L'analisi su S&P500 - giovedì 4 dicembreLe borse statunitensi sono avanzate mercoledì, sostenute da un inaspettato indebolimento del mercato del lavoro che, pur evidenziando nuove crepe nel comparto occupazionale, ha rafforzato ulteriormente le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nella riunione della prossima settimana.
Il contratto future sul principale benchmark azionario americano ha terminato le contrattazioni a 6.864 punti, in rialzo di circa lo 0.3%.
Debolezza dell’occupazione privata spinge le attese di allentamento monetario
Il rapporto ADP ha aggiunto ulteriore slancio alla narrativa “dovish”: secondo i dati, il settore privato ha tagliato 32.000 posti di lavoro a novembre, sorprendendo nettamente al ribasso rispetto al consenso che attendeva un incremento modesto.
I mercati monetari assegnano ormai quasi il 90% di probabilità a un taglio dei tassi di 25 punti base nella riunione del FOMC della prossima settimana.
L’attenzione quindi ora si sposta sui dati di oggi relativi alle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione e all’aggiornamento ufficiale dei prezzi al consumo — il PCE core in uscita venerdì — che rappresenta la misura di inflazione di riferimento per la Federal Reserve, anche se questo rifletterà un quadro dati non aggiornato per via dello shutdown di settembre.
S&P500 future, quali livelli monitorare ora?
Dopo i rialzi della scorsa settimana, in questa ottava il future su S&P500 si sta muovendo lateralmente cercando di consolidare al di sopra dei 6.800 punti.
Quali sono i livelli da monitorare con più attenzione in questo contesto?
Supporti principali
Primo supporto: 6.860
Questo livello rappresenta per oggi la prima area da difendere in ottica rialzista; se il mercato dovesse scendere sotto questa soglia, potremmo scendere fino a 6.830 punti, zona di reazione dopo il pullback di ieri.
Secondo supporto: 6.810
Questo livello rappresenta per questa settimana la principale area da difendere in ottica rialzista; se il mercato dovesse scendere sotto questa soglia, probabili vendite dapprima fino a 6.773 punti ed in estensione a 6.730 punti, zona di probabile minimo settimanale.
Terzo supporto: 6.700
Qui passa la media mobile a 80 giorni (6.849 circa), che spesso funge da "airbag" nelle fasi di volatilità elevata. Una rottura decisa sotto i 6.700 aprirebbe spazio a ribassi potenzialmente fino a 6.550, con volatilità in aumento.
Resistenze principali
Prima resistenza: 6.900
Siamo a un soffio dal massimo storico di 6.950. Le prese di profitto si concentrano tra 6.900 e 6.930—solo una chiusura sopra questi livelli potrebbe innescare nuovi acquisti e short covering, spingendo il future verso nuovi record.
Per oggi una salita verso area 6.900 punti sarà probabile se supereremo quota 6.880 punti, livello significativo di resistenza intraday.
Seconda resistenza: 7.000 (psicologica)
Livello tondo, amato dagli algoritmi e dagli investitori istituzionali: non ci aspettiamo in questo momento una mossa sopra tale livello, ma è chiaro che il superamento dei 7.000 potrebbe scatenare un rally emotivo, anche se va prestata attenzione ai falsi breakout.
Molto probabile che il mercato farà fatica a trovare una direzionalità marcata prima della riunione della Fed di settimana prossima, dove Powell sarà chiamato a dare indicazione sulla guidance della banca centrale in vista del 2026.
Sintesi Operativa
Sopra 6.920: spazio a nuovi massimi storici, con volatilità che potrebbe esplodere
Tra 6.700 e 6.900: fase laterale di consolidamento, adatta a strategie range-bound
Sotto 6.700: rischio di accelerazione ribassista, con volatilità in ulteriore aumento
Indici di mercato
NQ: H1!!! DISCLAIMER !!!
Nota bene:
Queste sono semplici bozze personali, da considerarsi come tali. La lettura va effettuata con un’ottica di breve termine. In altre parole, la prima fase del percorso disegnato rappresenta l’ipotesi principale. La parte restante del percorso (quella più lontana nel tempo) è strettamente legata all’evoluzione della prima fase. Di conseguenza, se quest’ultima non si realizza, l’intera idea deve essere considerata nulla.
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Fine del QT della Fed: quale impatto sul dollaro USA?Dal lunedì 1° dicembre 2025, il QT avviato nel 2022 è stato interrotto. L’evoluzione del bilancio della Fed ha sempre avuto un forte impatto sugli attivi finanziari, soprattutto sul mercato valutario. Attraverso quali meccanismi? E quale impatto attendersi sull’USD?
Dal lunedì 1° dicembre 2025, la Federal Reserve statunitense (Fed) ha ufficialmente posto fine al ciclo di quantitative tightening (QT) iniziato nel 2022. Questa decisione rappresenta una svolta nella politica monetaria americana: la contrazione del bilancio —che aveva irrigidito le condizioni finanziarie per oltre tre anni— termina qui. Storicamente, i movimenti del bilancio della Fed influenzano significativamente i mercati finanziari, in particolare l’indice del dollaro (DXY). Tuttavia, la fine del QT non equivale all’inizio di un programma di quantitative easing (QE).
Interrompere la riduzione del bilancio significa che la Fed smette di drenare liquidità dal sistema finanziario. In teoria, questo è neutrale o leggermente ribassista per il dollaro. Con una minore pressione sui tassi reali, l’attrattiva del USD diminuisce, soprattutto rispetto alle valute con carry più elevato. In passato, quando il QT si concludeva —come nel 2012 o 2019— il dollaro tendeva ad indebolirsi progressivamente. La semplice stabilizzazione del bilancio allenta leggermente le condizioni finanziarie e favorisce un ritorno verso attivi più rischiosi o più remunerativi fuori dagli Stati Uniti.
È però fondamentale chiarire un punto spesso mal compreso: la fine del QT non equivale affatto all’inizio del QE. Nel QE, la Fed acquista grandi quantità di obbligazioni, immettendo liquidità in modo abbondante e regolare. Ciò esercita una pressione al ribasso sui rendimenti a lungo termine e indebolisce il dollaro in modo più marcato. Quando il QT termina, la Fed non aggiunge liquidità: semplicemente non ne ritira più. Il bilancio si stabilizza —a volte con lievi oscillazioni— ma non si espande automaticamente.
La differenza è quindi sostanziale:
• Fine del QT = stabilizzazione, impatto moderato, spesso neutrale o leggermente ribassista per l’USD.
• Inizio del QE = espansione del bilancio, impatto chiaramente ribassista per via dell’aumento dell’offerta di dollari.
In sintesi, la fine del QT a dicembre 2025 può rendere l’ambiente leggermente meno favorevole al dollaro, ma l’effetto rimane limitato senza segnali di un vero passaggio al QE. I prossimi mesi dipenderanno più dai tassi di interesse, dall’inflazione e dalle aspettative di politica monetaria che dalla sola fine del QT.
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Nasdaq - Buona Partenza+250 punti dal nostro livello di entrata, lo Stop Loss rimane invariato oggi come per i prossimi giorni , probabilmente lo dovremo tenere fermo per altri 10 giorni di mercato circa.
Take Profit? Non c'è, con questa strategia si lascia correre fino a che ce n'è, a noi serve solo lo Stop Loss fino a che diventa Stop Profit.
Semplice, pulito, senza 2000 indicatori, ecco il mio grafico ciclico quest'oggi.
Sono aperto a qualsiasi vostra considerazione in merito alla mia strategia nella chat di TradingView.
IG:NASDAQ CAPITALCOM:US100
triangolo simmetrico su sp500triangolo simmetrico su sp 500, è molto probabile una rottura al rialzo verso 6890 per poi formare una divergenza ribassista.
la media del tick a 50 giorni sul nyse è a -96, e anche sul nasdaq gli ultimi giorni ha fatto registrare chiusure molto basse che indicano vendite consistenti, il che fa pensare ad uno stallo del bull market per i prossimi mesi
WisdomTree - Tactical Daily Update - 01.12.2025Clima d’attesa sulle Borse mondiali: non basta il taglio FED quasi certo.
Crollano le cryptos, si rinforzano oro, ma soprattutto argento.
La tecnologia oggetto di selettivi profit taking: sentore di «bolla AI»?
Calma piatta sul mercato obbligazionario e valutario.
Il mese di dicembre si apre in sordina per le Borse europee, con gli investitori che inaugurano l’ultimo tratto dell’anno oscillando tra la prudenza dettata dall’agenda macro e l’inevitabile sguardo alla riunione della Federal Reserve del 10 dicembre, ormai considerata cruciale. Il lungo blackout statistico causato dallo shutdown federale ha infatti compresso in pochi giorni una sequenza fitta di aggiornamenti macroeconomici, soprattutto dagli Stati Uniti, dove il quadro si presenta in chiaroscuro.
Sul fronte americano, l’indice manifatturiero di novembre si attesta a 52,2 punti, in lieve calo rispetto ai 52,5 del mese precedente, ma ancora in espansione e sorprendentemente solido rispetto alle attese. È un dato che rafforza la narrativa di un’economia sì rallentata, ma non in affanno. E infatti i mercati, ormai da giorni, prezzano quasi al 100% un taglio dei tassi nella riunione della Fed di metà mese, un passaggio che potrebbe chiudere l’anno restituendo un po’ di linfa agli asset più sensibili alla politica monetaria.
In Europa, il quadro è meno rassicurante. I dati sulle manifatture deludono le aspettative, confermando un rallentamento che si trascina da settimane. Le Borse europee aprono così il mese con un tono debole: Piazza Affari cede lo 0,22%, ma riesce a mantenersi sopra la soglia psicologica dei 43.000 punti dopo aver recuperato dai minimi intraday. Non brillano neanche Parigi (-0,3%) e soprattutto Francoforte (-1%), mentre Madrid (+0,1%) e Amsterdam (+0,4%) salvano la seduta chiudendo in territorio positivo.
Oltreoceano, Wall Street viaggia in rosso dopo un novembre estremamente instabile. Alle 18:00 CET, il Dow Jones arretra dello 0,43%, interrompendo una serie di cinque sedute consecutive al rialzo iniziata il 21 novembre. L’S&P 500 si muove appena sotto la parità (-0,16%), mentre il Nasdaq 100 limava solo lo 0,14%. All’interno dell’S&P emergono in controtendenza i comparti energia (+0,95%) e beni di consumo discrezionali (+0,42%), mentre sul fondo scivolano utilities (-2,20%), sanitario (-1,08%) e industriali (-0,74%).
Tra le storie di giornata spicca Nvidia (+0,97%), che annuncia l’acquisizione di una quota da 2 miliardi di dollari in Synopsys, mossa strategica per accelerare lo sviluppo di soluzioni avanzate di ingegneria e intelligenza artificiale. Meno brillanti altri due nomi simbolo dell’AI: Advanced Micro Devices (+0,84%) e Oracle (+0,89%), entrambi in rialzo ma senza entusiasmo.
Il sentiment globale resta tuttavia più disteso rispetto a qualche settimana fa, grazie all’aumento delle probabilità di un allentamento monetario imminente da parte della Fed. Sui mercati globali torna un segnale di risk-off, e lo si vede dal comportamento del bitcoin, che registra una delle sedute più pesanti dell’ultimo mese: il calo supera il 7%, riflesso di un’ampia ritirata dagli asset più speculativi.
La criptovaluta resta infatti in una fase strutturalmente fragile dopo l’ondata di vendite scatenata dall’azzeramento di circa 19 miliardi di dollari in posizioni a leva a inizio ottobre, pochi giorni dopo il record storico a 126.251 dollari. A novembre il Bitcoin ha lasciato sul terreno il 16,7%, ma negli ultimi giorni ha tentato un recupero risalendo sopra i 90.000 dollari.
Nella notte asiatica, i listini si sono mossi in ordine sparso. A catalizzare l’attenzione è stato il Giappone: il Nikkei è scivolato dell’1,89% a 49.303,28, dopo le parole del governatore della Bank of Japan, Kazuo Ueda, che ha lasciato aperta la porta a un aumento dei tassi a breve.
Le sue dichiarazioni hanno spinto i rendimenti dei decennali nipponici ai massimi di 17 anni: il JGB a dieci anni è balzato di 7,5 punti base fino all’1,875%, livello più alto dal giugno 2008. Lo yen si è rafforzato dello 0,4%, mentre gli investitori valutano anche i piani della premier Takaichi per sostenere la crescita economica nei prossimi mesi.
Sul mercato valutario, l’euro/dollaro resta poco mosso e si assesta a 1,16. Sul fronte energetico, il petrolio torna a salire dopo che l’Opec+ ha confermato la decisione del 2 novembre 2025 di sospendere l’aumento della produzione per i mesi di gennaio, febbraio e marzo 2026. Il WTI si muove a 59,3 dollari al barile, mentre il Brent supera i 63 dollari.
Per i titoli di Stato europei, la giornata è stata tranquilla: lo spread BTp-Bund resta stabile a 72 punti base, livello più basso degli ultimi 15 anni. Sale invece, in parallelo ai Bund, il rendimento del decennale italiano.
Tra i metalli preziosi, l’oro spot si muove in lieve recupero a 4.233 dollari (+0,2%), mentre il gas naturale europeo scivola a 28 euro/MWh (-1,7%).
Il quadro complessivo di inizio mese è dunque quello di mercati che restano cauti, ma non paralizzati: la prospettiva di un imminente taglio dei tassi continua a fungere da rete di sicurezza, mentre gli investitori monitorano con attenzione i segnali più fragili — dalle manifatture europee alla volatilità delle criptovalute — in attesa che l’ultimo atto del 2025 prenda una direzione più chiara.
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Dax future: il mercato riuscirà a tornare sopra i 24.000 punti?Dopo il solido recupero della scorsa settimana (+3%), il Dax ha aperto la nuova ottava con un'immediata battuta d’arresto.
L’indice benchmark tedesco, reduce dalla chiusura di venerdì a 23.836 punti, ha terminato la seduta di ieri a 23.589 punti, registrando un calo dell’1,0%.
Prese di profitto sui titoli della difesa per “timori di pace”
Come già osservato nei giorni scorsi, i titoli della difesa sono rimasti sotto pressione; il mercato parla di “Friedensangst”, ovvero il timore che i progressi nei colloqui per un possibile cessate il fuoco in Ucraina possano ridurre il premio al rischio che ha sostenuto il comparto per tutto il 2024.
Il settore resterà al centro dell’attenzione anche oggi: la ministra dell’Economia Katharina Reiche e il ministro della Difesa Olaf Pistorius incontrano a Berlino i rappresentanti dell’industria della difesa, della sicurezza e dell’automotive per discutere il rafforzamento della resilienza industriale tedesca e le possibili sinergie tra comparti strategici.
Analisi Tecnica DAX future – Livelli chiave per le prossime sedute
Nell’analisi del 19 novembre avevamo evidenziato che, nonostante la rottura della media mobile a 200 periodi, finché il Dax future fosse rimasto sopra il supporto dei 23.000 punti, esistevano elevate probabilità di assistere a un rimbalzo tecnico. La dinamica successiva ha confermato pienamente questa view: il recupero si è infatti arrestato venerdì in prossimità dell’area tecnica e psicologica dei 24.000 punti.
Dopo la seduta debole di ieri, il contratto sta già mostrando segnali di reazione: al momento della scrittura quota 23.750 punti, in progresso di circa +0,5%.
Finché i prezzi rimarranno sopra i 23.600 punti — livello che coincide anche con la media mobile a 200 periodi — lo scenario rimarrà costruttivo, con elevate possibilità di un nuovo attacco alla resistenza dei 24.000 punti.
Oggi ci aspettiamo qualche difficoltà al test proprio dei 23.750 punti, livello perso ieri in apertura e il cui recupero oggi fornirebbe spinta per un attacco ai massimi di settimana scorsa a 23.900 punti.
Una chiusura giornaliera sopra 24.000 punti rafforzerebbe il momentum rialzista e aumenterebbe le probabilità di un ritorno sui massimi annuali.
Al contrario, un ritorno sotto i 23.450 punti indebolirebbe nuovamente il quadro tecnico, aumentando il rischio di una nuova fase correttiva con possibile ritorno verso la fascia di supporto 23.250–23.000 punti.
Nasdaq - Rimbalzo sopra il SupportoEh sì, perchè fondamentalmente il nostro Stop Loss equivale ad un supporto ciclico che pone le basi su più di 5000 candele passate.
Il prezzo si è avvicinato abbastanza alla chiusura del trade, prima di rimbalzare di diversi punti tornando in zona "Entry Point", questa volta vi siete presi il segnale gratuitamente, la prossima volta non sarò così buono :)
Sono aperto a qualsiasi vostra considerazione in merito alla mia strategia nella chat di TradingView.
CAPITALCOM:US100 IG:NASDAQ
SPX. Chiuso 2 gap nel mese. Rally o prese di profitto in arrivo?L’indice S&P 500 (SPX) ha chiuso la seduta di venerdì scorso sui massimi di giornata, andando a coprire integralmente il gap down lasciato aperto in apertura giovedì 13 novembre. Questo movimento arriva al termine di un novembre caratterizzato da forte volatilità ma anche da un robusto recupero delle quotazioni.
I due gap di novembre
Nel corso del mese l’indice aveva già chiuso un primo gap down, quello lasciato aperto il 4 novembre, evidenziato sul grafico con il cerchio bianco di sinistra. In quell’occasione, una volta colmato il vuoto di prezzo, lo S&P 500 aveva avviato una fase di ritracciamento durata alcuni giorni, segno che l’area di gap aveva funzionato come zona di presa di profitto per il mercato.
Rottura della trend line
Prima di chiudere il gap del 13 novembre, i prezzi hanno rotto al rialzo la trend line ribassista tracciata sui massimi discendenti, rappresentata sul grafico dalla linea blu. Il breakout è stato seguito da un pull back di conferma in chiusura di mercoledì 26 novembre, messo in evidenza dal cerchio giallo, da cui è ripartito l’attuale impulso rialzista che ha spinto l’indice verso i massimi di fine mese.
Cosa osservare ora
Nelle prossime sedute sarà cruciale monitorare la tenuta della vecchia trend line discendente, che ora assume il ruolo di supporto dinamico, per capire se il pull back resterà valido. In alternativa, un’estensione dei prezzi sopra i massimi dell’ultimo gap chiuso aprirebbe spazio a nuovi massimi di periodo, confermando la forza del recupero di novembre sul principale indice azionario statunitense
Fine del QT della Fed: quale impatto sull’S&P 500?La Federal Reserve statunitense (Fed) dovrebbe porre fine al suo programma di quantitative tightening (QT) il 1° dicembre 2025. Questo passaggio segna l’interruzione della riduzione del suo bilancio, dopo anni dedicati a ritirare liquidità dal sistema finanziario per combattere l’inflazione post-COVID. Storicamente, la fine di un ciclo di QT ha spesso coinciso con un miglioramento della tendenza dell’S&P 500. Tuttavia, pur essendo un segnale piuttosto favorevole, merita un’analisi sfumata, in un contesto in cui l’indice si trova già a livelli di valutazione storicamente elevati.
1) Uno sguardo alla storia: un punto di svolta spesso favorevole
Nei precedenti episodi, in particolare nel 2012 e nel 2019, la fine del QT ha coinciso con una stabilizzazione e poi una progressiva accelerazione dei mercati azionari. La logica economica è abbastanza intuitiva: quando la Fed smette di ridurre la liquidità, la pressione sulle condizioni finanziarie diminuisce. Gli investitori anticipano quindi un ambiente monetario più prevedibile, talvolta preludio di un ciclo di allentamento. Questo miglioramento del sentiment ha spesso sostenuto gli indici statunitensi nei mesi successivi.
Non si tratta di un legame meccanico, ma di una tendenza osservata: la fine del QT funge da sollievo, eliminando un fattore di restrizione monetaria che pesava sui multipli di valutazione.
2) Perché restare prudenti nonostante questo segnale?
Il contesto attuale differisce per diversi aspetti. Innanzitutto, alla fine del 2025 l’S&P 500 mostra livelli di valutazione vicini ai suoi record, sostenuti da poche grandi capitalizzazioni tecnologiche. Questa concentrazione implica che una parte del potenziale rialzo futuro è già scontata nei prezzi. Inoltre, anche se la Fed pone fine al QT, ciò non garantisce né un rapido calo dei tassi né un immediato ritorno a una politica monetaria molto accomodante. La banca centrale potrebbe preferire mantenere una postura restrittiva finché l’inflazione non convergerà in modo duraturo verso il suo obiettivo.
Infine, gli investitori dovranno affrontare incertezze persistenti: rallentamento della crescita globale, margini sotto pressione in alcuni settori e tensioni geopolitiche che potrebbero generare volatilità.
3) Perché mantenere un orientamento ottimista?
Nonostante queste cautele, diversi elementi giustificano un cauto ottimismo. La fine del QT elimina un significativo vento contrario per le azioni. Se l’inflazione continua a normalizzarsi, la Fed disporrà di maggiore flessibilità, il che potrebbe migliorare le prospettive economiche e sostenere gli utili aziendali. In sintesi, la fine del QT non è una garanzia, ma rappresenta un catalizzatore positivo in un contesto in cui è presente il rischio di valutazioni di mercato eccessive.
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Rally natalizio L’indice testa la sma20 weekly nella settimana appena conclusa
Insieme al test della sma20 c’è anche la conferma del canale indicato in figura, dopo il contatto con il margine inferiore è ora probabile un movimento verso il margine opposto in zona 46000
Il giorno del ringraziamento americano coincide spesso con l’inizio del rally di Natale, il mese di dicembre è statisticamente tra quelli con i maggiori rialzi
Occhi sul settore del lusso che generalmente regala un 25-30% di rialzo tra novembre e febbraio
Il supporto strategico reggera' anche in futuro?Per ora il supporto strategico che si vede sul grafico ha tenuto nonostante le spinte ribassiste. la violazione sarebbe un grosso segnale di debolezza. Sul grafico settimanale sempre dominante l'Engulging ribassista e gli indicatori ed oscillatori impostati negativamente. Abbiamo assistito al solito rialzo del Giorno del Ringraziamento??
FTMIB - ITM - AGGIORNAMENTOCome da idea precedente siamo in chiusura del ciclo 160 che si è attivato avendo avuto un max in una sequenza nota. La sequenza 160 non è un ciclo specifico, ma coincide con una chiusura ciclica, quando attivato, in questo caso un MTY. Entro Lunedi (idealmente) per quanto come detto nella precedente idea guardiamo anche il 25
Come al solito si cominciano ad evidenziare sentimenti estremante negativi, e magari avranno ragione. Per adesso la mia idea invece è che ci sia un forte rialzo che teoricamente potrebbe anche arrivare ad interessare la prima decade di Dicembre (questo sarà valutato entro fine mese).
Personalmente ho fatto primo acquisto in chiusura di future, e conto incrementare domani mattina (o 24 Novembre).
Come sempre , questa è la mia idea, e non invito nessuno a tenere in conto quanto scritto per la propria operatività.
Se sei interessato all'Analisi Ciclica, supportata seriamente da statistica e geometria, seguimi
Nasdaq - Segnale LongFinalmente il prezzo rompe la zona d'ombra ciclica e inserisce un bel segnale Long che vado subito a sfruttare entrando a mercato.
Lo Stop Loss è relativamente corto, i margini di guadagno sono molto alti perciò il gioco regge la candela e attendiamo i prossimi giorni per vedere gli sviluppi di questo trade, vi terrò aggiornati.
Sono aperto a qualsiasi vostra considerazione in merito, sia nei commenti, che nella chat di TradingView.
Questa strategia non è in vendita.
IG:NASDAQ CAPITALCOM:US100
WisdomTree - Tactical Daily Update - 27.11.2025Wall Street alla 4’ seduta consecutiva di rialzo; tech di nuovo protagonista.
Borse mondiali in recupero: MSCI world a 2 punti dai massimi di ottobre.
I mercato sperano nella tregua in Ucraina e nel taglio FED di -0,25%.
Oro, argento, rame, altri metalli industriali flettono di nuovo i muscoli.
Mercati tonici grazie alla speranza di una Fed “colomba” il 9 dicembre, al ritorno in auge dell’AI, e ai segnali di distensione geopolitica.
Le Borse globali continuano a muoversi con passo sicuro, sospinte da un cocktail di speranze di una Federal Reserve più morbida, attese di taglio dei tassi a dicembre e rinnovato ottimismo sul fronte geopolitico.
A infondere fiducia non è solo la dinamica dell’inflazione, ma anche la prospettiva, evocata dal segretario generale della Nato Mark Rutte, di una possibile fine della guerra in Ucraina «entro fine anno».
Negli Stati Uniti, i dati sulla disoccupazione sono risultati leggermente inferiori alle attese, senza però intaccare le probabilità, già elevate, di un imminente allentamento monetario. Secondo il FedWatch del CME Group, il mercato attribuisce l’82,9% di probabilità a un taglio dei tassi di 25 punti base nella riunione del 10 dicembre.
Il Beige Book ha mostrato un quadro del mercato del lavoro in ulteriore indebolimento, elemento che rafforza lo scenario di una Fed pronta a proseguire nel percorso di accomodamento avviato con il taglio di settembre. Le previsioni si orientano verso un rendimento del decennale Usa in area 3,80% qualora dicembre portasse effettivamente un nuovo “quartino” accompagnato da un messaggio morbido.
Intanto a Washington si intensificano le speculazioni sul dopo-Powell: tra i nomi più citati spicca quello di Kevin Hassett, noto per posizioni dovish, e questo contribuisce ad alimentare la visione di un ciclo di tassi a lungo termine più favorevole.
Ieri, Borse Europee in lieve, ma diffuso rialzo: in questo contesto, l’Europa chiude un’altra seduta di consolidamento. I principali listini si muovono in ordine sparso ma per lo più in territorio positivo: FTSE MIB italiano +0,15%, CAC40 francese +0,04%, DAX40 tedesco +0,20%, FTSE100 inglese -0,19%, IBEX35 spagnolo -0,16%.
Oltreoceano, Wall Street archivia la quarta seduta consecutiva di rialzi: Nasdaq +0,82%, Dow Jones +0,67%, S&P 500 +0,69%. Il rimbalzo arriva dopo la fase di vendite della settimana precedente, legata ai dubbi sulle società dell’intelligenza artificiale.
L’ampio indice globale MSCI ACWI avanza dello 0,9%, superando nuovamente la soglia dei 1.000 punti e portandosi a meno del 2% dal massimo storico del 29 ottobre. Da inizio anno guadagna +19% in dollari, ma soltanto +6% in euro.
La maggior banca svizzera, UBS, ha fissato un target a 1.090 punti per fine 2026, implicando un rialzo del +9%, sostenuto da AI, produttività e condizioni macro favorevoli, con rendimenti attesi “simili” tra Europa, emergenti e Stati Uniti.
Materie prime ed energia: petrolio stabile, oro in rally. Il petrolio WTI (greggio di riferimento negli Usa) resta stabile a 58 dollari/barile, mentre il gas naturale europeo al TTF rimane sotto i 30 euro/MWh, a 29,3.
Brilla invece l’oro: +0,8% a 4.160 dollari/oncia, vicino ai massimi di due settimane, sostenuto da dollaro debole e attese di un taglio Fed a dicembre.
Lo spread BTp-Bund scende a 72 punti base (dai 73 precedenti), ai minimi da oltre 15 anni, con il decennale italiano al 3,39%.
Borse asiatiche: stamattina, 27 novembre, rimbalzo diffuso grazie a Wall Street e ai dati cinesi: Nikkei +1,2%, Hang Seng +0,4%, CSI300 +0,2%, Kospi +0,6%, Taiex +0,5%, Sensex +0,4%, che supera per la prima volta gli 86.000 punti.
Il FMI ha alzato la previsione di crescita del PIL cinese 2025 dal +4,0% al +4,8%, la revisione più ampia tra tutti gli emergenti, attesi al +4,1%.
Tra i titoli legati all’intelligenza artificiale, svettano SoftBank +3,5%, Advantest +4,5%, Tokyo Electron +2,6%.
Sul fronte geopolitico, il Wall Street Journal rivela che Donald Trump avrebbe tentato una mediazione tra Cina e Giappone sul dossier Taiwan, dopo un colloquio telefonico di oltre un’ora con Xi Jinping.
Materie prime industriali e cripto: rame in volata, Bitcoin rimbalza. Il Bloomberg Commodity Index rimbalza dell’1,2% a 108,8 dollari, dopo cinque sedute negative.
Il rame sfiora nuovamente gli 11.000 dollari/tonnellata, segnando un +25% da inizio anno. Deutsche Bank prevede che l’offerta crescerà solo dell’1% nel 2026, con prezzi in media a 10.600 dollari e possibili punte sopra gli 11.000 nella prima metà dell’anno.
La banca tedesca individua nell’aumento della domanda di elettricità, trainata da elettrificazione e digitalizzazione, il principale sostegno al metallo rosso.
Il Bitcoin avanza dell’1,2% dopo il +3,7% della seduta precedente (miglior performance da oltre un mese), tentando un recupero dopo il crollo del -36% delle ultime cinque settimane. Riflettori puntati su Tether, declassata da S&P Global a livello “5”, il rating più basso nella scala creata nel 2023, a causa della crescita degli asset rischiosi nelle riserve.
Debito italiano scintillante: nuovo minimo per lo spread. Il rendimento del BTp decennale scende al 3,38%, minimo da metà novembre, con lo spread a 71 punti base, livello più basso dall’aprile 2010. La luna di miele dei mercati con il debito sovrana italiano continua senza interruzione.
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