Indici di mercato
Diversificarsi metodologicamente lontano da Wall StreetPoiché l’indice S&P 500 è vicino al suo massimo storico di valutazione del 1999/2000 (P/E di Shiller) e il contesto macroeconomico e geopolitico globale è “complesso”, è ancora possibile trovare nel mondo mercati azionari convenienti dal punto di vista fondamentale e attraenti dal punto di vista tecnico?
Propongo qui un approccio metodologico volto a individuare mercati azionari internazionali che si trovino in una tendenza rialzista di lungo periodo e che siano ancora molto economici rispetto a Wall Street (la valutazione dell’S&P 500 funge da riferimento).
Sono stati selezionati tre criteri di valutazione per analizzare in modo pertinente la valutazione dei mercati azionari globali, concentrandosi sui primi 20 per capitalizzazione di mercato.
1) P/E di Shiller (rapporto CAPE)
Il rapporto CAPE (Cyclically Adjusted Price-to-Earnings) misura il livello di valutazione di un mercato rapportando il prezzo alla media degli utili reali (corretti per l’inflazione) degli ultimi 10 anni.
Consente di attenuare i cicli economici e contabili ed è utilizzato principalmente per valutare il grado di sopravvalutazione relativa di un mercato nel lungo periodo. Storicamente, un CAPE elevato è associato a rendimenti futuri più bassi su più anni.
2) Capitalizzazione di mercato totale / PIL (Indicatore di Buffett)
Questo rapporto confronta il valore totale delle azioni quotate di un Paese con la dimensione della sua economia reale (PIL).
Fornisce una visione macro della valutazione del mercato azionario rispetto alla capacità produttiva del Paese. Un livello nettamente superiore al 100 % suggerisce che il mercato azionario è costoso rispetto all’economia sottostante.
3) Capitalizzazione di mercato / (PIL + bilancio della banca centrale)
Questo indicatore è una versione estesa dell’Indicatore di Buffett che include il bilancio della banca centrale (attivi totali) nel denominatore.
Mira a tenere conto dell’impatto delle politiche monetarie espansive sui prezzi degli asset finanziari. Un rapporto più moderato può indicare che la valutazione del mercato è in parte sostenuta dalla liquidità monetaria piuttosto che dalla sola crescita economica.
La tabella seguente presenta i mercati azionari dal più caro al meno caro sulla base della media di questi tre criteri di valutazione. Mercati come Brasile, Polonia, Cina, Messico e Corea del Sud mostrano solide tendenze rialziste di lungo periodo dal punto di vista tecnico e offrono ancora un forte potenziale di recupero rispetto alla valutazione dell’S&P 500. Questi mercati rappresentano valide strategie di diversificazione. È fondamentale curare il timing di ingresso: un mercato va acquistato solo dopo una fase di ritracciamento e un ritorno su un supporto tecnico chiave.
4) Metodologia di classificazione
Ho assegnato un rango a ciascun rapporto (1 = mercato più caro / rapporto più elevato, 20 = mercato meno caro / rapporto più basso).
Per ogni mercato ho poi calcolato la media di questi ranghi per costruire una colonna sintetica denominata “Punteggio mediano”.
Secondo questa sintesi, Stati Uniti, India e Giappone risultano i mercati più cari, seguiti dall’Europa occidentale, mentre mercati più convenienti come Cina, Polonia e Brasile rientrano nell’area dei mercati emergenti.
Il grafico sottostante illustra la tendenza rialzista di lungo periodo del mercato azionario polacco su orizzonti temporali mensili, settimanali e giornalieri.
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Short Tattico Contro Trend Rialzista?Siamo vicini a un’area di forte estensione sullo SPX, con valutazioni sopra la media storica: uno short ci sta come idea tattica, ma con gestione del rischio molto stretta e aspettative modeste.
Lettura del grafico
• Timeframe mensile, trend primario chiaramente rialzista, con minimi crescenti dal 2022 e candela attuale tirata verso la parte alta del trendline giallo
• L’area in cui siamo ora (circa 6.900–7.000 punti) è molto vicina ai massimi storici dell’indice, che al 2 febbraio è intorno a 6.980–7.000
•una grossa resistenza orizzontale rossa in zona 7.3k–7.9k e un supporto dinamico giallo che passa sotto
il primo target logico sono i rettangoli verdi (vecchie congestioni) intorno a 6.2–6.050k.
Fondamentali (sono coerenti con uno short?)
• Il P/E dell’S&P 500 è sopra la media degli ultimi anni: stime di P/E intorno a 23–24 forward e quasi 28 sul trailing, contro medie storiche più basse, con vari siti che definiscono l’indice “overvalued”.
• Alcune case (Stifel, Morgan Stanley, altri) vedono per il 2026 un range indicativo 6.500–7.500 con rischio di correzione se utili o consumi rallentano; in scenari negativi parlano anche di ritorni verso 4.900 nel caso di recessione forte.”
• Questo significa: upside fondamentale ancora possibile se gli utili restano forti, ma la asimmetria non è più a favore dei long di lungo termine; una fase di mean reversion o lateralità è plausibile.
Ha senso uno short “a breve”?
Può avere senso solo come operazione corto‑tattica contro trend, NON come scommessa macro di lungo.
Pro:
• Prezzi in zona massimi storici dopo un +16% circa in un anno, quindi area statisticamente favorevole almeno a consolidamento.
• Valutazioni non a sconto; basta un piccolo shock su utili/consumi per scatenare una discesa e presa di profitto.
Contro:
• Trend mensile ancora intatto; finché non si vede una chiara candela di inversione (doji, engulfing, shooting star) e rottura decisa strutturale almeno su time frame 4h, lo short è controvento.
• Case come Goldman Sachs e altri vedono ancora upside a doppia cifra per il 2026, quindi i flussi istituzionali potrebbero continuare a comprare sui pullback. Eventualmente causare uno short squeeze ancora per un paio di sedute.
In pratica: lo short può funzionare per puntare a un ritracciamento verso la trendline gialla o verso le prime inefficienze arancio, ma devi accettare che stai andando contro un bull market ancora vivo.
Come strutturerei l’operazione (idea generale, non consiglio di investimento)
Struttura operazione
Zona di ingresso: solo su segnale di indebolimento, ad esempio:
• falsa rottura sopra la resistenza rossa e chiusura candela sotto, oppure
• rottura netta al ribasso della trendline con aumento volumi.
Stop loss: poco sopra lo swing high più recente sul mensile meglio uno stop tecnico stretto che un “stop mentale”.
Target possibili:
• TP1: ritorno alla trendline gialla;
• TP2: vecchio massimo/accumulo
e solo se il momentum ribassista regge.
Cosa controllare
• Dati macro in arrivo (CPI, disoccupazione, FOMC): un dato molto dovish può far saltare qualsiasi short.
• Price action sulle prossime 2–3 candele giornaliere
• già molto esposto azionario, lo short come hedge ha più senso; se sei scarico di equity aspettare un pullback per comprare invece di shortare.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 03.02.2026 Risk-on ripristinato dopo il crollo dei preziosi di venerdì.
Borse asiatiche di nuovo protagoniste: Nikkei +4%, Kospi +5%.
Dollaro in cerca di stabilità attorno 1,18, e Warsh comincia a piacere.
Sorpresa: la Cina lancia il suo «trading Hub» sul gas naturale.
Le Borse europee hanno aperto febbraio col ritorno dell’ottimismo, sostenute soprattutto dal comparto finanziario. Milano si è riportata sui massimi da dicembre 2000, chiudendo in rialzo dell’1,05%, mentre Madrid ha fatto ancora meglio con +1,34%. Nuovo record storico anche per Londra, salita +1,16%.
I mercati sembrano aver rapidamente digerito la brusca correzione dei metalli preziosi, concentrandosi su una settimana densa di appuntamenti societari e macroeconomici, a partire dal cruciale rapporto sull’occupazione USA.
Sul piano geopolitico e commerciale, Trump ha annunciato un accordo con l’India che riduce i dazi USA sui beni indiani dal 50% al 18%, in cambio dell’impegno di Nuova Delhi a ridurre barriere commerciali, interrompere gli acquisti di petrolio russo e aumentare quelli di greggio statunitense (e potenzialmente venezuelano).
A dare slancio ai titoli finanziari è stata soprattutto l’onda lunga della Federal Reserve. La nomina di Kevin Warsh a nuovo Chairman, annunciata venerdì da Donald Trump, ha spinto gli investitori a ricalibrare le aspettative di politica monetaria.
Warsh, considerato il candidato più “falco” tra i possibili successori di Jerome Powell, viene letto dal mercato come garante di una linea meno accomodante rispetto alle stime recenti, ma al tempo stesso come figura capace di difendere l’autonomia della Fed. Una combinazione che ha favorito il repricing del settore bancario e finanziario globale.
Il focus degli operatori sembra così tornare sui fondamentali macroeconomici. Negli Stati Uniti, l’indice ISM manifatturiero è risalito a 52,6, massimo da tre anni, rafforzando l’idea di un’economia ancora solida.
A Wall Street, la seduta si è chiusa in rialzo: Dow Jones +1,06%, Nasdaq +0,55%, S&P 500 +0,53%. Il listino tecnologico continua a essere trainato dai temi legati a intelligenza artificiale e semiconduttori, mentre Alphabet ha aggiornato i massimi storici alla vigilia della trimestrale.
Nel settore tech, tuttavia, le dinamiche restano selettive. Nvidia ha ceduto terreno dopo che il Wall Street Journal ha riportato lo stop ai piani per un investimento da Us$ 100 miliardi in OpenAI, a causa delle perplessità espresse dal management.
Movimento opposto per Oracle, in rialzo dopo l’annuncio dell’intenzione di raccogliere fino a Us$ 50 miliardi nel 2026 per nuovi investimenti nell’IA: 25 sarebbero già stati raccolti tramite un’emissione obbligazionaria, secondo il Financial Times.
Riflettori accesi su Palantir Technologies, che ha riportato un 4’ trimestre record e sopra alle attese: azione a +7% nell’after-hours. Ricavi a Us$ 1,41 miliardi, in crescita del 70% annuo, contro un consenso FactSet di 1,34.
Il segmento commerciale USA ha registrato un balzo del 137%, a 507 milioni, mentre i ricavi da commesse governative sono cresciuti +66% a 570, trainati in particolare dal contratto con la Marina Militare per il software ShipOS.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio è sceso dopo la decisione dell’Opec+ di lasciare invariata la produzione a marzo e dopo le dichiarazioni ottimistiche di Trump su negoziati in corso con l’Iran, uno dei principali esportatori. USA e Iran riprenderanno i colloqui sul nucleare venerdì a Istanbul, con la partecipazione anche di Arabia Saudita ed Egitto.
Più complesso il quadro dei metalli preziosi: dopo i forti rialzi di inizio anno, oro e argento hanno subito una violenta correzione a partire dal pomeriggio di giovedì. Dai massimi del 29 gennaio, l’oro ha perso circa -19%, l’argento quasi -38%, complice anche la nomina di Warsh, letta come fattore di sostegno al dollaro e dunque sfavorevole al cosiddetto debasement trade.
Nelle ultime 24 ore, i prezzi sono tornati a salire: oggi, 3 febbraio, oro a 4.830 dollari/oncia (+3%), argento a 83 (+7%). JP Morgan vede l’oro diretto verso 6.300, mentre Deutsche Bank, con l’analista Michael Hsueh, ritiene che la recente volatilità non segnali l’inizio di una svendita strutturale. Il target di fine anno resta 6.000, sostenuto dagli acquisti delle banche centrali, dalla diversificazione dagli asset in dollari e dalla domanda asiatica.
In Asia, la seduta del 3 febbraio è stata dominata dal rally di Tokyo, con il Nikkei a +3,97%, sostenuto dalle attese di politiche fiscali accomodanti in vista delle elezioni giapponesi, e dal clima più costruttivo sul commercio globale. Il Dow Jones Asia guadagna il 3%.
Sul mercato dei cambi, lo yen si indebolisce a 155,40 sul dollaro ed è stabile a 183,60 sull’euro. Positive anche le piazze cinesi: Shanghai +1,29%, Shenzhen +2,38%, Kospi +5% con Samsung Electronics e SK Hynix in rialzo tra il 6,5% e l’8%, Hang Seng +0,2%, BSE Sensex +2,3%.
Da segnalare infine il progetto cinese di lanciare a febbraio un futures sul GNL denominato in yuan alla Borsa di Shanghai. Pechino mira a ridurre la dipendenza dai benchmark internazionali, Henry Hub, TTF, JKM, e a rafforzare il ruolo dello yuan come valuta di riferimento globale, in linea con l’obiettivo dichiarato da Xi Jinping di costruire una moneta con ambizioni da valuta di riserva.
Cryptos: Bitcoin tenta di stabilizzarsi attorno 78.000 dollari: secondo CoinShares, gli asset digitali hanno registrato deflussi settimanali per 1,7 miliardi, portando il saldo da inizio anno a –1 miliardo e riducendo gli AuM di 73 miliardi rispetto ai massimi di ottobre 2025. Interessante il dato sugli strumenti short-Bitcoin, con afflussi per 14,5 milioni e AuM in crescita dell’8,1% da inizio anno.
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Nasdaq 100: focus breakout 26.000 e supporto 25.000Movimento laterale e resistenze mature
Il quadro tecnico del Nasdaq 100 resta rialzista ma in fase matura, con prezzi sui massimi di periodo e un’estensione significativa della tendenza, in un contesto in cui cresce il rischio di correzioni ordinate o fasi laterali più che di inversioni ribassiste strutturali.
Alla data del 3 febbraio 2026 il contratto future E‑Mini Nasdaq 100 marzo (NQH26) mostra per la seduta livelli indicativi di open intorno a 25.876, massimo in area 26.028, minimo circa 25.867 e chiusura in area 25.983, valori coerenti con una price action di consolidamento vicino ai massimi dopo il recente breakout rialzista di fine gennaio.
Il Nasdaq 100 continua a essere l’indice più sensibile a tassi reali USA, dollaro e revisioni sugli utili dei Big Tech, con i movimenti di inizio 2026 sostenuti dal comparto tecnologia e AI, ma con reazioni agli earnings meno esplosive rispetto ai cicli 2023‑2024, coerenti con un momentum in graduale rallentamento.
La reattività dell’indice a dati su occupazione, inflazione e comunicazioni della Federal Reserve rimane elevata e contribuisce a un quadro di premio per il rischio compresso, nel quale la struttura rialzista è intatta ma potenzialmente più esposta a shock macro imprevisti.
Analisi tecnica Nasdaq 100, indicatori e oscillatori in stallo?
Strumenti di analisi classici, lettura unica del quadro tecnico.
Le medie mobili giornaliere confermano una tendenza primaria ancora orientata al rialzo: il prezzo dell’indice rimane sopra le medie a 50 e 200 giorni, entrambe con pendenza positiva, segnalando un impianto strutturalmente rialzista di medio periodo.
La distanza del Nasdaq 100 dalla 200 giorni è significativa ma non estrema, fornendo un quadro coerente con una tendenza avanzata predisposta a fasi correttive verso aree di equilibrio dinamico (zona medie 50‑200 giorni) piuttosto che con una nuova gamba verticale priva di pullback.
L’RSI a 14 periodi su base daily si colloca in area positiva ma non di ipercomprato (indicativamente intorno a 55‑60 punti sui principali fornitori di dati), descrivendo un momentum rialzista meno tirato rispetto alle precedenti fasi di estensione e con spazio statistico sia per ulteriori allunghi sia per fisiologici rientri verso area 50.
Nelle settimane precedenti, i ritorni dell’RSI verso la fascia 45‑50 hanno coinciso prevalentemente con fasi di consolidamento o laterale rialzista all’interno del trend, più che con pattern di inversione, in un contesto di progressivo riposizionamento su livelli sempre più elevati.
La regressione lineare sugli ultimi mesi continua a mostrare uno slope positivo e un canale ascendente di medio periodo, con i prezzi in questa fase collocati nella parte medio‑alta del canale dopo il breakout della resistenza in area 25.760‑25.830 registrato a fine gennaio.
Questo posizionamento nella parte superiore della banda incrementa la probabilità statistica di movimenti di mean reversion verso la linea mediana del canale o verso il supporto dinamico delle medie veloci (20‑50 giorni), in particolare nel caso in cui eventuali nuovi massimi non siano accompagnati da incremento dei volumi e da accelerazione del momentum.
La price action giornaliera continua a mostrare un’alternanza tra candele di spinta rialzista e sedute con corpi più contenuti e shadow superiori in prossimità delle resistenze di breve, ora riconducibili all’area 26.000‑26.300 punti sul future marzo, tipiche di prese di profitto sui massimi.
Allo stesso tempo, la presenza ricorrente di barre rialziste e di candele di rifiuto in corrispondenza dei supporti tecnici (prima fascia 25.800‑25.500, seguita dalla zona 25.350‑25.100 sulla cassa) mantiene invariata la lettura di controllo della struttura da parte della componente compratrice nel medio periodo.
Le proiezioni di Fibonacci tracciate sui recenti swing rialzisti evidenziano estensioni che raggiungono e in alcuni casi superano il 127‑161,8% delle gambe precedenti, quadro compatibile con un trend ancora forte ma già ampiamente sviluppato.
In chiave Elliott, la sequenza rimane compatibile con una fase impulsiva avanzata del bull market partito dai minimi 2022, assimilabile a un’onda 5 estesa, in cui le correzioni osservate finora appaiono di grado inferiore e non tali da compromettere la struttura di minimi e massimi crescenti.
Nel corso delle ultime settimane si è sviluppata una fase di congestione/triangolazione che ha preceduto il breakout rialzista di fine gennaio; tale struttura ha svolto funzione di consolidamento sopra i principali supporti dinamici, con il successivo movimento che ha proiettato i prezzi nella parte alta del range storico.
L’attuale evoluzione sopra l’ex area di resistenza lascia spazio, dal punto di vista puramente tecnico, alla prosecuzione della tendenza rialzista finché i pullback restano contenuti sopra l’area 25.500 e il limite inferiore del precedente box; una violazione netta e confermata di tali livelli aumenterebbe invece la probabilità di una configurazione distributiva di breve.
Sintesi di analisi tecnica per il Nasdaq 100
Il quadro tecnico del Nasdaq 100 rimane improntato al rialzo di medio periodo, supportato da medie mobili in uptrend, da un RSI stabilmente in territorio positivo e da un canale di regressione lineare con pendenza ancora ascendente, mentre la struttura di massimi e minimi crescenti risulta tuttora intatta.
Le estensioni Fibonacci avanzate, il posizionamento nella parte alta del canale e la price action più “nervosa” in prossimità delle resistenze (area 26.000‑26.300 sul future NQH26) descrivono una fase di maturità del movimento, nella quale la statistica favorisce fasi di consolidamento o correzioni ordinate all’interno del trend, piuttosto che inversioni ribassiste immediate di lungo periodo.
La tenuta dei supporti dinamici e statici individuati (25.800‑25.500 come pivot primario di breve, area 25.350‑25.100 sulla cassa, medie 20‑50‑200 giorni e confini inferiori del canale di regressione) resta un elemento discriminante per valutare la prosecuzione della tendenza rialzista rispetto all’eventuale avvio di un processo correttivo di grado superiore.
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Gennaio chiude in positivo nonostante l’elevata volatilitàNon è stato un mese particolarmente brillante per le azioni, ma i principali indici hanno comunque chiuso gennaio in territorio positivo, tutti con guadagni di almeno l’1%. Ne risulta un inizio di 2026 costruttivo, ma decisamente volatile.
Il Dow Jones ha guadagnato l’1,7% nel mese, l’S&P 500 è salito dell’1,4%, mentre il NASDAQ ha chiuso con un progresso di poco inferiore all’1%. Tuttavia, va sottolineato che l’intero rialzo si è concentrato nella prima settimana di gennaio. Le tre settimane successive sono state caratterizzate da diverse difficoltà, tra cui le minacce tariffarie legate alla Groenlandia e una reazione tiepida del mercato agli utili del Mag 7.
Le notizie di giornata si sono concentrate sulla nomina di Kevin Warsh da parte del Presidente Trump come prossimo Presidente della Fed. Il mercato ha accolto con favore il chiarimento, ma la notizia non è stata sufficiente a sbloccare gli indici dalla fase di stallo.
Venerdì il NASDAQ è sceso dello 0,94% (circa 223 punti) a 23.461,82, mentre il Dow Jones ha perso lo 0,36% (quasi 180 punti) a 48.892,47. Nonostante il bilancio mensile positivo, entrambi gli indici registrano ora tre settimane consecutive di ribassi.
L’S&P 500 è sceso dello 0,43% a 6.939,03, ma è riuscito comunque a chiudere la settimana con un rialzo dello 0,3%. Come già avvenuto nella seduta precedente, tutti gli indici hanno recuperato dai minimi intraday, che erano superiori all’1%.
I report del Mag 7 pubblicati questa settimana hanno superato ampiamente le aspettative su utili e ricavi, ma questo non è bastato a soddisfare un mercato particolarmente esigente. Microsoft (MSFT) non ha mancato i risultati, ma ha comunque perso il 10% nella seduta precedente e un ulteriore 0,7% oggi, penalizzata dall’impennata della spesa in CAPEX e da un certo rallentamento del business cloud.
Nel frattempo, Apple (AAPL) è stata apprezzata per un trimestre solido, con vendite di iPhone in crescita del 23%, ma oggi è riuscita a strappare solo un modesto +0,5%. Meta (META) è stata l’unica del gruppo a registrare un forte rialzo iniziale (+10%) dopo i risultati, ma ha poi ceduto quasi il 3% nella seduta odierna. Il recente clima di mercato ha spinto alcuni analisti a prevedere ulteriori fasi di turbolenza.
Sebbene le prospettive di lungo periodo per il 2026 restino supportate da una Fed accomodante e dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale, l’attuale combinazione tra movimenti parabolici delle materie prime e stagionalità sfavorevole non può essere ignorata. I mercati raramente si muovono in linea retta e gli attuali segnali di “esaurimento” suggeriscono che una fase di consolidamento è plausibile.
Vedremo se questo rappresenta l’inizio di un febbraio incerto o soltanto un momento di debolezza temporanea, già dalla prossima settimana, quando altri due titoli del Mag 7 entreranno in scena: Alphabet (GOOGL) mercoledì e Amazon (AMZN) giovedì. Prima ancora, il mercato reagirà ai risultati di Palantir (PLTR) e Disney (DIS) oggi, e di AMD (AMD) martedì, insieme a centinaia di altre società.
Sul fronte macroeconomico, il PPI è risultato più caldo del previsto, con i prezzi all’ingrosso in aumento dello 0,5% su base mensile e del 3% su base annua, rispetto alle attese di +0,2% e +2,8%. Anche il PPI core ha superato le previsioni.
La prossima settimana, oltre agli utili, sarà densa di dati macro. L’evento chiave sarà il report sui Non-Farm Payrolls di venerdì. Nell’ultima rilevazione, l’economia aveva creato 50.000 nuovi posti di lavoro, leggermente sotto le attese di 73.000, mentre il tasso di disoccupazione era sceso più del previsto al 4,4%.
Infine, resta sullo sfondo il rischio di una chiusura parziale delle attività governative, che dovrebbe protrarsi solo fino all’inizio della prossima settimana, quando la Camera tornerà a Washington. Sarebbe auspicabile evitare un nuovo stallo, soprattutto dopo la chiusura più lunga della storia registrata lo scorso autunno, ma al momento la prudenza resta d’obbligo.
Un presidente della Fed pro-borsa?Kevin Warsh sarà quindi il prossimo presidente della Federal Reserve degli Stati Uniti (Fed) quando Jerome Powell lascerà il suo incarico a partire dal prossimo mese di maggio. Siamo ormai entrati in questo periodo particolare che vedrà la coesistenza di Jerome Powell e Kevin Warsh, quest’ultimo con lo status di “Shadow Fed Chair”.
Vale a dire il futuro presidente della Fed che il mercato inizierà ad ascoltare, poiché le tendenze borsistiche anticipano sempre di diversi mesi le prospettive di politica monetaria.
Diverse domande si pongono riguardo al fatto che Kevin Warsh possa avere, nel tempo, un impatto favorevole sulla tendenza di fondo del mercato azionario:
• Qual è la sua credibilità storica all’interno di Wall Street e dell’alta finanza statunitense in generale? È considerato influenzabile dall’Amministrazione Trump?
• Qual è la sua visione sulla disinflazione e sul livello di inflazione a partire dal quale la Fed può riprendere il taglio del tasso dei federal funds?
• Qual è la sua visione sul tasso di interesse neutrale della Fed: 3%, 2,5%, 2%? Ovvero il tasso che la Fed potrebbe mirare a raggiungere sotto la sua presidenza.
• È favorevole a una modifica dell’obiettivo di inflazione della Fed una volta raggiunto il target del 2%?
• È sensibile alla preservazione della tendenza rialzista degli asset rischiosi sui mercati azionari?
Le risposte a tutte queste domande consentiranno di valutare l’impatto dell’arrivo di Kevin Warsh alla guida della Fed sulla tendenza di fondo del mercato azionario, ma anche su obbligazioni, dollaro USA, materie prime e criptovalute.
Da un punto di vista storico, Kevin Warsh gode di una solida credibilità a Wall Street. Ex governatore della Fed durante la crisi finanziaria del 2008, è stato al centro delle decisioni monetarie più critiche degli ultimi decenni. Il suo profilo è quello di un tecnocrate con una profonda conoscenza dei meccanismi di mercato, vicino alle grandi istituzioni finanziarie e rispettato per la sua comprensione dei rischi sistemici. Ciò tende a rassicurare gli investitori sulla sua capacità di guidare la politica monetaria senza improvvisazioni.
Tuttavia, il suo recente avvicinamento a Donald Trump solleva una questione centrale: quella dell’indipendenza della Fed. Se storicamente Kevin Warsh si è posizionato come un “falco” dell’inflazione, le sue posizioni più accomodanti nel 2025 suggeriscono che potrebbe adottare, almeno inizialmente, un atteggiamento più favorevole a un allentamento monetario. Il mercato potrebbe interpretarlo come un segnale positivo, soprattutto se la disinflazione dovesse confermarsi senza un forte deterioramento del mercato del lavoro.
Per quanto riguarda il tasso di interesse neutrale, Kevin Warsh sembra più incline rispetto a Jerome Powell a ritenere che tale tasso sia strutturalmente più basso rispetto al passato, il che aprirebbe la strada a una politica monetaria meno restrittiva nel medio termine. Un simile orientamento sarebbe chiaramente favorevole ai mercati azionari, ma anche agli asset sensibili alla liquidità come le criptovalute.
Infine, anche se non lo dichiarerà mai esplicitamente, Kevin Warsh è pienamente consapevole del ruolo chiave svolto dalla stabilità dei mercati finanziari nella trasmissione della politica monetaria. In questo contesto, è probabile che si mostri attento a evitare un forte shock negativo sugli asset rischiosi, finché l’inflazione rimarrà sotto controllo.
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S&P500 in fase di snodo ciclico.Il massimo del 29 ottobre potrebbe aver avviato un semestrale inverso vincolato al ribasso, ma la struttura di prezzo mostra debolezza anomala rispetto alle attese.
Dal massimo del 28 gennaio:
sono maturi più cicli settimanali inversi il rischio è che non si tratti di una semplice correzione, ma dell’avvio di un ciclo inverso più profondo
📍 Livelli chiave da monitorare:
6903,46 → linea di vincolo
6825,42 → Eclipse (primo campanello d’allarme)
6789,05 → minimo di controllo del T+2 indice
Sotto questi livelli, lo scenario cambia:
non più rally, ma possibile avvio di un ciclo inverso di grado superiore.
Analisi condotta con Metodo Ciclico 3.0.
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📅 Pubblicata il: 31/01/2026
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Dopo Microsoft, i mercati guardano ad AppleMicrosoft (MSFT), membro di Mag 7, ha subito un duro colpo sul mercato ieri, ma i principali indici sono rimbalzati dai minimi e hanno chiuso la sessione in rialzo. E ora l'attenzione si sposta su un altro rapporto di questa settimana da parte di quel gruppo d'élite, che collettivamente rappresenta circa un terzo dell'S&P 500.
Il gigante del software MSFT ha battuto sia i risultati netti che quelli netti ieri sera, ma sappiamo tutti che non è sufficiente per una forte reazione del mercato. Le preoccupazioni sulla spesa per l'intelligenza artificiale e sulla crescita del cloud hanno fatto crollare le azioni del 10% giovedì, la peggiore sessione dell'azienda in quasi sei anni.
Gli investitori stanno punendo il titolo principalmente a causa di un aumento vertiginoso delle spese CAPEX. MSFT ha annunciato di aver speso 37,5 miliardi di dollari lo scorso trimestre per costruire data center di intelligenza artificiale, con un aumento del 66% su base annua. Altre preoccupazioni includono un leggero rallentamento del business cloud di MSFT e l'eccessiva dipendenza da OpenAI per i ricavi. La debolezza di Microsoft si è riverberata nel settore tecnologico, in particolare nei titoli del settore dell'intelligenza artificiale.
Le azioni hanno trascorso la mattinata in forte ribasso, ma hanno registrato una rispettabile ripresa in chiusura. Il NASDAQ è comunque sceso dello 0,72% (circa 172 punti) a 23.685,12, interrompendo una serie positiva di sei giorni. Tuttavia, l'indice aveva registrato un calo di oltre il doppio rispetto al minimo di sessione.
Nel frattempo, l'S&P ha perso lo 0,13% ieri a 6.969,01 e il Dow Jones ha recuperato completamente chiudendo in rialzo dello 0,11% (circa 56 punti) a 49.071,56. Entrambi gli indici si sono attestati ben al di sotto dei minimi di giornata.
Va notato, tuttavia, che Meta (META) è balzato del 10,4% giovedì dopo i risultati trimestrali di ieri sera, che hanno superato sia i risultati consolidati che quelli consolidati, ma che includevano anche una solida guidance sui ricavi del primo trimestre. Tesla (TSLA) ha perso il 3,2% dopo aver superato i risultati consolidati, ma ha registrato la sua prima perdita annuale di fatturato. L'azienda sta virando verso i suoi robot umanoidi Optimus e sta terminando la produzione dei suoi veicoli Model S e X.
Ma MSFT ha dominato la narrazione, dato che di solito non vediamo oscillazioni così drastiche al ribasso nelle società a mega capitalizzazione. E questo ha portato alcuni analisti a intravedere un'apertura emergente dalla volatilità.
Il calo post-utile potrebbe rappresentare un'opportunità di acquisto se l'adozione dell'intelligenza artificiale continua a ritmo sostenuto, rafforzando il ruolo di Microsoft come partecipazione chiave nei portafogli tecnologici. Il trimestre conferma una traiettoria sana, bilanciando investimenti aggressivi con una crescita redditizia in un panorama dinamico.
Nel complesso, lo slancio di Azure nell'intelligenza artificiale rimane una delle storie di crescita più forti di Microsoft, contribuendo in modo significativo alla leadership dell'azienda nel cloud nonostante i pesanti investimenti iniziali.
Apple (AAPL) ci farà iniziare il weekend con una nota positiva? Forse. Non si può mai prevedere con certezza come reagirà il mercato dopo la conference call, ma al momento in cui scrivo, le azioni sono in rialzo di circa il 2,5% afterhours, a seguito di un fantastico report sugli utili.
AAPL ha riportato una sorpresa positiva sugli utili di quasi il 7,2%, su un fatturato schizzato del 16% su base annua a quasi 144 miliardi di dollari, superando anche le aspettative di circa 137,5 miliardi di dollari. Le vendite di iPhone sono aumentate del 23% a 85,3 miliardi di dollari, superando le aspettative di poco più di 78 miliardi di dollari. Il settore dei servizi era in linea a 30 miliardi di dollari.
Basterà questo a far uscire AAPL dal suo periodo di stallo di otto settimane e a dare una spinta più ampia al mercato? Solo il tempo lo dirà. Ma non sottovalutiamo altri potenziali rialzi per il mercato di oggi, come Sandisk (SNDK).
Le azioni della società di soluzioni di storage, già in rialzo, stanno guadagnando oltre il 14% dopo la chiusura dell'orario di chiusura, dopo un utile del secondo trimestre fiscale superiore del 75% e una previsione che ha superato le aspettative. Questa è certamente la ricetta per una reazione positiva del mercato.
Nasdaq 100: Lateralità dopo pausa FED?
Scenario Macro: La Fed Mette in Pausa, ma il Mercato Rimane Titubante
La riunione della Federal Reserve conclusa il 28 gennaio ha confermato il mantenimento dei tassi nella forchetta 3,50-3,75%, in linea con le attese di mercato. Tuttavia, il comunicato e la conferenza stampa di Jerome Powell hanno rivelato una banca centrale in posizione più cauta rispetto alle aspettative di alcuni operatori. Il linguaggio chiave del statement enfatizza una "crescita economica robusta", un "tasso di disoccupazione che si stabilizza" e un'"inflazione elevata" ancora distante dal target del 2%. Contestualmente, la Fed sottolinea che l'incertezza sulle prospettive economiche rimane elevata, un segnale che la successiva sequenza di decisioni dipenderà interamente dall'andamento dei dati.
La dimensione politica della riunione è altrettanto significativa: due voti contrari (Stephen Miran, nominato da Trump, e Christopher Waller, in corsa per la presidenza della Fed) sulla decisione di mantenere tassi invariati rappresentano il segnale più esplicito finora di crescenti pressioni per una rotta più accomodante. Powell ha ribadito che "un aumento dei tassi non è lo scenario base di nessuno" e che la Fed rimane "fortemente impegnata a raggiungere il target sull'inflazione nel lungo termine", ma ha anche lasciato intendere che ulteriori tagli dipenderanno da evidenza credibile di disinfrazione stabile. Questo impianto argomentativo — "tassi fermi ma fiduciosi sul controllo dell'inflazione" — non ha prodotto l'effetto "bull flattener" che alcuni speravano, bensì una reazione più moderata, coerente con una fase di valutazione dei dati e di attesa della prossima serie di notizie economiche (occupazione USA, dati inflazionistici, earning guidance tech).
Analisi Tecnica: Movimento Laterale Privo di Convizione, Resistenze Mature
Medie Mobili e Trend Primario
Il Nasdaq 100 continua a mantenersi sopra la media mobile a 50 giorni e ben al di sopra della 200 giorni, confermando l'impostazione rialzista di fondo. Entrambe le medie mostrano inclinazione positiva, anche se la distanza progressiva dal prezzo rispetto alla 200 giorni — ormai superiore ai 700 punti — è sintomo di un movimento che ha raggiunto una fase di maturità estesa. La 20 giorni, precedentemente una base di supporto affidabile, ha mostrato negli ultimi 5 giorni una minor capacità di bloccare i pullback, suggerendo una graduale loss di forza del momentum rialzista nel breve periodo.
Indicatori di Momentum e Oscillatori
L'RSI a 14 periodi si posiziona attorno a 55-60, una zona positiva ma lontana dall'ipercomprato estremo che caratterizzava le sedute del 24-25 gennaio. Questo repositioning dell'indicatore riflette la lateralità dei prezzi: il Nasdaq non sta accumulando forza per una nuova spinta al rialzo, bensì consolidando i guadagni su un movimento che, tecnicamente, ha esaurito buona parte dell'energia impulsiva. Lo MACD a livello daily mostra un cross ribassista minore, coerente con la fase di consolidamento piuttosto che di riaccelerazione rialzista.
Analisi dei Livelli e Supporti/Resistenze
La resistenza più vicina e psicologicamente rilevante si posiziona in area 26.190-26.200 punti, coincidente con il massimo della precedente seduta e con un'importante zona di pivot giornaliero. Un eventuale breakout e chiusura oltre questo livello riavvierebbe lo scenario di estensione verso 26.400-26.600, ma l'assenza finora di volumi crescenti e la price action "nervosa" (candele con shadow lunghe, chiusure non convincenti sui massimi) suggeriscono che tale scenario rimane secondario.
Il supporto primario rimane fissato a 25.500 punti, corrispondente al minimo della fase di consolidamento iniziata il 20 gennaio. Un ritorno verso questa area, accompagnato da calo di volumi o rifiuto sulla 50 giorni (attualmente attorno a 25.350-25.400), comporterebbe il passaggio a uno scenario di distribuzione di breve e possibile ritorno verso la zona 25.100-25.250 (supporti secondari identificati dalla 200 giorni in dinamica).
Regressione Lineare e Canale Ascendente
La regressione lineare calcolata su base mensile mantiene uno slope positivo marcato, ma il recente positioning del prezzo nella fascia alta del canale ascendente (banda superiore) aumenta la probabilità statistica di mean reversion verso la linea mediana (stimata attorno a 25.300-25.500). Questa configurazione è classica nelle fasi avanzate di un uptrend: le estensioni oltre la banda superiore sono frequentemente seguite da movimenti correttivi verso l'asse della regressione stessa, purché non accompagnate da ulteriore accelerazione del volume o da sorprese positive sul fronte degli utili tech.
Analisi di Fibonacci e Proiezioni d'Onda
Le estensioni di Fibonacci sui recenti swing rialzisti (dal minimo di gennaio fino ai massimi attuali) segnalano livelli di target oltre il 127-161,8% dei precedenti movimenti, territorium già ampiamente raggiunto e superato. In chiave Elliott, la struttura rimane coerente con un'onda 5 estesa nel contesto del bull market partito dai minimi 2022, ma con segnali di una fase impulsiva che sta per entrare in una fase di consolidamento o di correzione di grado superiore.
Price Action Giornaliera
L'alternanza osservata tra candele di spinta rialzista (con chiusure vicino ai massimi della seduta) e sedute caratterizzate da forti spike superiori seguiti da rifiuto dei massimi è spia di un equilibrio sempre più fragile tra compratori e venditori in prossimità di resistenze mature. Le prese di profitto aggressive su ogni tentativo di breakout — visibile nell'allargamento dei range intraday — indicano che il mercato dei compratori, pur ancora in controllo, fatica a convincere nuovi buyer alle attuali quotazioni.
Sintesi Tecnica: Fase Laterale Matura, Vulnerabile a Correzioni Ordinate
Il quadro tecnico del Nasdaq 100 rimane rialzista nel medio-lungo termine, ma la fase attuale è palesemente matura. I supporti dinamici (medie mobili 20-50-200 giorni) rimangono intatti e il trend di fondo positivo, tuttavia, l'espansione verticale della fase precedente ha esaurito buona parte dell'energia impulsiva e il repositioning dei compratori verso zone di consolidamento o correzione è non solo plausibile, bensì statisticamente probabile nel corso della prossima settimana-10 giorni. La tenuta della zona 25.500 rimane elemento discriminante: un'erosione di questo supporto, in assenza di sorprese positive su earnings o guidance AI, aprirebbe a uno scenario di ritorno verso 25.100 (il minimo di fine dicembre 2025) con implicazioni negative per il bias rialzista di breve periodo.
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DAX preparati al peggio | Metodo Ciclico 3.0La perdita dei livelli 24.771,34 (prima battuta – linea di vincolo del ciclo inverso) e 24.656,73 (seconda battuta) sta ponendo le basi per uno scenario delicato.
⚠️ Il mancato recupero immediato di questi livelli mette in crisi la struttura di fondo.
La vera linea di confine è identificabile a 24.241,30:
su questo livello transita l’ECLIPSE di un ciclo T+7 indice.
👉 Perdita del livello + retest fallito spianerebbero la strada a una chiusura ciclica importante lato indice, con conseguente pressione ribassista.
In area 24.349 passa inoltre, in termini ciclici, la generazione di un T+2, che rappresenta lo swing condizionato del ciclo T+4 nato il 21 novembre.
Un suo vincolo al ribasso metterebbe quindi in seria difficoltà il T+4 indice.
🔴 In sintesi: il livello spartiacque resta 24.241 circa
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Le 3 fasi brutali del trader profittevoleIl grande Jesse Livermore disse: TRADA QUELLO CHE VEDI E NON QUELLO CHE PENSI.
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Oggi voglio riportare un passo del maestro trader Jesse Livermore.
Vi hanno mentito. Ogni libro di trading, ogni guru, ogni storia di successo...
Vi hanno detto che imparare a fare trading riguarda la strategia, trovare i giusti indicatori, padroneggiare l'analisi tecnica. Ma non è questo che separa i vincitori dai cadaveri.
Io sono Jesse Livermore. Ho trasformato 5 dollari in cento milioni, poi ho perso tutto, li ho riguadagnati, li ho persi di nuovo. E attraverso quattro bancarotte e fortune che farebbero piangere i re, ho scoperto qualcosa che non vi insegneranno mai in nessun corso. Ci sono tre stadi nascosti a cui ogni trader deve sopravvivere prima che un singolo dollaro di profitto costante tocchi il suo conto. Tre stadi che non hanno nulla a che fare con i grafici e tutto a che fare con ciò che accade dentro il vostro cranio quando il denaro vero sta sanguinando.
L'importanza del percorso: conoscere il proprio stadio, questa è la differenza tra un altro anno di perdite e il riuscire finalmente a passare dall'altra parte. NESSUNO VI PARLA DELL'INFERNO CHE DOVETE ATTRAVERSARE PER ARRIVARCI. Ecco di cosa si tratta: gli stadi che non vogliono che sappiate esistano, perché se sapeste quanto è brutale questo viaggio, la maggior parte di voi mollerebbe prima di iniziare. Lasciate che vi parli di questi tre stadi. Il dolore che state provando in questo momento non è un fallimento, è educazione. L'educazione più costosa che comprerete mai. La maggior parte degli uomini molla prima di completare anche solo il primo stadio. Bruciano i conti, incolpano il mercato e se ne vanno convinti che il gioco sia truccato. Ma il gioco non è truccato, sta rivelando chi siete veramente quando ci sono i soldi in gioco.
Stadio 1.
Il massacro della certezza Lo stadio uno: il massacro della certezza. Quando entrai per la prima volta in una "bucket shop" a 14 anni, pensavo di aver capito tutto. I numeri mi parlavano, i pattern emergevano dal caos. Guadagnavo soldi mentre uomini adulti perdevano anche la camicia. Pensavo fosse perché ero speciale. Inizia così per tutti. Fai il primo trade vincente, forse il secondo e il terzo, e improvvisamente credi di aver decifrato il codice. Poi il mercato gira. Non gradualmente, ma come un cane rabbioso, e punta dritto alla gola. Ricordo la mia prima vera batosta. Ero sicuro, assolutamente certo che un titolo sarebbe salito. Quando sei certo, non ti proteggi, non esiti, carichi la posizione. Perché perdere soldi facili sembra peggio del rischio di sbagliare. Ma mi sbagliavo. E il mercato non mi ha solo dato torto, mi ha umiliato. Questo accade nello stadio uno: il mercato prende tutto ciò in cui credi e gli dà fuoco. Impari che la sicurezza di sé non è un vantaggio, che essere intelligenti non ti protegge. Impari la prima grande verità: non sai nulla.
Stadio 2.
La disciplina dell'attesa. Dopo essere stato umiliato, inizi a vedere le reali opportunità. Ma ecco la tortura: vedi queste opportunità e sai che non dovresti coglierne la maggior parte. La cosa più difficile che abbia mai imparato non è stata leggere un titolo, ma come stare seduti fermi. Come guardare gli altri fare soldi e non saltare dentro. Prima del crollo del 1907, osservai il mercato per mesi. Sapevo che un collasso stava arrivando, potevo sentirne il sapore. Ma aspettai. Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana. Non perché non fossi fiducioso, ma perché avevo imparato una cosa essenziale: avere ragione troppo presto è lo stesso che avere torto. Questo è ciò che insegna lo stadio due. Elimina il bisogno di essere costantemente in azione. Il mercato ti paga per la pazienza, non per l'attività. I "gambler" hanno bisogno di azione, i trader hanno bisogno di profitto.
Stadio 3.
Diventare il mercato. Dopo il crollo del 1929, la gente mi trattava come un profeta. Pensavano che avessi superato in astuzia il mercato. Si sbagliavano. Io non ho battuto il mercato, sono diventato il mercato.
QUESTO E' L'ULTIMO STADIO E NESSUNO NE PARLA PERCHE' E' QUASI IMPOSSIBILE DA SPIEGARE. Non riguarda l'analisi o la disciplina, riguarda qualcosa di più profondo: sentire il polso del mercato come se fosse il tuo battito cardiaco. Inizi a muoverti con esso invece che contro di esso. Smetti di cercare di imporre la tua volontà. Sviluppi un sesto senso. Chiamatela intuizione, riconoscimento di pattern a livello subconscio... è reale. Inizi a sentire quando sei in sintonia con il mercato e quando non lo sei. È maestria. È quello che succede quando hai fatto una cosa così tante volte che diventa istintivo. Un pianista non pensa a quale dito muovere, e un trader allo stadio tre non analizza i trade, li "sente".
Conclusione e verità finale.
Ecco cosa Wall Street non vi dirà: non potete saltare questi stadi. Non potete leggere un libro o seguire un guru e saltare dritti alla redditività. Dovete perdere. Dovete fallire. Io sono andato in rovina più volte. Quattro volte ho perso tutto. Ogni volta pensavo di aver imparato abbastanza, ogni volta il mercato mi mostrava che non era così. Ma ogni volta tornavo più forte perché mi rifiutavo di mollare. Quando finalmente diventi un trader, capisci che i soldi non sono mai stati il punto. Il denaro è solo il punteggio. Ciò che hai guadagnato davvero è imparare chi sei quando tutto è in gioco. Il mercato non si cura dei vostri sogni o delle vostre bollette. Si prenderà tutto il tempo necessario per insegnarvi ciò che dovete sapere. Il vostro compito non è affrettare il processo, è sopravvivere.
E VOI IN QUALE STADIO VI TROVATE? SCRIVETELO NEI COMMENTI.
Siate onesti, perché sapere dove siete è il primo passo per andare avanti.
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English
The great Jesse Livermore said: "TRADE WHAT YOU SEE, NOT WHAT YOU THINK."
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Today, I want to share a passage from the master trader, Jesse Livermore.
The Three Brutal Stages of Trading
They lied to you. Every trading book, every guru, every success story... They told you that learning to trade is about strategy, finding the right indicators, and mastering technical analysis. But that is not what separates the winners from the corpses.
I am Jesse Livermore. I turned $5 into $100 million, then I lost it all, made it back, and lost it again. Through four bankruptcies and fortunes that would make kings weep, I discovered something they will never teach you in any course. There are three hidden stages every trader must survive before a single dollar of consistent profit touches their account. Three stages that have nothing to do with charts and everything to do with what happens inside your skull when real money is bleeding.
The Importance of the Journey.
Knowing your stage is the difference between another year of losses and finally breaking through to the other side. NOBODY TELLS YOU ABOUT THE HELL YOU HAVE TO WALK THROUGH TO GET THERE. These are the stages they don't want you to know exist, because if you knew how brutal this journey really was, most of you would quit before you started. The pain you are feeling right now is not failure—it is education. The most expensive education you will ever buy. Most men quit before completing even the first stage. They blow up their accounts, blame the market, and walk away convinced the game is rigged. But the game isn't rigged; it is revealing who you really are when money is on the line.
Stage 1: The Slaughter of Certainty.
When I first walked into a bucket shop at 14, I thought I had it all figured out. Numbers spoke to me; patterns emerged from the chaos. I was making money while grown men were losing their shirts. I thought it was because I was special. It starts that way for everyone. You make your first winning trade, maybe the second and third, and suddenly you believe you’ve cracked the code. Then the market turns. Not gradually, but like a rabid dog, and it goes straight for your throat.
I remember my first real beating. I was sure—absolutely certain—that a stock would rise. When you are certain, you don’t hedge, you don’t hesitate, you load up. Because missing out on "easy money" feels worse than the risk of being wrong. But I was wrong. And the market didn't just prove me wrong; it humiliated me. This is Stage 1: the market takes everything you believe in and sets it on fire. You learn that confidence is not an edge and being smart doesn't protect you. You learn the first great truth: you know nothing.
Stage 2: The Discipline of Waiting.
After being humbled, you start to see real opportunities. But here is the torture: you see these opportunities and you know you shouldn’t take most of them. The hardest thing I ever learned wasn't how to read a ticker, but how to sit still. How to watch others make money and not jump in.
Before the crash of 1907, I watched the market for months. I knew a collapse was coming; I could taste it. But I waited. Day after day, week after week. Not because I wasn't confident, but because I had learned an essential lesson: being right too early is the same as being wrong. This is what Stage 2 teaches you. It kills the need for constant action. The market pays you for patience, not activity. Gamblers need action; traders need profit.
Stage 3: Becoming the Market.
After the crash of 1929, people treated me like a prophet. They thought I had outsmarted the market. They were wrong. I didn’t beat the market; I became it. THIS IS THE FINAL STAGE, AND NOBODY TALKS ABOUT IT BECAUSE IT IS ALMOST IMPOSSIBLE TO EXPLAIN. It isn’t about analysis or discipline; it’s about something deeper: feeling the market’s pulse as if it were your own heartbeat. You start moving with it instead of against it. You stop trying to impose your will.
You develop a sixth sense. Call it intuition, subconscious pattern recognition... it is real. You start to feel when you are in sync with the market and when you are not. It is mastery. It’s what happens when you’ve done something so many times it becomes instinctive. A pianist doesn’t think about which finger to move, and a trader at Stage 3 doesn’t analyze trades—they "feel" them.
Conclusion and the Final Truth.
Here is what Wall Street won’t tell you: you cannot skip these stages. You cannot read a book or follow a guru and jump straight to profitability. You have to lose. You have to fail. I went broke multiple times. Four times I lost everything. Each time I thought I had learned enough, and each time the market showed me I hadn't. But each time I came back stronger because I refused to quit.
When you finally become a trader, you realize the money was never the point. The money is just the score. What you’ve really gained is learning who you are when everything is on the line. The market doesn’t care about your dreams or your bills. It will take as long as it takes to teach you what you need to know. Your job isn't to rush the process; it’s to survive it.
WHICH STAGE ARE YOU IN RIGHT NOW? LET ME KNOW IN THE COMMENTS.
Be honest, because knowing where you are is the first step toward moving forward.
NASDAQ compressione prima di ulteriore longBuongiorno a tutti,
Il grande Jesse Livermore disse: TRADA QUELLO CHE VEDI E NON QUELLO CHE PENSI.
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NASDAQ
TF settimanale.
Siamo in fase di compressione dall'inizio di novembre 2025: la price action sta disegnando un triangolo di continuazione.
TF giornaliero.
Anche qui è visibile il triangolo di cui sopra, abbiamo due zone molto importanti una di domanda sotto e l'altra di offerta sopra.
Operatività.
Seguendo l'orderflow rialzista, andremo a prendere (con tutte le conferme neccessarie) un long con obiettivo principale il massimo della zona sopra (che coincide anche con il massimo storico) a 26.255.
Come secondo target avremo il round number 27.000.
Attenzione alle varie prese di liquidità che potranno avvenire sia sopra che sotto al triangolo una volta rotto.
Ovviamente la sicurezza massima si avrà con la rottura ed il retest dello stesso.
Scenari ribassisti sotto il livello 23.829.
Restate sintonizzati, seguiranno aggiornamenti!
A presto
Mind Primacy
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Technical Analysis: Compression Phase & Key Targets.
Weekly Timeframe (1W)
Since early November 2025, the market has entered a clear compression phase. Price action is currently carving out a continuation triangle, suggesting a buildup of momentum for the next major trend expansion.
Daily Timeframe (1D)
The triangle remains well-defined on the daily chart, identifying two critical structural zones:
Supply Zone (Upper): Resistance guarding the breakout.
Demand Zone (Lower): Support providing the floor for the current consolidation.
Trading Strategy
Following the prevailing bullish order flow, we are looking for Long opportunities (pending necessary price action confirmations).
Profit Targets:
Primary Target: 26,255 (Upper supply zone and previous All-Time High).
Secondary Target: 27,000 (Key psychological round number).
Risk Management & Outlook
Liquidity Grabs: Be cautious of potential "stop hunts" or liquidity sweeps above and below the triangle boundaries once the initial breakout occurs.
Execution: For maximum probability, wait for a clean breakout followed by a retest of the structure.
Bearish Scenario: The bullish bias is invalidated if the price drops below the 23,829 level.
Stay tuned for further updates as the setup develops!
See you soon, Mind Primacy
Disclaimer: All analyses shared on this profile are for educational purposes and do not represent financial advice. This is my personal market view based on my proprietary trading strategies.
S&P raggiunge un nuovo record con gli utili di Mag 7 in arrivoI principali indici hanno seguito traiettorie diverse nella sessione di martedì, sebbene uno di essi abbia chiuso su un nuovo massimo storico, mentre gli investitori attendono tre report del Mag 7 e una decisione della Fed.
L’S&P 500 ha fatto la storia salendo dello 0,41% a 6.978,60, superando di poco più di un punto il precedente record del 12 gennaio.
Il NASDAQ ha messo a segno una performance ancora migliore, con un rialzo dello 0,91% (circa 215 punti) a 23.817,10, sostenuto dalla forza del comparto tecnologico in vista degli utili di tre dei principali nomi del settore attesi per domani. Entrambi gli indici hanno ora allungato la loro serie positiva a cinque sedute consecutive.
Diversa la situazione per il Dow Jones, sceso dello 0,83% (poco più di 400 punti) a 49.003,41 dopo che la Casa Bianca ha proposto tariffe Medicare Advantage sostanzialmente invariate per il 2027.
Gli analisti si aspettavano un aumento compreso tra il 4% e il 6%. Le compagnie assicurative hanno subito forti vendite e il colpo più duro all’indice è arrivato dal crollo di quasi il 20% di UnitedHealth (UNH).
Dopo la chiusura dei mercati, Texas Instruments (TXN) ha mancato le stime sia sui ricavi sia sugli utili, ma il titolo è salito di oltre l’8% nelle contrattazioni after-hours al momento della stesura di questo commento. Il rialzo è stato sostenuto da una guidance per il primo trimestre migliore del previsto a metà ciclo, ponendo TXN all’opposto di Intel (INTC).
La scorsa settimana, infatti, il produttore di chip aveva superato le attese ma fornito prospettive deboli, provocando un calo di oltre il 20% nelle due sedute successive. Oggi INTC è riuscita a recuperare, chiudendo in rialzo del 3,4%.
Questo rappresenta un chiaro segnale di ciò che il mercato si aspetta dai tre grandi nomi del Mag 7 che presenteranno i risultati domani dopo la chiusura. Gli investitori si attendono che Microsoft (MSFT, +2,2%), Meta (META, +0,09%) e Tesla (TSLA, -1%) offrano indicazioni solide, soprattutto in un contesto in cui Wall Street è sempre più concentrata sulla portata e sulla redditività della spesa in intelligenza artificiale.
I modelli linguistici di grandi dimensioni e i chatbot come ChatGPT di OpenAI e Gemini di Alphabet hanno già fornito agli investitori una prova concreta della fattibilità della rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, i chatbot rappresentano solo la punta dell’iceberg. Jensen Huang ha definito l’intelligenza artificiale fisica e la robotica un’opportunità irripetibile.
Nel frattempo, il CEO di Tesla, Elon Musk, ha più volte dichiarato che il prossimo robot umanoide “Optimus” potrebbe diventare il prodotto più importante dell’azienda e potenzialmente il più venduto di sempre.
Sebbene le affermazioni di Musk e Huang possano apparire ambiziose, il mercato ha imparato che sottovalutarle in passato è stato rischioso. In prospettiva, l’intelligenza artificiale inizierà a spostarsi sempre più verso il livello applicativo, man mano che modelli complessi verranno integrati nei software tradizionali, trasformando radicalmente il business dei player legacy.
Il quadro appare estremamente promettente, ma ora gli investitori vogliono vedere almeno una parte di questa narrativa riflessa nei numeri e nelle guidance che arriveranno domani dal Mag 7. Allo stesso tempo, attendono maggiore chiarezza dalle parole del presidente della Fed, Jerome Powell, previste per mercoledì.
Il mercato è consapevole che non ci sarà alcun taglio dei tassi al termine della prima riunione della Fed del 2026, ma vuole capire cosa Powell dirà su inflazione, crescita economica e tempistiche dei futuri interventi. Si parlerà di un taglio, due tagli… o forse di nessun taglio quest’anno? Lo scopriremo presto.
FTSE MIB: Quando siamo vicini al TCY Max... bisogna necessariamente pensare che il TCY ha trovato suo Max, idealmente sulla trend dei precedenti Max. Il precedente TYL aveva delle caratteristiche , il TYL in corso dovrà rispettarle.
I movimenti che attendo nel grafico, come sempre...sono solo ipotesi, a volte si rivelano vicine alla realtà, altre completamente sbagliate. Nessuna intenzione di suggerire operatività-






















