AudNzd ci siamo?Il grande Jesse Livermore disse: TRADA QUELLO CHE VEDI E NON QUELLO CHE PENSI.
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AudNzd
Coppia salita tantissimo per coincidenza di due fattori principali: tassi d'interesse bassi per Nuova Zelanda ed alti per Australia.
TF settimanale
Struttura interna ribassista.
Attenzione all'inside bar chiusa questa settimana, candela di volume, inversione definiva a rischio.
TF giornaliero
Struttura interna ribassista.
Il movimento previsto nella precedente analisi sta prendendo forma.
Operatività.
Attendo price action a ridosso della TL in verde per valutare entrata short.
Attenzione sempre ai segnali di entrata che devono essere chiari, se non siete sicuri di quello che fate, non operate.
NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI IL NON OPERARE COSTITUISCE GIA' UN GUADAGNO, PERCHE' NON SI PERDE.
A presto
Mind Primacy
Disclaimer: tutte le analisi esposte attraverso questo profilo non rappresentano consigli finanziari, ma la mia personale visione basata sulle strategie operative di trading che utilizzo.
Mercato forex
GBP/USD – Configurazione Rialzista di Continuazione GBP/USD – Configurazione Rialzista di Continuazione 📈🚀
📊 Panoramica del Mercato
GBP/USD si sta muovendo all’interno di un canale rialzista ben definito, segnale che i compratori mantengono il controllo della struttura di mercato. Dopo un forte impulso dai minimi, il prezzo sta consolidando sopra importanti aree di domanda.
🔍 Analisi Tecnica
✅ Canale rialzista intatto – La sequenza di massimi e minimi crescenti conferma il trend positivo.
✅ Supporto FVG (Fair Value Gap) – Il prezzo si sta avvicinando a una zona di squilibrio che potrebbe attirare nuovi acquirenti.
✅ Confluenza con l’Order Block (OB) – L’Order Block rialzista situato sotto il prezzo attuale rafforza ulteriormente il supporto.
✅ Conferma di BOS e CHOCH – I precedenti cambiamenti della struttura di mercato hanno confermato il passaggio da una fase ribassista a una rialzista.
🎯 Scenario Rialzista
📌 Un ritracciamento verso la zona FVG / Order Block potrebbe offrire un’interessante opportunità di acquisto.
📈 Se i compratori difenderanno quest’area, i prossimi obiettivi saranno:
🎯 Linea mediana e limite superiore del canale
🎯 Resistenza principale in area 1.3655 – 1.3660
⚠️ Fattore di Rischio
Una rottura decisa sotto l’Order Block e sotto il limite inferiore del canale indebolirebbe lo scenario rialzista e potrebbe portare a una correzione più profonda.
🧠 Conclusione
La tendenza generale rimane rialzista. Finché il prezzo continuerà a rispettare il canale ascendente e le aree chiave di supporto, lo scenario più probabile resta una continuazione del movimento verso la resistenza principale. 🚀📊
EUR/USD: breakout 1.1720 o ritorno a 1.1600?Contesto attuale: dove siamo ora
A inizio giugno 2026, EUR/USD si muove all’interno di una fase di consolidamento di breve periodo dopo il recupero delle ultime settimane, mantenendosi in prossimità delle principali resistenze tecniche.
L’area 1.1600–1.1665 continua a rappresentare il primo vero riferimento operativo per il mercato: finché questa zona regge, la struttura resta impostata alla stabilizzazione; una perdita decisa aprirebbe invece spazio a una fase correttiva più ampia.
Dal punto di vista grafico, il CFD EUR/USD di Pepperstone su TradingView rimane coerente con un’impostazione neutrale-to-bullish nel breve termine, ma senza ancora una chiara accelerazione direzionale.
In questo scenario, i breakout richiedono conferme più solide in chiusura, mentre i ritracciamenti verso l’area 1.1600–1.1570 continuano a essere letti come possibili aree di reazione.
Struttura di fondo: trend rialzista ancora da confermare
La lettura macro-tecnica di giugno 2026 inquadra EUR/USD in una struttura di recupero che non ha ancora assunto i contorni di un bull trend pienamente consolidato.
Il quadro resta migliore rispetto alle fasi più deboli della primavera, ma la reale conferma passa dalla capacità del prezzo di superare con continuità la fascia resistiva 1.1665–1.1720.
Nel breve, la tenuta sopra 1.1600 mantiene aperta l’ipotesi di prosecuzione del rimbalzo; al contrario, una chiusura stabile sotto questo livello indebolirebbe sensibilmente l’impianto tecnico.
In quest’ottica, l’area 1.1450–1.1480 resta il primo riferimento strutturale da monitorare in caso di deterioramento del quadro.
Nuova fascia 1.1600–1.1800: livelli EUR/USD
Rispetto alle configurazioni più espansive, il range operativo attuale si concentra in una fascia più compatta, compresa approssimativamente tra 1.1600 e 1.1800.
All’interno di questo intervallo, il baricentro di breve periodo si colloca tra 1.1630 e 1.1720, area in cui il mercato ha costruito la parte più significativa dell’azione recente.
Principali livelli aggiornati per EUR/USD (CFD Pepperstone su TradingView):
• Resistenza immediata 1.1665–1.1720: prima area critica di offerta; serve una chiusura convincente sopra questo cluster per riattivare momentum rialzista.
• Resistenza secondaria 1.1780–1.1800: obiettivo naturale in caso di superamento della prima fascia resistiva, coerente con un’estensione del recupero.
• Resistenza estesa 1.1850–1.1920: area di proiezione più ambiziosa, compatibile con un indebolimento ulteriore del dollaro e con una conferma del ritorno di forza dell’euro.
• Supporto primario 1.1600–1.1570: zona tecnica chiave che oggi discrimina tra fase di consolidamento e rischio di nuova pressione ribassista.
• Supporto chiave 1.1510–1.1480: vero pivot di medio termine; una rottura confermata di quest’area aumenterebbe la probabilità di una correzione più profonda.
• Supporto strutturale 1.1450–1.1410: riferimento di più ampio respiro, coerente con un deterioramento netto della struttura di fondo.
•
Dal punto di vista del momentum, il quadro resta misto: il prezzo ha mostrato capacità di recupero, ma non ancora un’espansione impulsiva sufficiente a parlare di trend forte e lineare.
La lettura più equilibrata resta quindi quella di un recupero tecnico in fase di verifica, con operatività più selettiva e attenzione particolare alle chiusure sopra 1.1720 o sotto 1.1600.
Scenari di reazione dei prezzi
In un contesto di mercato ancora influenzato da un euro resiliente ma non dominante, EUR/USD potrebbe continuare a lavorare sopra l’area 1.1600, mantenendo aperta la possibilità di un nuovo tentativo verso 1.1665–1.1720; il superamento di questa fascia aprirebbe spazio a una prosecuzione verso 1.1780–1.1800 e, in estensione, verso 1.1850.
Al contrario, un ritorno di forza del dollaro o una mancata conferma del recupero potrebbe riportare pressione sul cambio. In questo caso, il primo livello da osservare resta 1.1600, con possibile estensione verso 1.1570 e poi 1.1510; una rottura confermata di quest’ultima area aumenterebbe la probabilità di un movimento più ampio verso 1.1480 e 1.1450.
Nel complesso, EUR/USD continua a muoversi in una struttura di fondo non compromessa, ma la fascia 1.1600–1.1720 rappresenta oggi il vero equilibrio di mercato: sopra questa area prevale l’ipotesi di recupero, mentre sotto aumenta sensibilmente il rischio di una correzione più estesa e strutturata.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
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Inversione di tendenza EUR/USD in atto da una zona di domanda ch
L'EUR/USD sta mostrando i primi segnali di una ripresa rialzista dopo un prolungato movimento ribassista seguito alla rottura del canale ascendente. Il prezzo sta attualmente reagendo da una forte zona di domanda intorno a 1,1600, dove la pressione d'acquisto ha iniziato a rallentare lo slancio ribassista. La linea di tendenza discendente rimane la barriera chiave e una rottura confermata al di sopra di essa potrebbe riportare la struttura di mercato a breve termine in territorio rialzista.
I minimi crescenti che si formano vicino al supporto indicano una crescente forza degli acquirenti, mentre la recente fase di consolidamento suggerisce un accumulamento prima di un movimento più ampio. Se il prezzo rompe al di sopra di 1,1655, lo slancio rialzista potrebbe accelerare verso i livelli di resistenza di 1,1717 e infine 1,1746. Tuttavia, l'incapacità di mantenere il supporto potrebbe mantenere attivo il trend ribassista generale e innescare un'ulteriore continuazione al ribasso.
EUR/USD: Range 1.1649-1.1752. Ripresa in vista⚡ EUR/USD: FINE CONSOLIDAMENTO. RIPRESA NEL RANGE 1.1649-1.1752.
15 anni di metodo. 17/17 Configurazioni nel 2026. Zero errori.
Dopo una lunga pausa di consolidamento compressa tra i livelli pre-tracciati 1.1590 e 1.1658, i prezzi hanno cominciato a muoversi al rialzo. Secondo l'analisi, dovremmo riprendere la marcia mantenendoci nel range tra 1.1649 e 1.1752.
📍 STATO ATTUALE (Grafico 2h - Agg. 31 Mag):
Prezzo a 1.16596 . Uscita dal consolidamento verso l'alto.
🔍 LIVELLI CHIAVE:
Livello Ruolo
1.1590 Supporto (consolidamento)
1.1649 Livello medio del range
1.1658 Ex-resistenza, ora supporto
1.1752 Limite superiore del range
🎤 STATO OPERATIVO:
Posizione: In monitoraggio. Attesa della ripartenza nel range indicato.
👉 RANGE 1.1649 → 1.1752.
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Rupia indiana: è il momento di tornare ad acquistare?Le valute asiatiche restano sotto pressione in un contesto di shock energetico legato alle tensioni nello Stretto di Hormuz. In India, la RBI interviene ora in modo aggressivo per difendere la rupia e impedire che il tasso di cambio USD/INR superi il livello critico di 100.
In Indonesia, la banca centrale ha adottato la posizione monetaria più hawkish della regione dopo un aumento dei tassi a sorpresa, mentre in Corea del Sud il mercato sta gradualmente abbandonando lo scenario di rapidi tagli dei tassi nonostante uno status quo al 2,50%.
In Cina, Pechino mantiene una politica di sostegno alla crescita evitando al tempo stesso una svalutazione disordinata dello yuan. Oltre al petrolio, i mercati monitorano anche i costi di trasporto, le assicurazioni marittime e le tensioni su prodotti raffinati e fertilizzanti.
Ma il rimbalzo arriverà, probabilmente quando inizierà la normalizzazione del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz. Per quanto riguarda la rupia indiana (INR), la banca centrale farà tutto il possibile per fermare il calo.
La tabella seguente mostra le principali valute emergenti asiatiche sotto pressione a causa della situazione geopolitica. Solo lo yuan cinese rimane in trend rialzista.
La rupia indiana è attualmente una delle valute asiatiche più esposte allo shock provocato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. L’India dipende fortemente dalle importazioni energetiche che transitano indirettamente attraverso lo Stretto di Hormuz, in particolare il petrolio greggio, mentre l’aumento dei costi di trasporto e assicurazione peggiora progressivamente la bilancia delle partite correnti. Questa dipendenza energetica spiega perché la coppia USD/INR è ora sotto stretta sorveglianza della Reserve Bank of India (RBI), la banca centrale indiana.
La RBI non intende in alcun modo permettere una perdita duratura di fiducia nella rupia. Nelle ultime settimane è intervenuta ripetutamente sul mercato valutario per rallentare la salita dell’USD/INR. Il mercato comprende ormai che esiste una soglia psicologica importante intorno a 100 sull’USD/INR. Oltre questo livello, il rischio è un’accelerazione dei deflussi di capitale, un’inflazione importata più elevata e una perdita di credibilità monetaria.
È proprio per evitare questo scenario che la RBI sta adottando gradualmente un tono più restrittivo. Anche se il tasso ufficiale resta al 5,25%, il mercato inizia a prezzare la possibilità di un orientamento monetario molto più hawkish se le tensioni energetiche dovessero persistere. La banca centrale indiana potrebbe quindi accettare condizioni finanziarie più restrittive per difendere la propria valuta e limitare l’impatto inflazionistico delle materie prime.
Un altro elemento importante riguarda la dimensione temporale dello shock attuale. Le tensioni su petrolio, gas naturale liquefatto, prodotti raffinati e persino fertilizzanti sono direttamente legate alle interruzioni del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Tuttavia, storicamente, le valute emergenti asiatiche hanno spesso iniziato a rimbalzare prima della piena normalizzazione dei flussi commerciali, non appena i mercati anticipano un miglioramento logistico.
Il grafico seguente mostra le candele giapponesi mensili e giornaliere del tasso di cambio USD/INR.
Questo è probabilmente lo scenario che la RBI sta cercando di costruire: evitare il panico a breve termine sulla rupia per preservare le condizioni di un futuro rimbalzo dell’INR quando le tensioni energetiche si stabilizzeranno. Se il traffico marittimo continuerà a normalizzarsi nelle prossime settimane e il petrolio smetterà di accelerare, la rupia indiana potrebbe tornare ad essere attraente rispetto al dollaro USA.
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La BoJ alzerà i tassi d' interesse ? Se la BoJ alza i tassi di interesse dall' 0.75% all' 1.00% ( o più), il differenziale di rendimento tra Dollaro e Yen si restringe.
Cosa succede? gli investitori iniziano a smontare il carry trade (prendere i prestito Yen a basso costo per comprare Dollari). Ricomprano Yen per chiudere le posizioni, spingendo la valuta giapponese al rialzo.
La reazione del grafico: USD/JPY scende.
Il rischio concreto: se la BoJ alza i tassi d'interesse di 25 punti base, ma durante la conferenza stampa il governatore Ueda usa toni prudenti (dovish), dicendo ad esempio che questo rialzo è isolato e i tassi rimarranno fermi a lungo, potrebbe accadere il paradosso: lo Yen si indebolisce anzicché rafforzarsi. in questo caso USD/JPY potrebbe rimbalzare verso l'alto.
L'entità del rialzo: un aumento di soli 15 punti base (tasso allo 0.90%) sarebbe una delusione. (YEN giù / USD su) un aumento di 25 o 50 punti base darebbe una spinta reale allo Yen (YEN su / USD giù).
La BoJ sta acquistando enormi quantità di titoli di stato (JGB) per tenere bassi i rendimenti. Se oltre ad alzare i tassi di interesse, la BoJ annuncia un taglio drastico agli acquisti di obbligazioni, lo Yen accelererà al rialzo in modo violentissimo.
Se Ueda lascia la porta aperta a continui rialzi entro la fine del 2026, lo short su USD/JPY diventa un trend macro di medio termine.
ANALISMI MONTHLY:
Tendenza rialzista: individuazione ultimo BOS il prezzo sta formando un double top
Indicatori:
RSI: rialzista
MACD: rialzista
ASPETTATIVA: il prezzo testerà la resistenza
#032: Il Forex si è davvero calmato dopo le tensioni belliche?Il mercato Forex si è davvero calmato dopo le tensioni belliche?
Negli ultimi giorni, molti trader hanno avuto la stessa impressione: il mercato Forex sembra di nuovo più tranquillo. Dopo lo shock geopolitico iniziale, la volatilità appare inferiore, i movimenti dei prezzi sembrano più controllati e diverse coppie di valute hanno smesso di reagire con lo stesso panico osservato durante la prima fase di escalation.
A mio parere, questa percezione è parzialmente corretta. Il mercato si è calmato rispetto al picco di paura, ma non è tornato a un ambiente veramente stabile. Ciò che è cambiato non è l'esistenza del rischio geopolitico, ma il modo in cui le istituzioni lo stanno attualmente interpretando.
Quando le tensioni sono inizialmente esplose, il mercato ha reagito esattamente come previsto. Le istituzioni si sono immediatamente posizionate in modo difensivo perché la paura non riguardava solo la guerra in sé, ma anche la possibilità di perdere il controllo dell'equilibrio finanziario globale. Gli investitori temevano uno scenario con gravi interruzioni delle forniture di petrolio, picchi inflazionistici incontrollabili, stress di liquidità globale e una reazione a catena in grado di destabilizzare l'intero sistema macroeconomico.
Ecco perché la prima reazione del mercato è stata così violenta. Il dollaro si è rafforzato rapidamente, le valute rifugio hanno guadagnato terreno, il prezzo del petrolio è schizzato alle stelle e la volatilità si è diffusa in quasi tutte le principali coppie di valute. In quel momento, il mercato non stava scontando un conflitto regionale, bensì l'incertezza sul sistema globale stesso.
Ma poi è successo qualcosa di importante. Il mercato si è lentamente reso conto che, nonostante la tensione geopolitica rimanesse elevata, la probabilità di un vero e proprio collasso sistemico era inferiore a quanto inizialmente temuto. I prezzi del petrolio, pur rimanendo alti, hanno smesso di accelerare in modo aggressivo. Le banche centrali sono rimaste stabili e coordinate. La liquidità finanziaria non si è bloccata. Le rotte marittime sono rimaste sotto pressione, ma non completamente bloccate. In altre parole, le istituzioni hanno iniziato a credere che la situazione, pur pericolosa, fosse ancora gestibile.
Questa distinzione ha completamente cambiato la psicologia del mercato.
I mercati Forex reagiscono con estrema rapidità perché le valute sono direttamente collegate ai flussi di capitale globali, alle aspettative di politica monetaria e alla gestione del rischio da parte delle istituzioni. Una volta che i grandi investitori hanno compreso che lo scenario peggiore stava diventando meno probabile, le posizioni dettate dal panico hanno iniziato a dissolversi. Il mercato non è diventato improvvisamente ottimista, ma ha smesso di comportarsi come se una catastrofe finanziaria fosse imminente.
Ed è proprio per questo che il mercato Forex ora appare più calmo.
Tuttavia, affermare che il mercato sia veramente calmo sarebbe probabilmente scorretto. Quello a cui stiamo assistendo è più precisamente una fase di cautela controllata. La volatilità è diminuita rispetto allo shock iniziale, ma i rischi geopolitici di fondo non sono affatto scomparsi. Il Medio Oriente rimane instabile, le tensioni tra le principali potenze globali persistono e i mercati energetici sono ancora sensibili a ogni nuova notizia. Gli investitori lo sanno bene, ed è per questo che il posizionamento rimane selettivo piuttosto che aggressivo e propenso al rischio.
Questo è anche il motivo per cui diverse coppie di valute Forex si muovono ora in modo molto più tecnico e disciplinato rispetto ai picchi emotivi visti durante la fase di escalation. Il mercato è passato dalla modalità panico alla modalità monitoraggio. Gli investitori non reagiscono più emotivamente a ogni notizia perché attualmente ritengono che la probabilità di un'escalation incontrollabile sia inferiore. Ma allo stesso tempo, non sono nemmeno completamente rilassati.
Per molti aspetti, il mercato Forex odierno riflette un mondo fragile ma funzionante. Il sistema è ancora sufficientemente stabile da permettere alle istituzioni di mantenere la fiducia, ma anche abbastanza instabile da impedire una vera e propria calma a lungo termine. Questo crea un contesto in cui la volatilità può scomparire temporaneamente per poi ripresentarsi improvvisamente nel momento in cui le aspettative cambiano di nuovo.
Quindi, se la domanda è se il mercato Forex si sia calmato rispetto ai giorni di massima paura, credo che la risposta sia sì. Il mercato è chiaramente più stabile rispetto al periodo di massima crisi geopolitica. Ma se la domanda è se il contesto globale sia tornato ad essere veramente sicuro e tranquillo, allora la risposta è no.
Ciò che è cambiato non è il pericolo in sé. Ciò che è cambiato è la percezione del mercato circa la controllabilità di tale pericolo.
E nei mercati finanziari, la percezione spesso conta più della realtà stessa.
AudNzd siamo a ridosso della correzione?Il grande Jesse Livermore disse: TRADA QUELLO CHE VEDI E NON QUELLO CHE PENSI.
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AudNzd
Coppia salita tantissimo per coincidenza di due fattori principali: tassi d'interesse bassi per Nuova Zelanda ed alti per Australia.
TF settimanale
Struttura interna rialzista.
Niente da aggiungere: oltre 1.600 pips di salita, più del 15% di rialzo.
TF giornaliero
Struttura interna rialzista, struttura esterna rialzista.
Da monitorare TL in verde e livello chiave 1.2150.
Si potrebbe configurare un movimento del genere.
Operatività.
Cercherò di prendere il movimento short come indicato nel grafico, ovviamente se non si verificherà il tutto, il movimento sarà invalidato.
Attenzione sempre ai segnali di entrata che devono essere chiari, se non siete sicuri di quello che fate, non operate.
NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI IL NON OPERARE COSTITUISCE GIA' UN GUADAGNO, PERCHE' NON SI PERDE.
A presto
Mind Primacy
Disclaimer: tutte le analisi esposte attraverso questo profilo non rappresentano consigli finanziari, ma la mia personale visione basata sulle strategie operative di trading che utilizzo.
EUR/JPY, il mercato sfida ancora la Bank of JapanIl cambio continua a mostrare una struttura tecnica sorprendentemente resiliente.
Sul timeframe settimanale il mercato ha nuovamente difeso l’area 182, livello che negli ultimi mesi è stato testato più volte senza mai essere realmente violato da supporto.
Il dato più interessante è che siamo ormai arrivati a circa sette interazioni recenti con questa zona, trasformata progressivamente in un supporto tecnico e psicologico molto rilevante.
A rafforzare il quadro rialzista contribuisce anche l’hammer comparso nelle scorse settimane proprio in prossimità di quell’area. Nonostante il tempo trascorso, la candela continua a far sentire la propria influenza tecnica: ogni ritorno dei prezzi verso il supporto viene infatti rapidamente riassorbito dal mercato.
Sul grafico a 4 ore il quadro appare ancora più interessante. I prezzi stanno costruendo una formazione triangolare rialzista che richiama anche una possibile struttura di testa e spalle rialzista di continuazione.
Il mercato potrebbe essere vicino a un movimento direzionale importante, con il breakout della resistenza area 185,5 che rischia di aprire spazio a una nuova estensione del trend.
Dal punto di vista operativo il setup continua quindi a favorire strategie long.
Tuttavia resta una variabile impossibile da ignorare, la classica “spada di Damocle” rappresentata da un eventuale intervento della Bank of Japan sul mercato valutario per contrastare la cronica debolezza dello yen.
Ovviamente, in uno scenario del genere, anche il miglior pattern tecnico potrebbe essere improvvisamente travolto dalla volatilità.
EUR/USD: breakout 1.1620 o ritorno a resistenza di 1.1855?Contesto attuale: dove siamo ora
A fine maggio 2026, EUR/USD si muove in una fase di consolidamento nella parte centrale-bassa del range recente, dopo aver lasciato alle spalle il rimbalzo primaverile e aver perso slancio sotto l’area 1.18.
EUR/USD resta quindi in equilibrio fragile: il supporto psicologico e tecnico di area 1.1620 è oggi il livello discriminante nel brevissimo termine, mentre la fascia 1.1835–1.1855 continua a rappresentare la prima barriera credibile per un eventuale recupero del trend.
I supporti tecnici in area 1.1667–1.1681 restano osservati dal mercato, ma il vero spartiacque operativo è 1.1620: una tenuta di quest’area confermerebbe un consolidamento ordinato, mentre una rottura confermata aumenterebbe il rischio di estensioni correttive verso livelli inferiori.
Dal punto di vista grafico, il CFD EUR/USD di Pepperstone nel breve termine resta coerente con una struttura ancora impostata al rialzo di fondo, ma decisamente più selettiva e meno impulsiva rispetto alla fase di massima forza di aprile. In questo scenario, i breakout richiedono conferme più solide in termini di chiusure daily, mentre i ritracciamenti verso supporti tecnici continuano a offrire aree di interesse finché 1.1620 regge.
Struttura di fondo: bull trend ancora intatto
La lettura macro-tecnica di maggio 2026 continua a inquadrare EUR/USD all’interno di un trend rialzista di medio periodo ancora valido, ma con una dinamica meno lineare rispetto alle settimane precedenti. Il mantenimento dei prezzi sopra le medie mobili di riferimento, insieme alla sequenza di minimi crescenti costruita dal minimo di marzo, conferma che l’impianto di fondo non è compromesso.
Tuttavia, la recente debolezza del cambio intorno a 1.1620 segnala che il mercato sta entrando in una fase di prova della tenuta del trend, più che in un’espansione direzionale pulita.
Questo allineamento dinamico suggerisce che eventuali fasi correttive siano, al momento, da interpretare come movimenti fisiologici all’interno di un trend primario ancora positivo, piuttosto che come segnali di inversione. L’ultimo impulso direzionale significativo resta ancorato al minimo di marzo in area 1.14, da cui il cambio ha costruito la progressione verso la parte alta del range primaverile.
In questa prospettiva, l’area 1.1410–1.1450 rimane il riferimento strutturale di medio-lungo respiro, cioè la zona oltre la quale verrebbe realmente messo in discussione l’impianto rialzista.
Al contrario, discese sotto 1.1620 segnalerebbero una normalizzazione più profonda del trend, con possibile passaggio da semplice consolidamento a correzione più articolata.
Nuova fascia 1.1620–1.2260: livelli EUR/USD
Rispetto alla precedente area di lavoro, il range operativo resta proiettato verso l’alto, ma la fascia immediata di gestione si è compressa attorno al supporto 1.1620 e alla resistenza 1.1855.
All’interno di questo intervallo, il baricentro di breve periodo si colloca tra 1.1660 e 1.1760, zona in cui si concentrano le decisioni direzionali più rilevanti nell’attuale fase di mercato. La lettura è quindi quella di un trend rialzista non rotto, ma temporaneamente rallentato dalla forza del dollaro e dall’assenza di un driver immediato capace di riaccelerare i prezzi.
Principali livelli aggiornati per EUR/USD (CFD Pepperstone su TradingView):
• Resistenza immediata 1.1835–1.1855: prima area critica di offerta; il mercato è chiamato a dimostrare capacità di breakout con chiusure convincenti per riattivare il momentum rialzista.
• Resistenza secondaria 1.2040: target naturale in caso di superamento della prima fascia resistiva, coerente con una prosecuzione ordinata del trend.
• Resistenza estesa 1.2130–1.2260: area di proiezione più ambiziosa, compatibile con uno scenario di ulteriore indebolimento del dollaro e con una fase macro più favorevole all’euro.
• Supporto primario 1.1667–1.1681: zona tecnica di breve periodo da monitorare con attenzione, utile come primo livello di reazione in caso di rimbalzi intraday.
• Supporto chiave 1.1620: vero pivot di medio termine; una chiusura daily sotto questo livello aprirebbe spazio a estensioni correttive verso 1.1535–1.1510 e successivamente 1.1450–1.1410, area di struttura principale.
Dal punto di vista del momentum, il quadro resta coerente con una struttura rialzista ma priva di eccessi: non si osservano segnali di deterioramento strutturale, ma allo stesso tempo manca un’accelerazione tale da indicare una fase di espansione impulsiva. La lettura più equilibrata resta quindi quella di un bull trend ancora intatto, con momentum in fase di consolidamento, condizione che tende a favorire operatività più selettive e meno direzionali nel brevissimo termine.
Scenari di reazione dei prezzi
In un contesto macro ancora guidato dalla divergenza tra una BCE percepita come più vicina a nuovi rialzi e un dollaro che nelle ultime sedute ha recuperato forza, EUR/USD potrebbe continuare a costruire base sopra l’area 1.1620, mantenendo intatta la struttura rialzista e preparando un nuovo attacco alla fascia 1.1835–1.1855. Il superamento di quest’ultima aprirebbe spazio a estensioni verso 1.2040, in linea con una prosecuzione ordinata del trend di medio periodo.
Al contrario, un ritorno di forza del dollaro o un peggioramento del sentiment sul rischio potrebbe innescare una fase correttiva più ampia. In questo caso, il primo livello di verifica si colloca in area 1.1667–1.1681, con possibile estensione verso il supporto chiave a 1.1620; una rottura confermata di quest’ultimo livello aumenterebbe la probabilità di un movimento più profondo verso 1.1535–1.1510 e successivamente verso l’area strutturale 1.1450–1.1410. Nel complesso, EUR/USD continua a muoversi all’interno di una struttura rialzista di fondo, ma la fascia 1.1620–1.1855 rappresenta oggi il vero equilibrio di mercato: al di sopra prevalgono dinamiche di prosecuzione del trend, mentre al di sotto aumenta sensibilmente il rischio di una correzione più estesa e strutturata.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Inflazione sotto le attese in GiapponeMentre si parla di rialzi generalizzati dell'inflazione a causa del blocco di Hormuz, i prezzi in Giappone sono inaspettatamente saliti meno delle attese.
Il CPI core di aprile è salito dell'1,4% anno su anno, sotto tutte le stime del consensus Bloomberg e al ritmo più lento da quattro anni.
Il rallentamento è in parte frutto dei sussidi governativi sull'energia che la premier Takaichi ha annunciato di voler reintrodurre tramite extra budget. I prezzi dei servizi, indicatore chiave per la BoJ, sono scesi allo 0,9%.
Lo yen resta intorno a quota 159/158 contro dollaro, vicino ai minimi da fine aprile, in quanto il dato diminuisce la probabilità di rialzi da parte di BOJ.
L'area 160 in dollaro yen è comunque la linea rossa e si parla di possibili interventi nella giornata di oggi, grazie alla riduzione di liquidità dovuta all'assenza di Londra e New York per festività.
EURUSD al Bivio: Impulso o Trappola Correttiva?Il cambio più scambiato al mondo si stringe in una macro-compressione. Ecco cosa ci nascondono le onde di Elliott.
Mentre le banche centrali muovono le leve dei tassi, il grafico daily dell'Euro-Dollaro sta disegnando una mappa strutturale che copre anni di movimenti storici. Chi guarda solo il breve termine vede solo rumore, ma applicando la lente di Elliott emerge un quadro affascinante: i prezzi si stanno comprimendo all'interno di un imponente canale, ma la struttura interna nasconde un dubbio matematico che potrebbe cambiare completamente le carte in tavola. Scopriamo i due scenari speculari e i livelli millimetrici di svolta.
🔍 La Compressione di Onda (iv) e l'Area di Overlap
Il conteggio principale (in blu) mappa un grande ciclo rialzista di lungo periodo, che si trova attualmente nel pieno di una complessa fase correttiva in compressione laterale, ma non ancora completata.
1. Il Campanello d'Allarme su Onda (iii)
Seguendo le etichette blu di grado superiore, il mercato ha sviluppato una spinta primaria importante:
Onda (i) e (ii) blu : Concluse tra il 2023 e l'inizio del 2025, dove l'onda (ii) ha ripulito il mercato con un profondo ABC rosso terminato a quota 1,01728.
Onda (iii) blu : Una spinta rialzista imponente strutturata in 5 onde rosse (i-ii-iii-iv-v), culminata sui massimi di inizio 2026.
Se misuriamo l'estensione di questa onda (iii) rispetto alla (i), notiamo che la sua grandezza ha superato di poco il 100% di Fibonacci (area 1,19135). Un'estensione così contenuta è insolita per una terza onda (che di solito punta al 161.8%). Questo dettaglio ci impone di monitorare con estrema precisione l'evoluzione dell'attuale ritracciamento.
2. La Target Zone e l'Overlap Strutturale
Attualmente il prezzo si trova dentro Onda (iv) blu, all'interno di un canale discendente (linee tratteggiate bianche). L'attenzione operativa si concentra sulla Target Zone (il Box Rosso in basso):
L'Area di Possibile Inversione : Questo rettangolo rappresenta l'approdo ideale per la fine della correzione. Si colloca tra i livelli 0.5 (1,11274) e 0.618 (1,12486) di Fibonacci.
L'Overlap Geometrico : Questo spazio è di vitale importanza perché genera un perfetto overlap (sovrapposizione) con il massimo storico di Onda (i) blu (evidenziato dalla linea orizzontale rossa a 1,12843). Nella teoria di Elliott, la violazione controllata in sovrapposizione di questa vecchia area di resistenza, ora trasformata in supporto, è il punto ideale in cui si esauriscono le strutture correttive complesse prima di una ripartenza.
🔄 L'Alternativa Macro: Il Ruolo della Confirmation
Proprio a causa di una terza onda cresciuta poco oltre il 100%, l'alternativa da manuale è che l'intero movimento iniziato dai minimi del 2022 non sia un impulso, ma un grande pattern correttivo ABC. La soluzione al dilemma risiede nel livello di svolta superiore:
🟢 Confirmation (Conferma dell'Impulso) : Il livello statico rosso posto sui massimi a 1,20819 rappresenta la linea di demarcazione definitiva. Una violazione rialzista stabile al di sopra di questa barriera confermerà al 100% lo scenario impulsivo primario, decretando l'attivazione della potente Onda (v) blu verso nuovi massimi di lungo periodo.
In caso contrario, il mancato superamento della Confirmation convaliderà l'ipotesi di un ABC macro di esaurimento, aprendo la strada a una rotazione ribassista strutturale di più ampio respiro.
🚀 Conclusione
"Su EURUSD la fretta è il peggior nemico. La Teoria di Elliott ci mostra che Onda (iv) blu è in piena compressione e sta cercando il suo bottom proprio all'interno del box rosso, dove l'overlap con il vecchio massimo di Onda 1 a 1,12843 fungerà da calamita per il prezzo. Solo la successiva violazione della Confirmation a 1,20819 darà il via libera definitivo al bull run di Onda 5. Fino ad allora, la pazienza resta l'arma migliore del trader professionista."
E tu come interpreterai il test dell'area di overlap nel box rosso? Credi nel rimbalzo strutturale o pensi che il livello di Confirmation rimarrà inviolato? Dicci la tua nei commenti!
Si ferma a 1,16?E' molto probabile che 1,16 sia l'area dalla quale vedremo uno stop della discesa , se per una pausa o per un cambio di direzione questo ce lo dirà Fiber nei prossimi giorni.
1W. Nel settimanale vediamo che il prezzo è praticamente sulla proiezione NT di Hosoda (1,16153), sia sulla Kumo che sulla linea Tenkan Sen del sistema Ichimoku e sulla 1X1 di Gann.
1D. Nel giornaliero siamo vicini alla proiezione N di Hosoda (1,16026) e sulla Kumo del sistema Ichimoku.
EUR/USD: Target 1.1590 raggiunto. +50 pips⚡ EUR/USD: TARGET 1.1590 CENTRATO. +50 PIPS. CONSOLIDAMENTO IN CORSO.
15 anni di metodo. 17/17 Configurazioni nel 2026. Zero errori.
Il 20 maggio, dopo le 8:00, abbiamo raggiunto il livello 1.1590 (già pre-tracciato nel post precedente). Dopo una breve attesa sul ritorno a 1.1658, si è formato il pattern per la riapertura della posizione. Aggiunti +50 pips. Ora il prezzo consolida proprio su 1.1590.
📍 STATO ATTUALE (Grafico 3h - Agg. 23 Mag):
Prezzo a 1.16029, in consolidamento sull'area 1.1590-1.1608.
🔍 RIEPILOGO OPERATIVO:
Operazione Entrata Uscita Pips
Short (primo) 1.1758 1.1643 +115
Short (secondo) 1.1658 1.1590 +68
📊 PERFORMANCE su EUR/USD 2026:
EUR/USD: +1.350 pips
👉 TARGET 1.1590 CENTRATO. +50 PIPS.
Commenta " EURUSD " se segui il sistema.
GBP/USD in compressione rialzista vicino a una zona di breakoutOsservazioni principali
Trend di breve termine: rialzista
I compratori continuano a difendere minimi sempre più alti, visibili tramite la trendline ascendente.
Il prezzo si sta comprimendo sotto la resistenza, situazione che spesso precede un forte movimento direzionale.
Analisi della struttura
Zona di resistenza: 1.3440 – 1.3450
Supporto immediato: 1.3410 – 1.3400
La trendline rialzista rimane intatta.
Il riquadro grigio proiettato suggerisce una possibile continuazione al rialzo.
Scenario rialzista
Se GBP/USD rompe e chiude sopra:
y=1.3450
i prossimi target potrebbero essere:
1.3480
1.3500
potenzialmente 1.3520+
La forza del breakout e il momentum saranno fondamentali per confermare il movimento.
Scenario ribassista
Se il prezzo rompe la trendline ascendente, potrebbe verificarsi una correzione verso:
1.3400
successivamente 1.3380 – 1.3360
Rimane possibile anche un falso breakout, dato che il prezzo si trova appena sotto una forte area di offerta.
Psicologia del mercato
Questo pattern mostra:
venditori che difendono la resistenza
compratori sempre più aggressivi su livelli di prezzo più alti
Le fasi di compressione come questa spesso terminano con un movimento rapido e impulsivo.
Idea operativa
Trader aggressivi: attendere una candela di breakout sopra la resistenza.
Trader conservativi: aspettare un retest dopo la rottura.
I venditori riprenderanno il controllo solo se il supporto ascendente verrà rotto con decisione.
EUR/USD: breakout 1.1620 o ritorno a resistenza di 1.1855?Contesto attuale: dove siamo ora
A metà maggio 2026, EUR/USD si muove all’interno di una fascia di consolidamento elevata successiva al rimbalzo primaverile, evidenziando una fase di pausa fisiologica dopo l’impulso direzionale precedente.
I supporti tecnici in area 1.1667–1.1681 hanno finora contenuto efficacemente le pressioni ribassiste, confermando la presenza di domanda su eventuali ritracciamenti. Il cambio continua inoltre a stazionare al di sopra delle principali medie mobili, rafforzando la lettura di un trend di fondo ancora orientato al rialzo.
Dal punto di vista grafico, il CFD EUR/USD di Pepperstone nel breve termine rimane coerente con una struttura rialzista non ancora compromessa dai minimi di marzo, ma entrata in una fase più matura e selettiva.
In questo scenario, i breakout richiedono conferme più solide in termini di volumi e chiusure, mentre i ritracciamenti continuano a rappresentare opportunità di acquisto fintanto che l’area compresa tra 1.1620 e 1.1680 mantiene la propria integrità tecnica.
b]Struttura di fondo: bull trend ancora intatto
La lettura macro-tecnica di maggio 2026 continua a inquadrare EUR/USD all’interno di un trend rialzista di medio periodo ben definito. Il mantenimento dei prezzi sopra le medie mobili a 20, 50 e 200 giorni, unito al crossover rialzista tra le medie di breve e medio termine, conferma una struttura solida.
Questo allineamento dinamico suggerisce che eventuali fasi correttive siano, al momento, da interpretare come movimenti fisiologici all’interno di un trend primario positivo, piuttosto che segnali di inversione.
L’ultimo impulso direzionale significativo ha avuto origine dal minimo del 13 marzo 2026 in area 1.1411, da cui il cambio ha costruito una progressione ordinata verso la parte alta del range.
In questa prospettiva, l’area compresa tra 1.1410 e 1.1450 rappresenta il riferimento strutturale di lungo respiro, ovvero il livello oltre il quale verrebbe messo in discussione l’intero impianto rialzista.
Al contrario, discese sotto 1.1620 segnalerebbero una fase di normalizzazione più profonda del trend, con un possibile passaggio da semplice consolidamento a correzione più articolata.
Nuova fascia 1.1620–1.2260: livelli EUR/USD
Rispetto alla precedente area di lavoro, il range operativo si è progressivamente spostato verso l’alto, definendo una nuova fascia compresa tra 1.1620 e 1.2260.
All’interno di questo intervallo, il baricentro di breve periodo si colloca tra 1.1700 e 1.1855, zona in cui si concentra la maggior parte degli scambi recenti e delle decisioni direzionali.
Principali livelli aggiornati per EUR/USD (CFD Pepperstone su TradingView):
• Resistenza immediata 1.1835–1.1855: prima area critica di offerta; il mercato è chiamato a dimostrare capacità di breakout con chiusure convincenti per riattivare momentum rialzista.
• Resistenza secondaria 1.2040: target naturale in caso di superamento della prima fascia resistiva, coerente con una prosecuzione ordinata del trend.
• Resistenza estesa 1.2130–1.2260: area di proiezione più ambiziosa, compatibile con uno scenario di ulteriore indebolimento del dollaro e conferme macro favorevoli all’euro.
• Supporto primario 1.1667–1.1681: zona tecnica rafforzata dalla presenza della media mobile a 200 giorni e da precedenti massimi relativi, ora convertiti in supporto dinamico.
• Supporto chiave 1.1620: vero pivot di medio termine; una chiusura daily inferiore a questo livello aprirebbe spazio a estensioni correttive verso 1.1535–1.1510 e successivamente 1.1450–1.1410, area di struttura principale.
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Dal punto di vista del momentum, il quadro resta coerente con una struttura rialzista ma priva di eccessi: non si osservano segnali di deterioramento strutturale, ma allo stesso tempo manca un’accelerazione tale da indicare una fase di espansione impulsiva. La lettura più equilibrata resta quindi quella di un “bull trend ancora intatto, con momentum in fase di consolidamento”, condizione che tende a favorire operatività più selettive e meno direzionali nel brevissimo termine.
Scenari di reazione dei prezzi
In un contesto macro ancora favorevole al rischio e con un dollaro in progressiva perdita di forza relativa, EUR/USD potrebbe continuare a costruire base sopra l’area 1.1620, mantenendo intatta la struttura rialzista e preparando un nuovo attacco alla fascia 1.1835–1.1855; il superamento di quest’ultima aprirebbe spazio a estensioni verso 1.2040, in linea con la prosecuzione del trend di medio periodo.
Al contrario, un ritorno di forza del dollaro o un deterioramento del quadro macro relativo tra Stati Uniti ed eurozona potrebbe innescare una fase correttiva più ampia. In questo caso, il primo livello di verifica si colloca in area 1.1667–1.1681, con possibile estensione verso il supporto chiave a 1.1620; una rottura confermata di quest’ultimo livello aumenterebbe la probabilità di un movimento più profondo verso 1.1535–1.1510 e successivamente verso l’area strutturale 1.1450–1.1410.
Nel complesso, EUR/USD continua a muoversi all’interno di una struttura rialzista di fondo, ma la fascia 1.1620–1.1855 rappresenta attualmente il vero equilibrio di mercato: al di sopra prevalgono dinamiche di prosecuzione del trend, mentre al di sotto aumenta sensibilmente il rischio di una correzione più estesa e strutturata.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
!!! USD CHF !!!Saluti a tutti quelli che leggeranno queste poche righe.
Questi trade è un trade non ancora attivo, in fase di costruzione.
Trovate i vari livelli di prezzo con indicazione a lato destro su quale timeframe si sono creati.
La creazione di un livello è data dalla price action, non sono punti di minimo e massimo bensi livelli ai quali ci è stata una reazione, alcuni possono coincidere con un massimo o un minimo e sono detti livelli one shot .
La chiusura di una candela 4 ore sopra il livello 0,7925 genererebbe il segnale di ingresso con obiettivo 0,8398 , stop loss 0,7877 .
Operazione lenta e noiosa arco temporale trimestrale. Size piccola.
Buon carry trade a tutti.
DISCLAIMER: Analisi svolta al solo scopo didattico, nessuna delle informazioni scritte è da intendersi come sollecitazione ad operare. L'autore potrebbe essere in conflitto di interesse con quanto pubblicato ed inoltre esssere soggetto a bias psicologici.






















