S&P 500 e guerra commerciale: quali sono i danni tecnici?Il brusco ritorno delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina ha provocato venerdì scorso un’ondata di shock sui mercati finanziari globali, colpendo duramente l’indice S&P 500. L’annuncio di Pechino di nuovi controlli all’esportazione di terre rare, seguito dalla minaccia di Donald Trump di raddoppiare i dazi sui prodotti cinesi al 100 %, ha riacceso lo spettro di una guerra commerciale totale. Questa escalation ha causato una marcata correzione tecnica dell’indice statunitense, che ha appena registrato la sua peggiore seduta degli ultimi sei mesi.
Sebbene le trattative possano ancora portare a un accordo entro la fine di ottobre, gli investitori temono un impatto diretto sui margini delle grandi aziende industriali e tecnologiche, già indebolite dall’aumento dei costi d’importazione e da valutazioni record.
Quali sono quindi i danni tecnici subiti dallo S&P 500 a causa della ripresa della guerra commerciale tra le due principali potenze mondiali?
1) L’indice S&P 500 respinge dalla parte superiore del suo canale rialzista di lungo periodo
Durante la sessione di martedì 30 settembre ho presentato un’analisi tecnica sull’indice S&P 500, ponendo la domanda se fosse stato raggiunto il massimo annuale. Il primo grafico qui sotto rimanda a tale analisi:
I danni tecnici causati dal forte calo di venerdì 10 ottobre restano per ora limitati, poiché non vi è stata rottura di supporti principali. Tuttavia, l’S&P 500 ha confermato un chiaro rifiuto dalla parte alta del canale rialzista in atto dal 2020, area che potrebbe rappresentare il completamento dell’onda 5 secondo il conteggio di Elliott.
All’inizio di questa settimana è necessario monitorare attentamente la media mobile a 50 giorni, la cui rottura a febbraio scorso aveva dato il via alla forte correzione di marzo/aprile legata alla guerra commerciale.
Il grafico seguente mostra le candele giapponesi settimanali dell’S&P 500:
2) L’indice Russell 2000 respinge sotto il suo record storico
Osservando l’ampiezza del mercato, emerge un altro segnale tecnico rilevante: il rifiuto ribassista dell’indice Russell 2000 sotto il record storico di 2.460 punti. Un rifiuto sotto resistenza è una cosa, ma ora è fondamentale non rompere il supporto, in particolare quello a 2.360 punti.
3) Questo rifiuto tecnico avviene a livelli di valutazione molto elevati
La valutazione attuale dell’S&P 500 ha raggiunto livelli storicamente alti, simili a quelli osservati durante la bolla tecnologica del 2000. Il rapporto Shiller P/E si avvicina a 40, segnalando una sopravvalutazione marcata delle azioni statunitensi. Il P/E a 12 mesi supera 30, ben al di sopra della media storica, mentre l’indicatore di Buffett (capitalizzazione di mercato rapportata al PIL) supera il 200 %, un record assoluto. Un tale squilibrio aumenta il rischio di una correzione tecnica in caso di rialzo dei tassi o di calo degli utili aziendali legato alla guerra commerciale.
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Indici di mercato
Analisi ciclica sull’indice FTSE MIBTorna in auge la guerra commerciale, con le ultime mosse di Cina e USA che danno uno scossone ai mercati a livello globale. Cerchiamo di inquadrare la situazione a livello ciclico sull’indice FTSE MIB.
Nel grafico, con timeframe orario, vediamo il ciclo trimestrale, che è partito sul minimo del primo di agosto a 39700 punti.
Il primo sotto-ciclo mensile ha avuto una forza inaspettata, raggiungendo area 43500 punti, e si è chiuso all’inizio di settembre in area 41500 punti. Il secondo sotto-ciclo mensile, pur avendo meno forza del precedente, è tornato vicino ai massimi registrati nel mese precedente.
L’ultimo ribasso, iniziato giovedì 9 ottobre, ha avuto un’accelerazione nella giornata di venerdì 10 e potrebbe costituire la chiusura del secondo sotto-ciclo mensile. Complicato fare ipotesi sullo sviluppo futuro della struttura ciclica, considerando le nuove-vecchie incertezze che uno scontro Cina-Usa può causare. Area 41000 costituisce un importante supporto in uno scenario di ulteriori ribassi. In caso di repentino recupero dei mercati sembra comunque difficile il ritorno verso l’area di massimo individuata in precedenza.
Indicatori utilizzati
- Fascio di medie mobili, settate con tempi ciclici
- Price oscillator, settato con tempi ciclici
Il "rising wedge" non lascia mai scampo!!La violazione del lato inferiore del rising wedge ha riportato velocemente come da manuale le quotazioni alla base! indicatori ed oscillatori negativi. La violazione del supporto portera' le quotazioni sui livelli inferiori con possibilita' di ritornare alla mm a200 gg.
Correzione prevedibile La correzione che attendevo da un paio di settimane è arrivata con forza scatenata da un nuovo scontro commerciale USA-Cina
Molto probabile una escalation nelle prossime settimane che spingerà i listini ancora più in basso con aperture in gap down lunedì
L’indice ha rotto il canale verde in cui si muoveva già da tempo e ha chiuso sotto la sma50 (linea rossa)
La prima destinazione è probabilmente la media 100 (linea verde) che viene toccata dalla maggioranza delle correzioni “normali” (quelle con ribassi del 10% circa)
Personalmente ho già liquidato tutto in America e attendo con calma il momento di rientrare
I titoli tecnologici sono ampiamente sopravvalutati ed è possibile vedere discese del 30% e oltre dai massimi con un nuovo scontro sui semiconduttori e terre rare
S&P500: i conti non tornanoAnalisi SKEW vs Indice Azionario
Il grafico evidenzia in modo piuttosto chiaro la divergenza tra l’indice azionario e le coperture sulle opzioni (SKEWX).
In condizioni di mercato “normali” — cioè quando si compra, si corregge, ma il trend di fondo resta sano e orientato al rialzo — i due indici dovrebbero muoversi più o meno in parallelo.
È la prassi: i fondi acquistano, e subito dopo si coprono. Punto.
Quando invece l’indice continua a salire mentre le coperture scendono, qualcosa non torna.
Questo può significare due cose:
Eccesso di fiducia : gli operatori stanno smettendo di coprirsi perché convinti (a torto o a ragione) che il mercato non possa correggere.
Distribuzione mascherata : le mani forti potrebbero aver già alleggerito le posizioni nelle dark pools — a prezzi ottimi — mentre gli HFT mantengono il rialzo pompando artificialmente il book, anche con volumi ridotti e pochi acquisti reali.
Nel secondo scenario, la logica conseguenza sarebbe un riallineamento tra i prezzi delle dark pools e quelli dell’indice: tradotto, una correzione secca e profonda.
👉 Cosa monitorare ora:
massima attenzione agli swing di riferimento — quelli che, se violati al ribasso, segnalano la fine del trend rialzista in corso.
E tenere d’occhio le news, sia di mercato che esogene: basta un trigger di panico per far scattare la molla.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 10.10.2025La tregua Israele-Hamas toglie slancio all’oro e ridà fiato al Dollaro Usa.
Borse più caute verso il fine settimana, in attesa di trimestrali e novità sui tassi.
Borse cinesi fanno una pausa, ma la tech asiatica è sempre più gradita.
I metalli della «energy transition», rame, argento, zinco, restano «caldi».
I mercati globali si muovono con cautela su entrambe le sponde dell’Atlantico, mentre la notizia del cessate il fuoco a Gaza e il rally dei titoli tecnologici portano volatilità e prese di profitto dopo i recenti record di S&P500 e Nasdaq, trainati dalle società legate all’intelligenza artificiale.
Il governo israeliano ha dato il via libera a una tregua con Hamas, che dovrebbe fermare i combattimenti e portare al rilascio degli ostaggi entro domenica sera. L’accordo prevede anche un ritiro graduale delle truppe israeliane, con la firma ufficiale attesa in Egitto alla presenza del presidente Donald Trump, invitato anche a intervenire alla Knesset (parlamento israeliano).
Sul fronte commerciale, l’Unione europea ha proposto di alzare i dazi sull’acciaio fino al 50% per le importazioni in eccesso e di ridurre le quote esenti, mossa mirata a proteggere l’industria europea dall’ondata di acciaio cinese a basso costo.
In Europa prevale l’incertezza politica: a Parigi si attende la nomina del nuovo primo ministro dopo le dimissioni di Sébastien Lecornu. Il presidente Emmanuel Macron ha convocato i leader dei principali partiti (esclusi Rassemblement National e La France Insoumise) all’Eliseo e ha promesso un nome entro venerdì sera.
A Piazza Affari giornata da dimenticare: Ftse Mib -1,6%, zavorrato da Ferrari (-15,4%) nel giorno della presentazione del piano strategico al 2030. Giù anche Madrid (-0,5%), Londra (-0,3%) e Parigi (-0,1%), mentre Francoforte avanza di +0,25%. A Wall Street prevalgono leggere prese di profitto: Dow Jones -0,52%, S&P500 -0,3%, Nasdaq -0,1%.
La BCE mette in guardia dal segnale lanciato dal boom dell’oro: “l’aumento significativo delle quotazioni negli ultimi 18 mesi rappresenta un avvertimento dei rischi sui mercati”, si legge nelle minute della riunione del 10-11 settembre. L’istituto teme “valutazioni errate” e un eccessivo ottimismo degli investitori.
Sul fronte commerciale, l’Ue ha espresso “preoccupazione” per la decisione di Pechino di limitare l’export di terre rare e tecnologie correlate. “Ci aspettiamo che la Cina agisca come un partner affidabile”, ha dichiarato Olof Gill, portavoce della Commissione europea per il Commercio.
Negli Stati Uniti, il CEO di J.P. Morgan, Jamie Dimon, si dice “molto più preoccupato di altri” per un crollo dell’azionario americano, ipotizzando una forte correzione entro 6-24 mesi.
Tornando a Ferrari, il piano al 2030 delinea 9 miliardi di ricavi e 4,7 miliardi di investimenti nei prossimi cinque anni. Presentata anche la prima Ferrari elettrica, con 4 porte, 4 posti, oltre 1000 cavalli, autonomia di 530 km e velocità massima di 310 km/h. Un debutto epocale, ma accolto con scetticismo: il mercato teme un replay del caso Porsche Taycan, mentre deludono anche le vendite in Cina, attese come motore di crescita. Risultato: titolo in picchiata, -15%.
In Asia, oggi prevalgono i ribassi dopo la chiusura debole di Wall Street. Il Nikkei225 perde -1,5%, con vendite sui titoli AI e difesa, ma resta in rialzo di quasi +5% nella settimana, sostenuto dalle attese di una politica fiscale espansiva dopo la nomina di Sanae Takaichi alla guida del partito di maggioranza.
In Cina, l’indice CSI300 scivola -1,3%: a pesare sono le nuove restrizioni di Pechino sulle esportazioni di batterie al litio e materiali critici, in vigore dall’8 novembre.
A Hong Kong, l’Hang Seng arretra -1%: Baidu -3,2%, Li Auto -3,3%, Alibaba -2,2%, JD.com -1,9%. Corea euforica, col Kospi a +1,4% al nuovo record storico grazie a Samsung Electronics. Da inizio anno, l’indice guadagna quasi +40%, miglior performance mondiale. Il P/E del Kospi (15,7x) resta ben sotto il 17,3x dell’MSCI Asia-Pacific, il 23x dell’MSCI World e il 37x del Nasdaq.
Sul fronte geopolitico, la Cina ha annunciato un’ulteriore stretta sulle terre rare, aggiungendo cinque elementi (olmio, erbio, tulio, europio e itterbio) alla lista dei materiali soggetti a controllo: Pechino produce oltre il 90% delle terre rare lavorate e dei magneti globali.
L’oro, reduce da un rally del +50% da inizio anno, ha vissuto la peggior seduta da due mesi (-1,6%), scendendo sotto i 3.970 dollari/oncia. Il calo riflette l’accordo su Gaza e il rimbalzo del dollaro, ma secondo Deutsche Bank la domanda delle banche centrali resta elevata, “al doppio del ritmo medio 2011-2021”. La quota aurea delle riserve è salita al 24% nel secondo trimestre 2025, dal minimo del 9% nel 2015, pur lontana dal picco del 74% degli anni ’80.
Il dollaro si rafforza ulteriormente, con EUR/USD a 1,156, avviandosi a chiudere la miglior settimana+ 1,5%, da novembre 2024. Le tensioni politiche in Francia e l’attesa per una politica più espansiva in Giappone hanno favorito il US$, mentre lo shutdown federale è passato in secondo piano.
Nel comparto obbligazionario, la volatilità resta minima: Treasury decennale 4,13%, BTP 3,51%. Il presidente della Fed New York, John Williams, si è detto favorevole a nuovi tagli dei tassi entro fine anno per evitare un deterioramento del mercato del lavoro. In serata, attesa per la decisione di S&P Global sul rating dell’Italia, oggi BBB+ con outlook stabile dopo il miglioramento di aprile.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
NASDAQ Composite (NASDAQ:IXIC)Grafico 4H
Il Nasdaq mostra una struttura rialzista più matura, sostenuta da una serie di higher lows ben definiti.
L’indice si mantiene sopra i livelli di 22.900 e 23.041, mentre il focus resta orientato ai prossimi obiettivi:
➡️ 23.543 (resistenza intermedia)
➡️ 24.239 e 24.548 come possibili target di medio termine.
Un ritracciamento sotto i 22.900 potrebbe invece riportare il prezzo verso **22.533 – 22.306**.
📈 In sintesi, entrambi gli indici (FTSE mib appena pubblicato) restano impostati positivamente, ma si trovano su livelli tecnici cruciali che richiedono conferme operative nelle prossime sessioni.
Cosa ne pensi di questi due setup? Ti aspetti continuazione o ritracciamento?
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#TradingView #FTSEMIB #NASDAQ #analisi #borsa
Giovedì di Analisi — FTSE MIB Grafico 4H
🔹 FTSE MIB (TVC:FTMIB)
L’indice italiano prosegue la sua crescita sostenuta da una solida trendline rialzista.
Attualmente si trova in prossimità di un’area chiave compresa tra 43.400 e 43.800, zona che, se rotta al rialzo, potrebbe proiettare i prezzi verso i target successivi:
➡️ 44.317
➡️ 45.109
Tuttavia, un eventuale rifiuto su questi livelli potrebbe aprire un breve ritracciamento tecnico verso la trendline di supporto dinamico.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 08.10.2025Oro, argento e metalli industriali in poderosa risalita.
Borse asiatiche in evidenza: è l’anno della loro riscossa?
Crisi politica francese preoccupa poco Borse e Govies. Macron sotto tiro.
Listini cinesi attesi (in rialzo?) domani, dopo la pausa di 4 giorni.
Mercati in cerca di direzione: incertezza politica e oro ai massimi storici
Le borse europee hanno chiuso una seduta priva di slancio, ancora una volta condizionata dalla politica. L’attenzione resta puntata sulla Francia, dove le dimissioni del premier Sébastien Lecornu, a meno di un mese dalla nomina, hanno riacceso l’incertezza e alimentato le richieste di dimissioni del presidente Macron. L’instabilità francese, combinata con lo shutdown del governo statunitense, continua a pesare sul sentiment globale.
Europa: stabilità apparente sui listini
Le principali piazze europee hanno archiviato la giornata con variazioni minime:
• Parigi +0,04% a 7.974 punti,
• Londra +0,05% a 9.483 punti,
• Francoforte +0,03% a 24.385 punti,
• Madrid -0,19% a 15.527 punti.
Sul fronte macro, i dati tedeschi hanno deluso le attese: in agosto la produzione industriale è scesa del -4,3% su mese (vs attese -1,0%), dopo il +1,3% di luglio. Gli ordini all’industria sono calati dello 0,8%, segnalando un rallentamento più marcato del previsto.
Nel frattempo, la presidente BCE Christine Lagarde ha commentato l’apprezzamento dell’euro come effetto collaterale dei flussi rifugio: “Gli investitori si sono mossi sull’euro come valuta di sicurezza, un segno di fiducia ma anche una fonte di pressione sul cambio”.
Shutdown USA e Fed sotto osservazione
Negli Stati Uniti, lo shutdown governativo continua a pesare sul clima di fiducia. I principali indici hanno interrotto la serie positiva:
• S&P 500 -0,4%,
• Nasdaq -0,7%,
• Dow Jones -0,2%.
Il mercato obbligazionario resta stabile: Treasury decennale al 4,12%, mentre gli operatori scontano con quasi il 100% di probabilità un taglio dei tassi di 25 punti base a ottobre. I verbali della riunione Fed di settembre, attesi stasera, offriranno maggiori indicazioni, con Jerome Powell in calendario per giovedì.
Le aspettative di inflazione dei consumatori americani a un anno sono salite al 3,4% a settembre (da 3,2% in agosto), massimo da cinque mesi.
Oro sopra quota 4.000 dollari: bene rifugio per eccellenza
Complice lo shutdown, la debolezza del dollaro e la crisi politica francese, l’oro ha toccato nuovi massimi storici oltre i 4.000 dollari/oncia. I futures Usa hanno sfondato questa soglia record, sostenuti anche dall’attesa di un nuovo taglio dei tassi Fed.
Dal 1° settembre il metallo prezioso è salito di quasi +20%, e del +53% da inizio anno, in un rally che appare sempre più difficile da giustificare solo con la domanda rifugio. Anche l’Indice Commodity (106,80 USD) ha segnato il terzo rialzo consecutivo, spinto dai metalli preziosi, mentre l’acciaio resta tra i pochi in negativo da inizio 2025 (-4,5%).
Francia: rischio elezioni anticipate
La crisi francese resta al centro della scena. L’euro ha reagito con un calo dello 0,34% a 1,1672 dollari, ma si è rafforzato sullo yen a 176,35. Dopo le dimissioni di Lecornu, Macron ha concesso tempo fino a domani per nuovi colloqui. Se anche questi dovessero fallire, ha dichiarato di voler “assumersi tutte le sue responsabilità”, lasciando intendere nuove elezioni parlamentari.
Gli analisti ritengono probabile una convocazione delle urne a novembre, anche se Macron difficilmente si dimetterà prima della fine del suo mandato, nel 2027.
Asia: Nikkei ai massimi, poi in rallentamento
In Asia, i listini restano misti. Il Nikkei di Tokyo, dopo aver toccato un nuovo record storico, ha chiuso in calo dello 0,2%, smorzando l’euforia per l’elezione di Sanae Takaichi a leader del Partito Liberaldemocratico (LDP) e futura premier del Giappone.
Le borse di Cina e Corea del Sud sono rimaste chiuse, mentre l’Hang Seng di Hong Kong ha perso 1%, penalizzato dalla debolezza del comparto high-tech.
Sul fronte valutario, il cross dollaro/yen è salito a 152,4, livello più alto da febbraio, mentre il rendimento del bond decennale giapponese ha toccato 1,68%, massimo da quindici anni.
Takaichi si prepara al primo test diplomatico con Donald Trump, atteso a Tokyo a fine mese, per discutere di alleanza bilaterale e cooperazione sulla difesa.
Emergenti e criptovalute: i nuovi protagonisti
Le Borse emergenti continuano a brillare: l’indice MSCI Emerging Markets segna un +28% da inizio 2025, contro il +16,8% dell’MSCI World.
La Cina pesa per il 31,16% dell’indice, seguita da Taiwan (19,4%), India (15,22%), Corea del Sud (11%) e Brasile (4,3%).
Sul fronte digitale, il Bitcoin ha aperto debole dopo una correzione del -2% martedì, dovuta a prese di profitto: in due settimane la criptovaluta ha comunque guadagnato oltre +15%, toccando un nuovo record a 126.000 USD.
Deutsche Bank ha definito Bitcoin “un potenziale pilastro moderno della sicurezza finanziaria, riecheggiando il ruolo dell’oro nel XX secolo”.
Obbligazionario europeo: stabilità nonostante Parigi
Il mercato obbligazionario europeo è rimasto stabile nonostante la crisi francese:
• Bund decennale 2,72%,
• BTP 3,53%,
• OAT decennale 3,57%.
Il Tesoro italiano prevede per venerdì un’asta di Bot annuali per 9 miliardi.
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NQ: AGGIORNAMENTO!!! DISCLAIMER !!!
Nota bene:
Queste sono semplici bozze personali, da considerarsi come tali. La lettura va effettuata con un’ottica di breve termine. In altre parole, la prima fase del percorso disegnato rappresenta l’ipotesi principale. La parte restante del percorso (quella più lontana nel tempo) è strettamente legata all’evoluzione della prima fase. Di conseguenza, se quest’ultima non si realizza, l’intera idea deve essere considerata nulla.
Non vi è alcuna sollecitazione all’investimento; quanto riportato va inteso unicamente come il punto di vista di un utente della piattaforma. L’onere di approfondire ricade sul lettore, attraverso le proprie conoscenze ed esperienze.
Ogni commento che schernisce l’autore, l’idea o il grafico verrà segnalato al moderatore della piattaforma. Non fornirò ulteriori risposte in merito. Grazie per l’attenzione.
S&P 500 e ciclo presidenziale: mercato orso nel 2026?Il ciclo presidenziale americano è un approccio ciclico al mercato azionario secondo cui la performance dell’S&P 500 tende a seguire uno schema ricorrente lungo i quattro anni di un mandato presidenziale. Questo ciclo riflette la relazione tra le decisioni politiche, le politiche fiscali e monetarie e la psicologia degli investitori.
Storicamente, il primo anno del mandato (post-elettorale) è caratterizzato da aggiustamenti economici e fiscali, spesso accompagnati da guadagni moderati. Il secondo anno, detto “anno di metà mandato”, è solitamente più incerto: i mercati diventano volatili a causa dell’incertezza politica e di eventuali riforme impopolari.
Questo secondo anno è tradizionalmente il più debole dei quattro, il più favorevole a una forte fase di consolidamento dell’S&P 500 — e corrisponde al 2026 nel ciclo attuale.
Al contrario, il terzo anno del mandato è quasi sempre il più favorevole per i mercati azionari, poiché l’amministrazione cerca di stimolare la crescita prima della campagna elettorale, spesso attraverso politiche fiscali o monetarie più accomodanti. Infine, il quarto anno, quello elettorale, rimane mediamente positivo, ma con performance più contenute a causa dell’incertezza pre-elettorale.
Da questa prospettiva, il 2026 rappresenterà il secondo anno del ciclo presidenziale di Donald Trump — tradizionalmente il più fragile per i mercati azionari. Dal punto di vista tecnico, l’S&P 500 ha recentemente raggiunto importanti zone di resistenza vicine ai massimi storici, dopo un notevole rally post-elettorale. Diversi indicatori di momentum mostrano un indebolimento della dinamica rialzista, mentre il rapporto prezzo/utili di Shiller si trova su livelli storicamente elevati, indicando valutazioni già eccessive.
In questo contesto, è plausibile che il 2026 sia caratterizzato da una fase di consolidamento dell’S&P 500, o persino da una correzione più marcata. Gli investitori istituzionali potrebbero adottare un atteggiamento più prudente, in attesa di maggiore chiarezza sulla politica fiscale, sulla strategia dei tassi della Federal Reserve e sull’impatto delle misure economiche del nuovo governo. Questa fase di pausa sarebbe naturale dopo diversi anni di rialzi sostenuti e potrebbe costituire una base solida per la prossima spinta rialzista del ciclo, tradizionalmente osservata nell’anno pre-elettorale, 2027.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 07.10.2025Lo shut-down Usa non spaventa Wall Street: nuovi top per S&P e Nasdaq.
Il Nikkei giapponese brinda alla candidata Premier Takaishi.
Oro, argento e bitcoin: ancora scelti come riserve di valore.
Crisi politica francese in alto mare: lascia anche il neo-Premier Lecornu.
La settimana si è aperta all’insegna della politica,. A Tokyo il Nikkei ha messo le ali dopo la sorprendente elezione della “colomba” Sanae Takaichi alla guida del Partito Liberal Democratico, un passaggio che la porterà a diventare la prossima premier del Giappone e che ha immediatamente ravvivato l’ottimismo sul fronte degli stimoli economici.
Sul fronte opposto dell’Atlantico, il prolungarsi dello shutdown americano ha acceso l’interesse per i beni rifugio: l’oro si è avvicinato a quota 4.000 dollari/oncia, trascinando in rialzo anche l’argento. Piazza Affari ha chiuso in lieve calo (-0,26%), Londra -0,13%, Francoforte “flat” (+0,05%), mentre Parigi ha sofferto di più (-1,36%) dopo le dimissioni inaspettate del premier Sebastien Lecornu.
A Wall Street, chiusura mista: Dow Jones -0,11%, S&P500 +0,36%, Nasdaq +0,71%, con gli investitori ancora guidati dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale.
Lo shutdown americano prosegue dopo il fallimento dei tentativi di mediazione al Congresso, ma il mercato sembra ignorarlo: Nasdaq e S&P500 hanno toccato nuovi massimi storici, con un record anche per l’indice SOX dei semiconduttori (+3%) dopo l’accordo AMD-OpenAI. AMD è balzata del +24%.
Gli analisti di Citi avvertono però che le valutazioni azionarie restano tirate: l’indice MSCI World tratta al 92° percentile dei multipli storici, mentre gli Stati Uniti si collocano addirittura al 99° percentile. Multipli “stressati” che, secondo la banca americana, potrebbero limitare lo slancio rialzista se gli utili dovessero deludere.
Tuttavia, gli esperti restano costruttivi: Citi prevede una crescita globale degli utili per azione del +13% nel 2026, rispetto al +9% di quest’anno, sostenuta da un contributo positivo di tutte le principali regioni e settori. “L’ampliamento della crescita degli utili potrebbe riaffermarsi già all’inizio del 2026”.
In Europa, le dimissioni del premier francese hanno generato solo un temporaneo sussulto sui mercati, ma il vero nodo politico resta la difficoltà dei partiti nel delineare una via d’uscita. Le agenzie di rating non hanno tardato a rinnovare i moniti sul merito di credito della Francia, mentre dalla BCE arrivano toni più distesi.
Il governatore spagnolo Jose Luis Escriva ha dichiarato che l’attuale livello dei tassi è adeguato, con un’inflazione in linea con il target.
Christine Lagarde, intervenuta al Parlamento europeo, ha ribadito la speranza che il Mes venga ratificato da tutti gli Stati membri, ricordando che l’Italia è ancora l’unico Paese a non aver completato il processo. La presidente ha anche invocato il passaggio “dalle parole ai fatti” rispetto al rapporto Draghi sulla competitività europea, sottolineando come l’Unione debba “rafforzare le proprie fondamenta” per sostenere un euro più forte sul piano internazionale.
Sui dazi, Lagarde ha spiegato che l’effetto frenante sul Pil si attenuerà nel 2026, mentre la debolezza delle esportazioni e la concorrenza globale continueranno a pesare nel breve. Tuttavia, la crescita dei servizi rimane solida e gli ultimi sondaggi segnalano slancio positivo per l’economia. Nella prima metà 2025, il Pil dell’Eurozona è cresciuto +0,7% cumulato, trainato dalla domanda interna e dall’anticipo di vendite prima dell’entrata in vigore dei dazi statunitensi.
Negli Stati Uniti, Donald Trump ha annunciato su Truth che dal 1° novembre 2025 imporrà una tariffa del 25% su tutti i camion medi e grandi importati.
Intanto, sul fronte corporate, OpenAI ha siglato un mega-accordo con AMD per l’acquisto di chip destinati a un consumo totale di 6 gigawatt.
Oggi, 7 ottobre, in Asia-Pacifico, restano chiuse le borse di Cina, Hong Kong e Corea del Sud, mentre avanzano Mumbai +0,3%, Singapore +0,8%, Taipei +2% e Tokyo +0,3%, col nuovo massimo storico del Nikkei 225. Lo yen continua a indebolirsi a 150,40 per dollaro, superando la soglia psicologica di 150.
Sul fronte energia, il Brent consolida a 65,6 dollari/barile, sostenuto da una produzione OPEC+ inferiore alle attese. La Cina accelera la costruzione di riserve petrolifere e spinge sulla transizione elettrica, con il consumo di petrolio previsto al picco nel 2027.
Tra le commodity, il rame ha vissuto la miglior settimana del 2025 (+5,2%) e Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le stime 2026 a 10.500 dollari/tonnellata (da 10.000), sostenuta da interruzioni minerarie, dollaro debole e tagli dei tassi.
L’oro resta protagonista: 3.977 dollari/oncia, +51% da inizio anno e ottavo rialzo in nove sedute. Potrebbe essere il nono mese positivo del 2025, ma Bank of America avverte che il rally potrebbe perdere slancio vicino alla soglia dei 4.000 dollari.
Sul mercato valutario, il dollaro si rafforza per la seconda seduta contro l’euro, con il cambio appena sotto 1,17, mentre la crisi francese pesa più dello shutdown USA. Lo yen ha perso il 3% in due giorni, riflettendo le turbolenze politiche nipponiche.
Infine, Bitcoin consolida a 124.550 dollari, poco sotto il record di 126.000, con un +15% in due settimane, favorito dalle tensioni fiscali e dalla ricerca di asset alternativi ai Treasury.
Nel bond market, la volatilità resta contenuta: i trader guardano ai Treasury decennali sotto il 4% per la prima volta da aprile, mentre in Europa il Bund rende 2,72%, il BTP 3,53% e l’OAT francese 3,57%.
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AMD-OpenAI accende Wall StreetAccordo AMD-OpenAI: l’intelligenza artificiale infiamma Wall Street
NASDAQ e S&P 500 ai massimi storici dopo l’accordo tra AMD e OpenAI
L’euforia dell’intelligenza artificiale spinge i mercati
Due dei principali indici statunitensi hanno toccato nuovi massimi storici nella seduta di ieri, sospinti dall’annuncio di una partnership multimiliardaria che ha riportato l’intelligenza artificiale al centro della scena finanziaria.
Il NASDAQ è avanzato dello 0,71% (+161 punti circa) chiudendo a 22.941,67, mentre l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,36% portandosi a 6.740,28. Entrambi hanno stabilito nuovi record.
Il Dow Jones, invece, ha chiuso in lieve flessione dello 0,14% (–63 punti) a 46.694,97.
L’accordo AMD–OpenAI
Il mercato ha reagito con entusiasmo alla notizia della partnership strategica tra AMD e OpenAI, un’intesa pluriennale e dal valore stimato di decine di miliardi di dollari.
In base ai termini dell’accordo, AMD fornirà a OpenAI circa sei gigawatt di GPU Instinct di nuova generazione, con consegne previste a partire dalla seconda metà del 2026. L’intesa include inoltre un warrant basato sulle performance, che offre a OpenAI il diritto di acquistare fino a 160 milioni di azioni AMD al prezzo simbolico di 0,01 dollari per azione, in tranche legate a traguardi di implementazione tecnologica e obiettivi di prezzo che potrebbero spingere il titolo AMD fino a 600 dollari.
Questa operazione rappresenta il primo “megaaccordo di ancoraggio” per AMD nel settore degli acceleratori di intelligenza artificiale, consolidandone il ruolo di partner fondamentale di OpenAI e ampliandone la presenza nell’ambito dei data center globali.
L’accordo, tuttavia, non altera la relazione esistente tra OpenAI e Microsoft, che rimane un pilastro chiave nella capacità di calcolo del gruppo.
Le azioni AMD sono balzate del +23,7%, raggiungendo in pre-market quota 227 dollari, per poi stabilizzarsi intorno ai 205 dollari. L’entusiasmo per la notizia ha contagiato l’intero comparto tecnologico, sostenendo il sentiment positivo sui mercati.
Altre operazioni societarie
Sebbene meno discussa, un’altra importante operazione della giornata è stata l’acquisizione di Comerica (CMA) da parte di Fifth Third Bancorp (FITB) in un accordo da quasi 11 miliardi di dollari, che darà vita alla nona banca più grande degli Stati Uniti.
CMA ha chiuso la seduta in rialzo del 13,7%, mentre FITB ha perso l’1,4%.
Lo shutdown passa in secondo piano
La centralità dell’intelligenza artificiale nei mercati ha completamente oscurato lo shutdown governativo, entrato ormai nel sesto giorno.
Nonostante la paralisi a Capitol Hill, la scorsa settimana tutti i principali indici hanno registrato guadagni superiori all’1%, proseguendo il mercato rialzista in atto da mesi.
Questo andamento trova giustificazione in una combinazione di fattori favorevoli:
inflazione in rallentamento,
resilienza dell’economia statunitense,
utili aziendali superiori alle attese,
prospettive di crescita positiva per gli EPS nei prossimi quattro trimestri,
taglio dei tassi di interesse già effettuato, e previsione di due ulteriori riduzioni (a metà ottobre e a dicembre).
Considerando inoltre che il quarto trimestre è storicamente il più favorevole per i mercati azionari, il contesto resta strutturalmente positivo.
Prossimi appuntamenti e stagione degli utili
A causa della chiusura del governo, la pubblicazione di molti dati macroeconomici ufficiali sarà ritardata. Tuttavia, la settimana sarà animata da numerosi interventi dei membri della Federal Reserve, che offriranno indicazioni preziose sullo stato dell’economia.
Nel frattempo, gli investitori si preparano all’avvio della nuova stagione degli utili, che inizierà martedì 14 ottobre con i report delle grandi banche JPMorgan (JPM), Citigroup (C) e Wells Fargo (WFC).
Tra i primi a pubblicare i risultati questa settimana figureranno anche PepsiCo (PEP) e Delta Air Lines (DAL), entrambe previste prima dell’apertura di giovedì.
L’evento OpenAI e l’intervento di Sam Altman
Parallelamente, la giornata di ieri è stata segnata da una nuova ondata di entusiasmo per l’evento per sviluppatori di OpenAI, durante il quale il CEO Sam Altman ha presentato una serie di annunci e innovazioni che hanno ulteriormente galvanizzato il mercato.
Altman ha sottolineato che ChatGPT conta ora 800 milioni di utenti attivi settimanali, di cui decine di milioni abbonati paganti. Ha riconosciuto che il settore dell’AI vive una fase “effervescente”, ma ha anche ricordato che tale dinamismo è caratteristico di ogni grande rivoluzione tecnologica.
Tra le novità presentate:
Agent Builder e ChatKit, strumenti per la creazione di flussi di lavoro personalizzati basati su AI;
Codex, nuova piattaforma di programmazione agentica;
ChatGPT-5 Pro, con mini prompt vocale in tempo reale;
Sora 2, versione aggiornata del generatore di video, già in collaborazione con Mattel.
Le dimostrazioni hanno mostrato integrazioni dirette con Canva (per la creazione automatica di presentazioni) e Zillow (per l’uso di mappe e dati immobiliari all’interno di ChatGPT).
Questi esempi evidenziano la rapidità con cui l’intelligenza artificiale sta penetrando nelle applicazioni quotidiane, sia per le imprese che per i consumatori.
Conclusione
La giornata di ieri ha confermato quanto l’intelligenza artificiale continui a essere il motore principale dei mercati finanziari globali.
L’accordo AMD-OpenAI non solo rafforza la posizione di AMD come attore centrale nel settore dei semiconduttori, ma rappresenta anche un segnale della profonda trasformazione tecnologica in corso.
Mentre lo shutdown politico a Washington sembra irrilevante per i listini, Wall Street continua a scommettere sulla rivoluzione dell’intelligenza artificiale.
Finché questo entusiasmo sarà sostenuto da utili solidi, tassi in discesa e prospettive di crescita, il mercato potrebbe avere ancora molta strada davanti a sé.
Marco Bernasconi Trading
Paralisi da analisi nel tradingNel mondo del trading, una delle sfide psicologiche più insidiose è quella denominata “paralisi da analisi”. Questo fenomeno si verifica quando un trader si trova sopraffatto dalla quantità e dalla complessità dei dati e degli indicatori da dover interpretare per prendere una decisione operativa. L’effetto finale è un’incapacità di agire che si traduce in occasioni di profitto mancate e frustrazione.
Cos’è la paralisi da analisi
La paralisi da analisi sorge soprattutto quando si fa affidamento su un insieme di metriche, indicatori e fonti informative tra loro poco correlati o addirittura contraddittori. Ad esempio, un trader potrebbe utilizzare simultaneamente molti indicatori tecnici (come Ichimoku, medie mobili, ATR, volumi), livelli di supporto e resistenza e dati fondamentali provenienti da fonti differenti. Tutti questi elementi possono dare indicazioni contrastanti. Alcuni segnali rialzisti, altri ribassisti. Questa conflittualità confonde la mente e impedisce di formulare una decisione convincente. Il trader, nella difficoltà di discernere quale interpretazione sia corretta, resta fermo, cadendo inevitabilmente in un circolo vizioso di sovraccarico mentale.
Perché la complessità non aumenta la precisione
Una falsa credenza comune tra i trader è che più dati e indicatori si possiedono, migliori saranno le decisioni e i profitti. Eppure, l’esperienza e studi empirici mostrano il contrario. La semplificazione porta a una maggiore chiarezza e a previsioni più accurate. Nel contesto di trading, l’abbondanza di informazioni può generare rumore, che disturba la percezione del segnale rilevante. Indicatori multipli, spesso calcolati su dati simili ma con parametri diversi, amplificano la confusione e il dubbio.
Come superare la paralisi da analisi
La strategia più efficace consiste nel ridurre drasticamente il numero di indicatori e dati utilizzati per le decisioni. La regola di base è semplice: meno è meglio.
Un esempio pratico consiste nel passare da un grafico sovraccarico che integra Ichimoku, medie mobili, livelli multipli di supporto/resistenza, volumi e indicatori di volatilità, a un grafico più pulito e focalizzato su pochi strumenti ben selezionati e complementari. Questo approccio non solo chiarisce la visione, ma aiuta anche a consolidare la fiducia nelle proprie analisi. Oltre a limitare le fonti informative, è fondamentale sviluppare un piano di trading chiaro, basato su regole definite che includano pochi indicatori scelti in modo consapevole, e attenersi rigidamente a questo piano. La disciplina nel seguire procedure semplificate aiuta a evitare decisioni emotive guidate dalla confusione.
Vantaggi della semplicità nel trading
1) Maggiore rapidità e decisione nel prendere posizioni.
2) Riduzione dello stress cognitivo e dell’ansia decisionale.
3) Facilità di apprendere e migliorare un sistema di trading.
4) Aumento della coerenza e costanza nei risultati.
Conclusione
La paralisi da analisi è un problema reale e diffuso nel trading, che può compromettere seriamente la capacità di ottenere risultati. L’esperienza insegna che la semplicità e la focalizzazione riducono drasticamente il rumore e facilitano scelte efficaci. Riducendo il rumore e facendo pulizia degli indicatori, si apre la via a una maggiore efficacia operativa e a una crescita più solida della propria performance nel tempo.
Dollaro USA (DXY), forte rimbalzo nel 2026?Il dollaro USA è di gran lunga la valuta principale più debole del mercato valutario nel 2025. Ma questa situazione potrebbe invertirsi nel 2026, con l’avvio del secondo anno del mandato presidenziale, storicamente sfavorevole agli asset rischiosi e favorevole al dollaro come valuta rifugio. Ricordiamo che durante il primo mandato di Trump, il primo anno (2017) vide un forte calo del dollaro sul Forex, seguito da un deciso rimbalzo nel secondo anno (2018).
Sarà il 2026, secondo anno del secondo mandato, un déjà vu?
Il grafico sottostante mostra l’ultima posizione del dollaro USA nella classifica delle principali valute del mercato FX.
1) Ragioni fondamentali che possono favorire un rimbalzo del dollaro USA nel 2026 oltre la semplice stagionalità del secondo anno presidenziale (midterms)
Diversi fattori fondamentali potrebbero sostenere un rimbalzo del dollaro nel 2026:
• Un cambiamento nella politica della Federal Reserve potrebbe svolgere un ruolo centrale. Se l’inflazione dovesse persistere o rafforzarsi, la Fed potrebbe sospendere o invertire i tagli dei tassi previsti, mantenendo un differenziale di rendimento favorevole al dollaro e attirando capitali esteri.
• Una crescita USA più forte rispetto al resto del mondo, trainata da consumi, tecnologia e indipendenza energetica, renderebbe più attrattivi gli asset denominati in dollari e aumenterebbe la domanda per la valuta.
• Un miglioramento della bilancia commerciale, grazie al reshoring, all’aumento delle esportazioni o alla riduzione delle importazioni, sosterrebbe il dollaro limitando i deflussi di capitale strutturali.
• Segnali credibili di consolidamento fiscale, come un piano di riduzione dei deficit, rafforzerebbero la fiducia degli investitori e ridurrebbero le preoccupazioni sul debito pubblico, contribuendo a un dollaro più solido.
• Una maggiore stabilità politica e una prevedibilità più elevata delle politiche economiche, soprattutto sotto un’amministrazione percepita come favorevole ai mercati, ridurrebbero i premi di rischio e favorirebbero la valuta americana.
• Una maggiore domanda di asset rifugio, in caso di tensioni geopolitiche (ad esempio tra Cina e Taiwan o in Medio Oriente) o di rallentamento economico globale, stimolerebbe i flussi verso il dollaro.
• Infine, la debolezza relativa di altre grandi valute —euro, yen, yuan— dovuta a politiche monetarie più accomodanti o a fragilità economiche, rafforzerebbe il dollaro per effetto di confronto.
Nel complesso, queste dinamiche potrebbero creare un ambiente strutturalmente favorevole all’apprezzamento del dollaro nel 2026.
2) Per validare un rimbalzo del dollaro, è necessario un segnale tecnico di inversione nei grafici di lungo periodo, che per ora non si è ancora verificato. Ecco cosa osservare
Il grafico storico settimanale del dollaro USA mostra come si siano sviluppate le inversioni rialziste nel 2018 e nel 2021. Sono necessari: stabilizzazione del dollaro per diverse settimane, divergenze rialziste tra prezzo e momentum, un pattern di inversione rialzista e infine una rottura della resistenza che confermi il pattern.
Al momento attuale, questi elementi non sono ancora tutti presenti e il dollaro USA resta ribassista sul mercato FX finché rimane sotto la resistenza dei 100 punti.
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Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
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