Nuovi minimi per lo YenContinua a indebolirsi lo Yen nei confronti del Dollaro.
Ha ormai superato stabilmente quota 160.
Si tratta del livello più debole degli ultimi 40 anni.
Il calo sta proseguendo nonostante un intervento record da 11.73 trilioni di Yen da parte del Governo giapponese tra aprile e maggio e il rialzo dei tassi all'1% da parte della BOJ.
Più volte la ministra delle finanze, Katayama, si è detta pronta a un'azione decisa insieme a Washington.
La situazione sullo Yen ha raggiunto livelli drammatici anche sul posizionamento speculativo.
Le scommesse speculative ribassiste sono ai massimi degli ultimi 20 anni.
In genere questo posizionamento si sgonfia con un deciso movimento nella parte opposta.
E' ancora troppo presto per parlarne ma uno Yen troppo debole non piace né al Giappone né all'America che potrebbero intervenire insieme per sostenere la valuta nipponica.
Mercato forex
Più il grafico è pulito, più la mente del trader è stabileNel trading, la complessità non rappresenta sempre un vantaggio. Molti trader pensano che disegnare più linee, aggiungere più aree di prezzo e seguire più segnali li aiuti a prendere decisioni migliori. In realtà, un grafico troppo affollato genera spesso più rumore che chiarezza.
Quando un grafico contiene troppe informazioni, è facile sentirsi sopraffatti. Ogni trendline, ogni livello di supporto e resistenza e ogni indicatore può offrire una prospettiva diversa. Di conseguenza, il processo decisionale diventa più stressante: entrare o aspettare? Mantenere la posizione o uscire? Sto forse perdendo un'opportunità? A quel punto iniziano a prendere il sopravvento le emozioni: dubbi, FOMO, impulsività e impazienza.
Un piano di trading semplice permette al trader di eliminare il rumore e concentrarsi sugli elementi davvero importanti: il trend principale, la struttura del prezzo, le zone di liquidità, i livelli chiari di supporto e resistenza e un punto di invalidazione ben definito. Quando ogni elemento presente sul grafico ha uno scopo preciso, diventa più facile osservare il mercato, ridurre le distrazioni e agire in modo sistematico.
La semplicità aiuta anche a costruire disciplina. Quando il metodo è chiaro, il trader può ripetere sempre lo stesso processo: identificare le aree di prezzo importanti, attendere la reazione del mercato, cercare una conferma, calcolare il rischio ed entrare solo quando il setup è realmente valido. Con il tempo, questo processo diventa un'abitudine di trading solida, invece di cambiare approccio ogni giorno.
È importante ricordare che semplicità non significa superficialità. Un grafico pulito non è un grafico privo di analisi, ma uno che conserva solo gli elementi realmente utili per prendere decisioni di trading. Un trader professionista non ha bisogno di trasformare il grafico in una mappa complessa; ha bisogno di un sistema sufficientemente chiaro per sapere quando agire e quando restare fuori dal mercato.
Conclusione:
Un piano di trading essenziale aiuta a ridurre lo stress, limita le decisioni impulsive e migliora la disciplina. Quando il grafico è più pulito, anche il pensiero diventa più chiaro. E quando il pensiero è più chiaro, il trader riesce a concentrarsi su ciò che conta davvero: operare nelle giuste aree di prezzo, seguire il proprio piano e rispettare sempre il livello di rischio prestabilito.
USD/CAD, un rally del 5% aumenta probabilità di correzioneIl cambio USD/CAD continua a mantenersi su livelli elevati, ma il quadro tecnico del grafico a 4 ore suggerisce che il movimento direzionale potrebbe aver bisogno di una fase di riequilibrio.
Dall'inizio dell'impulso rialzista il cross ha infatti guadagnato circa il 5%, sviluppando un trend estremamente ordinato e caratterizzato da una costante permanenza sopra la EMA 50, media mobile che ha accompagnato l'intera accelerazione senza mai essere realmente violata.
Proprio questa regolarità rappresenta oggi uno degli elementi più interessanti.
Dopo un movimento così esteso, è fisiologico attendersi che il mercato possa ricercare nuovi equilibri attraverso una correzione più incisiva o una fase distributiva.
Magari suggerita dal recente indebolimento del mercato del lavoro americano e dalle minori pressioni inflazionistiche globali.
Non si tratta necessariamente di un segnale di inversione del trend primario, quanto piuttosto della possibilità che vengano scaricati gli eccessi accumulati nelle ultime settimane.
Sul grafico emerge inoltre un canale parallelo che sta contenendo le oscillazioni di breve periodo.
L'eventuale rottura della sua base potrebbe rappresentare il primo indizio di un'accelerazione ribassista, offrendo un riferimento tecnico per seguire un possibile movimento correttivo.
In alternativa, anche la formazione di altri pattern distributivi nella fascia dei massimi potrebbe anticipare un progressivo indebolimento della pressione rialzista.
Wall Street in rally, focus su Fed e petrolioWALL STREET, TORNA L’EUFORIA
Chiusura in forte rialzo per Wall Street, trainata dal rimbalzo del settore tecnologico e dei semiconduttori.
Il Dow Jones ha registrato un nuovo record storico, superando e chiudendo per la prima volta sopra la soglia psicologica dei 53.000 punti. I tre principali indici azionari statunitensi hanno terminato le contrattazioni in territorio positivo, con il Nasdaq Composite in rialzo dell’1,12%, a guidare i guadagni grazie al rinnovato entusiasmo per l’intelligenza artificiale.
L’S&P 500, dal canto suo, ha messo a segno un +0,72%, avvicinandosi ai massimi storici. Il Dow Jones ha invece chiuso a +0,29%, registrando il suo ventunesimo record dell’anno.
Dopo le forti vendite di fine giugno, i titoli legati ai semiconduttori sono tornati a correre. Tra le blue chip si sono distinte le ottime performance di IBM (+3,39%), Goldman Sachs (+2,89%) e Boeing (+2,83%).
In calo, invece, i titoli farmaceutici e dei beni di consumo, con Amgen (-2,62%), Nike (-2,31%) e Procter & Gamble (-2,30%) tra i peggiori.
Nel frattempo, gli investitori restano cautamente ottimisti in vista della pubblicazione dei verbali della riunione di giugno della Federal Reserve, prevista per mercoledì, la prima sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh.
VALUTE
Nel mercato valutario il dollaro resta sotto pressione. Il Dollar Index si mantiene al di sotto della soglia di 101 punti, penalizzato dal ridimensionamento delle aspettative degli investitori su un possibile rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, dopo la pubblicazione di dati sul mercato del lavoro inferiori alle attese (ADP e NFP).
I dati diffusi la scorsa settimana hanno evidenziato un rallentamento della crescita occupazionale a giugno, accompagnato da revisioni al ribasso delle retribuzioni dei due mesi precedenti.
I mercati prezzano ora una probabilità di circa il 50% di un aumento dei tassi da parte della Fed a settembre, in calo rispetto ai circa due terzi registrati prima della pubblicazione degli ultimi dati sull’occupazione.
L’attenzione degli investitori è ora rivolta ai verbali della riunione di politica monetaria di giugno della Fed, dai quali si attendono indicazioni sulle future mosse dei tassi d’interesse. Sotto osservazione anche i dati sul deficit commerciale statunitense, attesi nella giornata odierna.
Il dollaro si è indebolito nei confronti della maggior parte delle principali valute, pur restando vicino ai massimi degli ultimi quarant’anni contro lo yen giapponese.
L’EUR/USD oscilla tra 1,1400 e 1,1450, mentre l’USD/JPY è sceso leggermente dai massimi di ieri a 162,40, tornando nell’area di 161,80, nonostante l’assenza di interventi da parte della Bank of Japan.
Il mercato appare sostanzialmente cristallizzato sui livelli attuali, in attesa di nuovi elementi in grado di indirizzare i prezzi.
Sul mercato COT, le posizioni sullo yen restano fortemente negative e orientate al ribasso. I contratti long su USD/JPY ammontano a quasi 18 miliardi di dollari nei soli futures, equivalenti a circa 350 miliardi considerando anche spot e swap dei mercati non regolamentati.
Recuperano terreno anche le valute oceaniche, sebbene restino ancora al di sotto delle principali resistenze tecniche.
ANCORA PRESSIONE SUL PETROLIO
Il WTI resta stabile, pur mantenendosi vicino ai minimi del periodo, con quotazioni attorno ai 69 dollari al barile e sui livelli più bassi degli ultimi quattro mesi.
Continuano a pesare sui prezzi le aspettative di un incremento dell’offerta globale, mentre il traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz prosegue il suo graduale ritorno alla normalità.
Secondo alcune fonti, almeno otto navi collegate al Giappone hanno attraversato il strategico passaggio marittimo lungo una rotta vicina all’Iran, tra cui cinque superpetroliere capaci di trasportare fino a 2 milioni di barili di greggio ciascuna.
Nel frattempo, Saudi Aramco ha ridotto di 11 dollari al barile il prezzo del greggio Arab Light destinato agli acquirenti asiatici per il prossimo mese, portandolo a uno sconto di 1,50 dollari rispetto al benchmark regionale, segnale di condizioni di mercato più favorevoli sul fronte dell’offerta.
Le ultime due occasioni in cui la compagnia saudita ha adottato una politica di forti sconti sui prezzi risalgono alle guerre del petrolio del 2020 e del 2015.
La decisione è arrivata dopo che i membri dell’OPEC+, guidati dall’Arabia Saudita, hanno concordato nel fine settimana un aumento delle quote produttive per il prossimo mese, rafforzando ulteriormente le aspettative di una maggiore disponibilità di greggio sul mercato globale.
GOLD CONSOLIDA
Martedì l’oro è sceso sotto i 4.150 dollari l’oncia, pur conservando gran parte dei guadagni accumulati la scorsa settimana.
Gli operatori attendono la pubblicazione dei verbali della riunione di giugno della Federal Reserve per ottenere nuove indicazioni sulle prospettive dei tassi d’interesse.
I dati diffusi la scorsa settimana hanno mostrato un rallentamento della crescita dell’occupazione e revisioni al ribasso dei salari dei due mesi precedenti, inducendo i mercati a ridimensionare le aspettative di un rialzo dei tassi nel breve termine.
Attualmente gli operatori attribuiscono circa il 50% di probabilità a un aumento dei tassi a settembre, rispetto a quasi due terzi prima dell’ultimo rapporto sull’occupazione.
In questo contesto, il metallo giallo potrebbe tornare a risultare particolarmente interessante, grazie al calo dei rendimenti obbligazionari.
L’oro ha inoltre beneficiato della flessione dei prezzi del petrolio e della progressiva normalizzazione del traffico nello Stretto di Hormuz.
Dal punto di vista tecnico, l’area dei 3.950 dollari rappresenta il supporto chiave da preservare. Una tenuta sopra tale livello manterrebbe aperto lo scenario di accumulazione, con potenziali obiettivi in area 4.550 e successivamente 4.880 dollari l’oncia.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
AUD/USD: fast trade con il Dollar Index osservato speciale Sul grafico a 4 ore prende forma una struttura assimilabile a un testa e spalle rialzista, accompagnata da una sequenza di minimi crescenti e dal sostegno della trendline ascendente che sostiene il recupero dai minimi di fine giugno.
Il mercato si trova ora a ridosso della neckline, area che rappresenta il principale ostacolo per confermare un'inversione almeno di breve periodo.
Un breakout deciso potrebbe aprire spazio verso la successiva resistenza in area 0,6960-0,6980, offrendo un'interessante opportunità di fast trade, con uno stop contenuto sotto la trendline e sotto la spalla destra del pattern.
Anche l'indice del dollaro si trova su un supporto di rilievo e mostra una configurazione tecnica che potrebbe favorire un rimbalzo.
Se il DXY dovesse reagire come ipotizzato, il rafforzamento del biglietto verde potrebbe limitare o addirittura annullare il tentativo di recupero dell'AUD/USD.
Per questo motivo, il setup rialzista sul cambio richiede una conferma non solo dal prezzo, ma anche dal comportamento del dollaro americano. La forza relativa del DXY sarà probabilmente il fattore decisivo per stabilire se il movimento in corso potrà trasformarsi in una vera inversione di breve periodo oppure restare soltanto una pausa tecnica all'interno del più ampio trend ribassista.
#064: Opportunità di Investimento SHORT su NZD/USD
Il cambio mostra una struttura tecnica orientata alla debolezza, con perdita progressiva di forza dopo una fase di recupero.
La pressione dei venditori rimane dominante e i rialzi recenti sembrano avere caratteristiche più correttive che di reale inversione.
Le aree superiori hanno mostrato difficoltà nel mantenere domanda, con possibili prese di liquidità prima della continuazione ribassista.
La forza relativa continua a favorire il dollaro americano, mentre il dollaro neozelandese resta penalizzato da un contesto meno favorevole.
La struttura principale rimane impostata verso una possibile continuazione short finché il prezzo non mostrerà una vera rottura del trend attuale.
Attesa conferma della pressione ribassista e prosecuzione verso le prossime aree di liquidità inferiori.
Mercati in ripartenza tra Fed, petrolio e valuteRIPARTONO I MERCATI DOPO LA SOSTA
Il mese di luglio, dal punto di vista delle notizie economiche e finanziarie, inizia di fatto oggi, lunedì 6.
I mercati si sono rasserenati, soprattutto dopo la firma dell’accordo tra Stati Uniti e Iran per un cessate il fuoco duraturo e, in particolare, in seguito alla riapertura dello Stretto di Hormuz, che ha registrato un significativo aumento del traffico di petroliere.
I prezzi dell’energia sono crollati. Tuttavia, questo non ha generato una discesa dei rendimenti dei titoli di Stato, che continuano invece a segnalare una certa probabilità che le banche centrali possano mantenere un orientamento restrittivo e, se necessario, aumentare ulteriormente il costo del denaro nel prossimo autunno.
La Federal Reserve pubblicherà i verbali della riunione di giugno, offrendo ulteriori spunti di riflessione su un FOMC ancora diviso. Sul fronte macroeconomico, l’attenzione sarà rivolta all’indice ISM dei servizi e ai dati della bilancia commerciale statunitense.
Anche la BCE pubblicherà le minute dell’ultima riunione di politica monetaria. Germania e Italia diffonderanno i dati sulla produzione industriale, mentre la Germania si unirà alla Francia nella pubblicazione dei dati sul commercio estero.
In Giappone, una settimana ricca di statistiche economiche sarà caratterizzata dalla pubblicazione dei dati relativi alla spesa delle famiglie, agli ordini di macchine utensili, ai prezzi alla produzione e al saldo delle partite correnti, in un contesto di forte pressione sullo yen e sui titoli di Stato giapponesi.
Da non dimenticare anche la pubblicazione dell’inflazione in Cina. In Oceania, invece, l’attenzione sarà concentrata sulla decisione della RBNZ in materia di tassi d’interesse.
VALUTE
Sul mercato valutario, il dollaro ha perso terreno a causa dell’aumento delle probabilità che la Federal Reserve riduca le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi, soprattutto dopo il crollo dei prezzi del petrolio.
L’indice del dollaro è rimasto sotto quota 101 lunedì, dopo aver registrato perdite settimanali legate a dati sul mercato del lavoro statunitense inferiori alle attese e al calo dei prezzi del greggio, fattori che hanno indotto gli operatori a ridimensionare le aspettative di una politica monetaria più restrittiva.
I dati pubblicati la scorsa settimana hanno mostrato un incremento di soli 57.000 posti di lavoro non agricoli negli Stati Uniti nel mese di giugno, il dato più debole degli ultimi quattro mesi e nettamente inferiore alle previsioni di 110.000 unità.
Anche il petrolio ha registrato una leggera flessione, poiché la ripresa dei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz e la prospettiva di un aumento della produzione OPEC+ hanno alimentato i timori di un possibile eccesso di offerta.
L’EUR/USD è salito da 1,1320 a 1,1470, per poi correggere leggermente in attesa di nuove indicazioni dal mercato. Va tuttavia sottolineato che la moneta unica non sembra ancora avere la forza necessaria per rompere al rialzo in modo deciso. La soglia di 1,1500 potrebbe quindi rappresentare una resistenza particolarmente difficile da superare.
Il cambio GBP/USD (Cable) si mantiene in area 1,3340, sostenuto dagli acquisti di sterline contro euro. Di conseguenza, l’EUR/GBP potrebbe scendere verso l’obiettivo di 0,8490.
Il tema centrale del mercato valutario resta però lo yen giapponese. Per il momento, la valuta nipponica non riesce a rafforzarsi in modo significativo, nonostante le minacce d’intervento della Bank of Japan. Il cambio USD/JPY è tornato in area 162,00 dopo una fase di recupero dello yen che aveva portato il mercato a testare la resistenza di 160,50, sostenuto dai ripetuti price checking della banca centrale, senza tuttavia alcuna conferma ufficiale di interventi diretti sul mercato.
La sfida tra gli operatori speculativi — con posizioni lunghe stimate in circa 400 miliardi di dollari sulla base del COT e dei mercati futures, e conseguentemente anche sul mercato spot — e la banca centrale resta aperta, nella consapevolezza che la Federal Reserve potrebbe eventualmente supportare le autorità giapponesi.
PETROLIO
Lunedì il petrolio greggio viene scambiato sotto i 69 dollari al barile, mantenendosi vicino ai minimi registrati dalla fine di febbraio.
La ripresa dei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz e le aspettative di una maggiore produzione da parte dell’OPEC+ hanno infatti alimentato i timori di un potenziale eccesso di offerta.
I membri dell’OPEC+ hanno approvato un ulteriore e moderato aumento delle quote produttive per il prossimo mese. Sette Paesi, guidati da Arabia Saudita e Russia, hanno concordato un incremento della produzione pari a 188.000 barili al giorno.
La decisione riflette la maggiore fiducia del gruppo nelle condizioni del mercato energetico, favorita dalla progressiva stabilizzazione della situazione geopolitica in Medio Oriente.
Anche i principali produttori del Golfo Persico hanno aumentato l’offerta. Le esportazioni dell’Arabia Saudita si sono avvicinate ai livelli precedenti al conflitto, mentre gli Emirati Arabi Uniti, che avevano temporaneamente lasciato l’OPEC durante la crisi, hanno ripristinato le spedizioni.
Nel frattempo, il traffico delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz ha mostrato evidenti segnali di normalizzazione dopo le anomalie registrate nei giorni precedenti, quando diverse navi avevano effettuato inversioni di rotta e deviazioni lungo una delle più importanti arterie energetiche mondiali.
ORO
Questa mattina l’oro ha corretto di circa 50 dollari dopo aver testato i 4.200 dollari l’oncia, mantenendo comunque gran parte dei guadagni accumulati nella scorsa settimana.
I dati sul lavoro statunitense inferiori alle attese e il calo dei prezzi del petrolio hanno infatti spinto gli operatori a ridimensionare le aspettative di un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve.
Anche la diminuzione del prezzo del greggio, favorita dalla riapertura dello Stretto di Hormuz e dalla prospettiva di un aumento dell’offerta OPEC+, ha contribuito ad attenuare le pressioni inflazionistiche che in precedenza avevano sostenuto le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi, penalizzando il metallo giallo.
I dati pubblicati la scorsa settimana hanno evidenziato che i nuovi occupati non agricoli negli Stati Uniti sono aumentati di sole 57.000 unità a giugno, il livello più basso degli ultimi quattro mesi e ben inferiore alle attese di mercato, pari a 110.000 unità.
Questo ha spinto gli operatori a ridurre le proprie scommesse su un rialzo dei tassi a settembre. Secondo il CME FedWatch Tool, la probabilità di un aumento dei tassi è scesa al 50%, rispetto al 66% registrato prima della pubblicazione del rapporto sul lavoro.
Dal punto di vista tecnico, l’oro si trova in una fase di accumulazione particolarmente interessante, che potrebbe aprire la strada a un ritorno verso le aree di 4.350 e successivamente 4.600 dollari l’oncia. Prima di un nuovo movimento rialzista, tuttavia, non è escluso un test di un minimo significativo in prossimità del supporto chiave situato nell’area di 3.810-3.820 dollari.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
GBPUSD H4: Rimbalzo dalla Demand ZoneEvoluzione del mercato:
Il GBPUSD H4 ha mostrato una chiara ripresa dalla Demand Zone intorno a 1.3150 dopo il precedente ribasso. Il prezzo si sta muovendo al rialzo seguendo una struttura di Uptrend a breve termine e sta scambiando intorno a 1.3340, dimostrando che i buyers mantengono il controllo del mercato dopo aver rimbalzato dal supporto.
(Prezzo attuale: 1.3343)
Orientamento strategico:
Priorità all'osservazione di uno scenario BUY finché il GBPUSD si mantiene sopra la zona 1.3300 – 1.3320. Se il prezzo preserva l'attuale struttura rialzista senza rompere al di sotto del supporto vicino, l'impulso positivo potrebbe estendersi fino all'area 1.3450.
Il prezzo deve rimanere sopra quota 1.3300 affinché lo scenario rialzista rimanga valido. Una chiusura H4 al di sotto di questo livello indebolirebbe la spinta rialzista a breve termine, richiedendo una rivalutazione della struttura.
[Wall Street è CHIUSA oggi?] - La regola che forse non conosci!Ciao a tutti! Ieri avrete sicuramente notato qualcosa di insolito sui grafici: i mercati americani si sono mossi tantissimo per i dati dei Non Farm Payrolls (FNP), anche se non era il classico primo venerdì del mese. E oggi, venerdì 3 luglio, Wall Street è completamente sbarrata.
Costa sta succedendo? Vi svelo una curiosità sul funzionamento dei mercati USA che non tutti conoscono.
LA REGOLA D'ORO DELLE FESTIVITÀ AMERICANE
In Italia siamo abituati al fatto che se una festa nazionale (come il 1° Maggio) cade di sabato o di domenica, la festa è “persa”. Negli Stati Uniti non funziona così.
Per legge, il governo americano non fa mai perdere un giorno di vacanza ai lavoratori . Se una festa a data fissa cade nel weekend, scatta un recupero automatico:
• Se la festa cade di sabato , viene anticipata al venerdì . (come in questo caso)
• Se la festa cade di domenica , viene posticipata a lunedì .
Il 4 luglio (Independence Day) cade di sabato. Per questo motivo, oggi venerdì 3 luglio negli USA è una festività ufficiale a tutti gli effetti (chiamata Observed Holiday)
Cosa comporta questo per noi trader oggi?
I mercati finanziari si adeguano alle banche centrali, quindi il calendario di Wall Street ha subito uno scossone:
• NFP Anticipati : Il Bureau of Labor Statistics ha dovuto pubblicare i dati sul lavoro ieri (giovedì), proprio perché oggi gli uffici sono chiusi
• Azionario USA chiuso : Oggi il Nasdaq e il NYSE sono totalmente spenti. Zero scambi sulla azioni fisiche (Apple, Nvidia, Tesla, ecc.).
• Futures a mezzo servizio : I contratti Futures sugli indici (come il Nasdaq Futures) scambiano solo in sessione elettronica ridotta e chiuderanno anticipatamente in serata.
• Forex al rallentatore : Senza i desk operativi di New York, oggi sul mercato Forex c’è pochissima liquidità. I movimenti potrebbero essere molto piatti o, al contrario registrare finti movimenti improvvisi dovuti ai bassi volumi.
Cosa fare adesso?
La prudenza è d’obbligo. Con la sessione americana totalmente assente, i grafici potrebbero essere “ingannevoli”. La vera operatività regolare riprenderà lunedì 6 luglio.
Occhio ai possibili saltelli di prezzo (gap) alla riapertura della domenica sera!
E tu lo sapevi?? Lascia un boost e un commento se questo post ti è stato utile e fammi sapere come gestisci il trading in queste giornate di scarsa liquidità!
E Se Ciò Che Stai Inseguendo Concedesse Davvero Il Successo?Trattieni questo pensiero per qualche secondo. Non come un sogno irrealizzabile, ma come una possibilità reale: ciò che stai costruendo oggi in silenzio, un giorno potrebbe davvero prendere forma. Non perché il mercato ti debba qualcosa, ma perché sei stato costante, ti sei presentato abbastanza a lungo, hai imparato abbastanza e ti sei allenato con la serietà necessaria per migliorare.
La maggior parte delle persone non fallisce per mancanza di potenziale. Fallisce perché si arrende troppo presto, soprattutto nella fase iniziale — quando tutto è ancora confuso, i risultati non sono chiari e il processo di pratica sembra noioso. Se continui a studiare, a osservare i grafici, a prendere appunti e a cercare modi per migliorare, allora hai già superato un test fondamentale: non te ne sei andato solo perché questo viaggio è più difficile di quanto immaginassi.
Non hai bisogno di vedere l'intero percorso fin dall'inizio. Nessuno comincia con una mappa completa. Ciò che conta è avere una direzione abbastanza chiara e abbastanza disciplina per continuare a fare un passo avanti. La chiarezza spesso non precede l'azione; si crea lungo il percorso, mentre ripeti, sbagli, correggi e cresci.
Nel trading, la disciplina è il vantaggio più grande. Un buon metodo ha valore solo quando chi lo esegue è abbastanza stabile da rispettarlo. Con lo stesso sistema, due trader diversi possono generare due risultati completamente opposti: uno è calmo, coerente e sa accettare il rischio; l'altro è impaziente, soffre di FOMO, sposta lo stop loss e fa trading emotivo.
Ma disciplina non significa fede cieca. La vera fiducia deve essere costruita sui dati, sul processo di backtesting e sull'onestà verso i propri risultati. Credi nella tua capacità di apprendere, ma non mentire a te stesso. Continua a misurare, a registrare e sii pronto ad aggiustare il tiro quando l'evidenza mostra che qualcosa non funziona più.
Ci saranno perdite, fasi di stallo e giorni in cui ti sembrerà di tornare indietro. Ma questo non equivale al fallimento. È una parte molto reale dell'apprendimento di una competenza complessa. Chi va lontano non è sempre il più talentuoso, ma chi ha abbastanza pazienza per continuare, abbastanza lucidità per trarre insegnamenti e abbastanza umiltà per cambiare.
Non devi dimostrare nulla a chi non capisce il tuo percorso. Lascia che sia il lavoro a parlare nel tempo. Al tempo stesso, però, impara ad ascoltare i dati del tuo diario di trading, i risultati reali e i feedback che hanno abbastanza valore da farti progredire.
Quindi, e se ciò che stai inseguendo avesse davvero successo? La risposta non sta nel fantasticare troppo a lungo, ma nell'azione successiva che compirai oggi: una sessione di pratica in più, un appunto in più, una volta in più in cui rispetti il piano, una volta in più in cui scegli la disciplina al posto dell'emozione.
Il successo non arriva perché speri e basta. Arriva quando trasformi la speranza nel lavoro ripetuto ogni giorno. Custodisci quel fuoco, ma incanalalo nella disciplina, nell'apprendimento, nell'azione e nel processo per diventare la versione migliore di te stesso.
Wall Street mista, dollaro debole e oro in rialzoWALL STREET MISTA, NFP IN CALO
I principali indici di Wall Street hanno chiuso la seduta di ieri con un andamento contrastato. Da un lato, i dati macroeconomici sul lavoro, inferiori alle attese, hanno allontanato l’ipotesi di nuovi rialzi dei tassi da parte della Fed; dall’altro, il comparto tecnologico è stato penalizzato da diffuse prese di profitto.
La giornata ha segnato un nuovo record storico per il Dow Jones, mentre il Nasdaq ha terminato gli scambi in territorio negativo. Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dell’1,14%, dopo aver toccato un nuovo massimo storico. L’S&P 500 ha invece terminato la seduta sostanzialmente invariato, replicando quanto già accaduto due giorni prima, mentre il Nasdaq ha perso lo 0,8%.
Sul fronte macroeconomico, i dati sui Non-Farm Payrolls hanno evidenziato un rallentamento del mercato del lavoro statunitense, con un incremento di appena 57 mila occupati, ben al di sotto delle attese di 114 mila e inferiore anche al dato precedente di maggio, pari a 129 mila unità.
Questo rallentamento, unito ai deboli dati ADP pubblicati nei giorni precedenti, conferma il progressivo raffreddamento dell’economia statunitense e contribuisce ad attenuare le pressioni inflazionistiche. Tra i vari comparti, il settore tecnologico è stato quello più penalizzato, a causa di diffuse prese di beneficio.
NIKKEI
Venerdì l’indice Nikkei 225 è salito dello 0,7%, recuperando le perdite iniziali grazie ai dati sull’occupazione statunitense, risultati inferiori alle attese.
Il rapporto sul lavoro, più debole del previsto, ha contribuito a compensare le persistenti preoccupazioni legate al settore dell’intelligenza artificiale, dove gli investitori continuano a interrogarsi sulla sostenibilità di investimenti sempre più ingenti e di valutazioni particolarmente elevate nel lungo periodo.
Nel frattempo, l’apprezzamento di quasi l’1% dello yen registrato giovedì, alimentato dalle speculazioni su un possibile intervento delle autorità giapponesi sul mercato valutario, ha continuato a rappresentare un fattore di pressione per il mercato azionario domestico.
VALUTE
Il dollaro continua a indebolirsi, entrato in una fase negativa dopo la pubblicazione di dati macroeconomici deludenti.
L’indice del dollaro si è mantenuto sotto quota 101, dopo il forte calo della sessione precedente, in seguito a dati sul mercato del lavoro statunitense inferiori alle aspettative, che hanno spinto gli operatori a ridimensionare le attese di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve.
L’economia statunitense ha creato soltanto 57.000 posti di lavoro a giugno, il dato più basso degli ultimi quattro mesi e nettamente inferiore alle previsioni di 110.000 unità, mentre il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,2%. Questo dato segue il rapporto ADP pubblicato mercoledì, che aveva già evidenziato una crescita dell’occupazione privata più debole delle attese.
I future sui Fed Funds indicano ora una probabilità di circa il 50% di un rialzo dei tassi a settembre, in calo rispetto al 67% registrato prima della diffusione degli ultimi dati sul lavoro.
Il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha inoltre dichiarato questa settimana che le aspettative d’inflazione stanno mostrando segnali di moderazione, ribadendo al contempo l’impegno della banca centrale nel mantenere la stabilità dei prezzi.
Sul mercato valutario, l’EUR/USD è salito oltre quota 1,1450 e punta all’area di 1,1500, mentre il Cable (GBP/USD) continua la propria corsa verso 1,3450.
L’EUR/GBP ha rotto al ribasso e consolida in area 0,8560. Lo yen, considerato il vero ago della bilancia del mercato valutario, si mantiene stabile dopo i recenti guadagni, con USD/JPY intorno a 161,10.
Nella giornata di ieri era circolata l’ipotesi di un intervento della Bank of Japan sul mercato. In realtà, l’istituto si è limitato a effettuare delle richieste di quotazione, mostrando la propria presenza senza intervenire concretamente.
A rafforzare il movimento dello yen hanno contribuito anche le dichiarazioni del Ministro delle Finanze Satsuki Katayama, secondo cui le autorità giapponesi sono pronte a intervenire in qualsiasi momento per sostenere la valuta.
Le sue parole arrivano in un contesto di crescenti speculazioni su un nuovo ciclo di interventi, favorito anche dalla minore liquidità legata al fine settimana festivo negli Stati Uniti. Katayama ha inoltre sottolineato come Giappone e Stati Uniti rimangano in stretto contatto sulle questioni di politica valutaria.
Giovedì lo yen aveva recuperato terreno con decisione dai minimi degli ultimi 40 anni, dopo indiscrezioni secondo cui il Giappone potrebbe smettere di segnalare preventivamente eventuali interventi sul mercato, cogliendo di sorpresa gli operatori e favorendo la riduzione delle posizioni speculative ribassiste sulla valuta.
PETROLIO SEMPRE SUI MINIMI
Venerdì il WTI si è mantenuto stabile intorno ai 69 dollari al barile, attestandosi su livelli prossimi a quelli precedenti allo scoppio del conflitto in Medio Oriente alla fine di febbraio.
A sostenere questa dinamica è stata la ripresa del traffico marittimo commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz, favorita dai progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran.
Le esportazioni di greggio dell’Arabia Saudita sono tornate a circa il 90% dei livelli precedenti al conflitto, con un numero crescente di petroliere che attraversano con successo la strategica via marittima, segnale di una graduale normalizzazione dell’offerta petrolifera regionale.
Anche gli Emirati Arabi Uniti hanno riportato le esportazioni di petrolio sui livelli prebellici.
Nel frattempo, il presidente Donald Trump ha dichiarato che i colloqui con l’Iran stanno procedendo positivamente, dopo che i mediatori di Qatar e Pakistan hanno tenuto incontri separati con funzionari statunitensi e iraniani a Doha.
Dal punto di vista tecnico, il WTI continua a muoversi all’interno di un canale discendente, con obiettivi di medio periodo che potrebbero spingersi fino all’area dei 55 dollari al barile.
GOLD TORNATO DI MODA
Venerdì l’oro ha proseguito il proprio rialzo, raggiungendo quota 4.200 dollari l’oncia ed estendendo i guadagni della sessione precedente.
I future sui tassi della Federal Reserve indicano ora una probabilità di circa il 50% di un rialzo dei tassi a settembre, in calo rispetto al 67% registrato prima della pubblicazione degli ultimi dati sul mercato del lavoro.
Il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha inoltre dichiarato che le aspettative di inflazione stanno progressivamente diminuendo, pur confermando l’impegno della banca centrale nel perseguire la stabilità dei prezzi.
L’oro ha beneficiato anche del calo dei prezzi del petrolio e dell’attenuarsi delle preoccupazioni inflazionistiche, sostenuto dalla progressiva normalizzazione del traffico commerciale nello Stretto di Hormuz e dai continui progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
AUD/USD ha completato una struttura simile a un modello a WAUD/USD sta mostrando segnali di accumulazione dopo un forte movimento ribassista. Invece di continuare a creare nuovi minimi, il prezzo ha iniziato a reagire meglio nella zona bassa, formando una struttura simile a un modello W inverso / testa e spalle inverso. Questo suggerisce che la pressione dei venditori potrebbe indebolirsi, mentre i compratori stanno iniziando a tornare sulle aree di prezzo più basse.
La zona più importante da osservare ora è la neckline superiore. Si tratta di un’area in cui il prezzo è stato respinto più volte, quindi se AUD/USD riuscisse a rompere e mantenersi sopra questa zona, il segnale di inversione rialzista diventerebbe più chiaro.
In caso di breakout, il primo target che sto osservando si trova intorno a 0,69800. Questo è un livello ragionevole per il prossimo movimento di recupero, soprattutto se la pressione d’acquisto continuerà dopo la rottura della neckline.
Tuttavia, se il prezzo venisse nuovamente respinto dalla neckline e tornasse a scendere, questo modello potrebbe fallire. Per questo motivo, non mi affretterei a comprare prima di una conferma chiara. Con la struttura attuale, aspettare il breakout rimane la scelta più sicura.
NZDUSD H1: Il canale ascendente apre la strada al rimbalzoIl NZDUSD sta mostrando un cambiamento positivo dopo la precedente serie di forti cali. Il prezzo è uscito dalla zona di consolidamento (Consolidation Range) e si sta ora muovendo all'interno di un canale ascendente (Ascending Channel), segnale che i compratori stanno gradualmente prendendo il controllo del rimbalzo a breve termine.
L'aspetto degno di nota è che il prezzo continua a mantenere una struttura di minimi crescenti all'interno del canale rialzista. Se il NZDUSD rimarrà al di sopra dell'area 0.5680 – 0.5690, il movimento al rialzo potrebbe estendersi verso la zona 0.5740 – 0.5760 nel prossimo futuro.
Piano di Trading:
Punto di ingresso (Entry): Priorità ai contratti di acquisto (BUY) in caso di correzione verso l'area 0.5680 – 0.5690, con la presenza di un segnale di conferma rialzista.
Target di profitto (Take Profit): 0.5740 – 0.5760.
Annullamento dello scenario (Invalidation): Se il NZDUSD chiude una candela H1 sotto quota 0.5670, la struttura rialzista a breve termine si indebolirà.
Questo articolo è solo a scopo informativo. Fai sempre trading in base alla tua analisi personale.
EURUSD: rottura rialzista della resistenzaGuarda il quadro generale. Il prezzo ha continuato a formare minimi crescenti e si è mantenuto sopra la trendline rialzista, mostrando che i compratori hanno ancora il controllo del mercato.
Ora concentriamoci sulla zona di resistenza evidenziata. Questa è un’area in cui il prezzo ha reagito più volte in passato, ma l’ultimo test ha mostrato un cambiamento evidente.
Invece di subire un forte rifiuto come prima, il prezzo ha rotto al rialzo questa zona con una buona spinta.
Questo è un segnale importante. Quando una resistenza viene superata, spesso può trasformarsi in un nuovo supporto se il prezzo riesce a mantenersi al di sopra.
Attualmente, il prezzo sta tornando a testare la zona di breakout e non è ancora comparsa una pressione di vendita abbastanza forte da riportarlo sotto la struttura.
Questo ci indica che la pressione d’acquisto è ancora presente. Il piccolo movimento correttivo dopo il breakout potrebbe essere semplicemente un normale retest prima della continuazione del trend.
Finché il prezzo rimane sopra l’area 1.14200–1.14300 e non rompe nuovamente sotto la zona di breakout, continuo a favorire uno scenario rialzista.
Target: 1.14800
Un’inversione diventerebbe rilevante solo se il prezzo scendesse con forza sotto l’area evidenziata e rompesse l’attuale struttura rialzista.
Fino a quando ciò non accadrà, per me questo rimane un setup di continuazione rialzista. Il mercato ha superato una zona di resistenza importante, e ora ciò che dobbiamo osservare è se il prezzo riuscirà a mantenerla come nuovo supporto.
EURUSD H1: Quando il canale discendente è solo un ricordoL'EURUSD H1 mostra segnali di ripresa positivi dopo essere uscito dal precedente Descending Channel (canale discendente). Il prezzo ha ormai superato la zona di accumulazione a breve termine e si sta mantenendo al di sopra della Demand Zone (zona di domanda) intorno a 1.1380 – 1.1400, a dimostrazione del fatto che la pressione d'acquisto si mantiene piuttosto solida.
Dal punto di vista tecnico, l'area 1.1445 rappresenta il supporto più vicino dopo il recente rimbalzo. Se l'EURUSD continuerà a tenersi sopra questa zona, il movimento rialzista potrebbe estendersi lungo la Uptrend Line (linea di tendenza rialzista) e puntare al target di 1.1550. La struttura attuale pende a favore dello scenario rialzista, dato che i ritracciamenti non hanno infranto la zona di domanda sottostante.
Entry Focus (Focus di Ingresso): Priorità BUY se il prezzo si mantiene sopra l'area 1.1440 – 1.1445 e mostra segnali di conferma rialzista.
Invalidation (Invalidazione): Lo scenario rialzista perde validità se l'EURUSD chiude su base H1 sotto 1.1380.
Buon trading!
SHEMATICA WYCKOFF SWING TRADINGContesto: TIME FRAME W
Dopo un trend a rialzo, abbiamo avuto UTAD (candela con volumi superiori alla media di rifiuto) uno Sbilanciamento dei massimi precedenti + cambio dominance (CHOCH ribassista) + test strutturale.
Presenza di divergenza con l 'indicatore RSI (il prezzo fa massimi più alti e l'indicatore diverge in modo ribassista)
Individuata SUPPLY (last candle) con cambio dominance da rialzista a ribassista
test della supply sul livello 61.8% di fibonacci con volumi in diminuzione (LPSY)
Possibilità di ingresso aggressivo short: LPSY su livello 61.8% / 50% di fibonacci con target di profitto fino al primo livello di liquidità che corrisponde al supporto del trading range.
Possibilità di ingresso conservativo: attendere il break of the ice: il prezzo deve rompere il supporto del trading range con forti volumi e ritestare il supporto che poi divenerà resistenza.
si sta creando anche la formazione di un testa e spalla la cui neckline coincide con il trading range e il break the ice della schematica di wyckoff
NFP sotto i riflettori, mercati in attesaIL GIORNO DEI NFP
I principali indici azionari di Wall Street hanno chiuso la seduta del 1° luglio 2026 in territorio negativo. Gli investitori hanno inaugurato il secondo semestre con prudenza, frenati dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran e dai timori macroeconomici legati alle prossime mosse della Federal Reserve guidata da Kevin Warsh.
Il Dow Jones ha chiuso sostanzialmente invariato, mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,22% e il Nasdaq lo 0,66%.
Le ragioni della debolezza sono da ricercare nella persistente incertezza geopolitica. Teheran ha infatti rifiutato un incontro con alti funzionari statunitensi, appesantendo il sentiment dei mercati.
Nel frattempo, i dati ADP sull’occupazione nel settore privato hanno deluso le attese. I riflettori sono rimasti puntati anche sul Forum BCE di Sintra, dove era atteso l’intervento del presidente della Fed.
BANCHIERI CENTRALI
I principali banchieri centrali mondiali, riuniti al Forum BCE di Sintra, hanno di fatto archiviato definitivamente il concetto di forward guidance (ovvero le indicazioni preventive sull’andamento dei tassi), alla luce della crescente incertezza geopolitica ed economica.
Christine Lagarde ha dichiarato apertamente di aver rinunciato a questo approccio, affermando di essersi sentita in passato “vincolata e obbligata” da tale pratica. La Banca Centrale Europea adotterà quindi una comunicazione più flessibile e strettamente dipendente dai dati macroeconomici. Ha inoltre respinto con decisione i timori di stagflazione nell’Eurozona.
Dal canto suo, il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha annunciato che la banca centrale statunitense prenderà una decisione cruciale su un eventuale rialzo dei tassi entro le prossime quattro settimane.
Il neo-presidente ha inoltre lanciato un chiaro segnale sull’inflazione e ha ribadito l’autonomia della Fed, dichiarando: «Siamo stati una banca centrale indipendente a lungo, lo siamo anche oggi. E non ci saranno cambiamenti.»
Il governatore della Bank of England, Andrew Bailey, ha concentrato il proprio intervento sulla gestione dei bilanci delle banche centrali e sul graduale ritiro delle misure straordinarie introdotte negli ultimi anni.
In sostanza, tutti gli interventi hanno evidenziato un messaggio comune: le prossime decisioni di politica monetaria dipenderanno dai dati macroeconomici in arrivo.
VALUTE
Poco da segnalare sul mercato valutario, dove il dollaro continua a mantenere una posizione di forza.
L’EUR/USD resta sotto pressione e scende a ridosso del primo supporto chiave in area 1,1350. Il Cable (GBP/USD), invece, mostra maggiore tenuta e sale verso quota 1,3300, dopo che l’EUR/GBP ha rotto il supporto chiave compreso tra 0,8580 e 0,8590, dirigendosi verso il successivo livello in area 0,8540.
L’USD/JPY rimane impostato al rialzo, vicino a 162,80, anche se nelle prime ore di questa mattina mostra qualche lieve segnale di ripiegamento.
Oggi l’attenzione del mercato è concentrata sui dati dei Non-Farm Payrolls (NFP), che potrebbero contribuire a definire le prossime mosse della Federal Reserve.
Gli ultimi indicatori evidenziano infatti un rallentamento delle assunzioni nel settore privato. Inoltre, lo stesso Warsh ha sottolineato come le aspettative d’inflazione si siano recentemente attenuate, suggerendo una minore urgenza nel procedere con ulteriori aumenti dei tassi d’interesse.
BRENT IN DISCESA
Giovedì il Brent è sceso sotto i 71 dollari al barile, toccando il livello più basso dalla fine di febbraio.
Le spedizioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz hanno continuato ad aumentare, mentre gli investitori hanno accolto positivamente i segnali di progresso nei colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran.
Un funzionario statunitense ha dichiarato che i flussi di greggio attraverso questa strategica via marittima hanno superato i 10 milioni di barili al giorno grazie al supporto militare americano.
Anche le esportazioni di petrolio degli Emirati Arabi Uniti sono tornate ai livelli precedenti al conflitto, grazie all’utilizzo di rotte e infrastrutture alternative.
Nel frattempo, le esportazioni iraniane hanno superato i 40 milioni di barili dopo la revoca del blocco navale statunitense, mentre le elevate spedizioni russe hanno contribuito a un significativo accumulo di scorte offshore.
Parallelamente, il presidente Donald Trump ha elogiato i progressi registrati nei negoziati, mentre il Qatar ha confermato che il prossimo round di colloqui si terrà il prima possibile.
Nonostante ciò, Teheran continua a rivendicare il mantenimento del controllo amministrativo marittimo sullo Stretto di Hormuz.
GOLD IN RIPRESA
Giovedì l’oro è tornato a rafforzarsi, riportandosi sopra i 4.000 dollari l’oncia dopo aver toccato all’inizio della settimana i minimi degli ultimi otto mesi.
Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha affermato che le aspettative d’inflazione si sono attenuate nell’ultimo mese, suggerendo che non vi sia particolare urgenza nel procedere con nuovi rialzi dei tassi. Ha tuttavia ribadito l’impegno della banca centrale nel perseguire la stabilità dei prezzi.
I mercati continuano a prezzare una probabilità superiore al 60% di un rialzo dei tassi da parte della Fed nel mese di settembre.
Il metallo giallo ha inoltre beneficiato dell’aumento delle spedizioni petrolifere attraverso lo Stretto di Hormuz e dei progressi nei colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran. Questi sviluppi hanno contribuito a frenare i prezzi del petrolio, attenuando le pressioni inflazionistiche e sostenendo così le quotazioni dell’oro.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
Analisi GBP/CAD: i buyer spingeranno verso 1.9850?OANDA:GBPCAD Il prezzo continua a muoversi all’interno di un canale ascendente chiaro, con la price action che rispetta in modo costante sia il limite superiore sia il limite inferiore del canale. La struttura attuale mostra che i buyer mantengono ancora il controllo del mercato, mentre ogni fase di correzione resta abbastanza ben contenuta all’interno del trend rialzista.
La price action più recente mostra che GBP/CAD si sta avvicinando a un’importante zona di resistenza. Con la forza dell’attuale momentum bullish, la possibilità che il prezzo riesca a rompere questa zona di resistenza rimane piuttosto alta. Se si verifica il breakout, il prezzo potrebbe tornare a fare un retest dell’area appena superata prima di continuare a salire.
Un retest riuscito rafforzerebbe ulteriormente la struttura bullish e aprirebbe la possibilità di una continuazione rialzista verso il target di 1.9850, in linea con l’area del limite superiore del canale ascendente. Tuttavia, se il prezzo non riuscisse a rompere la resistenza attuale, ciò potrebbe indicare che il momentum bullish sta iniziando a indebolirsi e aprire la possibilità di una correzione più profonda verso l’area centrale del canale o verso il limite inferiore del canale ascendente.
Confermate sempre il vostro setup e gestite il rischio in modo adeguato.
Buona fortuna!
[La Teoria del Rasoio di Occam] - La semplicità batte i mercati.IL RASOIO DI OCCAM NEI MERCATI FINANZIARI :
La semplicità è l’ultima forma di chiarezza.
Nel trading retail esiste un falso mito pericoloso: l'idea che un'analisi complessa sia sinonimo di un'analisi vincente. Molti trader riempiono i propri grafici con oscillatori, medie mobili sovrapposte e algoritmi personalizzati, convinti che aggiungere variabili riduca il rischio.
Il risultato? Paralisi da analisi ed esecuzione fallimentare .
Per sopravvivere sui mercati, dobbiamo rispolverare un principio filosofico del XIV secolo: Il Rasoio di Occam . Questo concetto stabilisce che, a parità di fattori, la spiegazione più semplice è quasi sempre quella corretta. Nel trading, questo si traduce in un dogma assoluto: più elementi inserisci nella tua strategia, più punti di rottura stai creando .
Applica sempre questo test mentale prima di aprire una posizione:
Se non sai spiegare ad un bambino di 10 anni il motivo esatto per cui stai entrando a mercato allora la tua strategia è troppo complessa.
IL PERICOLO DELL'OVERFITTING : (Adattamento eccessivo)
Quando cerchi di piegare il mercato alle tue regole usando cinque indicatori diversi, stai commettendo un errore matematico chiamato overfitting .
Stai creando una strategia così specifica che si adatta perfettamente ai dati storici del passato, ma che fallisce miseramente non appena le condizioni di mercato cambiano anche solo di un millimetro. Gli indicatori tecnici sono derivati del prezzo; inseguono il passato.
Accumularli non fa altro che ritardare il tuo tempismo di ingresso a mercato.
COME "RADERE" IL TUO GRAFICO : LA STRATEGIA IN 3 PASSI
Per trasformare il tuo approccio da caotico a professionale, applica questa sequenza meccanica sui tuoi grafici:
1. Isola la Price Action : Rimuovi tutto. Guarda solo la pura struttura del prezzo, identificando massimi e minimi crescenti o decrescenti. Il prezzo è l'unico indicatore che non mente mai in tempo reale.
2. Identifica i Livelli Chiave Statici : Traccia solo i supporti e le resistenze macro in cui il prezzo ha reagito violentemente in passato. Meno linee vedi, più chiara sarà la mappa del mercato.
3. Cerca una Confluenza Binaria : Non aspettare che cinque pianeti si allineino. Ti bastano due elementi semplici: un livello chiave e un pattern di rifiuto del prezzo (es. una Pin Bar o un Engulfing) supportato da un aumento dei volumi. Se il setup soddisfa queste condizioni entri, altrimenti rimani fermo.
IL GIUSTO COMPROMESSO: SEMPLICE MA NON BANALE
Applicare il Rasoio di Occam non significa fare trading in modo superficiale o ignorare il contesto macroeconomico.
Significa eliminare il superfluo per concentrarsi su ciò che muove davvero i mercati: l'ordine dei flussi e la liquidità. “Una teoria dovrebbe essere il più semplice possibile, ma non più semplice di quanto non lo sia”.
I mercati sono sistemi complessi guidati dalla psicologia collettiva. Per estrarre profitto da un ambiente caotico, la tua mente ha bisogno di regole semplici, pulite e replicabili. Pulisci il tuo grafico, spegni il rumore e lascia che sia il prezzo a mostrarti la strada.
Rasoio “metaforico” : Il termine “rasoio” indici la metafora di tagliare via, come con una lama, tutte le complessità, le cause superflue e le congetture non necesarie per arrivare al cuore del problema.
Lascia un boost se ti è stato utile e commenta!
AUDUSD H4: Test della Zona 0.6920 – Trend Ribassista DominanteAnalisi del Mercato:
AUDUSD H4 rimane all'interno di una chiara struttura ribassista dopo aver rotto al ribasso la precedente area di consolidamento. Il prezzo ha fallito più volte il superamento delle zone di resistenza superiori e attualmente scambia ancora al di sotto della Supply Zone a 0.7050 – 0.7080, indicando che la pressione in vendita non si è ancora indebolita.
Lo scenario principale al momento prevede di attendere un leggero rimbalzo di AUDUSD verso l'area 0.6900 – 0.6920. Se il prezzo non riuscirà a superare questa zona e mostrerà segnali di rifiuto (rejection), la pressione ribassista potrebbe riattivarsi, spingendo il prezzo verso il supporto a 0.6800.
Strategia di Trading:
Focus Entry: Priorità alle posizioni di vendita (SELL) in caso di rimbalzo nell'area 0.6900 – 0.6920, in presenza di un segnale di conferma ribassista. Evitare di vendere in ritardo (chasing) quando il prezzo è già a ridosso del supporto.
Target: 0.6800.
Invalidazione: Lo scenario ribassista perde validità se AUDUSD chiude una candela H4 sopra 0.6950.
Wall Street vola, focus su Fed e yenWALL STREET, CHE TRIMESTRE
I principali indici azionari di Wall Street hanno chiuso la seduta del 30 giugno 2026 in territorio nettamente positivo, completando il miglior trimestre dal 2020 grazie alla spinta del comparto tecnologico e ai solidi utili legati all’intelligenza artificiale.
Il Nasdaq ha chiuso a +1,52%, l’S&P 500 a +0,79% e il Dow Jones a +0,26%, a dimostrazione della solidità della Borsa americana, sostenuta sia dalla crescita economica sia da indicatori macroeconomici che continuano a sorprendere positivamente.
Sul fronte macroeconomico, l’attenzione degli investitori resta concentrata sulle prossime mosse della Federal Reserve, che ha recentemente mantenuto i tassi nell’intervallo compreso tra il 3,50% e il 3,75%, oltre che sui dati statunitensi relativi all’occupazione di giugno.
I dati pubblicati ieri sulle JOLTS Job Openings, che misurano le offerte di lavoro negli Stati Uniti, sono risultati superiori alle attese. Al contrario, la fiducia dei consumatori e il Chicago PMI hanno evidenziato un lieve rallentamento, pur rimanendo ampiamente in territorio positivo, confermando la resilienza dell’economia statunitense.
Proprio in virtù di questa forza economica, il mercato continua a scontare due ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed nel prossimo autunno. Tale aspettativa ha contribuito a spingere il rendimento del Treasury decennale statunitense al 4,46%.
PETROLIO
Il prezzo del petrolio WTI è rimasto stabile nelle ultime ore, attorno ai 70 dollari al barile, dopo aver registrato il calo trimestrale più marcato dal 2020.
Gli operatori restano in attesa di aggiornamenti sui colloqui di pace in corso tra Stati Uniti e Iran a Doha, con entrambe le parti impegnate ad allentare le tensioni nello Stretto di Hormuz a seguito dei recenti scontri.
Washington e Teheran stanno lavorando per raggiungere una soluzione duratura al conflitto, sebbene l’Iran abbia mantenuto una posizione rigida sul controllo del traffico marittimo lungo questa strategica via d’acqua.
Nel frattempo, il traffico delle petroliere continua a normalizzarsi, con un aumento delle spedizioni dopo la cessazione degli scontri nello Stretto di Hormuz.
Gli analisti mettono tuttavia in guardia dal rischio di un’eccessiva offerta sul mercato, poiché le esportazioni stanno recuperando più rapidamente del previsto. L’Iran ha dichiarato di aver spedito oltre 40 milioni di barili di petrolio da quando gli Stati Uniti hanno revocato il blocco navale, mentre le esportazioni russe hanno raggiunto livelli record, contribuendo a un significativo accumulo di greggio in mare.
VALUTE: LA BOJ NON SVELA LE PROPRIE INTENZIONI
Sul mercato valutario continua a essere protagonista lo yen giapponese, ai minimi degli ultimi quarant’anni. Il cambio USD/JPY si mantiene ormai sopra quota 162,70, in un movimento rialzista che appare inarrestabile e con la Bank of Japan che, almeno per il momento, sembra rimanere alla finestra.
Le ipotesi sono due: o le principali banche centrali stanno preparando un intervento coordinato che potrebbe coinvolgere simultaneamente tassi d’interesse e mercato dei cambi, oppure la strategia della BoJ e del governo giapponese consiste nel lasciare sfogare il trend rialzista per poi intervenire ai primi segnali di esaurimento del momentum.
L’EUR/USD resta stabile nell’area compresa tra 1,1380 e 1,1430, mentre l’EUR/JPY continua a mantenersi forte a quota 185,60, in attesa di sviluppi sul fronte dello yen.
Le valute oceaniche rimangono deboli, in particolare l’AUD/USD, mentre il dollaro neozelandese sembra mostrare segnali di recupero rispetto alle principali divise concorrenti.
Stabili il franco svizzero e le altre principali coppie valutarie. L’attenzione del mercato resta comunque concentrata sullo yen e sulla possibilità di un intervento da parte della Bank of Japan.
ORO
Mercoledì l’oro è sceso sotto i 4.000 dollari l’oncia, avvicinandosi ai minimi degli ultimi otto mesi, dopo la pubblicazione di solidi dati economici statunitensi che hanno evidenziato la resilienza dell’economia e rafforzato le aspettative di un ulteriore aumento dei tassi da parte della Federal Reserve nel corso dell’anno.
L’ultimo rapporto JOLTS ha mostrato un incremento delle offerte di lavoro fino ai livelli più elevati degli ultimi due anni. Parallelamente, gli analisti si aspettano un nuovo aumento dell’occupazione non agricola a giugno, con i dati in pubblicazione venerdì.
Nel frattempo, gli indicatori sull’inflazione core continuano a collocarsi ben al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla Fed.
I mercati stanno ora prezzando almeno un aumento dei tassi entro la fine dell’anno, con il primo intervento che potrebbe arrivare già a settembre.
Gli investitori restano inoltre in attesa di aggiornamenti sui colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran in corso in Qatar, nella speranza di un accordo di cessate il fuoco duraturo, sebbene non sia previsto alcun incontro diretto tra le due delegazioni.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
Struttura tecnica su USD/CHFUSD/CHF si è mosso lateralmente all’interno di una chiara zona di accumulazione per un lungo periodo. In questa fase, la pressione degli acquirenti e dei venditori è rimasta quasi bilanciata, causando diversi rifiuti sia nella parte alta che nella parte bassa del range.
L’aspetto più importante è che il prezzo ha finalmente rotto al rialzo la zona di resistenza del range. Questo è un segnale significativo, perché mostra che gli acquirenti stanno iniziando a riprendere il controllo e che la struttura di mercato sta diventando più positiva.
Dopo il breakout, il prezzo sta ora correggendo verso la zona appena superata. Questa area è molto importante, perché la vecchia resistenza potrebbe ora trasformarsi in un nuovo supporto. Se il prezzo riuscirà a mantenersi sopra questa zona e mostrerà una chiara reazione rialzista, l’attuale correzione potrebbe essere semplicemente un retest sano prima di una nuova continuazione al rialzo.
Con la struttura attuale, il prossimo target che sto osservando si trova intorno a 0.82850. È un’area logica, perché si trova vicino alla prossima zona di resistenza dopo l’uscita del prezzo dalla fase di accumulazione.
Tuttavia, se il prezzo dovesse scendere con forza sotto la zona di breakout, lo scenario rialzista si indebolirebbe e il breakout potrebbe essere considerato fallito. In quel caso, metterei in pausa l’idea di acquisto e aspetterei un segnale più chiaro.
Per ora, finché USD/CHF riesce a mantenere il supporto dopo il breakout, la tendenza rialzista rimane supportata.
EURUSD H4: Rimbalzo sulla Nuova CorsiaL'EURUSD su H4 mostra segni di ripresa dopo il forte calo precedente. Il prezzo ha reagito nei pressi della zona di supporto a 1.1350 e si sta ora muovendo al rialzo seguendo una linea di supporto ascendente a breve termine, indicando che i compratori stanno iniziando a riprendere il controllo del ritmo di mercato.
Dal punto di vista tecnico, il livello di 1.1535 è la soglia chiave da monitorare. Se l'EURUSD continuerà a mantenersi al di sopra del Rising Support e romperà al rialzo questa zona, il rimbalzo potrebbe estendersi fino a 1.1600. Quest'ultima rappresenta una zona di resistenza maggiore, dove il prezzo potrebbe incontrare prese di profitto dopo il movimento rialzista.
Entry Focus (Focus Ingresso): Priorità all'ACQUISTO (BUY) finché il prezzo si mantiene sopra la zona 1.1390 – 1.1400 e compare un segnale di conferma rialzista. Si può attendere una rottura netta di 1.1535 per consolidare ulteriormente lo slancio.
Invalidation (Invalidazione): Il scenario rialzista perde validità se l'EURUSD chiude una candela H4 al di sotto di 1.1350.
Buon trading a tutti!






















