AUD/USD, il Cup & Handle può favorire altro allungoL’AUD/USD si avvicina a un’area che potrebbe diventare particolarmente interessante per una strategia contrarian.
Il cambio ha recuperato circa il 4% da un minimo relativo sotto la ema50, senza tuttavia violare da lì in avanti la stessa media sul timeframe a 4 ore, mantenendo quindi una struttura di breve ancora costruttiva. Il movimento sta creando degli eccessi che potrebbero favorire quantomeno una correzione più profonda.
Sul grafico a 2 ore, infatti, la parte finale del recupero sembra aver assunto la forma di un Cup & Handle, configurazione che potrebbe favorire un ultimo allungo verso 0,7200.
È qui che entra in gioco la mia tecnica contrarian: al raggiungimento di circa il +4% dal minimo relativo, cerco di intercettare una possibile fase di ritracciamento attraverso una posizione short, senza anticipare il mercato e lasciando che sia il prezzo a raggiungere la condizione prevista dal modello.
L’obiettivo non è prevedere l’inversione, ma catturare una parte del movimento correttivo, utilizzando target mobili progressivamente posizionati in corrispondenza delle principali medie mobili.
Il contesto macro aggiunge interesse visto che l’AUD è sostenuto da una domanda interna australiana ancora robusta e dalle rinnovate aspettative di una RBA più restrittiva, mentre il dollaro USA rimane sensibile alle aspettative sulla Fed in un quadro meno lineare.
Il rialzo, dunque, potrebbe avere ancora spazio per un ulteriore allungo che potrebbe portare il cambio nella mia zona operativa.
Mercato forex
GBPUSD – Pressione ribassista dopo il rifiutoIl GBPUSD ha mostrato una chiara reazione ribassista dopo il rifiuto della zona di resistenza situata intorno a 1.3640 – 1.3650, area in cui il prezzo ha consolidato per diverse candele prima di perdere forza e accelerare verso il basso.
Dal punto di vista tecnico, il mercato ha respinto una zona premium / FVG, lasciando intendere che i venditori abbiano ripreso il controllo nel breve termine. La discesa attuale appare impulsiva, e il fatto che il prezzo si trovi ora sotto i livelli intermedi di Fibonacci rafforza l’idea di una continuazione bearish.
Finché il GBPUSD resterà sotto la zona di reazione appena lasciata, il contesto rimane favorevole a un’estensione verso il basso. I livelli da osservare sono ora la zona di 1.3580, con possibile estensione verso 1.3570 / 1.3560 in caso di ulteriore pressione venditrice.
Solo un recupero deciso sopra la zona di resistenza invalidererebbe l’idea ribassista nel breve termine, ma per il momento la struttura favorisce ancora una continuazione al ribasso.
[Come SCONFIGGERE l'OVER TRADING] - Anche a livello psicologicoL 'over-trading (l'iperattività operativa) è uno dei nemici più grandi di un trader e, contrariamente a quanto si pensa, non è un problema di strategia, ma una sfida prettamente psicologica .
Da dove deriva l'over-trading? (Le cause psicologiche)
Dietro alla frenesia di cliccare "Buy" o "Sell" si nascondono meccanismi cognitivi ed emotivi molto precisi:
• La trappola della dopamina (Effetto Slot Machine): Ogni trade genera un picco di adrenalina. Il cervello si fissa sul brivido del risultato immediato, trasformando il trading in una forma di gioco d'azzardo (ludopatia), dove si cerca il "piacere" della vincita e non la consistenza.
• FOMO (Fear Of Missing Out): La paura costante di perdere l'occasione della vita. Vedere il mercato muoversi senza essere a mercato crea un senso di ansia e frustrazione che spinge a entrare anche quando non ci sono segnali validi.
• Revenge Trading (Il trading di vendetta): Dopo una perdita, scatta l'orgoglio ferito. Il desiderio di "recuperare subito" i soldi persi offusca la razionalità, portando a raddoppiare le posizioni e a fare over-trading per rabbia.
• L'illusione del controllo: Pensare che "più ore sto davanti ai grafici e più trade apro, più probabilità ho di guadagnare". Nel trading, spesso, vale l'esatto contrario: less is more (meno è meglio).
Come sconfiggere l'over-trading? (Le soluzioni pratiche)
Per riprendere il controllo della tua mente e proteggere il tuo capitale, devi riprogrammare le tue abitudini:
• Definisci un "tetto massimo" giornaliero: Stabilisci un limite rigido. Ad esempio: massimo 2 trade al giorno o una perdita massima del 1%. Raggiunto quel limite, chiudi la piattaforma. Senza eccezioni.
• Pratica l'attivazione della noia: Il buon trading è noioso, è pura esecuzione di un piano. Se provi troppa eccitazione o troppa ansia, ti stai muovendo per emozione e non per strategia. Se non c'è il tuo setup, stare fermi è un trade di successo.
• Crea una routine di distacco: Allontana fisicamente il focus dai grafici. Dopo aver chiuso un trade (in profitto o in perdita), imponiti 15 minuti di pausa lontano dallo schermo. Cammina, bevi un caffè, resetta la mente.
• Usa un Journal focalizzato sulle emozioni: Accanto al prezzo di ingresso e uscita, scrivi cosa provavi in quel momento. Eri ansioso? Avevi paura? Riconoscere lo stato emotivo ti renderà consapevole di quando stai per cadere nell'over-trading.
Il consiglio d'oro
Il mercato ci sarà anche domani. La risorsa più preziosa da proteggere non è il tuo saldo sul conto, ma il tuo capitale mentale . Quando smetti di inseguire il mercato, il mercato inizia a venirti incontro.
GBPUSD – Test dei massimiIl GBPUSD mantiene una struttura rialzista sul Daily, con una progressione di higher lows e higher highs dopo il rimbalzo dalla zona di domanda in area 1.3270 – 1.3300.
Il prezzo ha recentemente rotto con forza la resistenza in zona 1.3510 – 1.3550, trasformandola in un importante supporto HTF. Attualmente il mercato sta testando una zona chiave intorno a 1.3640 – 1.3660, dove coincide anche il Monthly High e quindi una possibile area di liquidità.
Una presa di liquidità sopra questi massimi seguita da rejection potrebbe favorire un retracement verso 1.3600 / 1.3550.
Al contrario, una chiusura Daily decisa sopra il Monthly High confermerebbe ulteriore forza rialzista, aprendo spazio verso 1.3700 e livelli superiori.
Finché il prezzo resta sopra 1.3510 – 1.3550, il bias generale rimane bullish.
Mercati in attesa: Wall Street frena, oro in rialzoWALL STREET CONTRASTATA
Nella sessione di ieri, lunedì 24 agosto 2026, Wall Street ha chiuso con risultati contrastati: il Dow Jones ha registrato un modesto rialzo (+0,26%), mentre lo S&P 500 (-0,28%) e il Nasdaq (-0,76%) sono arretrati sotto il peso delle prese di beneficio sul comparto tecnologico.
Gli investitori hanno alleggerito le posizioni sui semiconduttori e sui titoli tecnologici a grande capitalizzazione, spostando i flussi verso settori più difensivi. Il mercato rimane prudente in attesa dei conti trimestrali di Nvidia, previsti per mercoledì 26 agosto.
Il sentiment è fortemente influenzato dagli annunci del Segretario al Tesoro Bessent in merito a un potenziale inasprimento delle sanzioni commerciali contro l'Iran. A pesare è anche il fallimento dei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Canada, in seguito alle minacce di ulteriori dazi da parte di Trump nei confronti del settore automobilistico e dell'acciaio canadesi.
Insomma, tra questioni geopolitiche ed economiche, il mercato vive una sorta di tensione latente che, tuttavia, non sfocia in una fase di risk-off, considerato che l'indice VIX rimane abbondantemente sotto quota 20, attestandosi a 15,90.
Negli altri settori si osservano price action anomale e decorrelate, in attesa di un trigger che possa riportarle in carreggiata.
VALUTE
Sul mercato valutario c'è ben poco da segnalare, con l'EUR/USD ancorato tra 1,1540 e 1,1590, mentre il Cable rimane al di sotto di 1,3650 dopo aver fallito il breakout.
I supporti sono posizionati in area 1,3600, mentre sull'euro potremmo assistere a un'estensione fino a 1,1620.
Il dollaro rimane sotto pressione in generale, anche se ha tenuto egregiamente i supporti, anche in ragione del fatto che le valute concorrenti risultano a loro volta estremamente deboli. Basti pensare allo yen, che non riesce a riprendere quota, con l'USD/JPY tornato a 159,30.
Euro e sterlina rimangono tendenzialmente deboli e, quando salgono, lo fanno soprattutto per effetto della debolezza strutturale del biglietto verde e non per una forza intrinseca.
La debolezza della valuta statunitense dipende, ovviamente, dalle problematiche legate al debito pubblico, che ha superato i 40 mila miliardi di dollari e che ha costretto la Fed a una manovra volta ad accorciare la durata del debito USA e a ridurne il costo degli interessi.
Per il momento, tuttavia, la decisione del Tesoro statunitense di acquistare titoli a lunga scadenza emettendo contestualmente titoli a breve termine non ha prodotto l'effetto sperato di ridurre i rendimenti, che sembrano comunque essersi stabilizzati nelle ultime ore.
Tra le altre valute, segnaliamo la debolezza del dollaro canadese, con l'USD/CAD salito sopra 1,3860, mentre il franco svizzero rimane stabile a 0,9360 contro euro e a 0,8040 contro dollaro.
Le valute oceaniche restano vicine ai massimi, sostenute dalle prospettive di rialzo dei tassi da parte delle rispettive banche centrali.
Segnaliamo infine il Bitcoin, che ha raggiunto quota 80.000 dollari e si avvicina alla resistenza chiave di 82.850, massimo registrato nel mese di maggio.
RENDIMENTI USA
Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitense a 10 anni si è stabilizzato intorno al 4,7%, mentre il mercato cerca di comprendere le implicazioni dell'ampliamento del programma di riacquisto del debito da parte del Dipartimento del Tesoro.
Alcune indiscrezioni suggeriscono che il governo statunitense possa attingere alle proprie riserve di liquidità per finanziare l'aumento dei riacquisti. Si tratterebbe di un cambiamento rispetto al passato, poiché tali operazioni sono generalmente concepite per essere neutrali dal punto di vista della liquidità e vengono normalmente finanziate tramite nuove emissioni.
Lunedì, il Segretario al Tesoro Scott Bessent si è astenuto dal fornire ulteriori indicazioni su una possibile revisione della gestione del debito statunitense, rassicurando al contempo i mercati sul fatto che le dimensioni delle aste obbligazionarie non sarebbero state ridotte.
Nel frattempo, gli operatori hanno ipotizzato che il piano possa offrire soltanto una soluzione temporanea, riaccendendo le preoccupazioni sui rischi di una crisi del debito statunitense e di un indebolimento del dollaro.
Sul fronte macroeconomico, cresce l'attesa per i dati sull'indice dei prezzi PCE degli Stati Uniti e per l'intervento del presidente della Fed, Kevin Warsh, al simposio annuale di Jackson Hole, alla ricerca di ulteriori indicazioni sulle prospettive della politica monetaria.
PETROLIO
Si stabilizza intanto il prezzo del petrolio WTI, intorno agli 85 dollari al barile, dopo il calo registrato nella sessione precedente a seguito dell'intensificarsi della pressione economica statunitense sull'Iran e sui suoi partner commerciali, con la Cina che, a quanto pare, non è esente dalle misure.
Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato l'intenzione di isolare l'Iran attraverso sanzioni nei confronti dei Paesi che continuano a intrattenere rapporti commerciali con la Repubblica Islamica. Il presidente Donald Trump ha inoltre dichiarato che a tali nazioni verrà concesso un termine preciso per interrompere i rapporti con Teheran, pena l'applicazione di sanzioni unilaterali da parte degli Stati Uniti.
Tuttavia, i mercati rimangono incerti sul fatto che le misure statunitensi possano accelerare oppure ritardare una potenziale risoluzione del conflitto tra Stati Uniti e Iran e la piena riapertura dello Stretto di Hormuz.
Nel frattempo, i rischi per i flussi energetici in Medio Oriente restano elevati. La Marina britannica ha segnalato che una petroliera è stata colpita e resa inutilizzabile vicino all'Oman, mentre i militanti Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno affermato di aver aperto il fuoco contro una superpetroliera saudita in navigazione nel Mar Rosso.
GOLD
Nella notte, l'oro è sceso sotto i 4.650 dollari l'oncia, ma si è mantenuto vicino ai massimi degli ultimi tre mesi grazie agli interventi del governo statunitense sul mercato obbligazionario, che hanno rilanciato l'interesse per il bene rifugio per eccellenza.
La scorsa settimana il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato un'espansione del proprio programma di riacquisto di titoli di Stato a lungo termine nel tentativo di contenere l'aumento dei costi di finanziamento. Il Segretario Scott Bessent si è inoltre detto pronto ad aumentare ulteriormente i riacquisti, anticipando al contempo un piano fiscale di lungo termine.
Tuttavia, i mercati hanno ipotizzato che tali misure possano rappresentare soltanto una soluzione temporanea, riaccendendo le preoccupazioni legate ai rischi di una crisi del debito statunitense, a un'inflazione persistente e a un possibile indebolimento del dollaro.
Ciò ha riportato l'attenzione sull'oro, che dall'inizio di agosto ha recuperato circa 600 dollari: dai 4.029 dollari del 3 agosto fino ai 4.690 dollari registrati nella seduta di ieri.
Anche gli ETF garantiti dall'oro hanno evidenziato un incremento degli afflussi nelle ultime settimane, segnalando una maggiore partecipazione degli investitori e un rafforzamento della domanda di investimento.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
GBPUSD – Resistenza WeeklyGBPUSD continua a mantenere una struttura rialzista sul Weekly, con una forte espansione partita dalla trendline ascendente e dal supporto in area 1.3300.
Attualmente il prezzo sta però raggiungendo una zona di forte confluenza tra 1.3630 e 1.3660, dove troviamo precedenti massimi, liquidità buy-side e una zona premium evidenziata dal Fibonacci.
Questa area potrebbe quindi favorire una reazione ribassista / retracement, soprattutto in caso di sweep dei massimi e successiva conferma bearish sui timeframe inferiori.
In caso di continuazione rialzista e chiusura decisa sopra 1.3660, il mercato potrebbe invece cercare nuova liquidità sopra i massimi precedenti.
EURJPY, ci risiamo...Sul grafico a 4 ore di EUR/JPY continua a ripetersi uno schema tecnico che, almeno per il momento, sta dimostrando una notevole efficacia. Rottura di una resistenza, fase di consolidamento o pullback e successiva ripartenza verso nuovi massimi.
Il movimento appare particolarmente interessante perché la sequenza si è già manifestata più volte nelle ultime settimane. Dopo il superamento dell’area 182,7, il cambio ha consolidato prima di accelerare verso 184. Stesso copione successivamente in area 184,8-185 e ora nuovamente alle prese con una fase di congestione poco sotto 186.
La domanda è quindi se il mercato possa essere ancora una volta alle prese con una semplice pausa prima di un nuovo impulso rialzista. La struttura dei massimi e minimi crescenti rimane infatti intatta e, soprattutto, ogni fase di assorbimento delle prese di profitto è stata finora seguita da un nuovo allungo.
In quest’ottica, la rottura confermata di 186 potrebbe rappresentare il segnale per l’ennesima estensione rialzista, soprattutto se accompagnata da un incremento dei volumi e da una chiusura 4H convincente sopra la resistenza.
Viceversa, una mancata violazione di 186 e soprattutto la perdita del supporto in area 185 indebolirebbero il pattern.
Per ora, dunque, il copione non è cambiato: resta da capire se il prossimo atto sarà ancora una volta rialzista.
Wall Street rimbalza, resta l'incognita tassiL'AZIONARIO TIENE, NONOSTANTE LE INCERTEZZE
Wall Street ha chiuso la seduta di venerdì 21 agosto 2026 in rialzo, mettendo a segno un parziale rimbalzo dopo i forti cali del giorno precedente.
Nonostante la performance giornaliera positiva, i principali indici hanno terminato la settimana complessivamente in territorio negativo, penalizzati dall'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e dalle tensioni geopolitiche.
Ad ogni modo, l'S&P 500 e il Nasdaq hanno chiuso entrambi in rialzo dello 0,4%, mentre il Dow Jones ha confermato l'andamento positivo, terminando la seduta con un progresso dello 0,73%.
I dati sui PMI hanno contribuito a sostenere il mercato, offrendo indicazioni incoraggianti sulla tenuta dell'economia statunitense. Gli indicatori hanno infatti evidenziato il ritmo di crescita più sostenuto degli ultimi quattro anni.
Nel frattempo, i mercati hanno continuato a valutare il recente aumento dei rendimenti obbligazionari, alimentato dall'inflazione e dalle preoccupazioni fiscali.
I rendimenti dei Treasury a lunga scadenza sono rimasti stabili in seguito all'annuncio di un ampliamento del programma di riacquisto di obbligazioni da parte del Tesoro statunitense, mentre il dollaro ha proseguito il proprio indebolimento.
Tra le società hyperscale, Alphabet ha guadagnato l'1,1%, Microsoft lo 0,4% e Meta lo 0,8%.
Andamento più contrastato per i produttori di semiconduttori: Nvidia ha perso l'1%, Micron lo 0,8% e Intel il 2,2%.
Walmart ha invece ceduto oltre il 10% nell'arco della settimana, dopo una deludente trimestrale che ha pesato sulle prospettive aziendali e riacceso le preoccupazioni sull'andamento dei consumi negli Stati Uniti.
PETROLIO
L'oro nero continua a rappresentare uno degli elementi chiave per l'equilibrio dei principali mercati finanziari.
Nel fine settimana il prezzo del WTI è rimasto pressoché invariato intorno agli 87 dollari al barile, mentre emergevano segnali che lasciavano intravedere una possibile volontà dell'Iran di porre fine al conflitto con gli Stati Uniti.
Il presidente iraniano ha infatti dichiarato che Teheran preferirebbe concludere la guerra mantenendo una posizione di forza, definendo l'attuale memorandum d'intesa con Washington una vittoria per l'Iran.
Queste dichiarazioni hanno offerto un moderato sollievo ai mercati, dopo che il Segretario al Tesoro Scott Bessent aveva annunciato le sanzioni più severe mai imposte dagli Stati Uniti contro Teheran e un'ulteriore intensificazione della pressione economica sul regime iraniano.
In questo contesto caratterizzato da segnali contrastanti, i prezzi del petrolio sono aumentati di oltre il 5% per la seconda settimana consecutiva.
Nel frattempo, l'esercito statunitense ha dichiarato di aver assistito il transito di oltre 660 milioni di barili di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz dall'inizio di maggio, confermando che volumi significativi continuano a transitare lungo questo corridoio energetico strategico nonostante il conflitto e l'aumento dei rischi geopolitici.
GOLD
Venerdì l'oro ha superato i 4.600 dollari l'oncia, raggiungendo il livello più elevato dalla metà di maggio e portando il guadagno settimanale a circa il 5%.
Il rally è stato sostenuto dalle rinnovate preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale degli Stati Uniti, dopo che il Tesoro ha inaspettatamente aumentato gli acquisti programmati di titoli di Stato a lunga scadenza, contribuendo a indebolire rendimenti e dollaro.
L'intervento ha alimentato interrogativi sulla capacità di Washington di gestire il crescente costo del debito pubblico e ha rafforzato la domanda di oro come bene rifugio alternativo.
Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha inoltre lasciato intendere che potrebbero seguire ulteriori operazioni di riacquisto, mentre l'amministrazione sta valutando nuove misure per contenere i costi di finanziamento.
Nel frattempo, l'aumento del prezzo del petrolio potrebbe limitare ulteriori rialzi del metallo prezioso, mantenendo elevate le pressioni inflazionistiche e riducendo le aspettative di futuri tagli dei tassi d'interesse.
La campagna statunitense volta ad aumentare la pressione economica sull'Iran ha inoltre indebolito le speranze di una rapida normalizzazione della situazione nello Stretto di Hormuz, sostenendo ulteriormente i prezzi dell'energia.
RENDIMENTI
Il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni è salito al 4,74% venerdì, tornando a testare i massimi degli ultimi venti mesi raggiunti all'inizio della settimana e annullando in larga parte il calo generato dall'annuncio del nuovo programma di riacquisto di obbligazioni.
Il Tesoro ha dichiarato che almeno raddoppierà i buyback di titoli a lunga scadenza, portandoli a 4 miliardi di dollari nel prossimo trimestre.
La misura si aggiunge ai recenti tentativi di contenere i rendimenti, compreso l'intervento sullo yen giapponese e la richiesta alla Federal Reserve di ampliare il limite del programma FIMA.
La parte più lunga della curva dei rendimenti aveva registrato una forte impennata da luglio, in un contesto caratterizzato da un'elevata emissione di debito da parte delle aziende legate all'intelligenza artificiale e da una crescente spesa in deficit del governo federale.
I rendimenti sono rimasti sostenuti anche dopo che il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha lasciato intendere che un eventuale rialzo dei tassi potrebbe non rappresentare lo strumento preferito per contrastare l'inflazione, aumentando così l'attenzione verso gli interventi previsti al Simposio di Jackson Hole.
Le preoccupazioni per un'inflazione meno controllabile sono state amplificate dall'aumento dei prezzi energetici e dalle tensioni legate al traffico petrolifero nel Golfo Persico.
SETTIMANA ENTRANTE
Le prospettive sui tassi d'interesse globali e sui rendimenti dei titoli di Stato a lunga scadenza resteranno al centro dell'attenzione degli investitori.
I mercati continuano infatti a confrontarsi con prezzi dell'energia elevati, deficit pubblici in aumento e una forte crescita delle emissioni obbligazionarie societarie.
Indicazioni importanti sulla politica monetaria della Federal Reserve arriveranno dal Simposio di Jackson Hole, in programma dal 27 al 29 agosto, attraverso gli interventi dei membri del FOMC.
Anche i risultati di Nvidia continueranno a rappresentare un indicatore chiave per valutare la domanda globale di intelligenza artificiale, in un contesto in cui le aspettative di crescita si scontrano con un crescente scetticismo sulla sostenibilità degli investimenti infrastrutturali.
Sul fronte macroeconomico, l'attenzione sarà rivolta ai dati PCE e agli ordini di beni durevoli di luglio, oltre alle revisioni annuali dei dati sui salari non agricoli negli Stati Uniti.
In Europa, la BCE pubblicherà i verbali dell'ultima riunione di politica monetaria, mentre la Germania diffonderà nuovi indicatori sulla fiducia di consumatori e imprese.
IMPENNATA DEL BITCOIN
Il Bitcoin è balzato di oltre il 22% nell'arco della settimana, superando tra venerdì 21 agosto 2026 la soglia psicologica dei 74.000-75.000 dollari, prima di entrare in una fase di consolidamento durante il weekend.
Questo movimento sembra interrompere un lungo periodo di andamento laterale.
Le ragioni del rialzo sono riconducibili sia a fattori politici sia a dinamiche tecniche di mercato.
Da un lato, ha contribuito il sostegno politico dell'amministrazione Trump, che ha incontrato i principali rappresentanti del settore crypto alla Casa Bianca e ha sollecitato il Congresso ad approvare rapidamente il Clarity Act.
L'iniziativa è stata interpretata come un passo verso una maggiore chiarezza normativa e un possibile incremento degli investimenti istituzionali.
Dall'altro lato, il Tesoro statunitense ha annunciato il raddoppio delle operazioni di buyback sui titoli di Stato a lunga scadenza, contribuendo ad aumentare la liquidità disponibile per gli asset più rischiosi, tra cui il Bitcoin.
Dal punto di vista tecnico, il movimento rappresenta inoltre un breakout significativo rispetto alla precedente fase ribassista.
Molti investitori avevano accumulato consistenti posizioni short sul mercato. Secondo le stime, il valore complessivo di tali posizioni si avvicinava ai 3 miliardi di dollari.
Quando il prezzo ha superato la prima importante resistenza di medio termine a 66.000 dollari, si è assistito a una rapida accelerazione al rialzo, alimentata dalle chiusure automatiche delle posizioni ribassiste.
In ottica tecnica, il prossimo livello di riferimento rimane l'area degli 81.500 dollari, individuata come successivo target rilevante.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
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Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
EUR/USD: La Doppia Pin Bar Segnala IndebolimentoSe queste mie analisi ti sono utili ti prego di mettere un LIKE/BOOST all'articolo e seguire questo profilo. Questo mi permetterà di continuare a fare questo lavoro gratuito.
Dando uno sguardo approfondito al quadro tecnico del cambio EUR/USD, ci troviamo di fronte a una configurazione classica ma estremamente interessante per chi predilige la pura lettura della Price Action.
Mentre il trend di fondo su grafico settimanale continua a mostrare una chiara struttura rialzista con massimi e minimi crescenti, il time frame Daily ci sta inviando un avviso fondamentale che nessun trader disciplinato dovrebbe ignorare: la formazione di una doppia Pin Bar di rifiuto in area resistenza. Questo set up evidenzia una chiara perdita di momentum da parte dei buyer e un progressivo esaurimento della spinta bullish, indicando che i venditori stanno iniziando a difendere i livelli superiori.
Quando vediamo questo tipo di rifiuto del prezzo dopo un esteso rally, la probabilità di un rintracciamento correttivo aumenta notevolmente. Il primo target naturale per questo potenziale movimento ribassista si colloca nella zona di supporto tonda tra 1,1600 e 1,1620, un'area chiave. (Per una panoramica completa sui mercati valutari e un'analisi estesa ti invito sul mio Substack, trovate il link qui a lato nella mia descrizione).
Dal punto di vista operativo, la chiave risiede sempre nella pazienza e nell'attesa della conferma.
In ottica Trend-Following: La scelta più solida resta quella di rimanere a guardare e attendere che il mercato completi questo pullback correttivo. L'obiettivo sarà cercare nuove configurazioni d'acquisto primariamente quando il prezzo raggiungerà le aree di supporto chiave, senza mai rincorrere il mercato sui massimi.
In ottica Short-Term: Per i trader più dinamici che vogliono poter sfruttare la fase correttiva, è consigliabile scendere di Timeframe e monitorare il grafico a 4 Ore. Un breakdown confermato o un segnale di continuazione Price Action su H4 potrebbe offrire un buon rapporto rischio/rendimento per uno short tattico verso la fascia 1,1600 – 1,1620.
Come sempre, ricordate di non anticipare mai i segnali, di definire a priori il vostro rischio e di lasciare che sia il prezzo a guidare le vostre decisioni.
Keep Trading SIMPLE!
Alla prossima!
Pattern1-Lettura del Prezzo & Identificazione dell’Area di ForzaPost a scopo educativo e formativo .
In questo scenario analizzeremo uno dei pattern più importanti che sto studiando per quanto riguarda l’analisi di mercato e l’individuazione dei momenti più opportuni per formulare una corretta previsione sull’andamento del prezzo.
Il primo pattern si basa specificamente sul range che si viene a creare dopo un cambio di struttura.
In questa fase, caratterizzata da un movimento rialzista, il range che si viene a creare rappresenta il fallimento della continuazione dei minimi. Il mercato, infatti, non riesce più a scendere al di sotto dei minimi precedenti e crea un range di prezzo che possiamo considerare come un’area di forza.
Questa zona diventa particolarmente importante perché rappresenta una fase di contrattazione, nella quale il mercato non ha più trovato sufficiente forza per proseguire il movimento ribassista.
Attraverso un ragionamento logico, possiamo quindi ipotizzare che questa fascia di contrattazione possa assumere successivamente un ruolo importante nel momento in cui il prezzo tornerà a testarla. In particolare, potrà rappresentare una zona di reazione e di possibile continuazione rialzista, soprattutto considerando che il movimento si sviluppa a partire da un’area di acquisto precedentemente significativa.
Mercati nel dubbio tra Fed, bond e petrolioMERCATI NEL DUBBIO
Wall Street ha chiuso la seduta del 20 agosto 2026 in territorio negativo, frenata dal nuovo aumento dei rendimenti dei Treasury e dai verbali della Federal Reserve, che hanno evidenziato un orientamento decisamente restrittivo (hawkish).
A pesare sui listini si sono aggiunti anche i rincari del petrolio e alcune trimestrali contrastate nei settori retail e tecnologico.
Tra gli indici, il Dow Jones ha registrato una flessione dello 0,84%, attestandosi a quota 53.013 punti. L'S&P 500, dal canto suo, ha chiuso sotto la parità, arretrando a 7.678 punti.
Il Nasdaq ha invece risentito della pressione sui titoli tecnologici e legati all'intelligenza artificiale, penalizzati dai tassi elevati e dalle intenzioni della Fed emerse nei verbali.
Nelle minute si legge infatti che alcuni esponenti sono pronti a valutare ulteriori rialzi dei tassi d'interesse qualora l'inflazione non dovesse convergere stabilmente verso l'obiettivo del 2%.
I rendimenti dei Treasury sono tornati a salire, riducendo l'attrattiva dell'azionario, mentre il dollaro ha registrato un deciso rimbalzo.
Sul fronte energetico, il greggio ha chiuso in rialzo a New York a 87,83 dollari al barile, alimentando i timori legati alle pressioni inflazionistiche.
NIKKEI IN CALO
Venerdì l'indice Nikkei 225 è sceso dello 0,7%, attestandosi sotto quota 66.000, mentre il più ampio indice Topix ha perso lo 0,25%, chiudendo intorno ai 4.050 punti.
I due indici hanno così annullato i guadagni della sessione precedente, in un contesto caratterizzato dal rimbalzo dei rendimenti obbligazionari globali e dai timori che gli sforzi degli Stati Uniti per contenere i costi di finanziamento attraverso il riacquisto di debito possano rappresentare soltanto una soluzione temporanea.
Il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni si è attestato intorno al 4,7%, recuperando le perdite registrate all'inizio della settimana. Anche il rendimento del titolo di Stato giapponese a 10 anni ha interrotto una fase ribassista durata due giorni.
Nel frattempo, i dati hanno mostrato un'accelerazione dell'inflazione in Giappone per il secondo mese consecutivo, rafforzando le aspettative di un rialzo dei tassi d'interesse da parte della Banca del Giappone nel breve termine.
Il governatore della BoJ, Kazuo Ueda, aveva già indicato che le autorità monetarie potrebbero avviare una normalizzazione della politica monetaria a un ritmo più rapido.
Lo yen continua inoltre a perdere terreno sia contro il dollaro sia contro l'euro.
VALUTE
Sul fronte valutario, si segnala il ritorno dell'EUR/USD sotto quota 1,1700 e un lieve recupero del dollaro, manifestatosi soprattutto nei confronti dello yen.
L'USD/JPY è infatti salito sopra quota 159,00 prima di ripiegare di alcune decine di punti.
Il franco svizzero continua invece a mantenersi forte contro euro e dollaro, nonostante l'indice VIX non mostri particolari segnali di avversione al rischio.
I livelli rimangono sostanzialmente invariati e il biglietto verde resta esposto al rischio di ulteriori ribassi, nonostante le recenti correzioni.
Il trend di fondo appare ancora ribassista, pur in assenza di un forte momentum a sostegno della discesa.
L'evoluzione del mercato dipenderà non solo dalle dinamiche geopolitiche, ma anche dalle condizioni dell'economia statunitense che, al momento, continuano ad alimentare l'incertezza tra gli investitori.
Sul fronte delle valute oceaniche, AUD e NZD proseguono il loro movimento rialzista, puntando rispettivamente ai target di 0,7200 e 0,6000.
PETROLIO
Venerdì il Brent è stato scambiato sopra i 93 dollari al barile e si avvia a registrare il secondo rialzo settimanale consecutivo, con un progresso superiore al 5% dall'inizio della settimana.
I guadagni sono maturati mentre il conflitto tra Stati Uniti e Iran non mostra segnali di attenuazione, con le due parti impegnate in una disputa sullo Stretto di Hormuz.
Gli Stati Uniti stanno procedendo all'isolamento dell'economia iraniana in quella che il presidente Donald Trump ha definito una "D-Day economica", i cui dettagli sono attesi per lunedì.
Le misure proposte sembrano finalizzate a escludere Teheran dai canali finanziari e commerciali internazionali, coinvolgendo banche, imprese, registri navali, trasferimenti di denaro e reti di contrabbando.
Washington mira ad aumentare la pressione economica sull'Iran e a spingere il Paese verso negoziati riguardanti il conflitto in corso, il programma nucleare e il controllo dello Stretto di Hormuz.
Nel frattempo, una serie di attacchi ucraini contro infrastrutture energetiche russe ha provocato carenze di carburante in alcune regioni, esercitando ulteriore pressione sui mercati petroliferi globali.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
Buyback del Tesoro USA, cala il dollaroIL TESORO USA SI MUOVE
Nella seduta di ieri, 19 agosto 2026, Wall Street si è mossa in una fase di complessivo stand-by, chiudendo in lieve rialzo dopo le forti vendite registrate nel comparto tecnologico il giorno precedente.
Gli investitori hanno mantenuto un atteggiamento prudente, mentre i verbali della Fed hanno confermato, come già emerso dopo l'ultima decisione di politica monetaria, una banca centrale ancora orientata a una posizione restrittiva sui tassi di interesse.
Vale però la pena ricordare che ieri il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato un aumento delle dimensioni delle operazioni sui titoli nominali a lungo termine. L'attuale limite massimo di 2 miliardi di dollari per operazione sarà portato ad almeno 4 miliardi di dollari.
Tale decisione, che comporta l'aumento della dimensione massima delle singole operazioni di liquidity support buyback (riacquisto di titoli a lungo termine con scadenza compresa tra 10 e 30 anni), equivale a un'immissione di liquidità nel sistema che, teoricamente, dovrebbe indebolire il dollaro e ridurre i rendimenti dei titoli di Stato.
Si tratta, infatti, di un'operazione tecnica finalizzata a fornire liquidità ed efficienza al mercato dei Treasury a lunga scadenza, attraverso il riacquisto di titoli più vecchi o meno scambiati e la loro sostituzione con nuove emissioni.
Nel frattempo, durante la notte, i mercati azionari hanno registrato un rimbalzo tecnico grazie al calo dei rendimenti globali successivo alla decisione del Tesoro statunitense.
LE MINUTE DELLA FED
I verbali del FOMC (Federal Open Market Committee), relativi alla riunione del 28 e 29 luglio, sono stati pubblicati dalla Federal Reserve il 19 agosto 2026.
I documenti hanno evidenziato una forte divisione interna alla banca centrale guidata dal presidente Kevin Warsh, con una propensione decisamente restrittiva (hawkish) legata ai persistenti rischi inflazionistici.
Il Comitato ha votato a maggioranza, con un risultato di 9 a 3, per mantenere i tassi invariati nell'intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%.
I tre membri dissenzienti, Logan, Hammack e Kashkari, avrebbero preferito un rialzo immediato di un quarto di punto percentuale.
I verbali evidenziano inoltre come il sostegno a una futura stretta monetaria sia ben più ampio dei soli tre voti contrari. Molti membri hanno infatti dichiarato esplicitamente che sarà necessario aumentare i tassi se l'inflazione non mostrerà chiari segnali di rientro verso l'obiettivo del 2%.
GIAPPONE, PEGGIORA LA BILANCIA COMMERCIALE
Il deficit commerciale del Giappone si è ampliato sensibilmente, raggiungendo i 634,5 miliardi di yen nel luglio 2026, rispetto ai 156,3 miliardi registrati nello stesso mese dell'anno precedente.
Il dato è comunque risultato migliore rispetto alle attese di mercato, che indicavano un deficit di circa 680 miliardi di yen.
Le importazioni sono aumentate del 27,8% su base annua, accelerando rispetto al +25,4% di giugno. Il dato ha superato le stime del 26,5% e rappresenta la crescita più forte dal novembre 2022.
Il forte incremento riflette una domanda interna ancora sostenuta, con le importazioni di petrolio greggio in aumento dell'87,8%.
Le esportazioni sono cresciute del 23,2%, segnando l'undicesimo mese consecutivo di espansione. A sostenerle sono stati soprattutto l'indebolimento dello yen e la solida domanda di semiconduttori destinati all'intelligenza artificiale, nonostante i rischi legati alle possibili interruzioni delle catene di approvvigionamento derivanti dal conflitto in Medio Oriente.
VALUTE
Interessante il ribasso del dollaro registrato ieri dopo la decisione del Tesoro statunitense.
L'EUR/USD è salito a 1,1670 da 1,1570, mentre il Cable è tornato in area 1,3600.
L'unica valuta a non beneficiare in modo significativo dell'indebolimento del biglietto verde è stata lo yen. L'USD/JPY, dopo una rapida discesa fino a 158,05, è infatti risalito a 158,70 durante la notte, mentre l'EUR/JPY è tornato con decisione sopra quota 185,10.
Protagonista anche il franco svizzero, con l'EUR/CHF in calo di una figura fino a 0,9340, sulla scia del ribasso impulsivo dell'USD/CHF.
I mercati attendono ora nuovi trigger, ovvero motivazioni convincenti che possano dare origine a un trend più definito. Per il momento, il ribasso del dollaro conseguente alla decisione del Tesoro USA non sembra sufficiente a modificare in modo significativo gli equilibri di mercato. Serve ben altro.
CINA
Ad agosto 2026, la Banca Popolare Cinese ha mantenuto i tassi di riferimento ai minimi storici per il quindicesimo mese consecutivo, in linea con le aspettative del mercato.
La decisione riflette la cautela delle autorità monetarie riguardo all'impatto del conflitto in Medio Oriente, mentre la crescita del PIL nel secondo trimestre è rallentata al livello più basso dal quarto trimestre del 2022, nonostante il forte sostegno proveniente dalle esportazioni legate alla domanda di tecnologie per l'intelligenza artificiale.
Il tasso di riferimento sui prestiti a un anno (LPR), utilizzato per la maggior parte dei finanziamenti a imprese e famiglie, è rimasto al 3,0%. Il tasso a cinque anni, parametro di riferimento per i mutui, è rimasto invariato al 3,5%.
Nel frattempo, anche la crescita della produzione industriale e delle vendite al dettaglio ha mostrato segnali di rallentamento.
I prezzi delle abitazioni hanno continuato a diminuire, confermando la persistente debolezza del settore immobiliare.
L'USD/CNY si mantiene sui minimi, in area 6,7200.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
GBPUSD – Continuazione rialzista dopo il breakout dei massimiIl GBPUSD mostra una struttura chiaramente bullish sul timeframe Daily. Il prezzo ha continuato a spingere al rialzo dopo aver rispettato la zona di supporto e ora sta rompendo i precedenti massimi locali, confermando la forza dei compratori.
La rottura della zona 1.3550–1.3560 rappresenta un segnale importante, perché il mercato ha preso la liquidità sopra i highs recenti ed è entrato in una nuova fase di espansione rialzista.
Attualmente il prezzo si trova intorno a 1.3606, molto vicino a una resistenza chiave. Se il momentum continua, i prossimi target interessanti si trovano in area 1.3660, con possibile estensione verso 1.3700.
Dopo una salita così pulita, resta comunque possibile un pullback tecnico verso la zona 1.3550–1.3495, che potrebbe agire come area di mitigazione o di supporto prima di una nuova continuazione verso l’alto.
EURUSD in zona di reazioneL’EURUSD si trova attualmente in una zona tecnica molto importante, dopo il forte impulso rialzista partito dall’area 1.1500, che coincide con un livello monthly chiave.
Il prezzo sta ora reagendo all’interno di una FVG DAILY, in confluenza con una possibile OB weekly, mentre si avvicina alla resistenza in area 1.1580–1.1600. Questa zona potrebbe determinare il prossimo movimento del mercato.
Al momento si possono considerare due scenari principali:
* Scenario rialzista: una rottura pulita sopra 1.1580–1.1600 potrebbe confermare la continuazione bullish, con possibile estensione verso 1.1630 e successivamente 1.1700.
* Scenario ribassista: un rifiuto della zona attuale potrebbe portare il prezzo a una correzione verso 1.1550, poi 1.1525, con eventuale ritorno sulla base dell’area 1.1500.
In sintesi, l’EURUSD resta in una zona di confluenza molto interessante: la reazione del prezzo su questa resistenza sarà decisiva per capire se il mercato vuole continuare al rialzo oppure avviare un pullback.
EURUSD – Compressione sotto resistenza HTFL’EURUSD continua a muoversi all’interno di una zona HTF molto importante, in confluenza con una FVG Daily, un OB Weekly e un OB Monthly più in basso. Il prezzo si trova attualmente in una fase di compressione, segnale che il mercato sta reagendo in un’area chiave e si prepara probabilmente a un movimento più deciso.
Dal punto di vista tecnico, la fascia compresa tra 1.1550 e 1.1575 sta agendo come resistenza, con più reazioni visibili nella parte alta della zona. Finché il prezzo resterà sotto questa area senza una chiusura Daily forte al di sopra, il contesto rimane favorevole a una possibile reazione ribassista.
In caso di rifiuto confermato, l’EURUSD potrebbe tornare a cercare liquidità verso 1.1530, con un’estensione possibile verso la zona di 1.1510, che rappresenta il supporto più evidente nella struttura attuale. Al contrario, una rottura pulita sopra la resistenza aprirebbe spazio a una continuazione rialzista.
USD/JPY: puntiamo ai 160.50, 61.8% Fib e livello chiaveSe queste mie analisi ti sono utili ti prego di mettere un LIKE/BOOST all'articolo e seguire questo profilo.
Questo mi permetterà di continuare a fare questo lavoro gratuito.
Oggi ci concentriamo su USD/JPY che in questi ultimi giorni sta spingendo bene al rialzo. Lo Yen ha ripreso a perdere colpi un po' ovunque e il Dollaro ne sta approfittando per risalire la china ( tra l'altro debole su tutto il resto tranne che su Yen e Franchi svizzeri, ho fatto una bella analisi sul mio substack che vi invito a leggere, trovate il link qui a lato nella mia descrizione ).
La Price Action mi dice che è molto probabile un test dell'area dei 160,50.
Perché proprio quel livello?
- È una zona dove in passato passavano resistenze davvero forti, poi diventate supporti.
- È il livello preciso del 61,8% di Fibonacci dell'ultima gamba ribassista.
Insomma, è la classica "zona calda" per il prezzo.
Come la leggo a livello operativo?
Io sono già long sul cambio e l'idea è quella di arrivare a target poco sotto zona 160,50.
Se arriviamo lì sopra e vediamo un vero e proprio consolidamento (chiusure Daily ben impostate), c'è spazio per salire ancora.
Certo, a quel punto la Banca Centrale Giapponese tornerà ad avere gli occhi puntati sul cambio, considerando gli interventi congiunti che abbiamo visto di recente.
Se invece da quell'area dei 160.50 vediamo una bella rejection con una Price Action ribassista, allora da lì potrebbe ripartire il naturale movimento short dell'ultima gamba ribassista violenta.
Per ora l'impostazione resta rialzista di breve per andare a target su quella resistenza, poi da lì valuteremo con calma le candele daily.
Fatemi sapere nei commenti come la vedete voi su questo cambio!
Buon TRADING SIMPLE e alla prossima!
EURJPY, tutto urla un imminente nuovo allungoIl cambio euro/yen continua a mostrare una struttura tecnica costruttiva su più orizzonti temporali, suggerendo che la recente fase laterale possa rappresentare una pausa fisiologica all’interno di un trend rialzista ancora intatto.
Sul grafico settimanale, la formazione di un Hammer in prossimità dell’area compresa tra 179 e 180 yen ha segnalato un deciso ritorno della domanda, respingendo i tentativi di affondo e confermando l’importanza di un supporto costruito sia dai prezzi sia dall’analisi volumetrica.
Il successivo recupero ha riportato il cambio all’interno di una zona ad alta concentrazione di scambi, evidenziata dal Point of Control, spesso destinata a fungere da area di equilibrio prima di nuovi movimenti direzionali.
Anche il quadro giornaliero appare favorevole. I prezzi hanno trovato sostegno sulle medie mobili e hanno consolidato sopra livelli tecnici rilevanti senza mostrare segnali di deterioramento.
Infine, sul grafico a 4 ore emerge inoltre una sequenza di minimi crescenti e una fase di compressione sotto la resistenza di area 184, configurazione che ricorda un classico pattern di continuazione.
In un contesto macro caratterizzato da differenziali di rendimento ancora favorevoli all’euro rispetto allo yen, il mercato sembra prepararsi a un nuovo tentativo di estensione del movimento rialzista.
Una violazione convincente delle resistenze immediate potrebbe aprire la strada verso il ritorno in area 185 e, successivamente, verso i massimi delle settimane precedenti.
La sostanziale tenuta dei supporti e la progressiva compressione della volatilità rappresentano, al momento, elementi coerenti con l’ipotesi di un imminente nuovo allungo dei prezzi.
EURUSD – Pressione ribassista sotto una zona HTF chiaveL’EURUSD si trova attualmente in una zona tecnica molto sensibile, dopo il forte rimbalzo partito dai minimi di fine luglio. Il prezzo è risalito fino a una FVG Daily, in confluenza con un OB Weekly e con una precedente area di reazione, ma sta iniziando a mostrare un chiaro rallentamento del momentum rialzista.
Le ultime candele evidenziano infatti una fase di compressione sotto resistenza, con il prezzo che fatica a spingersi con decisione sopra la fascia compresa tra 1.1540 e 1.1560. Questo comportamento suggerisce che l’area attuale stia agendo come zona di distribuzione, dove il mercato potrebbe preparare una rotazione verso il basso.
Dal punto di vista tecnico, finché l’EURUSD resterà sotto questa zona HTF e non riuscirà a chiudere con forza al di sopra, lo scenario più coerente resta quello di una continuazione ribassista. Il recente rifiuto della parte alta della zona rafforza l’idea che il mercato possa tornare a cercare liquidità più in basso.
In caso di conferma, il prezzo potrebbe puntare inizialmente verso 1.1510 / 1.1500, area già importante sul grafico, con una possibile estensione successiva verso 1.1480. Una rottura netta sopra la resistenza invalidererebbe invece l’idea bearish nel breve termine, ma per il momento la struttura favorisce ancora una pressione al ribasso.
EUR/USD: il cambio alle prese con la resistenza 1,1530Quadro generale: EUR/USD in fase di stabilizzazione dopo la correzione estiva
Alla seduta corrente, l'EUR/USD (Pepperstone) tratta a 1,15328, in rialzo dello 0,07% (+0,00079 punti), dopo un'apertura a 1,15188 e un range di giornata compreso tra un minimo di 1,15118 e un massimo di 1,15388. Il quadro tecnico mostra un cambio che ha già recuperato buona parte del terreno perso nella correzione registrata tra fine giugno e inizio agosto, riportandosi in prossimità dei massimi recenti dopo la fase di lateralizzazione ribassista.
Il massimo visibile sul grafico si colloca a 1,16858, non troppo distante dalle quotazioni attuali, mentre il minimo di periodo è a 1,13244: la distanza tra i due estremi conferma l'ampiezza del movimento che ha caratterizzato l'EUR/USD negli ultimi mesi, con il prezzo che dopo aver toccato i minimi ha impostato un recupero deciso, riportandosi sopra 1,1530.
Il volume della seduta corrente è di 70,69K, sensibilmente sotto la media di 141,72K: un dato che invita a una lettura cauta sulla forza del movimento in atto, poiché il recupero non è ancora accompagnato da un'espansione dei volumi pienamente convincente, nonostante l'impostazione tecnica resti costruttiva.
Nuova fascia operativa: 1,14370–1,15195
Il canale ribassista di lungo periodo che ha accompagnato la discesa dai massimi resta ancora un riferimento, sebbene il prezzo abbia recentemente violato al rialzo diversi livelli di resistenza intermedi, segnalando un consolidamento della fase di stabilizzazione. Oggi il range più rilevante per l'EUR/USD è compreso tra la SMA breve a 1,14370 e la SMA lunga a 1,15195, entrambe ormai sotto le quotazioni correnti, a testimonianza della forza del rimbalzo in corso.
Dentro questa fascia il mercato sta valutando se il rimbalzo troverà continuazione verso un consolidamento sopra 1,1600, oppure se assisteremo a un nuovo test dell'area di supporto verso 1,15195–1,14889, dove convergono sia la SMA lunga sia il SuperTrend rialzista. Il posizionamento del SuperTrend a 1,14889, sotto il prezzo corrente, rappresenta oggi il riferimento tecnico principale per validare la tenuta del rimbalzo, confermando l'impostazione rialzista di fondo.
Principali livelli tecnici attuali
• Resistenza primaria 1,15388: massimo della seduta corrente, primo ostacolo tecnico immediato in caso di prosecuzione del recupero nelle prossime ore.
• Resistenza di periodo 1,16858: massimo visibile sul grafico, riferimento di lungo termine per un'estensione più ampia del movimento rialzista.
• Supporto dinamico SuperTrend 1,14889: rappresenta il vero spartiacque tecnico tra la fase di rimbalzo in corso e un possibile ritorno di pressione ribassista; la tenuta sopra questa soglia è la condizione necessaria per mantenere l'impostazione costruttiva di breve.
• Supporto intermedio SMA lunga 1,15195: media mobile più reattiva, oggi appena sopra il SuperTrend; un test di questo livello segnalerebbe un primo affievolimento del momentum rialzista recente.
• Supporto SMA breve 1,14370: riferimento tecnico più profondo, coincidente anche con l'area del Supertrend in trend ribassista a 1,14434; la sua perdita metterebbe in discussione l'intera struttura di recupero.
• Supporto di giornata 1,15118: minimo della seduta corrente, primo riferimento intraday per valutare la tenuta del movimento nelle prossime ore.
• Area minimi/massimi di periodo 1,13244–1,16858: fascia estrema che racchiude il movimento recente, riferimento di lungo termine ancora distante dalle quotazioni correnti.
Struttura tecnica: trend, medie e momentum
L'EUR/USD ha attraversato una fase di deterioramento tecnico nei mesi scorsi, seguita da un recupero deciso che ha riportato il prezzo sopra entrambe le medie mobili di riferimento, con il SuperTrend che segnala oggi un'impostazione rialzista a 1,14889. Questa configurazione, con il prezzo che tratta sopra sia la SMA breve a 1,14370 sia la SMA lunga a 1,15195, suggerisce che il mercato abbia già superato la fase di semplice base, entrando in una dinamica di trend rialzista più definito.
Sul fronte del momentum, l'RSI daily si attesta a 60,93, sotto la sua media basata su RSI a 65,26 ma ben sopra la soglia neutra di 50: un dato che segnala una prevalenza solida della pressione rialzista, senza però configurare condizioni di ipercomprato marcato, coerente con una fase di trend in accelerazione dopo la correzione estiva.
Operativamente, il mantenimento sopra 1,14889 rafforzerebbe l'impostazione di rimbalzo e manterrebbe aperta la strada verso i massimi di periodo a 1,16858; una rottura sotto questo livello, con successivo test della SMA breve a 1,14370, sarebbe invece coerente con una ripresa della pressione ribassista, senza però invalidare necessariamente il tentativo di base costruito nelle ultime settimane.
Scenari di prezzo sulla fascia 1,14370–1,16858 (EUR/USD Pepperstone)
Se nelle prossime sedute l'EUR/USD riuscisse a superare in chiusura l'area 1,15388–1,1560 con volumi in espansione, il mercato aprirebbe una fase di recupero più strutturale verso i massimi di periodo a 1,16858, con i modelli trend-following che tornerebbero a leggere il quadro come pienamente costruttivo e a privilegiare acquisti sui pullback verso 1,15195–1,14889.
Se invece il rimbalzo attuale dovesse esaurirsi sotto quest'area, un rientro verso il SuperTrend a 1,14889 e poi verso la SMA breve a 1,14370 sarebbe da considerare un test della tenuta del movimento, ancora compatibile con una fase di trend rialzista purché non accompagnato da un'estensione dei volumi in vendita.
Solo una rottura netta e confermata sotto 1,14370, con successiva perdita del SuperTrend, rimetterebbe in discussione l'attuale tentativo di stabilizzazione, riportando lo scenario verso un ritorno di pressione ribassista di breve periodo. In sintesi, l'area 1,14370–1,15388 rappresenta oggi la fascia chiave dell'EUR/USD: la tenuta sopra il SuperTrend a 1,14889 resta il segnale decisivo per distinguere un trend rialzista solido da un semplice rimbalzo tecnico dopo la correzione estiva.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
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EURUSD – Pressione ribassista sotto una zona HTF chiaveL’EURUSD si trova attualmente all’interno di una zona di resistenza HTF molto importante, in confluenza con una FVG Monthly e una FVG Daily, area in cui il prezzo sta già mostrando segni di rallentamento dopo l’ultimo impulso rialzista.
Dopo la forte risalita partita dai minimi di fine luglio, il mercato è arrivato su una zona premium dove si nota una reazione meno impulsiva e una difficoltà evidente a proseguire con decisione al rialzo. Le ultime candele mostrano infatti una fase di compressione sotto i livelli compresi tra 1.1545 e 1.1565, segnale che la spinta bullish potrebbe perdere forza.
Dal punto di vista tecnico, questa area può essere letta come una zona di distribuzione, con più confluenze tra livelli interni di Fibonacci e inefficienze higher timeframe. Finché il prezzo resterà sotto questa zona chiave e non riuscirà a chiudere con forza al di sopra, lo scenario più coerente resta quello di una reazione ribassista.
In caso di conferma, l’EURUSD potrebbe inizialmente tornare a cercare liquidità verso 1.1525 / 1.1515, con un’estensione possibile verso la zona di 1.1480, che rappresenta un livello tecnico interessante più in basso nella struttura attuale. Una rottura pulita sopra la resistenza invalidererebbe invece l’idea bearish nel breve termine.
USD/CHF: La Trap Bar Weekly e le conferme operativeSe queste mie analisi ti sono utili ti prego di mettere un LIKE/BOOST all'articolo e seguire questo profilo.
Questo mi permetterà di continuare a fare questo lavoro gratuito.
Se segui il mio stile di trading, sai che non amo complicarmi la vita con troppi indicatori o strategie complesse.
Il mio motto è sempre stato K.I.S.S. ( Keep It Simple, Stupid ).
I grafici ci parlano chiaro, se sappiamo ascoltare. Su USD/CHF, il grafico Weekly ci sta offrendo una idea di trading estremamente potente in questo momento.
L'area sopra 0.8100 si è rivelata un'area "border".
La scorsa settimana abbiamo assistito a un tentativo di rottura che sembrava promettente per i bulls, portando i prezzi proprio sul ritracciamento chiave del 50% dell'ultima leg ribassista principale ma la reazione del mercato su questo livello è stata perentoria: annullamento totale del rialzo durante i N.F.P.R con un forte sell off.
Questo è un segnale di esaurimento della spinta rialzista e di una chiara presenza di venditori in questa zona.
Cosa posso fare ora?
Sono venditore come idea.
Non cerco di indovinare il massimo o il minimo, cerco di seguire il mio merodo.
Per questo tipo di Setup Operativo lo short si convaliderebbe sotto 0.8055 con la rottura della Mother Bar.
Nel caso specifico lo Stop Loss di Posizione dovrebbe essere impostato lasciando un po' di respiro quindi da 0.8144. Questo tipo di stop tiene conto della volatilità e protegge l'operazione nel caso in cui la Trap Bar Weekly necessiti di più tempo per svilupparsi.
Il trade è potenzialmente interessante perché i prezzi potrebbe puntare verso la zona di estensione 161,8% della gamba short Daily (area 0.7940 - 0.7936).
Notare che questa zona coincide quasi perfettamente con il supporto settimanale principale a 0.7925.
Stiamo parlando di un trade che potrebbe offrire oltre 100 pips di target potenziali.
Se lo stop di posizione a 0.8144 può sembrare ampio per alcuni si può monitorare il timeframe a 4 Ore. Nel breve termine, potremmo trovare infatti spunti di entry con conferme di Price Action che ci permetterebbero di ottimizzare il Risk/Reward.
Ricordate: Io non credo nelle scommesse e per questo non FACCIO MAI SCOMESSE QUANDO OPERO. Credo fermamente nel mio metodo e per questo sono disposto a rischiare e accettare il "costo opertativo" del deal fin dal principio.
Per oggi è tutto e... come sempre, vi auguro una buona settimana di TRADING... SIMPLE!
WisdomTree - Tactical Daily Update - 11.08.2026Borse mondiali senza slancio, ma consolidano massimi storici.
La prospettiva di riapertura totale di Hormutz resta dubbia, il petrolio risale.
L’intelligenza artificiale spinge gli utili delle big tech, ma anche le capex.
USA: la prospettiva inflazionistica resta incerta, e con essa le mosse della FED.
Mercati in pausa, ma Hormuz torna a scaldare petrolio e inflazione. Le Borse europee hanno aperto la settimana di Ferragosto ieri, 10 agosto, con una seduta interlocutoria, dopo i recenti rialzi.
L’attenzione degli investitori resta infatti saldamente ancorata al Medio Oriente, dove le prospettive di una soluzione per lo Stretto di Hormuz appaiono ancora tutt’altro che definite. Iran e Oman sarebbero nelle fasi finali dei negoziati per individuare nuove rotte marittime, ma le tensioni tra Teheran e Washington stanno tornando a complicare il quadro.
In Europa, Milano ha chiuso a -0,1%, mentre Parigi ha guadagnato lo 0,1%, così come Francoforte, e Amsterdam +0,2%. Più deboli Madrid, -0,2%, e Londra, -0,3%.
Una pausa fisiologica, sembrerebbe dunque, dopo la brillante performance delle ultime settimane, ma con gli investitori che continuano a guardare con attenzione soprattutto all’evoluzione geopolitica e alle sue ricadute sui prezzi dell’energia.
Il tema è tornato infatti prepotentemente sul mercato petrolifero. Le nuove incertezze sulla riapertura di Hormuz hanno alimentato un nuovo rally del greggio: ieri il petrolio ha guadagnato circa il 5%, portandosi sopra 82,5 dollari al barile, e questa mattina la pressione rialzista prosegue.
Il Brent torna così a puntare verso i 90 dollari, scambiando a 89,2 dollari, mentre il WTI sale a 83,5 dollari (entrambi +1,5% circa ). In rialzo anche il gas europeo, con il contratto del TTF Amsterdam a 61,2 euro per megawattora (+0,7%).
Il ritorno dell’energia al centro della scena riporta inevitabilmente anche l’inflazione tra le principali preoccupazioni degli investitori.
La seduta di domani, mercoledì 12 agosto, sarà quindi particolarmente importante, poichè saranno pubblicati i dati sull’inflazione americana di luglio.
Il dato assume un peso ancora maggiore dopo il deludente rapporto sul mercato del lavoro statunitense, che ha contribuito ad alimentare le aspettative di tassi invariati da parte della Fed.
Ed è proprio l’inflazione il prossimo vero banco di prova per i mercati. Gli investitori cercheranno nei dati sui prezzi al consumo indicazioni utili per valutare la traiettoria della politica monetaria americana e capire se la Fed potrà permettersi di mantenere una posizione attendista sui tassi.
Wall Street guarda a petrolio e AI. Anche Wall Street ha chiuso ieri in territorio negativo, penalizzata dalle incertezze su Hormuz e dal nuovo rialzo del petrolio. Il Dow Jones ha ceduto -0,11%, il Nasdaq ha perso -0,32%, mentre l’S&P500 è arretrato -0,06%.
Tra i titoli sotto pressione spicca Intel, che ha perso il 3% dopo aver annunciato un’emissione di azioni ordinarie da 15 miliardi di dollari.
Il comparto tecnologico rimane comunque sotto i riflettori per ragioni opposte. Nvidia ha annunciato una partnership con alcuni dei maggiori gruppi finanziari globali per sviluppare piattaforme dedicate al finanziamento della capacità di calcolo.
L’obiettivo è mobilitare oltre 500 miliardi di dollari di capitale di terzi destinato alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Un progetto che conferma quanto la costruzione dell’infrastruttura necessaria all’AI stia diventando un tema sempre più rilevante anche per il sistema finanziario.
Oro più tonico, ma in bilico sopra i 4.300 dollari. Anche il mercato dei metalli preziosi riflette il complesso equilibrio tra geopolitica, inflazione e aspettative sui tassi.
Il prezzo dell’oro, dopo un guadagno settimanale vicino al 6% nella settimana passata, ieri ha superato con decisione i 4.300 dollari/oncia, avvicinandosi alla soglia dei 4.400 dollari, considerata fondamentale per confermare l’inversione della tendenza del metallo.
Il miglioramento del sentiment sulle prospettive di Hormuz ha inizialmente favorito un calo delle aspettative di inflazione, offrendo sollievo ai mercati obbligazionari sia europei sia americani.
Anche argento e platino si sono mossi nella stessa direzione dell’oro. Questa mattina, tuttavia, il “gold” ritraccia -0,6%, a 4.370 dollari, dopo aver raggiunto i massimi da due mesi.
Sul reddito fisso, ieri lo spread BTp italiano - Bund tedesco ha chiuso a 78 punti base, contro i 77 punti di venerdì. Il rendimento del BTp decennale benchmark è salito al 3,96%, dal 3,89% precedente, in una seduta caratterizzata da rialzi generalizzati dei rendimenti dell’Eurozona.
Questa mattina i mercati asiatici procedono invece in ordine sparso, con Tokyo chiusa per festività. Il Kospi coreano guadagna l’1,25%, mentre lo Shanghai Composite perde -0,13% e l’Hang Seng di Hong Kong arretra -0,77%.
Sul fronte valutario, l’euro/dollaro segna 1,1538, da 1,1547 della chiusura precedente. L’euro/yen sale a 183,8, da 183,5, mentre il dollaro/yen passa a 159,3, da 158,9.
Il quadro, dunque, resta sospeso tra due forze contrapposte: da un lato la speranza di una soluzione per Hormuz, dall’altro il rischio che nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran mantengano elevati petrolio e inflazione. Con i mercati già concentrati sui dati americani di domani, la partita tra geopolitica, energia e Fed è destinata a rimanere il principale driver dell’estate finanziaria.
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USDJPY D1: Ripartenza o inversione ribassista?Il cambio USD/JPY si trova in un trend rialzista strutturale da anni.
Recentemente, in area 164.000, abbiamo assistito all'atteso intervento di sostegno allo Yen, coordinato da parte delle autorità giapponesi e americane, visibile sul grafico attraverso le due imponenti candele ribassiste.
Concentrandosi sull'aspetto puramente tecnico, nello scenario attuale per convalidare un'inversione di trend di lungo periodo, il prezzo dovrebbe rompere, come minimo, il supporto statico a 156.200 (linea blu), quello che abbiamo visto recentemente invece, mostra come il prezzo abbia testato quell'area di supporto senza romperla, rimbalzando prontamente.
La sessione di ieri poi si è conclusa con una candela fortemente rialzista, fornendo un segnale di d'acquisto; inoltre la struttura rialzista è supportata dal canale di regressione lineare e trendline.
L'idea è che il prezzo possa tentare, almeno nel breve periodo, la risalita.
Dal punto di vista operativo ho immaginato un'operazione con ingresso a sconto (per assicurare il r:r minimo di 1:1), con SL sotto l'ultimo punto si svolta, e TP poco prima di un recente supporto che potrebbe diventare resistenza.






















