WisdomTree - Tactical Daily Update - 06.10.2025Francia di nuovo senza Governo: OAT sotto pressione.
Le borse globali ignorano lo shutdown Usa, sperano accordo DEM-REP.
Oro senza freni, ormai vicino a 4.000 Us$/oncia.
Bitcoin: spinto da acquisti massicci oltre 124.000 Us$. L’EBC «ci pensa»..
📈 Istantanea settimanale dei mercati: rally tecnologico, scommesse AI e ancora corsa all'oro. Venerdì 3 ottobre i mercati globali hanno chiuso la settimana in territorio positivo, sostenuti dal rinnovato entusiasmo per i titoli tecnologici e dalle scommesse sul comparto Intelligenza Artificiale.
In Europa, quasi tutte le piazze hanno archiviato la seduta in rialzo, tranne Francoforte che ha ceduto un marginale -0,18%, Milano ha guadagnato +0,42%, Parigi +0,31% e Londra +0,67%, con un nuovo record intraday.
Europa: Pharma e Tech sugli scudi. La settimana è stata complessivamente positiva per le Borse europee, che hanno ignorato lo shutdown americano.
Milano ha guadagnato +1,4% rispetto a venerdì scorso, nonostante il crollo di Mediobanca (-13,3%) legato al rinnovo dei vertici, e le vendite sull’acquirente Mps (-2,3%).
Meglio hanno fatto Francoforte (+2,7%), Parigi (+2,7%), Londra (+2,2%) e Madrid (+1,5%).
A trainare gli indici europei sono stati i settori farmaceutico (+9,1%), galvanizzato dall’accordo sui prezzi siglato da Pfizer negli Stati Uniti, tecnologico (+4,9%) e automobilistico (+4%).
Shutdown USA: meno dati, più incertezza per la Fed. Gli investitori sembrano avere metabolizzato lo shutdown del governo americano, ma le conseguenze non mancheranno: la sospensione delle attività federali ha bloccato la pubblicazione dei dati sul lavoro di settembre, riducendo il numero di informazioni disponibili per la Federal Reserve prima della riunione sui tassi prevista a fine mese.
Il blackout statistico, paradossalmente, ha tolto pressione ai listini azionari, lasciando i mercati in modalità “wait and see”.A Wall Street, il Dow Jones ha guadagnato +0,5% (84,05 punti), lo S&P500 è rimasto quasi invariato (+0,01%), ma con un 31° record del 2025, il Nasdaq ha chiuso a -0,3%.
PMI europei misti: Italia in crescita, Francia rallenta. I dati PMI servizi di settembre hanno offerto un quadro disomogeneo: in Italia, Spagna e Germania il settore dei servizi accelera, in Francia, invece, scende a 48,5 (da 49,8) e il Composite a 48,1, segnalando contrazione. Nel complesso, l’Eurozona conferma un ritmo di espansione moderata.
Lagarde accelera sull’euro digitale. La presidente dell’ECB, Christine Lagarde, ha annunciato l’obiettivo di lanciare l’euro digitale entro due anni, ribadendo che non sostituirà il contante ma offrirà “un’alternativa europea ai circuiti di pagamento non UE”.
Il progetto, avviato sei anni fa, attende ora il via libera legislativo del Parlamento Europeo, previsto entro maggio 2026.
Lagarde ha inoltre esortato a rafforzare la regolamentazione delle istituzioni finanziarie non bancarie “che operano come banche o ne condividono i rischi”.
Asia: effetto Takaichi e rally record: con le Borse della “greater China” chiuse fino al 7 ottobre per festività, il focus si è spostato sul Giappone. L’elezione di Sanae Takaichi, politica favorevole agli stimoli fiscali, alla guida del partito conservatore ha innescato un forte rally del Nikkei225, balzato di +5%, al massimo storico, In calo Hang Seng (-0,7%), mentre Australia e India sono rimaste sui livelli di parità.
L’indice MSCI Asia Pacific ha segnato il sesto rialzo consecutivo, e lo Yen giapponese è sceso di -1,7% a 150 per dollaro, e al minimo assoluto contro l’euro.
Takaichi, 64 anni, erede politica di Shinzo Abe, punta su maggiore spesa pubblica, tagli fiscali e sussidi diretti. Considerata un falco in politica estera, ha promesso una linea dura verso Cina e Corea del Sud, rafforzando la fiducia dei mercati nella continuità delle politiche espansive.
Commodities: oro ai massimi, petrolio tenta recupero. L’Indice Bloomberg Commodity (106,20 USD) ha aperto la settimana in rialzo di +0,8%, massimo da tre mesi.
Il Brent è salito +1,4% a 65,30 USD/barile, dopo che l’OPEC+ ha annunciato un aumento moderato di 137.000 barili/giorno da novembre, attenuando i timori di eccesso d’offerta.
Sul fronte geopolitico, l’Ucraina ha intensificato gli attacchi alle infrastrutture energetiche russe, colpendo la raffineria di Kirishi (oltre 20 milioni di tonnellate/anno): ciò potrebbe alimentare le tensioni sui prezzi.
Intanto, l’oro ha segnato un nuovo record a 3.938 USD/oncia, completando la settima settimana positiva consecutiva. Gli investitori restano cauti: l’attuale corsa, sospinta da FOMO e da tensioni geopolitiche, potrebbe spingere le quotazioni verso i 4.000 USD, ma molti analisti invitano a prendere profitto.
Forex e crypto: Dollaro stabile, Bitcoin in orbita: il Us$ è rimasto stabile a 1,17 contro Euro, con il mercato che sconta al 99% un nuovo taglio dei tassi Fed di 25 pb a ottobre, dopo la riduzione di settembre.
Tra le criptovalute, Bitcoin continua la corsa: 123.600 USD, con nove rialzi in dieci sedute e un nuovo massimo storico a 125.245 USD. Il rally è sostenuto da ETF in crescita, domanda istituzionale e regolamentazione più favorevole sotto l’amministrazione Trump.
Bond market: calma piatta fino a oggi: ier Treasury yield decennale fermo al 4,14%, Bund tedesco 2,70%, BTP italiano e OAT francese decennali appaiati al 3,51%.
Lo shutdown non ha provocato turbolenze significative. Tuttavia, novità di stamattina, Parigi è di nuovo senza Governo, dopo che il neo-Premier Sebastien Lecornu ha rassegnato le dimissioni da premier, all’indomani della nomina di Roland Lescure, alleato di Emmanuel Macron a nuovo ministro delle Finanze. OAT, ovviamente, “martellati”
Informazioni importanti
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Indici di mercato
Shutdown? Wall Street ignora tutto e continua a volareShutdown? I mercati se ne infischiano: l’euforia di Wall Street non si ferma
I mercati chiudono la settimana in rialzo nonostante lo shutdown governativo
Andamento settimanale degli indici
La settimana si è conclusa con un bilancio complessivamente positivo per i principali indici azionari statunitensi, nonostante le incertezze legate alla chiusura parziale del governo federale.
Venerdì, il Dow Jones ha guidato i rialzi con un progresso dello 0,51% (circa +238 punti), chiudendo a 46.758,28 e segnando un guadagno settimanale dell’1,1%.
L’S&P 500 è salito marginalmente dello 0,01% a 6.715,79, mentre il Nasdaq ha ceduto lo 0,28% (circa –63 punti) attestandosi a 22.780,51. Su base settimanale, entrambi hanno registrato incrementi superiori all’1%, rispettivamente dell’1,0% e dell’1,3%.
Giovedì tutti e tre gli indici avevano toccato nuovi massimi storici di chiusura, con ulteriori picchi intraday nella sessione di venerdì. Anche se poi hanno leggermente ripiegato, Dow Jones e S&P 500 hanno comunque terminato la giornata a livelli record, a testimonianza della resilienza del mercato.
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Effetto dello shutdown e assenza dei dati occupazionali
Il mancato accordo al Congresso ha portato il governo federale al terzo giorno di chiusura parziale. Di conseguenza, il tanto atteso rapporto sulle buste paga non agricole (Non-Farm Payrolls) non è stato pubblicato.
Al Senato sono stati fatti alcuni tentativi per riavviare le attività, ma senza successo. Gli investitori attendevano quel dato per comprendere meglio le prossime mosse della Federal Reserve, ma dovranno accontentarsi delle indicazioni provenienti da fonti private:
• Il rapporto ADP ha mostrato una perdita di 32.000 posti di lavoro, contro le attese di un aumento di 50.000.
• Il rapporto Challenger, Gray & Christmas ha segnalato il numero più basso di nuove assunzioni per un mese di settembre negli ultimi 16 anni.
Nonostante ciò, i mercati hanno reagito con relativa calma. Storicamente, gli shutdown non hanno avuto effetti duraturi, e anche questa volta l’atteggiamento degli investitori appare attendista e razionale.
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La forza dell’intelligenza artificiale e la liquidità del mercato
A sostenere il rialzo dei listini nonostante l’incertezza politica sono stati i miliardi di dollari confluiti nei progetti legati all’intelligenza artificiale e il recente taglio dei tassi di interesse, che ha riacceso gli “spiriti animali” del mercato.
Il fatto che lo shutdown sia già durato un terzo della media storica (nove giorni) non ha ancora destato timori concreti. Gli operatori restano prudentemente ottimisti, in attesa di segnali più chiari da Washington.
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Settimana da record per mercati e materie prime
È stata un’altra settimana da record a Wall Street:
• S&P 500, Nasdaq, Dow Jones, Russell 2000 e oro hanno tutti toccato nuovi massimi storici.
• Anche Bitcoin ha partecipato al rally, superando i 124.000 dollari, vicino al suo massimo assoluto.
Storicamente, ottobre è un mese favorevole per Bitcoin: secondo Yahoo Finance, il token ha registrato rialzi in 10 degli ultimi 12 anni, da cui il soprannome di “Uptober” usato dai trader.
Il prossimo livello tecnico chiave è a 200.000 dollari.
L’oro, invece, ha chiuso a 3.912 dollari, e diversi analisti ipotizzano una pausa intorno a 4.300 dollari, anche se il target di fine anno resta fissato a 4.000 dollari, soglia che potrebbe essere raggiunta già entro questo mese se il ritmo attuale prosegue.
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Siamo in una bolla?
Il tema della settimana è stato proprio questo. Con tutti i principali indici — e persino l’oro — sui massimi, qualcuno ha evocato il rischio di una bolla speculativa. Tuttavia, diversi segnali suggeriscono il contrario:
• Le IPO restano contenute.
• I titoli “meme” sono rimasti in ombra.
• Le small cap, pur salite dell’11,2% da inizio anno, continuano a essere meno popolari delle large cap.
• Gli investitori preferiscono ancora Bitcoin all’oro, ma non mostrano un entusiasmo irrazionale.
In una vera bolla, gli investitori “gettano la cautela al vento” e non discutono del fatto di essere in una bolla. Oggi, invece, la consapevolezza del rischio resta alta.
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Settore tecnologico: segnali di rotazione
Negli ultimi due giorni, il mercato ha mostrato una dinamica tipica dei massimi ciclici: una spinta verso nuovi record seguita da vendite di realizzo. Alcune prese di profitto si sono concentrate sui grandi titoli tecnologici, segno di una leggera rotazione settoriale in corso.
Tuttavia, non si osservano fughe dal comparto tecnologico, né un ritorno deciso verso i titoli “value”. Gli investitori restano attratti dalle aziende legate all’intelligenza artificiale e al quantum computing, molte delle quali hanno toccato nuovi massimi storici.
Anche Bitcoin, a 125.000 dollari nel contratto future, ha mostrato una forza simile: il prezzo di venerdì era appena sotto il massimo di agosto, ma con buone probabilità di superarlo nel fine settimana.
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Analisi tecnica: livelli chiave di mercato
S&P 500 (SPX)
• Nuovo massimo a 6.750, con un’estensione di Fibonacci al 161,8% situata a 6.785.
• La media mobile a 21 giorni è a 6.620, quella a 50 giorni a 6.500 e la 200 giorni a 6.030.
• Il target di lungo periodo resta l’estensione di 6.975, obiettivo realistico entro la fine dell’anno.
Nasdaq 100
• Estensione di Fibonacci al 161,8% posta a 25.500 (e 26.100 nei futures).
• Supporto sulla media mobile a 21 giorni (24.370), con i livelli di 50 giorni (23.800) e 200 giorni (21.700) più in basso.
Anche se un ritracciamento significativo è possibile, il mercato mantiene ancora margini di crescita verso le estensioni superiori, salvo cambiamenti improvvisi nella politica monetaria della Fed o un prolungamento eccessivo dello shutdown.
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Le dichiarazioni di Goolsbee (Federal Reserve)
Venerdì, in assenza dei dati ufficiali sull’occupazione, Austin Goolsbee, presidente della Fed di Chicago, ha rilasciato alcune dichiarazioni a CNBC:
• Il quadro occupazionale rimane stabile, con un tasso di disoccupazione stimato intorno al 4,3% a settembre.
• Ha però avvertito che, se la chiusura del governo dovesse protrarsi, i policymaker rischierebbero di navigare “alla cieca” senza dati affidabili.
• Ha inoltre espresso preoccupazione per l’aumento dei prezzi dei servizi, non attribuibile ai dazi, e ha suggerito prudenza nell’anticipare troppi tagli dei tassi.
Le sue parole sono state chiare:
“Assistere contemporaneamente al deterioramento di entrambi i lati del mandato della Fed ci mette in una situazione difficile.”
“Ciò che il mercato si aspetta non rientra nel mandato della Fed.”
Queste osservazioni hanno indotto i futures a un leggero calo di circa 15 punti nei 30 minuti successivi, un movimento contenuto ma significativo in termini di percezione del rischio.
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Rischio di shutdown prolungato
La probabilità di una chiusura più lunga è aumentata dopo che il Senato non è riuscito ad approvare i progetti di finanziamento proposti da entrambi i partiti.
• Il disegno di legge dei Democratici è stato respinto in mattinata.
• Il piano provvisorio dei Repubblicani è fallito nel pomeriggio.
Con nessuna nuova votazione prevista nel fine settimana, i lavori riprenderanno la prossima settimana, ma la situazione resta in stallo totale.
Il leader repubblicano al Senato John Thune insiste che i Democratici debbano prima votare la riapertura del governo, mentre il fronte democratico chiede di includere l’estensione dei sussidi dell’Obamacare in qualsiasi accordo. Alcuni senatori stanno tentando un approccio bipartisan, ma non vi sono ancora segnali di compromesso.
Finora i mercati sono rimasti indifferenti, ma se lo shutdown dovesse durare oltre un mese, la volatilità aumenterebbe sensibilmente. Gli investitori dovrebbero prepararsi a un periodo di oscillazioni più ampie e di sentiment contrastato, man mano che l’impasse di Washington prosegue.
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Conclusione
Nonostante l’incertezza politica e i dati economici mancanti, i mercati continuano a mostrare forza strutturale.
Gli indici si muovono su livelli record, sostenuti da liquidità abbondante, innovazione tecnologica e aspettative di taglio dei tassi. Tuttavia, il rischio di uno shutdown prolungato e l’eventualità di una Fed più prudente restano fattori da monitorare attentamente.
Per ora, i mercati scelgono l’ottimismo. Ma, come spesso accade nei periodi di euforia, la virtù della cautela rimane il miglior alleato dell’investitore consapevole.
Marco Bernasconi Trading
Prospettive Dopo il Breakout Rialzista e il raggiungimento di R1Il German 40 si trova in un punto di svolta tecnico di notevole importanza, dove una forte dimostrazione di forza da parte dei compratori si scontra con i primi segnali di un potenziale affaticamento. L'analisi del grafico giornaliero mostra come l'indice sia riuscito a rompere con impeto il canale di regressione lineare discendente che ne aveva contenuto l'azione dei prezzi per un lungo periodo. Tale rottura, avvenuta con una candela di notevole ampiezza e supportata da un significativo incremento dei volumi, ha interrotto la precedente sequenza di massimi e minimi decrescenti, fornendo un chiaro segnale di potenziale inversione di tendenza. L'indicatore di Momentum, con il suo valore elevato a 681,36, conferma la notevole velocità e forza di questo movimento rialzista. Tuttavia, la corsa dei prezzi ha trovato una prima, prevedibile, area di resistenza in corrispondenza del livello R1 del pivot Fibonacci trimestrale, situato a 24.472,55. La chiusura di sessione, pur rimanendo ampiamente positiva, non è riuscita a consolidarsi al di sopra di questa soglia, introducendo un elemento di cautela.
A rafforzare questa nota di prudenza è l'indicatore Stocastico (9,6,3), le cui linee si trovano ora in piena area di ipercomprato, con valori di 89,75 e 84,76. Sebbene in un trend forte un mercato possa rimanere in ipercomprato per periodi prolungati, questa condizione suggerisce che il movimento rialzista è maturo e potenzialmente vulnerabile a una pausa di consolidamento o a un ritracciamento. Gli operatori che intendono posizionarsi al rialzo si trovano quindi di fronte a un bivio: l'acquisto sulla forza del breakout confermato o l'attesa di un punto di ingresso a più basso rischio. Una strategia rialzista prudente attenderebbe una chiusura giornaliera decisa al di sopra della resistenza R1 a 24.472,55 per avere una conferma della continuazione del trend. In tal caso, gli obiettivi successivi sarebbero R2 a 24.793,89 e R3 a 25.314,02. Un'alternativa potrebbe essere quella di attendere un pullback verso la parte superiore del canale appena rotta, o verso il Pivot Point a 23.952,42, per entrare sul test di questi ex-livelli di resistenza ora trasformati in potenziali supporti.
Per contro, lo scenario ribassista poggia interamente sulla tenuta della resistenza R1 e sulla validità del segnale di ipercomprato fornito dallo Stocastico. Un fallimento nel superare 24.472,55, seguito da una chiusura negativa, potrebbe configurare il recente breakout come una "trappola per tori". Un segnale di conferma per un'operazione ribassista arriverebbe con una chiusura giornaliera al di sotto del Pivot Point a 23.952,42. Tale movimento invaliderebbe la spinta rialzista e riporterebbe l'inerzia dalla parte dei venditori, con primi target identificati nei supporti S1 a 23.432,29 e successivamente S2 a 23.110,95. L'indicatore ATR, che misura la volatilità media, si attesta a 278,50 punti, un dato utile per la gestione del rischio; ad esempio, per calibrare la distanza di uno stop loss in modo da non essere invalidato dalla normale volatilità del mercato. In conclusione, sebbene il breakout abbia fornito un forte segnale rialzista, la confluenza di una resistenza pivot e di oscillatori in ipercomprato impone un approccio tattico. La chiave per la prossima mossa direzionale dell'indice risiede nella capacità dei prezzi di confermare o meno il superamento del livello 24.472,55.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 03.10.2025Borse mondiali ai massimi: analisti perplessi, «eccesso di compiacenza»?.
Tre giorni di shut-down Usa, ma Wall Street spera nell’accordo bypartisan.
Vanno meglio i conti pubblici italiani, BTP e spread lo confermano.
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I mercati finanziari continuano a muoversi in un clima di apparente ottimismo, nonostante le ombre che arrivano da Washington. Gli operatori scommettono infatti su uno shutdown del governo americano di breve durata, ipotesi che ha permesso ieri a Wall Street di chiudere la giornata con segno positivo.
Anche i listini europei hanno beneficiato di questo scenario: gli investitori, almeno per ora, preferiscono guardare al bicchiere mezzo pieno, convinti che la paralisi amministrativa non durerà abbastanza a lungo da generare effetti strutturali sull’economia.
Non mancano tuttavia i campanelli d’allarme. Il presidente Donald Trump ha avvertito che il blocco dei finanziamenti pubblici provocherà inevitabilmente licenziamenti di massa e rischia di rallentare la pubblicazione di dati macroeconomici cruciali, come il report mensile sul mercato del lavoro previsto proprio per oggi, 3 ottobre.
Il Tesoro americano, per voce del segretario Scott Bessent, ha inoltre sottolineato come lo stop delle attività federali possa avere un impatto diretto sul Pil statunitense. Nel frattempo Trump ha incontrato il suo direttore del bilancio, Russell Vought, per valutare quali agenzie federali tagliare nell’ambito di questo shutdown, che l’ex tycoon ha definito addirittura “un’opportunità senza precedenti”. Un linguaggio che la dice lunga sull’approccio politico, ma che non contribuisce certo a rasserenare i mercati.
In questo quadro, sorprende la reazione positiva delle Borse europee, sostenute da due fattori principali. Da un lato, le attese di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nel prossimo meeting del 29 ottobre; dall’altro, l’entusiasmo per il settore tecnologico, galvanizzato dall’accordo tra OpenAI e i produttori di semiconduttori sudcoreani.
I dati di chiusura fotografano un’Europa che viaggia a velocità sostenuta: Parigi +1,13%, toccando i massimi da marzo 2025, Francoforte +1,28%, vicinissimo al record storico di luglio 2025, Milano “piatta”, e Londra, -0,20%, appaiono più caute.
Italia: il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha illustrato i contenuti del Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP), approvato in Consiglio dei ministri. Le stime confermano il rispetto dei vincoli europei e il progressivo calo del disavanzo.
Il rapporto deficit/Pil dovrebbe attestarsi al 3% nel 2025, con una crescita economica modesta, stimata allo 0,5%. Negli anni successivi il deficit scenderebbe al 2,8% nel 2026, al 2,6% nel 2027 e al 2,3% nel 2028. Un percorso coerente con le regole UE sulla spesa, ma che lascia poche margini di manovra per stimolare ulteriormente la crescita.
L’intelligenza artificiale continua a trainare i listini mondiali. Secondo Bloomberg, OpenAI avrebbe raggiunto una valutazione record di US$ 500 miliardi di dollari. La notizia ha fatto da carburante a Wall Street, portando sia l’S&P500 (+0,05%) sia il Nasdaq (+0,4%) al loro trentesimo record dall’inizio dell’anno.
Gli investitori vedono nell’AI un trend strutturale destinato a rivoluzionare interi comparti: dal cloud computing alle infrastrutture energetiche, fino alla sanità e alla finanza.
Sul fronte geopolitico, gli occhi restano puntati sulle trattative tra Washington e Pechino. Il segretario al Tesoro Bessent ha confermato che i negoziati commerciali riprenderanno prima del 10 novembre, data di scadenza della tregua sui dazi. Tuttavia, la Cina ha già ridotto gli acquisti di soia americana, scelta che alimenta malumori sia tra gli agricoltori sia tra i politici dei distretti rurali.
Tesla torna a correre: l’azienda ha registrato nel terzo trimestre vendite record per 497.099 veicoli, con un balzo del 7,4% rispetto all’anno precedente. Le stime degli analisti si fermavano a 439.600 unità, ben al di sotto dei risultati effettivi.
Il titolo ha reagito positivamente, salendo dell’1% a New York e portando il guadagno complessivo da inizio anno a circa +15%. Dopo mesi difficili, segnati da una gamma di prodotti considerata “vecchiotta” e dal ritiro degli incentivi federali agli EV, Tesla sembra aver ritrovato slancio.
Oggi, 3 ottobre le piazze asiatiche mostrano un andamento misto. Restano chiusi per festività i mercati di Cina, India e Corea del Sud, con riapertura prevista dopo l’8 ottobre.
Tokyo (Nikkei225) avanza dell’1,5%: spicca Hitachi (+9,3%), ai massimi da aprile, grazie alla nuova partnership con OpenAI nei settori energia, reti elettriche e soluzioni digitali Lumada. Lo yen si rafforza a 147,7 per dollaro (+1,2% nella settimana), interrompendo una serie di cinque settimane di debolezza.
Hong Kong arretra -0,7%, complice la chiusura prolungata di diversi mercati regionali. L’indice MSCI Asia Pacific sale comunque +0,3%, segnando la quarta settimana positiva nelle ultime cinque.
Il comparto delle commodity si muove in direzioni contrastanti. Il petrolio Brent, a 64,3 dollari/barile, si avvia a chiudere la sua peggior settimana da giugno, mentre il mercato attende le decisioni dell’OPEC+.
L’oro prosegue la sua corsa e sale a 3.845 dollari l’oncia (+2,7% nella settimana), sostenuto dagli acquisti di Banche centrali e ETF.
Sul fronte digitale, torna l’euforia: il Bitcoin supera nuovamente i 120.300 dollari, spinto dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale e i data center. Nel frattempo, World Liberty Financial, società di criptovalute vicina a Donald Trump, prepara il lancio di una carta di debito e di nuovi asset tokenizzati su materie prime.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
NASDAQ: Trade Long su correzioneIl trade del giorno vede il grafico del Nasdaq ma che va di pari passo con S&P500 , DowJones e il mercato americano in generale.
Scelgo di tradare sul Nasdaq in quanto più forte e volatile.
Per questo trade partiamo dal timeframe 4h il cui grafico in allegato mostra un segnale Long che verrà confermato a breve, ovvero alla chiusura della candela, su cui effettuerò un trade su correzione della candela successiva, se me lo permetterà.
Quindi inserirò un ordine limite sul livello segnato dalla linea verde orizzontale che coincide all'incirca con il 50% del movimento dell'attuale candela 4h che si concluderà alle 19:00.
L'ordine ovviamente verrà annullato se le prossime candele continueranno a salire senza prendere il mio livello di ingresso.
I livelli di uscita saranno quelli suggeriti dall'indicatore LuBot in quanto li reputo posizionati abbastanza bene. Lo stop è ad una distanza ideale visto la forte tendenza bullish, e il take profit si trova poco sotto la trendline che unisce gli ultimi massimi su cui ha resistito il prezzo.
Il trigger è ovviamente confermato dalla tendenza e dalla struttura di mercato sia del timeframe attuale che dai timeframe superiori daily e weekly nei quali ci troviamo sull'onda del terzo swing bullish.
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Cosa ho capito dopo 7 anni da formatore nel settore trading→ La libertà finanziaria di cui tutti ti parlano non è reale.
Il trading fatto in modo professionale è un lavoro stressante, proprio come quello da cui il 90% delle persone che si avvicina a questa attività vuole scappare. In molti casi l'idea è quella che sarai libero dal tempo e dal luogo una volta padroneggiata la materia, ma non è proprio così. Ammesso che arriverai a quel punto, dovrai 𝐫𝐢𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐥𝐞, che sarà totalmente diversa da quella a cui ti ha abituato il tuo lavoro.
→ Chi vuole fare trading, nella maggioranza dei casi, ahimè o non ha risparmi, o 𝐧𝐨𝐧 𝐡𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐬𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 per poterselo permettere.
→ La maggior parte delle persone che ho visto riuscire nel diventare costantemente profittevoli lo hanno trattato come una delle loro fonti di reddito, e 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐥’𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐟𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐝𝐝𝐢𝐭𝐨.
→ La 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐞𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚 di cui si ha bisogno per riuscire è una dote che solo in pochi hanno voglia e tempo di sviluppare. Il trading discerne una conoscenza di se stessi, dei propri impulsi e dei comportamenti che ne derivano, molto profonda.
🔄 La svolta è capire che il trading funziona solo se è parte di un progetto più grande: 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚 360 𝐠𝐫𝐚𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐚.
Proprio questo è uno dei motivi che mi hanno spinto a fare un passo avanti e diventare il 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐥𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞, perché quello che conta, prima di cimentarti in qualsiasi scelta, è avere tutti i tasselli della tua vita finanziaria a posto.
Wall Street chiude settembre con record e rialziIl mese di settembre, storicamente considerato insidioso per i mercati azionari, quest’anno si è rivelato molto meno ostile di quanto temuto. Invece di assistere al consueto arretramento, gli indici principali hanno chiuso in solido rialzo negli ultimi trenta giorni e hanno persino archiviato un terzo trimestre di tutto rispetto, con risultati che hanno sorpreso in positivo. Non solo: si è giunti a un massimo storico di chiusura, un evento che ha confermato la forza del trend rialzista.
Il Dow Jones martedì ha scritto una pagina di storia, salendo dello 0,18% (pari a circa 82 punti) e attestandosi al nuovo record di 46.397,89 punti. Nell’arco del mese l’indice ha registrato un guadagno complessivo dell’1,9%. Contestualmente, l’S&P 500 ha messo a segno un progresso dello 0,41%, chiudendo a 6.688,46, mentre il Nasdaq è avanzato dello 0,30% (+70 punti circa), raggiungendo quota 22.660,01. Nel complesso di settembre, i due listini hanno guadagnato rispettivamente il 3,5% e un notevole 5,6%.
Questi risultati indicano come la consueta stagionalità ribassista di fine settembre sia stata ignorata dagli investitori. A fare da traino sono stati soprattutto due fattori: da un lato la rivoluzione tecnologica legata all’intelligenza artificiale, dall’altro le attese in merito ai tassi di interesse.
Lo spettro dello shutdown
Sul fronte politico, non si sono registrate novità significative a Capitol Hill nelle ultime ventiquattr’ore, ma si fa sempre più concreta la possibilità che il governo statunitense sospenda le proprie attività con l’inizio di ottobre. Gli investitori, per il momento, non sembrano agitati, sebbene preferirebbero poter ricevere regolarmente il rapporto sulle buste paga non agricole di venerdì, documento atteso come indicatore fondamentale per valutare un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve il mese prossimo.
Se lo shutdown dovesse concretizzarsi, quel rapporto, insieme a molti altri dati ufficiali, verrebbe rimandato. Storicamente, tuttavia, le chiusure governative si sono rivelate di durata limitata e con impatti relativamente modesti — in taluni casi persino positivi — sulle azioni. Va inoltre ricordato che il quarto trimestre è, statisticamente, il migliore dell’anno, con una ripresa che di solito si manifesta nella seconda metà di ottobre.
Il governo, al momento, resta operativo, e ciò ha permesso di pubblicare stamane il rapporto sulle offerte di lavoro (JOLTS): 7,23 milioni ad agosto, con un incremento di 19.000 unità rispetto al mese precedente e superiore alle aspettative del mercato. Domani, nonostante l’incertezza, saranno diffusi anche i dati sulle buste paga private di ADP. Tuttavia, questi ultimi non hanno lo stesso peso del rapporto ufficiale sulle buste paga non agricole, che rischia di slittare proprio quando l’attenzione della Fed è particolarmente rivolta al mercato del lavoro.
Rally serale e comportamento del mercato
Nella giornata di ieri, le azioni avevano aperto il pre-mercato con una certa debolezza, salvo poi innescare un nuovo rally serale, dinamica ormai frequente quando gli indici si avvicinano ai massimi storici. Anche in questa circostanza, i ribassisti — i cosiddetti “orsi” — non sono riusciti ad avere la meglio, e la settimana sembra destinata a chiudersi con ulteriori record. L’S&P 500 ha guadagnato lo 0,41%, mentre il Nasdaq ha aggiunto lo 0,28%.
Sul finire del mese, il mercato ha conosciuto una seduta più cauta: le azioni hanno chiuso il periodo in lieve calo, con le small cap in maggiore difficoltà, mentre l’attenzione degli operatori restava focalizzata sull’imminente chiusura del governo. Tuttavia, la solidità complessiva dell’offerta ha garantito un altro mese favorevole per i compratori.
Altri mercati: petrolio e Treasury
Sul fronte delle materie prime, il greggio è rimasto sotto pressione, in seguito alle indiscrezioni secondo cui l’OPEC+ potrebbe aumentare l’offerta già a novembre. Nel frattempo, i rendimenti dei titoli del Tesoro hanno mostrato un andamento sostanzialmente stabile, con leggere flessioni.
Aggiornamento politico e possibili conseguenze
La chiusura parziale del governo sembra ormai quasi inevitabile, con la scadenza fissata per le ore 00:01 del 1° ottobre. La riunione di lunedì alla Casa Bianca non ha portato a un accordo: il nodo centrale resta il finanziamento dei sussidi all’ACA. A differenza del 2018, l’Office of Management and Budget ha chiesto alle agenzie federali di prepararsi a licenziamenti reali piuttosto che a semplici congedi temporanei.
I piani di emergenza variano da un dipartimento all’altro. Il Dipartimento del Commercio, ad esempio, continuerà a portare avanti le proprie indagini commerciali di sicurezza nazionale. Alcune attività fondamentali, come previdenza sociale, Medicare, TSA, controllo del traffico aereo e operatività della Fed, resteranno in funzione. Invece, i dati economici cruciali diffusi da BLS e BEA — tra cui occupazione, inflazione, PIL e vendite al dettaglio — non verrebbero pubblicati, costringendo gli operatori a basarsi su fonti private e rapporti interni della Federal Reserve.
Sul piano politico, la prospettiva è di uno stallo prolungato. Il sito Punchbowl ha richiamato l’attenzione su un tweet definito “squilibrato e offensivo” dell’ex presidente Trump, segnalando come i democratici stiano cercando di ampliare le divisioni tra lui e i repubblicani di Capitol Hill. Per contro, gli stessi legislatori repubblicani dichiarano che non è ancora chiaro quali concessioni i democratici considerino necessarie per evitare o interrompere lo shutdown.
Reazione dei mercati
Al momento, il mercato appare in attesa: prevalgono contrattazioni laterali e un certo nervosismo, senza che si sia ancora manifestata una reazione netta ai titoli di giornale. La verità è che, finché non si saprà se verrà trovato un accordo dell’ultimo minuto per prorogare i finanziamenti federali, gli operatori resteranno cauti.
Bilancio del trimestre e prospettive
Nonostante le incertezze politiche, i numeri parlano chiaro: settembre ha offerto un esito sorprendentemente positivo e ha spalancato la strada a un terzo trimestre robusto. Il Nasdaq ha guadagnato oltre l’11% nei tre mesi, l’S&P 500 il 7,8% e il Dow Jones il 5,2%. Considerando che il quarto trimestre è storicamente il migliore dell’anno, le prospettive per la parte finale del 2025 appaiono incoraggianti.
Finora l’anno è stato straordinario, e vi sono motivi per credere che possa concludersi in maniera ancora più brillante.
Marco Bernasconi Trading
US30 Operazione in NY sessionL'esecuzione l' ho effettuata prima rispetto all'analisi pubblicata precedentemente in quanto mi ha dato conferme a tf piu basso nella zono piu in basso dopo aver preso la liquidità della sessione Asiatica.
Attendo il target.
Fammi sapere nei commenti se vuoi delucidazioni sul perchè dell'operazione
Come fare trading durante gli eventi del calendario economicoI mercati possono muoversi in modo impulsivo durante le grandi notizie economiche, aumentando notevolmente la volatilità. Ecco come affrontare il trading durante le principali pubblicazioni di dati economici e come proteggersi dalla volatilità che ne deriva.
Scegliere le notizie da seguire
Non tutte le notizie economiche hanno lo stesso impatto sui mercati. Per orientarti, utilizza un calendario economico affidabile che classifica gli eventi in base alla loro importanza: bassa, media o alta. Ad esempio, un annuncio sui tassi di interesse della Federal Reserve (FED) ha un impatto molto più ampio rispetto ai dati sull’occupazione di un singolo paese minore. Concentrati quindi solo sulle notizie ad alta importanza.
Conoscere gli strumenti coinvolti
Non tutte le notizie influenzano tutti i mercati allo stesso modo. Un aumento dei tassi d’interesse negli Stati Uniti può influenzare molte valute e asset globali, mentre una decisione della banca centrale australiana impatterà principalmente sul dollaro australiano e strumenti correlati. Quindi, prima di operare, identifica quali coppie valutarie o strumenti finanziari saranno maggiormente coinvolti dall’evento in arrivo.
Proteggere le posizioni aperte
Se hai già delle posizioni aperte su strumenti sensibili all’evento, sposta lo stop loss a break even prima della pubblicazione. In questo modo, eliminerai il rischio di perdita e potrai lasciare che il mercato si muova liberamente senza preoccupazioni eccessive.
Comprendere il contesto macroeconomico
Il trading sulle notizie non si limita a reagire ai dati. È importante capire perché un dato può influenzare il mercato. Ad esempio, un aumento dell’inflazione può spingere la banca centrale ad alzare i tassi, rafforzando la valuta nazionale. Un PIL in crescita indica un’economia sana, favorendo asset rischiosi come azioni e valute di paesi emergenti.
L’analisi fondamentale ti aiuta a interpretare questi segnali e a prevedere le possibili reazioni del mercato.
Gestire l’emotività
Il trading durante le notizie può essere stressante a causa dell’elevata volatilità. Mantieni la calma, rispetta il tuo piano di trading e non lasciarti guidare dall’emotività o dalla fretta di entrare o uscire dal mercato.
Conclusione
Fare trading durante grandi eventi economici può offrire grandi opportunità, ma anche rischi elevati. Prepararsi con un calendario economico, conoscere gli strumenti coinvolti e adottare strategie di gestione del rischio sono passi fondamentali per navigare con successo in questi momenti di alta volatilità. Con disciplina e conoscenza, potrai sfruttare le notizie a tuo vantaggio e proteggere il tuo capitale.
S&P 500, è stato raggiunto il massimo annuale?L’indice S&P 500 ha segnato il suo massimo annuale a 6.700 punti? È la domanda legittima che si pongono gli analisti tecnici dopo che il mercato ha raggiunto la scorsa settimana la parte superiore di un canale rialzista di lungo termine. La valutazione dell’S&P 500 ha superato i massimi della fine del 2021 e il mercato sembra essere giunto al termine di un rally iniziato lo scorso aprile.
1. È logico che il mercato sia entrato in una fase di pausa tecnica dopo aver raggiunto un obiettivo importante (6.700 punti)
In un’analisi pubblicata su TradingView a metà settembre, abbiamo evidenziato la presenza di un canale rialzista di medio/lungo termine sull’S&P 500. Questo canale passa intorno ai 6.700 punti, che rappresentavano anche il target medio di prezzo degli analisti finanziari per il 2025.
Il livello di 6.700 punti era quindi sia un obiettivo tecnico sia fondamentale, ed è logico che questa resistenza abbia provocato una fase di pausa sull’S&P 500.
Tuttavia, è ancora troppo presto per parlare della fine della tendenza rialzista di fondo, anche se il mercato dovesse entrare in una correzione a breve termine. Il primo grafico sotto mostra questo canale rialzista come resistenza, ma mostra anche che al momento non vi è alcuna divergenza ribassista prezzo/momentum (con il momentum rappresentato dall’indicatore RSI).
2. L’analisi del sentiment di mercato non mostra ancora le caratteristiche di un massimo finale
I massimi di mercato si formano sempre in fasi di euforia degli investitori retail, mentre i minimi in fasi di paura estrema. L’ultima indagine dell’American Association of Individual Investors mostra che esiste ancora un equilibrio tra compratori e venditori, nonostante la forte fase rialzista tra aprile e settembre. Anche qui, dunque, non ci sono le caratteristiche di un massimo annuale, sebbene una correzione di breve termine sia legittima.
3. L’analisi quantitativa non mostra ancora segni di una fine della tendenza rialzista di fondo
È quindi troppo presto per affermare che questa parte superiore del canale rialzista rappresenti il massimo definitivo del 2025. Questo è anche il messaggio dell’analisi quantitativa, che mostra come il mercato azionario statunitense (azioni dell’S&P 500) non si trovi in una zona di surriscaldamento estremo nella sua maggioranza. Infatti, solo il 55% delle azioni dell’S&P 500 si trova al di sopra della media mobile semplice a 50 giorni, e il mercato non è entrato recentemente in una fase di eccesso rialzista.
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DAX: H1!!! DISCLAIMER !!!
Nota bene:
Queste sono semplici bozze personali, da considerarsi come tali. La lettura va effettuata con un’ottica di breve termine. In altre parole, la prima fase del percorso disegnato rappresenta l’ipotesi principale. La parte restante del percorso (quella più lontana nel tempo) è strettamente legata all’evoluzione della prima fase. Di conseguenza, se quest’ultima non si realizza, l’intera idea deve essere considerata nulla.
Non vi è alcuna sollecitazione all’investimento; quanto riportato va inteso unicamente come il punto di vista di un utente della piattaforma. L’onere di approfondire ricade sul lettore, attraverso le proprie conoscenze ed esperienze.
Ogni commento che schernisce l’autore, l’idea o il grafico verrà segnalato al moderatore della piattaforma. Non fornirò ulteriori risposte in merito. Grazie per l’attenzione.
NQ: H1!!! DISCLAIMER !!!
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 29.09.2025Sembra tornato il «risk/on mood» sulle borse Usa e asiatiche.
USA: sale il PIL e scendono richieste sussidi disoccupazione USA.
Se inflazione Usa lo permetterà, FED taglierà 2 volte entro fine anno.
Oro e argento ancora sù: rialzo solido, per pluralità e varietà di compratori.
Ultima seduta della settimana col sorriso per i listini europei, capaci di dribblare i nuovi dazi di Trump sui farmaci e chiudere in volata, complici i dati Usa sull’inflazione PCE in linea con le attese: per ora, la guerra tariffaria non ha riacceso la corsa dei prezzi.
Bilancio settimanale solo con guadagni frazionali, frenati dal taglio dei target del settore auto, sotto pressione tra frenata cinese, dazi e rallentamento dell’elettrico, e dalla prudenza di Jerome Powell su possibili ulteriori tagli dei tassi, mentre Wall Street continua a vivere giornate complicate sul fronte tecnologico. Nonostante ciò, le piazze europee si sono mosse in territorio positivo: Milano +0,8%, la migliore, seguita da Londra +0,7%, Madrid +0,6%, Francoforte +0,4% e Parigi +0,2%.
Resta alto il dibattito sul percorso dei tassi Fed: Wall Street, reduce da tre chiusure in rosso, resta prudente, con i tecnologici sotto pressione.
A trainare i listini del Vecchio Continente, invece, sono banche e assicurazioni. Sul fronte dazi, Trump ha confermato che dal 1° ottobre scatteranno nuove tariffe: 100% sui farmaci, 25% sugli autocarri e 30% sui mobili importati. Il messaggio è chiaro: chi non produce in America, pagherà il conto.
Intanto, a New York il dato sull’inflazione PCE ha regalato ossigeno: il Dow Jones +0,66%, il Nasdaq +0,38% e lo S&P 500 +0,56%. Ma gli analisti guardano oltre, concentrati sull’Intelligenza Artificiale dopo la partnership Nvidia–OpenAI, e sul dossier semiconduttori, con la Casa Bianca che valuta un piano per ridurre la dipendenza da chip esteri.
Sul macro americano, sorpresa dal Pil del secondo trimestre, rivisto al rialzo a +3,8% annuo dal precedente +3,3%, a testimonianza della solidità della congiuntura. Le richieste di sussidi di disoccupazione, invece, sono scese di 14.000 unità a 218.000, meglio delle attese (235.000). Dati che rendono più complessa la posizione della Fed, forse meno aggressiva nei tagli al costo del denaro.
Sul valutario, l’euro si rafforza verso quota 1,17 dollari, stabile sullo yen (sotto quota 175). Il dollaro/yen scende sotto 149. Energia in rialzo: Brent +1,5% sopra i 70 dollari, WTI +2% oltre 66 dollari, gas a 32,5 €/MWh sul TTF di Amsterdam. Lo spread BTP-Bund chiude a 86 pb, un punto in meno, con il rendimento del decennale in calo al 3,61% dal 3,64%.
La settimana inizia in Asia con tono positivo: salgono Cina, Corea del Sud e Australia, mentre il Nikkei arretra di -0,5% per lo stacco dividendi. In Cina, l’Hang Seng +1,3%, il CSI 300 +0,5% (da inizio trimestre +16%) e i profitti industriali in ripresa. Esordio scoppiettante per Sony Financial Group: +37% al debutto sul listino giapponese, prima quotazione diretta sul Nikkei da oltre vent’anni. Bene anche Seul (Kospi +1,2%) e Sydney (S&P ASX200 +0,6%).
Sul fronte europeo, fari puntati sulla Francia. Il rendimento dell’OAT decennale è balzato dal 3,20% di inizio anno al 3,60%, massimo da 15 anni, azzerando lo spread con l’Italia. Scope ha confermato il rating AA-, ma ha tagliato l’outlook a negativo per via di debito e instabilità politica.
Il nuovo premier Lecornu punta a ridurre il deficit al 4,7% del Pil nel 2026 e al 3% entro il 2029, senza reintrodurre la tassa sul patrimonio. Gli analisti restano scettici: il deficit potrebbe arrivare al 6% già a fine anno. Occhi puntati su Moody’s il 24 ottobre, che attualmente assegna alla Francia un rating Aa3 con outlook stabile.
Materie prime protagoniste: il Brent 69,8 $/barile ha chiuso la miglior settimana da tre mesi e mezzo (+5%), tornando sopra i 70 $. Tuttavia, l’OPEC+ potrebbe decidere domenica 5 ottobre di aumentare la produzione di almeno 137.000 barili/giorno, smorzando il rally. A traino, l’Indice Bloomberg Commodity ha chiuso la miglior settimana da due mesi e mezzo (+2%) a quota 105,1 $, con bilancio annuo a +6%, sostenuto dai metalli preziosi.
Protagonista assoluto l’oro, che vola a 3.805 $/oncia, oltrepassando i 3.800 $ e centrando la sesta settimana positiva di fila (+2%), record dal 1979. Da inizio anno l’avanzata è di +45%, alimentata dagli acquisti delle banche centrali e dalla corsa agli ETF garantiti da lingotti.
Riflessi positivi anche sulle cripto: il Bitcoin rimbalza a 111.900 $, terzo rialzo consecutivo dopo tre settimane di debolezza che avevano bruciato oltre 160 miliardi di $ di capitalizzazione.
Sul mercato obbligazionario Usa, il Treasury decennale segna rendimento al 4,16%, massimo da tre settimane, nonostante la terza settimana negativa di fila (-0,4%). Ma settembre, se chiuderà così, consegnerà il terzo trimestre positivo consecutivo (+0,3%). L’inflazione PCE, su base annua, resta stabile: +2,7% generale, +2,9% core.
In Italia, il BTP decennale riparte dal 3,56%, reduce da cinque settimane negative consecutive. Fitch ha offerto un assist, ma la vera partita si gioca sulla Legge di Bilancio 2026, che il governo si prepara a presentare, delineando un quadro economico-fiscale decisivo per il prossimo triennio.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Risk-on globale: occasione d’oro o illusione di breve?Wall Street ha accolto con entusiasmo l’ultima decisione della Federal Reserve: un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base. Anche se il percorso futuro della politica monetaria rimane avvolto da incertezza, i futures hanno reagito positivamente, spingendo in alto gli indici americani.
L’S&P 500 ha guadagnato lo 0,5%, mentre il Nasdaq 100 ancora una volta protagonista ha segnato un progresso dello 0,7%.
La decisione della Fed ha portato il tasso dei fondi della FED in un range compreso tra il 4% e il 4,25%. Non è stato un taglio clamoroso, ma è stato sufficiente per riaccendere l’appetito per il rischio e rinnovare la fiducia degli investitori. Sullo sfondo, resta la prospettiva di ulteriori due riduzioni entro la fine dell’anno, anche se con la prudenza tipica di un contesto economico fragile.
Mentre a New York si festeggia, altri mercati hanno reagito in modo più cauto. Il petrolio ha registrato un calo, riflettendo i timori legati alla domanda globale, mentre i titoli di Stato neozelandesi hanno beneficiato di flussi positivi in ingresso, segnale che parte degli investitori continua a cercare porti sicuri in questa fase di transizione.
In Asia, il comparto tecnologico ha trovato nuova linfa: i produttori cinesi di semiconduttori hanno visto un forte rialzo, confermando come l’intero settore tech stia beneficiando di questa fase di risk-on.
Il momento più atteso è stato, come sempre, la conferenza di Jerome Powell. Il presidente della Federal Reserve ha ammesso che il mercato del lavoro americano mostra chiari segnali di debolezza. Per la prima volta da molto tempo, ha evitato di definirlo “molto solido”.
Al contrario, ha parlato di rallentamento della domanda e di un ritmo di creazione di posti di lavoro insufficiente a garantire stabilità all’occupazione.
Powell ha dovuto affrontare anche pressioni politiche non indifferenti. Donald Trump, da tempo favorevole a un approccio più aggressivo, ha spinto per tagli più consistenti. Ma la Fed ha voluto riaffermare la propria indipendenza: nessun regalo alla politica, nessuna scorciatoia. Powell ha ribadito la necessità di un approccio cauto, ricordando che il rischio inflazione resta sul tavolo e che eventuali dazi o shock esterni potrebbero alimentarlo ulteriormente.
Questo atteggiamento prudente ha avuto un effetto interessante: i rendimenti dei Treasury sono risaliti, segnalando che i mercati obbligazionari non si aspettano un ciclo di tagli rapidi e senza freni.
Nonostante i toni cauti, gli indici hanno scelto di guardare al bicchiere mezzo pieno. È stato premiato ancora una volta il settore tecnologico, con il Nasdaq 100 (NAS100 su Pepperstone) che ha toccato nuovi massimi storici. Con un guadagno annuo del +16,29%, l’indice americano si conferma il migliore performer tra i principali listini mondiali. La spinta è arrivata dai grandi investimenti in conto capitale e dai risultati brillanti delle big tech, che continuano a trainare l’intero comparto.
Dal punto di vista tecnico, l’indice aveva inizialmente toccato un’area di supporto a 24.234 punti. Da lì è partito un rimbalzo deciso, che ha proiettato i prezzi oltre quota 24.600. Un movimento che dimostra ancora una volta come gli investitori abbiano scelto di credere nel risk-on, preferendo puntare su settori ciclici e innovativi, piuttosto che nascondersi dietro la prudenza.
La Fed, però, ha lanciato un messaggio chiaro: l’euforia non deve trasformarsi in illusione. Powell ha sottolineato che la traiettoria dei tassi sarà guidata dai dati, non dalle pressioni esterne.
Un modo per raffreddare i mercati e ricordare a tutti che la banca centrale non ha alcuna intenzione di intraprendere un percorso di allentamento aggressivo.
In sintesi, la strategia di Powell ha pagato: mantenere la calma, evitare allarmismi e, allo stesso tempo, rassicurare i mercati che la Fed è pronta ad agire se le condizioni economiche lo richiederanno. La partita resta aperta, e i prossimi dati macro saranno decisivi per capire se i tagli continueranno al ritmo attuale o se la banca centrale preferirà mettere in pausa il ciclo.
Per ora, Wall Street ha scelto di festeggiare. L’equity corre, il dollaro ritrova forza e il settore tecnologico guida ancora una volta la carica. Ma dietro l’euforia, resta la consapevolezza che i prossimi mesi saranno un test cruciale per la credibilità della Fed e per l’equilibrio di un mercato del lavoro che, dopo anni di resilienza, inizia a mostrare le prime vere crepe
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Gli elementi fondamentali di una strategia di tradingNel mondo del trading esistono centinaia di strategie diverse basate su analisi fondamentali, tecniche o una combinazione di entrambe. Nonostante questa grande varietà, ogni strategia profittevole condivide una struttura di base simile.
La definizione degli strumenti di trading
Il primo componente fondamentale di una strategia riguarda la scelta degli strumenti finanziari da monitorare e negoziare. Una strategia deve specificare chiaramente quali asset includere nella watch list, perché ogni mercato e strumento ha caratteristiche, volatilità e dinamiche differenti. Avere una lista ristretta e chiara di strumenti consente di mantenere focus, approfondire le proprie competenze specifiche e cogliere tempestivamente le migliori opportunità di mercato.
I motivi di apertura di una posizione
Il secondo elemento chiave è rappresentato dalle condizioni precise che giustificano l’apertura di una posizione. Le “entry reasons” definiscono quali segnali o setup il trader deve identificare prima di entrare sul mercato. Questo approccio rigoroso aiuta a evitare aperture impulsive e a migliorare la qualità delle operazioni. Lo stesso strumento può offrire opportunità diverse a seconda della strategia adottata, evidenziando l’importanza di una metodica definita e replicabile.
Gestione del rischio
Un elemento imprescindibile nella strategia è la definizione in anticipo della dimensione delle posizioni da assumere per ogni trade. Il corretto calcolo del lotto in funzione del rischio tollerato è cruciale per preservare il capitale. Una regola comune, facilmente applicabile, è rischiare solo una piccola percentuale del conto per operazione, tipicamente l’1%. Calcolare la size della posizione in base alla distanza dello stop loss e alla percentuale di rischio prefissata permette di controllare la perdita massima su ogni trade, rendendo il portafoglio più resiliente in caso di serie negative.
Gestione attiva delle posizioni
L’ultimo, ma non meno importante, elemento sono le regole di gestione delle posizioni aperte. La strategia deve definire chiaramente quando e come chiudere un trade in perdita (stop loss), come e dove prendere profitto (take profit) e se e quando applicare tecniche di trailing stop per proteggere i guadagni parziali. Queste regole assicurano che le operazioni siano gestite in modo disciplinato, limitando le perdite e massimizzando i profitti.
Conclusione
Questi quattro elementi costituiscono la base comune e imprescindibile di ogni strategia di trading profittevole. Pur potendo integrare ulteriori componenti e personalizzazioni, chi vuole costruire una strategia solida deve prima assicurarsi di avere questi fondamenti ben chiari e definiti. Una strategia completa e ben strutturata permette di operare con maggiore consapevolezza, disciplina e resilienza, aumentando le probabilità di successo nel lungo termine.






















