Mercati in calo tra yen forte e metalli in correzioneWALL STREET RIPIEGA
Nelle contrattazioni regolari di mercoledì, il Dow Jones ha perso lo 0,09%, l'S&P 500 lo 0,53% e il Nasdaq Composite l'1%.
I produttori di chip e le aziende di software — tra cui Nvidia (-1,4%), Broadcom (-4,2%), Micron (-1,4%) e Oracle (-4,3%) — hanno ceduto terreno dopo le notizie secondo cui le autorità cinesi starebbero limitando alcuni chip e software di sicurezza informatica prodotti negli Stati Uniti.
Anche altri colossi tecnologici hanno registrato ribassi, con Microsoft (-2,4%), Amazon (-2,5%) e Meta (-2,5%) in calo.
I titoli finanziari hanno esteso la recente fase di vendite, guidati da Wells Fargo (-4,5%) a causa del calo dei ricavi. Bank of America (-3,8%) e Citigroup (-3,3%) sono scese nonostante abbiano superato le stime sugli utili, complice la crescente preoccupazione per il tetto ai tassi delle carte di credito proposto dal Presidente Trump.
JPY IN RIALZO, BOJ SUL MERCATO
Ieri, dopo un balzo fino a 159,45, il cambio USD/JPY è sceso rapidamente di circa 100 pips, alimentando tra gli operatori il sospetto di un intervento della Bank of Japan sul mercato.
All'inizio della settimana, il Ministro delle Finanze Satsuki Katayama e il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent avevano espresso preoccupazione per il “deprezzamento unilaterale” dello yen durante un incontro bilaterale a margine di una riunione multilaterale dei ministri delle finanze.
Bessent ha inoltre sottolineato l’importanza di una comunicazione chiara della politica monetaria, ribadendo quanto già affermato lo scorso ottobre, quando aveva esortato il governo giapponese a concedere alla BoJ maggiore “spazio di manovra” per contrastare l’inflazione.
Nel frattempo, i mercati continuano a speculare su possibili elezioni anticipate il mese prossimo, che potrebbero portare a stimoli fiscali più aggressivi, mantenendo lo yen sotto pressione.
ALTRE VALUTE
Giovedì il dollaro si è stabilizzato sopra quota 99, dopo un aumento della volatilità a inizio settimana. Gli investitori continuano a valutare le prospettive della politica della Federal Reserve alla luce dei nuovi dati economici e delle preoccupazioni sull’indipendenza della banca centrale.
I dati di mercoledì hanno mostrato una lieve accelerazione dell’inflazione alla produzione a novembre, dopo precedenti report che indicavano una crescita contenuta dei prezzi al consumo. Anche le vendite al dettaglio sono aumentate più del previsto.
Nel frattempo, il Presidente Donald Trump ha dichiarato di non avere intenzione di licenziare il presidente della Fed Jerome Powell, nonostante le minacce di un’incriminazione da parte del Dipartimento di Giustizia.
La Fed è attesa mantenere i tassi invariati entro fine mese, mentre i mercati scontano due tagli a partire da giugno.
L’EUR/USD è sceso verso i supporti chiave in area 1,1615–1,1620, mentre la sterlina si è avvicinata a 1,3400. Le valute oceaniche restano deboli e non lontane dai supporti a 0,6650 e 0,5730. Il franco svizzero rimane in trading range contro l’euro a 0,9320, con USD/CHF in movimento speculare all’EUR/USD.
PREZZI ALLA PRODUZIONE USA
I prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,2% su base mensile a novembre 2025, accelerando rispetto allo 0,1% di ottobre e in linea con le attese del mercato, secondo i dati del Bureau of Labor Statistics.
I prezzi dei beni sono saliti dello 0,9%, il maggiore incremento mensile da febbraio 2024, trainati da un aumento del 4,6% dei costi energetici. Escludendo alimentari ed energia, i prezzi dei beni finali sono aumentati dello 0,2%, mentre quelli dei prodotti alimentari sono rimasti invariati.
I prezzi dei servizi sono rimasti stabili, dopo un aumento dello 0,3% a ottobre.
L’indice core dei prezzi alla produzione, che esclude alimentari ed energia, è rimasto invariato su base mensile, rallentando rispetto allo 0,3% di ottobre e sotto le attese di un +0,2%.
Su base annua, l’inflazione alla produzione è salita al 3,0% dal 2,8%, superando le attese del 2,7%. Anche l’inflazione core è salita al 3,0% dal 2,9%, oltre le previsioni del 2,7%.
CORREZIONE DI ARGENTO E ORO
Giovedì l’argento è crollato di circa il 6%, scendendo sotto gli 86,50 dollari l’oncia, in forte calo rispetto ai massimi storici. La correzione è arrivata dopo che il Presidente Donald Trump ha rinviato l’imposizione di nuovi dazi sulle importazioni di minerali essenziali.
Trump ha dichiarato di voler negoziare accordi con altri Paesi per garantire scorte adeguate agli Stati Uniti e ridurre i rischi della catena di approvvigionamento. La Casa Bianca ha comunque lasciato aperta la possibilità di imporre restrizioni se non verranno raggiunti accordi soddisfacenti.
La domanda di metalli preziosi come beni rifugio si è inoltre attenuata dopo che Trump ha affermato di aver ricevuto rassicurazioni sulla cessazione delle esecuzioni dei manifestanti in Iran, riducendo i timori di un’azione militare statunitense.
Anche l’oro è sceso, attestandosi intorno ai 4.580 dollari l’oncia, con gli investitori che hanno preso profitto dopo i nuovi record della sessione precedente.
Sul fronte macro, i dati pubblicati hanno rafforzato le aspettative che la Fed possa avere margine per molteplici tagli dei tassi quest’anno. Tuttavia, alcuni membri del FOMC restano cauti, avvertendo che le pressioni inflazionistiche potrebbero rivelarsi più persistenti del previsto.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
Mercato forex
EURUSD ribassistaEURUSD ribassista 📉
L’attuale struttura del mercato dell’EURUSD mostra una dinamica chiaramente orientata al ribasso. Dopo diversi movimenti di rifiuto su zone chiave, il prezzo evidenzia una perdita di forza da parte dei compratori, lasciando il controllo ai venditori.
Questa configurazione suggerisce che il mercato potrebbe continuare a scendere per andare a prendere le liquidità posizionate più in basso. Tuttavia, come spesso accade nel Forex, restano possibili manipolazioni di mercato: un rialzo temporaneo per intrappolare i compratori prima di una nuova espansione ribassista non è da escludere.
Nel complesso, finché il prezzo rimane sotto le principali resistenze, il bias resta chiaramente ribassista.
GBPJPY – Attesa e confermeIl prezzo si trova in una fase di indecisione dopo il movimento precedente, in questo momento non c’è ancora una direzione chiara, quindi l’approccio corretto è aspettare.
I livelli sul grafico sono zone di interesse da monitorare, utili per capire dove il prezzo potrebbe reagire, ora è importante osservare come si muove il mercato, se va a prendere liquidità e soprattutto se arrivano conferme strutturali.
Fino a segnali chiari, meglio restare pazienti e lasciare che sia il prezzo a parlare.
Mercati in tensione tra valute, oro e petrolioRITORNA LA TENSIONE?
Le borse statunitensi hanno chiuso in ribasso martedì, guidate da un calo dei titoli finanziari. Alcuni commenti di dirigenti della banca d’affari JPMorgan hanno alimentato le preoccupazioni riguardo alla recente proposta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di introdurre un tetto ai tassi delle carte di credito.
A limitare le perdite della giornata ha contribuito un rapporto pubblicato nelle prime ore, che evidenziava un’inflazione in leggero calo rispetto alle attese. Ciò ha lasciato inalterate le aspettative di due tagli dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve nel corso dell'anno.
La proposta di Trump di fissare un tetto del 10% sui tassi d'interesse delle carte di credito colpirebbe direttamente i profitti delle società finanziarie. I principali dirigenti di JPMorgan, tra cui l'amministratore delegato Jamie Dimon, hanno avvertito che il piano danneggerebbe gravemente anche i consumatori.
VALUTE
Mercoledì lo yen giapponese si è indebolito oltre quota 159 per dollaro, toccando il livello più basso da luglio 2024 e avvicinandosi alla soglia psicologica di 160, che nel recente passato aveva innescato l'intervento delle autorità locali.
Il calo segue le speculazioni secondo cui il Primo Ministro Sanae Takaichi potrebbe indire elezioni anticipate il mese prossimo per consolidare il potere e promuovere politiche fiscali espansive. Indiscrezioni suggeriscono che le elezioni della Camera bassa potrebbero tenersi l'8 febbraio.
Nel frattempo, il Ministro delle Finanze Satsuki Katayama ha osservato che lei e il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent hanno espresso preoccupazione per il “deprezzamento unilaterale” dello yen, a seguito di un incontro bilaterale a margine di una riunione multilaterale dei ministri delle finanze.
L'indice del dollaro è salito a circa 99,2 mercoledì, avvicinandosi al livello più alto dall'inizio di dicembre. Gli ultimi dati sull'inflazione hanno avuto scarso impatto sulle prospettive a breve termine della politica monetaria della Federal Reserve.
I dati pubblicati martedì rafforzano l'opinione che la Fed probabilmente manterrà invariata la politica monetaria entro la fine del mese. Tuttavia, le pressioni sui prezzi sottostanti mostrano segni di allentamento, con l'inflazione core mensile allo 0,2%, al di sotto dello 0,3% previsto.
Il dollaro ha anche ignorato le preoccupazioni relative all’incriminazione penale di Jerome Powell. I commenti di altri importanti dirigenti di banche centrali e CEO di Wall Street hanno espresso sostegno a Powell, contribuendo a calmare i mercati.
Gli investitori ora attendono i report di mercoledì sull'indice dei prezzi alla produzione e sulle vendite al dettaglio per ulteriori indicazioni sulla traiettoria economica. Per ora, il dollaro rimane in un trading range di 60–70 pips contro le principali valute.
ORO, NUOVI RECORD
Non si ferma la corsa dell’oro, che ha superato i 4.636 dollari l'oncia, segnando un nuovo record. Il metallo prezioso è sostenuto dalle crescenti scommesse sui tagli dei tassi statunitensi e dall'aumento della domanda di beni rifugio.
I dati di dicembre hanno indicato una moderazione dell'inflazione di fondo negli Stati Uniti, rafforzando l'opinione che le pressioni sui prezzi si stiano gradualmente attenuando. Questo ha offerto una lettura più chiara agli investitori.
In risposta, i future sui tassi mostrano un mercato diviso tra aspettative di due o tre tagli dei tassi della Federal Reserve quest'anno. Nel frattempo, la domanda di beni rifugio resta sostenuta dai rischi geopolitici elevati, con i mercati che monitorano attentamente il possibile coinvolgimento degli Stati Uniti nei disordini politici in Iran.
IL PETROLIO CONSOLIDA
I future sul greggio WTI hanno consolidato intorno ai 60,70 dollari al barile, interrompendo un rally durato quattro giorni. Il Venezuela ha ripreso le esportazioni di petrolio, anche se persistono i timori di interruzioni della fornitura da parte dell’Iran.
Il presidente Trump ha annullato i colloqui con i funzionari iraniani, pur esprimendo sostegno ai manifestanti. I disordini e un possibile coinvolgimento degli Stati Uniti minacciano la produzione iraniana, pari a circa 3,3 milioni di barili al giorno.
Altrove, attacchi vicino all'oleodotto del Caspio hanno interrotto le esportazioni del Kazakistan, aggravando i ritardi dovuti al rigido inverno e ai danni agli ormeggi.
Nel frattempo, i dati API hanno mostrato che le scorte di greggio statunitensi sono aumentate di 5,3 milioni di barili la scorsa settimana, potenzialmente il maggiore incremento in due mesi.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
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Grafica ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
CHFJPY, pullback e longIl cross è chiaramente rialzista
I prezzi sembrano avere eseguito un pullback sul livello 198,5 appena violato al rialzo
Se così fosse le probabilità di rivedere quantomeno i precedenti massimi sono abbastanza buone da giustificare il king se i prezzi dovessero fare breakout del livello 198,9
AUDCAD un bello short a seguito del doppio massimo Analisi AUD/CAD: Potenziale Inversione Ribassista su Resistenza Chiave (4H)
Il grafico del cross AUD/CAD sul timeframe a 4 ore mostra segnali interessanti per una strategia Short di medio periodo. Dopo un deciso trend rialzista iniziato a fine dicembre, il prezzo ha incontrato una significativa barriera psicologica e tecnica nella zona compresa tra 0,9330 e 0,9380 (evidenziata dal rettangolo rosso).
Punti Chiave dell'Analisi:
Rifiuto della Supply Zone: Il mercato ha testato per due volte l'area di resistenza superiore senza riuscire a consolidare sopra di essa. Questo comportamento ha dato vita a un pattern di Doppio Massimo (Double Top), configurazione classica che anticipa un'inversione di tendenza.
Price Action e Struttura: La linea a zigzag bianca tracciata suggerisce l'aspettativa di una nuova struttura di mercato caratterizzata da massimi e minimi decrescenti. La rottura dei minimi locali recenti (neckline del pattern) confermerebbe l'ingresso dei venditori con forza.
Target Operativo: L'obiettivo principale dell'operazione è fissato sulla linea verde a quota 0,9081. Questo livello è di fondamentale importanza poiché rappresenta il supporto statico testato a metà dicembre, da cui era partito l'ultimo impulso rialzista.
Prospettive:
L'operazione punta a sfruttare il ritorno della volatilità verso il basso, con un target ambizioso che mira a coprire l'intera estensione dell'ultimo movimento direzionale. Si consiglia di monitorare la chiusura delle candele a 4h: una chiusura decisa sotto 0,9270 fornirebbe ulteriore conferma al setup ribassista.
GBPUSD, caccia alla liquidità sopra i massimiSul grafico si nota una struttura chiaramente rialzista con massimi precedenti ben definiti, il prezzo sta lavorando sotto una zona di liquidità evidente e ha già mostrato impulsi decisi verso l’alto.
Questa fase è tipica di accumulazione, dove il mercato resta in range per attirare liquidità short prima di spingere il prezzo verso i massimi precedenti, le reazioni rapide e le chiusure forti indicano che i buyer stanno difendendo i minimi e preparando lo sweep sopra i livelli chiave.
Lo scenario più probabile è una continuazione al rialzo per andare a prendere la liquidità sopra i massimi, con possibili false rotture intraday prima del movimento pulito.
Se il mercato conferma la struttura, apriremo il trade su un conto reale da 300K, con MyFxBook collegato per totale trasparenza.
Mercati resilienti tra tensioni politiche e rally asiaticoTRUMP VS POWELL
Wall Street ha retto ieri agli attacchi di Trump verso il Presidente della Fed, Jerome Powell, e ha reagito prontamente. Dopo un avvio contrastato, gli indici hanno chiuso in rialzo: Dow Jones +0,17%, S&P 500 +0,2% e Nasdaq +0,3%.
Il recupero è stato tale che Dow Jones e S&P 500 hanno toccato nuovi massimi intraday. Le borse americane non sembrano quindi preoccuparsi del nuovo attacco di Trump alla Fed.
La proposta del Presidente USA di limitare i tassi delle carte di credito al 10% per un anno ha però causato cali diffusi nel settore bancario. Tra i titoli più colpiti, Citigroup ha perso il 3%, JP Morgan e Bank of America oltre l’1%, mentre Capital One è scesa del 7%.
Nella notte si segnala il balzo del Nikkei 225, salito di oltre il 3% a circa 53.700 punti. Anche il più ampio indice Topix è avanzato del 2% a 3.585, con le azioni giapponesi che hanno toccato nuovi massimi storici dopo la riapertura dei mercati in seguito al weekend festivo.
La domanda di azioni è rimasta forte, poiché le aziende giapponesi sono considerate tra i principali beneficiari dei progressi nell’intelligenza artificiale e nelle tecnologie avanzate. Gli investitori esteri, inoltre, sono alla ricerca di maggiori utili e prospettive di crescita nel Paese.
I titoli tecnologici hanno guidato il rally, ma anche altri nomi di rilievo hanno registrato rialzi: Toyo Engineering +3,2%, Mitsubishi UFJ +3,5% e Toyota Motor +4,8%.
Nel frattempo, persiste l’incertezza politica a causa delle voci su un possibile scioglimento del Parlamento il mese prossimo. USD/JPY resta vicino alla resistenza chiave in area 159,10–159,20.
VALUTE
L’indice del dollaro si è stabilizzato vicino a quota 99 martedì, dopo essere stato sotto pressione nella sessione precedente, in attesa dell’ultimo dato sull’inflazione al consumo, utile per valutare il percorso della politica monetaria della Federal Reserve.
I mercati stanno scontando due tagli dei tassi da parte della Fed nel corso dell’anno, a partire da giugno. Tuttavia, un’inflazione superiore alle attese potrebbe ridurre il margine di manovra della banca centrale.
Il rapporto sulle buste paga non agricole della scorsa settimana ha mostrato una crescita dell’occupazione inferiore alle previsioni di dicembre, rafforzando le aspettative per una Fed più accomodante.
Gli investitori attendono inoltre una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti sulla legalità delle politiche tariffarie del Presidente Donald Trump, con decisione prevista per mercoledì.
EUR/USD, dopo aver sfiorato 1,1700, è arretrato di qualche decina di pips attestandosi in area 1,1650–1,1660. Il Cable ha tenuto meglio, stabilizzandosi intorno a 1,3480.
USD/JPY è vicinissimo a un punto chiave di medio termine, che potrebbe consentire al dollaro di salire verso 160–162. In quell’area la BoJ potrebbe intervenire a sostegno dello yen, alimentando la possibilità che gli investitori giapponesi riducano l’esposizione ai Treasuries per acquistare titoli trentennali domestici, oggi al 3,5% e privi di rischio cambio.
Un eventuale rafforzamento dello yen dai livelli di 160 potrebbe penalizzare chi detiene ancora titoli USA. Sugli altri cambi poche oscillazioni, con leggere correzioni di AUD e NZD, mentre i cross EUR/AUD ed EUR/NZD stanno rientrando.
GIAPPONE, RENDIMENTI IN RIALZO
Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni è salito a circa il 2,14% nelle contrattazioni post-festive di martedì, segnando il livello più alto dal 1999. La spinta arriva dalle speculazioni secondo cui il Primo Ministro Sanae Takaichi potrebbe sciogliere il Parlamento già il mese prossimo, aumentando l’incertezza politica.
Si prevede che Takaichi sfrutterà il forte consenso pubblico per promuovere politiche fiscali espansive. Le attese di un aumento della spesa pubblica hanno spinto i rendimenti al rialzo, riflettendo le crescenti preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale del Paese.
Sul fronte monetario, i mercati restano divisi sulla tempistica del prossimo rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan, alla luce di dati economici contrastanti. Il governatore Kazuo Ueda ha comunque ribadito che la banca centrale continuerà ad aumentare i tassi se economia e prezzi resteranno in linea con le previsioni.
PETROLIO
I future sul WTI sono saliti a circa 59,7 dollari al barile martedì, il livello più alto in oltre un mese, dopo l’annuncio del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di nuovi dazi sui partner commerciali dell’Iran.
Trump ha dichiarato che imporrà dazi del 25% sui beni provenienti da qualsiasi nazione che mantenga rapporti commerciali con l’Iran, intensificando la pressione sul Paese in un contesto di proteste interne. La misura, secondo Trump, sarebbe “con effetto immediato”, anche se non sono stati forniti ulteriori dettagli.
Oltre ai dazi, Trump ha avvertito della possibilità di un’azione militare contro l’Iran, alimentando timori di interruzioni nelle forniture di petrolio da uno dei maggiori produttori mondiali.
Le preoccupazioni sull’offerta si sono aggravate anche altrove: la produzione del Kazakistan è ostacolata da condizioni meteorologiche avverse, lavori di manutenzione e danni alle infrastrutture russe causati dagli attacchi ucraini. Questi fattori hanno compensato le attese di un aumento dell’offerta legato al possibile ritorno dell’export venezuelano.
ORO, NUOVI MASSIMI
Anche l’oro ha registrato nuovi massimi, sostenuto dall’aumento delle tensioni tra Iran e Stati Uniti. Il prezzo è inoltre influenzato dagli acquisti delle banche centrali, con nuovi picchi in area 4.630.
I target indicati da alcune banche d’affari non sembrano quindi più irraggiungibili.
Saverio Berlinzani, analista ActivTrades
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Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
EUR/USD: Rimbalzo Tecnico Confermato - Nuova Fase di AccumuloEUR/USD: RIMBALZO TECNICO PERFETTO - Supporto 1.1665 Rispettato
Dopo il breakdown a 1.1635, il cross ha effettuato un rimbalzo tecnico perfetto dal supporto 1.1665, confermando la validità dei livelli chiave e aprendo una nuova fase di accumulo.
📊 SITUAZIONE ATTUALE:
✅ Rimbalzo da 1.1665: +35 pips in 2 sessioni
📍 Prezzo attuale: 1.1666 (test supporto/resistenza)
🔄 Contesto: Correzione tecnica dopo sell-off
📈 Fase: Accumulo post-rimbalzo
🎯 ANALISI DELLA CORREZIONE TECNICA:
DINAMICHE DEL RIMBALZO:
🛡️ Supporto rispettato: 1.1665-1.1666 (zona forte)
📉 Ritracciamento: 38.2% del movimento ribassista
🔄 Pattern: Doppio minimo in formazione su 1.1665
🕒 Durata: 4 sessioni di stabilizzazione
NUOVI LIVELLI CHIAVE:
SCENARIO RIALZISTA (Break 1.1680):
🎯 Target 1: 1.1693-1.1695 (resistenza immediata)
🎯 Target 2: 1.1710-1.1715 (zona di breakdown)
🎯 Target 3: 1.1720-1.1725 (test ex supporto)
✅ Conferma: Chiusura sopra 1.1675
SCENARIO RIBASSISTA (Break 1.1655):
🎯 Target 1: 1.1635-1.1630 (test precedente)
🎯 Target 2: 1.1620-1.1615 (supporto strutturale)
🎯 Target 3: 1.1592-1.1590 (livello psicologico)
✅ Conferma: Chiusura sotto 1.1660
📈 INDICATORI POST-RIMBALZO:
📊 Volume: Basso durante il rimbalzo (tipico)
⚖️ RSI: 44 (da ipervenduto a neutro)
🔄 Momentum: MACD cerca incrocio rialzista
💰 Sentiment: Cautela dopo movimento forte
📚 DIDATTICA: TRADING I RIMBALZI TECNICI
I rimbalzi da supporti chiave sono opportunità preziose:
CONFIRMATION: 3 elementi: supporto forte + pattern di inversione + volume crescente
ENTRY: Sul primo candle rialzista con stop sotto il minimo
TARGET: Primo livello di resistenza (di solito 50% ritracciamento)
MANAGEMENT: Exit rapida se il rimbalzo perde momentum
💡 LA MIA STRATEGIA CORRENTE:
"Monitoro break sopra 1.1675 per long o sotto 1.1660 per short. Patience è chiave ora"
🔥 PERFORMANCE AGGIORNATA:
Trade 2026: 2/2 vincenti completati
Pips gennaio: 110+ già realizzati
Setup attivi: 1 in monitoraggio (EUR/USD rimbalzo)
Accuracy globale: 96% mantenuta
⚡ INSIGHT TECNICO:
"I rimbalzi tecnici hanno il 70% di probabilità di testare la prima resistenza (1.1693 in questo caso)"
#EURUSD #ForexTrading #TechnicalAnalysis #BounceTrading #SupportTrading #TradingIdeas #Forex #PriceAction #TradingSignals #RiskManagement #FinancialMarkets #TradingEducation
049: Opportunità di Investimento LONG su EUR/USD
Nel mercato valutario esistono movimenti che, a un occhio inesperto, possono sembrare debolezza. In realtà, sono spesso il passaggio necessario affinché gli operatori più strutturati possano posizionarsi con efficienza. È esattamente ciò che si sta osservando attualmente su EUR/USD.
Dopo una fase di pressione ribassista ben visibile, il cambio ha mostrato segnali chiari di rallentamento. La discesa non è stata accompagnata da una vera accelerazione direzionale, ma piuttosto da un progressivo assorbimento della spinta, tipico delle fasi in cui la liquidità viene raccolta prima di un possibile cambio di passo.
Struttura di mercato e contesto istituzionale
Analizzando la struttura su più timeframe, emerge come il movimento discendente si inserisca all’interno di un contesto più ampio di riequilibrio. Le aree inferiori hanno reagito in modo ordinato, senza rotture impulsive, suggerendo la presenza di interesse da parte di operatori di dimensioni rilevanti.
Questo tipo di comportamento è spesso associato a fasi di mitigazione, in cui il mercato torna su zone già scambiate per consentire la costruzione di posizioni con un profilo di rischio efficiente. Non si tratta di inseguire il prezzo, ma di attendere che il prezzo torni dove le probabilità diventano asimmetriche.
Price action e gestione della liquidità
Dal punto di vista della price action, il quadro è coerente con una dinamica di stop hunting già avvenuta. I minimi recenti hanno attirato ordini di protezione, successivamente assorbiti senza generare una prosecuzione ribassista credibile. Questo è uno dei segnali più affidabili di esaurimento della pressione short.
Quando il mercato smette di scendere nonostante abbia “motivi tecnici” per farlo, il messaggio è chiaro: qualcuno sta comprando con pazienza.
Volumi, volatilità e assenza di panico
Un altro elemento chiave è la volatilità. Non si osservano espansioni violente né spike disordinati. Al contrario, la compressione suggerisce un ambiente controllato, tipico delle fasi di accumulo. Anche i volumi confermano questa lettura, mostrando partecipazione ma non distribuzione aggressiva.
In assenza di shock macro imminenti, questo tipo di contesto tende a favorire movimenti progressivi piuttosto che reazioni caotiche.
Sentiment e posizionamento
Il sentiment di breve periodo rimane sbilanciato verso il lato opposto rispetto al movimento atteso. Storicamente, quando la componente meno strutturata del mercato insiste su una direzione dopo una fase di discesa prolungata, il rischio maggiore è quello di trovarsi dalla parte sbagliata nel momento in cui il prezzo inverte.
Gli operatori istituzionali non entrano quando il movimento è evidente. Entrano quando il mercato concede spazio, tempo e liquidità.
Scenario operativo e visione finale
Il quadro complessivo suggerisce una configurazione costruttiva per un recupero graduale del cambio. Non si tratta di anticipare un’esplosione immediata, ma di posizionarsi in una fase in cui il rapporto tra rischio e potenziale ritorno diventa particolarmente favorevole.
In questi contesti, la disciplina conta più della velocità. Il mercato non premia chi corre, ma chi aspetta il momento giusto.
#048: Opportunità di Investimento LONG su EUR/NZD
Nelle ultime sedute, la coppia EUR/NZD ha mostrato i primi segnali di stabilizzazione strutturale dopo una prolungata fase ribassista. L'azione dei prezzi non è più impulsiva al ribasso e il mercato sta ora transitando verso un contesto più equilibrato in cui il posizionamento, piuttosto che il momentum, diventa il fattore chiave.
Ciò che risalta non è il movimento in sé, ma il comportamento del mercato attorno al valore. Invece di un breakout aggressivo, il prezzo avanza in modo controllato, con un'espansione della volatilità limitata e senza partecipazione emotiva. Questa è spesso una caratteristica dell'accumulo professionale piuttosto che della continuazione guidata dal retail.
Da una prospettiva strutturale, il mercato sembra testare l'accettazione al di sopra di una zona precedentemente contestata. Tuttavia, gli operatori esperti sanno che l'accettazione non equivale all'esecuzione. I flussi istituzionali raramente entrano al momento della conferma; aspettano che il mercato torni, rivalutano il valore ed espongono le mani più deboli.
È qui che la pazienza diventa fondamentale.
Piuttosto che inseguire il prezzo dopo la conferma, un approccio più professionale consiste nel lasciare che il mercato ritracci e riveli se gli acquirenti sono realmente interessati. Se la struttura è autentica, il prezzo tornerà con calma alla zona di accettazione, offrendo liquidità e conferma a un costo emotivo molto inferiore. Se ciò non avviene, spesso segnala che il movimento non ha ricevuto un reale supporto.
Un altro elemento importante è il sentiment. Quando il posizionamento si sposta leggermente da un lato, ma senza raggiungere estremi, i mercati spesso cercano di riequilibrarsi prima di proseguire. Queste fasi di riequilibratura sono quelle in cui tipicamente operano gli operatori istituzionali, assorbendo la pressione mentre i trader al dettaglio reagiscono emotivamente.
Anche l'andamento dei volumi supporta questa visione. L'assenza di volume culminante suggerisce preparazione piuttosto che distribuzione. I mercati tendono a muoversi più velocemente dopo queste fasi di calma, non durante.
In questo contesto, l'attenzione non dovrebbe essere rivolta alla previsione della candela successiva, ma alla comprensione di dove il valore viene accettato e di come si comporta il prezzo quando torna in quella zona. La differenza tra l'esecuzione professionale e quella al dettaglio sta spesso nell'attendere la conferma e poi attendere di nuovo.
USDJPY – Probabile presa dei minimi in corsoSul timeframe M15, sotto il prezzo sono presenti pool di liquidità evidenti in area 157.52 e soprattutto sui minimi a 157.37, livelli che il mercato tende naturalmente a colpire prima di qualsiasi reazione più strutturata.
Il movimento precedente appare costruito per generare breakout e FOMO, permettere l’ingresso di ordini short istituzionali e successivamente scaricare il prezzo verso la liquidità inferiore.
Dal punto di vista macro USDJPY resta sensibile alle aspettative sulla Bank of Japan, a fasi di risk off che favoriscono lo yen e a un possibile rallentamento della forza del dollaro, anche in assenza di news rilevanti il mercato può muoversi semplicemente per riequilibrare posizioni.
Scenario ribassista favorito, alta probabilità di presa dei minimi prima di eventuali rimbalzi.
Nuovo indebolimento dello YenDa tempo si parlava di una fantomatica “normalizzazione” della politica monetaria giapponese ma la Bank of Japan ha continuato a tenere i tassi a livelli estremamente contenuti a fronte di un’inflazione da tempo sopra il target del 2%.
L'ultimo dato sull'inflazione giapponese ha segnato un livello del 2.9% e del 3% su quella core (escluse le componenti più volatili quali cibo ed energia).
Nell'ultima riunione di dicembre, la BOJ ha alzato i tassi ufficiali di 25 punti base, portandoli allo 0.75%, il livello più alto da oltre 30 anni.
Nella conferenza stampa del Governatore Ueda, è stato confermato che sono possibili ulteriori rialzi in futuro ma la normalizzazione verrà attuata con grande gradualità.
La BOJ sta cercando un equilibrio delicato: normalizzare i tassi abbastanza da ancorare Yen e aspettative di inflazione senza però innescare uno shock dei rendimenti che metta in crisi la sostenibilità fiscale e la stabilità del mercato dei titoli di stato.
Ricordiamo che la Banca Giapponese detiene più della metà del debito pubblico giapponese ed ETF per un valore equivalente a più di 500 miliardi di dollari.
L'ultimo periodo è stato caratterizzato da un forte aumento dei rendimenti obbligazionari giapponesi che sono saliti soprattutto sulla parte a lunga della curva.
Un aumento dei rendimenti JGB è estremamente importante a livello globale perché
Attraverso lo Yen passano i carry trades. Molti fondi prendono a prestito denaro in valuta giapponese pagando un tasso molto basso e lo investono in titoli di stato americani, europei o inglesi, ricevendo un tasso di interesse più elevato. Se il costo del denaro in Giappone aumenta, il carry trade diventa meno conveniente e i fondi che mettono in pratica questa strategia devono vendere i titoli di stato detenuti.
Gli investitori istituzionali giapponesi hanno un grande peso sul mercato obbligazionario. Fino ad oggi gli investitori giapponesi investivano i loro capitali in obbligazioni globali perché i tassi erano più elevati di quelli domestici. Un aumento dei rendimenti dei JGB aumenta la convenienza relativa dei titoli di stato domestici e questo potrebbe causare vendite sugli altri mercati obbligazionari.
Questo ha quindi indebolito lo Yen portandolo nuovamente verso i livelli delicati di USDJPY in area 160 circa, livello verso il quale la BOJ e il governo giapponese potrebbe intervenire per sostenere la valuta.
Rimbalzo, poi nuova discesa per Euro-DollaroEuro-Dollaro ha subito una costante discesa durante le feste natalizie, passando da area 1,18 fino alla chiusura di venerdì a ridosso di 1,163.
Questa correzione, vista in ottica daily, ha deteriorato il quadro rialzista formatosi prima delle feste. Amplificando il timeframe al settimanale, però, tutto rientra nel range 1,18–1,15 che ci portiamo dietro dalla seconda metà del 2025.
Nel grafico ho anticipato quello che ritengo possa accadere nelle prossime sedute: siamo arrivati in area 1,163, un livello interessante da cui potrebbe partire un rimbalzo con primo target in area 1,172. Parlo di rimbalzo perché, a livello daily, l’obiettivo successivo resta un affondo fino a 1,15.
Come rendere operativa questa idea?
Entrare ora in short non ha senso dopo la discesa natalizia. Al contrario, eventuali rimbalzi fino a 1,172 dovrebbero essere interpretati come potenziali occasioni di ingresso short, con primo target in area 1,16, per poi eventualmente estendere a 1,156 e, in ultimo, 1,15. Una chiusura daily sopra 1,172 invaliderà questo piano short.
Attenzione nella giornata di Martedì ai dati sull'inflazione americana alle 14,30.
EUR/USD: Breakdown a 1.1635 Confermato - Target Centrato EUR/USD: BREAKDOWN PRECISO! Supporto 1.1720 Rotto, Target 1.1635 Centrato
La nostra analisi dimostra ancora una volta precisione strategica! Il cross ha rotto il supporto chiave 1.1720 e ha centrato esattamente il target 1.1635, completando una mossa di 85 pips come previsto.
📊 BILANCIO OPERATIVO COMPLETO:
✅ Breakdown 1.1720: CONFERMATO con volume
✅ Target 1.1635: CENTRATO con precisione assoluta
📉 Movimento totale: Da 1.1720 a 1.1635 (-85 pips)
⚖️ R/R ottenuto: 1:4 (entry 1.1710, stop 1.1730, target 1.1635)
🎯 ANALISI DELLA MOSSA COMPLETATA:
TIMELINE DEL BREAKDOWN:
🔻 Rottura iniziale: 1.1720 violato con volume +40%
📉 Accelerazione: Test 1.1675 (supporto intermedio)
🎯 Target finale: 1.1635 raggiunto e rispettato
🔄 Situazione attuale: Consolidamento su nuovi minimi
NUOVI LIVELLI POST-BREAKDOWN:
🛡️ Resistenza 1: 1.1642-1.1644 (ex supporto ora resistenza)
🛡️ Resistenza 2: 1.1660-1.1665 (zona di breakdown)
🎯 Supporto 1: 1.1628-1.1630 (test in corso)
🎯 Supporto 2: 1.1592-1.1590 (livello psicologico)
📈 INDICATORI POST-BREAKDOWN:
📊 Volume: Picco sul breakdown, ora in calo
📉 RSI: 38 (non ancora ipervenduto)
🚨 Momentum: MACD bearish ma in rallentamento
💰 Sentiment: Ribassista ma pronto a correzione
📚 DIDATTICA: TRADING I BREAKDOWN COMPLETI
Un breakdown completo offre lezioni preziose:
CONFIRMATION PHASE: 3 chiusure sotto supporto = validazione
ACCELERATION PHASE: Volume crescente = convinzione mercato
TARGET PHASE: Rallentamento vicino al target = presa profitti
CONSOLIDATION PHASE: Range post-target = preparazione prossima mossa
💡 LA MIA GESTIONE OPERATIVA:
"Short da 1.1710, stop 1.1730, target 1.1635 raggiunto. Profitti presi al target"
🔥 PERFORMANCE 2026 AGGIORNATA:
Trade 2026: 2/2 vincenti (100% win rate)
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⚡ INSIGHT PSICOLOGICO:
"Il 70% dei trader entra in ritardo nei breakdown e esce in anticipo. La pazienza sul setup paga"
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EURUSD crolla fortemente e andrà a cercare la liquiditàIl forte movimento ribassista sull’EURUSD mostra che il mercato è entrato in una fase di netta pressione venditrice. Questa discesa rapida suggerisce una presa di liquidità al di sotto dei livelli chiave, probabilmente situati sui minimi precedenti.
Dopo aver attirato i compratori più in alto, il prezzo sembra ora voler ripulire queste zone di liquidità prima di una possibile stabilizzazione o di un nuovo scenario. Finché il corso rimane sotto le principali resistenze, il bias resta chiaramente ribassista.
GBPJPY – Focus sulla liquidità sopra i massimiSu GBPJPY il prezzo sta mostrando una struttura costruttiva dopo il recente impulso rialzista, la nostra attenzione è rivolta ai massimi precedenti, che rappresentano un’area chiave di liquidità, è lì che il mercato tende spesso a spingersi per raccogliere ordini pendenti e stop.
Operatività:
Bias: Long
Target principali: massimi, proprio per la presenza di liquidità
Ingresso: non anticipiamo il mercato, aspettiamo conferme chiare del prezzo (struttura, reazione, chiusure coerenti) prima di entrare
Se le conferme arriveranno, l’operazione verrà eseguita sul nostro live attivo da 3 anni, con capitale vicino ai 300K collegato a Myfxbook per totale trasparenza.
Come sempre, pazienza e gestione del rischio: prima le conferme, poi l’ingresso.
Mercati in attesa dei dati sul lavoro USAATTESA PER I DATI SUL MERCATO DEL LAVORO
Giovedì Wall Street ha registrato variazioni frazionali, con il Dow Jones in rialzo dello 0,55% a 49.266 punti, mentre l’S&P 500 è salito dello 0,01% a 6.921 punti. Chiusura negativa, invece, per il Nasdaq, in calo dello 0,44% a 23.480 punti.
La seduta è stata brillante per i titoli del settore petrolifero, mentre i tecnologici hanno ceduto terreno. Le principali aziende tech hanno in gran parte mantenuto il trend ribassista della sessione precedente, rimanendo sotto osservazione dopo che le scommesse speculative su una maggiore implementazione dell’intelligenza artificiale a livello globale avevano spinto al rialzo i rendimenti dei titoli software e delle infrastrutture per data center lo scorso anno. Broadcom, Oracle e Micron hanno perso oltre il 3%.
Nel frattempo, le aziende della difesa hanno registrato un’impennata dopo l’annuncio del presidente Trump secondo cui il bilancio militare statunitense salirà a 1,5 trilioni di dollari entro il 2027. La notizia ha rafforzato la recente spinta del settore, già sostenuta dalla cattura del presidente venezuelano Maduro da parte degli Stati Uniti e dalla retorica più aggressiva della Casa Bianca sulla Groenlandia. Lockheed Martin, RTX e Northrop Grumman hanno guadagnato tra il 4% e l’8%.
VALUTE
Sul mercato dei cambi si osserva un leggero recupero del dollaro, in particolare contro l’euro, sceso a 1,1640 in seguito alla chiusura di posizioni long in attesa dei dati sul mercato del lavoro attesi nel pomeriggio.
L’indice del dollaro è salito fino a quota 99, registrando la quarta sessione consecutiva di rialzi e raggiungendo il livello più alto in quasi un mese. Gli investitori attendono il rapporto sull’occupazione di dicembre per ottenere indicazioni più chiare sulle condizioni del mercato del lavoro e sulle prospettive di politica monetaria della Federal Reserve.
I dati pubblicati giovedì hanno mostrato un lieve aumento delle richieste settimanali di sussidio di disoccupazione, salite a 208.000 unità, mentre i tagli di posti di lavoro annunciati sono scesi a 35.553 a dicembre, il livello più basso da luglio 2024, segnalando un mercato del lavoro resiliente.
I mercati attribuiscono una probabilità di quasi il 90% al mantenimento dell’attuale politica monetaria nella riunione di gennaio, sebbene gli operatori continuino a prevedere due o più tagli dei tassi nel corso dell’anno. Gli investitori attendono inoltre la possibile sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti sulla legalità dei dazi imposti dall’amministrazione Trump.
Il dollaro si è rafforzato in modo diffuso, registrando i maggiori guadagni settimanali contro l’euro, in un contesto di segnali di allentamento delle pressioni inflazionistiche in Europa.
JOBLESS CLAIMS
Le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono aumentate di 8.000 unità rispetto alla settimana precedente, raggiungendo quota 208.000 nella settimana conclusasi il 3 gennaio. Il dato è sostanzialmente in linea con le attese di mercato, pari a 210.000 unità, e rimane ben al di sotto della media dell’anno precedente.
Le richieste continuative sono invece aumentate di 56.000 unità, raggiungendo 1.914.000, un valore superiore alle aspettative di 1.900.000. Il numero relativamente basso di richieste iniziali, a fronte di un elevato livello di disoccupazione arretrata, rafforza l’idea di un mercato del lavoro caratterizzato da un ritmo lento di assunzioni e da un livello stabile di licenziamenti.
BILANCIA COMMERCIALE USA
Il deficit commerciale degli Stati Uniti si è ridotto drasticamente a 29,4 miliardi di dollari nell’ottobre 2025, il livello più basso da giugno 2009. Il dato è in calo rispetto ai 48,1 miliardi rivisti di settembre e molto inferiore alle previsioni, che indicavano un deficit di 58,1 miliardi.
L’introduzione dei dazi ha determinato significative oscillazioni nei flussi commerciali, in particolare per l’oro non monetario e i prodotti farmaceutici. Le importazioni sono diminuite del 3,2%, scendendo al minimo degli ultimi 21 mesi, pari a 331,4 miliardi di dollari. Sono invece aumentati gli acquisti di accessori per computer, apparecchiature per telecomunicazioni e computer.
Le esportazioni sono cresciute del 2,6%, raggiungendo il livello record di 302 miliardi di dollari, spinte da un’impennata dell’oro e di altri metalli preziosi, mentre si è registrato un calo nei prodotti farmaceutici e nei beni e servizi governativi.
I maggiori deficit bilaterali sono stati registrati con Messico (-17,9 miliardi), Taiwan (-15,7 miliardi), Vietnam (-15 miliardi) e Cina (-13,7 miliardi). Il disavanzo commerciale con l’Unione Europea si è invece ridotto drasticamente a 6,3 miliardi di dollari.
Saverio Berlinzani
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