Indici di mercato
FTSEMIB - 154 E 160154 e 160 sono due numeri di una sequenza, i loro vicini contigui sono anche essi da considerare.
160, giorni dal minimo di Aprile, scadono il 21 Novembre contiamo quindi anche il 24 e 25. Identifichiamo un setup numerico, che potrebbe anche non realizzarsi. Tra una decina di giorni, sempre se questa idea sopravviva 😎, valuteremo
39714 è la linea di riferimento, 4000 punti ed oltre sono troppi, ma è un magnete che deve risolvere una sequenza numerica richiesta. Se non è adesso sarà al prossimo riferimento, che per scaramanzia per adesso lasciamo nascosto (almeno qui)
Lunedi avremo già indicazione se questa idea è da cestinare
SPX US🌎La prima ondata dell'attuale impulso si è conclusa e ora siamo nella seconda.
L'obiettivo della seconda ondata è stato raggiunto: il gap è stato chiuso.
Una rottura di 6870 confermerà che stiamo entrando nella terza ondata.
Questo segnale si adatta bene al rally di Capodanno.
Inoltre, l'aspettativa di un taglio dei tassi da parte della Fed, così come la fine dello shutdown, sosterranno lo slancio rialzista.
Sp500 di nuovo in bullish modeSp500 riprende fiato nella notte dopo gli ottimi dati di Nvidia che hanno permesso di prendere fiato. Le paure di un rallentamento del fatturato di Nvidia aveva coinvolto tutte le bigtech.
Adesso potrebbe essere il momento di una nuova fase bullish con primo step su 6850 e poi eventualmente un rally per nuovi massimi.
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Risk Disclaimer
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SPX ES1! Non perderti questo video sull'indice S&P500!Di nuovo buon mercoledì 19 Novembre 2025 e bentornati sul canale con un nuovo aggiornamento tecnico sull'indice S&P500.
Tante cose stanno accadendo e tanti aspetti relativi a price action e volumi vanno monitorati... con grande grande attenzione.
Forse tra i miei video più importanti pubblicati fino ad ora. Non perdetelo.
Buona visione e grazie
storno finito?Bullish gartley su spx500, anche bullish cypher su US30 daily. ABC fatto, hanno bucato a stento il minimo de 7 novembre.
I titoli che fanno nuovi minimi sia su nyse che nasdaq non indicano bottom e neppure la put call ratio indica minimo di periodo.
Potremmo essere entrati in una fase di tranding range in cui vendere sui massimi e comprare sui minimi? in una fase cosi attendere i segnali per poi seguire il trend risulterebbe letale.
Al moment sul vix, partendo dal massimo di ottobre, si è formata una bearish gartley
Vorrei ricordare che il tick sul nasdaq era in forte acquisto fino a circa 10 giorni fa. nel 2026 l'sp 500 dovrebbe comunque andare verso o sopra 7500 punti, sia che storni a 6000 e sia che resti in laterale tra 6600 e 7000 per altri 2-4 mesi
DAX sotto pressione in attesa della trimestrale NvidiaLe probabilità in diminuzione di assistere ad un ulteriore taglio dei tassi di interesse da parte della Fed quest'anno e le vendite sul settore tech hanno spinto i mercati azionari europei in territorio negativo per il quarto giorno consecutivo martedì.
La giornata odierna è invece al momento poco mossa, con gli investitori che sembrano essere riluttanti ad assumere nuove posizioni direzionali prima della pubblicazione dei risultati trimestrali di Nvidia, attesi questa sera dopo la chiusura di Wall Street.
L’evento è di altissima importanza per i mercati visto che negli ultimi anni il colosso dei semiconduttori è diventato la proxy globale del boom dell’intelligenza artificiale e i numeri in arrivo potrebbero influenzare significativamente il sentiment sui titoli growth e, di riflesso, sull’intero comparto azionario mondiale.
Dax future in indebolimento tecnico: violata la media a 200 giorni
Nel pomeriggio di martedì il future sul principale indice tedesco ha toccato un minimo intraday a 23.135 punti, per poi recuperare leggermente e chiudere a 23.250 punti, comunque sotto la media mobile a 200 giorni; un’inversione di questo tipo è generalmente monitorata a livello istituzionale e considerato uno spartiacque tra trend rialzista e contesto correttivo nel medio periodo.
La seduta di mercoledì si è aperta pressoché invariata, con il benchmark che continua ad oscillare a ridosso dei minimi di giugno.
Cosa attendersi ora?
Nonostante la violazione della media mobile a 200 periodi, il Dax continua a scambiare all’interno della cruciale fascia di supporto compresa tra 23.250 e 23.000 punti, un’area che negli ultimi mesi ha più volte intercettato flussi in acquisto e generato inversioni di breve periodo.
Finché questa zona resterà intatta, il mercato conserva concrete probabilità di sviluppare un rimbalzo tecnico, favorito anche da condizioni di ipervenduto su alcuni oscillatori di momentum.
Tuttavia, il quadro tecnico tornerebbe costruttivo solo con un recupero stabile dei 23.600 punti, livello che coincide non solo con una precedente area di supporto, ma anche con il reingresso sopra la media mobile a 200 periodi, il cui ruolo come discriminante direzionale di medio termine rimane determinante.
Un breakout sopra questo livello confermerebbe un miglioramento del sentiment e potrebbe aprire spazio a estensioni verso 23.800, primo target rilevante di breve.
Al contrario, una chiusura sotto i 23.000 punti incrementerebbe il rischio di accelerazioni ribassiste, con potenziale estensione verso 22.750–22.600, zona dove passa anche il supporto dinamico del trend di medio periodo.
Pe la sessione odierna qualora dovessimo tenere i minimi attuali potremmo valutare ingressi long sulla rottura dei 23.280 punti, con obiettivo il test dei 23.480 punti e stop sul minimo odierno a 23.121 punti.
il futuro che ci aspetta a breve Shooooortdopo tanto tempo Ulisse from Thailand torna a farsi sentire per mostrare il grafico mensile e ripeto mensile dello SP500.Oggi siamo al 18 del mese di Novembre direi che lo inverted hammer detto anche PIN che si sta formando con la candela del mese di Ottobre alla fine di un trend Long infinito dovrebbe preoccupare qualcuno.Stesso discorso il Nasdaq ed anche il nyse che ha rotto il supporto weekly, il dax che ha rotto il supporto weekly, come pure AEX ha rotto il supporto Weekly .
Personalmente sono cash al 100% ,poi ognuno scelga il proprio destino.
from Thailand con furore. Meditate gente , meditate. solo il FTSEmib si trova fuori dal coro ma il mese non e ancora finito e se guardiamo la candela si sta formando si dovrebbe capire cosa ci si aspetta da oggi sino a fine mese Ulisse from Thailand
Fine imminente del buco nero statistico negli Stati Uniti!Il lungo shutdown del governo federale americano ha avuto un impatto eccezionale sulla pubblicazione di alcune delle statistiche economiche più importanti del paese. Indicatori come il report sull’occupazione (NFP), l’inflazione PCE o il CPI costituiscono la spina dorsale della politica monetaria della Federal Reserve e influenzano profondamente la volatilità dei mercati finanziari. Il loro ritardo crea quindi un vero e proprio “buco nero” statistico.
Perché questi indicatori sono in ritardo?
Due agenzie federali sono state colpite:
• il Bureau of Labor Statistics (BLS), responsabile di NFP e CPI;
• il Bureau of Economic Analysis (BEA), che pubblica l’inflazione PCE e i dati su reddito e spese delle famiglie.
Durante lo shutdown, queste agenzie hanno dovuto sospendere la raccolta, l’elaborazione e la validazione dei dati. A differenza di una semplice pausa amministrativa, ciò disorganizza catene statistiche complesse basate su indagini presso imprese e famiglie. Alcuni dati non possono essere recuperati subito perché dipendono da scadenze rigide, spiegando perché alcune serie possano risultare incomplete, riviste in ritardo o addirittura cancellate.
Il caso dei Non-Farm Payrolls (NFP)
Il report NFP di ottobre —normalmente pubblicato a inizio novembre— è stato completamente bloccato. I segnali del BLS indicano che questo report potrebbe essere parzialmente o totalmente compromesso, in particolare l’indagine sui nuclei familiari, più difficile da ricostruire.
Il report di settembre, anch’esso ritardato, ha ora una data di pubblicazione chiara: giovedì 20 novembre 2025.
Per il report di ottobre non esiste ancora una data ufficiale. Le stime più probabili suggeriscono una pubblicazione a fine novembre o inizio dicembre, a condizione che la qualità dei dati sia ritenuta accettabile.
Il caso dell’inflazione PCE
Anche l’inflazione PCE di ottobre —prevista per il 31 ottobre— è stata bloccata. Il BEA ha annunciato una revisione dell’intero calendario, ma senza fornire subito nuove date certe.
Le proiezioni degli economisti indicano una pubblicazione intorno al 26 novembre 2025, potenzialmente in forma parzialmente “imputata” (con stime statistiche per colmare i dati mancanti).
Conseguenze per i mercati
L’assenza di questi dati chiave costringe gli investitori e la Fed a navigare alla cieca. La volatilità potrebbe rimanere elevata fino alla pubblicazione completa o parziale di questi indicatori, che dovrebbero tornare gradualmente a un calendario normale a partire da dicembre.
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FTSEMIB I 3 motivi tecnici per i quali sono long sull'indiceDi nuovo buon lunedi 17 Novembre 2025 e bentornati sul canale con un aggiornamento tecnico sul nostro indice Ftse Mib.
Oggi parlerò dei 3 motivi tecnici per i quali personalmente credo che il FtseMib abbia ancora della strada al rialzo.
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La mappa segreta dei Mercati: il misterioso ciclo di BennerDa oltre un secolo, nella finanza compaiono grafici che sembrano più strumenti divinatori che vere analisi economiche. Tra i più noti c’è la “stampa di Benner”, una tabella che pretendeva di indicare con largo anticipo gli anni di boom e quelli destinati ai ribassi più violenti.
Ciclo di Benner: cos’è e cosa significa per il mercato oggi
Il Ciclo di Benner (Samuel T. Benner, 1875) è una griglia storica che individua anni di panic, good times e hard times sulla base di ripetizioni temporali (es. 16–18–20 anni per il grande panico; 8–9–10 anni per i picchi).
A prima vista la tabella di Benner può sembrare un cimelio d’altri tempi. Eppure, nei suoi primi decenni, stupì per la capacità di anticipare molte delle principali turbolenze americane.
Diversi anni indicati come “panic years” coincisero infatti con crisi reali:
• 1873, il Panic of 1873 vissuto direttamente da Benner.
• 1884, la crisi bancaria di New York.
• 1893, una delle recessioni più profonde del XIX secolo.
• 1907, il celebre Panic of 1907 che aprì la strada alla nascita della Federal Reserve.
• 1930 e 1937, due momenti chiave della Grande Depressione.
• 1973, lo shock petrolifero che travolse l’economia globale.
• 1987, il crollo del Black Monday.
Per anni la stampa apparve quasi una bussola misteriosa, così affidabile da finire appesa alle pareti di molti operatori finanziari dell’epoca.
I limiti della previsione
Il quadro però cambiò con la globalizzazione, il ruolo crescente delle banche centrali e la trasformazione tecnologica dell’economia. I cicli legati a ferro, agricoltura e prezzi delle materie prime persero centralità, e l’accuratezza del modello iniziò a ridursi:
• Il 1995, indicato come anno critico, fu invece un periodo di pieno boom tecnologico.
• La crisi del 2008, la più grave dagli anni ’30, non rientrava affatto nelle sue previsioni.
Oggi la tabella è più un documento storico che un vero strumento operativo (ammesso che lo sia mai stato). Rimane però affascinante: rappresenta uno dei primi tentativi di leggere i mercati attraverso cicli ricorrenti.
Perché è utile ma non magico
Benner fornisce contesto di rischio strutturale — non un calendario di crash. Può aiutare a tarare l’asset allocation e il position sizing: nei periodi identificati come più rischiosi conviene ridurre la leva e preferire la liquidità; nei periodi favorevoli si può avere maggiore esposizione azionaria, ma sempre con gestione attiva del rischio.
Secondo le ricostruzioni contemporanee del ciclo di Benner, il 2026 rientra in una fase di transizione: il ciclo segnala una maggiore probabilità di terminare una finestra favorevole entro il periodo 2024–2026 e di avvicinarsi a una fase meno espansiva nei successivi anni. Questo non è un’oracolo di fine bull-market, ma un segnale di “maggiore prudenza” statistica: aspettatiamoci una probabilità aumentata di maggiore volatilità e di rendimenti mediamente inferiori rispetto ai migliori anni del ciclo, senza però escludere picchi locali o continuazioni del trend rialzista guidate da fattori fondamentali.
Pertanto:
1) non usare Benner come trigger operativo
2) considerare opportunità di accumulo disciplinato se i fondamentali locali lo supportano
3) Attenzione alle elezioni americane di mid-term nel novembre 2026
S&P500 a Rischio: Dal 29 Ottobre può essere partito un Ciclo ...L’S&P500 è entrato in una zona di allerta massima.
Sul timeframe 8 giorni il massimo del 29 ottobre 2025 può rappresentare la partenza non solo di un T+2i, ma anche di cicli molto più ampi (T+4i, T+5i, fino a un possibile T+9i).
🔍 Livelli principali del Metodo Ciclico 3.0:
6657,68 $ (Eclipse T+4) → sotto → ritest → respinti = rischio ciclo superiore
6400 $ → prima area di supporto sano
6360,58 $ (swing T+5i inverso) → se preso → rischio annuale/biennale/quadriennale inverso
Il minimo del 10 ottobre è swing di un T+4 inverso: se violato, il quadro peggiora sensibilmente.
📌 Siamo in una zona che definisce il trend dei prossimi mesi/anni.
👉 Ricordati di guardare i miei link in bio.
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CFD Nasdaq 100 reggera' il supporto?Il forte supporto di 24600 ha retto anche questa settimana, ma i retest non e' un segnale di forza del mercato. La violazione determinera' un nuovo flusso di vendite anche piuttosto forte confermando una potenziale discesa in ABC. Indicatori ed oscillatori impostati negativamente
SP500 STORNO PER 3-4 MESI DI OLTRE IL 10%Con il ribasso di questi giorni, si sta materializzando una divergenza ribassista mensile in particolare su NYA e DJI. Ad oggi il TICK è in vendita ( non TICKQ ), mentre i titoli che fanno nuovi minimi in particolare sul nasdaq sono molto superiori rispetto ai nuovi massimi indicando cosi forte debolezza di fondo.
Possibile ABC in formazione con minimi ad inizio dicembre, massimi ad inizio gennaio e nuova gamba ribassista fino a febbraio-marzo con target tra 5700 e 5800 per l'SP500.
La divergenza mensile indica un top significativo ( essendo mensile ) degli indici. Il ribasso potrebbe essere anche piu profondo o duraturo nel tempo. Il macd sul nyse deve calare almeno a 400 dagli 800 attuali e li si vedrà il prezzo e quanto tempo ci vorrà.
Tech in bilico: Nasdaq tra consolidamento e breakout imminentePanoramica finanziaria del NASDAQ
Il NASDAQ conferma il proprio ruolo di barometro dell’innovazione globale e dell’appetito per il rischio sull’azionario USA, alimentato da flussi istituzionali e forti movimenti nel comparto tecnologico.
A novembre 2025, l’indice si colloca in una fase strategica di consolidamento, immersa in un contesto macro-denso di incognite tra politiche monetarie restrittive, revisione delle prospettive di crescita e volatilità elevata sulle maggiori piazze mondiali.
Dopo i “new highs” di periodo, l’indice sta mostrando segnali di pausa e riassestamento, con l’attenzione dei trader rivolta ai livelli chiave di supporto e resistenza, e ai movimenti degli operatori istituzionali.
Il sentiment resta costruttivo: la permanenza sopra la media mobile a 50 periodi e l’incanalamento dei prezzi lungo la regressione lineare di medio termine sono segnali tecnici che mantengono la struttura rialzista, pur in presenza di un RSI che oscilla su valori di neutralità (zona 49), a testimoniare una condizione di mercato in equilibrio precario, pronto a reagire a nuovi impulsi macro o micro-settoriali.
Asset tecnologico sotto i riflettori
Negli ultimi sei mesi, l’indice Nasdaq ha vissuto una progressione costante con un trend rialzista solido, complice l’euforia legata a trimestrali tech e le prospettive di una nuova stagione di investimenti in AI e hardware. Il rally è stato sostenuto da:
• Prospettive Fed: Le attese sui tassi USA e il “wait and see” della Fed sul ciclo di strette hanno tenuto basso il costo-opportunità per gli investimenti azionari.
• Dati macro USA: Il rallentamento del jobs market, con disoccupazione in lieve aumento e payrolls sottotono, ha ridotto i timori di rialzi aggiuntivi dei tassi.
• Volatilità: L’alternarsi di correzioni tecniche rapide e recuperi pronti, alimentato da dati macro-discordanti e volatilità implicita storicamente elevata.
Sul breve, il Nasdaq 100 oscilla tra i livelli critici di 24.600 (supporto principale) e 25.660–26.180 (resistenze strategiche), con il pivot giornaliero calendarizzato in area 23.074 punti. Break tecnici sopra le resistenze potrebbero innescare nuove onde rialziste, mentre la tenuta dei supporti rappresenta la condizione essenziale per la prosecuzione del trend positivo. Il recente aumento dell’ATR segnala una volatilità sostenuta e impone disciplina nella gestione della leva e nella definizione di stop-loss.
Focus sul NASDAQ
Il NASDAQ, replicando la dinamica del listino tecnologico, evidenzia una configurazione altrettanto interessante, con un’impostazione tecnica che conferma la forza relativa del comparto.
Nella seconda metà del 2025, la crescita dei prezzi è stata accompagnata da sostenuti volumi rialzisti, con la media mobile a 21 giorni a fare da magnete per i compratori.
L’RSI a 14 giorni oscilla nella fascia medio-alta, ad indicare una progressiva saturazione del movimento rialzista e la potenziale vicinanza ad un’area di ipercomprato.
Livelli tecnici chiave
• Supporto principale: 24.500 punti
• Resistenza primaria: 26.000 punti
• Target breakout: 27.500 punti
• Livello di allerta in scenario ribassista: 23.000 punti
La struttura dei prezzi mostra la formazione di un triangolo ascendente: tipico pattern di accumulazione, favorito dalla partecipazione delle mani forti e dall’ingresso di nuovi capitali nei momenti di consolidamento.
Una rottura della resistenza a 26.000-26400 punti, specie se accompagnata da crescenti volumi, rappresenterebbe il segnale di una nuova gamba rialzista, con estensione plausibile fino a 27.500-28000 punti.
Al contrario, una rottura convinta del supporto a 24.500 riposizionerebbe il quadro tecnico in ottica di pullback, con obiettivo in area 23.000 e incremento della pressione ribassista.
Scenario e prospettive
Il contesto attuale suggerisce disciplina e tempestività: strategie long sulle rotture confermate delle resistenze, implicano una massima gestione attiva del rischio tramite stop loss stretti.
Sul lato opposto, la perdita decisa dei supporti chiave aprirebbe a fasi correttive e potenziali inversioni di breve/medio periodo, con la necessità di monitorare i pattern di prezzo e il comportamento degli indicatori di momentum (RSI, MACD).
Considerazioni finali
Il Nasdaq si conferma trainante nei portafogli tech-oriented, ma il quadro resta sensibile agli sviluppi macro (politica Fed, dati NFP) e alle dinamiche geopolitiche globali. In questa fase, la gestione della volatilità e la lettura multi-timeframe rappresentano gli strumenti essenziali per intercettare i cambi di scenario e ottimizzare le performance, in ottica sia tattica che strategica.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 13.11.2025Borse europee senza slancio, dopo avere aggiornato massimi storici.
Rotazione di temi a Wall Street, è iniziata la rivincita del «value»?
L’offerta di petrolio è eccedente: prezzo giù, verso i minimi del 2025.
Borse asiatiche crescono senza strappi, ma con un passo solido.
Non si ferma la corsa delle Borse europee, che ieri hanno infilato la terza seduta consecutiva in rialzo. Il motore del rally è doppio: da un lato l’attesa fine dello shutdown più lungo della storia USA – durato 43 giorni – e dall’altro il ritorno delle scommesse su un imminente taglio dei tassi Fed. A dare ulteriore spinta ai listini, l’entusiasmo per la domanda “insaziabile” di intelligenza artificiale evocata da Lisa Su, CEO di AMD, che prevede per il 2030 un mercato AI da 1.000 miliardi di dollari.
Milano sfiora i 45.000 punti, livello che non si vedeva dal gennaio 2001, per poi chiudere con il Ftse Mib a +0,8% (44.792 punti). Parigi sale dell’1,04%, toccando nuovi record, mentre Francoforte avanza dell’1,22%, restando a un passo dai massimi storici.
Dall’Eurotower arrivano segnali incoraggianti. Isabel Schnabel, del comitato esecutivo BCE, ha dichiarato che l’Europa è “in una buona posizione”, con l’inflazione prossima al target del 2% anche nel medio periodo. L’economia appare “più resiliente del previsto” e il mercato del lavoro resta “molto solido”.
Negli Stati Uniti, Donald Trump ha firmato il provvedimento votato dal Congresso (222 sì, 209 no) per riaprire il governo federale. Sei deputati democratici hanno votato con i repubblicani, mettendo fine allo shutdown più lungo della storia americana.
La notizia ha galvanizzato i mercati globali: il Dow Jones ha guadagnato lo 0,68%, lo S&P 500 lo 0,06%, mentre il Nasdaq ha perso lo 0,26%, zavorrato ancora dalle prese di profitto sui titoli tech.
Goldman Sachs guarda lontano: rendimenti solidi al 2035. Nel report “Building Long-Term Returns”, Peter Oppenheimer (Goldman Sachs) stima che le azioni globali possano offrire rendimenti medi annui del +7,7% in dollari nel prossimo decennio.
Secondo la banca, la performance sarà trainata da: 1. Crescita degli utili intorno al 6% annuo, inclusi i buyback;2. Dividendi come contributo addizionale; 3.Valutazioni che “si ritireranno leggermente” dai massimi attuali.
Goldman invita inoltre a diversificare oltre gli Stati Uniti, privilegiando i mercati emergenti grazie alla maggiore crescita del PIL nominale e alle riforme strutturali in corso.
Le azioni AMD corrono dopo le parole di Lisa Su, che ha delineato un mercato AI da mille miliardi di dollari nei data center entro il 2030.
Debole invece Nvidia (-0,20%), penalizzata dai timori su valutazioni eccessive, nonostante Foxconn – uno dei principali fornitori – abbia registrato un +17% degli utili annui.
Sul mercato dei bond, il BTP decennale chiude con un rendimento del 3,37%, mentre lo spread con il Bund resta stabile a 73 punti base. Il Tesoro italiano si prepara all’asta di giovedì, con emissioni fino a 8 miliardi di euro su scadenze 3, 7 e 30 anni.
Sul valutario, il dollaro recupera terreno ma l’euro resta sopra quota 1,15.
Materie prime: petrolio in affanno, rame in evidenza, oro verso nuovi massimi. Il petrolio Brent cede il 3,8%, peggior seduta da giugno, dopo le nuove stime OPEC+: per il 2026 si attende una domanda di 43 milioni di barili al giorno e un surplus di 20.000 bpd ai livelli produttivi attuali.nuoviIl rame risale a 10.944 dollari la tonnellata, a un passo dagli 11.000, segnando un +25% da inizio anno. Secondo Citi, il consumo globale a settembre è cresciuto solo dell’1% su base annua (+2% fuori dalla Cina, invariato nel Paese). La banca prevede domanda debole fino a fine 2025, ma un rimbalzo nel 2026, sostenuto da consumi più alti, offerta limitata e deficit di mercato.
L’oro prosegue la sua corsa: 4.210 $/oncia, quinto rialzo consecutivo e massimo da oltre tre settimane. Gli investitori puntano sul metallo giallo come rifugio, in attesa dei nuovi dati economici USA post-shutdown. Secondo un sondaggio Reuters, l’80% degli economisti prevede un taglio dei tassi Fed di 25 punti base a dicembre.
L’effetto “fine shutdown” si fa sentire anche sui mercati asiatici. Oggi, 13 novembre, i future di Wall Street e dell’Eurostoxx salgono dello 0,3%, mentre le Borse asiatiche si muovono in ordine sparso:
• Hang Seng -0,1%;
• CSI 300 +0,9%;
• Nikkei +0,4%, con lo yen ai minimi da inizio anno (154,8);
• Kospi +0,5%, vicino ai massimi storici;
• Taiex (Taipei) poco mosso;
• BSE Sensex +0,4% a un punto dal record;
• Sidney in calo, ai minimi da tre mesi.
Il ministro delle Finanze giapponese, Satsuki Katayama, ha lanciato un nuovo allarme sui movimenti “troppo rapidi e unilaterali” dello yen. In Corea del Sud, il governatore della banca centrale si è detto pronto a intervenire contro eccessiva volatilità del won, ora vicino ai minimi dal 2009.
Il Bitcoin resta incerto, oscillando tra cinque rialzi e cinque ribassi nelle ultime dieci sedute. Quotato a 103.200 dollari, soffre un calo di interesse da parte degli investitori istituzionali: i fondi USA su Bitcoin hanno registrato deflussi per 278 milioni di dollari mercoledì e 1,2 miliardi nella prima settimana di novembre, secondo SoSoValue.
Un andamento che riflette una certa “stanchezza da criptovalute”, in contrasto con la rinnovata propensione al rischio che sta alimentando invece azioni, oro e rame.
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