NZDJPY a un livello di supporto chiave: rimbalzo verso 93.800?OANDA:NZDJPY Il prezzo ha raggiunto un’importante zona di supporto, chiaramente evidenziata dalle precedenti reazioni del prezzo e da una forte pressione d’acquisto. Quest’area agisce come una zona di domanda significativa, aumentando la possibilità di un rimbalzo rialzista qualora gli acquirenti tornassero a intervenire.
L’attuale struttura di mercato suggerisce che, se il prezzo confermasse il supporto in questa zona, potremmo assistere a un’inversione rialzista. Un rimbalzo riuscito potrebbe spingere il prezzo verso il livello di 93.800. Tuttavia, se il prezzo dovesse rompere al di sotto di quest’area, lo scenario rialzista potrebbe essere invalidato, aprendo la strada a un ulteriore movimento ribassista.
Questa è solo la mia opinione personale sulle zone di supporto e resistenza, non costituisce un consiglio finanziario. Confermate sempre i vostri setup di trading e operate con una solida gestione del rischio.
Buona fortuna!
Mercato forex
Wall Street debole, petrolio e oro in caloWALL STREET FALLISCE IL RECUPERO
Nella seduta di ieri, 24 giugno 2026, Wall Street ha vissuto una giornata di forte volatilità e nervosismo, caratterizzata da un tentativo di rimbalzo iniziale svanito nel corso delle contrattazioni a causa del perdurare delle vendite nel comparto tecnologico e dei semiconduttori.
I listini americani hanno aperto in territorio positivo, cercando di recuperare il pesante sell-off della sessione precedente, ma hanno rallentato vistosamente nel finale.
L’indice S&P 500 ha chiuso la giornata in frazionale calo dello 0,10%, mentre il Dow Jones e il Nasdaq hanno registrato rispettivamente un +0,29% e un -0,19%, evidenziando una chiara rotazione dei portafogli verso i titoli industriali. Al contrario, il settore tecnologico è stato ancora interessato da prese di beneficio.
Gli investitori restano cauti sul comparto legato all’intelligenza artificiale e ai semiconduttori.
CROLLA IL PETROLIO
Il WTI scende sotto i 70 dollari al barile, estendendo le perdite per la quarta sessione consecutiva e annullando quasi tutti i guadagni realizzati dall’inizio del conflitto in Medio Oriente.
Le ragioni sono legate all’ottimismo che circonda i negoziati di pace, nonostante non siano ancora definitivamente conclusi. La crescente fiducia in un accordo duraturo ha incoraggiato un numero maggiore di petroliere ad attraversare lo Stretto di Hormuz.
I compratori si trovano ad affrontare un’importante ondata di offerta di greggio proveniente dal Medio Oriente e da altre regioni esportatrici, tra cui l’Africa occidentale.
Inoltre, lo spread del Brent a breve termine — un indicatore attentamente monitorato — è passato mercoledì in contango ribassista per la prima volta dall’inizio del conflitto.
Siamo ormai a ridosso dei prezzi pre-guerra, quando il mercato, il 27 febbraio, aprì in gap rialzista a causa dello scoppio del conflitto.
VALUTE
Il mercato dei cambi resta tranquillo, con scarse oscillazioni e bassa volatilità, sebbene il dollaro rimanga forte contro le principali valute, in particolare contro lo JPY.
Ci troviamo a ridosso dei 162 yen per dollaro, in attesa di sviluppi sul fronte di un possibile intervento della BoJ. Per ora si registra equilibrio su questi livelli e nulla sembra modificarne la price action.
L’EUR/USD appare in leggero recupero dopo il test dei supporti chiave posti a 1,1320, mentre il Cable tiene meglio, rimanendo sopra 1,3140, in seguito alle dimissioni di Starmer, accolte positivamente dal mercato.
L’EUR/GBP si colloca a ridosso dei supporti chiave di medio termine in area 0,8590, mentre le valute oceaniche restano sotto pressione, soprattutto il NZD/USD.
Il dollaro dovrebbe mantenersi forte nel medio termine, soprattutto alla luce di fondamentali decisamente favorevoli alla divisa statunitense. Al contrario, nel vecchio continente, sia l’euro sia la sterlina risentono dei problemi geopolitici e macroeconomici.
Va inoltre ricordato che la Fed è attesa, nel prossimo autunno, a uno o due rialzi dei tassi, secondo quanto emerso dall’ultima riunione del FOMC.
ORO SOTTO I 4.000
Giovedì l’oro si è indebolito, scendendo sotto i 4.000 dollari l’oncia e avvicinandosi ai minimi registrati nel novembre 2025.
Le ragioni sono da ricercare nel rafforzamento del dollaro e nelle crescenti aspettative di rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve.
Il dollaro statunitense ha raggiunto il livello più alto da oltre un anno rispetto a un paniere di valute principali, rendendo le materie prime denominate in dollari, come l’oro, più costose per gli investitori che detengono altre valute.
La scorsa settimana la Fed ha mantenuto i tassi di interesse invariati, ma ha segnalato un crescente orientamento verso una politica monetaria più restrittiva, con il presidente Kevin Warsh che ha ribadito l’impegno a tenere sotto controllo l’inflazione.
I mercati stanno ora scontando un possibile aumento dei tassi a settembre, con ulteriori rialzi potenzialmente in arrivo entro la fine dell’anno.
Queste aspettative hanno oscurato l’effetto positivo dei progressi nei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran, che hanno riportato i prezzi del petrolio ai livelli pre-conflitto e ridotto significativamente le pressioni inflazionistiche.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
EURUSD — Rimbalzo Verso la Resistenza. I Venditori Pronti?EURUSD mantiene una solida struttura ribassista all'interno di un chiaro canale discendente, con i venditori che continuano a respingere ogni tentativo di recupero in corrispondenza del limite superiore del canale. Si tratta di un trend dalla struttura coerente che non mostra ancora alcun segnale di inversione.
La zona Fibonacci 0.5 – 0.618 rappresenta un'area chiave da monitorare attentamente nel breve periodo. Il prezzo si sta dirigendo verso un retest di questa zona — se i compratori non riescono a mantenere il prezzo in quest'area, i venditori riprenderanno rapidamente il controllo e la pressione ribassista dovrebbe continuare in direzione dell'obiettivo a $1.12288.
Ricorda di confermare sempre i tuoi setup e di utilizzare una corretta gestione del rischio. 🌷
EURUSD in Bilico: Pullback o Conferma del Trend Ribassista?Ciao trader! 👋
Cosa ne pensate di EURUSD oggi?
EURUSD si muove in una chiara struttura ribassista dopo aver rotto l’importante zona di supporto tra 1,1480 e 1,1475. Questa rottura indica che la pressione di vendita domina, con il prezzo che si dirige verso il prossimo supporto intorno a 1,1420–1,1415.
Nel breve termine, EURUSD potrebbe risalire per testare di nuovo la precedente resistenza (1,1480–1,1475), dove la trendline ribassista converge con i livelli Fibonacci 0,5–0,618. Tuttavia, questo rimbalzo è probabilmente solo un pullback nel trend ribassista, con alta probabilità di rifiuto a contatto con questa zona di resistenza.
Se il prezzo viene respinto, il trend ribassista si rafforzerà e il prossimo target potrebbe essere tra 1,1380–1,1375, vicino ai minimi swing precedenti. Al contrario, una rottura stabile al di sopra di questa resistenza potrebbe indebolire la struttura ribassista a breve termine, offrendo agli acquirenti l’opportunità di testare il controllo del mercato.
📌 In sintesi: finché EURUSD resta sotto la resistenza 1,1480–1,1475, il trend ribassista rimane dominante e ogni rialzo va considerato come un pullback nel trend in discesa.
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Wall Street in calo, pesa il settore techWALL STREET IN DISCESA
Nella seduta di ieri, martedì 23 giugno 2026, Wall Street ha registrato una giornata di pesanti ribassi, trainata da un massiccio sell-off che ha colpito l’intero settore tecnologico.
I listini americani sono scesi ai minimi da oltre una settimana, a causa dei forti cali legati ai titoli dei semiconduttori e ai timori sul comparto dell’intelligenza artificiale.
L’ondata di vendite ha colpito in modo differenziato i listini, penalizzando soprattutto il comparto tech. Il Nasdaq ha registrato la performance peggiore, chiudendo a -2,33%, seguito dall’S&P 500 a -1,46% e dal Dow Jones a -0,58%.
Tra gli investitori tornano a diffondersi i timori relativi alle valutazioni elevate raggiunte dal settore tecnologico, mettendo fine a un rally di quasi tre mesi degli asset più rischiosi.
L’indice VIX ruota intorno ai 20 punti, a dimostrazione di un’elevata incertezza: un’indecisione che, per ora, non si è ancora trasformata in una vera avversione al rischio, ma che pone comunque seri interrogativi sul prossimo futuro.
Nvidia e Tesla hanno perso entrambe il 4%. Allo stesso modo, SpaceX è crollata del 16% dopo aver emesso obbligazioni a una sola settimana dalla sua IPO, alimentando i timori di ingenti spese in conto capitale.
VALUTE
Sul mercato dei cambi assistiamo da giorni al recupero e alla rinnovata forza del dollaro, che schiaccia l’euro portandolo a ridosso di 1,1350 e si mantiene forte anche contro lo yen, che resta vicino ai minimi storici.
La discesa della moneta unica deriva principalmente dalla debolezza dell’euro, legata ai fondamentali macroeconomici, e da un biglietto verde che evidenzia una buona tenuta degli aggregati macro, soprattutto dopo la pubblicazione dei PMI, risultati superiori alle attese.
Nel frattempo, l’USD/JPY continua a mettere alla prova BoJ e Fed, mentre l’euro scivola contro le principali divise, in particolare contro lo yen, passando dai 186,50 di qualche giorno fa ai livelli di maggio, intorno a 183,60.
Sale anche il franco svizzero, in un parziale ritorno del “risk-off”, che lo riporta in area 0,9200. Al contrario, le valute oceaniche scivolano inesorabilmente verso 0,6900 e 0,5650, rispettivamente per AUD/USD e NZD/USD.
La forza del dollaro, a nostro avviso, è destinata a durare, a meno che non vi sia un’esplicita volontà di indebolire la divisa statunitense. Questo avviene in un contesto macro che presenta Stati Uniti resilienti e un Vecchio Continente in cui la BCE mostra ancora l’intenzione di alzare i tassi per combattere l’inflazione, pur dichiarandosi preoccupata per una crescita insufficiente, come ribadito dalla presidente Lagarde due giorni fa.
PETROLIO
Mercoledì il prezzo del petrolio greggio è sceso verso i 72 dollari al barile, avvicinandosi ai livelli precedenti all’inizio del conflitto in Medio Oriente.
Questo movimento è stato favorito dalla ripresa del transito di un numero crescente di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, in un contesto di progressi nei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran.
L’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) ha dichiarato di aver ricevuto garanzie di sicurezza che potrebbero consentire a centinaia di navi di lasciare il Golfo Persico attraverso Hormuz, mentre proseguono gli sforzi per evacuare migliaia di marittimi.
L’AIE ha inoltre riferito che le esportazioni di petrolio degli Emirati Arabi Uniti, all’inizio di giugno, sono tornate a quasi l’85% dei livelli pre-conflitto, grazie all’utilizzo di oleodotti, impianti di stoccaggio e rotte marittime alternative.
Nel frattempo, Iran e Oman hanno annunciato l’avvio di discussioni su un quadro comune per la gestione del transito nello Stretto di Hormuz, comprese le strutture tariffarie, sollevando timori che Teheran possa introdurre tasse di passaggio.
PMI USA
L’indice PMI manifatturiero statunitense di S&P Global è salito a 55,7 a giugno 2026, rispetto a 55,1 di maggio, superando le previsioni di mercato di 54,8 e raggiungendo il livello più alto da maggio 2022.
Questa espansione indica che le condizioni dell’attività manifatturiera sono migliorate costantemente dallo scorso agosto, con una crescita in progressiva accelerazione rispetto al minimo toccato a febbraio.
A trainare questa dinamica è stata l’accelerazione della produzione, che ha raggiunto il ritmo più rapido da luglio 2021, sostenuta dall’aumento dei nuovi ordini, il più marcato da aprile 2022.
RENDIMENTI TITOLI DI STATO USA
Martedì il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni è sceso al 4,48%, in seguito alla reazione degli investitori ai segnali di un possibile avvicinamento a una soluzione duratura tra Stati Uniti e Iran.
Allo stesso tempo, la fuga verso beni rifugio, innescata dal crollo dei titoli tecnologici, ha fornito ulteriore sostegno al mercato obbligazionario.
Stati Uniti e Iran hanno concordato una tabella di marcia per un accordo di pace entro 60 giorni, mentre Washington ha concesso a Teheran una licenza temporanea, sempre di 60 giorni, per la vendita di petrolio sui mercati internazionali.
Di conseguenza, i prezzi del greggio sono diminuiti, offrendo un certo sollievo alle pressioni inflazionistiche, sebbene la crescita dei prezzi rimanga elevata.
Questa settimana l’attenzione è rivolta all’imminente pubblicazione del dato sull’inflazione PCE, l’indicatore preferito dalla Fed. Il tono restrittivo della banca centrale nella scorsa settimana ha spinto gli investitori ad aumentare le scommesse su ulteriori rialzi dei tassi nel corso dell’anno.
Attualmente, i mercati stimano una probabilità di aumento dei tassi a settembre intorno al 68%, in forte crescita rispetto al 29% della settimana precedente.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
Quale stile di trading è davvero adatto a te?Quando si entra per la prima volta nei mercati, molti trader pensano che la sfida più grande sia saper leggere i grafici. In realtà, uno degli aspetti più importanti è scegliere lo stile di trading giusto. Scalping, Day Trading e Swing Trading non sono “formule vincenti” assolute, ma tre approcci diversi al mercato, distinti per durata delle operazioni, velocità decisionale e livello di pressione psicologica.
Scalping è lo stile più rapido, adatto ai trader che amano la velocità e sanno reagire continuamente ai movimenti del prezzo. Le posizioni vengono aperte e chiuse in tempi molto brevi, a volte in pochi secondi o minuti, con obiettivi di profitto piccoli ma una frequenza operativa elevata. È uno stile che richiede massima concentrazione, disciplina rigorosa e un controllo emotivo quasi assoluto.
Day Trading rappresenta un ritmo più equilibrato. Il trader mantiene le posizioni per alcune ore e le chiude prima della fine della sessione, riducendo così il rischio overnight. Questo stile è adatto a chi vuole seguire attivamente il mercato durante la giornata, ma senza subire la pressione costante dello Scalping. Per operare con efficacia, servono capacità di lettura della struttura del prezzo, decisioni rapide e stabilità emotiva.
Swing Trading è la scelta più adatta ai trader che preferiscono una visione più ampia e un ritmo operativo più lento. Invece di concentrarsi su ogni piccolo movimento, lo Swing Trading punta a cogliere trend più estesi, con posizioni mantenute da alcuni giorni a diverse settimane. Il numero di operazioni è generalmente più basso, ma ogni setup deve essere valutato con attenzione in termini di trend, supporti/resistenze, struttura di mercato e contesto generale.
Il punto essenziale è che non esiste uno stile migliore per tutti. Un trader veloce, reattivo e capace di gestire forte pressione può trovarsi bene con lo Scalping. Chi preferisce un approccio attivo ma più bilanciato può scegliere il Day Trading. Chi invece è più paziente, ama analizzare i trend più ampi e non vuole essere condizionato dal rumore di breve periodo, può adattarsi meglio allo Swing Trading.
Conclusione:
Fare trading non significa solo trovare una buona strategia, ma anche scegliere uno stile coerente con la propria personalità, il tempo disponibile e la tolleranza allo stress. Quando lo stile operativo è allineato con chi sei davvero, diventa molto più semplice mantenere disciplina, gestire il rischio e prendere decisioni lucide.
EUR/USD, la macro racconta storie che il grafico non conosceNegli ultimi mesi il dibattito macroeconomico si è concentrato quasi esclusivamente sui grandi temi che, almeno sulla carta, dovrebbero penalizzare il dollaro.
Parliamo dei deficit fiscali americani sempre più elevati, dubbi sull'indipendenza della Federal Reserve, crescente discussione sulla de-dollarizzazione e progressiva erosione dell'egemonia finanziaria statunitense.
Tutti argomenti interessanti. Tutti argomenti potenzialmente rilevanti. Ma il mercato, come spesso accade, sembra aver scelto di raccontare una storia diversa.
Il grafico settimanale dell'EUR/USD mostra infatti come i recenti massimi del cambio siano stati accompagnati da un segnale di debolezza tutt'altro che trascurabile.
Mentre i prezzi riuscivano a spingersi verso nuovi massimi relativi, l'RSI a 14 periodi, avvalendosi della facoltà di non rispondere, costruiva massimi decrescenti, evidenziando una chiara divergenza ribassista.
Un classico segnale di perdita di momentum che il mercato ha successivamente confermato.
Da quel momento abbiamo assistito alla violazione della trendline rialzista che aveva accompagnato il recupero dell'euro per gran parte dell'ultimo anno.
Ancora più interessante è stato il successivo pullback con i prezzi tornati a testare la vecchia linea di supporto dinamico trasformata in resistenza e da lì hanno ripreso a scendere, seguendo una nuova e ben definita trendline ribassista.
È una lezione che i mercati impartiscono volentieri e continuamente.
Le narrative aiutano a costruire scenari, ma poi i gain si fanno con i prezzi che vanno nella direzione da noi auspicata.
E oggi i prezzi stanno raccontando una storia di forza relativa del dollaro molto più di quanto non facciano i titoli dei giornali.
Occorre che ce ne facciamo una ragione, ovviamente finché c'è ne motivo e non mossi da ideologia sterile.
L'attenzione si concentra ora sull'area di 1,14, livello che il grafico evidenzia come particolarmente sensibile da un punto di vista storico.
Lo dice il grafico.
Finora il supporto ha contenuto la pressione ribassista, ma la sequenza di massimi decrescenti e la persistenza della trendline negativa suggeriscono prudenza.
Una violazione convincente di quest'area potrebbe infatti aprire la strada a un'estensione del movimento verso 1,12, prossimo importante riferimento tecnico.
Sarebbe un ulteriore promemoria di come, nei mercati finanziari, restare ancorati a ciò che scorre quotidianamente davanti ai nostri occhi sia spesso più utile che innamorarsi di una narrativa, per quanto affascinante possa apparire.
EURUSDCiao trader! 👋
Cosa ne pensate di EURUSD oggi?
EURUSD stava precedentemente oscillando in un ampio range rialzista, toccando un massimo vicino a 1,1620 prima che i venditori attaccassero con forza, rompendo la struttura il 18 giugno. Il prezzo è sceso bruscamente, confermando chiaramente lo spostamento della dinamica di mercato a favore dei ribassisti.
Dopo la forte discesa, il prezzo sta ora accumulando all’interno di un triangolo simmetrico, un modello tipico di continuazione in un trend ribassista. Ogni tentativo di rimbalzo viene respinto nella zona di resistenza 1,1460–1,1480, che ha trasformato il vecchio supporto in un’area di offerta significativa. Questa resistenza coincide con il bordo superiore del triangolo, formando una zona di forte rifiuto.
Finché EURUSD rimane sotto 1,1480, la struttura ribassista resta valida. Una rottura confermata al di sotto del triangolo apre la strada ai seguenti target:
🔴 TP1 — 1,1420 (supporto della struttura)
🔴 TP2 — 1,1400 (livello psicologico importante & area di domanda significativa)
Se il prezzo chiude solidamente sopra 1,1520 → la struttura ribassista sarebbe invalidata e i compratori potrebbero riprendere il controllo.
⚠️ Questo non è un consiglio finanziario. Analizzate sempre autonomamente e gestite il rischio.
❤️ Se trovate utile questa analisi, mettete un like e condividete il vostro parere nei commenti! Buon trading! 🌷
Anatomia di una Distribuzione. Quando Wyckoff incontra la FED. L' "Hawkish Hold" della FED condanna l'Euro?
Visione Macro (Il Catalizzatore Fondamentale)
Il recente meeting del FOMC ha cambiato radicalmente le carte in tavola per il ciclo valutario globale. Nonostante i tassi siano rimasti invariati nel range 3.50%-3.75%, il vero shock per i mercati è arrivato dal nuovo Dot Plot. Ben 9 esponenti su 19 della Federal Reserve prevedono ora un ulteriore rialzo dei tassi entro la fine del 2026, azzerando quasi del tutto le probabilità di un taglio dei tassi quest'anno.
Le stime inflazionistiche riviste al rialzo e i dati resilienti sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti creano un netto differenziale di rendimento (Interest Rate Differential) a favore del Dollaro Americano (DXY), che ha già rotto i massimi dell'anno. In questo contesto, l'Euro subisce una forte pressione macroeconomica e si prepara a scendere per via della divergenza tra le banche centrali.
Analisi Tecnica Multi-Timeframe (Prezzo e Volumi)
Analisi Mensile e Settimanale
Liquidità: Sul grafico Weekly, una vistosa candela Pin Bar ribassista ha sancito una failed action rialzista con volumi sostenuti, confermando che i tentativi di allungo sono stati interamente assorbiti dai venditori istituzionali.
Analisi Daily & Price Action (SMC)
Mettendo la lente d'ingrandimento sulla struttura recente, notiamo una perfetta Schematica di Distribuzione di Wyckoff:
Caccia alla Liquidità (UT/UTAD): Il mercato ha "sbiancato" i massimi precedenti catturando gli ordini di acquisto (buy-side liquidity), per poi rientrare violentemente all'interno del range.
Volume Profile (D-Shape): Tracciando il profilo dei volumi sull'impulso che ha generato il CHOCH, notiamo una chiara forma a "D" (mercato in bilanciamento). Il prezzo ha rifiutato la Value Area High e ha rotto al ribasso il Point of Control (POC rosso), dimostrando che il fair value istituzionale si è spostato più in basso.
Pattern Testa e Spalle: La struttura ha completato un pattern Testa e Spalle da manuale. La Spalla Destra è stata validata da un'ulteriore Pin Bar di rifiuto sul livello di resistenza critica. (che coincide con il livello 61.8% del ritracciamento di fibonacci dallo swing high allo swing low).
Validazione Strutturale: Il recente CHOCH ribassista seguito da un nuovo BOS conferma il cambio di trend interno. I successivi Pullback verso la vecchia zona di supporto sono stati brevi, controllati e supportati da volumi nella media, sinonimo di assenza di compratori (Order Flow interamente Short). attualmente il prezzo scambia sotto la EMA 200, EMA 100, EMA 50.
INDICATORI:
MACD: le medie sono sotto lo 0
RSI: 35,37
ADX: 27,35
Piano di Trading (Trade Setup)
Il setup operativo prevede lo sfruttamento della debolezza strutturale in linea con la narrativa FED.
OANDA:EURUSD Sotto-struttura: Monitoriamo l'area del POC o il retest della neckline del Testa e Spalle per un posizionamento ottimale.
Innesco (Trigger): Ingresso Short confermato sulla debolezza dei pullback controllati attuali o sul break dei minimi di breve periodo.
Stop Loss: Posizionato rigidamente sopra il massimo della Spalla Destra / sopra l'ultimo massimo strutturale daily per invalidare lo scenario di distribuzione.
Target Principale (Take Profit): Il target naturale e magnetico di questo movimento è il riassorbimento completo dell'ampio FVG MONTHLY (Fair Value Gap) tracciato sul fondo del grafico, area in cui si concentrano i vuoti di liquidità di lungo termine.
Cosa ne pensate di questo scenario? Siete d'accordo con l'impatto della FED sul Dollaro o vi aspettate un rimbalzo tecnico dell'Euro? Fatemelo sapere nei commenti!
Disclaimer: Questa è un'idea di trading basata su analisi tecnica e fondamentale personale, non costituisce un incentivo all'investimento.
Il Giappone prepara un altro intervento sullo Yen?Nel corso della settimana Bank of Japan ha alzato i tassi, portandoli all’1%. Questo non è bastato però ad arrestare il deprezzamento dello yen che si è portato di nuovo sopra quota 160 contro dollaro, proprio nella zona dove BOJ ha minacciato più volte di intervenire.
Il movimento riflette soprattutto la revisione dello statement: la BoJ ha ribadito che continuerà ad alzare i tassi in base all'evoluzione di economia e prezzi, ma ha eliminato il riferimento a costi di finanziamento "significativamente bassi". È un segnale che il livello dei tassi si sta avvicinando all'area considerata di equilibrio, e che lo spazio per ulteriori restrizioni si va riducendo.
Il Giappone però non può permettersi un cambio troppo (in genere sopra 160 contro il dollaro) perché questo incrementerebbe di molto l'inflazione importata dalle esportazioni.
E' probabile che in settimana vedremo un intervento combinato tra BOJ e Fed per sostenere lo Yen e riportarlo sotto 160.
Market Open - Gbp Aud - New WaveGbp Aud - Aspettando una nuova onda al prezzo weekly 1.87185 , osservando come il P.O.I nell'area mensile ha dato una buona reazione a rialzo , e confermando con il rifiuto dei prezzi , nel livello sul fallimento della continuazione dei minimi .. Al momento sto monitorando i nuovi prezzi weekly in ottica di un possibile rialzo :)
Euro-Dollaro nella parte bassa del rangeBuonasera, alla fine il cambio è tornato in area 1,14, minimo 1,1417, livello che a mio avviso rappresentava il target naturale di questo affondo ribassista.
A questo punto, però, diventa utile ragionare su cosa attendersi nelle prossime sedute:
- il cambio è uscito dalla banda inferiore ribassista delle Bollinger, segnale che il movimento potrebbe essere ormai in fase di esaurimento
- l’istogramma in basso ha iniziato a fornire segnali di possibile inversione
- l’oscillatore inferiore sta entrando in ipervenduto
Nel complesso, questi elementi rendono prudente la chiusura di eventuali posizioni short sul cambio. Al contrario, la presenza di un range ormai ben definito tra 1,14 e 1,185, che dura da oltre un anno, potrebbe iniziare a favorire l’impostazione di operazioni long sull’euro.
Un’impostazione di questo tipo resta interessante almeno fino alla violazione di uno dei due estremi del range; di conseguenza, qualora si sviluppasse un pattern di inversione rialzista, si potrebbe valutare un ingresso long con primo target in area 1,157, a seguire 1,163 e infine la fascia superiore in area 1,18.
Lo scenario verrebbe invece invalidato in caso di rottura convinta di area 1,14.
Monitoriamo.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 19.06.2026Accordo USA e IRAN alla prova pratica: il prezzo del petrolio dice che funziona.
Dollaro in rafforzamento; sostegno nei commenti «hawkish» di Warsh.
Si chiuse l’offerta del BTP retail, indicizzato: bene, senza entusiasmo.
Wall Street a nuovi record: Asia solida, Europa più sensibile alla politica.
Mercati in equilibrio: la tregua Usa-Iran non basta, Fed e dollaro tornano protagonisti
La reazione dei mercati alla firma dell’accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran è stata improntata alla prudenza. Il documento, siglato a distanza dai rispettivi presidenti, estende di altri 60 giorni il cessate il fuoco annunciato ad aprile e apre una nuova fase negoziale per arrivare a un’intesa più stabile sul nucleare e a un accordo di pace definitivo.
La tregua è entrata in vigore, con la conseguente riapertura dello Stretto di Hormuz, arteria strategica per il commercio energetico mondiale. Secondo JD Vance, 12,5 milioni di barili di petrolio sono già transitati attraverso lo stretto, mentre il Kuwait prevede un ritorno ai livelli produttivi prebellici nel giro di poche settimane. Tuttavia, gli operatori restano cauti: la ripresa dei traffici marittimi procede lentamente, soprattutto per le navi rimaste bloccate per circa tre mesi.
Nonostante il miglioramento dello scenario geopolitico, le Borse europee hanno chiuso senza particolare entusiasmo. Il dato sui sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti e il buon avvio di Wall Street non hanno modificato il quadro: Francoforte è stata la migliore con un rialzo dello 0,4%, mentre Londra ha ceduto lo 0,8% dopo la decisione della Bank of England di lasciare invariati i tassi. Milano ha chiuso a +0,18%.
Ben più brillante la seduta americana, con S&P 500 (+1,1%) e Nasdaq (+1,9%) sostenuti dal comparto tecnologico. Tra i protagonisti resta alta l’attenzione su SpaceX, che dopo il debutto continua a mostrare forte volatilità: il titolo ha perso il 3,6% dopo il -10% della seduta precedente, attestandosi a 185 dollari. La capitalizzazione di mercato si aggira intorno ai 2,4 miliardi di dollari.
Sul fronte energetico, il petrolio continua a beneficiare della distensione in Medio Oriente. Il Brent, a 79,8 dollari al barile, si avvia a chiudere la seconda settimana consecutiva di forte arretramento, con un calo complessivo vicino al 9%.
Anche il gas europeo resta sotto pressione. Il TTF olandese si prepara a completare la quarta settimana negativa su cinque, con prezzi intorno ai 42 euro/MWh, ben lontani dal picco di 73 euro raggiunto a metà marzo. I future di luglio restano in calo dell’1,68% a 41,21 euro/MWh. Gli analisti ricordano che il mercato dovrà comunque fare i conti con la riduzione della produzione del Qatar dopo gli attacchi dello scorso 2 marzo.
Sul mercato valutario torna protagonista il dollaro, sostenuto dalle aspettative di una Fed più restrittiva. Il cambio si mantiene intorno a 1,14 dollari per euro, con il biglietto verde sui massimi da metà marzo contro la moneta unica e il Dollar Index ai livelli più elevati dell’ultimo anno. Gli investitori hanno interpretato le indicazioni emerse dall’ultimo meeting guidato da Kevin Warsh come un segnale favorevole al mantenimento di tassi elevati più a lungo, aumentando le probabilità di un ulteriore rialzo nel corso dell’anno.
In Europa, la Bank of England ha confermato i tassi al 3,75%, mantenendo un approccio prudente per valutare gli effetti dell’aumento dei prezzi energetici e il rischio di nuove pressioni inflazionistiche.
Sul fronte obbligazionario italiano si chiude oggi alle 13 l’offerta del Btp Italia Sì dedicata al retail. Il collocamento dovrebbe raccogliere circa 9 miliardi di euro, un risultato positivo ma non sorprendente. Il titolo offre un rendimento minimo dell’1,6%, a cui si aggiunge la componente indicizzata all’inflazione.
In Asia prevale la cautela: questa mattina, 19 giugno, l’MSCI Asia Pacific perde lo 0,3% dopo cinque sedute positive consecutive. Chiusi per festività Wall Street e Cina, mentre i future sull’Eurostoxx indicano un possibile avvio negativo dello 0,5%.
Il Giappone registra una nuova debolezza dello yen, scivolato a 161,4 contro dollaro, minimo da luglio 2024. Il ministro delle Finanze Satsuki Katayama ha dichiarato che il governo è pronto a intervenire contro eventuali movimenti speculativi.
In Corea del Sud, il Kospi arretra dello 0,2%: i prezzi alla produzione hanno registrato il ritmo di crescita più rapido degli ultimi quattro anni, spinti dai costi energetici. Il Sensex di Mumbai perde l’1%, penalizzato da un monsone insolitamente debole che rischia di pesare su raccolti e attività industriale.
Soffrono infine gli asset rifugio e quelli più speculativi. L’oro, a 4.123 dollari, perde il 2%, mentre l’argento arretra del 3%. La combinazione tra dollaro forte e Fed più rigida accentua la fase negativa dei metalli preziosi: l’oro si avvia alla quinta settimana negativa su sei, con un calo trimestrale del 12% e una performance da inizio anno pari a -4,5%. L’argento segna invece un calo annuo dell’11,5%.
Debole anche il comparto crypto. Il Bitcoin scende per il quarto giorno consecutivo, attestandosi intorno a 62.500 dollari. A questi livelli rischia di chiudere il terzo trimestre negativo consecutivo, con una perdita vicina all’8%, evento che non si verificava da sei anni. Da inizio anno il calo raggiunge il 29%. La prospettiva di tassi più alti più a lungo continua a penalizzare gli asset più rischiosi, mentre la tregua tra Stati Uniti e Iran non è bastata a rilanciare il sentiment sulle criptovalute.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
EUR/USD – Forte Pressione Venditrice, Occhio al Supporto 1,1450Per prima cosa, il prezzo sta scendendo dopo una forte inversione dai massimi.
Il prezzo continua a muoversi al ribasso con forte momentum e ora si sta dirigendo verso la prossima importante zona di supporto, intorno a 1,1450, dove gli acquirenti sono intervenuti con decisione l’ultima volta.
Nel complesso, il momentum rimane ancora a favore dei venditori.
GBPUSD Fed e BoE: USD comanda, sterlina decide tutto su 1.3300GBPUSD: il mercato testa il supporto critico a 1.3300 dopo il double shock Fed–BoE
La capacità del GBPUSD di mantenersi stabile sopra la soglia psicologica di 1.3300 – 1.3325 è ora il discriminante principale per capire se il crollo di ieri, innescato dal tono hawkish della Federal Reserve, rappresenta un eccesso ribassista destinato a essere riassorbito con un recupero verso 1.3470 – 1.3550, o se il cambio è entrato invece in una fase di distribuzione tecnica dopo mesi di recupero dai minimi, lasciando spazio a una nuova gamba discendente verso 1.3175 e oltre.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone GBPUSD)
Al 18 giugno 2026 il GBP/USD quota in area 1.3232, in calo rispetto alla chiusura precedente, con un intraday compreso tra 1.3225 e 1.3325. Il cambio resta quindi vicino ai minimi recenti, dopo una seduta precedente molto debole seguita da un tentativo di rimbalzo limitato.
La correzione è arrivata dopo il tono più restrittivo della Fed, che ha spinto la sterlina sotto pressione, mentre la pausa della Bank of England e i dati occupazionali UK migliori delle attese hanno favorito solo un recupero tecnico. Al momento, però, il mercato non è ancora riuscito a riprendere con convinzione le strutture rotte nella sessione precedente.
Sul piano operativo, il CFD Pepperstone sul GBP/USD continua a seguire da vicino il cambio spot, con quotazioni in tempo reale e differenze minime legate solo a orari di negoziazione e rollover.
Struttura di fondo: trend correttivo dopo i massimi di periodo, con la sterlina in una fase delicata
Su un orizzonte di medio periodo, il GBP/USD ha recuperato con forza dai minimi del 2025 in area 1.2100-1.2300, superando progressivamente le principali resistenze fino al massimo a 1.3870. Da quel livello è però partita una correzione tecnica, diventata più evidente nelle ultime settimane, con l’area 1.3460-1.3600 che si è rafforzata come resistenza di medio termine.
Sul piano fondamentale, il quadro resta poco favorevole alla sterlina: l’inflazione nel Regno Unito è ancora sopra target, la crescita economica mostra segnali di debolezza e il rallentamento dei salari limita la possibilità per la Bank of England di adottare una linea più aggressiva. In questo contesto, il dollaro mantiene un vantaggio relativo e il recupero della sterlina resta per ora più fragile che strutturale.
Nuova fascia operativa 1.3175 – 1.3550 sul CFD Pepperstone GBPUSD
La vecchia fascia di equilibrio tra 1.3390 e 1.3470, che aveva caratterizzato la price action di maggio e inizio giugno, è stata abbandonata al ribasso nella seduta di ieri, e il nuovo "laboratorio" di contrattazione tra compratori e venditori sul GBPUSD (CFD Pepperstone) è ora centrato tra 1.3175 e 1.3550. È all'interno di questa fascia che il mercato deciderà nelle prossime sedute se il breakdown di ieri è stato un eccesso ribassista da riassorbire – aprendo spazio a un recupero verso 1.3470 – 1.3550 – o se rappresenta invece la conferma di una struttura ribassista di medio termine con obiettivo verso 1.3175 e poi 1.3010 – 1.3050.
Principali livelli attuali (GBPUSD CFD Pepperstone):
• Resistenza primaria 1.3390 – 1.3470: fascia che il cambio deve riconquistare e mantenere in chiusura daily per poter parlare di rimbalzo strutturale; in questa area si concentra la prima offerta significativa post-breakdown, coincidente con i minimi delle ultime settimane ora diventati resistenza. Un recupero stabile sopra 1.3470 in volumi crescenti costituirebbe il primo segnale tecnico rilevante per considerare la ripresa dell'impulso rialzista verso 1.3550.
• Resistenza secondaria 1.3550 – 1.3600: livello cruciale di medio termine, area di confine tra un semplice rimbalzo e una vera inversione della pressione ribassista; solo chiusure daily convincenti sopra 1.3550 riaprirebbero lo spazio verso 1.3725 e la parte alta del range di lungo periodo.
• Resistenza assoluta / area premium 1.3725 – 1.3870: fascia che racchiude il 52 Week High e i massimi assoluti di periodo; una risalita verso questa zona presupporrebbe un ribaltamento completo del contesto macro e tecnico attuale, scenario al momento non in agenda.
• Supporto primario 1.3300 – 1.3325: livello testato più volte nelle settimane precedenti e violato al ribasso nella seduta di ieri; la sua tenuta o meno in chiusura daily è il discriminante principale tra rimbalzo tecnico e continuazione ribassista. Finché le chiusure rimangono sotto questa fascia, il mercato mantiene un'impostazione "bearish continuation" con pullback considerati occasioni di vendita più che segnali di inversione.
• Supporto intermedio 1.3175 – 1.3200: prima area di approdo in caso di breakdown confermato sotto 1.3300, coincidente con i livelli di supporto strutturale individuati dalle analisi recenti e con un'area di domanda potenziale; un rientro su questa fascia, se non accompagnato da volumi distributivi accelerati, sarebbe coerente con un normale test di supporto all'interno del range ribassista correttivo.
• Supporto strutturale 1.3010 – 1.3050: area del 52 Week Low e supporto di lungo periodo; solo una discesa stabile sotto questa fascia comprometterebbe seriamente la struttura del recupero plurimensile e riaprirebbe scenari di correzione profonda verso 1.2800 – 1.2500, mettendo in discussione la narrativa di bull trend di lungo periodo intatto.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone GBPUSD
Sul GBP/USD il quadro tecnico resta chiaramente ribassista: il prezzo si trova sotto tutte le principali medie mobili, dalla MA10 alla MA200, con le medie rapide orientate verso il basso e coerenti con un trend direzionale debole. Anche il riepilogo TradingView su daily conferma questa impostazione, con segnale complessivo di Strong Sell.
Il distacco tra il prezzo attuale e l’area delle medie in zona 1.3390-1.3470 indica che il mercato è sì in area di ipervenduto di breve, ma non mostra ancora segnali concreti di inversione. Gli oscillatori restano vicini alla zona di eccesso di vendita, quindi può nascere un rimbalzo tecnico, ma al momento non ci sono elementi sufficienti per parlare di cambio di trend.
In questa fase, un recupero sopra 1.3390-1.3470 potrebbe aprire spazio verso 1.3550, mentre sotto 1.3175 si riattiverebbe la pressione ribassista con target nell’area 1.3010-1.3050. Solo un ritorno stabile sopra 1.3550 metterebbe davvero in discussione l’impostazione ribassista in corso.
Scenari sulla fascia 1.3175 – 1.3550 (GBPUSD CFD Pepperstone)
Il GBP/USD resta in una fase decisiva tra un possibile rimbalzo tecnico e la continuazione del trend ribassista. Se il mercato assorbisse in modo costruttivo il doppio shock Fed–BoE e la sterlina continuasse a beneficiare dei dati occupazionali migliori delle attese, il cambio potrebbe recuperare prima l’area 1.3325-1.3390 e puntare poi verso 1.3470-1.3550.
In assenza di una conferma sopra 1.3390 in chiusura daily, però, ogni recupero resterebbe fragile e ancora più adatto a essere venduto che seguito come inversione strutturale. Il caso base resta quindi ribassista: se GBP/USD non riuscisse a stabilizzarsi sopra 1.3300-1.3325, il mercato potrebbe tornare verso 1.3175-1.3200, con possibile estensione a 1.3010-1.3050.
Solo un ritorno deciso sopra 1.3550-1.3600 metterebbe davvero in discussione l’impostazione ribassista. Per ora, la fascia 1.3175-1.3550 rappresenta il nuovo range operativo chiave, con 1.3300-1.3325 come livello da monitorare per capire se prevale il rimbalzo o la discesa.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
EURUSD dopo Fed: USD comanda, EUR difende area 1.1460 – 1.1500EURUSD: i massimi di periodo sono lontani, il cambio consolida sotto 1.1550 dopo la Fed hawkish
La capacità dell'EURUSD di mantenersi in chiusura stabile sopra la soglia psicologica di 1.1500 – 1.1550 sarà ora il discriminante principale per capire se il pullback innescato dalla Federal Reserve il 17 giugno rappresenta un eccesso ribassista destinato a essere riassorbito con un recupero verso 1.1650 – 1.1700, o se il cambio è entrato invece in una fase di distribuzione tecnica dopo mesi di consolidamento sotto i massimi, lasciando spazio a una nuova gamba discendente verso 1.1450 e oltre.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone EURUSD) Alla data del 18 giugno 2026, l’EUR/USD si muove in area 1.1463, in calo di circa 34 pip, pari a –0.34%, rispetto alla chiusura precedente di 1.1502. La seduta si è aperta a 1.1501, con un range intraday compreso tra 1.1392 e 1.1528.
Il 52 Week High resta a 1.2083, mentre il 52 Week Low è stato aggiornato a 1.1392, toccato proprio nella seduta odierna.
La dinamica delle ultime giornate racconta un cambio di passo netto: fino a mercoledì 17 giugno l’EUR/USD stava consolidando tra 1.1550 e 1.1650, ma la Federal Reserve, pur lasciando i tassi fermi nel range 3.50%–3.75%, ha sorpreso i mercati con proiezioni che segnalano un rialzo atteso più avanti nell’anno, rafforzando il dollaro su tutti i cross. Subito dopo il comunicato, l’euro ha perso circa 50 pip in pochi minuti, scendendo da 1.1600 a 1.1550, per poi continuare a indebolirsi nelle ore successive fino ai minimi odierni in area 1.1392. Nella mattinata del 18 giugno c’è stato un tentativo di recupero verso 1.1463–1.1511, ma senza riuscire a recuperare con convinzione le strutture rotte nella seduta precedente.
Il CFD Pepperstone su EUR/USD replica in modo molto fedele il cambio spot euro/dollaro, con quotazioni in tempo reale intorno a 1.1463 e spread contenuti, mantenendo un delta sostanzialmente neutro rispetto al sottostante, salvo le normali differenze dovute agli orari di contrattazione e al rollover.
Struttura di fondo: trend correttivo dopo i massimi di periodo, con il dollaro che riprende il controllo Su orizzonte plurimensile, l’EUR/USD ha costruito un recupero importante dai minimi del 2024–2025, superando in sequenza le resistenze di 1.0800, 1.1000, 1.1200 e poi 1.1500–1.1600, fino a formare una serie di massimi e minimi crescenti che ha portato il 52 Week High a 1.2083. Da quel picco è iniziata una correzione tecnica, evoluta poi in una lunga fase di consolidamento tra 1.1550 e 1.1800, con una price action compressa tra supporti e resistenze e priva di una direzione pulita.
Sul piano fondamentale, il quadro è tornato favorevole al dollaro: la Fed mantiene un’impostazione hawkish, con proiezioni di un rialzo successivo, mentre l’eurozona continua a scontare una maggiore sensibilità al rischio energetico e geopolitico legato al conflitto in Medio Oriente, un fattore che tende a pesare più sull’euro che sul dollaro. In questo contesto, l’area 1.1650–1.1700 viene ora vista come resistenza consolidata di medio periodo, mentre sotto 1.1500 l’attenzione si sposta sulla tenuta dei supporti strutturali, lasciando comunque spazio a rimbalzi tecnici che restano inquadrabili come movimenti di un trend ribassista correttivo finché le medie lente non cambiano inclinazione.
Nuova fascia operativa 1.1390 – 1.1650 sul CFD Pepperstone EURUSD
La vecchia fascia di equilibrio tra 1.1550 e 1.1650, che aveva caratterizzato la price action delle settimane precedenti alla riunione Fed, è stata abbandonata al ribasso nella seduta di ieri, e il nuovo "laboratorio" di contrattazione tra compratori e venditori sull'EURUSD (CFD Pepperstone) è ora centrato tra 1.1390 e 1.1650. È all'interno di questa fascia che il mercato deciderà nelle prossime sedute se il breakdown di ieri è stato un eccesso ribassista da riassorbire – aprendo spazio a un recupero verso 1.1550 – 1.1650 – o se rappresenta invece la conferma di una struttura ribassista di medio termine con obiettivo verso 1.1390 prima e 1.1300 – 1.1200 in uno scenario più esteso.
Principali livelli attuali (EURUSD CFD Pepperstone):
• Resistenza primaria 1.1550 – 1.1600: fascia che il cambio deve riconquistare e mantenere in chiusura daily per poter parlare di rimbalzo strutturale; in quest'area si concentra la prima offerta significativa post-breakdown, coincidente con i livelli di consolidamento delle settimane precedenti ora diventati resistenza. Una chiusura stabile sopra 1.1600 costituirebbe il primo segnale tecnico rilevante per l'apertura di una fase di recupero verso 1.1650 – 1.1700.
• Resistenza secondaria 1.1650 – 1.1700: livello cruciale di medio termine, area in cui si trova la media mobile a 50 giorni (MA50 in zona 1.1671) e che rappresenta il confine tra un semplice rimbalzo e una vera inversione della pressione ribassista; solo chiusure convincenti sopra 1.1700 riaprirebbero lo spazio verso 1.1780 – 1.1800.
• Resistenza assoluta / area premium 1.1780 – 1.2083: fascia che racchiude i massimi recenti e il 52 Week High; una risalita verso questa zona presupporrebbe un ribaltamento completo del contesto macro e tecnico attuale, scenario al momento non in agenda.
• Supporto primario 1.1450 – 1.1500: attuale area di test e livello psicologico tondo; la tenuta o meno di questa fascia in chiusura daily è il discriminante principale tra rimbalzo tecnico e continuazione ribassista. Finché le chiusure rimangono sotto 1.1500, il mercato mantiene un'impostazione "bearish continuation".
• Supporto intermedio 1.1390 – 1.1392: minimo intraday odierno e primo supporto strutturale rilevante; un breakdown confermato sotto questa area con successive chiusure ribassiste aprirebbe spazio verso 1.1300 – 1.1200.
• Supporto strutturale 1.1200 – 1.1300: area di supporto di lungo periodo; solo una discesa stabile sotto 1.1200 comprometterebbe seriamente la struttura del recupero pluriennale e riaprirebbe scenari di correzione profonda verso 1.1000, fermo restando che il bull trend di lungo periodo resterebbe in discussione solo sotto le medie lente.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone EURUSD
La configurazione degli indicatori sull’EUR/USD resta nettamente ribassista su tutti i principali timeframe. Il riepilogo complessivo su TradingView in daily indica Sell, con 14 medie mobili su 14, dalla MA10 alla MA200, tutte in segnale Sell e nessuna in Buy. Il prezzo si mantiene sotto tutte le medie rilevanti, con la MA50 in area 1.1671 e la MA200 anch’essa intorno a 1.1670, una zona che più che da supporto dinamico continua a funzionare come area di offerta istituzionale ogni volta che il mercato prova a rimbalzare.
Il distacco tra il prezzo attuale, in area 1.1463, e le medie lente collocate molto più in alto descrive un mercato tecnicamente ipervenduto nel breve, ma ancora senza segnali di inversione strutturale. Anche gli oscillatori restano in territorio neutro, con RSI a 33.74, vicino alla soglia di ipervenduto tecnico sotto 30: una condizione che può accompagnare sia un rimbalzo correttivo sia una fase ribassista prolungata, in cui l’RSI rimane depresso. L’assenza di divergenze rialziste confermate impedisce però di leggere questa situazione come un vero segnale di inversione imminente.
I livelli pivot classici collocano S1 a 1.1560 e S2 a 1.1458, e il prezzo si trova già sotto entrambi, confermando una struttura di breve ancora compromessa. In questo scenario, sopra 1.1550–1.1600 il cambio potrebbe provare a recuperare verso 1.1650–1.1700, mentre sotto 1.1390 si aprirebbe una nuova fase ribassista in direzione 1.1300–1.1200. Solo un ritorno stabile sopra 1.1700, con le medie che tornano a inclinarsi al rialzo, metterebbe davvero in discussione la narrativa del bearish correttivo in atto.
Scenari sulla fascia 1.1390 – 1.1650 (EURUSD CFD Pepperstone)
Lo scenario di rimbalzo tecnico verso 1.1550–1.1650 si attiverebbe se, nelle prossime sedute, il mercato riuscisse ad assorbire la pressione venditrice post-Fed e le chiusure tornassero stabilmente sopra 1.1500 e poi sopra 1.1550. In questo caso l’EUR/USD CFD di Pepperstone potrebbe sviluppare un recupero verso 1.1600–1.1650, area in cui si concentrano le prime medie mobili rilevanti. Solo una riconquista chiara di 1.1600–1.1650 confermerebbe davvero questa lettura; in assenza di tale conferma, ogni rimbalzo andrebbe considerato più come un’occasione di vendita che come un’inversione strutturale.
Lo scenario base resta però quello di continuazione ribassista verso 1.1300–1.1200. Se il mercato non riuscisse a recuperare stabilmente 1.1500–1.1550 e i rientri su queste aree venissero respinti con chiusure sotto 1.1460, l’EUR/USD potrebbe aprire una nuova gamba discendente con target iniziale in area 1.1390 e successiva estensione verso 1.1300–1.1200. In questo contesto il mercato continuerebbe a mostrare una dinamica di distribuzione tecnica post-recupero, coerente con un trend ribassista di medio periodo in cui i rimbalzi vengono letti come occasioni di vendita istituzionale.
Solo un recupero deciso e mantenuto sopra 1.1700 metterebbe realmente in discussione la struttura ribassista in atto e aprirebbe spazio a una revisione più profonda verso 1.1780–1.1800. Resta comunque valido il fatto che il bull trend pluriennale non sarebbe compromesso finché le medie lente restano inclinate al rialzo e il cambio si mantiene sopra i supporti strutturali in area 1.1200. In questa fase, la fascia 1.1390–1.1650 rappresenta il nuovo pivot del mercato valutario europeo: la tenuta sopra 1.1500 in chiusura daily sarà il livello chiave per distinguere tra un rimbalzo verso 1.1600–1.1650 e una prosecuzione della discesa verso 1.1390 e oltre, ridefinendo così il range di medio termine dopo il segnale hawkish della Federal Reserve del 17 giugno 2026.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
EURUSD: Vendere per vincere?EURUSD si sta indebolendo dopo aver raggiunto la resistenza dinamica del canale rialzista sul timeframe M45. Il punto interessante è che l’ultimo massimo non è riuscito a superare quello precedente, segnalando un graduale indebolimento del momentum rialzista.
Osservando il grafico, ogni volta che il prezzo si avvicina alla parte superiore del canale compare una chiara pressione di vendita. Attualmente, questa reazione si sta ripetendo con un nuovo rifiuto appena sotto area 1.1620, mostrando che i venditori stanno ancora difendendo bene la resistenza.
Dal lato fondamentale, il dollaro USA resta supportato dalle aspettative che la Fed mantenga i tassi elevati più a lungo, mentre il mercato attende nuovi dati economici americani. Questo potrebbe limitare il potenziale rialzista di EURUSD nel breve termine.
Se il prezzo continua a scambiare sotto 1.1600–1.1610, la pressione ribassista potrebbe estendersi verso il supporto 1.1503, in linea con la parte bassa del canale e una precedente zona di reazione.
Al contrario, i compratori dovrebbero riportare il prezzo sopra 1.1620 per riprendere il controllo.
Per ora, Bão favorisce uno scenario di correzione ribassista piuttosto che una continuazione rialzista, a meno che non arrivi un breakout abbastanza forte da cambiare la struttura attuale.
GBPJPY: Continuazione ribassistaIl mercato ha recentemente subito una forte discesa.
Il prezzo ha tentato un debole rimbalzo verso il supporto precedentemente rotto, ma è stato respinto, confermando che quest’area è ora diventata una zona favorevole per rientrare in posizione short.
A mio avviso, stiamo entrando nella fase successiva di ciò che definisco la "fase della spirale gravitazionale", in cui i venditori assumono il controllo dopo aver stabilito una chiara area di sicurezza. Ogni movimento ribassista non è solo un semplice calo, ma la continuazione di uno spostamento del momentum verso una nuova fase di debolezza.
Obiettivo: 214.00.
Questo livello rappresenta il prossimo punto di attrazione del prezzo, un’area in cui il mercato potrebbe tentare di stabilizzarsi, ma probabilmente solo in modo temporaneo.
EUR/USD: Triangolo Ascendente & Piano di TradingDopo un forte Bearish Breakdown dal precedente livello di resistenza, il cambio EUR/USD sul grafico H1 è crollato drasticamente, entrando in una fase di debolezza. Tuttavia, l'elemento chiave è stato il Liquidity Sweep (presa di liquidità) intorno all'area 1.1500 — un livello in cui la pressione di vendita sembrava dominare, ma i buyer hanno assorbito rapidamente l'offerta, innescando un forte rimbalzo del prezzo.
A seguito di questa caccia alla liquidità, la struttura a breve termine è nettamente migliorata. Il prezzo ha rotto al rialzo il Descending Channel (canale ribassista) e ha continuato a registrare massimi e minimi crescenti, segnale che i buyer stanno passo dopo passo riprendendo il controllo del mercato.
Attualmente, EUR/USD si sta consolidando all'interno di un Ascending Triangle (triangolo ascendente) appena sotto l'area 1.1620. Questa è la zona decisiva: se il prezzo riuscirà a rompere e a mantenersi al di sopra della linea superiore del triangolo, il rally potrebbe estendersi fino a 1.1640, e successivamente verso 1.1660.
Al contrario, se il prezzo venisse rifiutato al livello attuale e perdesse la trendline rialzista, il rimbalzo potrebbe indebolirsi, riportando le quotazioni a testare l'area 1.1580 – 1.1560.
Piano di Trading:
Entry: Buy (Long) in caso di breakout confermato e stabilità sopra 1.1620
Stop Loss: Sotto 1.1580
Take Profit 1: 1.1640
Take Profit 2: 1.1660
Nota: Non rincorrere il prezzo senza una conferma. La disciplina rimane il più grande vantaggio di un trader.
Costruiamo insieme una community di trading forte e solida!
GBP/USD Distribuzione con VOLUME PROFILEDal punto di vista macro salta subito all'occhio che il prezzo si trova sotto la EMA 200 ( siamo in trend ribassista su lunghissimo periodo).
Cosa importante, che dal trend ribassista del 2022 quando il prezzo era sceso a ribasso sotto la EMA 100 e la EMA 50, notiamo un cambio strutturale rialzista (CHOC) e un successivo BREAK OF STRUCTURE (BOS RIALZISTA). Non è un semplice rimbalzo tecnico, ma è il segnale di un cambio di ciclo pluriennale. La struttura ribassista degli ultimi anni è stata ufficialmente scardinata. Il prezzo si trova sopra la EMA 100 e la EMA 50 I compratori hanno il controllo del trend di medio - lungo termine.
Individuata ultima SUPPLY ZONE che coincide con i livelli psicologici di 1,40000 e 1,38000 ma soprattutto con la EMA 200. Questo spiega il perché il prezzo stia lateralizzando in un range tra la EMA 200 (resistenza) e la EMA 100 (supporto).
INDICATORI:
RSI: 54
MACD: medie sopra lo 0
ADX: 14.91
Si nota anche la mitigazione del livello psicologico 1,38000. scendiamo di time frame per vedere nel dettaglio cosa è successo.
TIME FRAME WEEKLY:
Il prezzo cerca di fare nuovi massimi più alti ma non ci riesce mostrando una PIN BAR ribassista sul livello psicologico 1,38000 sbilanciando i massimi precedenti.
INDICATORI:
RSI e MACD sono sempre rialzista ma notiamo la divergenza ribassista tra il prezzo e gli indicatori.
TIME FRAME DAILY:
Ho tracciato il Profilo di volume ad intervallo fisso dallo swing low che ha dato origine alla formazione del BOS mensile fino a tutto il range laterale. Osservando nel dettaglio cosa è successo notiamo che il prezzo dopo che ha sbilanciato i massimi precedenti e ha mitigato il livello psicologico 1,38000 si trovava al di sopra della volume area high. Successivamente ha attraversato a ribasso il POC per poi incontrare il supporto della volume area low. Dopodiché il prezzo è ritornato a testare la struttura della volume area high che ha agito da resistenza formando un CHOCH ribassista. Attualmente il prezzo sta rifiutando al rialzo il POC con volumi superiori ai precedenti.
INDICATORI:
Rsi: 48 (in un trend ribassista si possono cercare vendite)
MACD: le medie sono sotto lo 0 (attenzione l'istogramma da rosso è diventato verde)
ADX: 16.19
Il prezzo si trova attualmente sotto le EMA 200/100/50.
SETUP OPERATIVO:
Test su volume area high con cambio dominance ribassista ( siamo allineati al time frame superiore weekly ribassista)
Il prezzo sta rifiutando a ribasso il POC e le EMA 200/100/50 fungono da resistenza (si trovano sopra al prezzo)
RSI e MACD sono ribassisti
ADX: attendere che sia >20/25 e valutare una possibile entrata short .
ATTENZIONE sopra volume area high c'è liquidità (EQH). Il prezzo potrebbe prendere il carburante necessario per poi proseguire a ribasso.
Seguite voi stessi l'analisi fatta multi time frame M/W/D1 e ditemi cosa ne pensate.






















