WisdomTree - Tactical Daily Update - 12.11.2025Borse EU ai masismi storici, aiutano fine dello shut-down e trimestrali.
Bene anche Wall Street, anche se sulla tech si temono valutazioni troppo alte.
Attenzione ai dati macro Usa in uscita dopo lo stop delle scorse settimane.
2025: s’avvia ad essere, giustamente, l’anno magico di Cina ed «emergenti».
Un’altra seduta in volata per le Borse europee, sostenute dalla notizia di un accordo ormai imminente sullo shutdown americano, che ha riacceso l’entusiasmo interrotto la scorsa settimana. In contrasto, Wall Street ha mostrato un andamento più incerto, zavorrata ancora una volta dai titoli tecnologici sotto pressione.
In Europa è stata una giornata da incorniciare: Piazza Affari ha toccato i massimi dai tempi della bolla dot-com del 2001, con il Ftse Mib che in intraday ha raggiunto 44.450 punti, superando il record di febbraio 2001. In chiusura, l’indice milanese ha archiviato un brillante +1,24% a 44.438.
La spinta è arrivata da Washington, dove il Senato degli Stati Uniti ha approvato con 60 voti a favore e 40 contrari una misura per mettere fine al più lungo shutdown della storia americana. Il testo passa ora alla Camera dei Rappresentanti e, una volta ottenuto l’ok, approderà sulla scrivania del presidente Donald Trump, che dovrebbe firmarlo entro mercoledì 12 novembre, ponendo così fine a 40 giorni di paralisi amministrativa.
La riapertura del governo apre la strada anche al ritorno dei dati macroeconomici, attesi con impazienza dopo settimane di blackout statistico. Nel frattempo, alcune anticipazioni dal settore privato hanno già destato preoccupazione: secondo il report Challenger, negli Stati Uniti sono stati tagliati 1 milione di posti di lavoro, mentre i dati Adp indicano una perdita media di 11.250 occupati a settimana nelle quattro settimane fino al 25 ottobre.
Mancano ancora i numeri su inflazione e mercato del lavoro di settembre e ottobre, che saranno probabilmente riprogrammati visto il blocco delle attività federali.
Trump, come sempre, ha commentato con toni trionfalistici: «Stiamo andando alla grande, questa è la migliore economia che abbiamo mai avuto», ha dichiarato, riconoscendo tuttavia “qualche punto debole” — tra cui il caro manzo e il prezzo del caffè. «Abbasseremo alcune tariffe doganali, faremo entrare un po’ di caffè. Sarà un intervento chirurgico, bellissimo da vedere», ha promesso.
Mentre il presidente si gode il ritorno alla normalità, Wall Street si è mosso a due velocità: il Dow Jones chiude in rialzo, +1,2%, lo S&P500 avanza +0,2%, mentre il Nasdaq arretra -0,2%.
Il clima di ottimismo ha comunque spinto diversi listini globali ai massimi storici o ai livelli più alti da oltre vent’anni: dal Dow Jones all’Ibex di Madrid, dal Ftse 100 di Londra allo Stoxx Europe600, fino al Bovespa brasiliano e, naturalmente, al Ftse Mib di Milano.
Sul fronte valutario, il Dollaro scivola dopo i dati Adp e l’Euro ne approfitta, tornando in area 1,16. Gli operatori restano in attesa dei numeri sui sussidi settimanali di disoccupazione e sui non-farm payrolls, che torneranno a fare da bussola sullo stato reale dell’economia americana.
Recupera terreno lo yen, che alla vigilia era sceso ai minimi da nove mesi, complice la riapertura del governo Usa che riduce la domanda di “beni rifugio”
In Giappone cresce l’attesa per il pacchetto di stimoli che il premier Sanae Takaichi dovrebbe presentare il 21 novembre. La Sterlina britannica invece arretra, dopo dati del mercato del lavoro che mostrano un rallentamento della crescita salariale e un deterioramento dell’occupazione, riducendo così la pressione sulla Bank of England.
Dal fronte Bce, il consigliere Boris Vujcic ha dichiarato che i rischi d’inflazione nell’Eurozona restano “bilanciati” e che i dati su crescita e prezzi sono stati leggermente sopra le attese.
Nel comparto cripto, il Bitcoin cede terreno ma resta sopra 104.000 dollari. L’ottimismo per la fine dello shutdown sostiene i mercati, ma introduce anche il rischio di una volatilità crescente una volta che torneranno i dati macro. In Asia, la maggior parte dei listini viaggia in rialzo: MSCI Asia Pacific +0,3%, Hang Seng +0,7%, CSI 300 +0,1%, Taiex +0,6%, Kospi +1,1%, Sensex +0,7%, Straits Times +0,3%.
In Cina, secondo Bloomberg, le autorità intensificano la stretta fiscale sui redditi da investimento estero e sul commercio transfrontaliero. In Giappone, il Nikkei guadagna +0,3%, mentre SoftBank perde il -4% dopo la vendita della sua quota in Nvidia.
Sul fronte materie prime, il petrolio ha chiuso ieri in rialzo dell’1,5%, per poi ritracciare leggermente stamattina. Il mercato bilancia i timori di nuove sanzioni Usa sul greggio russo con quelli di un possibile eccesso d’offerta da parte dell’OPEC+. Da inizio anno il prezzo del barile resta comunque in calo di circa -13%, sceso dal picco di 82,6 dollari del 15 gennaio al minimo annuale di 58,4 del 9 aprile.
L’oro, dopo il rally di +2,9% di lunedì che lo ha riportato sopra i 4.000 dollari l’oncia, perde ora -0,5%, attestandosi intorno ai 4.100. Molti analisti ritengono che la domanda di beni rifugio resterà solida, soprattutto con l’incertezza sui dazi commerciali. La Corte Suprema Usa potrebbe infatti bocciare alcune misure tariffarie volute da Trump, un’eventualità che secondo la Casa Bianca costerebbe oltre 2.000 miliardi di Dollari in rimborsi.
Chiude in ribasso anche il Bitcoin, sceso -2,8%, con un guadagno da inizio anno ormai limitato a +10%, molto distante dalle performance stellari di oro (+56%) e argento (+77%).
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Indici di mercato
FTSE MIB: la rinascita dell’indice italiano🔹 Contesto generale
Negli ultimi mesi il FTSE MIB ha mostrato una forza impressionante, sostenuta da un mix di fattori fondamentali e tecnici che ne fanno uno degli indici europei più performanti del 2025.
L’Italia, a lungo considerata “value play” del continente, sta beneficiando di:
inflazione sotto controllo (~1,6%),
ritorno della fiducia economica,
forte crescita dei profitti bancari,
e un miglioramento della percezione del rischio-Paese.
🏦 Settore bancario come motore principale
Le banche italiane (Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco BPM, MPS) hanno guidato la corsa dell’indice:
+5 % nell’ultima settimana e +60 % nell’ultimo anno (fonte SimplyWall.St);
margini d’interesse elevati grazie ai tassi BCE;
NPL al minimo storico (~2,8 %), e solidità patrimoniale in netto miglioramento;
attività M&A e buyback che alimentano ulteriore ottimismo.
Il peso elevato del settore finanziario nel FTSE MIB rende questa outperformance un vero motore strutturale per il listino.
📊 Analisi tecnica (Total Return)
Il FTSE MIB Total Return ha ormai superato ogni riferimento storico recente, confermando una fase di espansione di lungo periodo.
Il grafico mostra una struttura pulita e direzionale, sostenuta da un flusso costante di dividendi reinvestiti che amplificano la crescita del prezzo.
Struttura tecnica:
Trend primario fortemente rialzista dal 2020, con sequenza ordinata di higher highs e higher lows.
Breakout confermato oltre i 110.000 pt, ex-resistenza di lungo periodo.
Momentum in piena espansione:
MACD (5-35) positivo e in crescita, segnale di forza strutturale.
RSI mensile (14) a ~86, in ipercomprato ma coerente con trend sostenuti (non mostra divergenze ribassiste).
Livelli tecnici chiave:
📈 Resistenza successiva: area 120.000–122.000 pt → target naturale di estensione (proiezione Fibonacci + canale superiore).
📉 Supporto dinamico: 105.000–108.000 pt (base del canale di medio periodo).
📍 Supporto principale: 100.000 pt → livello psicologico e zona d’ingresso ideale su eventuali correzioni.
Nota importante:
A differenza dell’indice “price only”, il FTSEMIBTR ha già ampiamente superato i massimi pre-2008 e pre-2000. Questo evidenzia quanto il contributo dei dividendi (in media 3,5–4% annuo) sia stato determinante nel lungo termine, rendendo il mercato italiano molto più competitivo rispetto a percezioni passate.
📈 FTSE MIB Total Return vs DAX: un sorpasso simbolico
Nel grafico comparativo, il FTSE MIB Total Return (in verde) ha registrato un rialzo di oltre +300 % dall’inizio del 2011, superando nettamente il DAX (+115 %).
🔹 Il DAX è considerato il benchmark europeo per eccellenza, ma oggi il listino italiano mostra una performance cumulata superiore.
Questo riflette:
la maggiore esposizione del MIB a settori “value” (banche, energia, industriali), favoriti dal ciclo inflattivo 2022-2025;
il recupero dei dividendi, componente chiave del Total Return italiano;
la sottovalutazione storica che ora viene colmata.
In termini reali, il MIB TR ha superato il DAX per la prima volta in oltre un decennio, segnale di un profondo riequilibrio nella leadership azionaria europea.
🧭 Scenario operativo (Total Return)
Aspetto Valore / View
Trend principale Rialzista di lungo periodo
Bias operativo Accumulo su ritracciamenti o consolidamenti sopra 108.000 pt
Conferma tecnica Chiusura mensile stabile sopra 120.000 pt
Target 2026 130.000–135.000 pt (proiezione del canale rialzista)
Stop tecnico Sotto 100.000 pt (invalidazione del trend)
RSI / Momentum Forte ma non eccessivo, segnale di trend maturo ma sano
Strategia:
Approccio buy the dip coerente con il trend strutturale.
Eventuali fasi di consolidamento mensile sono occasioni di ingresso più che segnali di debolezza, finché la struttura rimane sopra la media 20M e il supporto dinamico resta integro.
💡 Sintesi
Il FTSE MIB Total Return è oggi uno dei migliori indici azionari europei su base decennale, e la rottura definitiva dei massimi 2023–2024 rappresenta una conferma di forza.
La divergenza positiva rispetto al DAX sottolinea il ritorno della leadership italiana nel contesto europeo.
Il trend è maturo, ma non esaurito: la struttura tecnica lascia spazio a ulteriori estensioni verso 130.000 pt entro il 2026, con supporti solidi e flussi di dividendi che continuano a spingere al rialzo il rendimento totale.
Quale sarà la prossima tendenza di fondo del dollaro US ?Sebbene il dollaro USA rimanga di gran lunga la valuta più debole del Forex nel 2025, ha rimbalzato dall’inizio di settembre e potrebbe confermare un’inversione rialzista di medio periodo in caso di superamento di una resistenza chiave. Tuttavia, il segnale non è ancora stato confermato e i fondamentali non sono ancora allineati. Analizziamo quindi quale potrebbe essere la prossima tendenza strutturale del dollaro USA dal punto di vista tecnico e fondamentale.
1) I fondamentali necessari per un’inversione rialzista del dollaro USA (DXY)
Tassi d’interesse statunitensi più elevati
Se la Federal Reserve (Fed) decidesse di riprendere il ciclo di stretta monetaria o semplicemente di mantenere i tassi su livelli alti mentre altre banche centrali allentano la politica, i differenziali di rendimento favorirebbero il dollaro. I capitali internazionali si orienterebbero verso attività denominate in USD.
Crescita economica statunitense resiliente
Dati solidi sul PIL e sul mercato del lavoro rafforzerebbero la fiducia degli investitori negli asset americani. Un’economia dinamica attrae flussi di capitali esteri e sostiene la valuta.
Riaccelerazione dell’inflazione
Un ritorno dell’inflazione potrebbe spingere la Fed a mantenere una politica restrittiva più a lungo. Tassi nominali più elevati aumenterebbero l’attrattiva globale del dollaro.
Tensioni geopolitiche crescenti
Le fasi di incertezza o di conflitto internazionale tendono generalmente ad aumentare la domanda di dollaro USA, considerato un bene rifugio.
Maggior disciplina fiscale e rimpatrio dei capitali
Ogni iniziativa credibile per ridurre il deficit americano rafforzerebbe la fiducia degli investitori. Parallelamente, il rimpatrio degli utili delle multinazionali americane creerebbe ulteriore domanda per il dollaro.
2) Fattori che potrebbero mantenere la tendenza ribassista
La fine dello “shutdown” americano
Pur ristabilendo la fiducia a breve termine, la fine di un blocco di bilancio favorisce il ritorno dell’appetito per il rischio. Gli investitori si allontanano quindi dagli asset rifugio come il dollaro, esercitando pressione sul suo valore.
La fine del “quantitative tightening” (QT) della Fed
La conclusione del QT, prevista per il 1° dicembre 2025, aumenterà la liquidità dei mercati, il che tende a indebolire il dollaro, poiché accresce la massa monetaria e riduce i rendimenti reali.
In sintesi:
Un rimbalzo duraturo del dollaro richiederebbe una combinazione di tassi elevati, crescita solida e incertezza globale. Al contrario, qualsiasi allentamento monetario o ripresa della fiducia mondiale potrebbe mantenere la valuta americana su una traiettoria ribassista. Tecnicamente, il segnale di inversione rialzista non sarà confermato finché l’Indice del Dollaro USA (DXY) rimarrà sotto la resistenza di 101–102 punti.
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possibile discesa a 41400L'indice si muove nel canale giallo e ha toccato nei giorni scorsi il margine superiore invertendo direzione ancora una volta
Prevedibile una nuova discesa verso il margine inferiore del canale nel mese in corso in direzione dei 41400 circa
Attenzione poi ad una eventuale rottura al ribasso del canale che potrebbe comportare una correzione molto maggiore
CFD nasdaq 100 "engulfing ribassista" sul weekly?Nonostante il recupero della seconda parte della giornata di venerdi, si e' formata la figura settimanale e la seconda candela con volumi decisamente piu alti. Gli indicatori ed oscillatori stanno solo parzialmente confermando. La violazione del minimo di venerdi' sara' la conferma di una correzione in atto.
SPX500USD ES1! L'SP500 rientra nel canale rialzista. E ora?Eccoci ancora sul canale con il terzo contributo della giornata, con un aggiornamento tecnico sull'SP500.
Analizziamo insieme il sell-off di settimana scorsa e vediamo insieme cosa può indicare la reazione in chiusura di mercato di venerdì 7 Novembre
Grazie e buon week end a tutti!
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 07.11.2025A Wall Street tornano i dubbi sui livelli valutativi della Tech: Nasdaq -1,9%.
Bundesbank riporta l’attenzione sugli eccessi di debito pubblico europeo.
Terre rare cruciali: Trump incontra i leaders degli «stan» ex-sovietici.
Verso 40 giorni di shut-down: trattative in corso, soluzione non imminente.
Mercati in cerca di bussola, dunque: tra trimestrali altalenanti, warning sul debito, e la fragilità del lavoro americano, il sentiment resta improntato alla cautela. Ieri, 6 novembre, nuova giornata dominata dalle trimestrali e da un mercato che cerca la prossima direzione. Gli investitori, dopo le prese di profitto dei giorni scorsi, non hanno archiviato i timori sulle valutazioni dell’intelligenza artificiale e dei titoli tech,e la volatilità resta alta.
Le Borse europee chiudono in calo, seguendo la scia negativa di Wall Street, dove le vendite sono ripartite sui titoli legati all’IA. Parigi perde l’1,36%, Francoforte l’1,31% e Londra lo 0,42%. Oltreoceano il clima non è migliore: Dow Jones -0,8%, S&P 500 -1,1%, Nasdaq -1,9%.
Nel dettaglio, Qualcomm lascia sul terreno il 4% nonostante conti migliori delle attese, mentre AMD arretra del 7% dopo risultati comunque positivi. Male anche Palantir (-4%), Oracle (-3%), Nvidia (-3,6%) e Meta Platforms (-2,4%). Unico segno più, seppur modesto, per Marvell Technology (+0,45%), sostenuta dai rumor di una possibile acquisizione da parte di Softbank.
La settimana si chiude in pesante rosso per i big dell’IA: AMD e Nvidia -7%, Palantir -13%. Per Nvidia si tratterebbe della peggior settimana da aprile. Tornano così i dubbi sulle colossali spese infrastrutturali richieste dall’AI, dopo che il Cfo di OpenAI ha ipotizzato un possibile intervento del Tesoro americano come garanzia sui maxi-finanziamenti del settore.
Sul fronte politico, la Corte Suprema USA solleva dubbi sulla legittimità dei dazi, costringendo Trump a immaginare un piano alternativo in caso di bocciatura. Intanto, dalla Fed arrivano messaggi contrastanti: Beth Hammack (Cleveland) si dice favorevole a nuovi tagli dei tassi, mentre Austan Goolsbee (Chicago) invita alla prudenza, vista la carenza di dati ufficiali sull’inflazione dovuta al prolungato shutdown federale.
In Europa, la Bundesbank lancia un severo monito sul debito pubblico crescente: livelli “elevati e in aumento” rappresentano un rischio per la stabilità finanziaria. Il rapporto 2025 sottolinea come le spese per la difesa e l’aumento degli interessi passivi possano aggravare i deficit, soprattutto se le ipotesi di crescita ottimistica non dovessero concretizzarsi.
Sul fronte macro, arrivano numeri che confermano un rallentamento del mercato del lavoro statunitense. A ottobre i licenziamenti annunciati sono saliti a 153.074, un +183% rispetto a settembre e +175% sull’anno precedente, segnando il peggior ottobre dal 2003. Dall’inizio dell’anno, oltre 1 milione di tagli, il massimo dalla pandemia.
Questi segnali alimentano l’aspettativa di tagli dei tassi anticipati da parte della Fed, ma allo stesso tempo riflettono un quadro economico più fragile.
Le borse asiatiche risentono della scia negativa americana. L’MSCI Asia Pacific perde l’1,3%, chiudendo la peggior settimana da agosto, mentre l’MSCI World interrompe la striscia positiva di quattro settimane.
A Tokyo, il Nikkei arretra dell’1,2%, nonostante la spesa delle famiglie cresca per il quinto mese consecutivo, ma sotto le attese. Nella Greater China, il CSI300 chiude a -0,1%, l’Hang Seng a -1%. In Corea, il Kospi segna un -1,9%, con un bilancio settimanale vicino al -4%, ma il +50% da inizio 2025 resta un cuscinetto più che solido.
In Europa, emergono segnali misti: la prima settimana di novembre mostra un +2% per il settore Auto, il migliore della settimana e una sorpresa considerando il -7% da inizio 2025.
Secondo Bloomberg Intelligence, il comparto potrebbe beneficiare di ristrutturazioni, tagli ai costi e della tregua nella guerra dei chip, con EPS attesi in forte rimbalzo nel 2026-2027.
L’indice Bloomberg Commodity (107,40 USD) è stabile sui livelli di inizio settimana. Le terre rare restano al centro della strategia di Trump, deciso a ridurre la dipendenza dagli approvvigionamenti cinesi. Alla Casa Bianca, il presidente ha incontrato i leader di Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan, regioni ricche di risorse strategiche, definendole “estremamente ricche” e prioritarie per la sicurezza americana.
Sul fronte energetico, il Brent chiude la quinta settimana in rosso su sei (-2%), attestandosi a 63,70 USD. Il mercato resta appesantito da scorte USA in aumento di 5,2 milioni di barili e da un eccesso di offerta globale, mentre il più lungo shutdown governativo nella storia americana pesa sull’intera economia.
Il dollaro frena dopo aver toccato i massimi da tre mesi (1,147): ora è a 1,153. L’assenza di dati macro ufficiali genera incertezza, e i report privati — come quello di giovedì, che ha mostrato debolezza nel mercato del lavoro — contribuiscono a smorzare i toni hawkish della Fed.
L’oro, a 3.992 USD/oncia, torna sotto la soglia psicologica dei 4.000 dollari, avviandosi alla terza settimana negativa consecutiva, un evento inedito nel 2025, segnale di una fisiologica fase di assestamento.
Il Bitcoin rimbalza dell’1% a 102.200 USD, ma resta in profondo rosso: -7% settimanale, la quarta settimana negativa su cinque. Gli esperti attribuiscono la correzione alla chiusura forzata di maxi-posizioni speculative aperte a ottobre e alle prese di profitto sul comparto tech e IA, che si riflettono anche sul mondo crypto.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
S&P500 (Indice SPX) – Target Raggiunto a 6.742,30 Regola sempre valida: “No flag, no trading.”
Anche oggi, il mercato ha confermato la validità dell’impostazione tecnica già anticipata.
Come evidenziato nel precedente aggiornamento, la struttura ribassista sotto la trendline blu discendente ha continuato a dominare la scena, portando i prezzi dritti al target tecnico a 6.742,30.
Non solo: il ritracciamento avvenuto in seguito è partito con precisione chirurgica proprio dal livello pre-tracciato a 6.826,69 (portando un utile di 82 pt), a conferma dell’importanza dei livelli chiave di controllo.
📐 Il metodo resta invariato:
“Il gioco è più semplice di quanto sembri. Basta creare la gabbia — i livelli chiave anticipati sul grafico 4H — e attendere che il prezzo vi arrivi. Con pazienza, metodo e disciplina, i risultati non tardano a mostrarsi.”
L’attuale scenario tecnico mostra un mercato ancora sotto pressione, con volumi crescenti in corrispondenza dei breakdown e una struttura che resta coerente con un momentum ribassista di breve termine.
Un ritorno stabile sopra 6.772,95 potrebbe invertire la tendenza nel brevissimo periodo.
📅 Grafico di riferimento: 15m
📉 Trend attuale: ribassista sotto la trendline blu
📊 Livelli chiave:
* Resistenze: 6.772,95 – 6.826,69 – 6.850,27
* Supporti: 6.748,95 – 6.742,30 – 6.720,31
💬 Seguitemi per gli aggiornamenti in tempo reale e per l’analisi su grafico 4H, dove la struttura “madre” continua a dettare le regole operative.
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Is it time to go home, Wally ?Al momento i futures americani stanno recuperando una situazione che nella notte asiatica si è fatta pesante, con il Nikkei al secondo -2% consecutivo.
Se nel pomeriggio l’SPX dovesse aprire sotto 6.772 e proseguire la discesa ricoprendo quella del future, si formerebbe un pattern d’inversione molto potente: l’Island Reversal.
Se non verrà negato in tempi brevissimi, potrebbe innescare una correzione profonda.
Quanto profonda?
Gli indici, soprattutto quelli americani, sono “abbonati” al 50% di ritracciamento della salita — la correzione più frequente. L’area di approdo si troverebbe quindi poco sotto i 5.900 punti.
La conferma arriverebbe con la rottura della chiusura del ciclo semestrale a 6.551. Da lì, l’indice potrebbe puntare alla chiusura del ciclo trimestrale in corso, attesa intorno a metà gennaio.
Niente rally di Natale, quindi — ma direi che i rally finora non sono mancati.
Attenzione alla “Gruyère Zone”, piena di gap aperti, chiusi e riaperti: un’area poco fluida e tipica di mercati disordinati, al contrario di quanto visto sopra quota 6.000 punti.
Spesso il mercato tende a tornare a coprire queste zone, quindi rimangono magnetiche nei movimenti correttivi.
Sul fronte macro, venerdì arriveranno i Non Farm Payrolls, che potrebbero portare un aumento della volatilità: pericolosa, ma utile a capire se l’inversione è davvero partita o meno.
Livelli operativi
6.772 – rischio Island Reversal se l'eventuale gap resta attivo.
6.551 – conferma di debolezza, target verso 5.900.
5.880 – 5.630 – aree di approdo probabili e potenziale chiusura ciclica.
6.920 – annullamento dello scenario ribassista sopra questa soglia.
La presente è la mia visione e non rappresenta un incentivo ad operare, investire o disinvestire.
NQ H1!!! DISCLAIMER !!!
Nota bene:
Queste sono semplici bozze personali, da considerarsi come tali. La lettura va effettuata con un’ottica di breve termine. In altre parole, la prima fase del percorso disegnato rappresenta l’ipotesi principale. La parte restante del percorso (quella più lontana nel tempo) è strettamente legata all’evoluzione della prima fase. Di conseguenza, se quest’ultima non si realizza, l’intera idea deve essere considerata nulla.
Non vi è alcuna sollecitazione all’investimento; quanto riportato va inteso unicamente come il punto di vista di un utente della piattaforma. L’onere di approfondire ricade sul lettore, attraverso le proprie conoscenze ed esperienze.
Ogni commento che schernisce l’autore, l’idea o il grafico verrà segnalato al moderatore della piattaforma. Non fornirò ulteriori risposte in merito. Grazie per l’attenzione.
S&P 500 – Analisi Tecnica del 5 Novembre 2025L’indice S&P 500 si muove oggi in una fase di consolidamento sotto una trendline ribassista (blu) che, al momento, continua a esercitare una pressione significativa sulla struttura dei prezzi.
Il quadro tecnico rimane impostato al ribasso nel breve, con un livello di supporto critico a 6.772 e un target potenziale individuato a 6.748, zona che, se raggiunta, potrebbe generare una reazione tecnica di breve periodo.
Sul fronte opposto, i livelli di ritracciamento più rilevanti si collocano a:
* 6.826 – primo livello dinamico, corrispondente alla parte inferiore della trendline discendente
* 6.850 – area intermedia di possibile rimbalzo tecnico
* 6.894 – resistenza più marcata, coincidente con la fascia dei massimi recenti
Come sempre, quando si parla di S&P 500, è fondamentale ricordare che i gap di mercato tendono a influenzare notevolmente la direzione dei prezzi e possono generare movimenti improvvisi in entrambe le direzioni. Per questo, il risk management rimane essenziale per ogni operatore.
In sintesi, il contesto attuale rimane delicato e guidato dalle dinamiche di volatilità intraday. Finché i prezzi si mantengono sotto la trendline principale, la struttura tecnica continuerà a suggerire cauta prudenza e potenziali estensioni ribassiste verso il target indicato a 6.748.
📊 Conclusione:
Scenario in equilibrio precario tra un possibile rimbalzo tecnico e la continuazione del trend ribassista. Attenzione ai volumi e alla chiusura giornaliera per conferme operative.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 05.11.2025Palantir, pur con ottima trimestrale, innesca profit taking su titta la tech.
Anche alcuni top banker USA segnalano rischi di eccessi valutativi.
Prosegue la correzione dell’oro, ora largamente sotto US$ 4000/oncia.
Il Dollaro estende il suo silenzioso recupero: sotto 1,15 vs Euro.
Seduta contrastata ieri, 4 novembre, per le Borse europee: Milano e Londra hanno chiuso in lieve rialzo, mentre Parigi (-0,67%), Francoforte (-0,72%) e Madrid (-0,15%) hanno terminato in calo. Zurigo (+0,49%) si è distinta in positivo, sostenuta dal comparto immobiliare e sanitario, con Novartis (+1,8%) e Roche (+1,77%) in evidenza.
Dopo che Jerome Powell ha raffreddato le attese su un taglio dei tassi a dicembre, definendolo “non affatto scontato”, ora la prudenza della Fed si combina con un generale raffreddamento dell’euforia sull’intelligenza artificiale, alimentato dalle trimestrali delle big tech americane.
A sorpresa, neppure i risultati record di Palantir Technologies sono bastati a sostenere il comparto. Nonostante la società, che vanta rapporti privilegiati con l’esercito statunitense, abbia battuto le attese e alzato la guidance, il titolo ha chiuso in calo dell’8%.
Un segnale eloquente: non bastano più i numeri, contano le valutazioni. Palantir era salita del +170% da inizio anno, arrivando a un P/E stimato per il 2025 di 271x, contro il 43,8x di Nvidia e il 25,8x medio dell’S&P 500. Il mercato ha giudicato eccessivo il premio e ha preferito alleggerire.
La reazione ha travolto tutto il comparto tecnologico: l’indice SOX dei semiconduttori ha perso -4%, peggior seduta da un mese, con il settore che tratta a P/E medio 36,5x. In una sola giornata, sono andati in fumo circa US$ 500 miliardi di capitalizzazione. A peggiorare il clima, i risultati di Super Micro Computer (-9% afterhours) e Advanced Micro Devices (-5%), che non hanno dissipato i timori di eccessi nel segmento high tech.
A gettare ulteriore cautela, le parole dei vertici di Morgan Stanley (Ted Pick) e Goldman Sachs (David Solomon), che prevedono una correzione tra il 10% e il 15% per i mercati azionari, segnalando preoccupazione per valutazioni troppo elevate.
Dall’altra parte dell’Atlantico, Wall Street ha archiviato una seduta decisamente negativa: Dow Jones -0,5%, S&P 500 -1,2% e Nasdaq -2,0%, peggior chiusura da un mese. Il mix tra i warning delle banche d’affari e la delusione per Palantir ha spinto gli investitori a ridurre l’esposizione sui titoli tecnologici: Nvidia, Alphabet e Amazon hanno registrato ribassi consistenti.
Sul fronte energetico, il gas naturale ha accelerato dell’+1,6% a 32,3 euro/MWh sul TTF di Amsterdam, complice l’attesa di temperature più rigide e minor ventosità a dicembre in Europa, fattori che potrebbero aumentare i consumi per riscaldamento e produzione elettrica.
Le tariffe di trasporto del GNL hanno toccato i massimi degli ultimi mesi, penalizzate dalla carenza di navi, ritardi nelle consegne via Egitto e un’impennata della domanda in vista dell’inverno.
Stamattina, 5 novembre, il debole finale di Wall Street si riflette sulle borse asiatiche: i future USA restano piatti, mentre i listini europei cedono mediamente -0,5%. L’agenda macro dell’Eurozona offre spunti importanti con i dati finali di ottobre: attese conferme per il Pmi servizi a 52,6 e per il composito a 52,2. In Italia, il consensus punta su un aumento del Pmi terziario a 53,0, rispetto al 52,5 di settembre.
In Asia, Tokyo guida i ribassi: il Nikkei 225 perde il -2,8%, penalizzato dal tonfo di SoftBank (-10%), tornata ai minimi di due settimane. Il Kospi coreano arretra del -3%, dopo un avvio a -5%, ma il bilancio da gennaio resta positivo per +67%.Più resilienti le piazze della Greater China, con CSI300 +0,3% e Hang Seng -0,2%.
Sul fronte geopolitico-commerciale, Pechino ha sospeso i dazi di ritorsione su una serie di prodotti agricoli statunitensi, dopo che Washington ha dimezzato i propri dazi su alcuni beni cinesi, quali soia, mais, grano, sorgo e pollo: ciò potrebbe stemperare le tensioni tra le due potenze.
Tra le commodities, il petrolio resta fiacco: secondo l’American Petroleum Institute, le scorte USA sono aumentate nella settimana al 31 ottobre. L’OPEC+ ha incrementato la produzione di appena 30.000 barili/giorno in ottobre (contro i 330.000 di settembre), complice i cali in Nigeria, Libia e Venezuela.
L’oro tenta un timido rimbalzo dopo otto ribassi in dieci sedute, peggior sequenza dall’inizio del 2025. Il classico schema “dollaro in rialzo = oro in ribasso” è tornato a dominare: tassi USA elevati e rendimenti reali più attraenti hanno eroso l’interesse per i metalli preziosi.
Sul mercato valutario, il dollaro USA prosegue la fase di rafforzamento: l’euro scende sotto 1,15, ai minimi da agosto. Dal picco di settembre (1,19), il biglietto verde è rimbalzato di circa +4%. La svolta è arrivata quando Powell e altri membri della Fed hanno ribadito che non c’è fretta di tagliare i tassi, e secondo uno studio di Bank of America, la domanda per il dollaro è ai massimi da giugno 2024, trainata dai gestori patrimoniali tornati a posizionarsi sulla valuta americana, pur mantenendo esposizioni complessivamente “corte”.
Peggior inizio di mese, invece, per il Bitcoin, che ha perso -6,2%, peggior seduta del 2025, scivolando sotto i 100.000 dollari per la prima volta dal 24 giugno. Stamane la criptovaluta recupera +1,6%.
Negli Stati Uniti, lo shutdown federale è arrivato al 35° giorno, il più lungo della storia. Il rendimento del Treasury decennale scende al 4,07% dal 4,10%, riflesso della corsa alla protezione. In assenza dei dati sui payroll di ottobre, l’attenzione oggi si concentra sul report ADP, da cui il mercato si aspetta +28.000 nuovi occupati nel settore privato dopo il crollo di settembre.
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