CFD Nasdaq100, presto una correzione piu profonda?Continua la fase di carotatura dei livelli sottostanti di supporto, ma i rimbalzi avvengono sempre con volumi piu bassi sul sottostante e con meno convinzione. la violazione dell'ultimo minimo relativo, accompagnato da indicatori ed oscillatori gia' impostati negativamente, dovrebbe portare a flussi in vendita piu marcati accompagnati da una volatilita' in aumento!!
Indici di mercato
FTSEMIB - TCT PlusQuesta è un opzione ipotizzando TCY in corso che non ha ancora trovato suo Max, e TCY Plus che raggiunge suo max simmetricamente rispetto a sua partenza
Non sto seguendo molto...il TS ormai autonomo, da valutare le assunzioni fatte. Per adesso sembra che comunque il massimo sia da fare almeno sul TCY plus, la perdita del support evidenziato secondo me non è compatibile con nuovi massimi. Questo ITM deve essere negativo secondo me.
Blue Owl fa tremare il private debtNegli ultimi giorni il mercato del private debt ha creato non poche preoccupazioni agli investitori.
Cerchiamo di fare chiarezza.
Per private debt si intende il finanziamento diretto a imprese non quotate (small cap) fatto da fondi d’investimento e veicoli non bancari.
I fondi sostituiscono quindi le banche e il mercato obbligazionario.
I prestiti in genere sono garantiti da asset ma non hanno un prezzo di mercato: sono valutati internamente dal gestore.
Questa differenza sostanziale rispetto ad un’obbligazione è fondamentale per capire la portata del rischio.
In pratica, quindi, si tratta di credito corporate illiquido intermediato dai fondi che sono attratti da:
Rendimenti più alti rispetto agli high yield (anche 300-400 basis point più elevati)
Minore volatilità percepita non avendo un prezzo giornaliero
Diversificazione rispetto al mercato quotato
Gli investitori retail, gelosi di queste caratteristiche interessanti, hanno iniziato a chiedere a gran voce di poter partecipare agli investimenti in private debt.
Così, società come Blue Owl Capital hanno creato fondi ad hoc di private debt che possono essere partecipati da investitori retail.
Questi fondi hanno prestato denaro principalmente a società del settore software o growth in generale che sono caratterizzate da
Crescita elevata, margini alti e forte domanda di capitale
Valutazioni azionarie generose
Fino a quando non c’era preoccupazione sui settori growth, tutto filava liscio.
Dopo le preoccupazioni sulla AI disruption, tuttavia, il settore growth è stato messo sotto pressione e gli investitori hanno iniziato a preoccuparsi.
Il problema di questi fondi è la liquidità. Essi erano stati venduti con la promessa di poter essere rimborsati facilmente nonostante i sottostanti fossero:
Estremamente illiquidi: i prestiti possono essere smobilizzati in mesi o anni;
Poco trasparenti: le aziende a cui sono stati effettuati i prestiti non rispondono alle stesse regole delle aziende quotate in termini di bilancio e documentazione da presentare;
Poco diversificati: i prestiti erano concentrati su pochi settori estremamente legati al tema growth del mercato azionario.
Gli investitori negli ultimi giorni sono corsi a ritirare i soldi da questi fondi a causa dei timori sulle società software.
Su uno di questi fondi, il Blue Owl capital Corp II, era prevista la possibilità per gli investitori di chiedere il rimborso periodico di una parte delle quote (tipicamente fino al 5% del capitale a trimestre).
Negli ultimi mesi le richieste di uscita sono esplose e Blue Owl ha comunicato che non riaprirà le normali finestre di rimborso trimestrali, come inizialmente previsto.
La società ha poi corretto il tiro dicendo che venderà 1.4 miliardi di asset al valore contabile per restituire il 30% del capitale entro 45 giorni.
Il cambio della politica dei rimborsi a discrezione del gestore ha fatto storcere il naso a molti investitori.
Questo mina la credibilità di un settore già tradizionalmente opaco e può portare a conseguenze sistemiche.
Una cosa molto simile era infatti successa nel 2007, prima della Grande Crisi Finanziaria.
Ad agosto 2007 BNP Paribas congelò tre fondi legati ai mutui subprime.
La banca spiegò che non era possibile stabilire un prezzo equo per i mutui in portafoglio.
Non dovremmo essere alla vigilia di un nuovo 2008, la situazione attuale è molto diversa in termini di leva e diversificazione.
Ma l’analogia è incredibile: dopo periodi di mercato positivo gli investitori istituzionali e retail abbassano la guardia e pensano che rendimenti elevati siano la norma.
I rendimenti più alti del mercato non sono regali. Essi vanno pagati prima o poi.
NDX Nasdaq 100 alle prese con un supporto chiave da mantenere..QUESTO VIDEO NON E' STATO CREATO CON UN TOOL AI MA E' IL FRUTTO DI UN PENSIERO NATO E SVILUPPATOSI ESCLUSIVAMENTE CON E NELLA MIA TESTA.
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Buon venerdì 20 Febbraio 2026 e bentornati sul canale con un nuovo video di analisi tecnica sull'indice Nasdaq 100, in un periodo in cui tutti (o quasi) si aspettano un crollo imminente del mercato.
La mia visione è abbastanza cauta rispetto a questo potenziale scenario, sebbene ci siano dei livelli da monitorare che molto diranno rispetto a quelle che potrebbero essere le quotazioni di breve termine dell'indice.
Grazie per la vostra attenzione e buona giornata
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 20.02.2026Le Borse mondiali soffrono il rischio di escalation militare USA-Iran.
Wal Street: sotto un’apparenza «toppish», grande rotazione di temi.
La tech Usa brilla ancora per crescita e profitti, ma meno in Borsa.
Materie prime energetiche in recupero, per le crescenti tensioni geo-politiche.
La seduta del 19 febbraio si è chiusa all’insegna della prudenza, coi listini europei in arretramento, appesantiti da trimestrali deludenti e dal riemergere delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran: Milano -1,23%, Francoforte -0,93%, Parigi -0,36%, Londra -0,55%.
Il clima di avversione al rischio ha attraversato l’Atlantico. Wall Street ha chiuso negativa: Dow Jones -0,54%, Nasdaq -0,31%, S&P500 -0,28%. A pesare sono stati, da un lato, i timori di un possibile conflitto in Medio Oriente, dall’altro l’outlook debole di Walmart, il più grande retailer globale, che ha riacceso le preoccupazioni sulla tenuta dei consumi.
Le dichiarazioni del vicepresidente JD Vance sullo stallo diplomatico e l’ultimatum militare di Donald Trump hanno rafforzato la percezione di un rischio geopolitico non trascurabile, soprattutto per le forniture globali di greggio, in un momento in cui l’equilibrio del mercato energetico resta fragile.
Eppure, il contesto di fondo sull’azionario europeo resta costruttivo. Dopo due settimane consecutive di afflussi record, stimati in circa Eur 20 miliardi, febbraio potrebbe diventare il miglior mese di sempre per raccolta su fondi ed ETF azionari europei. Un segnale che conferma come, nonostante la volatilità, la liquidità continui a cercare rendimento.
Negli Stati Uniti, lo S&P500 ha iniziato il 2026 in modo incerto, ma rimane solo il 2% sotto i massimi storici. Guardando alle serie storiche, il movimento appare più come una fisiologica perdita di slancio e ricomposizione tematica, iniziata a novembre 2025, che l’inizio di una correzione strutturale. Nulla, almeno per ora, che metta in discussione le dinamiche di fondo dell’azionario.
Il vero nodo, tuttavia, è la rotazione settoriale. Nelle ultime settimane sono entrati in gioco nuovi protagonisti, mentre i vincitori di lungo periodo mostrano evidenti segni di affanno. L’indice Bloomberg Magnificent 7 perde -6,5% da inizio anno e al suo interno Microsoft segna un calo del -17%. Il mercato sembra dire che cambiare cavallo è diventato inevitabile.
La superficie resta apparentemente tranquilla: la tendenza rialzista tiene. Ma sotto, le correnti sono instabili: basta guardare il gap tra i tre peggiori settori dello S&P500 da inizio anno, alta tecnologia, finanza e consumi non primari, e i tre migliori, Energy, Materials e consumi di base, sia tra i più ampi degli ultimi trent’anni.
Storicamente, in fasi di mercato neutro-rialzista come l’attuale, la distanza tra le scelte giuste e quelle sbagliate tende a ridursi. Al contrario, si amplia nelle fasi di stress, come avvenne nei giorni successivi al collasso della Silicon Valley Bank. Oggi lo schema appare capovolto: la dispersione settoriale è elevata proprio in assenza di una vera crisi di mercato.
Sul fronte macro, l’attenzione resta puntata sugli Stati Uniti, in attesa dei dati chiave di oggi, 20 febbraio su GDP (Pil) e indice dei prezzi PCE. Intanto, il governatore della Fed Stephen Miran ha ridimensionato i toni su una possibile frenata violenta dell’economia, contribuendo a rasserenare parzialmente il sentiment.
Le tensioni geopolitiche si riflettono sulle materie prime. Il petrolio WTI (greggio di riferimento Usa) sale sopra 66 dollari/barile, sui massimi degli ultimi sei mesi, sostenuto sia dall’ipotesi di un intervento militare americano, che da fattori legati a stoccaggi e condizioni climatiche. In rialzo anche il metano europeo, che ieri ha segnato +7%, vicini a 34 euro/MWh, per i timori di escalation tra Usa e Iran.
Metalli preziosi restano poco mossi: oro attorno 4.980 dollari/oncia, argento 78 dollari, segnale di un mercato che non sta ancora prezzando scenari estremi.
Sul fronte istituzionale europeo, il 18 febbraio il Financial Times ha riportato indiscrezioni su una possibile uscita anticipata di Christine Lagarde dalla presidenza della BCE, in vista delle elezioni presidenziali francesi del prossimo anno. La diretta interessata ha smentito, ribadendo di essere concentrata sul mandato e assicurando che, in caso contrario, i colleghi sarebbero stati i primi a saperlo: la notizia è stata letta come un segnale di continuità nel breve.
Resta aperta, comunque, la partita per la successione: il mandato in scadea inizio 2028 e secondo il Financial Times, la Spagna punterebbe su Pablo Hernández de Cos, attuale direttore generale della Banca Internazionale dei Regolamenti. La decisione richiederà il consenso di almeno 16 Paesi su 21, rappresentanti il 65% della popolazione.
Sul fronte inflazione, a gennaio il dato europeo è sceso all’1,7%, dal 2,0% di dicembre e 2,1% di novembre. L’inflazione energetica cala al -4,1% (da -1,9%), quella alimentare sale al 2,7% (da 2,5%). L’inflazione core scende al 2,2%, i servizi rallentano al 3,2%. Per la BCE, le misure restano coerenti con l’obiettivo del 2% a medio termine.
In Asia, oggi, 20 febbraio, i mercati si muovono in ordine sparso. L’MSCI Asia Pacific perde -0,6%. Nikkei -1,07%, penalizzato dal comparto bancario, mentre a Hong Kong l’Hang Seng cede -1%. Kospi +2,3%, con un brillante +9% settimanale e +37% da inizio anno, trainato da difesa e finanza.
Sul mercato valutario, Yen a 155,1 sul Dollaro (-1,6% settimanale) e decennale al 2,10%, minimo di cinque settimane: Euro/Dollaro a 1,175, sui minimi di quattro settimane. Il Bloomberg Dollar Index potrebbe chiudere la miglior settimana in quattro mesi (+0,7%). Mercato obbligazionario stabile: BTP decennale al 3,34%, spread a 61 bp; Treasury USA al 4,06%.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 19.02.2026Le minute del FOMC della FED di febbraio propendono per stabilità tassi.
Recuperi diffusi per le Borse EU e Wall Street, ma resta la rotazione di temi.
Asia, leader di performance da inizio anni, a mezzo servizio per festività.
Segnali di ritorno agli acquisti sui metalli preziosi ed industriali.
I dati macroeconomici Usa continuano a restituire l’immagine di un’economia solida, lontana da un rallentamento marcato. È proprio questa resilienza a mantenere alta l’attenzione degli operatori sulle prossime mosse della, soprattutto alla luce del cambio al vertice previsto per maggio, quando Kevin Warsh assumerà la presidenza. Un passaggio che arriva in una fase delicata, con il mercato in attesa dei dati su Pil e inflazione di venerdì, potenzialmente decisivi per le aspettative sui tassi.
Nel frattempo, le Borse europee ieri, 18 febbraio, hanno trovano slancio negli acquisti concentrati su banche, difesa e tecnologia, chiudendo una seduta positiva nonostante l’attesa della pubblicazione dei verbali dell’ultimo meeting della banca centrale Usa: Londra +1,25%, Francoforte +1,06%, Parigi +0,81%, Milano +1,30% e Madrid +1,34%. Anche Wall Street archivia la giornata in positivo: Dow Jones +0,26%, Nasdaq +0,78% e S&P500 +0,56%.
Dai verbali del Federal Open Market Committee di febbraio emerge con chiarezza un messaggio che il mercato fatica a metabolizzare: all’interno della Fed c’è pochissima voglia di tagliare i tassi.
La stragrande maggioranza dei membri del board ritiene necessario osservare ulteriori progressi concreti sul fronte dell’inflazione prima di considerare un allentamento della politica monetaria. È vero che due governatori hanno votato contro il mantenimento dei tassi invariati, sostenendo un taglio, ma il verbale segnala anche la presenza di partecipanti favorevoli a un linguaggio più neutrale, che lasci aperta non solo l’ipotesi di un taglio, ma persino quella di un rialzo.
In questo contesto, prende corpo lo scenario di assenza di tagli nel corso dell’anno. Alcuni fattori potrebbero effettivamente spingere l’inflazione al ribasso nella seconda metà del periodo, ma il livello attuale resta ancora distante dal target del 2%, e non esiste alcuna automatica necessità di intervento accomodante da parte della Fed.
Il mercato obbligazionario riflette questa impostazione. Il rendimento del Treasury decennale si attesta al 4,10% alle 11.00 CET, allontanandosi dall’area chiave del 4% toccata a inizio settimana, mentre quello del biennale aggiorna i massimi degli ultimi sei giorni.
Sul fronte azionario globale, continua a far discutere la sottoperformance dell’S&P500 rispetto all’MSCI ACWI, il benchmark delle principali azioni non statunitensi: per trovare un divario più ampio di quello registrato nel 2026 bisogna risalire addirittura al 1995: un dato che segnala come la revisione tematica di Wall Street stia diventando un fenomeno strutturale.
Il quadro geopolitico resta un importante fattore di rischio. Non si registrano progressi né nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, né in quelli tra Russia e Ucraina.
Anzi, secondo fonti dell’amministrazione e del Pentagono, confermate da anticipazioni di CNN e CBS News, il rapido rafforzamento delle forze statunitensi in Medio Oriente avrebbe raggiunto un livello tale da consentire al presidente di intraprendere un’azione militare contro l’Iran già nel fine settimana, lasciando alla Casa Bianca la scelta finale tra diplomazia e conflitto.
Non sorprende quindi la reazione delle materie prime energetiche. Il WTI è salito ieri del 3,7% a 64,6 dollari/barile, mentre il gas naturale europeo ad Amsterdam rimbalzato +6,9% a 31,9 euro/MWh. Di segno opposto la dinamica negli Stati Uniti, dove il gas naturale resta ai minimi di quattro mesi ed in calo, -18%, da inizio anno.
Sul mercato valutario, l’euro arretra a 1,181 contro dollaro, dal 1,183 del fixing di martedì. Più marcata la debolezza dello yen dopo l’annuncio della prima tranche di investimenti legati all’accordo commerciale tra Stati Uniti e Giappone: euro/yen +0,4% a 182,4 e dollaro/yen +0,8% a 154,6.
In Asia, l’indice MSCI Asia Pacific guadagna +0,5% stamattina, 19 febbraio, con Hong Kong, Shanghai e Shenzhen chiuse per il Capodanno lunare. A Tokyo, Nikkei +0,9%, trainato dai produttori di chip: Tokyo Electron +4% e Advantest +2,1%, mentre GS Yuasa balza +6,1% dopo l’annuncio della nuova fabbrica di batterie agli ioni di litio in Giappone.
Il Kospi coreano segna un nuovo record, +3%, portando il progresso al +30% da inizio anno. Samsung avanza +5% sulle indiscrezioni relative a un prezzo unitario dei memory chip HBM4 intorno ai 700 dollari, 20–30% superiore rispetto all’HBM3E, spinto dall’aumento della domanda.
Tra le altre piazze, Mumbai -0,2%, mentre l’Australia sale +0,9%, con il rendimento del decennale australiano al 4,8%, livello che inizia a destare preoccupazione.
Metalli. Le scorte globali di rame monitorate dal aumentano per l’undicesimo giorno consecutivo, toccando il livello più alto da marzo scorso.
Secondo Goldman Sachs, le previsioni di prezzo per il quarto trimestre 2026 presentano un rischio di rialzo, qualora Stati Uniti e Cina procedessero con programmi di stoccaggio strategico. In recupero anche i preziosi: oro a 4.980 dollari/oncia e argento a 78, in un mercato poco liquido per l’assenza degli operatori cinesi.
Nel mondo crypto, nessun segnale di recupero per Bitcoin , che scende a 66.500 dollari (-2,0%), alla terza seduta consecutiva di ribasso. Dopo il massimo storico oltre 126.000 dollari, la principale criptovaluta ha perso circa -45% in quattro mesi, riaprendo il dibattito sulla sua reale capacità di fungere da riserva di valore, anche se la storia insegna quanto rapidamente il sentiment possa mutare.
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NQ: H1!!! DISCLAIMER !!!
Nota bene:
Queste sono semplici bozze personali, da considerarsi come tali. La lettura va effettuata con un’ottica di breve termine. In altre parole, la prima fase del percorso disegnato rappresenta l’ipotesi principale. La parte restante del percorso (quella più lontana nel tempo) è strettamente legata all’evoluzione della prima fase. Di conseguenza, se quest’ultima non si realizza, l’intera idea deve essere considerata nulla.
Non vi è alcuna sollecitazione all’investimento; quanto riportato va inteso unicamente come il punto di vista di un utente della piattaforma. L’onere di approfondire ricade sul lettore, attraverso le proprie conoscenze ed esperienze.
Ogni commento che schernisce l’autore, l’idea o il grafico verrà segnalato al moderatore della piattaforma. Non fornirò ulteriori risposte in merito. Grazie per l’attenzione.
Ciclo di Benner: bisogna vendere tutto nel 2026?Il ciclo di Benner ricorre spesso nelle discussioni sui mercati quando si parla di cicli lunghi, di massimi e di fasi di panico. Secondo questa lettura, alcuni anni tendono a coincidere più frequentemente con fasi di euforia, mentre altri sono associati a periodi di stress o di minimi di mercato. In diverse interpretazioni moderne, il 2026 viene classificato come un anno di “massimo”.
La domanda è quindi naturale: bisogna davvero vendere tutto nel 2026? Più precisamente, la bolla tecnologica statunitense potrebbe scoppiare nel 2026, come suggeriscono alcune letture attuali del ciclo di Benner?
Prima di trarre conclusioni affrettate, è importante chiarire di cosa si tratti realmente. Si tratta di un modello storico sviluppato da Samuel Benner, un agricoltore-investitore del XIX secolo che cercò di capire perché le crisi economiche sembrassero ripetersi. Dopo aver attraversato personalmente diverse fasi di rovina finanziaria seguite da periodi di ripresa, osservò che i mercati tendono a muoversi in grandi onde emotive: eccesso di ottimismo, impennate dei prezzi e poi inversioni più o meno brusche.
Il suo lavoro, raccolto nel libro Benner’s Prophecies of Future Ups and Downs in Prices, propone una lettura ciclica delle dinamiche economiche. L’idea di base è semplice: fasi di panico, massimi di mercato e fasi di ribasso tendono a ripetersi nel lungo periodo. Il ciclo di Benner non mira a prevedere il futuro al mese esatto, ma a offrire una chiave di lettura del comportamento collettivo dei mercati.
In questo quadro, il 2026 viene spesso indicato come un potenziale anno di massimo. Non significa che il mercato crollerà con certezza in quell’anno, ma che questo tipo di fasi coincide storicamente con forte ottimismo, valutazioni elevate e maggiore rischio per chi entra tardi. In altre parole, non è un segnale automatico di crash, ma un invito alla prudenza.
Il problema nasce quando questo ciclo viene trasformato in una regola meccanica. Il ciclo di Benner non è una sfera di cristallo. È stato costruito su dati di un’epoca in cui l’economia era dominata dall’agricoltura e dalle materie prime. I mercati finanziari moderni operano in un contesto completamente diverso: banche centrali, politiche monetarie, liquidità globale, derivati, algoritmi, ETF, ecc. Applicare direttamente un modello del XIX secolo ai mercati azionari di oggi è necessariamente un’estrapolazione.
Dire “bisogna vendere tutto nel 2026” è quindi una semplificazione pericolosa. Anche se il 2026 dovesse corrispondere a una fase di mercato più tesa o più euforica, questo non implica che un massimo preciso verrà raggiunto in quell’anno, né che sia sensato uscire completamente dal mercato. In pratica, ciò può tradursi in maggiore cautela: evitare di comprare in piena euforia, ridurre le posizioni troppo care, mettere in sicurezza parte dei profitti o ridurre leva e rischio complessivo del portafoglio.
In fondo, il ciclo di Benner è soprattutto un promemoria psicologico: i mercati si muovono per onde emotive, non in linea retta. L’euforia non dura per sempre, e nemmeno il panico. Usato come strumento di contesto, insieme alla macroeconomia, alle valutazioni e alla struttura reale del mercato, può aiutare a mantenere la lucidità. Usato come segnale binario “vendo tutto nel 2026”, diventa una trappola.
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Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
ripartenza anche per gli indici USAa sinistra la put call ratio ha toccato livelli che, considerando il periodo da aprile 2025, hanno indicato minimi crescenti relativi e ripartenza.
il settimanale dell'sp 500 sta sulla ema20 che dovrebbe fare da supporto. Nelle ultime settimanale il macd è leggermente sceso, abbiamo una fase adeguatamente lunga di istogrammi negativi, ci sono tutti i presupposti per una forte ripresa del bull market.
Trump ha detto un mese a davos fa che le borse raddoppieranno e che guarda giornalmente l'andamento degli indici. vi ricordate cosa disse 2 giorni dopo "the tariff day"? disse "stocks will boom" e così fu. l'amministrazione trump vuole creare ricchezza. Ritengo molto probabile che i dazi verranno respinti dalla corte suprema alimentando cosi i forti rialzi che ci aspettanno nelle prossime settimane.
Le borse raddoppieranno vuol dire il dow jones a 100k a fine decennio.
Psicosi da AI Disruption o solo riposizionamento?Il mercato sta attraversando una difficile fase di psicosi dovuta alla AI disruption.
Dopo il rilascio di alcune applicativi AI è nata una sorta di paura che sia proprio la tecnologia a distruggere sé stessa perché molti settori potrebbero essere in qualche modo sostituiti o ridimensionati dall'intelligenza artificiale.
Solo per fare alcuni esempi:
Anthropic ha rilasciato un tool legale per Claude Cowork che permette l'automazione della revisione dei contratti, analisi NDA, compliance, ricerca e briefing. Ne è risultato un crollo verticale di tutto il legal tech e data services.
Insurify ha rilasciato un app che attraverso ChatGPT confronta tariffe di assicurazione auto. Sono stati colpiti dalle vendite molti broker assicurativi.
Altruisti Corp ha rilasciato un tool per strategie discali e pianificazione patrimoniale che ha scatenato il panico nel settore del wealth management e brokerage.
Algorhythm ha presentato Semicab, tool per ottimizzare il trasporto merci con potenziale scalabilità dei volumi di merci trasportate del 300-400% senza dover aumentare il personale operativo.
L'indice che rappresenta le società di software è crollato rispetto al resto del mercato e staziona ora a livelli prossimi a quelli raggiunti nel sell-off dello scorso aprile.
Ma perché questa violenza?
Il pattern di reazione è stato piuttosto logico.
Annuncio di un'app o tool AI che migliora la produttività e l'efficienza ==> Sell-off immediato nel settore target ==> Rotazione del capitale verso asset difensivi e tecnologia "fisica".
L'effetto contagio è stato esagerato e ha colpito anche società molto solide.
Questi tool AI spesso provengono da piccole società che mancano di rapporti consolidati con i clienti corporate e della capacità di scalare le loro soluzioni.
Inoltre, molti settori come quello assicurativo e del wealth management hanno barriere umane e regolatorie che l'AI non può cancellare in tempi brevi.
Che fare quindi?
Il settore software è stato riprezzato violentemente passando da un Forward P/E di 40 a 21 in pochi mesi.
Ora si aprono diverse opportunità all'interno del settore con buone aziende che si possono acquistare a prezzi convenienti.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 17.02.2026Ieri Borse europee stabili, anche perchè senza la «bussola» di Wall Street.
Settimana ricca di eventi geopolitici, incontri su Iran e Ucraina.
Insieme ai timori sull’impatto dell’AI, c’è l’ottimismo sulla crescita USA.
Ancora in corso l’assestamento dei prezzi di metalli preziosi ed industriali.
La seduta di Lunedì 16 febbraio sui mercati europei si è chiusa senza una direzione precisa, complice scambi ridotti per la chiusura di Wall Street (Presidents’ Day) e dei listini cinesi, fermi per l’intera settimana per il Capodanno lunare. In assenza di veri catalizzatori, gli investitori hanno preferito restare alla finestra, con gli indici azionari in ordine sparso. Piazza Affari ha terminato invariata (-0,03%), mentre Francoforte è risultata la più debole, appesantita da Siemens (-6,5%).
Il quadro riflette un mercato ancora prudente, in attesa di indicazioni più chiare dalla politica monetaria statunitense. L’attenzione è rivolta in particolare alla pubblicazione, martedì 18 febbraio, dei verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve, dopo che il recente rallentamento dell’inflazione Usa, più marcato del previsto ha riacceso le scommesse su tagli dei tassi più ravvicinati.
Sempre dagli Stati Uniti arriveranno venerdì i dati sul PIL del quarto trimestre 2025, ma il mercato guarda già oltre: un tema che prende corpo è quello delle prospettive di crescita 2026. Secondo Jared Franz (Capital Group), non è da escludere uno scenario di crescita fino al 5%, un ritmo che non si registra dagli anni Settanta. Un’ipotesi che trova supporto nel dato del +4,4% annualizzato del terzo trimestre 2025. Per il quarto trimestre, il consensus resta più prudente, con una stima di +2,8%.
Un’economia americana capace di crescere al 5% avrebbe conseguenze rilevanti sui mercati finanziari poichè significherebbe una spinta agli utili societari, soprattutto nei settori più esposti al ciclo economico: inoltre implicherebbe meno bisogno di stimolo monetario, con una discesa dei tassi meno pronunciata. Uno scenario che potrebbe rivelarsi meno favorevole per il comparto tech e per il tema dell’intelligenza artificiale, mentre il Dollaro, in assenza di frizioni tra Fed e Casa Bianca, potrebbe recuperare la performance negativa del 2025.
La chiave per raggiungere un simile obiettivo resta la domanda interna. Considerato che i consumi valgono circa due terzi del PIL Usa, sarebbe necessario un insieme di condizioni favorevoli: salari in accelerazione verso +5%, circa 200.000 nuovi occupati al mese, inflazione più contenuta su affitti ed energia e una riduzione dei dazi.
Anche la politica monetaria dovrebbe diventare più accomodante, con tassi Fed sotto il 3% e condizioni finanziarie più favorevoli. Sul fronte fiscale, rimborsi e tagli alle imposte potrebbero immettere circa 100 miliardi di dollari nei bilanci delle famiglie. A tutto questo si aggiunge il contributo dell’IA, che è ancora “solo all’inizio” nel sostenere un aumento strutturale della produttività.
Sul mercato delle materie prime, il petrolio resta depresso mentre gli operatori monitorano i rischi geopolitici in vista della ripresa dei negoziati tra Usa e Iran attesa per oggi, 17 febbraio. Il Wti tratta a circa 63 dollari/barile. In calo invece il metano europeo ad Amsterdam (TTF).
L’oro spot scende sotto 5.000 dollari/oncia, mentre sul mercato valutario l’euro/dollaro resta attorno a 1,18. Torna a indebolirsi Bitcoin, ancora ampiamente sotto la soglia dei 70.000 dollari.
Movimenti contenuti anche sul mercato dei titoli di Stato dell’Eurozona: il BTp decennale italiano conferma un rendimento del 3,37%, in linea col closing di venerdì, mentre lo spread con il Bund tedesco resta stabile a 61 punti base, confermando la progressiva frenata delle scadenze medio-lunghe sia nell’area euro sia sui Treasury Usa osservata nella prima parte di febbraio.
Sul fronte politico-diplomatico, sono in corso a Ginevra due importanti tornate di negoziati su Iran e Ucraina. Una delegazione statunitense, che include Steve Witkoff e Jared Kushner, incontrerà i rappresentanti iraniani con la mediazione dell’Oman, nell’ambito degli sforzi per risolvere la disputa sul nucleare. Donald Trump ha dichiarato che sarà coinvolto “indirettamente” e che Teheran intende trovare un accordo. Nel pomeriggio, Witkoff e Kushner parteciperanno anche a colloqui trilaterali con esponenti russi e ucraini per tentare di porre fine al conflitto.
In Europa, i ministri delle Finanze dell’Ue si riuniscono oggi, 17 febbraio a Bruxelles. Per la Banca centrale europea sarà presente il vicepresidente Luis de Guindos.
Sul fronte macro, la produzione industriale dell’eurozona a dicembre è scesa -1,4% mese su mese, meno delle attese.
Oggi è atteso il sondaggio ZEW tedesco di febbraio, con le aspettative viste salire a 65 punti da 59,6, mentre giovedì uscirà la fiducia dei consumatori dell’eurozona, prevista a -11,7 (da -12,4). Venerdì toccherà ai PMI preliminari di febbraio, con il manifatturiero atteso a 50 (da 49,5) e i servizi a 51,9 (da 51,6), segnali di una crescita ancora moderata, ma resiliente.
In Asia, seduta interlocutoria per il Nikkei in calo -0,47%, penalizzato dal comparto tecnologico (SoftBank -6%). Lo yen si rafforza a 153,1, mentre il rendimento del governativo decennale giapponese scende al 2,14%.
In India, BSE Sensex invariato, mentre cresce l’attesa per l’India AI Impact Summit di Nuova Delhi, con la partecipazione di oltre una dozzina di capi di Stato e dei principali leader globali della tecnologia.
La chiusura arriva dal comparto obbligazionario globale: i rendimenti tornano a scendere dopo settimane di lateralità, in un contesto di forte afflusso di debito corporate. Le nuove emissioni lorde sono stimate in Us$ 1.800 miliardi nel 2026, il volume annuo record, trainato soprattutto dalle tech Usa. Per ora, l’aumento del peso del settore tecnologico (al 14%) non desta preoccupazioni, finché i bilanci degli hyperscaler resteranno solidi.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Ftse Mib fermo al bivio, l’analisi di martedì 17 febbraioIl Ftse Mib future con scadenza Marzo 2026 sta ora attraversando una fase di incertezza dopo il recente massimo a 47.000 punti. Il mercato ha progressivamente perso slancio, tornando a muoversi in prossimità di livelli di supporto considerati cruciali dagli operatori e oscillando attualmente nell’area dei 45.500 punti.
La seduta di ieri si è chiusa sostanzialmente in parità a 45.500 punti, mentre nella scorsa settimana il mercato ha registrato un arretramento complessivo superiore all’1%, segnale di un raffreddamento del momentum rialzista che aveva caratterizzato l’inizio dell’anno.
Nella mattinata di martedì 17 febbraio, al momento della scrittura, il mercato tenta un rimbalzo e scambia sopra quota 45.700 punti, provando a costruire una base da cui ripartire.
Livelli chiave: supporti e resistenze
Dal punto di vista tecnico, il quadro di fondo di lungo periodo resta impostato positivamente, ma nel breve termine il mercato si trova a un vero e proprio bivio.
La recente dinamica di prezzo ha visto la formazione di un modello di distribuzione a doppio massimo decrescente, completato dal break di quota 45.500 punti.
Per annullare i pattern ribassista e riattivare una nuova gamba rialzista sarà necessario il recupero dei 46.000 punti. Solo sopra questa soglia il future potrebbe tornare a puntare verso i 47.000 punti, livello che rappresenta il prossimo snodo tecnico fondamentale e un test decisivo per la prosecuzione dell’attuale rally.
Ci aspettiamo però che il mercato incontrerà ora difficoltà sul pullback di quota 45.800 punti, livello dove i venditori dovrebbero tornare ad affacciarsi sul mercato.
Sul fronte dei supporti, il cedimento di quota 45.200 punti aprirebbe spazio a una fase correttiva più ampia. con elevate probabilità di scendere a testare i 45.000 punti.
Un’eventuale rottura anche di questa soglia aumenterebbe ulteriormente la pressione ribassista, con la successiva area supportiva individuabile in zona 44.500 punti.
Scenario operativo
In sintesi, il Ftse Mib si trova in una fase di consolidamento dopo il rally delle scorse settimane. La struttura rialzista di fondo non è compromessa, ma il mercato ha bisogno di nuovi catalizzatori per riprendere forza.
Nel breve termine:
sopra 46.000 punti si riaprirebbero spazi per un ritorno verso 47.000 punti;
sotto 45.200 punti aumenterebbe il rischio di una correzione più profonda verso 45.000 e poi 44.500 punti.
L’Ascesa del Neo-Feudalesimo Digitale L’Ascesa del Neo-Feudalesimo Digitale ⚡ — I Giganti del Capitale Globale
Tesi Centrale
Il panorama finanziario è mutato: non più solo le Magnifiche 7, ma 12 colossi hanno superato il trilione di capitalizzazione. Tra questi, NVIDIA 🖥️ (4,4T), Apple 🍏 (3,76T), Microsoft 💻 (2,98T), TSMC 🇹🇼 (1,58T), Meta 📱 (1,62T), Tesla 🚗 (1,57T), Berkshire Hathaway 🏢 (1,08T). Non è un caso: questo capitale è potere, infrastruttura, governance.
Stiamo assistendo a una Tecnocrazia: queste aziende detengono le leve della nostra esistenza — dalla produzione di semiconduttori all’AI, fino ai flussi globali di dati. È un cambio di paradigma: dal capitalismo tradizionale a un Capitalismo Infrastrutturale 🌍.
Analisi del Potere 🔍
Siamo entrati nella Cyberpunk Reality: gli Stati nazionali, un tempo centrali nel gioco del potere, oggi dipendono dalle infrastrutture private.
Queste multinazionali sono lo Stato-Piattaforma: non solo offrono servizi, ma stabiliscono i criteri di accesso al futuro.
È un Capitalismo Infrastrutturale dove i loro stack tecnologici dominano la produttività globale: chi controlla l’AI e i semiconduttori controlla il domani.
Implicazioni di Mercato 📊
Per l’investitore, questo significa un premium strutturale. Finché queste aziende restano il fulcro delle infrastrutture, i loro multipli cresceranno, alimentati dai fondi passivi e dalla stabilità del loro ecosistema.
Tuttavia, il rischio principale è uno shock antitrust 🏛️: quando il potere economico sfida i confini statali, il regolatore può intervenire, spezzando la continuità.
In ogni caso, i flussi di capitale tendono a premiare le leadership infrastrutturali.
Conclusione Provocatoria 🔮
In questo nuovo ordine, possedere azioni in queste aziende potrebbe essere più influente del voto. La loro capacità di plasmare infrastrutture, flussi, dati, potrebbe ridefinire i rapporti di potere. Non stiamo più solo parlando di rendimenti: parliamo di un asse di influenza geopolitica che, forse, sovrapponendosi al voto, segnerà il destino dei prossimi decenni 🌐📈.
WiadomTree - Tactical daily Update - 16.02.2026Inflazione CPI USA in leggero calo a gennaio: buono, ma da confermare.
L’Europa importa sempre di più dalla Cina, con un impatto deflattivo.
Verso la conclusione della positiva stagione delle trimestrale USA.
I mercati azionari asiatici festeggiano il capodanno con gli indici ai massimi.
Le Borse europee hanno chiuso l’ultima seduta della settimana in ordine sparso e con un atteggiamento prudente, all’indomani di un venerdì segnato dal rallentamento nel finale e dalle vendite sulle utility. Il clima resta attendista, complice un mix di segnali macro incoraggianti dagli Stati Uniti e di persistenti timori strutturali in Europa.
Il dato chiave della giornata è arrivato dagli USA, dove l’inflazione di gennaio ha mostrato un ulteriore raffreddamento, rafforzando le aspettative di un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. Il mercato è arrivato a prezzare un terzo taglio nel corso dell’anno, anche se una parte dei membri della Fed continua a mostrarsi riluttante ad allentare la politica monetaria, ritenendo l’inflazione ancora troppo elevata. Nel complesso, con il carovita in avvicinamento all’obiettivo della banca centrale, restano margini per la prosecuzione del ciclo di riduzione dei tassi, che in caso di consolidamento del trend disinflazionistico potrebbe superare i 50 punti base inizialmente prezzati dagli investitori.
Wall Street ha reagito con moderazione: Dow Jones e S&P 500 +0,1%, Nasdaq -0,2%. L’inflazione headline è scesa al 2,4% annuo, sotto il 2,5% atteso e il 2,7% di dicembre. Su base mensile, i prezzi sono saliti dello 0,2%, meno del +0,3% previsto. L’indice core ha segnato un +2,5% tendenziale e un +0,3% congiunturale, in linea con le attese.
In Europa, invece, l’attenzione si è concentrata anche sui dati di Pil e occupazione dell’Eurozona, senza però accendere l’entusiasmo degli investitori, ancora preoccupati per l’impatto dell’intelligenza artificiale sui modelli di business di alcuni settori, in particolare quello bancario. Parigi -0,35%, Francoforte +0,25%, Londra +0,42%.
Sul fronte macro, il Pil dell’Eurozona nel 2025 è cresciuto del +1,5%, sostenuto da un +0,3% nel quarto trimestre, secondo Eurostat. Il commercio intra-UE è salito del +2,6% a 4.142,9 miliardi, mentre il surplus verso partner chiave si è ridotto, in particolare verso gli Stati Uniti, passando da 15,1 a 9,3 miliardi. L’Europa continua inoltre a importare deflazione: il peggioramento del saldo è stato determinato da un +6,3% delle importazioni dalla Cina e da un -6,5% delle esportazioni UE verso la Cina.
Nel 2025, il surplus commerciale globale della Cina ha raggiunto il record di quasi 1,2 miliardi di dollari, anche a causa dei dazi statunitensi che hanno reindirizzato l’eccesso di esportazioni verso economie più aperte come l’Europa. Un’evoluzione coerente con la trasformazione strutturale dell’economia cinese, sempre più presente lungo l’intera catena del valore, dai veicoli elettrici all’IA e alla robotica.
Negli Stati Uniti, la settimana è ricca di dati: riflettori puntati sul PCE core di dicembre, sulla stima anticipatrice del Pil del quarto trimestre e sui PMI di febbraio. Intanto prosegue la stagione delle trimestrali, con particolare attenzione ai titoli tecnologici. Le spese delle Big Tech per l’IA sollevano interrogativi sulla redditività futura, nonostante i numeri restino solidi: gli utili del quarto trimestre dell’S&P 500 crescono del 12% annuo, meglio dell’8,4% stimato a inizio stagione. Oltre il 75% delle società ha battuto le attese. Eppure, nelle call domina un altro tema: i riferimenti all’IA sono quasi raddoppiati rispetto al trimestre precedente, segnale di un mercato più concentrato sui rischi che sulle performance correnti.
In Asia-Pacifico, l’avvio di settimana è stato cauto. A Tokyo, il Nikkei -0,2% dopo dati di crescita modesti: nel quarto trimestre il Pil è salito dello 0,1%, contro un consensus di +0,5%; su base annualizzata, +0,2% dopo il -2,3% del terzo trimestre. Lo yen si è stabilizzato a 152,9 sul dollaro e 181,4 sull’euro. Mercati cinesi chiusi per il Capodanno lunare; chiuse anche Seul, Taipei, Shanghai e Shenzhen, con orari ridotti a Hong Kong e Singapore. Borsa USA chiusa. In India, BSE Sensex +0,3%, grazie a immobiliare e banche.
Sul fronte delle materie prime, il Bloomberg Commodity Index ha chiuso la settimana a 117,3 USD, in calo dello 0,5%. Il gas europeo al nodo di Amsterdam ha perso l’8%. Metalli industriali deboli, con scambi ridotti per l’assenza dei compratori cinesi. I metalli preziosi arretrano: oro 4.970 USD/oncia (-1,0%), argento 74,9 USD (-2,6%) alle 9:30 CET, nonostante la forte domanda fisica in Cina in vista delle festività.
Infine, il reddito fisso: il BTP decennale scende al 3,39%, minimo da ottobre, con spread a 60 pb. Negli USA, il Treasury decennale cala al 4,04%, minimo degli ultimi due mesi e mezzo, con una discesa dei rendimenti rapida come non si vedeva dallo scorso autunno. Un segnale che il mercato obbligazionario sta tornando a credere nel raffreddamento dell’inflazione.
Informazioni importanti
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Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Come il rumore dei TF bassi inganna la maggior parte dei traderBuonasera,
Dopo aver passato circa 10.000 ore sui grafici, posso affermare che non esiste alcun segreto per leggere i mercati: solo esperienza, totale dedizione e infinita pazienza.
Esistono strategie molto efficaci ma queste sono poche e vanno unite ad una psicologia corretta, all'esecuzione disciplinata.
Il trading non è azione continua, è NOIA e tanta tanta tanta pazienza.
Oggi voglio riportare un altro pensiero, molto attuale, del grande Jessie Livermore.
Il testo, come sempre, è dedicato a tutti: da una parte, coloro che si professano mentori, guru, insegnanti e che cercano di vendere strategie ed indicatori mirabolanti. Dall'altra, i poveri aspiranti trader che si affacciano su questo mondo pieno di finti "maestri" che cercano di propinare la loro la ricetta magica per far guadagnare soldi immediatamente.
Gli aspiranti trader, ingannati dai soldi facili, credono che bastino 10 minuti al giorno per portare a casa uno stipendio degno, così semplicemente guardando un grafico e cliccare su buy o sell.
1. La Natura del Rumore e l'Inganno del Mercato.
Il mercato non parla costantemente: la maggior parte del tempo sta semplicemente "schiarendosi la voce". Il primo grande errore di molti trader è credere che ogni singolo movimento (ogni tick) sia un messaggio importante.
Pressione reale vs Movimento senza significato. Il prezzo si muove per due ragioni: la pressione reale dei grandi flussi o un movimento erratico e privo di senso. All'occhio inesperto, entrambi sembrano uguali.
Il chiacchiericcio della folla. Il rumore a breve termine è come il rumore di una folla che parla contemporaneamente; non è la voce autentica del mercato. Se ti concentri sui sussurri, perderai la verità di fondo.
La meccanica dell'inganno. Il mercato è progettato per ingannare la maggior parte delle persone per la maggior parte del tempo. Questo accade perché i partecipanti hanno motivi diversi: lo speculatore cerca eccitazione, il professionista cerca posizione, l'operatore cerca liquidità. Quando queste intenzioni collidono, si genera un movimento senza significato.
2. Il Paradosso della Reazione e della Pazienza.
Esiste una differenza profonda tra fare trading e reagire. La reazione è impulsiva e, nel mercato, è estremamente costosa.
Il nastro non premia l'attività: il mercato non ti paga per quanto ti muovi, ma per la tua capacità di giudizio. Eppure, la pazienza è più difficile proprio quando i prezzi corrono veloci e lo schermo si illumina, accelerando il tuo battito cardiaco.
L'illusione del controllo: fare qualcosa ci fa sentire responsabili e in controllo, mentre stare fermi ci fa sentire negligenti. In realtà, è proprio questa urgenza di "fare qualcosa" ad aver svuotato più conti di quanto abbia mai fatto una cattiva analisi.
Urgenza vs Opportunità: il rumore si presenta come urgente ("agisci ora o perderai l'occasione"). Le vere opportunità non urlano: aspettano che la pressione si sia costruita e che la direzione sia chiara.
3. La Trappola dei Timeframe Brevi e l'Emozione Ingrandita.
Guardare i grafici a brevissimo termine (1 o 5 minuti) è come giudicare lo stato dell'intero oceano osservando una piccola onda che si infrange ai tuoi piedi.
Lente d'ingrandimento per la paura: i timeframe brevi ingrandiscono le emozioni umane (paura e avidità) e le trasformano in falsi fatti. Una piccola correzione sembra l'inizio di un collasso; un piccolo rimbalzo sembra l'inizio di una fortuna.
Verità vs Esitazione: nei grafici veloci non vedi la formazione di un trend, vedi l'esitazione dei trader che dubitano di se stessi in tempo reale. La verità del mercato si muove lentamente, mentre l'emozione scatta veloce.
Perdita di contesto: il contesto è tutto. Chi comprende i grafici sa che un movimento di cinque minuti all'interno di una struttura settimanale non significa quasi nulla. Senza contesto, riduciamo un processo complesso a una sequenza di impulsi nervosi.
4. La Disciplina del "Sedere" e il Vero Capitale.
La celebre massima di Livermore secondo cui "i grandi soldi si fanno sedendo" è la più difficile da mettere in pratica perché richiede di guardare il rumore passare senza toccarlo.
Affidarsi alla preparazione, non all'impulso: stare seduti significa fidarsi della propria analisi strategica più che della sensazione del momento. Se un piccolo sfarfallio del prezzo può buttarti fuori da una posizione, quella posizione non era solida fin dall'inizio.
L'ego del trader: il rumore lusinga l'ego. Ti permette di catturare un piccolo movimento, farti sentire intelligente e farti credere di aver "decifrato il codice". Il mercato ti premia quanto basta per darti una fiducia senza fondamenta, per poi riprendersi tutto con gli interessi quando cambia ritmo.
Accumulare risultati, non storie: il rumore alimenta storie mentali (immaginiamo cause, intenzioni e forze nascoste); i trend costruiscono risultati reali. Il trader che sopravvive impara ad abbassare il volume della propria operatività.
5. Seguire il Sussurro, Ignorare il Grido.
Il mercato ha un modo per attirare la tua attenzione su ciò che non conta (il grido) e nascondere ciò che conta (il sussurro).
I trend sussurrano: un vero trend si sviluppa spesso quando nessuno è eccitato. Avanza in modo noioso, costante e senza drammi. Non annuncia se stesso calciando la porta, ma si costruisce gradualmente.
Le grida sono trappole: il picco improvviso, il crollo rapido senza seguito: queste sono le grida. Richiedono attenzione immediata, ma quasi sempre svaniscono. Sono spinte dalla copertura degli short, dai rumor e dall'impazienza.
Il valore del silenzio: la ricchezza nel trading si costruisce come i trend: gradualmente, con disciplina e con molte ore di attesa tra un'azione decisiva e l'altra. Se la tua analisi richiede velocità e perfezione istantanea, probabilmente stai operando nel rumore.
Conclusione: la scelta del Trader.
Ogni trader deve decidere se essere pagato per la propria azione o per il proprio giudizio.
Il mercato è generoso con la pazienza e spietato con la fretta. Se ti senti obbligato ad agire, chiediti se quella spinta viene dal grafico o dal tuo disagio interiore nel non fare nulla. Quando smetterai di rispondere a ogni chiamata del mercato, quelle veramente importanti diventeranno ovvie.
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English version
Hello everyone,
After spending roughly 10,000 hours in front of the charts, I can confidently state that there is no secret to reading the markets: there is only experience, total dedication, and infinite patience. Effective strategies do exist, but they are few, and they must be coupled with sound psychology and disciplined execution.
Trading is not about continuous action; it is about patience—lots and lots of it.
Today, I want to share a very timely thought from the great Jesse Livermore.
This text is dedicated to everyone: on one hand, those who claim to be mentors, gurus, and teachers while trying to sell "miracle" strategies and indicators. On the other hand, the aspiring traders entering a world full of fake "masters" who peddle magic recipes for instant wealth. Deceived by the allure of easy money, these beginners believe that 10 minutes a day is enough to earn a living wage, simply by looking at a chart and clicking buy or sell.
1. Market Noise vs. Institutional Order Flow
On the charts, the market is rarely in a clean trend; most of the time it is just choppiness or "clearing its throat." The fatal error for many traders is over-analyzing every single tick as if it were a high-probability signal.
Real Pressure vs. Meaningless Motion: Price moves for two reasons: Institutional Order Flow (real pressure) or random intraday volatility. To the untrained eye, a liquidity grab and a breakout look identical.
The Tape's Chatter: Short-term noise is just the "chatter of the crowd." It isn't the authentic Market Structure. If you focus on the micro-whispers, you will lose sight of the HTF (Higher Timeframe) Bias.
The Mechanics of the Trap: Markets are designed to engineer liquidity. While the retail trader looks for excitement, the professional looks for Positioning, and the operator looks for Liquidity Pools. When these motives collide in tight ranges, you get movement without direction.
2. Execution vs. Emotional Reaction
There is a massive divide between following a Trading Plan and reacting to Price Action. Impulsive reaction is expensive; execution is professional.
Judgment over Activity: The tape doesn't reward Overtrading; it rewards your Edge. Yet, discipline is hardest when volatility spikes and candles print fast, triggering a "fight or flight" response.
The Illusion of Control: Being Active makes us feel in control, while staying Flat (out of the market) feels like negligence. In reality, the urge to "do something" has blown more accounts than poor analysis ever did.
FOMO vs. High-Probability Setups: Noise creates FOMO (Fear Of Missing Out). Real opportunities don't shout; they wait for Supply/Demand zones to be tested and for direction to be confirmed.
3. HTF Context vs. LTF Noise
Trading 1m or 5m charts without Top-Down Analysis is like judging the ocean by a single ripple at your feet.
The Fear Magnifier: LTF (Lower Timeframes) magnify human emotions, turning minor pullbacks into "fake facts." A standard retracement on the Daily chart looks like a total collapse on a 1-minute chart.
Truth vs. Hesitation: Fast charts don't show a trend forming; they show Market Hesitation—traders second-guessing themselves in real-time. The "Truth" moves slowly, while emotions sprint.
Context is King: A professional knows that a 5-minute move inside a weekly structure is statistically insignificant. Without context, we reduce complex price delivery into a stream of nervous impulses.
4. The Discipline of "Sitting" and Position Management
Livermore’s famous maxim that "the big money is made by sitting" translates to letting your Winners Run and ignoring the noise until your target is hit.
Preparation over Impulse: Sitting means trusting your Backtested Strategy more than your impulses. If a minor fluctuation shakes you out, your Stop Loss was poorly placed or your position was never sound to begin with.
The Trader’s Ego: Noise flatters the ego. It lets you catch a "quick scalp," making you feel smart until the market changes its Rhythm and takes it all back with interest.
Building Equity, not Narratives: Noise feeds mental stories (imagining "hidden forces"); trends build an Equity Curve. The trader who survives learns to lower the volume of their activity.
5. Whispering Trends vs. Shouting Fakeouts
The market uses "shouts" to draw your attention to what doesn't matter, while hiding the "whispers" of the real move.
Whispering Trends: A genuine trend often starts during Low Volatility when no one is excited. It advances steadily, absorbing selling pressure without drama. It is "boring," which is why most traders miss it.
Shouts are Traps: Sudden spikes or Flash Crashes with no follow-through are "shouts." They demand attention and stir emotion, but they almost always fade. They are driven by short-covering or news-based Impatience.
The Value of Silence: Wealth is built gradually with hours of waiting between Decisive Actions. If your analysis requires "instant perfection" and high speed, you are likely trading noise.
Conclusion: Judgment Over Motion
Every trading session is a choice: are you being paid for Action or for Judgment?
The market is Bullish on patience and Bearish on haste. When you feel a physical urge to click the button, ask yourself: "Is this my Edge, or is it just the Noise?" When you stop answering every "ring" of the market, the high-value setups will become obvious.
S&P500: Livelli Decisivi. Sopra Rialzo, Sotto Rischio InversioneOggi analizziamo l’S&P500 in un momento estremamente delicato.
Siamo in una fase in cui sopra determinati livelli l’aspettativa principale resta rialzista, mentre sotto determinati supporti iniziano scenari molto più complessi.
Nel grafico vediamo:
– Il possibile vincolo del semestrale inverso
– Il rischio partenza di un T+9 inverso
– Il livello Eclipse del T+4 indice
– La media ciclica del T+5 (annuale)
– Le bande cicliche e la velocità dei cicli
– Il possibile scenario ribassista verso area 6700
– Il timing ciclico verso il 24 febbraio
In questo momento l’indice sta facendo fatica ad aggiornare massimi.
La struttura è ancora formalmente intatta, ma i segnali di stress stanno aumentando.
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📅 Pubblicato il: 14/02/2026
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