[La Teoria del Rasoio di Occam] - La semplicità batte i mercati.IL RASOIO DI OCCAM NEI MERCATI FINANZIARI :
La semplicità è l’ultima forma di chiarezza.
Nel trading retail esiste un falso mito pericoloso: l'idea che un'analisi complessa sia sinonimo di un'analisi vincente. Molti trader riempiono i propri grafici con oscillatori, medie mobili sovrapposte e algoritmi personalizzati, convinti che aggiungere variabili riduca il rischio.
Il risultato? Paralisi da analisi ed esecuzione fallimentare .
Per sopravvivere sui mercati, dobbiamo rispolverare un principio filosofico del XIV secolo: Il Rasoio di Occam . Questo concetto stabilisce che, a parità di fattori, la spiegazione più semplice è quasi sempre quella corretta. Nel trading, questo si traduce in un dogma assoluto: più elementi inserisci nella tua strategia, più punti di rottura stai creando .
Applica sempre questo test mentale prima di aprire una posizione:
Se non sai spiegare ad un bambino di 10 anni il motivo esatto per cui stai entrando a mercato allora la tua strategia è troppo complessa.
IL PERICOLO DELL'OVERFITTING : (Adattamento eccessivo)
Quando cerchi di piegare il mercato alle tue regole usando cinque indicatori diversi, stai commettendo un errore matematico chiamato overfitting .
Stai creando una strategia così specifica che si adatta perfettamente ai dati storici del passato, ma che fallisce miseramente non appena le condizioni di mercato cambiano anche solo di un millimetro. Gli indicatori tecnici sono derivati del prezzo; inseguono il passato.
Accumularli non fa altro che ritardare il tuo tempismo di ingresso a mercato.
COME "RADERE" IL TUO GRAFICO : LA STRATEGIA IN 3 PASSI
Per trasformare il tuo approccio da caotico a professionale, applica questa sequenza meccanica sui tuoi grafici:
1. Isola la Price Action : Rimuovi tutto. Guarda solo la pura struttura del prezzo, identificando massimi e minimi crescenti o decrescenti. Il prezzo è l'unico indicatore che non mente mai in tempo reale.
2. Identifica i Livelli Chiave Statici : Traccia solo i supporti e le resistenze macro in cui il prezzo ha reagito violentemente in passato. Meno linee vedi, più chiara sarà la mappa del mercato.
3. Cerca una Confluenza Binaria : Non aspettare che cinque pianeti si allineino. Ti bastano due elementi semplici: un livello chiave e un pattern di rifiuto del prezzo (es. una Pin Bar o un Engulfing) supportato da un aumento dei volumi. Se il setup soddisfa queste condizioni entri, altrimenti rimani fermo.
IL GIUSTO COMPROMESSO: SEMPLICE MA NON BANALE
Applicare il Rasoio di Occam non significa fare trading in modo superficiale o ignorare il contesto macroeconomico.
Significa eliminare il superfluo per concentrarsi su ciò che muove davvero i mercati: l'ordine dei flussi e la liquidità. “Una teoria dovrebbe essere il più semplice possibile, ma non più semplice di quanto non lo sia”.
I mercati sono sistemi complessi guidati dalla psicologia collettiva. Per estrarre profitto da un ambiente caotico, la tua mente ha bisogno di regole semplici, pulite e replicabili. Pulisci il tuo grafico, spegni il rumore e lascia che sia il prezzo a mostrarti la strada.
Rasoio “metaforico” : Il termine “rasoio” indici la metafora di tagliare via, come con una lama, tutte le complessità, le cause superflue e le congetture non necesarie per arrivare al cuore del problema.
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Mercato forex
AUDUSD H4: Test della Zona 0.6920 – Trend Ribassista DominanteAnalisi del Mercato:
AUDUSD H4 rimane all'interno di una chiara struttura ribassista dopo aver rotto al ribasso la precedente area di consolidamento. Il prezzo ha fallito più volte il superamento delle zone di resistenza superiori e attualmente scambia ancora al di sotto della Supply Zone a 0.7050 – 0.7080, indicando che la pressione in vendita non si è ancora indebolita.
Lo scenario principale al momento prevede di attendere un leggero rimbalzo di AUDUSD verso l'area 0.6900 – 0.6920. Se il prezzo non riuscirà a superare questa zona e mostrerà segnali di rifiuto (rejection), la pressione ribassista potrebbe riattivarsi, spingendo il prezzo verso il supporto a 0.6800.
Strategia di Trading:
Focus Entry: Priorità alle posizioni di vendita (SELL) in caso di rimbalzo nell'area 0.6900 – 0.6920, in presenza di un segnale di conferma ribassista. Evitare di vendere in ritardo (chasing) quando il prezzo è già a ridosso del supporto.
Target: 0.6800.
Invalidazione: Lo scenario ribassista perde validità se AUDUSD chiude una candela H4 sopra 0.6950.
Wall Street vola, focus su Fed e yenWALL STREET, CHE TRIMESTRE
I principali indici azionari di Wall Street hanno chiuso la seduta del 30 giugno 2026 in territorio nettamente positivo, completando il miglior trimestre dal 2020 grazie alla spinta del comparto tecnologico e ai solidi utili legati all’intelligenza artificiale.
Il Nasdaq ha chiuso a +1,52%, l’S&P 500 a +0,79% e il Dow Jones a +0,26%, a dimostrazione della solidità della Borsa americana, sostenuta sia dalla crescita economica sia da indicatori macroeconomici che continuano a sorprendere positivamente.
Sul fronte macroeconomico, l’attenzione degli investitori resta concentrata sulle prossime mosse della Federal Reserve, che ha recentemente mantenuto i tassi nell’intervallo compreso tra il 3,50% e il 3,75%, oltre che sui dati statunitensi relativi all’occupazione di giugno.
I dati pubblicati ieri sulle JOLTS Job Openings, che misurano le offerte di lavoro negli Stati Uniti, sono risultati superiori alle attese. Al contrario, la fiducia dei consumatori e il Chicago PMI hanno evidenziato un lieve rallentamento, pur rimanendo ampiamente in territorio positivo, confermando la resilienza dell’economia statunitense.
Proprio in virtù di questa forza economica, il mercato continua a scontare due ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed nel prossimo autunno. Tale aspettativa ha contribuito a spingere il rendimento del Treasury decennale statunitense al 4,46%.
PETROLIO
Il prezzo del petrolio WTI è rimasto stabile nelle ultime ore, attorno ai 70 dollari al barile, dopo aver registrato il calo trimestrale più marcato dal 2020.
Gli operatori restano in attesa di aggiornamenti sui colloqui di pace in corso tra Stati Uniti e Iran a Doha, con entrambe le parti impegnate ad allentare le tensioni nello Stretto di Hormuz a seguito dei recenti scontri.
Washington e Teheran stanno lavorando per raggiungere una soluzione duratura al conflitto, sebbene l’Iran abbia mantenuto una posizione rigida sul controllo del traffico marittimo lungo questa strategica via d’acqua.
Nel frattempo, il traffico delle petroliere continua a normalizzarsi, con un aumento delle spedizioni dopo la cessazione degli scontri nello Stretto di Hormuz.
Gli analisti mettono tuttavia in guardia dal rischio di un’eccessiva offerta sul mercato, poiché le esportazioni stanno recuperando più rapidamente del previsto. L’Iran ha dichiarato di aver spedito oltre 40 milioni di barili di petrolio da quando gli Stati Uniti hanno revocato il blocco navale, mentre le esportazioni russe hanno raggiunto livelli record, contribuendo a un significativo accumulo di greggio in mare.
VALUTE: LA BOJ NON SVELA LE PROPRIE INTENZIONI
Sul mercato valutario continua a essere protagonista lo yen giapponese, ai minimi degli ultimi quarant’anni. Il cambio USD/JPY si mantiene ormai sopra quota 162,70, in un movimento rialzista che appare inarrestabile e con la Bank of Japan che, almeno per il momento, sembra rimanere alla finestra.
Le ipotesi sono due: o le principali banche centrali stanno preparando un intervento coordinato che potrebbe coinvolgere simultaneamente tassi d’interesse e mercato dei cambi, oppure la strategia della BoJ e del governo giapponese consiste nel lasciare sfogare il trend rialzista per poi intervenire ai primi segnali di esaurimento del momentum.
L’EUR/USD resta stabile nell’area compresa tra 1,1380 e 1,1430, mentre l’EUR/JPY continua a mantenersi forte a quota 185,60, in attesa di sviluppi sul fronte dello yen.
Le valute oceaniche rimangono deboli, in particolare l’AUD/USD, mentre il dollaro neozelandese sembra mostrare segnali di recupero rispetto alle principali divise concorrenti.
Stabili il franco svizzero e le altre principali coppie valutarie. L’attenzione del mercato resta comunque concentrata sullo yen e sulla possibilità di un intervento da parte della Bank of Japan.
ORO
Mercoledì l’oro è sceso sotto i 4.000 dollari l’oncia, avvicinandosi ai minimi degli ultimi otto mesi, dopo la pubblicazione di solidi dati economici statunitensi che hanno evidenziato la resilienza dell’economia e rafforzato le aspettative di un ulteriore aumento dei tassi da parte della Federal Reserve nel corso dell’anno.
L’ultimo rapporto JOLTS ha mostrato un incremento delle offerte di lavoro fino ai livelli più elevati degli ultimi due anni. Parallelamente, gli analisti si aspettano un nuovo aumento dell’occupazione non agricola a giugno, con i dati in pubblicazione venerdì.
Nel frattempo, gli indicatori sull’inflazione core continuano a collocarsi ben al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla Fed.
I mercati stanno ora prezzando almeno un aumento dei tassi entro la fine dell’anno, con il primo intervento che potrebbe arrivare già a settembre.
Gli investitori restano inoltre in attesa di aggiornamenti sui colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran in corso in Qatar, nella speranza di un accordo di cessate il fuoco duraturo, sebbene non sia previsto alcun incontro diretto tra le due delegazioni.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
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Struttura tecnica su USD/CHFUSD/CHF si è mosso lateralmente all’interno di una chiara zona di accumulazione per un lungo periodo. In questa fase, la pressione degli acquirenti e dei venditori è rimasta quasi bilanciata, causando diversi rifiuti sia nella parte alta che nella parte bassa del range.
L’aspetto più importante è che il prezzo ha finalmente rotto al rialzo la zona di resistenza del range. Questo è un segnale significativo, perché mostra che gli acquirenti stanno iniziando a riprendere il controllo e che la struttura di mercato sta diventando più positiva.
Dopo il breakout, il prezzo sta ora correggendo verso la zona appena superata. Questa area è molto importante, perché la vecchia resistenza potrebbe ora trasformarsi in un nuovo supporto. Se il prezzo riuscirà a mantenersi sopra questa zona e mostrerà una chiara reazione rialzista, l’attuale correzione potrebbe essere semplicemente un retest sano prima di una nuova continuazione al rialzo.
Con la struttura attuale, il prossimo target che sto osservando si trova intorno a 0.82850. È un’area logica, perché si trova vicino alla prossima zona di resistenza dopo l’uscita del prezzo dalla fase di accumulazione.
Tuttavia, se il prezzo dovesse scendere con forza sotto la zona di breakout, lo scenario rialzista si indebolirebbe e il breakout potrebbe essere considerato fallito. In quel caso, metterei in pausa l’idea di acquisto e aspetterei un segnale più chiaro.
Per ora, finché USD/CHF riesce a mantenere il supporto dopo il breakout, la tendenza rialzista rimane supportata.
EURUSD H4: Rimbalzo sulla Nuova CorsiaL'EURUSD su H4 mostra segni di ripresa dopo il forte calo precedente. Il prezzo ha reagito nei pressi della zona di supporto a 1.1350 e si sta ora muovendo al rialzo seguendo una linea di supporto ascendente a breve termine, indicando che i compratori stanno iniziando a riprendere il controllo del ritmo di mercato.
Dal punto di vista tecnico, il livello di 1.1535 è la soglia chiave da monitorare. Se l'EURUSD continuerà a mantenersi al di sopra del Rising Support e romperà al rialzo questa zona, il rimbalzo potrebbe estendersi fino a 1.1600. Quest'ultima rappresenta una zona di resistenza maggiore, dove il prezzo potrebbe incontrare prese di profitto dopo il movimento rialzista.
Entry Focus (Focus Ingresso): Priorità all'ACQUISTO (BUY) finché il prezzo si mantiene sopra la zona 1.1390 – 1.1400 e compare un segnale di conferma rialzista. Si può attendere una rottura netta di 1.1535 per consolidare ulteriormente lo slancio.
Invalidation (Invalidazione): Il scenario rialzista perde validità se l'EURUSD chiude una candela H4 al di sotto di 1.1350.
Buon trading a tutti!
WisdomTree - Tactical Daily Update - 30.06.2026USA e Iran promettono moderazione e dialogo, sostenendo le Borse.
Ancora vendite su crypto e metalli preziosi: occasione di acquisto?
Dollaro ancora in recupero: la FED «hawkish» sostiene il rafforzamento.
Timori e tanti ragionamenti su valutazione e investimenti nella «tech».
La settimana dei mercati sì è aperta all’insegna della prudenza. Il primo elemento di sollievo arriva dal fronte geopolitico: Stati Uniti e Iran hanno concordato una sospensione degli attacchi reciproci, dopo la nuova fiammata di tensioni che aveva riacceso i timori su una possibile escalation.
Le parti dovrebbero proseguire questa settimana le discussioni sul memorandum d’intesa, con particolare attenzione alla situazione nello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per i flussi energetici globali.
Il quadro resta comunque fragile, mentre continua la rotazione settoriale che penalizza i titoli tecnologici dopo il forte rally degli ultimi mesi. Il petrolio, dopo un’accelerazione notturna legata ai timori di nuovi attacchi: in calo l’oro, che risente del rafforzamento del dollaro e della riduzione della domanda di beni rifugio.
Le Borse europee hanno chiuso in territorio negativo la seduta di ieri, 29 giugno: Francoforte -0,18%, Parigi -0,21%, Londra -0,23%, mentre il mercato guarda anche al vertice di Sintra, in Portogallo, alias il forum annuale della Bce.
A Wall Street, venerdì, l’S&P 500 ha chiuso invariato, anche se la maggioranza dei titoli ha registrato un rialzo. Il tema dominante resta però quello della concentrazione del mercato e del possibile eccesso di entusiasmo sull’intelligenza artificiale.
Sempre più spesso gli allarmi sulla possibile formazione di una bolla non riguardano tanto gli utili societari, he in molti casi stanno effettivamente seguendo la crescita delle quotazioni, quanto la dipendenza degli indici da un numero estremamente ristretto di società e temi.
Il caso della Corea è emblematico: Samsung Electronics e SK Hynix, da sole, sono in grado di determinare l’andamento dell’intero mercato azionario di Seul.
Il fenomeno è evidente soprattutto nel comparto AI. Le stime indicano che Amazon, Microsoft, Alphabet (Google) e Meta potrebbero investire complessivamente circa 737 miliardi di dollari in infrastrutture legate all’intelligenza artificiale nel 2026, con una possibile accelerazione oltre i 1.000 miliardi di dollari nel 2027, livelli di investimento senza precedenti per dimensione e concentrazione su un singolo tema industriale.
La conseguenza è una polarizzazione sempre più marcata: il peso delle principali società legate all’AI negli indici azionari avrebbe ormai superato quello raggiunto dai titoli tecnologici durante la bolla del 1998-2000.
Sul fronte energetico, il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz rimane ridotto dopo gli attacchi a due navi che hanno riacceso i timori sulla sicurezza della rotta. Alcune imbarcazioni hanno comunque ripreso i transiti durante il fine settimana: tra queste, due grandi petroliere sono entrate nel Golfo Persico senza carico.
Il petrolio ha completato la terza settimana consecutiva di ribasso, praticamente azzerando i circa 56 dollari di guadagni accumulati all’inizio della fase bellica, ma restando comunque circa 16% sopra i livelli di inizio anno.
Grande protagonista anche il mercato valutario: lo yen è sceso ai minimi dal 1986 contro dollaro. Il cambio dollaro/yen è arrivato a 161,91, dopo aver toccato quota 161,96, il livello più basso degli ultimi 40 anni. La valuta giapponese perde terreno anche contro l’euro, con il cambio euro/yen a 184,87.
A pesare è il persistente divario tra i tassi della Bank of Japan, ancora relativamente bassi, e quelli della Federal Reserve, che il mercato si aspetta rimangano restrittivi più a lungo. La debolezza dello yen aiuta gli esportatori giapponesi, ma aumenta il costo delle importazioni, soprattutto di petrolio e gas acquistati in dollari.
Il movimento appare ancora più significativo considerando che la BoJ aveva cambiato rotta nel 2024, ponendo fine alla politica dei tassi negativi. Il 16 giugno scorso la banca centrale giapponese ha portato il tasso di riferimento all’1%, il livello più alto dal 1995, ma l’impatto sulla valuta è stato limitato perché gli investitori continuano a scommettere su una Fed restrittiva. Il dollaro si avvia così a chiudere il mese migliore da novembre 2024, con un rialzo del 2,50%, col cambio euro/dollaro a 1,138.
Sul fronte inflazione, Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della Bce, ha avvertito che le pressioni sui prezzi potrebbero rivelarsi più forti del previsto anche in caso di riapertura dello Stretto di Hormuz. Secondo Schnabel, inflazione di alimentari, beni e servizi potrebbe accelerare e lo shock energetico rischia di alimentare dinamiche inflazionistiche più ampie.
In Asia stamane, 30 giugno, il quadro è misto: Nikkei -0,5%, Kospi +0,7%; CSI300 -0,1%; Hang Seng +2%; Taiex +1,7%. In Corea Samsung Electronics e SK Hynix intendono costruire ciascuna due nuovi grandi impianti per chip nel sud-ovest del Paese, nell’ambito di un progetto nazionale da 520 miliardi di dollari, per creare un ecosistema dominante nella produzione di semiconduttori per l’AI.
In Cina, invece, l’aumento degli utili industriali si è indebolito per la prima volta da novembre, segnalando che esportazioni solide e aumento dei prezzi non bastano a compensare la debolezza della domanda interna.
Sul mercato obbligazionario, il rendimento del Treasury decennale è sceso al 4,37%, il Bund decennale tedesco è al 2,87%, mentre il Btp decennale rende il 3,53%. Il future sul Treasury decennale si avvia a chiudere la terza settimana positiva consecutiva, con il miglior bilancio degli ultimi quattro mesi. al 5,14%, mentre gli spread si sono ampliati di 11 punti base, raggiungendo quota 89 punti base.
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EUR/USD: fragile, battaglia a 1,14 decide il prossimo trend EUR/USD: rimbalzo da 1,13–1,14, ma il dollaro resta il driver principale
La coppia sta tentando di stabilizzarsi sopra 1,14 dopo aver toccato minimi plurimensili in area 1,13. Tuttavia, la pressione del dollaro USA continua a limitare il potenziale di recupero della moneta unica. In questo contesto, la tenuta dell’area 1,14–1,1450 diventa cruciale: solo un consolidamento sopra questi livelli potrebbe trasformare il rimbalzo in qualcosa di più strutturato, favorendo una fase di ricopertura delle posizioni short. In caso contrario, il movimento rischia di restare un semplice pullback all’interno di un trend ribassista più ampio.
Tra il 29 e il 30 giugno 2026, il fixing BCE si attesta in area 1,1406, all’interno di un range mensile compreso tra i minimi di 1,1340 e i massimi in area 1,16–1,17. Nelle ultime sedute il cambio ha reagito dai supporti in zona 1,133–1,136, riportandosi sopra 1,14, ma con una volatilità ancora sostenuta, alimentata dai dati macro statunitensi e dalla debolezza ciclica dell’Eurozona.
Nel breve periodo, il mercato sembra impegnato a difendere il cluster di supporti tra 1,133 e 1,136, mentre il trend di fondo resta orientato al ribasso su base settimanale e mensile. In ottica intraday, l’area 1,137–1,145 continua a rappresentare la principale zona di equilibrio tra domanda e offerta, dove si concentra lo scontro tra compratori e venditori.
Struttura di fondo: ciclo ribassista del EUR, ma senza rottura della struttura pluriennale
l’EUR/USD arriva da una fase di recupero rispetto ai minimi del 2022–2023, ma il movimento rialzista ha perso forza nel 2026, con un ritorno in fascia 1,13–1,17. Le pressioni ribassiste dell’ultimo trimestre riflettono la combinazione di dati Eurozona sotto le attese e di un dollaro sostenuto da rendimenti USA relativamente elevati e da flussi rifugio.
Nonostante la fase correttiva, la struttura di lungo periodo resta quella di un grande trading range, con un’area cardine collocata tra 1,12 e 1,18. Solo una rottura stabile sotto 1,12 aprirebbe lo scenario di una nuova gamba ribassista strutturale dell’euro contro dollaro, mentre un recupero sopra 1,17–1,18 riaprirebbe la discussione su un ciclo rialzista più esteso.
Nuova fascia operativa 1,133–1,173 su EUR/USD
La precedente fascia di equilibrio tra 1,15 e 1,18, che aveva caratterizzato buona parte del primo semestre, è stata ormai violata al ribasso con il movimento che ha portato i prezzi verso 1,13–1,14. Il nuovo intervallo di contrattazione prevalente si colloca tra il supporto 1,133–1,136 e la resistenza dinamica in area 1,17–1,173, dove transita anche il bordo superiore delle principali figure tecniche di medio periodo.
In questa fascia il mercato sta decidendo se la debolezza dell’euro verrà riassorbita come fase correttiva all’interno di un grande range, con potenziali estensioni di recupero verso 1,17–1,18, oppure se si strutturerà una nuova gamba ribassista con rottura di 1,133–1,13 e possibili discese in direzione di 1,12–1,11. Finché le chiusure daily resteranno sopra 1,133, la lettura di fondo rimane quella di un dollaro forte ma non ancora in fase di runaway trend contro euro.
Principali livelli attuali (EUR/USD, cash spot)
• Resistenza assoluta 1,17–1,173: area di massimo recente e bordo superiore del pennant rialzista individuato su alcuni timeframe H4; una chiusura daily sopra 1,173 ridarebbe forza al tema di un recupero esteso dell’euro verso 1,18–1,19.
• Resistenza secondaria 1,146–1,150: zona di congestione individuata da diverse analisi come primo ostacolo sul rimbalzo; un superamento pulito di 1,1460–1,1500 aprirebbe spazio verso 1,16, mentre rifiuti su questo livello favorirebbero nuove vendite.
• Supporto primario 1,137–1,136: area ora testata ripetutamente in giugno e indicata come primo baluardo difensivo per l’euro; una tenuta di questo livello mantiene aperta l’ipotesi di consolidamento laterale, mentre una rottura netta riproporrebbe rapidamente 1,133–1,13.
• Supporto secondario 1,133–1,129: cluster di minimi recenti e target indicato da diversi scenari ribassisti; una discesa in chiusura sotto 1,129 aumenterebbe sensibilmente il rischio di estensione verso 1,12–1,1200.
• Supporto strutturale 1,120–1,106: area storica di accumulo, evidenziata come livello critico per la struttura di medio periodo; solo rotture stabili sotto 1,106–1,10 metterebbero in discussione il grande range 1,10–1,20 e aprirebbero scenari di rivalutazione profonda del dollaro.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave su EUR/USD
La configurazione delle medie mobili evidenzia un quadro misto: le SMA 20 e 50 cominciano a segnalare un potenziale tentativo di recupero di breve, mentre le medie più lunghe restano ancora orientate al ribasso, riflettendo la fase discendente del secondo trimestre. Il prezzo oscilla intorno alle medie veloci, con la fascia 1,137–1,145 che rappresenta il fulcro tecnico tra continuazione ribassista e consolidamento di transizione.
Gli oscillatori di momentum (RSI, MACD, Stocastico) mostrano un quadro di pressione venditrice in attenuazione, con l’RSI che si posiziona in zona neutrale e il MACD ancora sotto la linea dello zero ma in fase di appiattimento. Il contesto tecnico è quindi coerente con un dollaro forte ma privo, al momento, di nuove divergenze ribassiste a favore dell’euro sufficientemente nette da giustificare un’inversione strutturale immediata.
In questo quadro, un ritorno stabile sopra 1,146–1,150 riaprirebbe rapidamente lo scenario di recupero verso 1,16–1,17, con possibile test della parte alta del range a 1,173. Al contrario, la fascia 1,137–1,133 rappresenta il primo cuscinetto di assorbimento del ribasso: solo una rottura netta e confermata sotto 1,129–1,120 metterebbe davvero in discussione l’ipotesi di consolidamento e rilancerebbe la narrativa di un ciclo ribassista più profondo sull’euro.
Scenari sulla fascia 1,133–1,173 (EUR/USD)
Se nelle prossime settimane il mercato dovesse consolidare sopra 1,137–1,140 e tornare stabilmente sopra 1,146–1,150, con successivo breakout della resistenza 1,17–1,173, l’EUR/USD entrerebbe in una nuova fase di recupero, con target tecnici iniziali in area 1,18–1,19. In questo scenario, i modelli trend‑following comincerebbero a ridimensionare le posizioni short strutturali, privilegiando strategie long sui pullback verso 1,14–1,137 e leggendo le discese come occasioni di ricopertura.
Se invece il mercato non riuscisse a riconquistare 1,146–1,150 in chiusura e continuassero a prevalere le vendite sui rimbalzi, l’EUR/USD potrebbe ritracciare verso 1,133–1,129 e, in caso di ulteriore rafforzamento del dollaro o deludente dati Eurozona, estendere la correzione fino al cluster di supporti strutturali 1,120–1,106. In questo caso, la coppia entrerebbe in una fase di distribuzione ribassista all’interno del grande range, con un’ampia lateralità tra 1,106 e 1,16 in attesa di nuovi driver di politica monetaria.
Solo una discesa stabile sotto 1,106–1,10 comprometterebbe la struttura di medio periodo dell’euro contro dollaro e aprirebbe spazio a scenari di rivalutazione più profonda della valuta USA, con possibili estensioni in direzione di 1,08–1,06. In questa fase, l’area 1,133–1,173 rappresenta il nuovo pivot del principale cross FX globale: la capacità dei prezzi di restare sopra 1,14–1,145 in chiusura daily sarà il segnale chiave per distinguere tra semplice rimbalzo correttivo e vera fase di ricopertura delle posizioni ribassiste.
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Wall Street corre, yen ai minimi e gold in caloPRICE ACTION ESTIVE
Wall Street ha chiuso la seduta di ieri, 29 giugno 2026, in forte rialzo, trainata dal settore tecnologico e dal calo delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran.
I mercati hanno reagito positivamente alla cessazione degli attacchi tra Washington e Teheran e all'annuncio della ripresa dei colloqui in Qatar. Gli acquisti massicci sui titoli tecnologici hanno permesso al Nasdaq di sovraperformare gli altri principali listini.
L’indice Nasdaq ha chiuso in rialzo del 2,07%, mentre l’S&P 500 ha guadagnato l’1,18%. Positivo anche il Dow Jones, che ha registrato un progresso dello 0,59%.
I temi principali della settimana restano l’estrema debolezza dello yen giapponese, la stabilità del petrolio sui minimi di periodo e il calo dell’oro, sceso sotto la soglia dei 4.000 dollari l’oncia.
VALUTE: BOJ, DOVE SEI?
Lo yen giapponese è sceso ai minimi degli ultimi quarant’anni, raggiungendo il livello più basso dal 1986 e suscitando crescenti preoccupazioni tra gli operatori di mercato. Gli investitori restano in allerta in vista di un possibile intervento valutario da parte delle autorità di Tokyo.
La valuta nipponica continua a essere penalizzata dall’ampio differenziale dei tassi d’interesse tra Giappone e Stati Uniti. La Banca del Giappone prosegue infatti il suo graduale processo di normalizzazione della politica monetaria, mentre la Federal Reserve dovrebbe mantenere un orientamento restrittivo nel corso dell’anno.
Anche le persistenti operazioni di carry trade e la domanda sostenuta di dollaro statunitense come valuta rifugio continuano a pesare sullo yen.
Nel frattempo, l’economia giapponese resta esposta ai rischi legati alle forniture energetiche, a causa della forte dipendenza del Paese dalle importazioni di petrolio provenienti dal Medio Oriente.
Sul mercato valutario, segnaliamo un EUR/USD compreso tra 1,1380 e 1,1430, mentre il Cable mantiene quota 1,3200, rimanendo vicino a 1,3250. L’EUR/GBP si trova invece a ridosso dell’importante area di supporto in zona 0,8590.
Le valute oceaniche restano anch’esse in prossimità dei rispettivi supporti, mentre il franco svizzero si mantiene stabile sia contro euro sia contro dollaro, rispettivamente in area 0,9220 e 0,8100.
PETROLIO STABILE SUI MINIMI
Martedì il petrolio WTI si è stabilizzato sopra i 70 dollari al barile, conservando i guadagni della sessione precedente. L’attenzione degli investitori si è spostata sulla ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Doha.
I segnali contrastanti provenienti dalle due parti continuano tuttavia a offuscare le prospettive di medio termine. Teheran ha ribadito la propria intenzione di continuare a supervisionare il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, anche qualora l’Oman decidesse di non partecipare all’iniziativa.
In base all’attuale accordo provvisorio, l’Iran non applicherà dazi di transito per i prossimi 60 giorni, pur mantenendo aperta la possibilità di introdurli successivamente. Una proposta che incontra la ferma opposizione di Stati Uniti, Europa e Paesi arabi del Golfo.
Il traffico marittimo attraverso lo stretto ha registrato un rallentamento nel fine settimana a seguito di nuovi episodi di tensione che hanno coinvolto due navi. Nonostante ciò, gli operatori del settore e gli equipaggi sembrano intenzionati a continuare a utilizzare questa fondamentale rotta commerciale.
Il WTI si avvia a chiudere il mese con una perdita di circa il 19% e il trimestre con un ribasso superiore al 24%, mentre le prospettive di pace e l’attesa di maggiori flussi di greggio dal Golfo Persico continuano a sostenere lo scenario ribassista.
GOLD ANCORA IN CALO
Martedì l’oro è sceso sotto i 4.000 dollari l’oncia, toccando i livelli più bassi degli ultimi otto mesi e avviandosi a registrare il quarto ribasso mensile consecutivo.
Il metallo prezioso ha perso oltre il 12% nel corso del mese e circa il 15% nel trimestre. A pesare sulle quotazioni sono soprattutto le aspettative di una politica monetaria ancora restrittiva da parte della Federal Reserve e il progressivo ridimensionamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
I mercati continuano a prezzare tre rialzi dei tassi da parte della Fed nel corso dell’anno, con il primo intervento potenzialmente previsto per settembre.
Gli investitori restano ora concentrati sull’imminente pubblicazione del rapporto mensile sul mercato del lavoro statunitense (Non-Farm Payrolls), dal quale potrebbero emergere indicazioni decisive per le prossime mosse della banca centrale americana.
Nel frattempo, Stati Uniti e Iran dovrebbero riprendere i colloqui di pace a Doha nel corso della giornata, anche se le prospettive di un cessate il fuoco duraturo restano ancora incerte.
Dal punto di vista tecnico, il gold potrebbe dirigersi verso il supporto chiave in area 3.870 dollari l’oncia, minimo registrato nell’ottobre scorso e livello di swing particolarmente significativo per il mercato.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
EURUSD H4: I seller rallentano, spazio al BUYL'EURUSD ha registrato una chiara fase di ribasso dopo il breakdown dalla precedente area di consolidamento. Il prezzo ha tentato un rimbalzo per testare la Supply Zone intorno a 1.1570 – 1.1620, ma è stato rapidamente respinto, dimostrando che i venditori mantengono ancora il controllo della maggior parte del trend principale.
Tuttavia, all'attuale livello di prezzo intorno a 1.1400, l'EURUSD sta iniziando a formare una struttura di ripresa a breve termine. Il prezzo si sta muovendo all'interno di un piccolo canale rialzista dopo essere uscito dal precedente downtrend. Ciò indica che i buyer sono tornati sul mercato, ma sono necessarie ulteriori conferme affinché questo rimbalzo diventi più evidente.
Se l'EURUSD continuerà a mantenersi sopra l'area 1.1380 – 1.1400, i buyer potrebbero spingere il prezzo verso l'area 1.1500. Questa rappresenta la resistenza più vicina da monitorare nell'attuale fase di ripresa.
Punto di ingresso (Entry): Priorità a posizioni Long (BUY) se il prezzo si mantiene sopra l'area 1.1380 – 1.1400 e si manifesta un segnale di conferma rialzista.
Target (Take Profit): 1.1500.
Invalidazione dello scenario: Se l'EURUSD chiude una candela H4 sotto 1.1350, lo scenario di ripresa perderà validità.
CHFJPY potrebbe continuare a scendereCHFJPY mostra ancora una volta una struttura simile al movimento di prezzo precedente, e mi aspetto che il prezzo continui a scendere.
Se la struttura precedente dovesse ripetersi, CHFJPY potrebbe continuare il suo movimento ribassista verso la prossima area di supporto intorno a 198.000.
USDCHF: possibile continuazione della pressione ribassistaIl mercato è stato recentemente spinto verso il basso con un momentum ribassista piuttosto chiaro.
Il prezzo ha cercato di recuperare tornando verso la zona di supporto precedentemente rotta, ma la reazione attuale rimane ancora piuttosto debole. Quest’area sta ora agendo come una nuova zona di resistenza, dove il prezzo potrebbe rientrare nella prossima fase ribassista.
Da quello che osservo, USDCHF sta entrando in una fase di continuazione del momentum ribassista, in cui i venditori mantengono ancora il controllo dopo aver stabilito una chiara zona difensiva sopra il prezzo. Ogni rimbalzo, in questo momento, non è semplicemente una ripresa, ma potrebbe rappresentare un’opportunità per riattivare la pressione ribassista.
Obiettivo: 0.80650.
Questo livello segna la prossima zona di supporto verso cui il prezzo potrebbe dirigersi se la pressione dei venditori continuerà a essere mantenuta. È anche un’area in cui il mercato potrebbe temporaneamente trovare una nuova reazione.
USDJPY, la corsa del Dollaro al test dei 162 yenIl cambio USD/JPY si trova nuovamente a ridosso di uno dei livelli tecnici più rilevanti degli ultimi mesi. Sul grafico settimanale i prezzi sono infatti tornati in prossimità dell'area di 162 yen per dollaro, un punto di svolta e che coincide con i massimi registrati nel 2024.
Il mercato arriva a questo appuntamento dopo una progressione ordinata, sostenuta da una chiara trendline rialzista costruita dai minimi del 2025.
Il quadro di fondo rimane quindi costruttivo, ma proprio la vicinanza a una barriera così importante impone prudenza.
La storia recente insegna infatti che il superamento di quest'area potrebbe attirare rapidamente l'attenzione della Bank of Japan, che negli ultimi anni non ha esitato a intervenire verbalmente e, in alcuni casi, direttamente sul mercato per contrastare un eccessivo indebolimento dello yen.
È però il timeframe a quattro ore a offrire lo spunto operativo più interessante. I prezzi stanno infatti comprimendo la volatilità immediatamente sotto la resistenza, costruendo una struttura che potrebbe preludere a un'accelerazione direzionale.
Una rottura convincente dell'area sensibile potrebbe innescare un'estensione rialzista relativamente rapida, favorita anche dall'assenza di ostacoli tecnici immediatamente superiori.
BOJ permettendo.
Ancora una volta il grafico suggerisce che sarà il comportamento dei prezzi, e non la narrativa, a fornire la risposta più affidabile.
EURUSD: Inversione del canale verso 1.14800Il prezzo si muoveva precedentemente all’interno di un chiaro canale discendente, formando massimi decrescenti e minimi decrescenti mentre il momentum ribassista controllava il mercato. Tuttavia, dopo aver raggiunto la parte inferiore della struttura, la pressione ribassista ha iniziato a indebolirsi e il prezzo ha iniziato a formare una fase di recupero.
Attualmente, il mercato è passato da un canale ribassista a un canale rialzista, mostrando un possibile cambiamento della struttura di breve termine. Il prezzo sta formando minimi crescenti e sta gradualmente ruotando verso l’alto, suggerendo che gli acquirenti stanno iniziando a riprendere il controllo.
Finché EURUSD continuerà a mantenersi sopra la trendline inferiore del canale rialzista, lo scenario di recupero bullish rimarrà valido. Una continuazione da questa struttura potrebbe spingere il prezzo verso la prossima area di resistenza intorno a 1.14800.
Tuttavia, il prezzo potrebbe ancora correggere verso il limite inferiore del canale prima di continuare a salire. Questo sarebbe un normale retest all’interno della struttura rialzista e potrebbe fornire una conferma più forte per il prossimo movimento bullish.
Lo scenario rialzista rimane preferibile finché i minimi crescenti vengono mantenuti e il prezzo continua a muoversi all’interno del canale rialzista.
Wall Street incerta: tech pesa ma listini reggonoWALL STREET LIMITA I DANNI
La Borsa di Wall Street ha chiuso la seduta di venerdì 26 giugno 2026 all’insegna dell’incertezza e del contrasto, frenata principalmente da una forte ondata di vendite nel comparto dei semiconduttori e dell’hardware tecnologico.
Nonostante un’apertura in deciso calo, i listini americani sono riusciti a limitare i danni grazie a una rotazione settoriale verso comparti più difensivi, come la sanità e i beni di consumo.
Tra gli indici, il Dow Jones è quello che ha evidenziato maggiore tenuta, chiudendo in positivo, mentre l’S&P 500 ha terminato la seduta pressoché invariato. Il Nasdaq 100, invece, ha ceduto l’1,09%, appesantito dalle vendite sul comparto tecnologico.
A pesare è stato anche il possibile rinvio dell’ingresso in Borsa di OpenAI al 2027, fattore che ha innescato prese di beneficio sul settore tech.
A peggiorare il quadro si aggiunge il fatto che i rapporti tra Stati Uniti e Iran si trovano in una fase di tregua estremamente instabile e a forte rischio di fallimento, non essendosi ancora trasformata in una pace consolidata.
Al momento, Washington e Teheran hanno concordato la cessazione degli attacchi diretti, mentre la diplomazia lavora sotto traccia, con la previsione di un incontro ufficiale in Qatar per tentare di stabilizzare l’accordo e discutere la gestione delle aree critiche.
Il memorandum bilaterale punta a un cessate il fuoco duraturo, al ritiro di alcune forze americane e alla riapertura dello Stretto di Hormuz, ma l’impianto generale resta precario.
PETROLIO
In questo contesto, il prezzo del petrolio, sorprendentemente, registra solo lievi movimenti percentuali, più simili a una correzione tecnica che a un vero rialzo.
Durante la notte, il prezzo dell’oro nero è tornato in area 70 dollari al barile, recuperando modestamente dai minimi degli ultimi quattro mesi, dopo una serie di attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran per il controllo dello Stretto di Hormuz.
Le due parti hanno tuttavia concordato di sospendere ulteriori azioni militari in vista della ripresa dei colloqui di pace prevista per la fine della settimana.
Lo scambio di attacchi è iniziato giovedì, quando l’Iran ha preso di mira una nave portacontainer, provocando la reazione degli Stati Uniti il giorno successivo. Sabato, Washington ha lanciato una nuova serie di attacchi dopo che Teheran aveva colpito una nave che trasportava petrolio del Qatar.
Nel frattempo, Axios ha riportato che funzionari statunitensi e iraniani si incontreranno a Doha martedì per discutere dello Stretto di Hormuz e di altre questioni volte a porre fine al conflitto.
Nonostante le tensioni, l’attività di navigazione lungo questa via d’acqua vitale è aumentata da quando le due parti hanno raggiunto un accordo di pace provvisorio, sebbene gli armatori rimangano cauti: centinaia di navi sono ancora bloccate nel Golfo Persico.
Il fatto che il prezzo del petrolio non registri rialzi significativi rappresenta comunque un segnale positivo in vista delle prossime decisioni delle banche centrali sui tassi di interesse.
VALUTE
Nel mercato dei cambi si osserva un tentativo di recupero dell’euro, che dai minimi di 1,1320 si è portato a 1,1390: una correzione tecnica che potrebbe estendersi anche verso l’area 1,1450–1,1460.
Al contempo, lo USD/JPY rimane stabile e vicino ai massimi, in attesa delle decisioni della Bank of Japan in materia di tassi e di eventuali interventi sul cambio, che potrebbero aumentare la volatilità.
Il cable si mantiene ancora sopra quota 1,3200, sebbene i supporti chiave di medio termine siano collocati in area 1,3050.
Le valute oceaniche restano molto deboli: AUD/USD non è lontano da 0,6840 e NZD/USD da 0,5590.
Nel frattempo, l’AUD/NZD corregge verso 1,2200, con la possibilità di scendere fino a 1,2000 nel breve termine.
Il franco svizzero si mantiene stabile, intorno a 0,9220 contro euro e 0,8100 contro dollaro.
GOLD
Lunedì l’oro è tornato in area 4.050 dollari l’oncia, interrompendo un rimbalzo di due giorni, a causa dei rinnovati scambi di attacchi tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz, fattore che ha sostenuto i prezzi del petrolio e riacceso i timori inflazionistici.
Il conflitto si è intensificato a partire da giovedì, con l’Iran che ha preso di mira una nave portacontainer, una nave che trasportava petrolio del Qatar e basi militari in Kuwait e Bahrein, provocando diverse azioni di rappresaglia da parte degli Stati Uniti.
Tuttavia, entrambe le parti hanno successivamente concordato di sospendere ulteriori attacchi in vista della ripresa dei colloqui di pace previsti per questa settimana a Doha, in Qatar.
Nel frattempo, i dati della scorsa settimana hanno mostrato che l’inflazione PCE statunitense è risultata sostanzialmente in linea con le aspettative, spingendo gli investitori a ridurre leggermente le scommesse su un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve nel corso dell’anno.
I mercati sono ora in attesa del prossimo rapporto mensile sull’occupazione negli Stati Uniti e dell’indice PMI manifatturiero ISM, che potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulle prospettive di politica monetaria.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
AUDUSD H1: Resistenza EMA e un compito difficile per i compratorAUDUSD rimane in un chiaro trend ribassista dopo essere stato pesantemente venduto dalla Supply Zone (Zona de Offerta) intorno a 0.7075 – 0.7090. L'attuale struttura del mercato pende ancora a favore dei venditori, con il prezzo che continua a registrare massimi decrescenti e si mantiene al di sotto delle medie EMA34/EMA89.
Un punto degno di nota è che il prezzo si sta muovendo all'interno di un piccolo Falling Wedge (Cuneo Discendente) intorno all'area 0.6880 – 0.6920. Sebbene questo pattern possa talvolta innescare un rimbalzo tecnico, dato che il trend principale rimane ribassista, la zona 0.6902 – 0.6922 sarà l'area in cui i venditori potrebbero continuare a difendere le proprie posizioni.
Se AUDUSD dovesse rimbalzare verso questa zona ma venisse rifiutato, la pressione di vendita potrebbe ritornare e spingere il prezzo verso 0.6860, e più in basso verso 0.6845. Solo una chiusura netta del prezzo sopra 0.6950 indebolirebbe lo scenario ribassista a breve termine.
Piano di Trading:
Entry: VENDITA (SELL) nell'area 0.6902 – 0.6922 in caso di segnale di rifiuto (rejection) della crescita.
Stop Loss: Sopra 0.6950.
TP1: 0.6860.
TP2: 0.6845.
La trappola del MOMENTUM Quando la FORZA diventa un INGANNO Pt.2
1. Mercato Iperesteso : Il prezzo sale da molto tempo senza pause sane. Comprare qui è rischiosissimo.
2. Sforzo Massimo (Rettangolo): Le candele giganti alla fine della salita indicano l'ultimo colpo di coda dei compratori, non vera forza.
3. Esaurimento delle forze : La candela successiva al rettangolo è short e indecisa. Manca la spinta per continuare a salire.
4. Inversione : I compratori mollano la presa e i venditori prendono il controllo del mercato.
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L'Inganno del Momentum : Quando la Forza Diventa un Tranello
Ti è mai capitato di vedere un prezzo che sale verticalmente, farti prendere dalla FOMO (la paura di restare fuori) e comprare proprio sui massimi, poco prima che il mercato inverta la rotta? Se la risposta è sì, non preoccuparti: è una delle trappole più comuni.
Oggi vediamo come riconoscerla grazie alla Price Action.
Il Contesto : Nel primo grafico, il trend di fondo è chiaramente rialzista. Il prezzo sale da molto tempo. Quando un mercato si trova in questa condizione "iperestesa", il rischio di un crollo aumenta a ogni nuova candela. Comprare qui significa esporsi a un rischio altissimo per un guadagno minimo.
La Trappola : Guarda cosa succede dentro il rettangolo azzurro: le candele rialziste diventano improvvisamente enormi. A prima vista sembra forza incredibile. In realtà, dopo una lunga salita, indica lo sforzo massimo prima della fine. Gli ultimi trader stanno entrando presi dal panico di perdere l'occasione, mentre i grandi professionisti usano questa massa di compratori per vendere e incassare i profitti.
Il Segnale : Come capiamo che le forze sono esaurite? Guardiamo la candela subito dopo il rettangolo azzurro. Se il mercato fosse stato davvero forte, avremmo visto un'altra candela verde decisa. Invece, compare una candela short, piccola e indecisa. Si nota una frenata brusca del movimento.
La Regola d'Oro : Quando vedi un movimento molto lungo verso l'alto che si conclude con candele giganti, ferma le mani. Aspetta di vedere se i massimi vengono difesi. Se il prezzo mostra indecisione e non riesce a fare nuovi massimi, la spinta è svanita. È il momento in cui i venditori prendono il controllo.
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1. Mercato Iperesteso : Il prezzo scende da tempo. Vendere adesso è pericoloso perché il movimento è ormai vecchio.
2. Sforzo Massimo : Le ultime candele ribassiste sono forti, ma l’ultima in particolare. È l'ultimo sfogo del panico, non vera forza short.
3. Esaurimento delle forze : Subito dopo, i venditori spariscono e i compratori reagiscono con candele forti verso l'alto (rettangolo).
4. Inversione : La spinta ribassista è terminata. I compratori prendono in mano il mercato e avviano la salita.
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L'Inganno del Momentum Ribassista: Quando il Panico Crea un'Opportunità
Ti è mai capitato di vedere un prezzo che crolla verticalmente, farti prendere dal panico e vendere (Short) proprio sui minimi, un attimo prima che tutto rimbalzi verso l'alto? Vendere durante un crollo improvviso è un errore frequente. Oggi capiamo come riconoscere quando le vendite sono finite e i grandi trader stanno per comprare.
Il Contesto : Nel secondo grafico, il prezzo scende da molto tempo. Quando il mercato è così iperesteso al ribasso, la spinta dei venditori ha già consumato quasi tutta la sua energia. Vendere qui è rischiosissimo: il potenziale di guadagno rimasto è pochissimo, mentre il rischio di un violento rimbalzo è altissimo.
La Trappola : Guarda prima del rettangolo azzurro: quella candela short diventa improvvisamente lunghissima. Molti trader alle prime armi vedono questa accelerazione e pensano che il trend sia fortissimo. In realtà è lo sforzo massimo prima del crollo finale. È l'esaurimento delle forze dei venditori al dettaglio preso dal panico. Le grandi istituzioni lo sanno e usano questo momento per fare la spesa a prezzi stracciati.
Il Segnale : La vera conferma arriva subito dopo il candelone short. Invece di continuare a scendere, c'è una frenata brusca. I compratori entrano sul mercato con una forza dirompente: le candele successive diventano chiare e spingono verso l'alto con decisione, rompendo la vecchia struttura. Il momentum short è ufficialmente terminato.
La Regola d'Oro : Quando vedi un mercato che crolla da tempo e accelera all'improvviso sui minimi con candele giganti, non vendere. Aspetta che il panico finisca. Se vedi una reazione forte e decisa dei compratori subito dopo l'accelerazione, hai la conferma che il trend sta girando. È il momento ideale per pianificare un acquisto sicuro.
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⚠️ Disclaimer: Questo post ha esclusivamente finalità didattiche e informative. Non costituisce in alcun modo un consiglio finanziario o un invito all'investimento. Il trading comporta elevati rischi di perdita del capitale.
AUDJPY potrebbe continuare il suo movimento ribassistaAUDJPY continua a mantenere un chiaro trend ribassista. Il prezzo sta formando costantemente massimi e minimi decrescenti. La trendline discendente sopra il prezzo continua a funzionare come resistenza dinamica, mostrando che i venditori non hanno ancora perso il controllo.
Dopo l’ultimo forte movimento ribassista, il prezzo ha mostrato solo un recupero limitato, formando un piccolo canale rialzista. Questa struttura viene generalmente interpretata più come una correzione tecnica che come un’inversione di trend, perché i compratori non sembrano abbastanza forti da rompere l’attuale struttura ribassista.
In questo momento, il prezzo sta iniziando a rompere al ribasso il limite inferiore di questo canale rialzista. Se questa rottura verrà confermata e il prezzo non riuscirà a rientrare nel canale, la pressione di vendita potrebbe aumentare.
In questo scenario, mi aspetto che AUDJPY continui a scendere verso l’area di 110.750. Preferisco attendere una conferma dopo il breakout invece di entrare troppo presto, perché un retest fallito spesso offre un’opportunità d’ingresso con probabilità più alta. 💡
Studio del MOMENTUM: riconoscere quando avvengono le INVERSIONI
In conclusione :
Ricordate che il colore di una candela da solo non dice nulla. È la variazione delle sue dimensioni rispetto alle precedenti a svelare le vere intenzioni delle mani forti. Saper aspettare la conferma del momentum è ciò che distingue un trader disciplinato da uno emotivo.
⚠️ Disclaimer: Questo post ha esclusivamente finalità didattiche e informative. Non costituisce in alcun modo un consiglio finanziario o un invito all'investimento. Il trading comporta elevati rischi di perdita del capitale.
AUDUSD H1 è pronto per una nuova fase di vendita?Contesto attuale:
AUDUSD continua a mostrare una struttura ribassista chiara: il prezzo si indebolisce progressivamente dopo aver lasciato la Supply Zone superiore e si muove all’interno di un Descending Channel. La struttura attuale indica che i venditori mantengono il controllo del trend principale, mentre i rimbalzi sono solo di natura tecnica.
Attualmente AUDUSD viene scambiato intorno a 0.6898 e sta consolidando in un range di breve termine tra 0.6880 e 0.6920. Nonostante un leggero rimbalzo dal minimo del range, la pressione d’acquisto non è ancora abbastanza forte per confermare un’inversione, poiché il prezzo rimane sotto le EMA e non ha ancora rotto la resistenza vicina.
L’area 0.6920–0.6925 è una zona chiave da monitorare. Se il prezzo ritraccia verso questa zona ma non riesce a romperla al rialzo, potrebbe trattarsi di un retest prima di un’ulteriore spinta ribassista verso 0.6880 o livelli inferiori.
Focus operativo: privilegiare posizioni SELL nell’area 0.6920–0.6925 se il prezzo mostra rifiuto della resistenza.
Target: 0.6880.
Scenario di invalidazione: il setup ribassista viene invalidato se AUDUSD chiude una candela H1 sopra 0.6940.
Strategia EURUSD H4 per oggiL'EURUSD mantiene un chiaro trend ribassista sul time frame H4 dopo aver rotto al ribasso la precedente area di svalutazione (Sideway Range). La struttura attuale mostra che i venditori sono ancora in controllo, con i prezzi costantemente spinti verso il basso che non hanno ancora generato un rimbalzo abbastanza forte da invertire il trend.
Attualmente, il prezzo sta registrando un leggero rimbalzo intorno a 1.1370 dopo un forte calo, ma rimane al di sotto della Supply Zone vicino a 1.1580 – 1.1615 e sotto le principali linee EMA. Ciò indica che l'attuale ripresa potrebbe essere solo una reazione tecnica a breve termine prima della continuazione del trend ribassista.
Se l'EURUSD non riuscirà a superare l'area 1.1400 – 1.1420, la pressione di vendita potrebbe tornare e spingere il prezzo verso l'area 1.1300, e più a fondo verso 1.1250.
Punto di ingresso: Priorità allo SELL quando il prezzo rimbalza verso l'area 1.1400 – 1.1420 e mostra segnali di rifiuto del prezzo (rejection).
Target di profitto (Take Profit): 1.1300 – 1.1250.
Invalidazione dello scenario: Se il prezzo chiude chiaramente sopra 1.1450 su H4, la struttura ribassista a breve termine si indebolirà.
Questo articolo è solo a scopo informativo. Fai sempre trading in base alla tua analisi personale.
Wall Street mista: tech forte e PCE sotto atteseBORSE MISTE
La sessione di Wall Street di ieri, 25 giugno 2026, ha registrato una chiusura mista, condizionata da forti spunti nel comparto tecnologico e da dati macroeconomici chiave.
Wall Street ha tentato un recupero dopo che la pubblicazione dei risultati trimestrali di Micron ha ridato slancio al settore dell’intelligenza artificiale. Micron ha registrato un’impennata del 17% dopo aver superato le aspettative su utili e fatturato, stimando ricavi di circa 50 miliardi di dollari nel trimestre concluso ad agosto, rispetto ai 43,2 miliardi previsti.
La solidità del settore delle infrastrutture per l’IA è stata ulteriormente rafforzata dall’annuncio di 16 contratti a lungo termine da parte dell’azienda. Anche Qualcomm ha registrato un balzo del 10%, dopo aver raddoppiato le proprie proiezioni di fatturato non legato ai dispositivi mobili nei prossimi tre anni e annunciato una partnership con Meta.
Il calo dei rischi inflazionistici ha sostenuto diversi settori, grazie al continuo ribasso dei prezzi dell’energia e a dati PCE inferiori alle attese, favorendo anche i comparti più tradizionali. I titoli bancari hanno inoltre guadagnato terreno, poiché gli istituti di credito aumenteranno i dividendi dopo aver superato gli stress test della Federal Reserve.
LISTINI ASIATICI IN CALO
Nel frattempo, i mercati azionari asiatici hanno registrato un calo, con i titoli tecnologici nuovamente sotto pressione dopo i forti guadagni della sessione precedente.
Il KOSPI sudcoreano, considerato un barometro per i titoli legati all’intelligenza artificiale, ha perso oltre il 7%, mentre l’indice Nikkei 225 giapponese è sceso di oltre il 4%.
VALUTE
La volatilità sul mercato valutario resta contenuta, con l’EUR/USD ancora al di sotto di 1,1400, ma incapace di rompere il supporto a 1,1320. Il cambio GBP/USD (“Cable”) segue una dinamica simile, mantenendosi a ridosso di 1,3200.
Il dollaro si mantiene forte grazie a dati macroeconomici migliori delle attese e ai timori statunitensi legati alla de-dollarizzazione, processo che la Cina starebbe portando avanti tramite una rivalutazione dello yuan, potenzialmente collegato al dollaro in una forma simile a un nuovo gold standard.
Lo yen giapponese resta debole, vicino ai minimi di periodo, con USD/JPY prossimo a 162,00, in assenza di interventi della Bank of Japan. I rendimenti dei titoli di Stato decennali, intorno al 2,6%, suggerirebbero ulteriori rialzi dei tassi da parte della banca centrale, che tuttavia continua a mantenere un atteggiamento attendista.
Le valute oceaniche risultano deboli: l’AUD/USD è in calo, mentre il NZD/USD resta vicino ai minimi di periodo. Il cambio AUD/NZD sembra orientato verso il supporto di area 1,2180.
PCE IN LINEA CON IL CONSENSO
A maggio 2026, l’indice dei prezzi PCE statunitense è aumentato dello 0,4% su base mensile, in linea con aprile ma inferiore alle attese di mercato, che prevedevano un +0,5%.
L’inflazione dei beni è scesa allo 0,4% dallo 0,7%, mentre quella dei servizi è salita allo 0,5% dallo 0,3% registrato nei due mesi precedenti. L’indice PCE “core”, che esclude alimentari ed energia, è cresciuto dello 0,3%, in linea con il mese precedente e con le aspettative.
Su base annua, l’inflazione PCE è aumentata per il terzo mese consecutivo, raggiungendo il 4,1% dal 3,8%, il livello più alto da aprile 2023. L’inflazione core è salita invece al 3,4% dal 3,3%, massimo da ottobre 2023.
Nella riunione di giugno 2026, la Federal Reserve ha rivisto al rialzo le proprie stime, indicando un’inflazione PCE al 3,6% e core al 3,3% per l’anno, entrambe sopra il target del 2%, rafforzando l’ipotesi di un prossimo rialzo dei tassi.
PETROLIO
Durante la notte, il prezzo del petrolio WTI è sceso sotto i 71 dollari al barile, cancellando i guadagni della seduta precedente. Gli investitori stanno valutando l’aumento del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, nonostante un recente incidente in cui una nave è stata colpita da un proiettile non identificato al largo dell’Oman.
L’episodio ha riacceso i timori per la sicurezza nella regione e per un possibile maggiore controllo iraniano su questa arteria strategica. Alcune navi mercantili hanno invertito la rotta, mettendo a rischio i progressi compiuti nel dialogo tra Stati Uniti e Iran.
Washington e Teheran proseguono i negoziati per un accordo stabile, ma si prevede che le discussioni, soprattutto sul nucleare, si prolungheranno. Nonostante le tensioni, i flussi di petrolio attraverso Hormuz hanno raggiunto i livelli più elevati dall’inizio del conflitto.
I produttori mediorientali stanno aumentando l’offerta, pur affrontando difficoltà nel reperire un numero sufficiente di petroliere. Il WTI si prepara così a registrare il terzo calo settimanale consecutivo.
PIL USA
Nel primo trimestre del 2026, l’economia statunitense è cresciuta del 2,1% su base annua, dato rivisto al rialzo rispetto all’1,6% della stima precedente, ma inferiore alla crescita registrata nel quarto trimestre del 2025.
Gli investimenti sono aumentati del 7,9%, sopra il 7% stimato inizialmente. In particolare, gli investimenti delle imprese in attrezzature sono cresciuti del 15,8%, mentre quelli in strutture sono diminuiti del 4,7%.
La spesa dei consumatori è aumentata dello 0,5%, ben al di sotto dell’1,4% precedente, a causa del rallentamento dei servizi (0,5% contro 1,8%), mentre la componente dei beni è rimasta debole.
La spesa pubblica è cresciuta del 4,4%, confermando la stima precedente e recuperando dopo una contrazione del 5,6%, grazie alla ripresa dell’attività successiva alla conclusione dello shutdown governativo.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
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USDCHF FINE DELLA CORSA RIALZISTA......Questo secondo me è la prima frenata del fortissimo rialzo di usdchf che ha favorito anche il crollo dell'oro. L'energia si sta attenuando e potremo vedere un inversione nelle prossime settimane. 2 sono i livelli chiave come indicati sul grafico.
Vedremo come si evolve. Voi cosa ne pensate?






















