Perché il dollaro non brilla di luce propria?In queste settimane di shutdown negli Stati Uniti, i mercati stanno vivendo una sorta di sospensione: i flussi macroeconomici si sono interrotti, le statistiche ufficiali mancano, eppure il dollaro continua a reggere.
Secondo Goldman Sachs, questa calma apparente nasconde un equilibrio fragile. Senza nuovi dati americani da interpretare, gli investitori hanno spostato lo sguardo all’estero, dove le tensioni politiche in Giappone, Francia e Regno Unito mantengono alta la volatilità e spingono molti operatori a rifugiarsi nel biglietto verde.
In altre parole, il dollaro non brilla di luce propria: semplicemente, gli altri sembrano messi peggio.
USD: L’assenza che fa bene
Nonostante la mancanza di numeri, il dollaro resta il punto di riferimento.
Il ragionamento dei mercati è semplice: se le acque si agitano altrove, conviene restare ancorati alla valuta più liquida e difensiva del mondo.
I rischi fiscali in Europa e in Asia, insieme all’incertezza politica, hanno riportato il flusso di capitali verso gli Stati Uniti, anche se la macchina federale è temporaneamente ferma.
Eppure, Goldman Sachs invita a non farsi illusioni: questo effetto “rifugio” potrebbe durare poco.
Lo shutdown non è solo un fastidio burocratico, rischia di frenare l’attività economica americana, mentre alcuni segnali di raffreddamento del mercato del lavoro cominciano già a emergere.
La banca prevede che, nel corso del 2026, il dollaro possa iniziare un lento indebolimento. A pesare saranno il ritorno delle tensioni commerciali globali, l’incertezza fiscale e una possibile normalizzazione dei differenziali di tasso.
Per ora, tuttavia, la forza del biglietto verde racconta un paradosso: nel silenzio dei dati, il mercato ascolta solo le paure degli altri.
JPY: Yen in difesa, ma pronto a sorprendere
In Asia, lo yen giapponese continua a muoversi in territorio fragile.
La Bank of Japan ha abbassato le aspettative di un rialzo dei tassi a ottobre, raffreddando le speranze di chi sognava una svolta monetaria dopo anni di ultra-stimoli.
A complicare le cose, il nuovo ministro delle finanze ha evocato una sorta di “Abenomics 2.0”, una versione aggiornata delle politiche espansive che hanno segnato un’epoca.
Il messaggio è chiaro: niente fretta nel normalizzare i tassi, e più spazio alla spesa pubblica.
Per Goldman Sachs, un primo rialzo potrebbe arrivare potenzialmente solo tra dicembre e gennaio 2026, ma fino ad allora lo yen rimane una delle migliori coperture in caso di recessione globale.
Nonostante la debolezza nominale, molti gestori continuano a considerarlo un paracadute prezioso: quando il rischio aumenta, Tokyo diventa di nuovo una destinazione sicura.
GBP: Sterlina fragile e senza bussola
Nel Regno Unito, la sterlina sembra aver perso la bussola.
L’inflazione è finalmente in calo, ma questa buona notizia è anche un’arma a doppio taglio: più i prezzi rallentano, più cresce la probabilità che la Bank of England tagli i tassi.
Il risultato? Una valuta in affanno, scivolata ai minimi dell’anno contro euro e franco svizzero.
Anche il cosiddetto “premio fiscale” britannico, quel margine extra legato alle politiche di spesa pubblica, si è ridotto. E con i dati macroeconomici in continuo indebolimento, la sterlina appare sempre più vulnerabile.
Goldman Sachs mantiene una visione ribassista, ma prudente.
Preferisce scommettere su un calo del pound contro euro o valute scandinave, evitando il confronto diretto con il dollaro, che continua a godere della fiducia degli investitori globali.
In fondo, nel clima attuale, la fragilità della sterlina racconta un Regno Unito sospeso tra il desiderio di crescita e la paura di una stagnazione prolungata.
CAD: Debolezza strutturale, ma utile come funding
Anche il dollaro canadese non se la passa meglio.
La Bank of Canada sembra pronta a un nuovo taglio dei tassi di 25 punti base, segnale che l’economia domestica resta sotto pressione.
Con consumi in rallentamento, investimenti in calo e tensioni commerciali crescenti con gli Stati Uniti, il CAD si è trasformato da valuta “energetica” a moneta di funding: utile per finanziare posizioni più redditizie altrove, ma poco attraente di per sé.
Per ora, il destino del dollaro canadese sembra legato a doppio filo al prezzo del petrolio e all’andamento dell’economia americana. E finché Washington rimane in silenzio, anche Ottawa sembra condannata a seguire.
Vi ricordiamo che questa si tratta di un’analisi informativa in cui non viene fornito alcun consiglio finanziario.
In sintesi, il mercato FX sta vivendo una fase di equilibrio instabile.
Il dollaro resta forte, ma più per le debolezze altrui che per i propri meriti.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
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Mercato forex
AUDUSD in accumuloAUDUSD daily mostra una fase di accumulo e un primo tentativo di breakout rialzista.
Ritengo che eventuali pullback sulle medie possono essere considerati dei livelli di test del supporto per poi proseguire con la vera fase di rialzo.
Primo supporto 0.6525
Prima resistenza 0.6620
L'indebolimento del GOLD potrebbe aiutare AUD e EUR nei confronti del Dollaro.
Uso sempre le charts di Capital.com per le mie analisi. Sono intuitive, lineari e super precise. Se fate trading, ve le consiglio davvero!
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Risk Disclaimer
Le informazioni fornite hanno solo scopo informativo e non devono essere considerate come consulenza finanziaria. Si prega di fare le proprie ricerche prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.
EUR/USD: Target Raggiunto a 1.1665 – Strategia Vincente Il cambio Euro/Dollaro conferma la rottura rialzista con profitto di 590 $
Dopo aver aperto la posizione long dal livello 1.1606, il target fissato a 1.1665 è stato pienamente raggiunto, portando a casa un profitto di +59 pip (pari a 590$ su un lotto standard).
Il trend, come anticipato nell’analisi precedente, ha confermato il cambio di direzione dopo la rottura della trendline ribassista, spingendo i prezzi verso la fascia di resistenza chiave.
Attualmente, il cambio EUR/USD si trova in una fase di consolidamento sopra 1.1640, livello che potrebbe fungere da nuovo supporto dinamico. Un eventuale superamento di 1.1670/1.1690 aprirebbe spazio verso nuovi massimi settimanali.
🔹 Scenario tecnico attuale:
* Supporto chiave: 1.1640 – 1.1606
* Resistenza: 1.1665 – 1.1690
* Trend di breve: rialzista
* Prossimo obiettivo potenziale: 1.1730
Il risultato ottenuto non è solo una conferma operativa ma anche un segnale di crescita per il progetto editoriale. Ogni operazione documentata rappresenta un passo concreto nel percorso di trasparenza e strategia condivisa.
#EURUSD #ForexTrading #AnalisiTecnica #EuroDollar
Wall Street ai massimi, oro giù: focus su Fed e CinaNON C’È LIMITE AI RIALZI, PER ORA
Ancora una seduta positiva per gli indici USA, che hanno registrato nuovi massimi storici. L'S&P 500 è salito dell’1,23%, toccando il nuovo record di 6.877 punti. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,71%, mentre il Nasdaq è avanzato dell'1,86%, raggiungendo il massimo storico di 23.659 punti.
Sui mercati si respira un clima di rinnovato ottimismo, alimentato dalle prospettive di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina. Il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha dichiarato che esistono le premesse per un’intesa significativa, che i presidenti potranno discutere giovedì. L’accordo potrebbe includere il rinvio delle restrizioni cinesi all’esportazione di terre rare, la cancellazione dei dazi del 100% sui prodotti cinesi previsti per il mese prossimo e la ripresa degli acquisti di soia da parte della Cina.
I titoli dei settori comunicazione e tecnologia hanno guidato i rialzi. Nvidia, Broadcom, Alphabet e Tesla hanno chiuso con guadagni superiori al 2%. Intanto, gli operatori si preparano a una settimana intensa sul fronte degli utili aziendali, con cinque dei cosiddetti "Magnifici Sette" pronti a pubblicare i risultati. Si prevede inoltre che la Federal Reserve possa procedere con un taglio dei tassi di 25 punti base nel corso della settimana.
VALUTE
Poche novità sul fronte valutario, con dinamiche che si ripetono da settimane. L’EUR/USD si avvicina ai livelli chiave di 1,1680 e 1,1720, ma senza particolare slancio. Anche il Cable si muove verso l’area di 1,3380–1,3390, mentre l’USD/JPY è tornato sotto quota 152,00 dopo aver testato i massimi di periodo sopra 153,20. L’EUR/JPY ha toccato 178,20 per poi ritracciare di circa 100 pips, in seguito al rientro dell’USD/JPY.
Le valute oceaniche mostrano segnali di correzione, con la speranza che l’accordo USA-Cina possa ridare fiato ad AUD e NZD, particolarmente penalizzate nell’ultimo periodo. L’impressione è che il dollaro sia da vendere sulle indiscrezioni fino alla decisione della Fed, per poi tornare a rafforzarsi una volta ufficializzato il probabile taglio dei tassi.
GERMANIA, IFO IN RIPRESA
L’indice Ifo sul clima aziendale in Germania è salito a 88,4 nel mese di ottobre 2025, rispetto agli 87,7 di settembre, superando le previsioni fissate a 88. L’indice delle aspettative è aumentato a 91,6, il livello più alto da febbraio 2022, mentre le condizioni attuali sono leggermente peggiorate, scendendo a 85,3 da 85,7.
Secondo il presidente dell’Ifo, Clemens Fuest, le aziende continuano a sperare in una ripresa economica nel prossimo anno, anche se la valutazione della situazione attuale è leggermente più negativa. Nel settore manifatturiero le aspettative sono migliorate, mentre nei servizi si registra un miglioramento del sentiment, grazie a una valutazione più favorevole delle condizioni attuali e a un minore scetticismo sulle prospettive future.
MOODY’S
Venerdì, Moody’s ha confermato il rating sovrano a lungo termine della Francia in valuta estera ad Aa3, ma ha rivisto l’outlook da stabile a negativo. La decisione è motivata dai crescenti rischi legati alla frammentazione politica, che potrebbero compromettere la capacità del Paese di contenere il deficit.
Nei mesi precedenti, anche Fitch, DBRS e S&P Global avevano declassato il rating della Francia. Il Ministro delle Finanze, Roland Lescure, ha commentato che la decisione di Moody’s riflette l’assoluta necessità di costruire un percorso collettivo verso un compromesso di bilancio. Il governo, ha aggiunto, resta determinato a raggiungere l’obiettivo di un deficit pari al 5,4% del PIL nel 2025 e a proseguire su un ambizioso percorso di riduzione del disavanzo pubblico, con l’intento di riportarlo sotto il 3% del PIL entro il 2029, senza compromettere la crescita.
Attualmente, il rating di Standard & Poor’s per la Francia è pari ad A+ con outlook stabile, mentre DBRS lo riporta ad AA, anch’esso con outlook stabile. Il rating creditizio è uno strumento fondamentale per fondi sovrani, fondi pensione e altri investitori, influenzando direttamente i costi di indebitamento di un Paese.
GOLD
L’oro è in calo, tornato abbondantemente sotto la soglia dei 4.000 dollari l’oncia, con un test a 3.957 mentre scriviamo. Si tratta del livello più basso da oltre due settimane. Le prospettive di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina hanno ridotto la domanda di beni rifugio.
I funzionari di entrambi i Paesi hanno annunciato di aver raggiunto un accordo quadro sui dazi e su altre questioni chiave durante i colloqui del fine settimana in Malesia. Questo apre la strada alla finalizzazione dell’intesa da parte del Presidente Trump e del Presidente Xi, che si incontreranno in Corea del Sud nei prossimi giorni.
Tuttavia, il dollaro debole e le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve hanno contribuito al sell-off del metallo giallo
Saverio Berlinzani
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
EUR/USD: trend rialzista in costruzione da 1,1606Dopo aver chiuso la precedente operazione short sul livello 1,1606, ho riaperto una nuova posizione long dallo stesso punto chiave.
Il target operativo è fissato a 1,1665, con un potenziale di 59 pip a un lotto — un movimento interessante che, se confermato, rappresenta un chiaro segnale di forza rialzista.
Sul grafico si nota come il trend ribassista precedente abbia trovato un’area di supporto dinamico proprio in corrispondenza della rottura della trendline. L’attuale fase, infatti, suggerisce un possibile riposizionamento del prezzo verso la linea di tendenza (zona 1,1620–1,1630) prima di un eventuale proseguimento verso l’alto.
Per confermare la validità del nuovo trend sarà fondamentale l’oltrepassamento dei livelli 1,1642 e 1,1652: una chiusura sopra queste aree potrebbe aprire la strada a una nuova gamba rialzista, con potenziale estensione fino a 1,1690.
L’impostazione grafica suggerisce quindi un momentaneo cambio di sentiment, con i compratori che tornano protagonisti. Continuerò a monitorare l’evoluzione per valutare un possibile incremento della posizione in caso di conferme strutturali.
#037: Opportunità di Investimento SHORT su NZD/USD
Il cambio NZD/USD sta mostrando un comportamento che merita attenzione da parte degli operatori istituzionali. Salve, sono il Trader Forex Andrea Russo, trader Indipendente e prop trader con attualmente 200 mila dollari di capitale in gestione e Vi ringrazio anticipatamente per il vostro tempo.
Dopo una fase di consolidamento caratterizzata da minimi progressivamente più alti, il mercato ha raggiunto un’area tecnica che storicamente rappresenta un punto di decisione per il flusso direzionale.
Nelle ultime sessioni, la price action ha evidenziato un rallentamento dell’impulso rialzista, con candele a corpo ridotto e ombre superiori evidenti, segno di assorbimento della pressione d’acquisto. Parallelamente, si è osservato un incremento della volatilità intraday, tipico delle fasi in cui la liquidità inizia a cambiare lato.
Sul piano fondamentale, il contesto resta fragile per il dollaro neozelandese. Le aspettative di una politica monetaria più accomodante da parte della RBNZ, unite a dati macroeconomici misti, mantengono il sentiment di medio termine ancorato a una visione di prudenza. Il dollaro statunitense, pur non mostrando particolare forza, continua a beneficiare del differenziale di tasso e della domanda di copertura nei momenti di incertezza.
Dal punto di vista tecnico, il comportamento recente del prezzo suggerisce che il mercato stia cercando liquidità in prossimità delle aree di resistenza, dove si concentrano ordini pendenti e potenziali prese di profitto da parte di chi ha operato long nelle settimane precedenti. È qui che spesso avviene la transizione istituzionale tra accumulo e distribuzione, preludio a movimenti direzionali più estesi.
Gli operatori professionali stanno osservando la reazione del prezzo in questa fascia con estrema attenzione: una conferma di rifiuto della zona alta, accompagnata da volumi coerenti, potrebbe rappresentare un segnale anticipatore di un ritorno dell’interesse ribassista.
Settimana fondamentale per Euro-DollaroCome anticipa il titolo, la prossima settimana sarà cruciale per l’Euro-Dollaro, con diversi eventi market driver destinati ad aumentare la volatilità del cambio.
Al di là dei dati macro in calendario, l’attenzione sarà tutta concentrata su due appuntamenti chiave: mercoledì la Federal Reserve, con la decisione sui tassi e la consueta conferenza di Powell, e giovedì la BCE, che seguirà con le proprie comunicazioni.
Come ci arriviamo?
Sul fronte europeo non si attendono sorprese: il mercato prezza una BCE ferma, almeno per ora. Diversa invece la situazione negli Stati Uniti, dove gli operatori stanno scontando un taglio dei tassi di 25 punti base.
Sul fronte tecnico, la settimana si è aperta con una fase di debolezza per l’Euro-Dollaro, sceso fino all’area di 1,158, dove i prezzi hanno trovato un primo supporto, innescando poi un timido rimbalzo nella seconda parte della settimana. Il cambio ha così chiuso intorno a 1,1625, in leggero recupero ma ancora all’interno di una struttura laterale di breve periodo.
Difficile impostare una view direzionale netta in vista dei meeting Fed e BCE: da mercoledì in poi la volatilità sarà probabilmente dominata dalle reazioni macro, quindi meglio concentrarsi su alcuni livelli chiave da monitorare piuttosto che su previsioni rigide:
- Al ribasso i supporti principali restano in area 1,160/1,158, con un livello più strutturale a 1,154.
-Al rialzo invece prima resistenza in area 1,171, successiva invece a 1,174.
Il mio consiglio è arrivare alla serata di Mercoledì flat, per poi eventualmente prendere posizione dopo le conferenze delle due banche centrali.
#036: Opportunità di Investimento LONG su USD/CAD
Negli ultimi giorni il cross USD/CAD ha mostrato una fase di consolidamento all’interno di una struttura di medio periodo caratterizzata da minimi progressivamente più alti e da un progressivo assorbimento dell’offerta nell’area inferiore del range. Salve, sono il Trader Forex Andrea Russo, trader Indipendente e prop trader con attualmente 200 mila dollari di capitale in gestione e Vi ringrazio anticipatamente per il vostro tempo.
Osservando il comportamento del prezzo nelle ultime candele 8H, si nota come i compratori abbiano difeso con decisione la zona di supporto, respingendo ogni tentativo di discesa con volumi crescenti e wick evidenti al di sotto dei livelli chiave.
Questo tipo di price action, tipico dei contesti di accumulazione, suggerisce che le mani forti stiano gradualmente costruendo posizioni long in vista di una nuova gamba rialzista.
Sul piano tecnico, la rottura della micro–resistenza intermedia accompagnata da un momentum crescente sul dollaro statunitense e da un indebolimento del dollaro canadese, aumenta la probabilità di un’estensione verso le aree di liquidità superiori.
Tale movimento sarebbe coerente con la dinamica di ribilanciamento del flusso order–flow, che nelle ultime sessioni ha evidenziato una netta riduzione della pressione short.
A livello intermarket, l’indebolimento del mercato energetico continua a rappresentare un fattore di freno per la valuta canadese, storicamente correlata all’andamento del petrolio.
Allo stesso tempo, la stabilità dei rendimenti USA e le aspettative di tassi ancora restrittive mantengono il biglietto verde in una posizione di forza relativa.
In sintesi, il quadro complessivo mostra un contesto favorevole a una continuazione del movimento rialzista, purché il prezzo mantenga la struttura di supporto attuale e confermi chiusure solide sopra le resistenze minori
EURUSD: H1!!! DISCLAIMER !!!
Nota bene:
Queste sono semplici bozze personali, da considerarsi come tali. La lettura va effettuata con un’ottica di breve termine. In altre parole, la prima fase del percorso disegnato rappresenta l’ipotesi principale. La parte restante del percorso (quella più lontana nel tempo) è strettamente legata all’evoluzione della prima fase. Di conseguenza, se quest’ultima non si realizza, l’intera idea deve essere considerata nulla.
Non vi è alcuna sollecitazione all’investimento; quanto riportato va inteso unicamente come il punto di vista di un utente della piattaforma. L’onere di approfondire ricade sul lettore, attraverso le proprie conoscenze ed esperienze.
Ogni commento che schernisce l’autore, l’idea o il grafico verrà segnalato al moderatore della piattaforma. Non fornirò ulteriori risposte in merito. Grazie per l’attenzione.
EURGBP Bullish EngulfingEURGBP crea una zona laterale tra il top del 2025 e una serie di minimi consecutivi rialzisti.
Le 2 Bearish Engulfing hanno frenato il trend al rialzo ma nelle ultime giornate si è presentato anche una figura rialzista di Bullish Engulfing.
Inoltre il Range del triangolo è in fase di chiusura e ci si attende un breakout con momentum.
Nel caso di un break nella parte alta potremmo assistere ad un allungo dei prezzi di un certo rilievo.
I target possono essere i precedenti massimi del 2022 e 2023.
Nel caso di un ritorno al ribasso dovremmo valutare un target verso i prezzi di Giugno 2025.
Uso sempre le charts di Capital.com per le mie analisi. Sono intuitive, lineari e super precise. Se fate trading, ve le consiglio davvero!
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EURUSD, perché l'euro (per ora) ha smesso di salire Tanto per ricordare dove ci troviamo al cospetto del dollaro, diamo un'occhiata da una visuale più ampia
Questo è un timer frame trimestrale dove possiamo apprezzare il motivo per cui, almeno in parte, l'euro abbia deciso di fare un cooling break, visto che la pausa è iniziata quando eravamo in infradito
Con la chiusura trimestrale di giugno abbiamo un pattern di inversione, ancora non validato, presto all'apice di un trend definito e al cospetto di una resistenza dinamica importante. In teoria ci sono tutti gli ingredienti che l'analisi tecnica reclama per considerare attendibile un ragionamento contrarian come quello che ronza da un po’ nella testa di molti.
Certo che comunque il ragionamento resterebbe comunque incompleto perché mancante di importanti considerazioni macroeconomiche e geopolitiche che pure andrebbero tirate in ballo ma che noi, facendo affidamento su uno dei cardini irrinunciabili dell'analisi tecnica che vuole che i prezzi scontrino già tutte le informazioni disponibili, ce ne infischiamo
Sul più familiare time frame mensile il contesto non cambia ma cambia solo il pattern di inversione che, oltre a cambiare nome in shooting star, adesso risulta già validato in ottica short.
Dunque, pur in un contesto rialzista di medio periodo, diciamo che viviamo provvisoriamente in un habitat piuttosto ribassista sotto l'effetto di inerzia della shooting star da poco validata e dalla minaccia che, un pochino più giù, possa diventare operativo anche il pattern ribassista visto sul trimestrale.
Comunque, tirandoci giù da considerazioni un po troppo impegnative visto che siamo pur sempre alle otto di mattina di un venerdì e probabilmente preferiamo impegnare la nostra CPU piuttosto magari sul menù alimentare del fine settimana, ci limitiamo ad osservare come i prezzi intanto durano stato fermato da un bancale supporto statico in area 1,16
Anche qui, grafico settimanale, troviamo un pattern di inversione di shooting star a segnare l'inversione, momentanea quantomeno, del cambio.
Sul giornaliero, curiosamente ancora una volta sotto il regime di una shooting star, i prezzi stanno probabilmente confezionato il rimbalzo sul supporto con un pattern di sostanziale doppio minimo
Tutto ciò per dire che provavo i prezzi potrebbero continuare a salire per confezionare un fisiologico pullback alla fine del quale tirate le somme, nelle prossime settimane, per capire se il cambio avesse intenzione di abbandonare il canale parallelo di lunghissimo periodo (o quantomeno provare a farlo) segnando nuovi massimi relativi oppure tornare a scendere magari valutando l’hanging man del trimestrale.
Nel frattempo consoliamoci con un possibile long sul 4 ore
Wall Street cauta, petrolio e yen in rialzoTUTTO RIMANE APERTO
La seduta di ieri a Wall Street ha registrato guadagni contenuti per i principali indici, in un contesto segnato da una nuova ondata di utili societari. Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0,31%, l’S&P 500 dello 0,58% e il Nasdaq dello 0,89%.
Tra i singoli titoli, Tesla ha recuperato dopo un avvio incerto, chiudendo a +2,28%. I risultati trimestrali hanno deluso le aspettative, con profitti in calo di oltre un quarto, nonostante le consegne record di veicoli. IBM ha perso lo 0,87%, penalizzata da risultati poco convincenti, mentre T-Mobile ha ceduto il 2,2% a causa di performance inferiori alle attese. Union Pacific ha chiuso in calo dello 0,6% per via di un fatturato deludente, e Blackstone ha perso l’1,2%, nonostante abbia segnalato un aumento degli utili distribuibili.
In controtendenza, Honeywell ha guadagnato oltre il 5% grazie a vendite superiori alle stime. Intel, in lieve calo dello 0,6%, pubblicherà i risultati dopo la chiusura odierna.
Nel frattempo, si segnala la ripresa dei prezzi del greggio, innescata dalla decisione del presidente Trump di imporre sanzioni ai principali produttori petroliferi russi, Rosneft e Lukoil. Restano aperte le questioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, così come il mancato accordo sul bilancio federale e il rischio di shutdown.
VALUTE
I mercati valutari restano da settimane bloccati in un trading range, in assenza di fattori scatenanti che possano aumentare la volatilità. Le tensioni globali, i dazi, lo stallo sul bilancio USA e i rapporti con la Russia continuano a pesare sull’andamento dei cambi.
La decisione della Fed attesa per la prossima settimana potrebbe generare un aumento della volatilità nel breve termine. L’EUR/USD si mantiene nel range compreso tra 1,1660 e 1,1730, mentre il Cable oscilla tra 1,3250 e 1,3380. L’USD/JPY è l’unico a mostrare forza, salendo a 152,90, sostenuto dal piano fiscale della nuova politica economica del primo ministro giapponese Takaichi.
Sugli altri fronti, poche novità. Le valute oceaniche restano deboli, in attesa che la ripresa economica in Cina — principale partner commerciale di Australia e Nuova Zelanda — si consolidi.
GIAPPONE, SALE L’INFLAZIONE
A settembre 2025, l’inflazione annuale in Giappone è salita al 2,9%, rispetto al 2,7% registrato ad agosto. L’aumento è stato trainato dal primo rialzo dei prezzi dell’elettricità in tre mesi e dalla ripresa dei costi del gas, dopo la scadenza delle misure governative temporanee varate per compensare il caldo estivo.
La crescita dei prezzi ha interessato la maggior parte delle categorie. I prodotti alimentari hanno registrato un aumento del 6,7% su base annua, in rallentamento rispetto al +7,2% di agosto, segnando il rialzo più debole degli ultimi quattro mesi. L’inflazione core si è attestata al 2,9%, in linea con le attese e in aumento rispetto al precedente 2,7%.
PETROLIO
I prezzi del petrolio sono aumentati del 5% giovedì, dopo che l’amministrazione Trump ha imposto nuove sanzioni a Rosneft e Lukoil, citando lo stallo nei colloqui di pace con l’Ucraina. Gli Stati Uniti hanno inserito le due compagnie nella lista nera, esortando India e Cina a ridurre gli acquisti di greggio russo.
Venerdì, i future sul WTI hanno superato i 61 dollari al barile, toccando il massimo delle ultime due settimane e avviandosi verso il miglior guadagno settimanale da giugno. Rosneft e Lukoil rappresentano quasi metà delle esportazioni russe e sono cruciali per il bilancio del Cremlino. Alcuni rapporti indicano che le compagnie petrolifere statali cinesi hanno interrotto gli acquisti via mare, mentre le raffinerie indiane pianificano tagli drastici alle importazioni.
TURCHIA, SCENDONO I TASSI
La Banca Centrale di Turchia ha tagliato il tasso repo a una settimana di 100 punti base, portandolo al 39,5% nell’ottobre 2025. Sono stati ridotti anche i tassi sui prestiti overnight, al 42,5%, e sui prestiti ordinari, al 38%.
Sebbene la domanda suggerisca pressioni disinflazionistiche, i dati recenti indicano un rallentamento del processo e crescenti rischi legati ai prezzi alimentari. La banca ha ribadito l’impegno a mantenere una politica monetaria restrittiva fino al raggiungimento della stabilità dei prezzi.
Nel comunicato, il Comitato ha dichiarato che adeguerà i tassi con cautela, valutando ogni passaggio in base alle dinamiche dell’inflazione, ed è pronto a inasprire ulteriormente la politica se necessario. Il cambio EUR/TRY resta vicino ai massimi storici, in area 49,20.
Saverio Berlinzani
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
EURUSD pronto a rimbalzare al ribasso.L’EURUSD mostra segnali di possibile movimento rialzista a breve termine, con l’obiettivo di spazzare l’ultimo massimo (sweep del last high) prima di invertire la direzione.
Questa dinamica potrebbe portare la coppia a entrare nella zona dell’FVG (Fair Value Gap), che funge da area di interesse istituzionale. Una volta raggiunta questa zona, è probabile che il prezzo trovi una forte resistenza, favorendo un rimbalzo al ribasso.
In sintesi, la struttura suggerisce un potenziale movimento manipolatorio verso l’alto per catturare la liquidità sopra l’ultimo massimo, seguito da una fase correttiva ribassista verso livelli di prezzo inferiori.
GBPJPY, proviamo a vincere facile...Il cross gode di un evidente trend rialzista
L'ultima importante conferma del trend l'abbiamo avuta con la violazione e conferma (pullback) del livello 196
Una generale apertura in gap up di tutti i cross contro yen si è verificata con l'ascesa di un nuovo premier giapponese pro espansione monetaria. In questo momento, tra i principali cross, quello presente è il ritardatario nel breakkare un pattern di testa e spalle rialzista sul time frame a quattro ore
Se la storia si dovesse ripetere anche con la sterlina inglese sarebbe un po’ un caso di ”giocare la schedina al lunedì”
Due colonne di possono giocare, proviamo…
EURUSD ritesta per un futuro rimbalzo ribassistaEURUSD ritesta per un futuro rimbalzo ribassista
Il corso dell’EURUSD sta attualmente ritestando una zona chiave di resistenza dopo un léger mouvement di rialzo tecnico. Questa fase di ritesto potrebbe preludere a un nuovo movimento ribassista, soprattutto considerando la pressione discendente presente sul timeframe superiore.
Si nota che il prezzo si trova ancora all’interno di una struttura di mercato dominata dai venditori: la volatilità rimane contenuta e ogni tentativo di recupero viene rapidamente respinto. Se il corso non riuscirà a superare con forza la zona del ritesto, è probabile che torni a scendere per cercare la liquidità situata nei minimi precedenti.
EUR/USD – +87 Pip di ProfittoStrategia confermata: chiuso lo short da 1,1693 a 1,1606 con profitto netto. Aggiornamento sulle mie operazioni e visione sul trend in corso.
Continua la mia serie di aggiornamenti sul percorso operativo EUR/USD, focalizzato su risultati concreti e progressi reali.
Dopo la chiusura del long a 1,1693, ho aperto una nuova posizione short proprio da quel livello, portando a casa +87 pip di profitto con un lotto.
La dinamica di prezzo ha confermato l’impostazione ribassista che avevo anticipato, con il target raggiunto perfettamente su 1,1606.
Un’ulteriore conferma che la gestione dei livelli chiave – unita alla disciplina operativa – fa sempre la differenza.
Sto costruendo un percorso trasparente e misurabile, dove ogni operazione viene documentata per mostrare quanto realmente si può ottenere con un approccio tecnico e consapevole.
📊 Resto in attesa del prossimo segnale operativo, mantenendo un occhio sui livelli di 1,1550 – 1,1537 come possibili nuovi obiettivi in caso di prosecuzione del trend.
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Wall Street mista, oro in caduta e yen volatileTRIMESTRALI SOTTO LA LENTE
Sessione contrastata ieri a Wall Street, con chiusure miste.
Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,47%, attestandosi a 46.925 punti, poco sotto il nuovo massimo storico di 47.126.
L’S&P 500 è rimasto invariato a 6.735 punti, mentre il Nasdaq ha chiuso in calo dello 0,16% a 22.954 punti.
Il Dow Jones è stato sostenuto dai solidi utili di Coca-Cola e 3M, entrambe in rialzo di oltre il 3% dopo aver riportato risultati superiori alle attese.
L’S&P 500, pur invariato, ha beneficiato delle buone performance di General Motors, Warner Bros. Discovery e Danaher.
Warner Bros. Discovery è balzata fino al 10% in seguito a indiscrezioni su una possibile vendita, con Netflix e Comcast tra i potenziali acquirenti.
GM ha guadagnato quasi il 15% dopo aver alzato le previsioni e superato le aspettative sugli utili del terzo trimestre.
Danaher è salita del 9% grazie a utili e ricavi superiori al previsto.
Secondo i dati di FactSet, oltre tre quarti delle aziende dell’S&P 500 che hanno pubblicato i risultati finora hanno superato le aspettative sugli utili.
VALUTE
Sul fronte valutario, la notizia più rilevante è stata l’iniziale indebolimento del cambio USD/JPY, che ha temporaneamente superato quota 152 per dollaro.
Il movimento è stato sostenuto per la terza sessione consecutiva dopo la vittoria elettorale di Sanae Takaichi, prima donna a diventare Primo Ministro del Giappone, con 237 voti su 465 seggi della Camera Bassa.
Il Partito Liberal Democratico ha formato una coalizione con il Partito dell’Innovazione Giapponese, con l’obiettivo di promuovere politiche fiscali espansive e riforme della spesa pubblica.
Successivamente, lo yen ha recuperato terreno a causa dell’incertezza sulla stabilità della coalizione e sull’orientamento politico di Takaichi.
Nel frattempo, Hajime Takata, membro del consiglio della Banca del Giappone, ha dichiarato che i tempi sono maturi per un aumento dei tassi d’interesse, offrendo ulteriore sostegno allo yen.
Gli investitori ora guardano alla riunione della Banca del Giappone della prossima settimana, dove si prevede che i tassi resteranno invariati.
ALTRE COPPIE VALUTARIE
L’EUR/USD ha mantenuto quota 1,1600, stabilizzandosi poi in area 1,1620.
Il Cable ha mostrato una dinamica simile, con un supporto solido in area 1,3330–1,3360, per ora non violato al ribasso.
Si osserva un ritorno dell’appetito per il rischio, evidenziato anche dal franco svizzero, che ha corretto leggermente dopo i recenti guadagni.
L’EUR/CHF è tornato a 0,9240, vicino alle prime resistenze, mentre l’USD/CHF resta ben sopra quota 0,7900.
I cambi seguono l’andamento dell’oro, tornato in correlazione inversa con il dollaro.
CROLLO DEL GOLD
Tra ieri e stanotte, il prezzo dell’oro è crollato di quasi l’8%, toccando un minimo di 4.000 dollari l’oncia, dai 4.382 del massimo storico di lunedì.
Si tratta della discesa giornaliera più marcata dal 2013, quando perse il 10%.
Il calo è stato causato da prese di profitto e dal rafforzamento del dollaro USA, mentre la domanda di beni rifugio si è attenuata grazie al miglioramento del sentiment globale.
L’ottimismo è cresciuto con l’allentamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, in vista dell’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping previsto per la prossima settimana.
Anche la fine della frenesia stagionale degli acquisti di oro in India ha pesato sulla domanda fisica.
Nonostante il calo, l’oro è ancora in rialzo del 55% da inizio anno, sostenuto dalle aspettative di un ulteriore allentamento della politica monetaria della Fed e dalla persistente domanda di beni rifugio.
CANADA, INFLAZIONE IN RIPRESA
A settembre 2025, il tasso di inflazione annuo in Canada è salito al 2,4%, rispetto all’1,9% del mese precedente, superando le attese di mercato del 2,3%.
Si tratta del livello più alto da febbraio e della prima volta in sei mesi che l’inflazione supera la soglia del 2% fissata dalla Banca del Canada.
Il tasso medio di inflazione core, attentamente monitorato dalla banca centrale, si è mantenuto al massimo annuale del 3,2%, superando le aspettative del 3%.
Saverio Berlinzani
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EURUSD cadeIl corso dell’EURUSD continua a muoversi come previsto nell’analisi di ieri 📉
Dopo la forte rejection nella supply zone, il prezzo prosegue la sua discesa, consolidando la tendance ribassista di medio termine.
Attualmente, il corso si trova sotto il livello dei 0,5 di FIBO, mostrando che la pressione dei venditori rimane dominante. È probabile che il prezzo cerchi ancora più liquidità sotto i lows recenti, in corrispondenza del FVG segnalato nel grafico.
Finché il corso rimarrà sotto la zona di resistenza principale, la probabile continuazione è verso il basso, con come obiettivo il recupero delle liquidità lasciate nella discesa precedente.
#035: Opportunità di Investimento LONG su USD/JPY
Negli ultimi giorni la coppia USD/JPY ha vissuto una fase di forte incertezza, alternando movimenti impulsivi e fasi di consolidamento. Salve, sono il Trader Forex Andrea Russo, trader Indipendente e prop trader con attualmente 200 mila dollari di capitale in gestione e Vi ringrazio anticipatamente per il vostro tempo.
A prima vista può sembrare un mercato confuso, ma dietro questa calma apparente si nasconde un equilibrio delicato tra politica monetaria, forza relativa e posizionamento degli operatori più grandi.
La mia attenzione si è concentrata su un’area precisa di prezzo dove il mercato ha mostrato segni di assorbimento della pressione ribassista. Le ultime candele hanno evidenziato un rallentamento delle vendite e, soprattutto, la presenza di acquisti in aumento nei momenti di debolezza — un comportamento tipico delle mani forti in fase di accumulo.
Il contesto macro resta chiaro: gli Stati Uniti mantengono un vantaggio in termini di tassi d’interesse e rendimenti, mentre il Giappone continua a mostrare politiche accomodanti. Questa divergenza, anche se già nota al mercato, continua a sostenere il dollaro nei momenti chiave. Tuttavia, non è tanto la direzione generale che conta, quanto il timing con cui il prezzo mostra la volontà di riprendere la corsa dopo una pausa fisiologica.
Ho scelto di posizionarmi in anticipo, non per inseguire il movimento, ma per attendere che il mercato venga a prendermi nel punto in cui la domanda supera l’offerta. È una strategia che richiede pazienza e freddezza: non serve prevedere, ma saper aspettare che il flusso istituzionale confermi l’intenzione.






















