WisdomTree - Tactical Daily Update - 26.09.2025Nessuna sorpresa dal dato di inflazione PCE Usa di agosto.
Il Pil Usa nel 2’ trimestre è salito +3,8% QoQ, dopo un primo trimestre fiacco.
Trump: dazi 100% su farmaci stranieri dal 1’ ottobre.
Crypto ancora deboli, stupisce la divergenza con l’oro.
Il Pil degli Stati Uniti sorprende nel secondo trimestre con un +3,8% QoQ, sopra le attese, confermando la resilienza dell’economia americana.
Nonostante ciò, le Borse europee hanno chiuso in negativo: Milano -0,43%, Parigi -0,41%, Londra -0,39%, Francoforte -0,56% e Madrid -0,38%. Wall Street ha registrato perdite frazionali comprese tra -0,2% e -0,5% a seconda degli indici. L’attenzione degli investitori resta ora rivolta ai dati di venerdì sull’indice PCE Usa di settembre, la misura preferita dalla Federal Reserve per monitorare l’inflazione: una lettura debole potrebbe rafforzare l’ipotesi di un nuovo taglio dei tassi a ottobre.
Ad agosto il PCE è cresciuto dello 0,3% MoM e del 2,7% YoY, in linea con le attese e sopra il 2,6% del mese precedente. La componente core è salita dello 0,2% MoM e del 2,9% YoY, anch’essa in linea con le stime. Secondo il CME FedWatch, i mercati scontano con una probabilità del 93% un taglio di 25 punti base a ottobre, e con il 59,8% la possibilità di un ulteriore intervento a dicembre.
In Europa, cattive notizie dal comparto industriale: Bosch sarebbe pronta a tagliare migliaia di posti di lavoro, oltre ai 9.000 già annunciati entro fine 2024. Sul fronte politico americano, Donald Trump ha annunciato dazi del 100% su qualsiasi farmaco brevettato non prodotto in stabilimenti situati negli Stati Uniti, con esenzioni solo per cantieri già avviati.
La notizia ha avuto impatto immediato sul comparto farmaceutico: Merck -2,6%, Eli Lilly -3,7%, l’indice S&P500 Healthcare -1,7%, con performance YTD a -2,5%. In Europa, lo Stoxx Healthcare -7,4% YTD, in netto contrasto con lo Stoxx600 +8,4%.
Sul fronte obbligazionario, lo spread BTP-Bund è risalito a 87 punti base (+2 pb), con il rendimento del decennale italiano in aumento al 3,64% dal 3,59% della vigilia.
Tra le singole storie societarie, spicca Intel +5,8%, dopo indiscrezioni su un possibile investimento da parte di Apple, volto a rafforzare un’azienda oggi parzialmente controllata dal governo Usa. Le due società starebbero anche valutando ulteriori forme di collaborazione. In ambito macro, le richieste di sussidi di disoccupazione Usa sono calate di 14.000 unità a 218.000, contro attese a 233.000.
Nelle borse asiatiche, la seduta del 26 settembre si è aperta in rosso: l’indice MSCI Asia Pacific -0,5%, dopo la terza chiusura negativa consecutiva di Wall Street.
A metà giornata (ore 13.00 CET) le Borse europee segnano un rialzo medio di circa +0,5%, mentre i future Usa sono piatti. Bene ancora il settore difesa, favorito dai nuovi sconfinamenti di aerei russi nello spazio NATO: secondo Bloomberg, Mosca sarebbe stata informalmente avvertita che eventuali violazioni future comporteranno l’abbattimento dei velivoli.
In Giappone, il Nikkei -0,5%, mentre lo yen si indebolisce fino a 149,7 per dollaro, vicino alla soglia psicologica di 150. Bank of America ha rivisto le sue previsioni sul cambio dollaro/yen a 153 entro fine 2025, dal precedente 155, per effetto della maggiore debolezza del biglietto verde.
I titoli farmaceutici nipponici hanno sofferto: Sumitomo Dainippon Pharma, Chugai e Otsuka -3/-4,5%, Daiichi Sankyo -1,6%. A Hong Kong WuXi AppTec e WuXi Biologics -1,6%, in Cina continentale CSPC -4,6% e Jiangsu Hengrui -1,8%, in India Dr Reddy’s -1,2% e Sun Pharma -3%.
Negativi anche gli indici cinesi: Taiex -1,8% a Taipei, azzerando i guadagni della settimana; Hang Seng -0,6%, CSI 300 -0,3% (ma +1,6% su base settimanale). In Corea, il Kospi -2,7%, penalizzato da prese di profitto su Samsung -4% dopo quattro sedute di rialzo. Sul fronte geopolitico, il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha dichiarato che la Corea del Nord è nella “fase finale” dello sviluppo di un missile balistico intercontinentale nucleare in grado di colpire gli Stati Uniti.
Sul fronte delle materie prime, il Brent resta poco sotto i 70 $/barile, livello che non supera da due mesi. Il bilancio settimanale è positivo per circa +4,5%, miglior risultato da metà giugno. Due i fattori chiave: 1) attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe che hanno spinto Mosca a limitare esportazioni e produzione; 2) calo superiore alle attese delle scorte Usa. L’oro si stabilizza a 3.749 $/oncia, vicino al massimo storico di 3.791 $: quinta settimana positiva consecutiva con un guadagno provvisorio di +1,7%.
Sul mercato valutario, l’euro/dollaro scambia a 1,168, mentre il dollaro si rafforza, segnando la prima settimana positiva dopo tre in rosso. Trump ha però contribuito a frenare il rally con nuove pressioni sulla Fed e critiche al presidente Powell, accusato di mantenere tassi “troppo alti”. Il presidente ha elogiato i dati del Pil ma ribadito che, senza le politiche tardive della Fed, il costo del denaro sarebbe già vicino al 2%.
Infine, nel comparto crypto, continua la debolezza di Bitcoin (109.400 $), in calo di quasi -4% nella seduta di ieri. Colpisce la divergenza con l’oro: la criptovaluta ha annullato tutti i guadagni accumulati da inizio settembre, mentre il metallo prezioso mantiene un progresso di circa +10% nello stesso periodo.
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Indici di mercato
Possibile setup US30 in NY sessionQuesta è la mia visione di oggi su US30. Dopo il ribasso degli ultimi giorni con tutti che gridano allarme recessione USA e crisi varie, credo che sia arrivato di nuovo il momento di ripartire per gli indici Americani.
Potremmo aspettarci piu enteza dei mercati essendo fine mese e quindi dovremmo aspettare ottobre per la ripresa della volatilità che conosciamo.
Attendiamo e vediamo, ma nel frattempo fammi sapere cos ne pensi tu nei commenti!
Settore Tecnologia S&P 500, forte ipercomprato (prudenza)Lunedì scorso ho proposto un’analisi sull’indice S&P 500 per mostrare che si trovava sotto una resistenza tecnica importante e che c’era un rischio di prese di profitto. L’S&P 500 ha infatti vissuto alcune sedute di consolidamento. Oggi insisto sul settore chiave della tecnologia statunitense, in forte ipercomprato sia tecnico che fondamentale.
Per dimostrare che il settore tecnologico americano è attualmente in una situazione di ipercomprato nei mercati azionari, adotterò un duplice approccio che combina analisi tecnica e fondamentale.
• Il primo passo consiste nello studio dell’indice settoriale Information Technology dell’S&P 500, uno degli undici super-settori di questo indice di riferimento. Questo indice raggruppa le principali capitalizzazioni tecnologiche statunitensi e riflette la loro dinamica di mercato complessiva. L’analisi tecnica di questo indice consente di identificare tendenze di fondo, zone di supporto e resistenza, nonché indicatori di momentum. In particolare, esaminerò oscillatori come l’RSI (Relative Strength Index) sul timeframe mensile, noto per individuare fasi di ipercomprato o ipervenduto. L’obiettivo è verificare se i segnali attuali puntano a un eccesso rialzista suscettibile di annunciare una correzione.
• In aggiunta, integro un’analisi fondamentale concentrandomi sulla valutazione del settore. Vengono utilizzati due indicatori: il rapporto prezzo/utili (Price to Earnings, P/E ratio) e il CAPE di Shiller (Cyclically Adjusted Price to Earnings). Confrontando i livelli attuali di questi multipli con le loro medie storiche, è possibile determinare se il settore è sopravvalutato rispetto ai suoi fondamentali.
La combinazione di questi due approcci fornisce una visione completa e consente di affermare che il settore tecnologico statunitense è attualmente in ipercomprato sia sul piano tecnico che fondamentale. Ciò è tanto più importante poiché questo indice settoriale rappresenta quasi il 40% del calcolo dell’S&P 500.
Di seguito due illustrazioni. Il primo grafico mostra le candele mensili dell’indice settoriale S&P 500 Tecnologia. È interessante notare che tutti i massimi maggiori del passato sono stati preceduti da ipercomprato e divergenza ribassista. Attualmente vi è ipercomprato ma non divergenza ribassista.
Nel riquadro in basso a destra del grafico si può vedere una tabella con i dati di valutazione dell’indice settoriale S&P 500 Tecnologia. Questo è di gran lunga il settore più caro dell’S&P 500, e il suo CAPE di Shiller si trova addirittura al suo record storico.
In breve: prudenza. Anche se non vi è divergenza ribassista mensile, questo settore è molto costoso e le prese di profitto, almeno nel breve termine, possono sembrare legittime.
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Serie di stop lossNel trading, una delle sfide più difficili da affrontare non è tanto l’analisi tecnica o l’analisi fondamentale, quanto la gestione delle emozioni e della psicologia personale durante una serie di perdite consecutive, nota come “serie di stop loss”. Molti trader, specialmente i meno esperti, cadono in trappole mentali che compromettono la loro capacità di reagire in modo razionale e costruttivo.
La dinamica tipica della serie di stop loss
La situazione tipo inizia con l’individuazione di un setup che, secondo l’analisi del trader, appare perfetto. Con grande fiducia e convinzione, si apre una posizione sperando in un esito positivo. Quando però il trade va contro, si incassa uno stop loss. Invece di accettare l’errore e rivalutare l’analisi, il trader tende a razionalizzare la sconfitta attribuendola a fattori esterni come manipolazioni di mercato, stop hunting o eventi imprevisti. Questa negazione dell’errore spinge spesso a forzare la propria previsione originaria aprendo una nuova posizione nella stessa direzione, nella speranza di recuperare rapidamente la perdita. Purtroppo, frequentemente questa operazione fallisce nuovamente e il ciclo si ripete, aumentando frustrazione e confusione. Nei casi peggiori, si tenta una “ultima chance” aprendo un’ulteriore posizione con convinzione, ma senza una chiara analisi aggiornata. Oppure si inverte la posizione nella direzione opposta, ma a questo punto spesso è troppo tardi e il mercato ha già completato il movimento iniziale. Questo genera ulteriori perdite e senso di impotenza.
Perché accade questo comportamento
Questo fenomeno psicologico è radicato nella difficoltà umana di ammettere di aver sbagliato. Il riconoscimento di un errore significa dover accettare una perdita reale, e questo può ferire l’ego e la fiducia personale. Inoltre, il desiderio di “recuperare subito” induce a scelte impulsive e irrazionali, anziché analisi metodiche.
Da qui nascono i bias cognitivi che allontanano il trader dalla disciplina necessaria.
Come superare la barriera psicologica della perdita
1) Accettare che perdere denaro è parte integrante del percorso di crescita del trader. Il trading, difatti, non è una scienza esatta e anche i migliori professionisti subiscono perdite. Accettare la possibilità di errore libera la mente e riduce l’ansia.
2) Impostare uno stop loss disciplinato e rispettarlo. Inserire sempre ordini di stop loss e rispettarli senza cambiare o spostare in modo emotivo è una delle chiavi per controllare le perdite.
3) Fare una revisione obiettiva e razionale dell’analisi dopo ogni perdita, senza cercare scuse. Capire perché la posizione ha perso permette di migliorare il processo decisionale.
4) Evitare di inseguire perdite con nuove posizioni aggressive. Il cosiddetto revenge trading aumenta solo il rischio di perdere ancora più denaro.
5) Mantenere un diario di trading emotivo e operativo. Annotare non solo le proprie operazioni ma anche gli stati d’animo aiuta a riconoscere schemi di comportamento disfunzionali.
6) Considerare sempre che “è umano sbagliare, ma è imperdonabile perseverare nell’errore”. Questo mantra stimola a correggere prontamente gli errori senza lasciarsi trascinare dal sentimento di frustrazione.
Conclusioni
La capacità di accettare le perdite e rivedere sistematicamente le proprie decisioni è una competenza fondamentale per qualsiasi trader che voglia raggiungere la consistenza e la redditività nel tempo. Ignorare questo aspetto e lasciarsi guidare dall’orgoglio o dalla rabbia conduce inevitabilmente a peggiorare la situazione. Il mercato non ha alcuna colpa delle nostre perdite. Spetta al trader sviluppare autocontrollo, disciplina e un approccio pragmatico per trasformare le difficoltà in opportunità di crescita. Nessuno è infallibile e ogni errore è un’occasione per imparare è la chiave per uscire dal circolo vizioso della serie di stop loss.
Wall Street in calo: Powell parla, NVIDIA arretra e Tesla brillaTesla corre ancora: +30% a settembre, ma il Nasdaq frena con NVIDIA in difficoltà
Azioni in calo per il secondo giorno a causa delle preoccupazioni della Fed e del settore tecnologico
Ieri le azioni hanno registrato un nuovo arretramento, mentre gli investitori analizzavano con attenzione i commenti del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, e di altri membri dell’istituto. Al contempo, il comparto tecnologico continua a mostrare segnali di debolezza a seguito delle ultime inquietudini legate all’intelligenza artificiale.
Il Dow Jones ha ceduto lo 0,37% (circa 171 punti) attestandosi a 46.121,28; il Nasdaq è arretrato dello 0,33% (circa 75 punti) a 22.497,86; l’S&P 500 ha perso lo 0,28% scendendo a 6.637,97. All’inizio di questa settimana i principali indici avevano inanellato tre sedute consecutive di massimi storici, ma nelle ultime due giornate hanno virato in territorio negativo.
A meno di una settimana dal primo taglio dei tassi dell’anno, Powell ha ribadito la difficoltà della posizione della Fed, stretta tra i vincoli del suo duplice mandato. Ha espresso l’intenzione di mantenere un atteggiamento prudente e ha lasciato intendere che le quotazioni azionarie siano «piuttosto elevate».
Invito sempre a non lasciarsi distrarre dal rumore di fondo e a concentrarsi sul messaggio che il mercato ci invia. È vero: abbiamo percorso molta strada dai minimi di aprile e non sarebbe sorprendente assistere a un arretramento autunnale, considerata la stagionalità sfavorevole. Tuttavia, come già sottolineato, un ritracciamento significativo costituirebbe, a nostro avviso, un’opportunità di acquisto.
Il trend rimane rialzista e ricorda i grandi movimenti a “V” osservati in passato in seguito a minimi importanti. Il futuro resta incerto: forse il mercato ci suggerisce di attenderci sviluppi positivi, e dovremmo prestare ascolto a questo segnale anziché dubitare di noi stessi.
Nel frattempo, il settore tecnologico si concede una pausa dopo l’annuncio del maxi-investimento di 100 miliardi di dollari da parte di NVIDIA (NVDA) in OpenAI. Le azioni del colosso dei semiconduttori, protagonista indiscussa dell’intelligenza artificiale, erano balzate del 4% lunedì, ma hanno successivamente restituito gran parte di tale guadagno nelle ultime due sedute: ieri il titolo ha perso lo 0,8%. Tesla (TSLA), invece, ha proseguito il suo brillante recupero con un rialzo del 4% nella stessa giornata e un progresso superiore al 30% da inizio settembre.
I prossimi due giorni porteranno dati cruciali per entrambe le componenti del duplice mandato della Fed. Domani saranno pubblicate le nuove richieste di sussidi di disoccupazione, mentre venerdì sarà diffuso l’indice PCE, ovvero le spese per consumi personali. L’ultima rilevazione aveva sostanzialmente rispettato le attese, ma l’indice core CPI al 2,9% su base annua era risultato superiore alla lettura precedente.
Non si prevedono sorprese significative: il dato principale dovrebbe mostrare un incremento mensile dello 0,3%, con un tasso annuo al 2,7% (dal 2,6% precedente). L’indice core, al netto di alimentari ed energia, è stimato in crescita dello 0,2% su base mensile, leggermente inferiore allo 0,3% del mese scorso, mentre il dato annuo dovrebbe confermarsi al 2,9%.
Nonostante i tassi di interesse restino elevati, la Fed non intravede più rischi di un’inflazione in accelerazione. Powell ha infatti chiarito che lo «scenario di base» resta quello di un incremento dei prezzi circoscritto e «una tantum», riconducibile ai dazi, piuttosto che a un trend strutturalmente crescente.
La giornata di ieri ha visto un ribasso metodico e ordinato, con una rotazione settoriale nella prima parte della seduta che si è poi stabilizzata verso l’ora di pranzo. Successivamente gli scambi sono rimasti incerti e privi di direzione. L’S&P 500 ha chiuso in calo dello 0,28%, mentre il Nasdaq ha perso lo 0,31%.
Verso nuovi ribassi?
È possibile che gli ultimi due giorni rappresentino solo una fisiologica pausa prima di un nuovo slancio verso i massimi: tale è stato il leitmotiv dell’intero anno. Tuttavia, non è da escludere un arretramento più ampio, che potrebbe riportare l’S&P 500 verso quota 6.550, corrispondente alla media mobile a 21 giorni. In passato tale livello è stato violato più volte, ma sempre in maniera temporanea, preludio a successivi rialzi.
Occorre dunque essere consapevoli che, pur in un contesto di forza, prima o poi potrebbe verificarsi una vera e propria ondata di vendite.
Nell’attesa di una più marcata rotazione settoriale, si è notato ieri un parziale recupero dei titoli legati alla ristorazione, a fronte di un calo del comparto tecnologico. È un indizio, seppur minimo, che potrebbe spingerci a cercare opportunità di acquisto in un settore attualmente sotto pressione.
Questa considerazione mi ha indotto ad aggiungere un nuovo titolo in portafoglio, insieme a un altro che appare pronto a esplodere.
Marco Bernasconi Trading
WisdomTree - Tactical Daily Update - 24.09.2025Powell (FED) frena entusiasmi sui tagli: Wall Street fa una pausa.
Oro senza freni, vicino a 3.800 Dollari. Comprano ETC e Banche centrali.
Boeing e Palantir in venture per implementare l’AI nella «difesa».
Germania: il budget 2026 farà lievitare il debito a livelli record.
Le Borse europee hanno chiuso la seduta del 23 settembre in cauto rialzo, con l’attenzione rivolta al discorso di Jerome Powell sull’outlook economico. Milano si è mossa appena sopra la parità (+0,13%), Francoforte ha guadagnato +0,4%, Madrid +0,5% e Parigi +0,54%. Amsterdam +0,43%, piatta Londra +0,01%.
Powell ha ribadito che la Federal Reserve deve bilanciare rischi di inflazione e occupazione, definendo la politica monetaria “ben posizionata” ma allo stesso tempo dentro una “situazione difficile”: il pericolo di un’inflazione in risalita e la debole crescita dell’occupazione, sollevano dubbi sulla salute del mercato del lavoro.
Pur riconoscendo che l’economia statunitense resta “resiliente”, nonostante cambiamenti in politica commerciale, fiscale, migratoria e geopolitica, Powell ha avvertito che ci vorrà tempo per valutarne appieno gli effetti di lungo termine.
Sul fronte dei tassi, Powell ha definito l’attuale livello “moderatamente restrittivo”, aprendo a ulteriori tagli: un irrigidimento prolungato rischierebbe infatti di indebolire inutilmente l’occupazione. In linea più aggressiva si è espressa Michelle Bowman, membro del board Fed, che parlando in Kentucky ha ribadito come la riduzione del tasso di riferimento sarebbe dovuta partire già da luglio. Nell’ultima riunione del FOMC, Bowman aveva sostenuto un taglio di 25 bps, contro i 50 proposti dal governatore Stephen Miran, nominato da Trump.
La reazione di Wall Street è stata cauta: Dow Jones -0,18%, Nasdaq -0,95% e S&P500 -0,54%.
Sul fronte macroeconomico, le nuove stime di S&P indicano per l’Italia una crescita del +0,6% nel 2025, seguita da +0,8% nel 2026 e +0,9% nel 2027. L’Eurozona crescerebbe dell’1,1% per i primi due anni e dell’1,4% nel 2027. Più debole la Germania, che nel 2025 dovrebbe crescere solo +0,2%, ma accelerare a +1,1% e +1,6% nei due anni successivi grazie a un piano straordinario di investimenti in difesa e infrastrutture.
Negli Stati Uniti il deficit delle partite correnti si è ridotto nel 2’ trimestre 2025 di Us$ 188,5 miliardi, -42,9% a quota 251,3, centrando le attese di mercato (250). La contrazione è dovuta soprattutto alla diminuzione del deficit delle merci, mentre il surplus dei servizi è rimasto stabile (79,6 miliardi contro 80,3).
Sul fronte corporate, Tether tratta con gli investitori per raccogliere fino a Us$ 20 miliardi, cedendo circa 3% del capitale. Se l’operazione andrà in porto, la società con sede a El Salvador rggiungerebbe una valutazione di circa 500 miliardi, al livello di colossi come OpenAI e SpaceX, superando di gran lunga il rivale Circle (30 miliardi).
In Asia, le Borse del 24 settembre mostrano andamenti contrastati: Hong Kong +0,8%, Shanghai +0,4%, mentre il Taiex di Taipei perde -0,5% in scia al Nasdaq. L’indice MSCI Asia Pacific arretra -0,2% dopo tre sedute di rialzi. Protagonista Alibaba (+6%), ai massimi da quattro anni grazie all’annuncio di nuovi investimenti nelle infrastrutture per l’IA.
Tokyo riapre piatta dopo la festività, con yen stabile, ma i dati PMI confermano la contrazione manifatturiera (48,4 punti da 49,7 di agosto). Seoul segna -0,6% dopo dati deboli sui consumi, Sidney -1% con inflazione in accelerazione che riduce le chance di tagli ai tassi.
Il settore Difesa & Aerospazio continua a brillare: +64% da inizio anno, trainato dallo scenario geopolitico e dalle crescenti esigenze di cybersicurezza, visti i recenti attacchi ai sistemi aeroportuali. In questo contesto, Boeing e Palantir hanno annunciato una partnership per integrare l’IA nelle operazioni di Boeing Defense, Space & Security, implementando la piattaforma Foundry di Palantir.
Palantir, già protagonista di un accordo da 1 miliardo di dollari col Ministero della Difesa britannico, ha toccato i massimi storici a metà agosto: da inizio anno l’azione guadagna +141%, con una market cap vicina a Us$ 433 miliardi.
Sul fronte materie prime, il petrolio tenta un rimbalzo, circa +2% per il WTI, spinto dal cambio di tono di Trump sulle violazioni aeree russe e dal calo a sorpresa delle scorte USA: -3,82 milioni/barili nella settimana al 19 settembre, con benzina a -1,05 milioni e distillati a +518mila. L’oro ha toccato un nuovo record a 3.791 dollari/oncia, prima di assestarsi a 3.770. Con+44% da inizio anno, il 2025 potrebbe diventare il miglior anno dal 1979.
Più debole Bitcoin, fermo a 112.400 dollari sui minimi di due settimane, mentre l’oro ha accumulato dieci massimi in un mese: un confronto che riduce, per ora, l’appeal della narrativa dell’“oro digitale”.
Sul mercato obbligazionario, il rendimento del Treasury decennale scende a 4,10% dal 4,15%, mentre in Europa quello del BTP decennale resta stabile al 3,54% dopo dati PMI contrastanti: manifatturiero in calo a 52 da 53, servizi a 53,9 da 54,5.
Il mercato sconta solo 10 pb di taglio BCE entro l’estate 2026, con probabilità del 40% per un ulteriore intervento. Il Bund tedesco decennale rende 2,75%: il ministro delle Finanze Klingbeil ha presentato un bilancio 2026 da 630 miliardi di spesa, con prestiti a 174,3 miliardi: oltre il triplo dei 50,5 del 2024, record assoluto di indebitamento per Berlino.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Powell frena i mercati: calano NVIDIA, Oracle e IntelPowell frena Wall Street: calano NVIDIA, Oracle e Intel dopo tre giorni di record
Il crollo del settore tecnologico interrompe la serie di tre giorni di massimi storici
Dopo tre sedute consecutive di rialzi record in quello che è solitamente il mese peggiore per i mercati azionari, ieri i principali indici hanno finalmente fatto un passo indietro.
Il Nasdaq ha perso lo 0,95% (circa 215 punti) chiudendo a 22.573,47, l’S&P 500 è arretrato dello 0,55% a 6.656,92, mentre il Dow Jones ha registrato un calo dello 0,19% (circa 88 punti) attestandosi a 46.292,78.
Sebbene le azioni abbiano ceduto terreno, è ancora prematuro sostenere che gli orsi abbiano ripreso il controllo. A conferma della solidità del mercato, basti pensare che ieri è stata la prima volta dalla prima metà di agosto che il Nasdaq 100 ha registrato un ribasso superiore al mezzo punto percentuale.
Tutti i titoli dei “Magnifici 7” hanno chiuso in calo, guidati da NVIDIA (NVDA), che ha perso il 2,8% dopo il balzo di quasi il 4% del giorno precedente. Quest’ultimo era stato alimentato dalla notizia che il leader dell’intelligenza artificiale investirà 100 miliardi di dollari in OpenAI per costruire data center basati sui propri chip.
Questa notizia si aggiunge a una serie di sviluppi che testimoniano la crescente domanda di intelligenza artificiale: l’investimento di 5 miliardi di dollari in Intel (INTC) annunciato la scorsa settimana e le prospettive incoraggianti di Oracle (ORCL) rese note a inizio mese.
Non è la prima volta che assistiamo a dinamiche simili: il mercato si entusiasma per la domanda crescente di IA dopo notizie positive, in genere riguardanti NVIDIA, per poi interrogarsi, poco dopo, sulla sostenibilità di investimenti tanto ingenti. Di solito, questa fase di riflessione si rivela effimera e rappresenta un’ulteriore occasione per entrare nel settore.
Gli investitori hanno mostrato cautela anche a seguito delle dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, all’evento della Greater Providence Chamber of Commerce nel Rhode Island. Powell ha ribadito che il taglio di un quarto di punto della scorsa settimana potrebbe non rappresentare l’inizio di un ciclo espansivo e che “non esiste un percorso di politica monetaria privo di rischi”.
I suoi commenti, volutamente prudenti, hanno fornito al mercato un pretesto per una pausa dopo tre giornate consecutive di record storici.
Mentre i rialzisti restano al comando, emergono nel breve periodo alcune possibili crepe sotto la superficie. Pur senza prospettare scenari ribassisti, sembra prudente attendere un arretramento più consistente per rientrare con decisione sul mercato.
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I tori perdono slancio
Per gran parte della giornata i listini si sono mantenuti deboli: il livello dei 6700 punti non è stato superato e le vendite hanno preso il sopravvento. L’S&P 500 ha toccato un massimo intraday di 6699,52 all’apertura, per poi imboccare una traiettoria discendente.
Alla chiusura, l’S&P 500 ha ceduto lo 0,55% e il Nasdaq lo 0,73%.
Si tratta di una fisiologica pausa piuttosto che di una vera e propria svendita, anche perché molti titoli legati all’intelligenza artificiale e al settore quantistico hanno continuato a mettere a segno progressi.
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Una giornata rossa
I mercati hanno accusato il colpo soprattutto dopo che Powell ha invitato alla cautela su ulteriori tagli dei tassi, avvertendo che le valutazioni azionarie risultano, secondo numerosi parametri, “piuttosto elevate”.
Nella sessione di domande e risposte, il presidente della Fed ha inoltre sottolineato l’indebolimento del mercato del lavoro durante l’estate, con un calo delle assunzioni. Ha chiarito che la Fed monitora con attenzione i dati su crescita e inflazione in vista della prossima riunione, minimizzando al contempo l’idea che l’intelligenza artificiale sia la principale causa della frenata occupazionale: secondo gli studi disponibili, vi incidono altri fattori e diverse imprese hanno sospeso temporaneamente le assunzioni in attesa di maggiore chiarezza.
Gli operatori hanno letto le sue parole come un segnale di pazienza, reagendo con prese di profitto che hanno interrotto la breve serie di record consecutivi sostenuti dall’ottimismo per l’IA e per un possibile allentamento della politica monetaria.
In mancanza di nuovi catalizzatori, i prossimi giorni potrebbero segnare un leggero arretramento. L’attenzione si sposta ora sul dato PCE sull’inflazione, atteso per venerdì, per valutare se la rigidità dei prezzi stia effettivamente diminuendo.
Infine, i commenti della Casa Bianca sulle regole di ingaggio della NATO e sui rapporti con la Russia hanno aggiunto un ulteriore elemento di incertezza geopolitica, accentuando l’avversione al rischio e alimentando le speculazioni sul futuro dell’inflazione, dell’occupazione e sul ruolo dell’oro, protagonista di movimenti estremamente volatili negli ultimi due mesi.
Marco Bernasconi Trading
Abbandonare troppo presto una strategia di tradingNel vasto universo del trading esistono centinaia di strategie differenti, ognuna con caratteristiche, punti di forza e limiti specifici. Mentre alcune strategie risultano perdenti nel lungo termine, altre offrono rendimenti modesti e poche sono invece davvero profittevoli. Individuare quella giusta, che si adatti alla propria personalità, agli obiettivi finanziari e al livello di rischio accettabile, rappresenta una sfida enorme soprattutto per i trader alle prime armi.
Valutare una strategia in tempi troppo brevi
Uno degli errori più frequenti dei principianti è giudicare una strategia dopo un periodo di prova molto breve, che spesso si riduce a qualche giorno o una settimana. Questo approccio è pericoloso perché la validità e l’efficacia di un sistema di trading vanno misurate su orizzonti temporali molto più ampi, con test su differenti strumenti finanziari e mediante l’utilizzo di molteplici metriche di valutazione. Un backtesting rigoroso deve coprire periodi estesi per includere diverse condizioni di mercato. Fasi rialziste, ribassiste e laterali. Solo dopo aver verificato risultati coerenti nel lungo termine il trader può avere una prima indicazione di affidabilità. Successivamente, è fondamentale testare la strategia su un conto demo per almeno 60 giorni, prima di trasferirla al mercato reale. Questi passaggi evitano conclusioni affrettate basate su periodi troppo limitati o su fortuite combinazioni di risultati.
Il timore dell’errore e la reazione sbagliata alle perdite
Un secondo errore diffuso è abbandonare la strategia non appena si incontrano perdite, spesso anche solo 2-3 trade consecutivi negativi. La ricerca di un metodo “perfetto” che non perda mai provoca frustrazione e porta a cambiare continuamente approccio. In realtà, anche i migliori sistemi di trading prevedono inevitabili perdite e periodi di drawdown, una componente intrinseca del rischio finanziario. La differenza sta nella disciplina del trader. Chi sa accettare la realtà delle perdite, mantenendo fiducia nel sistema e attendendo che la strategia si riprenda, costruisce nel tempo un conto in crescita costante.
L’esempio visivo delle curve di equity
Uno studio comparativo tra un trader inesperto e uno disciplinato evidenzia bene queste dinamiche. Il trader alle prime armi abbandona la strategia ogni volta che subisce una perdita, mutando continuo approccio e rimanendo vittima di una spirale autodistruttiva che porta al prosciugamento del conto. Il trader esperto, al contrario, accetta i momenti di difficoltà e si attiene con costanza al proprio piano, sfruttando la capacità della strategia di riconquistare terreno dopo i momenti negativi. Questo porta a una curva di equity più regolare e in crescita nel lungo periodo.
La disciplina come chiave del successo
La verità è che una strategia “perfetta” non esiste. Le perdite sono inevitabili e fanno parte del gioco. Ciò che distingue il trader vincente è la disciplina, la fiducia nel proprio sistema e la capacità di gestire emotivamente le fasi negative senza abbandonare la strada intrapresa. Solo la pazienza e la perseveranza, unite a una rigorosa metodologia, permettono di sfruttare al meglio una strategia e trasformare il trading in un’attività redditizia e duratura.
La Corte Suprema degli Stati Uniti annullerà i dazi doganali?Nel novembre 2025, la Corte Suprema degli Stati Uniti potrebbe emettere una decisione storica: stabilire se il presidente Trump abbia, da solo, il diritto di imporre dazi senza passare per il Congresso. Dietro questo dibattito giuridico si cela una questione cruciale per la politica commerciale statunitense e per l’equilibrio dei poteri.
Il ruolo della Corte Suprema
Come massima autorità giudiziaria del paese, la Corte Suprema ha il potere di convalidare o annullare qualsiasi misura non conforme alla Costituzione. Le sue decisioni sono definitive e vincolanti per tutte le istituzioni. In questo caso, deve valutare se il presidente abbia abusato delle sue prerogative utilizzando l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) per imporre dazi.
Grazie al principio di judicial review, la Corte deve verificare se l’esecutivo rispetta la separazione dei poteri. Da decenni i presidenti invocano l’IEEPA per agire rapidamente, soprattutto in contesti di tensione economica. Questa prassi, tollerata finora, è oggi rimessa in discussione.
Una scelta decisiva – due possibili esiti:
• Se la Corte conferma il potere presidenziale, la Casa Bianca manterrà un’ampia libertà di imporre dazi senza contrappesi immediati.
• Se la Corte limita o annulla questo potere, il Congresso tornerà ad essere l’attore centrale della politica commerciale, rallentando le decisioni ma ristabilendo l’equilibrio istituzionale.
La posta in gioco va oltre il quadro giuridico. Una conferma rafforzerebbe l’esecutivo e potrebbe favorire un approccio più aggressivo nei negoziati internazionali. Al contrario, una restrizione costringerebbe a un ritorno al compromesso legislativo, rendendo più complessa l’attuazione di sanzioni economiche ma offrendo maggiore prevedibilità ai partner commerciali.
Un possibile punto di svolta per la politica monetaria della Fed
Questa decisione potrebbe ridefinire la politica commerciale statunitense per gli anni a venire. Influenzerebbe il modo in cui Washington gestisce le controversie commerciali, conduce le negoziazioni internazionali e bilancia i rapporti di forza tra presidente e Congresso. Avrà inoltre un forte impatto sulla futura traiettoria della politica monetaria della Fed e quindi, più in generale, sui mercati finanziari.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 23.09.2025Wall Street continua a segnare record ma cresce il dibattito in Fed.
Oro superstar a 3.759 USD, mentre petrolio e crypto faticano..
Europa convince su valutazioni e politica fiscale..
Nvidia scommette 100 miliardi sull’IA..
Mercati globali in bilico: dopo i record messi a segno da Wall Street la scorsa settimana, spinti dall’ottimismo sui tagli della Federal Reserve e dal rally tech, l’Asia apre contrastata. Oggi i listini del Pacifico si muovono senza direzione, il dollaro resta stabile e i future USA oscillano leggermente in attesa dei dati PMI di domani.
I mercati restano in bilico tra euforia e cautela: l’autunno si preannuncia caldo, tra banche centrali, dati macro e tensioni geopolitiche.
Nel frattempo, dieci funzionari della Fed — incluso Jerome Powell, atteso per domani — prenderanno la parola, con i mercati pronti a scrutare ogni sfumatura.
Oro da record, Milano positiva. A Piazza Affari ieri, 22 settembre, il Ftse Mib archivia la seduta in rialzo di +0,26%. Brilla l’oro, che segna un nuovo massimo storico a 3.759 dollari. Da inizio anno il metallo giallo vola di +42,5% in USD (+25% in euro), candidandosi a fare del 2025 l’anno migliore dal 1979. Operativamente, la rottura di quota 3.500 USD ha innescato nuovi acquisti, con target a 3.800 USD per prese di profitto.
TikTok: l’accordo “made in USA”: novità sul fronte geopolitico-tecnologico: la versione americana di TikTok sarà indipendente da ByteDance e userà una copia dell’attuale algoritmo, gestito da Oracle. Dati e codice resteranno negli USA, lontani da Pechino. Secondo la Casa Bianca, l’intesa preliminare non prevede né partecipazioni pubbliche né “golden share”, ma soddisfa le richieste del Congresso.
Fed divisa, Bostic frena. Non tutti dentro la Fed condividono la corsa ai tagli: Raphael Bostic (Atlanta FED) ha dichiarato al WSJ di essere “preoccupato” dall’inflazione “troppo alta per troppo tempo”. Anche Alberto Musalem (St. Louis) invita alla prudenza. Intanto l’S&P500 aggiorna per la nona volta da settembre il suo record, a 6.698 punti (+0,5%).
Europa: revival di interesse. Le Borse europee non toccano ancora i massimi ma attraggono flussi globali grazie a rendimenti resilienti e a valutazioni più convenienti. Lo Stoxx 600 guadagna il +9,2% YTD, trainato dal boom di Aerospace & Defense (+62%) e Banche (+45%), contro il +13,5% dell’S&P500 sostenuto dall’IA. Sul piano valutazioni, il gap è netto: 15,6x P/E forward per lo Stoxx 600, contro 25,3x per l’indice USA.
La politica fiscale europea dà ulteriore spinta: fondo infrastrutturale tedesco da 500 miliardi di euro e impegno dell’Eurozona ad aumentare la spesa per la difesa al 3,5% del PIL. Misure definite “rivoluzionarie”.
Non mancano, però, scivoloni: lo Stoxx 600 ha ceduto lo -0,25%, zavorrato dall’automotive. Volkswagen -3,9%, Porsche -4,3%, mentre pesa il profit warning.
Buffett vende Byd. Sul fronte asiatico, fa rumore il disimpegno di Warren Buffett: la sua Berkshire Hathaway avrebbe completato la cessione della quota in Byd, gigante EV cinese. Il titolo perde il -3,35% a Hong Kong, dopo i ribassi iniziati già tre anni fa.
Asia-Pacifico: quadro misto
• Kospi (Corea del Sud): +0,5%, nuovo record; Samsung +2,9% dopo upgrade di Goldman Sachs.
• Cina: Hang Seng -1,1%, CSI 300 -1,1%; Hong Kong in allerta per un super-tifone.
• Australia (S&P ASX200): +0,6%.
• Singapore (Straits Times): +0,3%.
• Mumbai (BSE Sensex): poco sotto la parità.
• Giappone: mercato chiuso per festività.
Intanto Nvidia annuncia un investimento monstre da 100 miliardi di dollari in OpenAI, dedicato a nuovi data center e infrastrutture IA. Il titolo balza +3,9%.
Materie prime e valute. Il petrolio scivola per il quinto giorno consecutivo: timori geopolitici bilanciati da eccesso di offerta. L’Iraq, secondo produttore OPEC, prevede esportazioni di settembre tra 3,4-3,45 mln b/g. In ottica trading: buy a 65 USD, sell a 73 USD.
Sul Forex, l’EUR/USD scambia a 1,18, vicino ai minimi quadriennali (1,1919) dopo la mossa Fed. Il dollaro sconta nuovi tagli rapidi.
Il Bitcoin arretra sui minimi delle ultime due settimane, attorno a 112.500 USD, muovendosi in controtendenza rispetto all’oro. Intanto Strategy dichiara all’SEC l’acquisto di 850 BTC (15-21 settembre) per 99,7 mln USD, a un prezzo medio di 117.344 USD.
Bond & Rating. Negli USA, il rendimento del Treasury decennale sale a 4,15%. Il mercato sconta altri due tagli Fed nel 2025 e fino a uno/due nel 2026, ma il dato chiave sarà il PCE Deflatore di agosto (atteso al +2,7% annuo, dal +2,6% di luglio; core stabile al +2,9%).
In Italia, il BTP decennale quota al 3,54%, con spread di +2 pb sull’OAT francese e 79 pb sul Bund. La promozione di Fitch ha rilanciato le prospettive di un ritorno al rating “A”. Prossimi appuntamenti cruciali: 21 novembre con Moody’s (attualmente Baa3, outlook positivo), e le altre review di S&P (10 ottobre), DBRS (17 ottobre) e Scope (31 ottobre).
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
NVIDIA vola: record storico e partnership miliardaria con OpenAINVIDIA vola: nuovo record storico e partnership miliardaria con OpenAI
Lunedì verde, NVIDIA cresce
Il mercato ha aperto la settimana con una nota positiva, proseguendo l’onda della spinta post-Fed della scorsa settimana. Si tratta, tuttavia, di un avvio relativamente tranquillo, privo di dati economici in uscita o di report trimestrali di rilievo.
Alla chiusura, il Dow Jones ha registrato un +0,1%, il Nasdaq un +0,7% e l’S&P 500 un +0,5%. Ancora una volta il settore tecnologico si è affermato come il principale vincitore, seguito a breve distanza da Utility e Industriali. Anche Servizi di comunicazione e Consumi discrezionali hanno offerto un buon contributo. Più in difficoltà, invece, i beni di prima necessità, con performance nel complesso contrastanti.
L’attenzione resta ora puntata sulla pubblicazione dei dati relativi alla Spesa per consumi personali (PCE) prevista per venerdì. Sebbene il comunicato sarà esaminato con cura, occorre sottolineare che la Fed ha già lasciato intendere la possibilità di ulteriori tagli dei tassi nel 2025, sostenuta dalla recente debolezza del mercato del lavoro, fattore decisivo per le prospettive future.
Per quanto riguarda la stagione degli utili, quella del terzo trimestre entrerà nel vivo soltanto tra circa un mese. In questa fase di transizione, tuttavia, si sono già visti i risultati di alcune società di rilievo, tra cui Adobe e Oracle, che rientrano nel quadro più ampio del Q3.
NVIDIA protagonista
Il titolo più discusso della giornata è stato, ancora una volta, NVIDIA, che ha chiuso con un rialzo del +4% grazie all’annuncio di una nuova partnership strategica. L’azienda collaborerà con OpenAI per implementare almeno 10 gigawatt di sistemi NVIDIA destinati a sostenere l’infrastruttura di intelligenza artificiale di nuova generazione, con l’obiettivo di addestrare ed eseguire i futuri modelli.
Per sostenere il progetto, NVIDIA ha annunciato un potenziale investimento fino a 100 miliardi di dollari in OpenAI, man mano che i nuovi sistemi verranno resi operativi. La notizia ha spinto il titolo a un nuovo massimo storico, portando i guadagni da inizio anno a oltre il +35%.
Il panorama dell’intelligenza artificiale continua dunque a brillare.
SPX 6700
Nuovi massimi anche per l’S&P 500, che dopo un piccolo gap in apertura ha trovato immediati acquisti, chiudendo con un lento ma costante movimento al rialzo poco sotto quota 6700.
Nel frattempo, i rialzisti del Nasdaq sembrano inarrestabili. Ieri, grazie soprattutto a NVDA, i futures hanno toccato per la prima volta i 25.000 punti.
S&P 500: +0,44%
Nasdaq: +0,55%
NVIDIA decolla
NVIDIA ha raggiunto un nuovo massimo storico, trainando l’intero comparto tecnologico. L’accordo con OpenAI prevede, oltre all’impegno da 100 miliardi di dollari, l’utilizzo della piattaforma Vera Rubin di NVIDIA a partire dalla fine del 2026, con una fornitura compresa tra 4 e 5 milioni di GPU: una quantità pari all’intera produzione annuale media dell’azienda.
Il CEO Jensen Huang ha sottolineato che l’iniziativa si aggiunge alle precedenti previsioni aziendali, rafforzando la posizione di NVIDIA come partner di riferimento per le infrastrutture di AI a livello globale.
Parallelamente, la domanda di intelligenza artificiale si riflette anche nel settore energetico, dove società come CEG e OKLO continuano a segnare nuovi progressi.
La voce della Fed
Ieri si sono espressi diversi membri della Federal Reserve:
Bostic (non votante per il 2025-2026): non ravvisa motivi sufficienti per ulteriori tagli ai tassi; teme che l’inflazione rimanga elevata a lungo; prevede un solo taglio nel 2025 (dichiarazioni al Wall Street Journal).
Barkin (non votante nel 2025): rileva che una parte dei costi tariffari grava già sui consumatori; ritiene che ci vorrà tempo perché l’effetto delle tariffe si esaurisca.
Miran (membro votante del FOMC, di orientamento accomodante): sostiene che il tasso dei Fed Funds dovrebbe collocarsi intorno al 2%, circa due punti percentuali al di sotto dell’attuale; prevede una discesa dell’inflazione dal 3,5% attuale all’1,5% entro il 2027.
Queste dichiarazioni riflettono una marcata divisione di vedute:
Bostic e Barkin hanno sottolineato la necessità di cautela, temendo una persistenza dell’inflazione.
Miran, al contrario, ha indicato come opportuno un deciso allentamento monetario nei prossimi anni.
Marco Bernasconi Trading
WisdomTree - Tactical Daily Update - 22.09.2025Fed: dopo taglio tassi di 25 pbs, Oro e Borse positive, vicino a massimi storici.
Rating sovrani: Fitch promuove l’Italia a BBB+, DBRS declassa la Francia a AA.
Asia: Nikkei +1,2% grazie alla BoJ, India frenata da nuove regole USA sui visti.
Bitcoin impantanato a 114.600 USD, mining sempre più concentrato.
Fed, taglio dei tassi e ombre politiche. Gli investitori hanno accolto con ottimismo il taglio dei tassi della Federal Reserve deciso mercoledì scorso. Tuttavia, sul board della banca centrale continuano a pesare le pressioni del presidente Donald Trump, che spinge per un orientamento più accomodante.
In Giappone, la Bank of Japan ha mantenuto invariato il tasso a breve termine allo 0,5%, come da attese. Da segnalare, però, che due membri del board hanno votato per un rialzo, alimentando le attese di future mosse restrittive.
Sul fronte geopolitico, Trump e il presidente cinese Xi Jinping hanno avuto una telefonata definita “molto proficua”, incentrata sul dossier TikTok e sulle relazioni commerciali tra le due potenze.
Italia promossa da Fitch, Francia declassata, A Piazza Affari la chiusura è stata sostanzialmente piatta (+0,01%), in attesa della decisione di Fitch sul rating sovrano. L’agenzia ha poi alzato il merito di credito dell’Italia a BBB+ da BBB, dopo l’outlook positivo dello scorso anno.
«L’aumento riflette una maggiore fiducia nella traiettoria fiscale dell’Italia», ha commentato Fitch, che prevede una riduzione del deficit 2025-2027 grazie a entrate più solide e a un miglior controllo della spesa.
Meno brillante il giudizio sulla Francia: DBRS ha abbassato il rating a AA+ da AA, con l’outlook stabile.
Il timing è stato perfetto per il Tesor Italianoo, che ha colto il momentp per lanciare un nuovo BTP Valore rivolto al retail.
Caratteristiche principali del nuovo BTP. Scadenza: 7 anni, Cedole crescenti (“step-up” 3+2+2 anni), pagate trimestralmente, con premio fedeltà pari allo 0,8% sul capitale a scadenza. Periodo di collocamento: dal 20 al 24 ottobre. Tassi minimi garantiti comunicati il 17 ottobre. Taglio minimo: 1.000 euro. Tassazione agevolata al 12,5%, esenzione da tassa di successione.
Oggi la quota di debito pubblico in mano a famiglie e imprese italiane è sotto il 15%, mentre gli investitori esteri detengono il 33,6% (fonte Bankitalia).
Mercati europei contrastati, Wall Street ancora ai record. La settimana delle banche centrali si è chiusa con un bilancio misto per l’Europa: Milano -0,3%, Londra -0,9%, Madrid -0,4%, Francoforte -0,2%, Parigi in controtendenza, +0,5%
Tra i settori si distingue il tech, galvanizzato dall’annuncio di Nvidia, che investirà 5 miliardi di dollari in Intel. Wall Street continua a inanellare record: venerdì 19, Dow Jones +0,37%, S&P500 +0,49%, Nasdaq +0,72%.
Sul fronte regolatorio, la SEC guidata da Paul Atkins si prepara a proporre la fine delle trimestrali obbligatorie, come richiesto da Trump, a favore di un reporting semestrale. Con la maggioranza 3 a 1 dei repubblicani, la modifica potrebbe passare rapidamente.
Europa macro: la Spagna ha rivisto al rialzo la crescita 2024 al +3,5% (dal 3,2%), spinta dagli investimenti. Viceversa, il 2023 è stato rivisto al ribasso al +2,5% dal 2,7%.
Sul fronte istituzionale, l’Eurogruppo ha trovato un accordo politico sul quadro per l’euro digitale, definito da Christine Lagarde un passo “nella giusta direzione”. L’obiettivo è completare la cornice legislativa entro fine anno.
In Germania, il surplus con gli USA è sceso a Eur 34,6 miliardi da gennaio a luglio 2025, minimo dal 2021, in calo del 15,1% rispetto all’anno precedente. A livello globale, il surplus commerciale tedesco è diminuito di 32,7 miliardi (-21,2%), a 121,3.
Oggi, 22 settembre, in Asia stabilità da Pechino, rally di Tokyo. L’MSCI Asia Pacific guadagna +0,3%, grazie al Nikkei +1,2% sostenuto dai chiarimenti BoJ sul lento smaltimento degli ETF (75.000 miliardi di yen, ridotti a 620 miliardi l’anno). Lo yen si indebolisce a 148,3 per USD, con il decennale giapponese al 1,65%.
Hong Kong (Hang Seng) cede -0,8%, Shanghai/Shenzhen (CSI300) +0,3%, Seoul +0,6%. Brilla Samsung (+5%) grazie alla partnership con Nvidia sui chip di memoria di nuova generazione.
La PBoC ha lasciato invariati i tassi: 3,0% sulla scadenza breve e 3,5% sui 5 anni, quarto mese consecutivo di pausa.
In India, la borsa di Mumbai arretra dopo che la Casa Bianca ha annunciato una tassa di 100.000 dollari sulle richieste di visto H-1B, misura che potrebbe colpire in modo rilevante l’economia indiana.
L’indice Bloomberg Commodity (103,40 USD) ha perso quasi un punto la scorsa settimana, salvo recuperare +0,6% stamane. Al centro l’energia: Washington continua a consentire alla Cina di acquistare LNG russo, mentre mantiene dazi aggiuntivi del 25% sulle importazioni dall’India per l’acquisto di petrolio da Mosca.
L’oro si riporta a 3.698 USD/oncia, vicino ai massimi storici, dopo cinque settimane consecutive di rialzi (+1,2%) e dopo che Powell ha definito il taglio Fed come mossa di “gestione del rischio” legata al raffreddamento del mercato del lavoro.
Bitcoin scambia a 114.600 USD (-0,5%), con settimana in parità. Il mining diventa sempre più centralizzato, con difficoltà record e consumi energetici crescenti: i piccoli operatori faticano a restare competitivi di fronte all’ingresso di governi e grandi utilities.
Informazioni importanti
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Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
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Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Paure comuni nel trading e come superarleNel mondo del trading, la psicologia gioca un ruolo fondamentale nel determinare il successo o il fallimento di un operatore. Anche la strategia più performante può essere compromessa da decisioni emotive prese sotto pressione.
Paura dell'ignoto
Una delle paure più diffusa tra i principianti è affrontare situazioni di mercato "inesplorate". Pattern, setup o fluttuazioni poco familiari che bloccano l’azione e inducono alla paralisi decisionale. La mancanza di esperienza porta spesso a scelte irrazionali, con conseguenti perdite.
Come superarla.
La chiave per vincere la paura dell’ignoto è la preparazione continua. Leggere libri di trading, analizzare grafici storici e comprendere diversi scenari di mercato aiuta a sviluppare flessibilità e adattabilità. Accettare il carattere mutevole del mercato e coltivare una mentalità aperta permette di affrontare con calma anche situazioni nuove o complesse.
Paura di sbagliare
Il trading implica inevitabilmente errori e perdite, specialmente all’inizio. Testare strategie diverse rende necessario accettare che la maggior parte delle operazioni non sarà vincente. Questo genera un’ansia diffusa, una paura costante di commettere errori che può frenare l'azione.
Come superarla.
Costruire fiducia in se stessi attraverso la pratica è la soluzione più efficace. Con il tempo, un trader trova e affina una strategia che funziona per lui. Aumentando le operazioni vincenti si riduce la paura di sbagliare, sostituita da una solida convinzione nei propri metodi.
Paura di perdere un’opportunità (FOMO)
Il trading è un'attività pressochè continua, 24 ore su 24, con migliaia di strumenti disponibili, e non è umanamente possibile monitorare tutto. La consapevolezza che si perderanno inevitabilmente opportunità crea ansia e la tendenza a voler "essere ovunque", portando a sovraccarico informativo e confusione.
Come superarla.
La pazienza è fondamentale. Concentrarsi su pochi strumenti selezionati nella propria watch list permette di cogliere le migliori opportunità senza disperdere energie. Ricordare che nuove occasioni arriveranno sempre aiuta a mantenere la calma e la disciplina.
Paura di perdere denaro
La possibilità di perdere il capitale in una frazione di secondo spaventa molti trader, bloccandoli dall’aprire anche una singola posizione. Tuttavia, le perdite sono parte integrante del percorso di apprendimento.
Come superarla.
È consigliabile operare con somme che l’investitore può permettersi di perdere senza compromettere il proprio benessere finanziario. Considerare ogni trade come un investimento in formazione aiuta a cambiare prospettiva. Ogni perdita diventa una lezione e un passo verso la maturazione.
Conclusione
Nessuno può insegnarci a gestire le emozioni al posto nostro. Ogni trader deve affrontare personalmente le proprie paure e sviluppare modi efficaci per superarle. Ricordare che la crescita nel trading è un percorso personale e progressivo aiuta a mantenere la pazienza e la motivazione, elementi indispensabili per diventare trader disciplinati e profittevoli.
S&P 500, raggiunta la parte superiore del canale rialzista!Il mercato azionario statunitense è in una bolla speculativa? L’indice S&P 500 e il contratto future S&P 500 si stanno avvicinando a un massimo di mercato importante, mentre la nuova traiettoria monetaria della Fed ha sostenuto il movimento rialzista iniziato lo scorso aprile?
Questa domanda è nella mente degli investitori che partecipano a questo trend rialzista in atto da molti mesi. Logicamente, occorre prestare attenzione ai segnali tecnici di esaurimento per proteggere il capitale investito.
Risponderemo a questa domanda utilizzando l’analisi tecnica dei mercati finanziari, sia da un punto di vista grafico che quantitativo.
1. Attenzione: l’indice S&P 500 e i futures hanno raggiunto la parte superiore del loro canale rialzista di lungo termine, ma non c’è ancora divergenza ribassista
Nell’analisi tecnica, sono necessari più fattori combinati per prevedere un massimo di mercato importante. L’associazione di una resistenza tecnica maggiore con una divergenza ribassista prezzo/momentum è particolarmente efficace.
Il grafico qui sotto mostra le candele settimanali dell’S&P 500: dopo essere rimbalzato a inizio aprile nella parte inferiore del suo canale rialzista di lungo termine, ora ha raggiunto la parte superiore a 6700 punti.
Tuttavia, al momento non c’è divergenza ribassista prezzo/momentum. Ciononostante, la forte resistenza tecnica a 6700 potrebbe innescare prese di profitto.
2. L’indice Russell 2000, small cap statunitensi, ha raggiunto il suo massimo storico della fine del 2021
Nel breve termine, anche il Russell 2000 potrebbe prendersi una pausa poiché si trova a testare il suo massimo storico, ma questa resistenza potrebbe essere superata quest’autunno grazie al pivot monetario della Fed.
Il grafico qui sotto mostra le candele settimanali dell’indice Russell 2000.
3. Da un punto di vista quantitativo, le azioni dell’S&P 500 non sono ancora in una zona di surriscaldamento estremo
I 6700 punti rappresentano quindi una resistenza importante per l’S&P 500, che potrebbe entrare in una fase di consolidamento a breve termine. Tuttavia, il trend rialzista di fondo non sembra minacciato, poiché il mercato non si trova in una zona di surriscaldamento estremo da un punto di vista quantitativo, come mostra qui sotto la percentuale di azioni dell’S&P 500 sopra la media mobile semplice a 50 giorni.
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Wall Street al top: rally record o calma prima della tempesta?Wall Street ai massimi: rally record o calma prima della tempesta?
Chiusure record consecutive per tutti i principali indici
Il sollievo del mercato, dopo mesi di attesa e di ossessione per la riunione della Fed di settembre, è stato evidente negli ultimi due giorni: i principali indici hanno chiuso di nuovo ai massimi storici, terminando la settimana con solidi guadagni.
Il NASDAQ è salito dello 0,72% (circa 160 punti) venerdì, raggiungendo quota 22.631,48. Tesla (TSLA) ha guadagnato un ulteriore 2,2%, con un incremento settimanale del 7,6%. Il pioniere dei veicoli elettrici ha azzerato il proprio deficit annuale all’inizio di questa settimana, recuperando terreno anche grazie al fatto che il CEO Elon Musk ha riconcentrato l’attenzione sull’azienda. Apple (AAPL), invece, è risultata la migliore tra i Magnifici 7, con un rialzo del 3,2% in coincidenza con l’avvio delle vendite del nuovo iPhone.
Parallelamente, l’S&P 500 è cresciuto dello 0,49% a 6.664,36, mentre il Dow Jones ha guadagnato lo 0,37% (circa 172 punti), attestandosi a 46.315,27.
Tutti i principali indici hanno così registrato massimi storici per la seconda seduta consecutiva. Mercoledì, quando la Fed aveva tagliato i tassi per la prima volta quest’anno, i mercati avevano reagito con una flessione, ma in seguito hanno recuperato. Su base settimanale, il NASDAQ è salito del 2,2%, l’S&P dell’1,2% e il Dow Jones dell’1%.
Il Russell 2000 ha beneficiato più degli altri del taglio dei tassi, poiché le small cap sono generalmente più indebitate delle big cap e a condizioni meno favorevoli. L’indice ha ceduto lo 0,77% nella seduta di venerdì, ma ha comunque messo a segno un guadagno del 2,2% negli ultimi cinque giorni, consolidando così una serie positiva di sette settimane consecutive.
Questa settimana la Federal Reserve ha ridotto i tassi di interesse di 25 punti base, come ampiamente previsto. Tra dichiarazione ufficiale e conferenza stampa, i mercati hanno interpretato la mossa come l’inizio di una nuova fase di politica accomodante. Il tanto atteso ciclo di tagli è dunque iniziato e, personalmente, auspico che duri almeno sei mesi. Non solo vi è un forte ottimismo circa un ulteriore taglio a ottobre, ma la riunione di dicembre mostra già una probabilità dell’80% di un altro intervento.
Tre riduzioni da 25 punti base entro fine anno sarebbero, a mio avviso, la misura giusta. Non mancheranno voci critiche che dipingeranno tale scenario come un male per l’economia. Non date loro retta: questi tagli avranno un effetto positivo, sia per stimolare la crescita sia per alleggerire il costo degli interessi sul debito statunitense.
Per la prossima settimana non si prevedono eventi di impatto paragonabili alla recente decisione della Fed. Tuttavia, venerdì sarà pubblicato l’indice dei prezzi PCE (spese per consumi personali). Sarà interessante valutarne l’impatto, anche perché la Fed ha chiarito di ritenere il mercato del lavoro oggi un fattore più critico dell’inflazione.
La prossima stagione degli utili
La stagione delle trimestrali è attesa tra poche settimane. Il settore tecnologico, che negli ultimi trimestri si è confermato trainante, dovrebbe mantenere questo ruolo anche nel terzo trimestre del 2025: gli utili sono stimati in crescita dell’11,8%, a fronte di un aumento del fatturato del 12,5%. Senza il contributo della tecnologia, la crescita complessiva degli utili dell’S&P 500 sarebbe stata solo del +2%, contro il +5,1% stimato con il settore incluso.
Ciò che stanno facendo i tori in questo momento: stanno divorando ogni frammento di mercato legato all’intelligenza artificiale e alla tecnologia quantistica. Ma alla fine lo stomaco non regge.
Il punto è semplice: questo mercato si è nutrito eccessivamente di un unico tema e, quando esso verrà meno, le conseguenze non saranno piacevoli. Non ho posizioni corte, ma non intendiamo inseguire i rialzi. È un atteggiamento prudente da adottare con ottobre alle porte, mese notoriamente caratterizzato da vendite violente.
So che la tentazione sarebbe quella di lasciarsi travolgere dall’entusiasmo, ma quella voce interiore che ci invita alla cautela non va ignorata.
È tempo di essere prudenti.
Marco Bernasconi Trading
WisdomTree - Tactical Daily Update - 19.09.2025Wall Street torna a correre, nuova spinta sui titoli tecnologici.
Nvidia investe Us$ 5 miliardi in Intel: cresce la fame di chips per l’IA.
Borse Asiatiche ancora toniche: c’è fiducia sull’AI tech cinese.
Bank of England ferma sui tassi, l’inflazione è ancora troppo alta.
Fed taglia i tassi, mercati europei in festa. Le Borse europee hanno chiuso la giornata di ieri in rialzo, sostenute dalla decisione della Federal Reserve di tagliare i tassi di 25 punti base, portandoli nel nuovo intervallo compreso tra 4,00% e 4,25%. Si tratta del primo intervento espansivo dal dicembre scorso, in linea con le attese.
Il presidente Jerome Powell ha lasciato intendere che altri due tagli potrebbero arrivare entro la fine del 2025, ma ha ribadito un approccio prudente, scandito “riunione per riunione”.
La mossa della Fed, pur moderata, ha ridato slancio agli acquisti sull’azionario europeo: Francoforte +1,35%, Parigi +0,87% e Londra +0,21%. La combinazione tra politica monetaria più morbida e la corsa dei titoli tecnologici ha offerto un potente driver rialzista.
Il comparto tecnologico è tornato protagonista. In particolare, il settore dei semiconduttori ha beneficiato del rally partito in Cina, dopo le indiscrezioni del Financial Times secondo cui Pechino avrebbe vietato alle aziende locali l’acquisto di chip Nvidia. Il focus è anche su Intel, dopo che la stessa Nvidia ha annunciato un investimento da 5 miliardi di dollari nel capitale del gruppo e una
BoE resta ferma, inflazione resta alta. Sul fronte della politica monetaria europea, la Bank of England ha mantenuto invariati i tassi al 4%, come da attese. La decisione riflette l’elevato livello dell’inflazione britannica, al 3,8%, ben al di sopra sia della media europea sia dell’obiettivo ufficiale del 2%. Il quadro resta quindi complesso: la BoE non può permettersi mosse espansive, ma la crescita continua a dare segnali di rallentamento.
Stati Uniti: segnali misti dall’economia: il superindice LEI del Conference Board ha registrato ad agosto un calo dello 0,5% a 98,4 punti, peggio delle attese (-0,2%) e dopo il lieve +0,1% di giugno (rivisto da -0,1%). Nel semestre terminato ad agosto, la contrazione è stata del 2,8%, contro il -0,9% dei sei mesi precedenti, confermando una tendenza negativa.
Più incoraggianti i dati sul lavoro: le richieste di sussidi di disoccupazione sono scese ai minimi da quasi quattro anni, con effetto immediato sui Treasuries, che hanno limato i guadagni recenti.
Questa mattina in Asia Pacifico il tono è stato contrastato, dopo il poker di record di Wall Street (Dow Jones, S&P500, Nasdaq e Russell 2000). L’indice MSCI Asia Pacific è rimasto stabile, avviandosi comunque a chiudere la terza settimana consecutiva in rialzo.
• Greater China: Hang Seng +0,1%, CSI300 +0,3%, sullo sfondo della telefonata tra Xi Jinping e Donald Trump.
• Giappone: Nikkei 225 -0,6% in chiusura, pur avendo toccato un nuovo massimo storico in avvio. La Bank of Japan ha lasciato i tassi fermi allo 0,5% e annunciato la vendita degli ETF acquistati negli anni degli stimoli.
• Corea: Kospi -0,7% dopo nuovi massimi intraday; il governo continua i negoziati con gli Stati Uniti su dazi per il settore auto.
Dal fronte tecnologico arriva la notizia che la cinese DeepSeek avrebbe addestrato il modello di AI R1 con una spesa di appena 294.000 dollari, utilizzando 512 chip Nvidia H800. Un dato sorprendente, se confrontato con i costi dei concorrenti occidentali: basti pensare che Sam Altman (OpenAI) aveva parlato nel 2023 di investimenti “ben oltre i 100 milioni dollari” per l’addestramento dei modelli fondamentali.
La cifra, riportata da Nature e firmata anche dal fondatore Liang Wenfeng, rischia di riaccendere il dibattito sul ruolo di Pechino nello sviluppo di AI a basso costo, percepito come una minaccia al dominio tecnologico di aziende come Nvidia.
Materie prime: l’indice Bloomberg Commodity è rimasto piatto a 103,80 dollari. Il gas naturale USA è sceso sotto i 3 dollari/mmBtu e il rame è calato sotto i 10.000 dollari. Morgan Stanley ritiene che la correzione sia temporanea, grazie alla resilienza della domanda americana e ad alcune interruzioni di offerta. Secondo Wood Mackenzie, infatti, quest’anno saranno colpite 880.000 tonnellate di produzione globale, pari al 3,7%.
L’oro si muove a 3.661 dollari/oncia, in leggero rialzo settimanale (+0,3%), mentre il Dollaro, nonostante tre sedute positive, si appresta a chiudere la sesta settimana negativa consecutiva (-0,4%).
IBitcoin arretra leggermente sotto quota 117.000 dollari, ma resta in progresso del +3% su base settimanale. Cresce il numero di società che scelgono di detenere criptovalute come riserva di tesoreria.
Nel comparto obbligazionario, il rally azionario Asia-Pacifico ha rafforzato anche le emissioni locali in Dollari. I premi di rendimento sui bond asiatici investment grade e high yield sono scesi ai minimi storici, poco sotto i 100 punti base, secondo dati Bloomberg.
Attesa per il rating sovrano Italiano: Fitch, stasera a mercati chiusi, pubblicherà la sua revisione sul rating italiano. Il giudizio attuale è BBB con outlook “positivo”. Dopo i miglioramenti su Spagna e Portogallo, cresce l’aspettativa che anche l’Italia possa beneficiare di un upgrade. Alcuni analisti ipotizzano che Fitch possa fare da apripista, seguita poi da Moody’s e DBRS Morningstar, che hanno già un outlook favorevole sul rischio-Paese.
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Il Russell 2000 può superare il suo record storico?La Federal Reserve (Fed) statunitense ha effettuato questa settimana un pivot monetario e ha confermato una traiettoria più accomodante per l’ultimo trimestre del 2025. Il tasso dei federal funds dovrebbe essere tagliato altre due volte, per un totale di tre tagli nelle riunioni di settembre, ottobre e dicembre.
Le piccole imprese sono molto sensibili all’andamento delle condizioni di finanziamento, e la riduzione dei costi di finanziamento rappresenta un fattore di investimento e crescita per questa categoria di aziende. In queste condizioni, è possibile che l’indice Russell 2000 — l’indice delle small cap statunitensi — registri un nuovo record storico entro la fine del 2025?
1. Il Russell 2000 rappresenta la dinamica dell’attività delle piccole imprese nel mercato azionario USA
Il Russell 2000 occupa un posto particolare nell’universo azionario americano, poiché riunisce circa 2.000 società a piccola capitalizzazione, generalmente considerate small cap. A differenza dell’S&P 500, composto dalle 500 maggiori società quotate negli Stati Uniti, il Russell 2000 riflette maggiormente la dinamica delle aziende domestiche, meno esposte all’internazionalizzazione e spesso più sensibili alle condizioni economiche interne, in particolare all’andamento dei tassi d’interesse e dei consumi americani. Per le loro dimensioni ridotte, queste imprese dispongono in genere di meno risorse finanziarie, il che le rende più vulnerabili ai cicli economici, ma anche più agili e in grado di crescere rapidamente quando l’ambiente è favorevole, soprattutto in periodi di calo dei tassi d’interesse.
2. Entro la fine del 2025 ci saranno quindi tre tagli del tasso dei federal funds
La Fed di Jerome Powell ha quindi confermato un vero pivot monetario per tenere conto del rallentamento del mercato del lavoro, pur restando prudente sulla futura normalizzazione dell’inflazione. La traiettoria monetaria più accomodante annunciata dovrebbe costituire un fattore di sostegno per gli asset rischiosi in borsa, ma i prossimi aggiornamenti su occupazione e inflazione negli Stati Uniti avranno ancora un forte impatto.
Ciclo del tasso dei federal funds fino alla fine del 2025: dovrebbero quindi esserci in totale 3 tagli dei tassi entro fine anno secondo lo strumento CME Fed Watch Tool riportato qui sotto.
3. Dal punto di vista dell’analisi tecnica, il Russell 2000 sta testando il suo record storico raggiunto nel novembre 2021
Il trend rialzista del Russell 2000 negli ultimi mesi è il segnale che gli investitori si aspettano condizioni migliori per le small cap statunitensi, direttamente legate al calo del tasso dei federal funds. Nel breve termine, il Russell 2000 potrebbe prendersi una pausa, dato che si trova a contatto con il suo record storico, ma questa resistenza potrebbe essere superata quest’autunno grazie alla svolta monetaria della Fed.
Il grafico sottostante mostra le candele giapponesi settimanali dell’indice Russell 2000:
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