione a causa dell’aumento dei tassi: le promesse di tagli fiscali in Giappone hanno fatto impennare i rendimenti delle obbligazioni a lunga scadenza nelle principali economie. Nvidia, Broadcom e Oracle hanno perso oltre il 3%, mentre 3M ha ceduto il 5% nonostante risultati trimestrali superiori alle attese. I futures di Netflix, invece, erano in rialzo dell’1,5% in vista del rapporto atteso dopo la chiusura.
VALUTE
Sul mercato dei cambi, il dollaro ha perso terreno contro tutte le principali valute, ad eccezione dello yen. L’EUR/USD è salito sopra 1,1720, avvicinandosi alla resistenza chiave di 1,1760. La sterlina resta leggermente più debole, complice il rialzo dell’EUR/GBP oltre 0,8720, mentre le resistenze per GBP/USD restano lontane, in area 1,3570.
USD/JPY è risalito sopra 158,00 in un contesto di forte incertezza: Takaichi punta a svalutare lo yen, mentre gli Stati Uniti si oppongono, e la BoJ potrebbe essere costretta ad alzare i tassi se i rendimenti dei titoli di Stato continueranno a salire. Il dollaro rimane quindi sotto pressione, con il Dollar Index sceso a circa 98,5, in calo per la terza seduta consecutiva. Le tensioni tra Stati Uniti ed Europa sulla Groenlandia hanno ulteriormente indebolito la fiducia negli asset americani.
ADP IN CALO
Secondo ADP Research, i datori di lavoro privati statunitensi hanno creato in media 8.000 posti di lavoro a settimana nelle quattro settimane concluse il 27 dicembre 2025, in calo rispetto ai 11.250 della media precedente. Si tratta comunque del sesto periodo consecutivo di crescita occupazionale, anche se lo slancio delle assunzioni si è attenuato verso la fine dell’anno, con un rallentamento nell’ultima settimana del 2025.
BONDS SOTTO PRESSIONE
I rendimenti obbligazionari globali sono aumentati martedì, spinti dalle forti vendite di titoli di Stato giapponesi e dalle nuove minacce tariffarie del Presidente Trump contro l’Europa. Negli Stati Uniti, il rendimento del Treasury decennale è salito al 4,29%, il livello più alto da agosto.
In Giappone, il rendimento a 40 anni ha superato il 4%, toccando un nuovo massimo storico. Anche in Europa i costi di finanziamento sono aumentati, riflettendo un generale irrigidimento delle condizioni sui mercati obbligazionari.
ZEW IN RIALZO
L’indicatore ZEW del sentiment economico tedesco è balzato a 59,6 a gennaio 2026, il valore più alto da luglio 2021 e ben oltre le attese del mercato. Gli investitori sono ottimisti sul fatto che il 2026 possa rappresentare un punto di svolta per l’economia. L’accordo commerciale Mercosur, recentemente finalizzato, dovrebbe rafforzare le prospettive dei settori a forte vocazione esportativa, anche se l’incertezza sulla politica commerciale statunitense continua a pesare.
I settori orientati all’export hanno mostrato miglioramenti significativi: la siderurgia e la metallurgia hanno registrato un forte recupero, così come l’ingegneria meccanica. Anche il settore automobilistico ha migliorato il proprio saldo, pur restando in territorio negativo, mentre l’industria chimica, farmaceutica ed elettrica ha evidenziato progressi rilevanti. La valutazione della situazione economica attuale è migliorata, con l’indice salito a -72,7, meglio delle attese di -75,5.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
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Yen e tassi giapponesi: la BoJ interverrà?I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi hanno continuato la loro forte ascesa, mentre la politica fiscale del governo giapponese suscita preoccupazioni in un Paese in cui il debito pubblico supera il 250% del PIL. Parallelamente, lo yen giapponese (JPY) si mantiene su livelli molto bassi sul mercato dei cambi, livelli che in passato hanno già portato a interventi delle autorità giapponesi.
È importante tenere a mente due elementi fondamentali:
• È il governo giapponese a decidere un intervento sul mercato dei cambi, mentre la banca centrale (BoJ) ne cura l’esecuzione.
• Per quanto riguarda un’eventuale azione volta a contenere la salita dei tassi di interesse, la decisione e l’intervento spettano esclusivamente alla banca centrale, in quanto rientrano nella politica monetaria.
L’aumento dei tassi di interesse giapponesi è entrato in una fase quasi verticale, che potrebbe rappresentare un rischio significativo per la sostenibilità del debito pubblico. Allo stesso tempo, la debolezza dello yen (trend rialzista dell’USD/JPY) comporta un rischio elevato di inflazione importata e penalizza l’attrattività del Paese per gli investimenti internazionali.
Nel complesso, questi fattori fondamentali rendono sempre più probabile un intervento delle autorità giapponesi per rallentare la salita dei tassi e sostenere lo yen, soprattutto mentre l’USD/JPY si avvicina al livello di 162. Le precedenti operazioni della Bank of Japan hanno avuto un impatto ribassista significativo sull’USD/JPY.
Tuttavia, è essenziale distinguere tra la probabilità di un intervento e la sua reale efficacia. Sul mercato obbligazionario, la Bank of Japan si trova oggi in una posizione delicata. Dopo anni di controllo della curva dei rendimenti e acquisti massicci di titoli di Stato, il suo bilancio rimane estremamente elevato, limitando il margine di manovra senza compromettere la credibilità del processo di normalizzazione monetaria avviato. Un intervento troppo aggressivo per contenere i rendimenti a lungo termine potrebbe essere interpretato come un ritorno mascherato al controllo dei tassi, inviando segnali contraddittori ai mercati.
Anche sul mercato dei cambi la situazione è complessa. Un livello di USD/JPY vicino a 160–162 rappresenta chiaramente una zona di stress politico e sociale, poiché accentua l’aumento dei prezzi delle importazioni, in particolare di energia e alimentari. Tuttavia, finché la debolezza dello yen viene percepita come una conseguenza diretta dei differenziali di tasso con gli Stati Uniti e non come un movimento disordinato, le autorità esitano a intervenire ripetutamente. Le esperienze passate mostrano che tali interventi hanno avuto soprattutto effetti di breve periodo, senza modificare in modo duraturo il trend di fondo.
Un altro elemento chiave riguarda il carry trade in yen. La combinazione di tassi giapponesi in forte rialzo e di uno yen persistentemente debole aumenta il rischio di un rapido smantellamento di queste posizioni su scala globale. Uno scenario del genere potrebbe generare una forte volatilità sui mercati azionari, obbligazionari e valutari, ben oltre il Giappone. È proprio questo rischio sistemico che potrebbe spingere la BoJ a intervenire in modo mirato qualora i movimenti di mercato diventassero troppo rapidi o disordinati.
In sintesi, un intervento rimane possibile ma condizionato. Sui tassi, la BoJ interverrebbe solo per preservare la stabilità finanziaria, non per difendere un livello specifico. Sullo yen, il governo potrebbe agire se la soglia psicologica di 160–162 JPY venisse superata in modo caotico. In entrambi i casi, il messaggio sarebbe chiaro: contenere gli eccessi senza mettere in discussione la transizione verso un regime monetario più normalizzato.
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EUR/USD: Rimbalzo Epico da 1.1592 - +130 Pips in 48 Ore!EUR/USD: RIMBALZO STORICO! Da 1.1592 a 1.1725 - +133 Pips in 2 Giorni
Dopo il perfetto centramento del target 1.1592, il cross ha effettuato un rimbalzo epico di 133 pips in sole 48 ore, dimostrando la potenza dei livelli psicologici e la nostra capacità di identificare turning point critici!
📊 BILANCIO DEL RIMBALZO EPICO:
🎯 Punto di partenza: 1.1592 (target centrato)
📈 Massimo raggiunto: 1.1726 (+134 pips)
📍 Situazione attuale: 1.1725 (consolidamento)
⚡ Velocità: 2 giorni per completare il rimbalzo
🎯 ANALISI DEL RIMBALZO COMPLETO:
FASI DEL MOVIMENTO:
🚀 Fase 1: Rimbalzo immediato da 1.1592 a 1.1642 (+50 pips)
📈 Fase 2: Accelerazione attraverso 1.1670
💥 Fase 3: Breakout 1.1700 con volume
Fase 4: Consolidamento su 1.1725
LIVELLI CHIAVE POST-RIMBALZO:
SCENARIO BULLISH (Continuazione):
🎯 Target 1: 1.1740-1.1744 (resistenza immediata)
🎯 Target 2: 1.1764-1.1770 (test massimi recenti)
🎯 Target 3: 1.1800-1.1805 (livello psicologico)
✅ Conferma: Chiusura sopra 1.1730
SCENARIO BEARISH (Correzione):
🛡️ Supporto 1: 1.1707-1.1710 (immediato)
🛡️ Supporto 2: 1.1693-1.1695 (zona forte)
🛡️ Supporto 3: 1.1670-1.1675 (ex resistenza)
✅ Conferma: Chiusura sotto 1.1720
📈 INDICATORI POST-RIMBALZO:
📊 Volume: Picco sul breakout 1.1700 (+60%)
⚖️ RSI: 68 (rialzista ma non ipercomprato)
🚀 Momentum: MACD bullish forte
💰 Sentiment: Da estrema paura a moderato ottimismo
📚 DIDATTICA: TRADING I RIMBALZI EPICI
Rimbalzi di 100+ pips in 48 ore offrono lezioni preziose:
MOMENTUM IDENTIFICATION: RSI < 30 + divergenza positiva = setup forte
VOLUME CONFIRM: Primo movimento con volume sopra media
LEVEL BREAKS: Ogni livello psicologico rotto aggiunge momentum
PROFIT MANAGEMENT: Scalare le uscite su livelli chiave
💡 LA MIA STRATEGIA OPERATIVA:
"Long da 1.1600, primo take profit a 1.1670, secondo a 1.1720. Stop ora a 1.1690"
🔥 PERFORMANCE RECORD AGGIORNATA:
Trade 2026: 4/4 vincenti (100% win rate)
Pips gennaio: 310+ catturati (nuovo record mensile)
Pips totali: 690+ (crescita esponenziale)
Accuracy globale: 97% su 24+ analisi
⚡ INSIGHT STATISTICO EPICO:
"Rimbalzi da livelli psicologici hanno il 55% di probabilità di raggiungere +100 pips in 3 giorni"
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EURUSD long o short?Buongiorno a tutti,
Il grande Jesse Livermore disse: TRADA QUELLO CHE VEDI E NON QUELLO CHE PENSI.
Breve aggiornamento sullo stato dei fatti.
Se vi piace il mio metodo di analisi, lasciate un like e seguite il profilo, è molto importante per me, grazie!
EurUsd
TF settimanale.
Struttura interna rialzista.
La candela mostra un grande corpo con 125 pips di escursione massima e chiusura sui minimi: c'è stata forte pressione ribassista.
Chiusura nei pressi della EMA 20.
Il prezzo è attratto dalla zona settimanale e soprattutto dal lato inferiore del triangolo simmetrico.
Fibo 0.50 rotto.
TF giornaliero.
Struttura interna ribassista.
Discesa dai massimi circa 190 pips.
Da tenere d'occhio il comportamento del prezzo in questa zona giornaliera che al momento si trova ben sotto la EMA 50.
A partire da lunedì, presi i minimi della zona giornaliera (vedere anche candela inside poco sotto non ancora mitigata con minimo a 1.1592), potremmo aspettarci un ritracciamento in area 1.1700 per poi proseguire verso area 1.1550.
Personalmente prenderò posizione quando il prezzo si troverà in livelli più liquidi. Più precisamente: long se avverrà un deciso cambio di struttura interna in H4, per sfruttare il rimbalzo dopo questa buona discesa.
Uno sguardo al DXY.
Restate sintonizzati, seguiranno aggiornamenti!
A presto
Mind Primacy
Disclaimer: tutte le analisi esposte attraverso questo profilo non rappresentano consigli finanziari, ma la mia personale visione basata sulle strategie operative di trading che utilizzo.
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English
Hello everyone,
The great Jesse Livermore once said: TRADE WHAT YOU SEE, NOT WHAT YOU THINK.
Quick update on the current market status.
If you appreciate my analysis method, please leave a like and follow my profile—it means a lot to me. Thank you!
EURUSD
Weekly Timeframe.
Bullish internal structure.
Price Action: The weekly candle shows a large body with a 125-pip range, closing near the lows, signaling strong bearish pressure.
Key Levels: Price closed near the 20 EMA.
Outlook: Price is being drawn toward the weekly zone and, more importantly, toward the lower boundary of the symmetrical triangle.
Fibonacci: The 0.50 level has been broken.
Daily Timeframe
Bearish internal structure.
Performance: A drop of approximately 190 pips from the recent highs.
Key Levels: We need to monitor price behavior in this daily zone, as it is currently trading well below the 50 EMA.
Trading Plan
Starting Monday, once the lows of the daily zone are taken (keep an eye on the unmitigated inside candle just below with a low at 1.1592), we could expect a retracement toward the 1.1700 area before a continuation move down to the 1.1550 area.
My Strategy: I will personally look for an entry once price reaches higher liquidity levels. Specifically: long position only if we see a decisive internal structure shift on the H4 timeframe, to capitalize on a bounce following this significant move down.
Stay tuned for further updates!
See you soon,
Mind Primacy
Disclaimer: All analyses shared on this profile do not represent financial advice; they reflect my personal view based on my specific trading strategies.
NZDUSD testa spalle su TF giornalieroBuon pomeriggio a tutti,
Se vi piace il mio metodo di analisi, lasciate un like e seguite il profilo, è molto importante per me, grazie!
NzdUsd
TF settimanale.
Struttura interna ribassista.
Veniamo da un chiaro orderflow ribassista. Il prezzo è stato stoppato dalla EMA 50 nei presso del 61.8 Fibonacci.
TF giornaliero.
Struttura interna ribassista.
Prezzo respinto dalla EMA 200 ed ora sotto la EMA 50.
Visibile un bel TS con obiettivo del measured move il gap lasciato nella candela del 26.11.2025.
Già rotta definitivamente la neckline in verde, attenzione al retest della stessa (in questo caso il movimento sarebbe ancora più sicuro).
Obiettivo del movimento almeno 0.5658 (metà del gap).
Restate sintonizzati, seguiranno aggiornamenti!
A presto
Mind Primacy
Disclaimer: tutte le analisi esposte attraverso questo profilo non rappresentano consigli finanziari, ma la mia personale visione basata sulle strategie operative di trading che utilizzo.
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Hello everyone,
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NZDUSD
Weekly TF.
Bearish internal structure. We are coming off a clear bearish order flow. Price was rejected by the 50 EMA right around the 61.8% Fibonacci level.
Daily TF.
Bearish internal structure.
Price got rejected by the 200 EMA and is currently trading below the 50 EMA. A clean H&S (Head and Shoulders) pattern is visible, with a measured move objective targeting the gap left by the November 26, 2025, candle. The green neckline has already been broken decisively. Keep an eye out for a potential retest of the neckline, which would provide even higher conviction for the move. The minimum target for this move is 0.5658 (mid-gap).
Stay tuned for further updates!
See you soon,
Mind Primacy
Disclaimer: All analyses shared on this profile do not constitute financial advice. They represent my personal view based on my own trading strategies.
Borse in calo tra dazi USA e tensioni globaliBORSE IN CALO: DURERÀ?
Nel giorno del Martin Luther King Day, i futures sui mercati azionari statunitensi hanno seguito la tendenza dei listini europei, che hanno chiuso decisamente in rosso.
Le azioni europee sono crollate, con lo STOXX 50 in calo dell’1,3% e lo STOXX 600 dell’1,1%, dopo che il presidente degli Stati Uniti Trump ha annunciato nel fine settimana l’introduzione di un dazio del 10% sulle merci esportate negli Stati Uniti da Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia, a partire dal 1° febbraio.
La misura arriva in un momento di forte opposizione da parte di diversi Paesi europei agli sforzi degli Stati Uniti per acquisire la Groenlandia. Il dazio è destinato a salire al 25% il 1° giugno se non verrà raggiunto un accordo che consenta agli Stati Uniti di “acquistare” il territorio.
In risposta, l’UE sta discutendo la possibile imposizione di dazi su beni statunitensi per un valore fino a 93 miliardi di euro.
I titoli del lusso sono stati tra i più colpiti: LVMH ha perso il 3,7%, Richemont il 4,1% e Kering il 3,2%.
Anche il settore tecnologico ha registrato forti perdite, guidate da ASML Holding (-2,0%), Infineon Technologies (-2,5%) e Siemens (-3,1%).
Pesanti ribassi anche per il comparto automobilistico, con VW (-2,9%) e Mercedes-Benz (-3,2%), mentre i titoli della difesa hanno continuato a salire.
VALUTE
Sui cambi, l’euro è rimasto poco mosso tra 1,1605 e 1,1650, e tutti gli altri tassi si sono mossi di conseguenza.
Al momento manca un catalizzatore in grado di rompere l’attuale fase di congestione. Sopra 1,1705 l’EUR/USD potrebbe puntare verso 1,1800, mentre una discesa sotto 1,1550 costringerebbe molti investitori istituzionali — attualmente short dollaro e long euro, come indicano le posizioni sui futures al CME di Chicago — a chiudere le posizioni.
Il rischio principale oggi è rimanere long sulla moneta unica, che comporta anche un costo di swap significativo. Le posizioni short, invece, restano in attesa, consapevoli che lo swap positivo permette di mantenere l’esposizione fino alla rottura dei supporti chiave.
Pochi movimenti anche sulle valute oceaniche e sullo yen, che attende sviluppi sul fronte BoJ e Takaichi. Franco svizzero stabile.
RENDIMENTI JGB SUI MASSIMI
Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi (JGB) a 10 anni è salito di circa 6 punti base al 2,24% lunedì, raggiungendo il livello più alto dal 1999.
L’aumento è stato trainato dalle aspettative di rialzi dei tassi da parte della Banca del Giappone e dalle previsioni di un incremento della spesa pubblica sotto la guida del Primo Ministro Sanae Takaichi.
Si prevede che la BoJ manterrà il tasso di riferimento stabile allo 0,75% questa settimana, anche se i mercati osservano un possibile movimento a giugno. La scorsa settimana, il governatore Kazuo Ueda ha ribadito che la banca centrale è pronta ad aumentare i tassi se economia e prezzi seguiranno le proiezioni.
Gli investitori stanno inoltre valutando le implicazioni fiscali e politiche dopo l’annuncio del Primo Ministro Takaichi di voler sciogliere il parlamento venerdì e convocare elezioni anticipate per l’8 febbraio, cercando sostegno per un aumento della spesa e una nuova strategia di sicurezza.
Takaichi ha promesso di sospendere per due anni l’imposta sui consumi dell’8% sui prodotti alimentari e ha affermato che i suoi piani creeranno posti di lavoro, stimoleranno la spesa delle famiglie e aumenteranno le entrate fiscali.
CINA: TASSI INVARIATI
La Banca Popolare Cinese (PBoC) ha mantenuto i tassi di interesse ai minimi storici per l’ottavo mese consecutivo, in linea con le aspettative del mercato.
Giovedì scorso la PBoC aveva annunciato un taglio di 25 punti base ai tassi settoriali, con decorrenza dal 19 gennaio, per fornire un impulso iniziale all’economia.
Questa notte, invece, il tasso primario sui prestiti (LPR) a un anno — riferimento per la maggior parte dei prestiti aziendali e familiari — è rimasto al 3,0%. L’LPR a cinque anni, che determina i tassi dei mutui, è rimasto invariato al 3,5%. Entrambi erano stati tagliati di 10 punti base a maggio 2025.
La decisione è arrivata dopo i dati pubblicati lunedì, che mostrano una crescita del PIL 2025 pari all’obiettivo ufficiale del 5%, nonostante la persistente crisi immobiliare.
Nel frattempo, i nuovi prestiti in yuan a dicembre sono aumentati significativamente rispetto a novembre e hanno superato le attese, sostenuti dalle misure governative volte a stimolare la domanda di credito.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
USDCAD: D1!!! DISCLAIMER !!!
Nota bene:
Queste sono semplici bozze personali, da considerarsi come tali. La lettura va effettuata con un’ottica di breve termine. In altre parole, la prima fase del percorso disegnato rappresenta l’ipotesi principale. La parte restante del percorso (quella più lontana nel tempo) è strettamente legata all’evoluzione della prima fase. Di conseguenza, se quest’ultima non si realizza, l’intera idea deve essere considerata nulla.
Non vi è alcuna sollecitazione all’investimento; quanto riportato va inteso unicamente come il punto di vista di un utente della piattaforma. L’onere di approfondire ricade sul lettore, attraverso le proprie conoscenze ed esperienze.
Ogni commento che schernisce l’autore, l’idea o il grafico verrà segnalato al moderatore della piattaforma. Non fornirò ulteriori risposte in merito. Grazie per l’attenzione.
EURUSD: H1!!! DISCLAIMER !!!
Nota bene:
Queste sono semplici bozze personali, da considerarsi come tali. La lettura va effettuata con un’ottica di breve termine. In altre parole, la prima fase del percorso disegnato rappresenta l’ipotesi principale. La parte restante del percorso (quella più lontana nel tempo) è strettamente legata all’evoluzione della prima fase. Di conseguenza, se quest’ultima non si realizza, l’intera idea deve essere considerata nulla.
Non vi è alcuna sollecitazione all’investimento; quanto riportato va inteso unicamente come il punto di vista di un utente della piattaforma. L’onere di approfondire ricade sul lettore, attraverso le proprie conoscenze ed esperienze.
Ogni commento che schernisce l’autore, l’idea o il grafico verrà segnalato al moderatore della piattaforma. Non fornirò ulteriori risposte in merito. Grazie per l’attenzione.
#050: Opportunità di Investimento SHORT su USD/SGD
Dopo una fase di rialzo ordinato, il cambio ha mostrato segnali chiari di rallentamento all’interno di un’area già nota per precedenti reazioni. Il movimento ascendente ha perso progressivamente forza, mentre le ultime candele hanno evidenziato rifiuti ripetuti e incapacità di proseguire oltre la zona di offerta. Questo tipo di comportamento è tipico delle fasi di distribuzione, in cui gli operatori più grandi sfruttano la liquidità residua per alleggerire le posizioni long.
La struttura non è impulsiva, ma correttiva. Il prezzo non accelera, ma oscilla, segnando massimi sempre meno convincenti. I volumi non accompagnano il rialzo e il momentum si deteriora, suggerendo che la spinta principale si stia esaurendo. In questo scenario, il mercato non sta costruendo un nuovo trend rialzista, ma preparando il terreno per un movimento opposto.
Lo short non viene quindi pensato come una scommessa contro la forza, bensì come una risposta logica a una perdita di equilibrio. L’idea operativa si basa sull’attesa che il prezzo completi il suo lavoro di distribuzione prima di tornare verso aree di valore più basse, dove in passato si è manifestata una domanda più strutturata.
Dal punto di vista della gestione, l’operazione è concepita per essere rapida. Non si tratta di un trade da mantenere a lungo, ma di una configurazione che punta a sfruttare una finestra temporale precisa, prima che fattori esterni o nuovi flussi possano modificare il quadro. In assenza di accelerazione, la pazienza diventa un costo; quando il movimento parte, invece, tende a farlo con decisione.
In sintesi, questo short su USD/SGD rappresenta un classico esempio di trading basato sulla lettura del contesto piuttosto che sul rumore di breve periodo. Non nasce dall’urgenza di entrare, ma dalla consapevolezza che il mercato, in alcune zone, parla chiaramente a chi sa ascoltarlo.
Mercati cauti tra Fed, geopolitica e dati USABORSE IN CONSOLIDAMENTO
Venerdì scorso Wall Street ha chiuso per lo più invariata, con gli investitori ancora incerti sulle prossime decisioni della Fed. Persistono inoltre dubbi sul fronte geopolitico, mentre prende avvio la stagione degli utili del quarto trimestre 2025.
Questo contesto alimenta una certa cautela tra gli operatori, che preferiscono rimanere alla finestra in attesa di maggiore chiarezza. L’S&P 500 e il Nasdaq sono rimasti sostanzialmente stabili, mentre il Dow Jones ha perso lo 0,17%.
Il presidente Donald Trump ha lasciato intendere che potrebbe mantenere Kevin Hassett nel ruolo di consigliere economico, invece di nominarlo alla guida della Fed. Ciò ha rafforzato le aspettative che l’ex governatore Kevin Warsh possa emergere come candidato favorito.
I titoli dei semiconduttori hanno offerto supporto al mercato: Taiwan Semiconductor, Nvidia, Micron e altri produttori sono saliti grazie ai solidi utili, all’ottimismo sull’intelligenza artificiale e a un accordo commerciale tra Stati Uniti e Taiwan che prevede 250 miliardi di dollari di investimenti nella produzione americana.
Al contrario, i titoli finanziari hanno ceduto terreno nonostante risultati robusti, penalizzati dalle preoccupazioni per una possibile introduzione di un tetto ai tassi delle carte di credito.
Su base settimanale, l’S&P 500 è sceso dello 0,1%, il Nasdaq dello 0,4%, mentre il Dow Jones è rimasto invariato.
Ricordiamo che negli Stati Uniti oggi si celebra il Martin Luther King Day e le borse resteranno chiuse.
VALUTE
Il dollaro è salito la scorsa settimana, pur continuando a mostrare scarsa direzionalità a causa del limitato interesse degli operatori sui livelli attuali, considerati poco significativi. Il Dollar Index è risalito sopra quota 99, ma per ora non riesce a puntare con decisione verso area 100.
L’EUR/USD ha rotto i supporti a 1,1615 ed è sceso sotto 1,1600, pur senza mostrare segnali di crollo. I prossimi obiettivi si collocano in area 1,1550, primo supporto rilevante di medio periodo.
La sterlina scende meno e rimane vicina ai supporti di 1,3320–1,3330, che appaiono solidi.
L’USD/JPY, dopo indiscrezioni su richieste di intervento da parte della BoJ, è sceso da 159,45 a 157,80, per poi chiudere sopra 158,00.
Le valute oceaniche si muovono poco ma mostrano maggiore tenuta rispetto a euro e sterlina. Di conseguenza arretrano EUR/NZD ed EUR/AUD. Stabili EUR/CHF e USD/CHF.
ORO IN CORREZIONE
Venerdì il prezzo dell’oro è sceso di circa l’1%, toccando 4.563,6 dollari per poi chiudere in area 4.590 dollari l’oncia. Il metallo prezioso ha esteso le perdite della sessione precedente a causa del calo della domanda di beni rifugio e dell’indebolimento delle aspettative di tagli dei tassi da parte della Fed nel breve termine.
Le tensioni geopolitiche legate all’Iran si sono attenuate dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato di poter rinviare eventuali azioni militari, citando segnali di moderazione nella repressione delle proteste e l’assenza di esecuzioni su larga scala.
Parallelamente, dati economici statunitensi più solidi hanno rafforzato l’idea che la politica monetaria resterà restrittiva più a lungo, spingendo gli investitori a ridurre le scommesse su un taglio imminente dei tassi. I mercati ora prevedono tassi invariati a fine mese e un primo allentamento pienamente prezzato solo per metà 2026.
Nonostante la correzione, l’oro rimane vicino ai massimi storici e si avvia comunque a chiudere la settimana in rialzo, sostenuto dal forte slancio di inizio periodo.
USA: SALE LA PRODUZIONE INDUSTRIALE
La produzione industriale statunitense è aumentata dello 0,4% su base mensile a dicembre, in linea con novembre e superiore alle attese dello 0,1%.
La produzione manifatturiera è cresciuta dello 0,2%, superando le previsioni di un calo dello 0,2%. L’indice dei servizi di pubblica utilità è salito del 2,6%, trainato da un balzo del 12% dell’indice del gas naturale. La produzione mineraria, invece, è diminuita dello 0,7%.
Il tasso di utilizzo della capacità produttiva è salito al 76,3%, ancora 3,2 punti percentuali sotto la media di lungo periodo (1972–2024).
SETTIMANA ENTRANTE
Le pubblicazioni economiche dagli Stati Uniti saranno numerose, con le agenzie statistiche impegnate a recuperare i dati rimasti sospesi durante la chiusura delle attività governative.
L’attenzione si concentrerà su reddito e spese personali, che includono gli indici dei prezzi PCE, e su una nuova stima del PIL del terzo trimestre. In arrivo anche gli indicatori anticipatori, tra cui gli indici PMI di S&P e il sondaggio sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan.
Focus anche sui PMI di Eurozona, Regno Unito, Giappone, Australia e India.
Il Regno Unito pubblicherà inoltre i dati su inflazione, disoccupazione e vendite al dettaglio.
In Asia, l’attenzione sarà rivolta al dato finale del PIL annuale della Cina, mentre la Banca del Giappone comunicherà la propria decisione di politica monetaria.
Sul fronte societario, sono attesi i risultati di Netflix, 3M, J&J, Visa, Intel, P&G e NextEra Energy.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
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Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
Setup Operativo GBPUSD H4 ✅ SETUP OPERATIVO – GBP/USD H4 (VERSIONE DEFINITIVA)
Short di continuazione
Timeframe decisionale: H4
Timeframe di entrata: H4 → H1 (opzionale)
1️⃣ CONDIZIONI OBBLIGATORIE (SE NON CI SONO → NO TRADE)
Il setup è valido SOLO se:
✔️ Candela **H4 rossa**
✔️ **Chiusura sotto il livello GIORNALIERO arancione 1.3376**
✔️ Meglio se:
* la chiusura è ben accettata sotto il livello (non a filo)
* la candela chiude sotto EMA 200 H4
✔️ Corpo reale > 50% della candela
✔️ Niente spike di rifiuto rialzista in chiusura
❌ Se chiude sopra 1.3376 → ASPETTA
2️⃣ ENTRY (2 MODALITÀ, SCEGLI UNA)
🔹 A) ENTRY PROFESSIONALE (CONSIGLIATA)
Pullback dopo la chiusura
* Dopo la candela H4 di conferma
* Aspetti un ritracciamento verso:
* 1.3376 – 1.3400
* Entrata short a mercato o con limit
📌 Vantaggi:
* Miglior R:R
* Meno fake break
* Entrata dove vendono i professionisti
🔹 B) ENTRY AGGRESSIVA (SOLO SE MOMENTUM PULITO)
Break & continue
* Entrata alla rottura del minimo della candela H4 di conferma
* Solo se la candela è:
* direzionale
* con range ampio
* senza lunghe lower wick
📌 Svantaggio:
* Più stop tecnici
* Richiede timing ed esperienza
3️⃣ STOP LOSS (LOGICO, NON CASUALE)
Stop tecnico standard
* Sopra il massimo della candela H4 di conferma
* Oppure stop fisso:
* 1.3450 – 1.3480
📌 Motivo:
* Recupero del daily = setup invalidato
* Recupero del weekly = errore strutturale
4️⃣ TARGET
🎯 Target 1 (difensivo)
* 1.3293 → Supporto settimanale blu
🎯 Target 2 (principale)
* 1.3132 → Supporto mensile nero
📌 Gestione:
* A T1:
* chiudi 50%
* stop a BE o sopra ultimo LH su H1
* Lasci correre T2 solo se momentum resta pulito
5️⃣ RAPPORTO RISCHIO / RENDIMENTO
| Target | R:R stimato |
| T1 | ~ 1:2 |
| T2 | 1:3 / 1:4 |
6️⃣ I NVALIDAZIONE (CHIARA E OGGETTIVA)
❌ Chiusura H4 sopra 1.3376 (daily)
❌ Candela H4 con upper wick lunga e corpo piccolo
❌ Break deciso sopra **1.3500**
➡️ In questi casi: setup cancellato senza eccezioni
7️⃣ F ILTRI DI QUALITÀ (OPZIONALI MA DA PRO)
✔️ Meglio se la candela H4 chiude durante London o New York
✔️ Evitare entrate immediatamente prima di news GBP/USD
✔️ Se H4 è lenta → refine su H1 per il timing
🧠 CHECKLIST RAPIDA (VERSIONE FINALE)
* Candela H4 rossa
* **Close < 1.3376 (daily)**
* Accettazione sotto il livello
* Pullback disponibile
* Stop sopra daily / weekly
* R:R ≥ 1:2
Se tutte ✔️ → **TRADE VALIDO**
Se rompe tutto.....Se Fiber -in 1D- non recupera l'angolo 1x1 di Gann, non si ferma sulla Golden Zone Fibo, non si ferma sulle proiezioni V ed E di Hosoda -sono allo stesso livello- non si ferma sulla Kumo -del sistema Ichimoku- e non si spaventa neanche del numero tondo 1,16, allora lo aspetta una bella discesa dove il T.F. settimanale suggerisce eventuali obiettivi.
Vediamo.
EUR/USD: Target 1.1592 Centrato - Nuovo Minimo Testato🎯 EUR/USD: PRECISIONE ASSOLUTA! Target Psicologico 1.1592 Centrato
La nostra analisi dimostra ancora una volta precisione millimetrica! Il cross ha raggiunto e superato il target psicologico 1.1592, toccando 1.1595 e completando una mossa di 70+ pips dal breakdown iniziale.
📊 BILANCIO OPERATIVO COMPLETO:
✅ Target 1.1592: CENTRATO e superato (1.1595)
📉 Movimento totale: Da 1.1665 a 1.1595 (-70 pips)
⚡ Velocità: 3 sessioni per completare la mossa
⚖️ R/R ottenuto: 1:3.5 (eccellente)
🎯 ANALISI DEL MOVIMENTO COMPLETATO:
TIMELINE DEL DECLINO:
🔻 Inizio: Rottura 1.1660 con volume
📉 Accelerazione: Test 1.1628 (supporto intermedio)
🎯 Target finale: 1.1592 centrato (1.1595 effettivo)
🔄 Situazione attuale: Consolidamento su nuovi minimi 2026
LIVELLI CHIAVE POST-TARGET:
ZONA DI SUPPORTO CRITICA:
🛡️ Supporto 1: 1.1592-1.1595 (target centrato)
🛡️ Supporto 2: 1.1588-1.1590 (livello psicologico)
🛡️ Supporto 3: 1.1576-1.1580 (strutturale)
⚠️ Supporto estrema: 1.1554 (minimi precedenti)
RESISTENZE DI RIENTRO:
🎯 Resistenza 1: 1.1614-1.1620 (immediata)
🎯 Resistenza 2: 1.1628-1.1630 (ex supporto)
🎯 Resistenza 3: 1.1642-1.1645 (zona forte)
📈 INDICATORI POST-TARGET:
📊 Volume: Picco a 1.1595 poi calo
📉 RSI: 34 (vicino a ipervenduto)
🚨 Momentum: MACD bearish ma in rallentamento
💰 Sentiment: Estrema paura su nuovi minimi
📚 DIDATTICA: TRADING I TARGET PSICOLOGICI
I livelli psicologici (1.1600, 1.1500, etc.) hanno comportamenti specifici:
ATTRACTION: I prezzi sono attratti dai livelli tondi
BOUNCE POTENTIAL: 45% rimbalzano dal livello psicologico
BREAK ACCELERATION: Se rompono, accelerano di altri 20-30 pips
CONSOLIDATION: Spesso consolidano dopo il raggiungimento
💡 LA MIA GESTIONE OPERATIVA:
"Profitti presi a 1.1595. Ora osservo per possibili segnali di esaurimento vendite"
🔥 PERFORMANCE 2026 AGGIORNATA:
Trade 2026: 3/3 vincenti (100% win rate)
Pips gennaio: 180+ catturati
Pips totali: 560+ (continuità eccezionale)
Accuracy globale: 97% su 23+ analisi
⚡ INSIGHT STATISTICO:
"I target psicologici sono raggiunti nel 75% dei casi quando il mercato si trova a meno di 30 pips"
#EURUSD #ForexTrading #TechnicalAnalysis #TargetTrading #PsychologicalLevels #TradingIdeas #Forex #PriceAction #TradingSignals #RiskManagement #FinancialMarkets #TradingEducation
EurUsd lo short sta continuando...Buonasera a tutti,
Il grande Jesse Livermore disse: TRADA QUELLO CHE VEDI E NON QUELLO CHE PENSI.
Se vi piace il mio metodo di analisi, lasciate un like e seguite il profilo, è molto importante per me, grazie!
EurUsd
TF settimanale.
Struttura interna rialzista.
La candela che si appresta a chiudere ha aggiornato i minimi entrando nella zona settimanale già citata precedentemente, vedremo la chiusura di stasera.
Come già detto Il prezzo è attratto dalla zona settimanale e soprattutto dal lato inferiore del triangolo simmetrico.
Il minimo settimanale ha toccato il Fibo 0.618 rotto.
TF giornaliero.
Struttura interna ribassista.
Struttura esterna rialzista.
Discesa dai massimi 214 pips.
Rotta la zona segnalata si procede verso il minimo della candela inside per poi andare verso la zona giornaliera successiva, dopo ritracciamento.
Come segnalato nella precedente analisi non ho operato in long poiché la reazione avvenuta in H4 non mi è piaciuta assolutamente, price action rialzista debole come dimostrato dalla candele sovrapposte).
Vedrò se sfruttare la prosecuzione dello short una volta toccata la TL (opzione 1) oppure il rimbalzo una volta toccata la zona giornaliera sotto.
Restate sintonizzati, seguiranno aggiornamenti!
A presto
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EURUSD
Weekly TF
Internal Structure: Bullish.
The current candle is making new lows, entering the weekly zone previously mentioned. I’ll be closely watching tonight’s close.
As anticipated, price action is drawn toward the weekly zone and, more importantly, the lower boundary of the Symmetrical Triangle.
The weekly low has tapped the broken 0.618 Fibonacci level.
Daily TF
Internal Structure: Bearish.
External Structure: Bullish.
Total drop from highs: 214 pips.
Now that the highlighted zone has been broken, the price is heading toward the low of the inside candle, with the next daily zone as a target after a potential retracement.
Execution & H4 Context As noted in my previous analysis, I didn't take any long positions. The reaction on the H4 chart was unconvincing—bullish price action remained weak, as shown by the overlapping candles.
Outlook: I am looking to either play the short continuation once the Trendline (TL) is touched (Option 1) or look for a bounce once the lower daily zone is reached.
Stay tuned for further updates!
See you soon, Mind Primacy
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Visione GBPUSD – Possibile ritorno a colmare l’inefficienzaSul grafico H1 il prezzo ha lasciato un’inefficienza sopra dopo un movimento impulsivo, ora sta reagendo dal minimo e potrebbe tornare a colmare quell’area
Bias BUY finché la struttura di recupero regge
Operatività gestita con il conto da 300K , collegato a MyFxBook ,
settimana chiusa finora a +7%
Dal lato fondamentale, assenza di news forti nell’immediato e dollaro in fase di consolidamento, contesto favorevole a un riequilibrio tecnico
Yuan in rialzo, rendimenti giapponesi e petrolio giùLO YUAN SALE
Venerdì lo yuan offshore si è attestato intorno a 6,96 per dollaro, chiudendo vicino al livello più alto da maggio 2023, sostenuto dalla rinnovata domanda aziendale per la valuta.
Le banche cinesi hanno registrato vendite record di valuta estera convertita in yuan a dicembre, spinte dalle aspettative di ulteriori guadagni. Un ulteriore supporto è arrivato dalla PBoC, il cui tasso di riferimento giornaliero si è rafforzato costantemente, segnalando una maggiore tolleranza verso un apprezzamento controllato.
Con il continuo rialzo dello yuan, le banche globali stanno rivedendo al rialzo le loro previsioni: Morgan Stanley vede ora il cambio a 6,85 nel primo trimestre; Australia & New Zealand Banking Group prevede 6,85 entro fine anno; Macquarie Group stima 6,8.
Nel frattempo, il vicegovernatore Zou Lan ha affermato che esiste “un certo margine” per ridurre i requisiti di riserva e i tassi ufficiali. Da lunedì, la PBoC ridurrà i tassi di 25 punti base, portando il tasso di prestito a un anno dall’1,5% all’1,25%.
Lo yuan è quindi pronto a registrare il suo maggiore guadagno settimanale da maggio 2023.
GIAPPONE, RENDIMENTI SUI MASSIMI
Venerdì il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni è rimasto stabile intorno al 2,18%, vicino ai massimi degli ultimi 27 anni, mentre gli investitori attendono con grande interesse la prossima riunione di politica monetaria della Bank of Japan.
Si prevede che la banca centrale manterrà l’attuale politica monetaria nella riunione della prossima settimana, con i mercati che scontano un possibile aumento dei tassi intorno a giugno. Il governatore Kazuo Ueda ha ribadito che la BoJ è pronta ad alzare i tassi se l’andamento economico e dei prezzi sarà coerente con le proiezioni.
I rendimenti sono stati sostenuti anche dalle speculazioni secondo cui il Primo Ministro Sanae Takaichi potrebbe indire elezioni anticipate il mese prossimo per promuovere un’espansione fiscale più aggressiva, alimentando preoccupazioni sulla spesa finanziata dal debito.
Secondo indiscrezioni, Takaichi dovrebbe fornire ulteriori dettagli sullo scioglimento della Camera ai rappresentanti del blocco di governo il 19 gennaio.
WTI SOTTO I 59 DOLLARI
Venerdì i future sul greggio WTI sono scesi a 59 dollari al barile, estendendo il calo di oltre il 4% della sessione precedente, grazie all’attenuarsi delle preoccupazioni per un potenziale attacco militare statunitense all’Iran.
Il presidente Donald Trump ha temporaneamente ritirato le minacce di attacco, affermando di aver ricevuto rassicurazioni sul fatto che non ci sarebbero state ulteriori repressioni né esecuzioni.
Alcune indiscrezioni suggeriscono inoltre che Israele e altri alleati mediorientali abbiano chiesto agli Stati Uniti di rinviare qualsiasi azione militare, temendo una possibile ritorsione iraniana.
Questi sviluppi hanno ridotto il rischio percepito di un conflitto imminente che potrebbe interrompere la produzione petrolifera iraniana o le rotte marittime critiche della regione. Tuttavia, gli analisti avvertono che, pur essendosi attenuate, le tensioni restano presenti, mantenendo il mercato in bilico nel breve termine.
I prezzi del greggio si avviano così verso un modesto ribasso settimanale dopo tre settimane consecutive di guadagni.
ARGENTO STABILE DOPO LA CORREZIONE
Venerdì l’argento è sceso verso i 91 dollari l’oncia, riprendendo il declino dopo le forti oscillazioni della sessione precedente, in seguito alla decisione degli Stati Uniti di rinunciare all’imposizione di dazi sui minerali essenziali.
La minaccia di possibili dazi aveva alimentato un ampio rally delle materie prime, spingendo argento, rame e altri metalli ai massimi storici. L’argento è stato inserito lo scorso anno nella lista dei minerali essenziali degli Stati Uniti per il suo ruolo cruciale nelle tecnologie avanzate e nelle infrastrutture per l’energia pulita, in particolare pannelli solari, veicoli elettrici ed elettronica.
Nonostante la correzione, il metallo rimane sulla buona strada per registrare un guadagno settimanale superiore al 13%, sostenuto dalla forte domanda di beni rifugio in un contesto di tensioni geopolitiche crescenti e preoccupazioni sull’indipendenza della Federal Reserve.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
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1️⃣ DUE SETUP OPERATIVI LONG🔵 SETUP 1 – LONG SU PULLBACK
👉 È quello a rischio più basso e miglior rapporto R/R.
Contesto
Trend rialzista su W, D, H4
Prezzo sopra EMA 200
Pullback fisiologico sotto resistenza
Area di ingresso
105,0 – 104,4
Trigger (scegline UNO, non tutti)
Candela H4 di rifiuto (lower wick evidente)
Close H4 sopra massimo della candela precedente
Rientro deciso sopra 105,5
Stop loss
Sotto 103,8
SL tecnico, non emotivo
Target
T1: 106,8
T2: 107,8
T3: 109,4
📌 Gestione:
A T1 → sposti SL a BE
A T2 → parziale
Lasci correre il resto
🔴 SETUP 2 – LONG SU BREAKOUT (solo con conferma)
👉 Più aggressivo, meno efficiente.
Ingresso
Close Daily sopra 107,0
Pullback di conferma
Rientro e tenuta 106,8–107,0
Stop
Sotto 105,9
Target
109,4
111,5–112
📌 Nota chiave:
Se rompe 107 e torna subito sotto → falso breakout, NON entri.
2️⃣ DOVE NON ENTRARE (questa parte fa guadagnare soldi)
❌ Non comprare a mercato ora
Sei sotto resistenza
R/R pessimo
❌ Non shortare 107–109 “perché è alto”
È da principiante
Il trend ti schiaccia
❌ Non entrare nel mezzo (105,8–106,5)
Zona di rumore
Stop presi per caso
❌ Non anticipare segnali






















