NDX Il Nasdaq 100 non mi piace... proprio per nulla...Buon martedì 21 Luglio e bentornati sul canale con un aggiornamento tecnico a mio parere fondamentale sull'indice Nasdaq 100 con anche una panoramica sull'SP500.
Quello che sta avvenendo da un punto di vista tecnico non è promettente per chi fosse long o per chi avesse intenzione di esserlo nel breve, e nel video di oggi andremo a vedere il perché.
Come dico sempre è importante che ciascuno faccia le proprie valutazioni con razionalità, freddezza e lucidità.
Buona giornata a tutti e grazie
Indici di mercato
Nasdaq 100: bull trend? Correzione tra 28.700 e 30.700.Quadro generale: Nasdaq 100 tra consolidamento e perdita temporanea dei 29.000
Alla seduta odierna, il CFD NAS100 Pepperstone (US 100 Cash CFD) quota 28.987,9 punti, in rialzo dell’1,38% giornaliero, con un range intraday che va da un minimo a 28.516,8 fino a un massimo a 28.996,2.
Nelle ultime settimane il listino si è mosso soprattutto tra 28.700 e 30.700 punti, con più tentativi di consolidamento sopra la soglia psicologica dei 30.000 seguiti da prese di profitto che hanno riportato i prezzi fin sotto i 29.000.
Il massimo a 52 settimane resta collocato in area 30.700–30.800 punti, mentre i minimi di periodo rimangono ampiamente sopra la fascia 22.500–23.000, a conferma del forte recupero dai minimi del 2025 e della struttura di lungo termine ancora predominante rialzista.
Il ritracciamento sotto quota 30.000 e, più recentemente, sotto 29.300, si configura quindi come una correzione più profonda rispetto al semplice pullback iniziale, ma ancora inserita in un contesto di bull trend di fondo.
Sul cash index, il Nasdaq 100 si mantiene su livelli vicini, con una dinamica coerente con il CFD NAS100 Pepperstone, che replica in modo sostanziale il sottostante, pur con lieve scostamento dovuto agli orari di negoziazione e alla componente futures.
Da inizio anno la performance resta robusta su base annua, con un progresso ancora a doppia cifra e una struttura di lungo periodo che rimane positiva finché vengono rispettati i principali supporti strutturali.
Nuova fascia operativa: 28.700–30.700 punti
La precedente area di equilibrio tra 27.000 e 29.000 punti ha fatto da base al breakout sopra 29.500 e al successivo tentativo di consolidamento oltre 30.000; la correzione recente ha però spostato il baricentro operativo.
Oggi il range più rilevante per il Nasdaq 100, e per il CFD NAS100, è tra 28.700 e 30.700 punti, con 28.700–28.900 come primo supporto dinamico e 30.700–30.800 come resistenza chiave coincidente con i massimi a 52 settimane.
Dentro questa fascia il mercato sta ridisegnando il confine tra semplice presa di profitto e possibile distribuzione più ampia: finché le chiusure giornaliere restano sopra 28.700–28.500, il quadro rimane coerente con un bull trend in correzione; solo una rottura netta e confermata sotto quest’area aprirebbe spazio a una correzione di grado superiore verso 27.500–26.000.
Principali livelli attuali Nasdaq 100 / CFD Pepperstone NAS100
• Resistenza primaria 30.700–30.800 punti: coincide con il massimo storico a 52 settimane e con l’ultimo picco significativo prima dell’attuale fase correttiva; rappresenta la soglia tecnica e psicologica da superare per riaprire una fase di price discovery verso nuovi massimi. Una chiusura daily sopra 30.700 con volumi in aumento costituirebbe un segnale forte di ripresa del momentum rialzista e di continuazione del trend tech.
• Resistenza estesa 31.000–31.200 punti: deriva da proiezioni Fibonacci sull’impulso partito dai minimi 2025–2026 e dalla parte alta di un canale ascendente di lungo periodo visibile sull’indice e sui futures E‑mini Nasdaq. Il raggiungimento di quest’area sarebbe coerente con uno scenario di “blow‑off” sulla componente growth/tech, ma, in assenza di eccessi, può rappresentare un naturale target del trend una volta recuperata l’area 30.700–30.800.
• Supporto pivot 30.200–30.000 punti: è la fascia che ha agito da pivot nelle sedute di fine giugno e inizio luglio, diventando resistenza dopo la rottura e ora riferimento intermedio per il recupero. Un ritorno stabile sopra 30.200–30.300 riporterebbe il quadro in configurazione di bullish consolidation, mentre chiusure ripetute sotto 30.000 manterrebbero questa fascia come cap di breve per il Nasdaq.
• Supporto di breve 29.300–29.000 punti: rappresenta l’area di pullback tecnico iniziale, già violata nella correzione recente; oggi lavora più come zona di resistenza intermedia e di congestione che come vero supporto. Solo un recupero consolidato sopra 29.300–29.500 restituirebbe a questa fascia il ruolo di base del movimento.
• Supporto dinamico 28.700–28.900 punti: è il primo livello di difesa attuale, in corrispondenza dei minimi giornalieri più recenti e del baricentro del rimbalzo in atto; un rientro controllato su questa fascia, senza incremento significativo dei volumi in vendita, è coerente con un consolidamento fisiologico dopo l’estensione rialzista degli scorsi mesi.
• Supporto strutturale 27.500–26.000 punti: ricavato dall’analisi dei minimi intermedi del 2025–2026 e dai cluster di prezzo sui futures E‑mini a scadenza 2026–2027, rappresenta la zona in cui verrebbe realmente messa in discussione la struttura rialzista di lungo periodo. Solo discese stabili sotto 26.000 aprirebbero spazio tecnico verso 25.000–24.000 punti, compatibili con una correzione più profonda su base macro o legata agli utili societari.
Struttura tecnica: trend, medie e momentum
Il Nasdaq 100 resta sopra la media mobile a 200 giorni visibile sul daily Pepperstone, confermando una struttura di fondo ancora positiva e coerente con un bull market di lungo periodo.
La media a 50 giorni si è progressivamente avvicinata ai prezzi attuali, segnalando un rallentamento del trend e la transizione da fase impulsiva a fase di consolidamento/correzione, ma non ancora un’inversione definita.
Sul fronte del momentum, l’RSI daily è rientrato dall’ipercomprato verso la zona neutrale, mentre il MACD mostra una spinta meno intensa rispetto alla fase impulsiva del rialzo, con possibili segnali di divergenza sul breve.
Il quadro resta quindi correttivo nel breve, inserito in un trend più ampio ancora rialzista: operativamente, il ritorno sopra 30.200–30.500 rafforzerebbe l’operatività trend-following e riaprirebbe spazio verso 30.700–30.800 e poi 31.000–31.200, mentre la permanenza sotto 29.300–29.500 mantiene vivo il rischio di estensione della correzione.
Al ribasso, la fascia 28.700–28.500 è il primo livello da monitorare come difesa di breve; solo una rottura daily sotto 27.500–26.000 metterebbe davvero in discussione il quadro di fondo, trasformando il contesto da bull market in possibile fase di distribuzione di lungo periodo.
Scenari operativi sulla fascia 28.700–30.700 (Nasdaq CFD Pepperstone NAS100)
Se nelle prossime settimane il Nasdaq 100 riuscisse a consolidare sopra 28.700–29.000 punti e a tornare stabilmente sopra 29.800–30.200, con breakout confermato dell’area 30.700–30.800 in chiusura daily, il CFD NAS100 entrerebbe in una nuova fase di price discovery verso 31.000–31.200. In questo caso, i modelli trend-following continuerebbero a leggere il mercato come fortemente rialzista, con preferenza per acquisti sui pullback verso 29.300–28.900 e lettura degli spike ribassisti come occasioni tattiche più che come segnali di inversione.
Se invece il mercato non riuscisse a riconquistare in chiusura 30.000–30.200 e restassero attive le prese di profitto nelle vicinanze di 29.300–29.800, il Nasdaq CFD Pepperstone potrebbe tornare verso 28.700–28.500 e, in caso di ulteriore peggioramento del sentiment, estendere la correzione verso 27.500–26.000. In questo scenario, il mercato entrerebbe in una fase di distribuzione tecnica vicino ai massimi, con un trading range più ampio e strategie mean-reverting e di short sulle resistenze di breve più efficaci.
Solo una discesa stabile sotto 27.500–26.000 metterebbe davvero in discussione la struttura rialzista di lungo periodo e aprirebbe spazio verso 25.000–24.000 punti. In sintesi, la fascia 28.700–30.700 rappresenta oggi la nuova trincea chiave del mercato tech USA: la riconquista e tenuta sopra 30.000–30.200 in chiusura daily rimane il segnale decisivo per distinguere un semplice pullback da una distribuzione più ampia sui massimi.
Vuoi che inserisca anche un breve paragrafo conclusivo “in sintesi” più orientato al trader retail, da usare così com’è nella descrizione TradingView?
In sintesi, il Nasdaq 100 resta inserito in un bull trend di lungo periodo, ma attraversa una fase di correzione significativa con baricentro tra 28.500 e 30.700 punti e quotazioni attuali intorno a 29.004 sul CFD NAS100 Pepperstone, con RSI daily a 43,50 in zona neutrale-debole e SMA 200 a 28.070 ancora ben al di sotto dei prezzi correnti, a conferma della struttura di fondo positiva.
Finché i prezzi rimangono sopra il supporto dinamico 28.500–28.400 — area coincidente con il livello Fibonacci 0,3 a 28.412 e con il minimo giornaliero odierno a 28.516 — e sopra la SMA 200, gli approcci trend-following mantengono piena validità, con preferenza per acquisti sui pullback verso 28.500–28.900 e obiettivi progressivi verso 29.300–29.800, poi 30.200–30.700 e, in estensione, 31.000–31.200.
Il SuperTrend daily in configurazione ribassista a 29.166 e la SMA 50 a 29.250 rappresentano le resistenze di breve più immediate da recuperare per confermare la ripresa del momentum; solo un recupero daily sopra queste soglie, con volumi in crescita rispetto alla media attuale di 527K, restituirebbe al quadro una lettura genuinamente bullish di breve.
Solo una rottura daily confermata e chiusura sotto 28.400–28.000, con eventuale discesa verso il Fibonacci 0,5 a 26.813, trasformerebbe l'attuale pullback in una vera fase di distribuzione, aprendo spazio verso 26.500–25.200 e rendendo più efficaci strategie difensive e mean-reverting short sulle resistenze.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
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Semiconduttori (SOX): ecco il segnale che devi monitorare!Molto più della geopolitica o della situazione in Medio Oriente, il trend di lungo periodo del settore dei semiconduttori rappresenta oggi la principale preoccupazione fondamentale della grande finanza.
I semiconduttori sono il segmento del settore tecnologico che registra gli utili più elevati e, soprattutto, le maggiori aspettative di crescita degli utili. GPU per l'intelligenza artificiale, memorie AI, data center e altri chip hanno alimentato un rialzo quasi verticale di questo comparto in borsa dalla primavera del 2025.
Grazie al suo peso nel calcolo dell'indice S&P 500, questo segmento di mercato sarà determinante per stabilire quando l'S&P 500 raggiungerà il suo massimo ciclico.
Non ha senso cercare ogni settimana di prevedere la fine del trend rialzista di fondo, perché dopo ogni correzione di breve periodo la tendenza rialzista si è sempre ripresa. Sostenere ogni settimana che il mercato abbia raggiunto il massimo è quindi una strategia perdente.
È preferibile adottare un approccio più preciso e metodico, aspettando segnali concreti e affidabili di un'inversione ribassista del trend di lungo periodo del mercato azionario statunitense. Finché tali segnali non compariranno, ogni correzione di breve termine dovrebbe essere considerata un'opportunità di acquisto.
Ecco il punto fondamentale: nell'analisi tecnica, i segnali più forti e affidabili provengono dai grafici di lungo periodo, ossia dal timeframe mensile. Solo un segnale tecnico su questo orizzonte temporale può realmente invalidare un trend rialzista di fondo.
In questa nuova analisi pubblicata su TradingView, ti invito quindi a monitorare con estrema attenzione l'indicatore RSI sul grafico mensile del SOX. Da oltre 30 anni, ogni volta che l'RSI è sceso al di sotto della zona di ipercomprato (70), con o senza una precedente divergenza ribassista, ha anticipato un'importante correzione del SOX.
Osserva attentamente il grafico qui sotto. Per il momento questo segnale ribassista non è ancora stato confermato. Ma il giorno in cui lo sarà, preparati a una forte correzione del settore dei semiconduttori e, di conseguenza, anche dell'S&P 500.
Il grafico seguente mostra le candele giapponesi mensili dell'indice statunitense dei semiconduttori (SOX).
DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
L’uso di marchi di terze parti è a scopo informativo e non implica approvazione da parte di Swissquote né che il titolare del marchio abbia autorizzato Swissquote a promuovere i propri prodotti o servizi.
Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
Fattore momentum in difficoltàDai minimi di marzo il fattore momentum è quello che ha tirato maggiormente arrivando ad una sovraperformance di oltre 30% contro S&P 500 (49% vs 16%).
Nell'ultimo mese però qualcosa è cambiato: gli investitori hanno iniziato a prendere profitto sui nomi più in voga in attesa delle trimestrali e il fattore Momentum è letteralmente crollato.
Nel solo mese di luglio la discesa ha superato il 20% andando a segnare il mese peggiore dalla grande crisi finanziaria del 2008.
C'è da spaventarsi?
Assolutamente no: i fattori sono per natura molto ciclici. Hanno dei periodi di forte sovraperformance e sottoperformance.
Il Momentum, in particolare, non ha una caratteristica di sovraperformance costante ma, proprio per sua natura, va trattato in modo contrarian.
In caso di depressione più marcata può essere che i titoli Momentum ritornino molto interessanti.
SP500:ecco perché il livello degli 8.000 punti è così importanteLa tendenza di fondo dell'indice S&P 500 rimane rialzista e le fasi di correzione raramente durano più di qualche settimana, con ribassi generalmente compresi tra il 10% e il 20%. Ogni volta che il mercato corregge, i più pessimisti tornano a parlare di un crollo della Borsa, ma finora ogni correzione si è rivelata un'opportunità d'acquisto prima della ripresa del trend rialzista.
Questa tendenza positiva continua perché i fondamentali restano solidi e anche le prospettive di lungo periodo sono favorevoli.
Tuttavia, una cosa è certa: arriverà il momento in cui il mercato azionario statunitense raggiungerà valutazioni talmente elevate da dare inevitabilmente origine a un importante massimo di lungo periodo.
Finché le prospettive di crescita degli utili aziendali — in particolare quelle legate all'intelligenza artificiale — resteranno estremamente favorevoli, ogni correzione rappresenterà un'opportunità. È proprio ciò che ho ricordato la scorsa settimana nella mia analisi sul Forward P/E dell'S&P 500.
Quando si valutano le quotazioni di mercato è però fondamentale mantenere una visione equilibrata. Un buon approccio consiste nel combinare il Forward P/E (che riflette gli utili futuri attesi) con lo Shiller P/E (basato sugli utili reali delle imprese degli ultimi dieci anni).
Il grafico seguente, tratto da GuruFocus, mostra la valutazione dell'S&P 500 secondo lo Shiller P/E, noto anche come CAPE Ratio.
Lo Shiller P/E (o CAPE Ratio) dell'S&P 500 si colloca attualmente intorno a 40, mentre il massimo storico, registrato nel dicembre 1999, è pari a 44.
Con una semplice proiezione, un ritorno del CAPE Ratio a 44 implicherebbe un livello dell'S&P 500 compreso tra 8.000 e 8.200 punti.
Al di là del suo valore psicologico come cifra tonda, il livello degli 8.000 punti dovrà quindi essere monitorato con estrema attenzione, poiché l'S&P 500 tornerebbe a registrare la propria valutazione record in termini di Shiller P/E.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 13.07.2026Borse in stallo: pesano valutazioni dell’AI e chips e «contrasti» Iran-USA.
US Treasury: poco osservata, ma elevata, la crescita dei rendimenti reali.
Prezzo del petrolio di nuovo in salita, pure senza schizofrenia.
Allarma il peso dei giganti della tecnologia su mkt cap e volatilità.
Le borse europee hanno chiuso la scorsa settimana all'insegna della prudenza, con gli investitori divisi tra le persistenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente e l'attesa per l'avvio della nuova stagione delle trimestrali, che prenderà il via proprio in questi giorni.
Sullo sfondo resta il delicato negoziato tra Stati Uniti e Iran, mentre i mercati continuano a monitorare gli sviluppi nello Stretto di Hormuz, tornato nuovamente al centro delle preoccupazioni.
L'appuntamento più importante della settimana sarà però rappresentato dai dati sull'inflazione statunitense. Martedì 14 verrà pubblicato l'indice dei prezzi al consumo (CPI) di giugno, seguito mercoledì dall'indice dei prezzi alla produzione (PPI).
A maggio entrambi gli indicatori avevano registrato la crescita annua più elevata rispettivamente dall'aprile 2023 e dal novembre 2022, soprattutto per effetto dell'impennata del petrolio causata dal conflitto con l'Iran. Con il successivo rientro delle quotazioni del greggio, almeno fino alla nuova escalation delle ultime ore, il consenso di mercato ritiene che i dati di maggio possano aver rappresentato il punto massimo della pressione inflazionistica.
Anche il comparto tecnologico continua a monopolizzare l'attenzione degli investitori. A Wall Street ha debuttato la coreana SK-Hynix, dopo un collocamento azionario da 26,5 miliardi di dollari, operazione considerata un importante banco di prova per verificare la fiducia del mercato nella sostenibilità del boom dell'intelligenza artificiale.
Parallelamente, Meta Platforms ha lanciato una nuova versione del proprio modello di AI introducendo un livello premium a pagamento per gli sviluppatori, notizia che ha sostenuto il titolo con un rialzo a doppia cifra. Micron Technology, invece, ha annunciato un aumento degli investimenti negli Stati Uniti fino a 250 miliardi di dollari, con l'obiettivo di soddisfare la crescente domanda legata all'espansione dell'intelligenza artificiale.
In Europa, Piazza Affari ha mostrato una maggiore resilienza rispetto agli altri listini grazie al contributo dei titoli finanziari e industriali. Il FTSE MIB ha chiuso in rialzo, +0,44%, mentre Francoforte ha ceduto -0,2%, Londra ha guadagnato +0,24% e Parigi +0,15%.
Accanto all'entusiasmo per l'AI cresce tuttavia una preoccupazione sempre più diffusa: l'eccessiva concentrazione dei rendimenti dei mercati emergenti su un numero estremamente limitato di società. Taiwan Semiconductor (TSMC), Samsung Electronics e SK Hynix rappresentano infatti oltre il 30% dell'indice MSCI Emerging Markets, una quota paragonabile al peso delle Magnifiche 7 nell'S&P 500.
Più in generale, il settore tecnologico pesa circa il 45% dell'intero indice emergente. Una concentrazione così elevata rende inevitabile che le oscillazioni di questi tre colossi influenzino l'intero mercato, contribuendo a una volatilità salita sui livelli più elevati degli ultimi sei anni. Proprio per questo motivo diversi grandi gestori stanno riducendo l'esposizione ai titoli legati all'intelligenza artificiale per limitare il rischio di concentrazione nei portafogli.
Sul mercato valutario, l'euro/dollaro è rimasto sostanzialmente stabile in area 1,144, mentre il greggio WTI si è mantenuto poco sopra 72,2 dollari/barile.
L'inizio della nuova settimana è stato però caratterizzato da un netto aumento dell'avversione al rischio. Il riaccendersi delle tensioni nello Stretto di Hormuz ha penalizzato le borse asiatiche: il Kospi sudcoreano ha perso -7,5%, con l'attivazione delle clausole automatiche di sospensione degli scambi per 20 minuti, mentre SK-Hynix ha lasciato sul terreno il 13% dopo il brillante debutto americano.
In Giappone il Nikkei ha ceduto -2,4%, con lo yen indebolitosi a 161,1 per dollaro e il rendimento del decennale giapponese salito al 2,78%. In Cina il CSI300 ha perso l'1,80%, l'Hang Seng -0,1%, mentre il Taiex di Taiwan ha guadagnato +0,5% grazie anche ai ricavi trimestrali di TSMC, pari a 1.270 miliardi di dollari taiwanesi, in linea con le attese.
Anche i metalli preziosi hanno risentito del mutato contesto. L'oro ha aperto in ribasso di oltre l'1% a 4.074 dollari/oncia, mentre l'argento ha perso oltre -2% a 58,4, completando per il metallo giallo la quinta settimana negativa nelle ultime sei (-1,4% nell'ultima ottava).
Il rialzo del petrolio e le tensioni geopolitiche alimentano infatti il timore che la Federal Reserve possa mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo. I verbali della riunione del 16-17 giugno hanno inoltre evidenziato un comitato di politica monetaria diviso sulle prospettive dei tassi. Nel frattempo, secondo i dati CFTC, gli hedge fund hanno ridotto le posizioni nette lunghe sull'oro.
Il Bitcoin, dopo due settimane consecutive di recupero (+2% nell'ultima), ha avviato la nuova ottava con una flessione del 2%. Il settore delle criptovalute sta vivendo una fase di profonda trasformazione.
Da un lato cresce la tokenizzazione di attività reali, incluso il petrolio, dall'altro le società tradizionalmente legate al mining devono confrontarsi con la crescente concorrenza dell'intelligenza artificiale, che sta attirando capitali verso aziende capaci di riconvertire infrastrutture energetiche e data center. Il futuro del comparto dipenderà sempre più dalla capacità di integrarsi nell'”economia dell'AI”.
Sul fronte obbligazionario permane infine una fase di debolezza. I rinnovati timori sull'inflazione hanno spinto il rendimento del BTP decennale dal 3,56% di inizio luglio al 3,80%, dopo aver toccato un massimo del 3,90% mercoledì. Per il momento, tuttavia, il livello ritenuto realmente critico dal mercato rimane superiore al 4,20%.
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Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Che mese... e che trimestre!!Il mese di luglio in genere è uno dei più positivi dell'anno. Ne avevamo già parlato in un precedente articolo e oggi lo ribadiamo.
La performance media in genere è superiore al 3% e quest'anno non è da escludere che faccia nuovamente faville.
Ma la vera statistica interessante che vogliamo farvi vedere oggi è la seguente.
Il trimestre che si è concluso il 30 giugno ha messo a segno una performance incredibile: +14.9%.
E' stato uno dei migliori trimestri dal 1950.
Statisticamente quando un trimestre chiude con una performance superiore al 10% il rendimento dei trimestri successivi continua ad essere positivo!!!
In particolare:
Il trimestre successivo ha una performance media del +4.6/4.8% circa con una probabilità dell'85.4%
I due trimestri successivi rendono mediamente il 7.5/9.6% con una probabilità dell'85.4%
I 4 trimestri successivi hanno una performance del +10.9/13.4% ma la probabilità scende al 75.6%.
In ogni caso le probabilità che il rialzo continui sono molto elevate.
Il rendimento potrebbe rallentare leggermente ma ciò non toglie che a livello statistico le performance sono ancora dalla nostra parte.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 10.07.2026Il tema tecnologico è più forte delle guerre: Borse tutte in rialzo.
Il momento magico dei chip makers: boom del listing SK-Hynix negli Usa.
Trump ancora ottimista sul trovare un accordo con l’IRAN.
Bond market tranquillo in Europa, ma rendimenti alti sui Treasuries Usa.
La tecnologia torna a trainare i mercati, mentre il petrolio rallenta la su corsa. Le Borse europee hanno chiuso la seduta del 9 luglio in deciso rialzo, lasciandosi alle spalle, almeno temporaneamente, le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran.
A sostenere il recupero è stato soprattutto il comparto tecnologico, che ha riportato l'attenzione degli investitori sul tema dell'intelligenza artificiale e sul ciclo positivo dei semiconduttori. Il sottoindice Stoxx Tech ha guadagnato il 2,8%, contribuendo al progresso di Piazza Affari (+1,1%), mentre Wall Street ha confermato il clima costruttivo con Dow Jones a +0,26%, S&P500 a +0,81% e Nasdaq a +1,30%.
A riaccendere l'interesse per il settore è stato soprattutto il mercato delle memorie. Secondo il rapporto Memory Monthly di UBS, a luglio le vendite mondiali hanno raggiunto il massimo storico di 74,6 miliardi di dollari, in crescita del 31,7% rispetto al mese precedente e di 2,8 punti percentuali sopra la media stagionale dell'ultimo decennio.
UBS e Bernstein prevedono ora un'accelerazione dei prezzi contrattuali nella seconda metà del 2026, anche se divergono sulla durata della fase espansiva.
I maggiori beneficiari restano Micron Technology, Samsung Electronics e SK Hynix, leader globali nelle memorie DRAM e NAND, insieme a SanDisk nel segmento delle memorie flash.
Micron ha inoltre annunciato investimenti superiori a 250 miliardi di dollari negli Stati Uniti entro il 2035, destinati ad aumentare la capacità produttiva per soddisfare la crescente domanda di chip legati all'intelligenza artificiale.
Sul fronte geopolitico, i mercati continuano a oscillare tra cautela e ottimismo. Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno promesso ritorsioni dopo i raid americani, mentre il Kuwait ha dichiarato di aver intercettato missili e droni ostili.
Le preoccupazioni per possibili interruzioni delle forniture energetiche hanno inizialmente spinto il petrolio in rialzo di circa l'1% nella notte tra mercoledì e giovedì, ma il movimento si è rapidamente ridimensionato.
Nella mattinata di oggi, 10 luglio, il Brent tratta intorno a 76,2 dollari/barile, circa 3 dollari sotto i livelli della mattina precedente, pur conservando un guadagno settimanale di circa +6%.
L'attenzione degli investitori resta comunque concentrata anche sulle banche centrali. I verbali dell'ultima riunione (Federal Open Market Committee) della Federal Reserve, la prima guidata dal nuovo presidente Kevin Warsh, hanno evidenziato posizioni non ancora convergenti sul futuro percorso dei tassi.
A rafforzare l'ipotesi di un'inflazione sotto controllo è intervenuto anche il presidente della Fed di New York, John Williams, secondo cui il recente conflitto con l'Iran non dovrebbe provocare un aumento persistente dei prezzi dell'energia.
I mercati obbligazionari continuano tuttavia a riflettere uno scenario di tassi elevati. Negli Stati Uniti il rendimento del Treasury a 2 anni si mantiene vicino al 4,20%, mentre il decennale resta intorno al 4,55%, poco sotto il 4,60% toccato mercoledì, massimo dal 21 maggio.
Anche nell'Eurozona i rendimenti rimangono sui livelli più elevati dell'ultimo mese, con il Bund decennale al 3,08% e il titolo tedesco a 2 anni al 2,66%.
In Italia, invece, si è registrato un moderato allentamento delle tensioni. Lo spread BTp-Bund è sceso a 75 punti base dagli 81 della seduta precedente, mentre il rendimento del BTp decennale benchmark è diminuito dal 3,90% al 3,84%. Resta però il sorpasso dei titoli francesi, con l'OAT decennale al 3,89%, leggermente superiore al rendimento italiano.
Tra gli asset rifugio, l'oro è tornato sopra quota 4.100 dollari l'oncia, sostenuto sia dall'indebolimento del dollaro sia dal riaccendersi delle tensioni geopolitiche. Il cambio euro/dollaro è invece rimasto stabile in area 1,14, segnale di un mercato valutario che, almeno per ora, appare poco sensibile agli sviluppi del quadro internazionale.
La seduta asiatica del 10 luglio ha infine confermato il miglioramento del sentiment. Il Kospi sudcoreano è balzato del 4%, sostenuto anche dalla maxi operazione di SK Hynix, che ha raccolto 26,5 miliardi di dollari attraverso un'offerta di American Depositary Receipt (ADR), la più grande mai realizzata negli Stati Uniti da una società straniera.
Positivi anche i listini azionari dell’area di influenza cinese, con il CSI300 a +0,5% e l'Hang Seng a +1,7%, mentre cresce l'attesa per la quotazione di CXMT, destinata a diventare una delle IPO più rilevanti dell'anno nel settore delle memorie.
In Giappone, il Nikkei ha guadagnato l'1,7%, trainato dal balzo del 17% di Mitsubishi Motors, ai massimi da dicembre 2024, dopo l'annuncio di una collaborazione con una startup di Tokyo per lo sviluppo di robot umanoidi.
Nel complesso, il mercato continua a privilegiare i temi della crescita tecnologica e dell'intelligenza artificiale, relegando in secondo piano i rischi geopolitici.
Resta però evidente come ogni nuova escalation in Medio Oriente sia ancora in grado di influenzare rapidamente petrolio, inflazione attesa e mercati obbligazionari, mantenendo volatile la propensione al rischio degli investitori globali.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 09.07.2026Trump torna a minacciare l’Iran, ma le negoziazioni proseguono sottotraccia.
Il prezzo del petrolio resta in tensione: il Brent si riavvicina a 80 Us$/barile.
Dalle minute dell’ultimo FOMC, il 1’ dell’era Warsh, emerge cautela.
Borse asiatiche in ordine sparso: l’hype su chip ed IA resta forte, ma....
Mercati sotto pressione: torna il rischio geopolitico, petrolio in rialzo e Fed più prudente
La seduta dell’8 luglio ha riportato sui mercati il peso delle tensioni geopolitiche. L’azionario europeo ha chiuso in forte calo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito “chiuso” l’accordo di tregua con l’Iran, riaccendendo i timori di una nuova escalation in Medio Oriente. Il mercato ha reagito con un rialzo del petrolio e una nuova fase di avversione al rischio.
Il comparto energetico è stato l’unico beneficiario della giornata, mentre il resto dei listini europei ha subito pesanti vendite: Francoforte ha perso il -2,2%, Parigi il -2,2%, Londra il -1,7% e Milano ha limitato le perdite a -1,2%. Il Brent ha guadagnato un ulteriore 1%, dopo il balzo del +6,7% registrato mercoledì, il maggiore rialzo giornaliero da oltre due mesi.
Il movimento del greggio è stato guidato soprattutto dal rischio geopolitico, nonostante i dati sulle scorte statunitensi abbiano mostrato un quadro meno favorevole. L’Energy Information Administration (EIA) ha infatti registrato un aumento inatteso delle riserve pari a 2,998 milioni di barili, contro attese per un calo di 1,900 milioni. Un segnale che indica una domanda più debole del previsto, ma che in questa fase è stato oscurato dalle tensioni internazionali.
Sul fronte macroeconomico, il nuovo World Economic Outlook del FMI ha confermato un quadro di crescita globale stabile ma fragile. Il PIL mondiale è atteso crescere del 3% nel 2026 e del 3,4% nel 2027, in rallentamento rispetto alla media del 3,5% nel biennio 2024-2025, ma sostanzialmente in linea con le stime di aprile 2026. L’Italia resta tra le economie più deboli del G7, con una crescita prevista dello 0,5% sia nel 2026 sia nel 2027.
Anche l’inflazione rappresenta un elemento di attenzione: il FMI prevede un aumento del dato globale dal 4,1% del 2025 al 4,7% nel 2026, prima di una discesa al 3,9% nel 2027. La revisione al rialzo rispetto ad aprile suggerisce che il processo di disinflazione iniziato all’inizio del 2024 abbia perso slancio.
Il ritorno dei timori inflazionistici ha sostenuto il dollaro, tornato sotto quota 1,14 contro euro, confermando il recupero del 2026 dopo il calo superiore al 10% nel 2025. Sul fronte Fed, i verbali della riunione del 16-17 giugno hanno evidenziato un dibattito ancora aperto sui tassi. I membri del comitato hanno sottolineato l’elevata incertezza sulle prospettive future, con l’inflazione ancora sostenuta anche dagli shock energetici legati al conflitto in Medio Oriente.
Alcuni partecipanti hanno ipotizzato la necessità di un immediato rialzo dei tassi, mentre la maggioranza ha indicato scenari in cui l’inflazione potrebbe rientrare progressivamente verso il target del 2%. La Fed resta quindi in una posizione attendista, con il rischio energia nuovamente centrale.
Le tensioni geopolitiche si sono riflesse anche sul mercato obbligazionario italiano: il rendimento del BTP decennale è salito al 3,90%, in aumento di 12 punti base, mentre lo spread è tornato sopra gli 80 punti base. Nonostante il contesto più volatile, il nuovo bond in dollari del Tesoro ha registrato una forte domanda estera: gli investitori internazionali hanno sottoscritto l’82,7% della tranche a 5 anni, l’84,8% di quella a 10 anni e il 90,8% della scadenza a 30 anni.
Resta elevata anche l’attenzione sul tema dell’intelligenza artificiale. Le emissioni obbligazionarie superiori ai 25 miliardi di dollari sono diventate uno strumento chiave per finanziare gli investimenti dei giganti tecnologici. L’operazione di Amazon ha rappresentato la settima emissione “jumbo” del settore nel 2026, superando il totale delle grandi operazioni degli ultimi sei anni. Tuttavia, la domanda ha mostrato segnali di rallentamento: il collocamento da 25 miliardi di dollari ha ricevuto richieste pari a 1,6 volte l’offerta, molto meno rispetto ai livelli registrati quattro mesi prima.
Wall Street ha chiuso con un andamento misto: Dow Jones -1,1%, S&P 500 -0,3%, mentre il Nasdaq ha recuperato lo 0,2%. L’interesse per l’AI resta comunque intatto, come dimostra il rialzo del +2,2% dell’indice dei semiconduttori SOX e la forte domanda per la quotazione americana di SK Hynix, sottoscritta oltre sette volte l’offerta.
In Asia i mercati si muovono in ordine sparso. Il Nikkei sale dell’1,7%, con lo yen stabile a 162,4 contro dollaro, mentre il rendimento del decennale giapponese raggiunge il 2,89%, massimo dal 1997. In Cina il CSI300 resta invariato, l’Hang Seng perde lo 0,8% e il Taiex arretra dello 0,2%. Zhipu, società cinese di AI, balza del +20% dopo un collocamento azionario da 4 miliardi di dollari.
Sul fronte energia, il gas europeo resta sotto pressione: il TTF è salito del 5% a 49,0 euro/MWh. Secondo l’ACER, gli stoccaggi UE erano al solo 28% della capacità al 1° aprile, minimo degli ultimi quattro anni, mentre la normativa europea richiede il raggiungimento del 90% entro il 1° novembre.
Infine, il rialzo dei rendimenti e del dollaro ha penalizzato i metalli preziosi: oro a 4.062 dollari e argento a 58,0 dollari. Il mercato torna così a concentrarsi sulla relazione tra energia, inflazione e tassi: un nuovo aumento del petrolio potrebbe spingere la Fed a mantenere una politica restrittiva più a lungo.
Informazioni importanti
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Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Rotazione sulla Cina?In un precedente articolo abbiamo parlato di come il KOSPI coreano abbia messo a segno una bruttissima performance dal massimo assoluto di giugno e sia passato in bear market.
Nello stesso periodo di tempo l'indice delle società cinesi quotate a Hong Kong si è mosso in modo esattamente opposto, con la miglior seduta da febbraio 2025.
Qualcosa sta succedendo sotto la superficie del mercato: il denaro non sta uscendo dal tema AI, sta solo cambiando geografia.
A differenza del KOSPI, il mercato cinese ha passato buona parte dell'anno in disgrazia. I timori sull'economia cinese e sugli utili dell'e-commerce hanno spinto diversi benchmark in bear market.
A gennaio 2026 i gestori globali avevano allocato appena l'1.2% della loro esposizione tecnologica complessiva alla Cina, a fronte di un paese che rappresenta circa il 10% della capitalizzazione AI mondiale e il 16& dei ricavi AI mondiali.
Non esiste, nell'universo delle grandi economie, un divario altrettanto ampio tra rilevanza economica e proprietà azionaria.
Sulla Cina però bisogna essere realisti: in questo momento ci troviamo sui livelli del 2021-2022.
Ogni anno viene presentato il caso rialzista cinese come l'opportunità del secolo e ogni anno, tutti vengono puntualmente smentiti.
Oggi però c'è qualcosa di diverso in questo caso studio.
Non si tratta di comprare "la Cina", di scommettere sulla ripresa dei consumi interni, sulla stabilizzazione dell'immobiliare, o sull'allentamento della pressione regolatoria sulle piattaforme.
Si tratta di comprare l'unico segmento dell'azionario cinese che ha una traiettoria degli utili indipendente dal ciclo domestico: la catena industriale che produce potenza di calcolo.
Tra l'altro il paniere AI cinese ha già dimostrato di saper performare piuttosto bene.
L'indice Goldman Sachs China AI Value Chain è salito di oltre 144% nell'ultimo anno contro il 4% circa dell'indice Hang Seng.
La tesi di GS è semplice: per tutto il periodo in cui il KOSPI è salito la Cina è rimasta al palo, appena il mercato coreano ha dato segni di cedimento, quello cinese ha rimbalzato con forza.
Non è che sia arrivato il momento di ruotare verso altre zone asiatiche? A maggior ragione vedendo il forte sottopeso dei gestori internazionali.
Ma cosa bisogna comprare?
Nella ricerca di Goldman Sachs viene indicato il suo indice proprietario ma l'analisi viene suddivisa sui diversi comparti dell'AI.
Secondo il team di ricerca, il valore aggiunto che al momento il mercato non sta prezzando è nei modelli AI, nell'infrastruttura e nell'energia.
Il messaggio è: non comprare chip cinesi, compra ciò che sta a monte e a valle dei chip.
Il KOSPI è entrato in bear marketPer gran parte del 2026 la Corea è stata il trade più affollato del mondo.
Il KOSPI ha guadagnato oltre 120% da inizio anno al suo massimo, il miglior risultato tra i 92 principali benchmark azionari a livello mondiale.
Quel guadagno ora però si è ridotto a circa 69% che rimane ancora, va detto, il primo mercato azionario del 2026... Ma qualcosa è cambiato...
La struttura del rialzo era ed è fragile: concentrata su pochissimi nomi, alimentata da leva estrema attraverso certificati ed ETF a leva e sostenuta dall'ipotesi che l'esplosione della domanda di AI avrebbe premiato senza discriminazione i produttori di chip.
Dopo le ultime due sedute, infatti, il KOSPI è entrato in bear market tecnico: la distanza dal massimo storico di giugno è oltre -20%.
La fragilità si è manifestata nel modo più didattico possibile.
Samsung KRX:005930 ha comunicato in settimana un aumento dell'utile trimestrale di 19 volte (!!!). Nonostante questo, il titolo è sceso al livello più basso degli ultimi 3 mesi, rompendo un'importante supporto.
Quando risultati eccezionali di questo calibro non muovono i prezzi, il mercato ci sta dicendo una cosa chiara: il prezzo scontava qualcosa di ancora più eccezionale. La barra delle attese si è spostata oltre la capacità degli utili di raggiungerla.
La sorpresa sul mercato coreano non è tanto una sorpresa. Negli ultimi 2 mesi i flussi esteri hanno abbandonato il KOSPI in modo continuativo.
Oltre 100 miliardi di dollari di titoli locali da inizio anno sono stati venduti dai fondi globali.
Le vendite di ieri estende una serie di outflow giornaliero ininterrotto di due mesi (!!!)
E gli acquirenti? Ci sono ancora?
Ovvio che sì. Ma a comprare sono rimasti quasi esclusivamente i trader retail domestici, una categoria storicamente attratta dal momentum e strutturalmente pro-ciclica.
Il risultato è un mercato dove il venditore è paziente e istituzionale (magari un fondo pensione estero) mentre il compratore è impaziente e a leva (probabilmente un trader retail).
La conseguenza è una volatilità implicita anomala: l'indice di volatilità del KOSPI si è avvicinato alla tripla cifra, un livello che nei mercati sviluppati si osserva solo in condizioni di crisi sistemica.
E dove vanno a finire questi flussi?
Sul mercato cinese, a quanto pare...
Per la prima volta da mesi l'indice Hang Seng è salito mentre la Corea è scesa, confermando la sua correlazione negativa con il KOSPI.
Il settore AI cinese ad oggi rappresenta un'ottima opportunità di investimento ma bisogna fare attenzione a quale comparto. Nel prossimo articolo tratteremo meglio questo argomento.
SPX500 H1: I compratori difendono il supportoLo SPX500 scambia a 7.486, in compressione tra una trendline ribassista e il supporto a 7.465 – 7.470. Se l'indice tiene questo livello e rompe la trendline al rialzo, il movimento potrebbe estendersi verso il target principale a 7.540. Una rottura sotto i 7.465 annullerà lo slancio rialzista.
Piano di Trading:
Entry: BUY sopra 7.465 – 7.470 su breakout della trendline.
Stop Loss: Sotto 7.440.
Take Profit: 7.540.
Nota: Il piano resta valido sopra 7.465. Una chiusura H1 inferiore segnalerà il ritorno della pressione ribassista.
Il ritorno del broadeningDopo una corsa storica avviata a fine marzo, il trade dei titoli momentum AMEX:SPMO ha iniziato a perdere slancio, con il più ampio ribasso a due giorni del paniere ad alto beta dai tempi del Covid.
In quel paniere ci sono ovviamente i titoli su memoria e chip.
Il ribasso cumulato a cinque giorni ha superato il 20%, una velocità che anch'essa non si vedeva dal 2020.
L'attuale movimento però non ha avuto la stessa forza del periodo della pandemia: allora la discesa era stata di oltre -50%.
Uno dei catalyst principali è stato il rilascio dei dati preliminari di Samsung: i numeri sono stati eccellenti, anzi straordinari:
utile operativo di 89.4 mila miliardi di Won (x20 su base annua)
ricavi a 171 mila miliardi di Won (x2 su base annua)
margine operativo lordo al 52%
margine operativo lordo del comparto memoria attorno all'80%
Tuttavia, il titolo è sceso dell'8.5% (!!!)
Un titolo che scende dopo numeri da record trasmette un'informazione precisa: è il sintomo di un sovra-affollamento.
Infatti, mentre il comparto dei titoli momentum è sceso, il resto del mercato è salito.
Ben 283 titoli dell'indice S&P 500 ha chiuso in rialzo negli ultimi 2 giorni: è il segnale che il mercato non crolla in blocco, ma ruota.
Il mercato sta allargando la partecipazione ai rialzi oltre i pochi nomi mega-cap dell'AI (broadening). Questo è segno di un mercato sano che non passa dall'euforia al panico.
E' ancora presto per dirlo ma il trend dell'S&P 500 non è intaccato.
Anzi, sembra più sano che mai perché il resto del mercato è pronto a prendersi la leadership nel caso in cui i titoli AI perdano lo scettro (compresi i MAG7 che sono rimasti al palo per diversi mesi).
WisdomTree - Tactical Daily Update - 08.07.2026Ritorna la tensione tra USA e Stati Uniti: colpito naviglio in transito a Hormutz.
Risale il prezzo del petrolio, dopo un mese di forti cali: Brent 76 Us$/barile.
Borse Asia colpite dal sell-off sulle azioni dei chip-makers. Seoul -5%.
Timidi segnali di risveglio per i metalli preziosi e industriali: da seguire...
Le tensioni geopolitiche tornano a dominare i mercati. Dopo una fase di relativa calma, il Medio Oriente è nuovamente al centro dell'attenzione degli investitori, con lo Stretto di Hormuz che si conferma il principale fattore di rischio per energia e commercio globale. L'attacco a tre navi, tra cui una petroliera saudita e una gasiera, ha riportato sotto pressione una delle rotte strategiche più importanti al mondo, facendo riaffiorare i timori sulla sicurezza dei flussi energetici.
Sul fronte militare, il Comando Centrale statunitense ha annunciato di aver completato attacchi contro oltre 80 obiettivi iraniani, mentre il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha promesso una risposta di Teheran.
A complicare ulteriormente il quadro è arrivata anche la decisione del Dipartimento del Tesoro americano di revocare la deroga alle sanzioni che consentiva all'Iran di esportare petrolio, cancellando uno degli elementi chiave dell'accordo di pace provvisorio raggiunto con la Repubblica Islamica.
Resta inoltre incerta la questione della sicurezza dello Stretto di Hormuz. Regno Unito e Francia hanno predisposto un'operazione di sminamento limitata alle acque dell'Oman, con cacciamine e unità navali già pronte a intervenire. Tuttavia, il nuovo attacco a una nave ha rallentato i piani: secondo alcune fonti l'operazione potrebbe partire già nei prossimi giorni, mentre altre ritengono che saranno necessarie condizioni di maggiore stabilità prima di dare il via libera.
L'effetto più immediato si è visto sul mercato energetico. Il Brent prosegue il recupero, salendo oggi, 8 luglio, di oltre è2% a 76,4 dollari/barile, dopo il rialzo del 3% registrato nella seduta di ieri. Anche il gas resta sostenuto dall'aumento del premio per il rischio legato alla possibile interruzione dei traffici marittimi.
L'avversione al rischio si è riflessa anche sui mercati azionari. A pesare sono state soprattutto le forti vendite sui produttori di semiconduttori e sull'intero comparto hardware, alimentate dalle preoccupazioni sulle forniture di memorie fino al 2027 e da valutazioni considerate ormai molto tirate.
Le Borse europee hanno archiviato una seduta negativa ieri, 8 luglio: Francoforte ha ceduto -1,37%, Milano -0,95% e Parigi -0,51%, mentre Londra è riuscita a chiudere appena sopra la parità (+0,13%).
Anche oggi, 8 luglio, il settore tecnologico asiatico ha continuato a mostrare forte volatilità. In Giappone il Nikkei ha perso -0,7%, mentre lo yen si è indebolito fino a 162,3 contro dollaro. Sul mercato obbligazionario, il rendimento del titolo di Stato (JGB) decennale è salito al 2,84%, il livello più elevato dal 1997.
Più pesante la seduta della Corea, con il KOSPI in calo, -4%. Nonostante la debolezza del listino, continua a raccogliere forte interesse la quotazione statunitense di SK Hynix: l'IPO da 28 miliardi di dollari risulta già ampiamente sottoscritta prima della definizione del prezzo, grazie alla domanda di grandi investitori internazionali specializzati nel settore tecnologico.
Quadro più eterogeneo nell’area di influenza cinese. L'indice CSI300 è rimasto sostanzialmente invariato, mentre l'Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato +2%; il Taiex di Taipei ha invece ceduto -0,2%. A Hong Kong ha brillato Momenta Global, società attiva nella guida autonoma, che è salita del 6% dopo aver raccolto 5,9 miliardi di dollari di Hong Kong (752 milioni di dollari USA) attraverso la propria IPO.
In India il BSE Sensex ha perso -0,6%, nella giornata dedicata al regolamento settimanale dei futures Nifty, mentre gli investitori esteri hanno acquistato azioni sul mercato cash per un valore netto di 3,93 miliardi di rupie.
Negli Stati Uniti è arrivato un dato macroeconomico contrastato. A maggio il deficit della bilancia commerciale è aumentato del 42,2%, raggiungendo 77,6 miliardi di dollari, poco al di sotto delle attese degli analisti (78,4 miliardi), dopo i 54,6 miliardi del mese precedente. Le esportazioni sono diminuite del 3,2%, attestandosi a 317,7 miliardi di dollari, mentre le importazioni sono cresciute del 3,3%, fino a 395,3 miliardi. Un deterioramento della bilancia commerciale tende a rappresentare un elemento negativo per il dollaro e potrebbe influenzare le future valutazioni di politica economica.
La seduta dell'8 luglio vede così un'Asia ancora prudente: salgono soltanto i listini cinesi, mentre i future su Wall Street e sull'EuroStoxx restano sostanzialmente invariati e le principali variabili macro mostrano movimenti limitati.
Sul fronte dei beni rifugio, oro e argento registrano modesti rialzi, rispettivamente a 4.130 e 61,0 dollari. Il metallo giallo continua però a trovare un equilibrio difficile tra due forze opposte: da un lato le tensioni geopolitiche, che ne sostengono la domanda, dall'altro le aspettative di tassi d'interesse ancora elevati, che ne limitano il potenziale di recupero.
Infine, arriva un forte segnale di fiducia verso il debito italiano. Il Tesoro ha collocato tre tranche di BTP denominati in dollari USA per un totale di 6 miliardi di dollari, ricevendo richieste complessive vicine ai 20 miliardi. Gli ordini hanno raggiunto 7,6 miliardi per il titolo a cinque anni (2,5 miliardi offerti), 7,7 miliardi per il decennale (2,5 miliardi) e 4,6 miliardi per il trentennale (1 miliardo). L'operazione, la prima dal novembre 2021, non nasce dall'esigenza di reperire valuta americana, ma rientra nella strategia di diversificazione del debito pubblico e permette di intercettare investitori istituzionali che, per mandato, possono acquistare esclusivamente obbligazioni denominate in dollari.
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Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 07.07.2026Borse sui massimi, la tech corre ancora, ma i mercato cercano la «rotazione».
Al via le trimestrali Usa: analisti cercano conferma del boom del 1’ trim.
Borse Asia sempre più volatili con la tecnologia: borsa indiana si risveglia.
Economisti divisi sullo scenario tassi: ECB e FED valuteranno CPI di luglio.
L'attenzione dei mercati resta concentrata su una serie di appuntamenti destinati a orientare il sentiment degli investitori, tra politica, banche centrali e risultati societari. In primo piano c'è il vertice NATO di Ankara, in programma tra domani e dopodomani, al quale parteciperà anche Donald Trump.
Alla vigilia dell'incontro, il segretario generale Mark Rutte ha anticipato l'arrivo di contratti per la produzione militare per "miliardi di dollari", destinati a rafforzare le capacità difensive dell'Alleanza. Un'indicazione che ha immediatamente riacceso gli acquisti sul comparto europeo della difesa.
In questo contesto, Piazza Affari continua a distinguersi. Il Ftse Mib ha archiviato la seduta del 6 luglio con un progresso dello 0,27%, aggiornando il record storico a 52.959 punti. Tra i protagonisti assoluti spicca Fincantieri, balzata dell'11,4% dopo l'annuncio di quattro acquisizioni che puntano a creare un nuovo polo dedicato alla difesa subacquea.
Più contrastato il quadro europeo, con lo StoxxEurope600 in calo di -0,38% nella seduta, ma ancora sostenuto dalla forza accumulata nelle settimane precedenti. L'indice paneuropeo arriva infatti da quattro settimane consecutive di rialzi e ha appena aggiornato un nuovo massimo storico, confermando che il trend di fondo rimane costruttivo.
Negli Stati Uniti cresce invece l'attesa per l'ingresso di SpaceX nel Nasdaq-100, previsto per oggi, 7 luglio. La società di Musk entra nell'indice a meno di un mese dall'Ipo del 12 giugno, che aveva raccolto circa Us$ 85,7 miliardi, il più grande collocamento azionario di sempre e che continua ad alimentare l'interesse verso il comparto tecnologico.
Sul fronte macroeconomico, i riflettori sono puntati sui verbali dell'ultima riunione della Federal Reserve. Nel meeting di giugno, il primo presieduto da Kevin Warsh, i tassi sono rimasti invariati tra 3,5% e 3,75%, ma le proiezioni dei membri del FOMC continuano a lasciare aperta la possibilità di un ulteriore rialzo nel corso dell'anno, per contrastare le persistenti pressioni inflazionistiche.
Warsh, dal canto suo, ha confermato l'intenzione di rivedere alcuni aspetti della comunicazione della banca centrale, evitando però qualsiasi indicazione preventiva sul percorso futuro dei tassi.
Sul mercato valutario, l'euro v 1,142 dollari: il biglietto verde consolida il recupero iniziato a giugno, mese concluso con un rialzo del 2%.
Le materie prime mostrano movimenti contenuti. Il greggio WTI vale circa 69 dollari/barile, il Brent 72, sostenuto dai rinnovati timori per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, che compensano le aspettative di una maggiore offeraleta dopo la decisione dell'OPEC+ di aumentare la produzione da agosto. Il gas naturale europeo arretra invece del 2%, attestandosi a 44,2 euro/megawattora.
Per la Russia, prezzi del petrolio stabilmente inferiori alle ipotesi di bilancio rappresentano un ulteriore elemento di pressione sui conti pubblici. La guerra USA-rIan aveva infatti favorito le esportazioni russe, consentendo al Cremlino di rafforzare temporaneamente le proprie entrate energetiche e di rinviare nuovi tagli alla spesa statale.
Sul mercato delle criptovalute, Bitcoin perde -1,2%, a 63.100 dollari. A pesare è soprattutto la decisione di Strategy di vendere 3.588 Bitcoin, per un controvalore di circa us$ 220 milioni, la più consistente cessione singola della sua storia. L'operazione è servita a finanziare i dividendi delle azioni privilegiate STRC senza ricorrere alla liquidità disponibile né all'emissione di nuove azioni ordinarie. La società resta comunque il maggiore detentore aziendale di Bitcoin al mondo, con oltre 800.000 in portafoglio.
La seduta asiatica di stamattina è stata caratterizzata da diffuse prese di profitto, soprattutto nel comparto dei semiconduttori. Il Kospi sudcoreano ha ceduto l'8%, mentre Samsung Electronics, nonostante un utile trimestrale cresciuto di 19 volte contro le 18 volte attese dal consensus, è arrivata a perdere fino al 10%, trascinando giù l’intero listino.
In Giappone il Nikkei ha perso -2%, con lo yen in lieve recupero a 161,9 per dollaro e rendimenti del JGB decennale al 2,79%, mentre l'asta di quelli trentennali ha registrato la domanda più elevata dal 2019.
In Cina il CSI300 ha perso -0,7% l'Hang Seng -0,3%, mentre il listino di Taipei -1,7%. In controtendenza i fornitori cinesi di robotica, sostenuti dall'approvazione della quotazione di Unitree alla Borsa di Shanghai.
Tra i mercati emergenti continua invece a distinguersi l'India. Il BSE Sensex sale oggi +0,3%, mette a segno il quarto rialzo consecutivo e si riporta sui massimi degli ultimi due mesi, con un progresso del 7%.
Dopo avere sottoperformato durante il boom dell'intelligenza artificiale, con un calo dell'11% contro i rialzi del 72% della Corea del Sud e del 58% di Taiwan, il mercato indiano sta tornando al centro dell'interesse internazionale. Gli investitori apprezzano infatti la crescita stabile degli utili, il miglioramento del quadro macroeconomico e una volatilità più contenuta, elementi che stanno favorendo una riduzione dei deflussi di capitali esteri ai minimi da quattro mesi.
Tra i metalli preziosi, l'oro resta debole a 4.120 dollari/oncia, mentre l'argento quota 62,6 dollari. Goldman Sachs mantiene una visione costruttiva sul lungo periodo, nonostante la correzione degli ultimi quattro mesi.
Il World Gold Council segnala che a maggio gli asset detenuti dagli ETF sull'oro sono diminuiti, -2% su base mensile, scendendo a Us$ 604 miliardi, a conferma di un contesto nel quale le aspettative sull'evoluzione dei tassi, del dollaro e del mercato del lavoro continuano a dividere gli operatori.
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Nasdaq: bull trend sotto esame, verità tra 29.000–31.000 Quadro generale: Nasdaq 100 tra consolidamento e soglia psicologica dei 30.000
Alla chiusura del 2 luglio 2026, il Nasdaq 100 ha segnato 29.329 punti, in calo dell’1,6% nella seduta, dopo aver toccato un massimo a 30.044 e un minimo a 29.087.
Nei giorni precedenti il listino si era mosso soprattutto tra 29.700 e 30.300 punti, restando comunque vicino ai massimi storici.
Il massimo a 52 settimane si colloca in area 30.762 punti, mentre il minimo è poco sopra 22.587 punti, a conferma del forte recupero dai minimi del 2025.
Il ritracciamento sotto quota 30.000 appare quindi come un normale pullback dopo il rally dei mesi precedenti.
Sul cash index, il Nasdaq 100 ha chiuso il 6 luglio a 29.697,87 punti, con un range intraday tra 29.553,62 e 29.847,74.
Questo andamento è coerente con il CFD NAS100 Pepperstone, che replica in modo sostanziale il sottostante, pur con lievi differenze dovute a orari e futures.
Da inizio anno la performance resta robusta, con un progresso a doppia cifra e una struttura di fondo ancora rialzista.
La perdita temporanea dei 30.000 punti ha favorito prese di profitto, ma il mercato resta in una fase di consolidamento alta, più vicino ai massimi che ai minimi annuali.
Nuova fascia operativa: 29.000–31.000 punti
La vecchia area di equilibrio tra 27.000 e 29.000 punti ha fatto da base al breakout sopra 29.500 e poi al tentativo di consolidamento oltre 30.000. Oggi il range più rilevante per il Nasdaq 100, e per il CFD NAS100, è tra 29.000 e 31.000 punti, con 29.000–29.300 come primo supporto e 30.700–30.800 come resistenza chiave.
Dentro questa fascia il mercato sta valutando se il pullback di fine giugno e inizio luglio resterà una semplice presa di profitto oppure se diventerà una distribuzione più ampia. Finché le chiusure giornaliere restano sopra 29.000–28.700, il quadro resta coerente con un bull trend in consolidamento; solo una rottura netta sotto quest’area aprirebbe a una correzione più profonda.
Principali livelli attuali Nasdaq 100 / CFD Pepperstone NAS100
• Resistenza primaria 30.700–30.800 punti: coincide con il massimo storico a 52 settimane toccato il 3 giugno 2026, rappresentando la soglia tecnica e psicologica da superare per riaprire una fase di price discovery verso nuovi massimi. Una chiusura daily sopra 30.700 con volumi in aumento costituirebbe un segnale forte di ripresa del momentum rialzista e di continuazione del trend.
• Resistenza estesa 31.000–31.200 punti: deriva da proiezioni Fibonacci sull’impulso partito dai minimi 2025–2026 e coincide con la parte alta di un canale ascendente di lungo periodo visibile sull’indice e sui futures E‑mini Nasdaq. Il raggiungimento di quest’area sarebbe coerente con uno scenario di “blow‑off” tech ma, in assenza di eccessi, può rappresentare un naturale target del trend attuale.
• Supporto primario 30.200–30.000 punti: è la fascia che ha agito da pivot nelle sedute di fine giugno, diventando resistenza dopo la rottura e ora nuovamente testata come area di recupero. Un ritorno stabile sopra 30.200–30.300 riporterebbe il quadro in configurazione di bullish consolidation, mentre chiusure ripetute sotto 30.000 manterrebbero questa fascia come cap di breve per il Nasdaq.
• Supporto secondario 29.300–29.000 punti: rappresenta la prima area di pullback tecnico, in prossimità dei minimi di fine giugno e dei livelli medi di chiusura delle ultime sessioni. Un rientro controllato su questa fascia, senza incremento dei volumi in vendita, è coerente con un consolidamento fisiologico dopo l’estensione rialzista degli scorsi mesi.
• Supporto strutturale 27.500–26.000 punti: ricavato dall’analisi dei minimi intermedi del 2025–2026 e dai cluster di prezzo sui futures E‑mini a scadenza 2026–2027, rappresenta la zona in cui verrebbe realmente messa in discussione la struttura rialzista di lungo periodo. Solo discese stabili sotto 26.000 aprirebbero spazio tecnico verso 25.000–24.000 punti, compatibili con una correzione più profonda su base macro o di utili.
Struttura tecnica: trend, medie e momentum
Il Nasdaq 100 resta sopra la media mobile a 200 giorni, confermando una struttura di fondo ancora positiva. La media a 50 giorni è poco sotto o vicina ai prezzi attuali, segnale di rallentamento del trend ma non ancora di inversione.
Sul fronte del momentum, l’RSI è tornato in area neutrale e il MACD mostra una spinta meno intensa rispetto alla fase impulsiva del rialzo. Il quadro resta quindi correttivo nel breve, ma inserito in un trend più ampio ancora rialzista.
Operativamente, il ritorno sopra 30.200–30.500 rafforzerebbe il trend-following e riaprirebbe spazio verso 30.700–30.800 e poi 31.000–31.200. Al ribasso, la fascia 30.000–29.000 è il primo livello da monitorare; solo una rottura daily sotto 27.500–26.000 metterebbe davvero in discussione il quadro di fondo.
Scenari operativi sulla fascia 29.000–31.000 (Nasdaq CFD Pepperstone NAS100)
Se nelle prossime settimane il Nasdaq 100 riuscisse a consolidare sopra 29.000–29.300 punti e a tornare stabilmente sopra 30.200, con breakout dell’area 30.700–30.800, il CFD NAS100 entrerebbe in una nuova fase di price discovery. In questo caso, i modelli trend-following continuerebbero a leggere il mercato come fortemente rialzista, con preferenza per acquisti sui pullback verso 30.000–29.300 e lettura degli spike ribassisti come occasioni tattiche più che come segnali di inversione.indexes.Se invece il mercato non riuscisse a riconquistare in chiusura 30.000–30.200 e restassero attive le prese di profitto, il Nasdaq CFD Pepperstone potrebbe tornare verso 29.000–28.700 e, in caso di ulteriore peggioramento del sentiment, estendere la correzione verso 27.500–26.000. In questo scenario, il mercato entrerebbe in una fase di distribuzione tecnica vicino ai massimi, con un trading range più ampio e strategie mean-reverting più efficaci.Solo una discesa stabile sotto 27.500–26.000 metterebbe davvero in discussione la struttura rialzista di lungo periodo e aprirebbe spazio verso 25.000–24.000. In sintesi, l’area 29.000–31.000 resta la trincea chiave del mercato tech USA, e la tenuta sopra 30.000–30.200 in chiusura daily è il segnale decisivo per distinguere un semplice pullback da una distribuzione più ampia.
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Stagionalità luglioI mercati azionari hanno una forte tendenza stagionale e luglio non è da meno.
Per la precisione, il mese di luglio è uno dei più positivi dell'anno.
Negli ultimi 11 anni la performance media di S&P 500 è stata del 3,2% mentre quella mediana del 2,3%.
Per ora luglio si sta rivelando positivo ma è ancora lontano dalla media storica: solo +0.51%.
Potrebbe continuare a salire nei prossimi giorni?
L’S&P 500 non è caro secondo il P/E forwardLa stagione delle trimestrali del secondo trimestre 2026 inizierà a luglio 2026 e ancora una volta il settore tecnologico e quello dei semiconduttori sono molto attesi.
L’indice S&P 500 continua a muoversi vicino ai suoi massimi storici, e ti invito a consultare l’analisi seguente per comprendere il potenziale tecnico e fondamentale dell’S&P 500 fino alla fine dell’anno.
Detto questo, all’inizio di luglio e in vista dei risultati trimestrali, si pone nuovamente una domanda: l’S&P 500 è troppo caro dal punto di vista delle valutazioni di mercato?
Il mercato azionario anticipa sempre il futuro, ed è per questo che il Price/Earnings forward (P/E forward) è il multiplo di valutazione più rilevante per stabilire se l’S&P 500 sia caro o ancora relativamente conveniente.
La buona notizia è che il P/E forward si trova attualmente sulla sua media degli ultimi cinque anni, quindi l’S&P 500 non è sopravvalutato rispetto agli utili attesi.
Ricordiamo cosa rappresenta il P/E forward.
Il P/E forward misura il rapporto tra il livello attuale dell’indice e gli utili per azione attesi nei prossimi dodici mesi. A differenza del P/E tradizionale, basato sugli utili passati, il P/E forward riflette le aspettative degli analisti e rappresenta quindi un eccellente indicatore della valutazione futura del mercato.
Il grafico seguente (fonte: FactSet) mostra l’evoluzione del P/E forward dell’S&P 500. Nonostante i nuovi massimi storici, l’S&P 500 non è caro rispetto agli utili attesi nei prossimi 12 mesi. Il P/E forward si trova infatti sulla sua media degli ultimi cinque anni ed è ben al di sotto del suo massimo di 23,5.
Come mostra il grafico, il P/E forward dell’S&P 500 si aggira attualmente intorno a 20 volte gli utili attesi, un livello quasi identico alla media degli ultimi cinque anni. Rimane leggermente superiore alla media decennale, pari a circa 19 volte, ma questo scarto è limitato e non indica una sopravvalutazione eccessiva.
Questa lettura è ancora più importante considerando che le stime sugli utili delle società americane continuano a essere riviste al rialzo, in particolare nei settori legati all’intelligenza artificiale, alle infrastrutture digitali e ai semiconduttori. Se i risultati trimestrali confermeranno queste aspettative, la crescita degli utili potrà assorbire parte del recente aumento dei prezzi, mantenendo il P/E forward su livelli ragionevoli.
In altre parole, il mercato statunitense resta esigente, ma non è eccessivamente valutato rispetto alla crescita degli utili attesi. Le prossime settimane saranno quindi decisive: risultati migliori delle attese rafforzerebbero lo scenario di continuazione del trend rialzista dell’S&P 500 fino a fine anno, mentre eventuali delusioni sugli utili o sulle prospettive potrebbero portare a una fase di consolidamento, senza però mettere in discussione il trend di fondo finché le aspettative sugli utili resteranno solide.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 06.07.2026Borse stazionarie, vicino ai massimi, alla vigilia dei numeri del 2’ trimestre.
Gli utili delle quotate Usa sono saliti oltre +20% annuale nel 1’ trimestre.
Intelligenza artificiale sempre in auge, ma il mercato cerca nuovi temi.
Petrolio ai minimi aiuterà a scongiurare, la stretta monetaria di FED e BCE?
La nuova settimana sui mercati finanziari si apre con un clima generalmente positivo, sostenuto dal ritorno della fiducia nei confronti degli investimenti legati all'intelligenza artificiale e da aspettative più favorevoli sulla politica monetaria americana.
Dopo i dati più deboli del previsto sul mercato del lavoro statunitense, gli investitori ritengono infatti sempre meno probabile un nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve nella riunione di fine mese. Secondo il FedWatch, la probabilità di un aumento di 25 bpsè scesa al 18,2%, rafforzando l'idea che il ciclo restrittivo della banca centrale sia ormai vicino alla conclusione.
Questo scenario ha favorito i mercati azionari europei, che hanno chiuso la scorsa settimana poco distanti dai massimi dell'ultimo mese. Milano ha guadagnato +0,75%, mentre lo Stoxx Europe600 è salito +0,4%.
A guidare i rialzi è stato ancora una volta il comparto tecnologico (+2%), seguito dalle utility (+1,4%), mentre il settore energetico è rimasto leggermente in calo in un contesto di prezzi del petrolio sostanzialmente stabili. Sul mercato valutario l'euro si è rafforzato fino a 1,145 dollari, beneficiando dell'indebolimento delle aspettative di ulteriori rialzi dei tassi Usa.
L'attenzione è ora rivolta al vertice NATO di Ankara, dove verranno discussi i 70 miliardi di aiuti militari all'Ucraina previsti per il 2027 e il percorso che dovrebbe portare gli Alleati a destinare il 5% del PIL alla difesa entro il 2035. Per l'Italia si tratterebbe di un incremento della spesa di circa Eur 17 miliardi nei prossimi due anni: sicurezza e difesa resteranno tra i principali temi destinati a influenzare i mercati anche nella seconda parte dell'anno.
Mercato obbligazionario in fase di stabilizzazione. Lo spread tra BTP e Bund resta contenuto a 77 bps, con il rendimento del decennale italiano al 3,70% e quello tedesco al 2,92%. Negli Stati Uniti il Treasury decennale rende 4,48%, dopo aver incorporato il miglioramento delle prospettive sull'inflazione favorito dalla recente discesa del prezzo del petrolio e dal rallentamento dell'economia americana.
L'attenzione degli investitori resta comunque concentrata anche su un tema di lungo periodo: la sostenibilità del debito pubblico statunitense. Il debito federale ha superato Us$ 39.200 miliardi, avvicinandosi rapidamente alla soglia dei 40.000, pari a oltre 123% del PIL.
Ancora più significativo è il costo del suo finanziamento: nel 2026 gli interessi netti dovrebbero superare i 1.000 miliardi, assorbendo circa il 20% delle entrate fiscali del governo federale. Una dinamica alimentata dai grandi programmi di spesa varati dopo la pandemia, da deficit strutturali elevati e da tassi di interesse ancora relativamente alti, che obbliga Washington a finanziarsi emettendo nuovo debito.
In Asia la settimana è iniziata oggi, 6 luglio, con un andamento contrastato. L'indice MSCI Asia Pacific perde -0,2%, il Nikkei giapponese cede -0,7%, mentre Goldman Sachs continua a prevedere pressioni sullo yen, sostenute da rendimenti americani ancora elevati e da una politica monetaria della Bank of Japan destinata a rimanere solo gradualmente più restrittiva.
Seoul arretra .1,4%, mentre il governo valuta la creazione di un fondo di investimento finanziato dalle maggiori entrate fiscali generate dall'industria dei semiconduttori. Più positiva invece la seduta per il CSI300 cinese, +0,3%, l'Hang Seng +0,8%, ed il BSE Sensex indiano, +0,3%, ai massimi degli ultimi due mesi.
Un altro tema centrale continua a essere la geopolitica. Le tensioni in Medio Oriente e la sicurezza dello Stretto di Hormuz restano elemento di rischio, anche se negli ultimi giorni il traffico di petroliere e mercantili ha mostrato segnali di graduale normalizzazione. Rimane comunque elevata la prudenza degli operatori, poiché parte dello stretto risulta ancora potenzialmente minata e alcune imbarcazioni continuano ad adottare procedure straordinarie di attraversamento.
In questo contesto il Brent oscilla intorno ai 72 dollari/barile, tornando sui livelli precedenti al conflitto dopo tre settimane di forte ribasso e una settimana sostanzialmente piatta. A influenzare il mercato è anche la decisione dell'OPEC+ di aumentare da agosto gli obiettivi di produzione di 188.000 barili/giorno, dopo gli incrementi già introdotti nei mesi precedenti. Il Cartello deve gestire anche tensioni interne, tra cui l'uscita degli Emirati Arabi Uniti e la richiesta dell'Iraq di ottenere quote produttive più elevate.
Anche il comparto delle materie prime mostra segnali di consolidamento. L'indice generale delle commodity ha interrotto una serie di sei settimane consecutive di ribasso, mantenendo un progresso di circa +12% dall'inizio dell'anno. Più resistente del petrolio continua a essere il gas naturale europeo (TTF), salito del 10% nell'ultima settimana e di circa +55% dall'inizio del 2026. Nonostante la graduale ripresa delle forniture dal Medio Oriente, il mercato continua infatti a incorporare un premio per il rischio legato alla situazione geopolitica.
L'oro, che quota intorno ai 4.150 dollari/oncia, ha registrato il primo rialzo settimanale da maggio (+2%). Il metallo prezioso beneficia del calo delle aspettative di nuovi rialzi dei tassi americani, uno scenario che tende a sostenere gli asset rifugio.
recupera Bitcoin, in rialzo del 5% nell'ultima settimana, a 63.500 dollari. A favorire il recupero è il crescente ottimismo sull'approvazione del US CLARITY Act , considerato un passaggio fondamentale verso una regolamentazione più chiara del settore delle criptovalute. La proposta gode del sostegno di oltre 200 aziende del comparto, tra cui Coinbase, Ripple e Kraken, e potrebbe incentivare una maggiore partecipazione degli investitori istituzionali.
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Il Nasdaq torna a salire....trappola o opportunità long?Il Nasdaq torna a salire con forza. Abbiamo individuato questa formazione del triangolo che potrebbe portarci con la sua rottura a due livelli chiave uno rialzista uno ribassista. Un altro pattern individuato è il doppio massimo un eventuale rottura di bassista del triangolo potrebbe spingere il prezzo fino a livello indicato. cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti






















