Il surplus commerciale della Cina in crescitaNegli ultimi 12 mesi, la Cina ha registrato un surplus commerciale complessivo di oltre 1,2 trilioni di dollari, un record storico che segna un raddoppio rispetto a cinque anni fa. Questo aumento straordinario riflette il forte rimbalzo delle esportazioni cinesi a livello globale, anche escludendo gli Stati Uniti, e la crescita del surplus manifatturiero che ha raggiunto i 2 trilioni di dollari, superando i livelli storici mai visti in nazioni esportatrici come Germania e Giappone.
La dinamica del surplus commerciale
Il surplus commerciale, ossia la differenza positiva tra esportazioni e importazioni di beni, è significativamente cresciuto negli ultimi anni grazie alla capacità della Cina di rafforzare le sue esportazioni verso mercati diversi dagli Stati Uniti. Negli ultimi 18 mesi, le esportazioni cumulative verso il resto del mondo (escluso il mercato americano) sono cresciute di circa 400 miliardi di dollari, toccando un record di circa 3,2 trilioni di dollari Questa espansione commerciale si è realizzata nonostante le crescenti tariffe statunitensi imposte durante la disputa commerciale tra le due superpotenze. Le aziende cinesi hanno saputo diversificare i mercati di destinazione, incrementando le spedizioni verso paesi dell’Asia sud-orientale, l’Unione Europea e altre regioni, mitigando l’impatto dei dazi e mantenendo un flusso di export solido e crescente.
Surplus manifatturiero ai massimi storici
Oltre al surplus commerciale generale, la Cina ha battuto un altro record storico nel suo surplus manifatturiero, arrivando a 2 trilioni di dollari. Questo dato evidenzia il ruolo dominante della Cina come “fabbrica del mondo”, con una produzione industriale altamente competitiva e un’esportazione di prodotti manifatturieri che supera ampiamente quella di paesi noti per la loro capacità produttiva avanzata. Il surplus manifatturiero cinese supera non solo i livelli di Germania e Giappone, due riferimenti globali storici, ma sottolinea anche l’enorme peso della manifattura cinese nell’economia mondiale, confermando la posizione del Paese come leader indiscusso nelle esportazioni di beni industriali.
Impatto e contesto globale
Il sorpasso e l’espansione del surplus commerciale cinese avvengono in un contesto di crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti, che hanno imposto tariffe significative sulle merci cinesi negli ultimi anni. Tuttavia, la Cina è riuscita a bilanciare questa pressione attraverso accordi commerciali con altri paesi e strategie di diversificazione. I dati più recenti evidenziano che, sebbene le esportazioni verso gli Stati Uniti siano diminuite – con un calo del 20% circa negli ultimi mesi – quelle verso altre regioni come Europa, Giappone e Corea del Sud sono aumentate sensibilmente. Questa resilienza sottolinea la robustezza e l’adattabilità della produzione cinese.
La capacità della Cina di continuare a espandere il surplus dipenderà da fattori quali la gestione delle relazioni commerciali con gli Stati Uniti, l’evoluzione della domanda globale e la sua strategia di crescita economica interna ed esterna.
Indici di mercato
Inizio di settimana a rilento con i dati CPI in arrivoDopo una solida performance nella settimana appena trascorsa, i mercati azionari hanno faticato a riprendere slancio lunedì, mentre gli investitori attendono i dati sull’inflazione, che potrebbero influenzare la prossima mossa della Federal Reserve.
Il NASDAQ è arretrato dello 0,30% (circa 64 punti), scendendo a 21.385,40 dopo aver toccato un massimo storico. L’S&P 500, partito a meno di un punto dal proprio record, ha chiuso in calo dello 0,25% a 6.373,45. Il Dow Jones ha perso lo 0,45% (circa 200 punti), attestandosi a 43.975,09.
Il presidente Trump ha annunciato un rinvio di altri 90 giorni nell’inasprimento dei dazi contro la Cina, mentre i due Paesi proseguono le trattative per un accordo di lungo periodo. Tuttavia, l’attenzione del mercato è rivolta soprattutto al rapporto sull’indice dei prezzi al consumo (IPC) di domani, che potrebbe incidere sulle decisioni della Fed riguardo ai tassi di interesse nella riunione di settembre. Il mese scorso, tale rapporto era risultato lievemente superiore alle attese.
Le previsioni per domani indicano un aumento mensile dello 0,2% e un tasso annuo del 2,8%; per il dato “core” si attende un +0,3%. Un risultato superiore alle attese sarebbe interpretato come ribassista, sebbene uno o due decimi in più non dovrebbero avere un impatto eccessivo. Viceversa, valori in linea o inferiori alle previsioni potrebbero sostenere i listini. Non ho una previsione precisa, ma osservo che i prezzi delle materie prime stanno iniziando a salire, con l’eccezione del settore energetico.
Nel corso della settimana, gli investitori seguiranno anche altri indicatori, come l’indice dei prezzi alla produzione (PPI) di giovedì e le vendite al dettaglio di venerdì. Lo strumento CME FedWatch attribuisce attualmente una probabilità superiore all’85% a un taglio dei tassi nella riunione di settembre, percentuale schizzata verso l’alto dopo il deludente rapporto sulle buste paga non agricole diffuso a inizio mese.
Sono inoltre attesi numerosi interventi da parte di esponenti della Fed. Infine, va ricordato che il Simposio sulla politica economica di Jackson Hole si terrà dal 21 al 23 agosto, in un arco temporale cruciale tra i dati sull’inflazione di questa settimana e la prossima riunione della banca centrale statunitense.
Marco Bernasconi Trading
WisdomTree - Tactical Daily Update - 11.08.2025Dazi Usa in vigore dalla mezzanotte: Borse ancora cautamente ottimiste.
Trimestrali europee verso la conclusione con numeri confortanti.
Produzione industriale tedesca ancora debole, soffre dazi e Cina.
Bank of England tagli in risposta a debolezza congiuntura economica.
Mercati in equilibrio tra dazi, trimestrali e oro record.
Venerdì 8 agosto, nella prima seduta successiva all’entrata in vigore dei nuovi dazi statunitensi del 15%, l’atmosfera sui mercati europei si è mantenuta improntata alla cautela.
In assenza di dati macroeconomici rilevanti, gli investitori hanno concentrato l’attenzione sui rischi di una nuova “stangata” di Donald Trump sul comparto chip, con tariffe fino al 100%, e sul quadro più ampio delle dinamiche commerciali globali, il tutto mentre la stagione delle trimestrali volge ormai al termine.
Sul fronte della politica monetaria, il presidente USA ha nominato Stephen Miran, già parte della squadra che ha disegnato la strategia dei dazi, come membro ad interim del Board della Federal Reserve fino al 31 gennaio 2026, in sostituzione di Adriana D. Kugle, dimessasi.
Le Borse europee hanno archiviato la settimana in ordine sparso, con un mercato dominato dalle notizie sull’oro che ha segnato un nuovo massimo storico a New York, complice l’ipotesi di dazi sui lingotti.
Londra ha chiuso in calo, -0,14%, Francoforte -0,17%, mentre Parigi ha guadagnato +0,44%, Madrid +0,99% e Milano +0,56%.
L’impennata dell’oro è legata all’inclusione, da parte della US Customs and Border Protection (Cbp), dei lingotti da 1 kg, i più scambiati sul Comex, tra le merci soggette a dazi, nonostante il settore si attendesse un’esenzione.
Il prezzo ha toccato un massimo intraday di 3.534 dollari/oncia. La misura impatta soprattutto la Svizzera, che ha esportato negli USA 61,5 miliardi di Dollari di oro negli ultimi 12 mesi: con l’aliquota del 39%, l’aggravio tariffario stimato è di 24 miliardi.
Oltreoceano, Wall Street ha chiuso in buon rialzo, sostenuta da trimestrali solide e dalla resilienza delle big tech: Dow Jones +0,5%, S&P 500 +0,8%, Nasdaq +1,0%. Su base settimanale, l’S&P 500 è avanzato dell’1,6% (miglior performance in cinque settimane), il Dow Jones dello 0,9% e il Nasdaq del 2,9%.
Sul fronte energetico, il petrolio WTI ( greggio di riferimento Usa) è rimasto stabile a 64 dollari/barile. Gli operatori valutano da un lato le incertezze commerciali dovute ai dazi, in particolare il 50% sulle importazioni indiane, in risposta agli acquisti di greggio russo, e dall’altro le speranze di un allentamento del conflitto in Ucraina.
L’India, secondo importatore mondiale di petrolio russo, ha reagito sospendendo piani di acquisto di armi e aerei dagli USA e annullando la visita a Washington del ministro della Difesa Rajnath Singh.
Più distensiva l’impostazione americana nei confronti della Cina, dove i negoziati commerciali proseguono anche alla luce della forte dipendenza USA dalle terre rare di Pechino.
Il calendario politico segna una data chiave: venerdì 15 agosto, ad Anchorage (Alaska), è previsto l’incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin, alla ricerca di una soluzione del conflitto in Ucraina. Ancora incerta la partecipazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
La settimana di Ferragosto si è aperta in rialzo per le Borse europee, col mercato che resta focalizzato sulla scadenza della tregua tariffaria con la Cina. Secondo fonti USA, Nvidia e AMD avrebbero accettato di versare al governo americano il 15% dei ricavi derivanti dalle vendite di chip AI al Paese asiatico.
L’agenda macroeconomica è scarna, ma cresce l’attesa per il dato di domani sull’inflazione USA, da cui il mercato teme un’accelerazione.
In un clima sempre teso, Trump ha attaccato l’economista Paul Krugman, definendolo un “barbone squilibrato” per le sue previsioni negative fin dal 2016, rivendicando invece massimi storici di mercato.
Sul fronte agricolo, il presidente ha invitato la Cina a quadruplicare gli acquisti di soia dagli USA: i future sul contratto più attivo al Chicago Board of Trade sono balzati del 2,38% a 10,11 dollari/bushel. Nonostante il rialzo, i prezzi restano sotto pressione per l’abbondante offerta globale e la concorrenza del Brasile.
In Italia, i dati Istat di giugno 2025 confermano una crescita dell’export del 4% su base mensile e del 4,9% annua (+0,8% in volume). Gli acquisti USA sono saliti del 10,3% prima dell’entrata in vigore dei nuovi dazi. Le importazioni italiane segnano +3,3% mensile e +4,8% annuo (+2,6% in volume).
In Asia, la seduta di inizio settimana vede mercati positivi, nonostante Tokyo fosse chiusa per il Mountain Day. Shanghai Composite +0,34%, Shenzhen Composite +1,46%, Hong Kong +0,19%, Sydney +0,43%.
Il focus è sulla possibile estensione della tregua commerciale di 90 giorni con gli USA, in scadenza domani, e sulle richieste cinesi di concessioni sui controlli all’export di chip AI.
In Europa, a metà mattinata, dopo un avvio positivo, i listini hanno rallentato, con gli investitori concentrati sulla scadenza dell’intesa Usa-Cina di Stoccolma e in attesa dei dati macro: in USA, l’inflazione e i prezzi alla produzione di luglio; in Europa, l’indice dei prezzi al consumo italiano oggi, seguito da Olanda e Portogallo domani, Germania e Spagna mercoledì, e Francia giovedì.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Fine settimana positivo con il NASDAQ a un nuovo massimo storicoFine settimana positivo con il NASDAQ a un nuovo massimo storico
Nonostante un inizio di agosto turbolento, i principali indici hanno registrato forti guadagni nel corso della settimana appena conclusa. È un ulteriore segnale che i timori degli investitori riguardo ai dazi si stanno attenuando, sebbene i prossimi dati sull'inflazione offriranno maggiore chiarezza sui loro effetti economici.
Il NASDAQ è salito dello 0,98% (pari a circa 207 punti) nella seduta odierna, raggiungendo quota 21.450,02 e segnando così la seconda chiusura record consecutiva. L’S&P 500 ha guadagnato lo 0,78%, portandosi a 6.389,45, a meno di un punto dal proprio massimo storico. Il Dow Jones ha registrato un incremento dello 0,47% (circa 206 punti), attestandosi a 44.175,61.
Su base settimanale, il NASDAQ ha messo a segno un rialzo del 3,9%, l’S&P 500 del 2,4% e il Dow Jones dell’1,3%. Tra le performance più brillanti spicca Apple (AAPL), in crescita di oltre il 13% nella settimana, dopo l’annuncio di ulteriori investimenti negli Stati Uniti per 100 miliardi di dollari.
Le tensioni tariffarie sono tornate alla ribalta in seguito alla scadenza fissata dal Presidente Trump, che ha comportato dazi più elevati per decine di Paesi. Sebbene la notizia abbia provocato una seduta di scambi contrastata giovedì 7, i titoli legati ai dazi non esercitano più l’impatto che avevano all’inizio dell’anno. Di conseguenza, i mercati sono riusciti a riprendersi.
Resta tuttavia incerto l’effetto dei dazi sull’economia. Pur in presenza di una stagione degli utili solida, molte aziende hanno segnalato che le tariffe doganali incideranno sui risultati. I dati sull’inflazione della prossima settimana potrebbero fornire ulteriori indicazioni, con l’indice dei prezzi al consumo (IPC) atteso per martedì e l’indice dei prezzi alla produzione (IPP) per giovedì. Nel mese scorso, l’IPC si era attestato leggermente al di sopra delle previsioni, mentre l’IPP risultava lievemente inferiore. Resta da capire se l’inflazione si manterrà stabile o inizierà a modificare la propria traiettoria.
L’ultimo esponente della “Mag 7” a presentare i risultati sarà NVIDIA (NVDA), leader mondiale nel settore dell’intelligenza artificiale, che pubblicherà i propri dati solo il 27 agosto. La prossima settimana, tuttavia, sono ancora attese numerose trimestrali.
Con l’avvicinarsi della fase conclusiva della stagione degli utili del secondo trimestre, si può affermare con sicurezza che il quadro complessivo rimane solido e resiliente. Ancora più significativo è il miglioramento delle prospettive per il trimestre in corso e per i successivi, con un evidente trend di revisioni al rialzo, in particolare per il comparto tecnologico.
Sebbene tra il 9% delle società dell’S&P 500 che devono ancora rendere noti i risultati vi siano alcuni importanti operatori tecnologici, l’attenzione dei prossimi report sarà rivolta soprattutto al settore retail.
ftse mib - annullato ribassoIndice italiano si riporta sugli stessi livelli da cui è partito un movimento correttivo che apparentemente prometteva un ribasso più profondo.
Come spesso accaduto in quest'ultimi anni è stato considerato come una buy opportunity.
Mese di agosto non aiuta a capire e prevedere bene la direzionalità nel breve visto gli scarsi volumi e la stagionalità.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 08.08.2025Dazi Usa in vigore dalla mezzanotte: Borse ancora cautamente ottimiste.
Trimestrali europee verso la conclusione con numeri confortanti.
Produzione industriale tedesca ancora debole, soffre dazi e Cina.
Bank of England tagli in risposta a debolezza della congiuntura economica.
La seduta di ieri e l’apertura odierna mostrano mercati attenti e selettivi, sospesi tra le nuove misure commerciali USA e segnali di allentamento monetario in Europa. Sullo sfondo, dati macro contrastanti, con un mercato del lavoro USA in raffreddamento e una produzione industriale tedesca in calo marcato, si intrecciano con la diplomazia internazionale e l’evoluzione della “guerra dei dazi”.
Dazi USA: scatta la mezzanotte, mercati in equilibrio tra cautela e ottimismo
Con un post su Truth, Donald Trump ha salutato l’entrata in vigore delle nuove tariffe doganali: “È mezzanotte! Miliardi di dollari in dazi stanno ora affluendo negli Stati Uniti d’America”. Il provvedimento, che include misure fino al 100% su determinati chip per le aziende che investono negli USA, ha generato reazioni contrastanti sui mercati globali.
In Europa la risposta è stata incoraggiante. Milano ha archiviato la seduta in rialzo, con il Ftse Mib a +0,93% a 41.392 punti. Spinta anche dalla prospettiva di un possibile incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump per discutere di Ucraina, la seduta ha visto rialzi a Francoforte (+1,12% a 24.192 punti) e Parigi (+0,97% a 7.709 punti), mentre Londra ha perso lo 0,69% a 9.100 punti.
Banca d’Inghilterra: taglio tassi a 4%. Nel contesto macro europeo, la Bank of England ha ridotto i tassi di 25 punti base, portandoli al 4%, minimo da marzo 2023. La mossa mira a equilibrare inflazione persistente e crescenti timori per la crescita e il mercato del lavoro.
OCSE: reddito reale in rallentamento. I dati OCSE segnalano che, nel primo trimestre 2025, il reddito reale delle famiglie per abitante nei Paesi membri è cresciuto solo dello 0,1%, in linea con il PIL reale pro capite, entrambi in frenata rispetto al trimestre precedente (+0,6% e +0,4%). In Italia, il reddito reale ha registrato un +1,0% dopo il calo del trimestre precedente, mentre il PIL pro capite è salito dello 0,4%.
Brasile: timori per nuove tensioni commerciali. A Brasilia, il governo Lula teme che l’indagine avviata dall’USTR su presunti “attacchi alle società di social media statunitensi” possa preludere a un nuovo inasprimento dei dazi USA, già aumentati del 50%.
USA: mercato del lavoro sotto pressione. Negli Stati Uniti, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 7.000 unità a 226.000, superando le stime (221.000). Le richieste continuative sono cresciute di 38.000 a 1,974 milioni, oltre le attese di 1,950 milioni, toccando il massimo da novembre 2021. I dati rafforzano le previsioni di rallentamento delle assunzioni.
Germania: industria in contrazione. A giugno la produzione industriale tedesca è scesa dell’1,9% m/m (attese: -0,5%) dopo il -0,1% di maggio, con un calo tendenziale del 3,6%. Il crollo è stato trainato dai settori farmaceutico (-11%) e alimentare (-6,3%), mentre l’energia è salita del 3,1%. Gli analisti collegano la debolezza anche agli effetti della prima tornata di dazi USA.
Apertura mercati europei: cauto ottimismo Nella mattinata dell’8 agosto, le Borse europee hanno aperto in lieve rialzo (+0,3% in media alle 12.00 CET), in assenza di dati macro rilevanti. Gli operatori guardano alla possibilità di nuove tariffe al 100% sui chip e seguono con attenzione le trimestrali. Il settore della difesa è in calo dopo i conti di Rheinmetall (-8%), con ordini per 2,43 miliardi di euro nel trimestre, sotto le stime.
Focus geopolitico e Federal Reserve. Sul fronte politico, Trump ha nominato Stephen Miran — figura chiave nella strategia dei dazi — come membro ad interim del board della Federal Reserve fino al 31 gennaio 2026. Sul fronte diplomatico, il Cremlino ha confermato che Trump e Putin si incontreranno nei prossimi giorni, con sede ancora da definire.
Materie prime: oro in salita. I dazi USA sui lingotti d’oro da 1 kg hanno spinto il metallo prezioso a +0,64% a 3.394 $/oncia. Il Financial Times ha segnalato che il provvedimento è stato aggiunto a sorpresa e non è ancora chiaro se sia già operativo né se si applichi a tutti i paesi.
Giappone: intesa commerciale con gli USA. A Tokyo, la Borsa ha chiuso in forte rialzo (+1,85%), sostenuta dalla prospettiva di una distensione commerciale con Washington, che prevede la fine della cumulazione delle tariffe universali e la riduzione delle imposte sulle auto giapponesi. Lo yen è rimasto stabile. Da segnalare il rally di Softbank (+10%) dopo i conti trimestrali.
Politiche di investimento USA: novità per i fondi pensione. Trump ha firmato un ordine esecutivo che apre ai fondi pensione 401(k) la possibilità di investire in private equity, immobili, criptovalute e altri asset alternativi.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Sessione mista, ma il NASDAQ chiude con un massimo storico.Nonostante un’altra giornata all’insegna della volatilità, il NASDAQ è riuscito a registrare una chiusura da record. I principali indici si avviano verso la fine della settimana con guadagni consistenti: resta da vedere se riusciranno a conservarli nella giornata di venerdì, nonostante l’introduzione di una nuova tornata di dazi.
Il NASDAQ è salito dello 0,35% (circa 73 punti) nella giornata di ieri, raggiungendo un nuovo massimo storico a quota 21.242,70. Il presidente Trump ha dichiarato che le aziende che producono all’interno degli Stati Uniti non saranno soggette al dazio del 100% sui semiconduttori importati. La notizia ha favorito titoli del settore come Advanced Micro Devices (AMD, +5,7%), Micron (MU, +2,8%) e NVIDIA (NVDA, +0,8%), solo per citarne alcuni.
Gli altri principali indici, invece, hanno perso i guadagni accumulati durante la giornata, chiudendo in calo. Il Dow Jones, che in mattinata era salito di oltre 300 punti, ha terminato la sessione in ribasso dello 0,51% (circa 224 punti), a quota 43.968,64. L’S&P 500 ha ceduto lo 0,08%, chiudendo a 6.340 punti.
Mercoledì sono entrati ufficialmente in vigore i dazi imposti dal presidente Trump ai paesi che non hanno sottoscritto un accordo commerciale con gli Stati Uniti. Tuttavia, i mercati hanno reagito debolmente alla notizia, in quanto l’introduzione dei dazi era già stata ampiamente anticipata e inclusa nei prezzi azionari. Alcuni titoli tecnologici, come Apple (AAPL), risultano meno esposti grazie agli investimenti interni, contribuendo così a sostenere l’intero comparto.
Nel frattempo, i negoziati commerciali con la Cina — il principale partner economico degli Stati Uniti — proseguono: le trattative sono state estese, data la complessità dell’accordo in discussione, che richiederà ancora tempo per essere definito. A controbilanciare i timori di un possibile rallentamento dell’economia, intervengono una solida stagione di utili aziendali e segnali di aumento della produttività.
Nonostante le oscillazioni di questa prima settimana completa di agosto, tutti i principali indici si mantengono saldamente in territorio positivo in vista della chiusura odierna. Il NASDAQ segna un rialzo del 2,9% nei primi quattro giorni della settimana, seguito dall’S&P 500 con un +1,6% e dal Dow Jones con un +0,9%.
Marco Bernasconi Trading
Wall Street chiude in rialzo, il Nasdaq guida la corsa.Le azioni hanno chiuso, nella giornata di ieri, per lo più in rialzo, guidate in particolare dal Nasdaq. I tre principali indici azionari — il Dow Jones, l’S&P 500 e il Nasdaq — hanno terminato la seduta in territorio positivo, con quest’ultimo che ha segnato la performance migliore, salendo dell’1,17%. In controtendenza, il Russell 2000 (a piccola capitalizzazione) e l’S&P 400 (a media capitalizzazione) hanno invece registrato lievi ribassi.
A trainare il mercato sono state, ancora una volta, le grandi aziende tecnologiche. Arista Networks, ad esempio, ha registrato un’impennata di oltre il 17% dopo la pubblicazione di solidi risultati finanziari nella giornata precedente.
Tuttavia, è Apple ad aver catalizzato l’attenzione. L’azienda ha annunciato un ulteriore investimento di 100 miliardi di dollari negli Stati Uniti, portando così a 600 miliardi l’impegno complessivo previsto per i prossimi quattro anni. L’annuncio è stato dato ieri alla Casa Bianca, in presenza del Presidente Trump.
Numerose imprese hanno recentemente comunicato l’intenzione di riportare la produzione sul suolo statunitense. Tra queste, Apple rappresenta uno degli sforzi più ambiziosi e significativi. Il CEO, Tim Cook, ha presentato l’iniziativa come parte dell’“American Manufacturing Program”.
Le buone notizie, però, non hanno riguardato solo il settore tecnologico.
McDonald’s ha pubblicato i propri risultati prima dell’apertura dei mercati, sorprendendo positivamente con un utile per azione (EPS) superiore dell’1,27% rispetto alle attese e un incremento delle vendite dell’1,92%. Ciò ha determinato una crescita trimestrale dell’EPS del 7,41% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e un aumento delle vendite del 5,39%, con un rialzo del titolo pari al 2,96%.
Sempre prima dell’apertura, anche Shopify ha diffuso i suoi risultati: ha sorpreso con un EPS superiore del 25% rispetto alle attese e vendite in crescita del 5,47%. L’EPS trimestrale è aumentato del 34,6%, mentre le vendite sono salite del 30,7%. Il titolo ha guadagnato il 21,84%.
Dopo la chiusura, è stata la volta di DoorDash, società attiva nel settore delle consegne. L’azienda ha riportato un EPS positivo del 54,8% e un incremento del fatturato del 3,80%. Su base trimestrale, l’EPS è cresciuto del 71,1%, mentre il fatturato è salito del 24,7%. Il titolo ha registrato un aumento dell’1,12% nella sessione ordinaria, seguito da un ulteriore +5,30% nel dopo mercato.
Oggi sono attese le trimestrali di altre 495 aziende, tra cui Eli Lilly, Constellation Energy e Datadog, solo per citarne alcune.
Tra le notizie di rilievo della giornata di ieri, il Presidente Trump ha annunciato l’imposizione di un nuovo dazio del 25% sull’India per l’acquisto di petrolio russo. Questo provvedimento si aggiunge ai dazi reciproci del 25% già in vigore. Tuttavia, i nuovi dazi non entreranno in vigore prima di 21 giorni, lasciando spazio a eventuali negoziati tra i due Paesi. Vi è, dunque, la possibilità che si giunga a un accordo prima della scadenza.
Sempre ieri, è stato riferito che il Presidente Trump potrebbe incontrare il Presidente Putin già la prossima settimana. L’inviato speciale degli Stati Uniti, Steve Witkoff, ha incontrato Putin in quello che è stato definito un incontro “altamente produttivo”. Il vertice tra i due leader si concentrerà sulla guerra tra Russia e Ucraina, ma è probabile che vengano discussi anche il regime sanzionatorio e i dazi punitivi verso i Paesi che continuano ad acquistare petrolio russo.
Dal punto di vista macroeconomico, ieri le richieste di mutui secondo i dati MBA sono aumentate del 3,1% su base settimanale, con gli acquisti in crescita dell’1,5% e i rifinanziamenti in rialzo del 5,2%.
Oggi verranno pubblicati i dati settimanali sulle richieste di sussidi di disoccupazione, il rapporto su produttività e costi, le scorte all’ingrosso e il credito al consumo.
Mancano ancora due giorni alla chiusura della settimana, e tutti i principali indici si mantengono in territorio positivo.
Finora, quella in corso è stata una settimana intensa sul fronte degli utili, caratterizzata da risultati complessivamente solidi. E anche la prossima si preannuncia altrettanto densa: ben 1.347 aziende sono attese per la pubblicazione delle trimestrali.
Nel frattempo, se la stagione degli utili continuerà a mantenere un ritmo superiore alle aspettative, potremmo assistere a nuovi massimi storici per l’S&P 500 e il Nasdaq. E forse anche per il Dow Jones, che non è poi così lontano.
STOXX Europe 50: rotta verso i 6.000 puntiSTOXX Europe 50: rotta verso i 6.000 punti? Un'accelerazione possibile entro 44 giorni
Dopo un luglio 2025 caratterizzato da un clima di relativa calma sui mercati, ma con segnali macro sempre più interessanti, lo STOXX Europe 50 potrebbe essere pronto per una fase di accelerazione verso quota 6.000.
L’indice, che sintetizza l’andamento delle 50 principali blue chip europee, ha chiuso luglio consolidando sopra i 5.300 punti, mostrando forza relativa rispetto ad altri benchmark globali. Ma ciò che sta accadendo “dietro le quinte”, soprattutto nel settore bancario, potrebbe essere il vero driver per un prossimo strappo al rialzo.
Un'estate segnata dalla dismissione accelerata degli NPL
Luglio ha visto un’accelerazione significativa nella dismissione di crediti deteriorati (NPL) da parte delle principali banche europee. Gruppi come UniCredit, Santander e BNP Paribas hanno avviato operazioni straordinarie di pulizia bilancio, approfittando di finestre di mercato favorevoli e di una domanda istituzionale solida.
Questa dinamica, spesso sottovalutata dagli investitori retail, ha effetti immediati: riduzione del rischio sistemico percepito, miglioramento degli indici patrimoniali e una maggiore disponibilità di capitale per l’erogazione del credito. Il settore bancario europeo, storicamente zavorrato da questi asset problematici, si presenta oggi in una forma molto più reattiva e competitiva.
Con un peso rilevante all’interno dello STOXX50, il miglioramento strutturale del comparto bancario può generare una spinta trasversale sull’indice, soprattutto in un contesto in cui la ricerca di valore e qualità torna al centro delle strategie allocative.
Aspetto tecnico e prospettive a breve termine
Dal punto di vista tecnico,una rottura dei massimi di luglio in area aprirà spazio verso la fascia dei 5.900–6.000 punti.
Il pattern di consolidamento osservato durante l’estate potrebbe presto lasciare spazio a una fase direzionale, complice anche una stagionalità storicamente favorevole tra agosto e settembre per i mercati europei.
Se i flussi istituzionali continueranno a premiare il settore finanziario e industriale, e se il contesto macro rimarrà favorevole (tassi stabili, inflazione sotto controllo), il target 6.000 punti appare non solo plausibile, ma potenzialmente raggiungibile entro i prossimi 44 giorni di contrattazione.
Il debito delle famiglie AmericaneNegli Stati Uniti, il secondo trimestre del 2025 segna un nuovo record storico sul fronte del debito delle famiglie. Secondo i dati della Federal Reserve Bank di New York, a giugno la somma totale dei debiti detenuti dalle famiglie americane ha raggiunto 18.390 miliardi di dollari, un incremento di 185 miliardi rispetto al trimestre precedente e di 592 miliardi rispetto a un anno fa. È un segnale chiaro di quanto gli americani stanno accumulando debiti a ritmi sempre più sostenuti, soprattutto per affrontare le spese della vita quotidiana.
Composizione del debito.
Mutui immobiliari.
Il debito per le case è cresciuto di 131 miliardi nel trimestre, toccando il massimo storico di 12.940 miliardi di dollari. Il mercato immobiliare resta sostenuto nonostante prezzi elevati e costi dei mutui in aumento.
Carte di credito.
Il debito su carte è salito di 27 miliardi e ora si avvicina nuovamente al record di 1.210 miliardi di dollari. In media, ogni americano con debiti su carta di credito ha un saldo superiore a 10.000 dollari. Si segnala inoltre un incremento dei limiti concessi dalle banche, segnale che gli istituti di credito rimangono "generosi" nonostante i rischi.
Prestiti auto.
Anche i finanziamenti per l’acquisto di veicoli sono aumentati (+13 miliardi nel trimestre), raggiungendo anch’essi un record di 1.660 miliardi di dollari. I prezzi elevati delle auto nuove e usate spingono molti consumatori a finanziarsi per periodi sempre più lunghi.
Prestiti degli studenti.
I prestiti per l’istruzione sono saliti di 7 miliardi, toccando i 1.640 miliardi di dollari. Dopo la ripresa dei pagamenti, si osserva una crescita significativa dei casi di morosità e ritardi nei pagamenti.
Cosa significa tutto questo per l’economia
L’ondata di debito ha effetti diretti sulla salute finanziaria delle famiglie. Per molti, il peso delle rate e degli interessi si traduce in minori risparmi e consumi più prudenti. Si segnala una crescita nei tassi di morosità, soprattutto su prestiti studenteschi e automobili. Questo aumento del rischio, unito all’erosione della capacità di spesa da parte delle famiglie, può influenzare negativamente il PIL e il mercato del lavoro nei prossimi trimestri. Settori sensibili al consumo interno (retail, auto, banche) potrebbero registrare maggiore volatilità in caso di peggioramento degli indicatori di credito e consumo. Se il debito dovesse limitare la spesa, la Fed potrebbe rallentare o sospendere rialzi futuri, con ricadute su tassi, dollaro e obbligazioni. Attenzione ai dati sulle insolvenze. Il monitoraggio dei tassi di default (soprattutto su carte di credito e prestiti auto/studenti) può offrire preziosi segnali anticipatori su possibili correzioni di mercato o stress bancari.
In attesa dell'apertura: Borse miste, brillano le small-capLe azioni hanno chiuso ieri prevalentemente in ribasso, seppur in misura moderata. In controtendenza, l’indice Russell 2000, che rappresenta i titoli a piccola capitalizzazione, ha registrato un incremento dello 0,60%.
Dopo le vendite di venerdì e la ripresa di lunedì, i mercati hanno iniziato a metabolizzare le più recenti mosse, le notizie e, non da ultimo, i risultati trimestrali delle aziende.
I conti di Palantir, pubblicati lunedì sera e superiori alle previsioni, non hanno deluso le attese. L’azienda ha registrato un utile per azione (EPS) superiore del 14,3% rispetto alle stime, e un fatturato maggiore del 6,97% rispetto alle previsioni, con un incremento trimestrale dell’EPS del 77,8% e una crescita del fatturato del 47,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Inoltre, ha rivisto al rialzo le previsioni di ricavi per l’intero anno. Il titolo, ieri, è salito del 7,85%.
Dopo la chiusura di ieri, Advanced Micro Devices ha comunicato una sorpresa positiva per l’EPS del 2,13% e per le vendite del 3,74%. Ciò corrisponde, tuttavia, a un calo trimestrale dell’EPS del 30,4%, a fronte di una crescita delle vendite del 31,7%. L’azienda prevede per il terzo trimestre ricavi pari, nel valore mediano, a 8,7 miliardi di dollari, superiori alle stime di consenso di 8,3 miliardi. Prima della pubblicazione degli utili, il titolo aveva chiuso in calo dell’1,40%, registrando poi un’ulteriore flessione del 3% nelle contrattazioni after-hours.
Sempre dopo la chiusura, Arista Networks ha annunciato un EPS superiore alle attese del 12,3% e vendite oltre le previsioni del 4,34%, con una crescita trimestrale dell’EPS del 40,4% e un incremento del fatturato del 30,2%. Anche in questo caso, la società ha alzato le previsioni per il terzo trimestre del 6,13% rispetto alle stime di mercato. Negli scambi after-hours, il titolo è balzato di oltre il 14%.
Oggi sono attesi i risultati di 548 aziende. Tra queste, nomi di rilievo come McDonald’s, Disney e Uber prima dell’apertura dei mercati, e AppLovin e DoorDash dopo la chiusura.
Sul fronte commerciale, si attendono sviluppi nei negoziati con il Canada, ripresi di recente. Ottawa appare fiduciosa in un prossimo accordo, ma al momento non vi è ancora nulla di definito. Il Canada è il terzo partner commerciale degli Stati Uniti, dopo l’Unione Europea e il Messico, entrambi già coperti da accordi o proroghe. Soltanto i beni esclusi dall’accordo USMCA saranno soggetti a dazi più elevati: il Canada rappresenta circa il 12% delle importazioni statunitensi, ma l’86% di tali beni rientra già nell’USMCA, lasciando solo il 14% potenzialmente colpito dai dazi durante le trattative.
Escludendo il Canada, gli Stati Uniti dispongono di accordi con l’UE (primo partner), il Messico (secondo, con una proroga di 90 giorni), la Cina (quarto, con un’intesa operativa in scadenza e probabile proroga il 12 agosto) e il Giappone (quinto partner). Sono inoltre in vigore accordi con Regno Unito, Corea del Sud, Indonesia, Vietnam e altri Paesi: insieme, questi rappresentano quasi il 65% delle importazioni statunitensi; includendo i beni canadesi coperti dall’USMCA, la percentuale sale al 75%.
Resta invece incerta la situazione con l’India, con dazi reciproci previsti tra il 20% e il 25%. Il presidente Trump ha minacciato tariffe “sostanzialmente” più alte, a causa della compravendita di petrolio russo da parte di Nuova Delhi. La questione potrebbe essere affrontata nel contesto delle trattative commerciali in corso.
Sul fronte macroeconomico, l’indice PMI composito di ieri è salito a 55,1, rispetto al 52,9 del mese precedente e alle stime di 54,6. Anche l’indice dei servizi è aumentato, raggiungendo quota 55,7 (contro il 52,9 del mese precedente e il consenso di 55,2). Viceversa, l’indice ISM dei servizi è sceso a 50,1, rispetto al 50,8 del mese scorso e alla stima di 51,5.
Finora, l’andamento settimanale delle borse resta nettamente positivo. Alcune notizie incoraggianti e risultati societari superiori alle attese potrebbero contribuire a mantenere questa tendenza.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 05.08.2025 Borse Usa ed Europee di nuovo ottimiste dopo il calo di venerdì.
Le trimestrali Usa sorprendono: 4 società su 5 battono le stime.
Alta tensione tra Usa e India, incolpata di comprare petrolio dalla Russia.
Petrolio depresso: pesano dubbi sulla domanda e abbondante offerta.
Lunedì 4 agosto, le Borse europee hanno registrato un solido rimbalzo, interrompendo la fase negativa della scorsa settimana innescata dal cosiddetto “venerdì nero”. Il recente sell-off era stato causato da due fattori principali: l’acuirsi delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e altri partner economici e i dati deludenti sul mercato del lavoro statunitense. L’apertura positiva di Wall Street ha fornito ulteriore supporto, contribuendo a una chiusura brillante per i listini del Vecchio Continente.
In una giornata povera di indicatori macroeconomici, tutte le principali piazze europee hanno chiuso in territorio positivo, seppure con intensità diverse. Milano ha guidato i rialzi con un progresso del +1,9%, superando nuovamente la soglia psicologica dei 40.000 punti. A trainare il FTSE MIB sono stati in particolare i titoli bancari, al centro degli acquisti dopo i risultati positivi degli stress test europei, che hanno confermato l’elevato livello di patrimonializzazione degli istituti italiani.
Anche Parigi, Francoforte e Madrid hanno mostrato buoni guadagni, tutti superiori al +1%, mentre per Londra, più prudente, un incremento solo frazionale.
Nel frattempo, l’Unione Europea ha scelto di congelare eventuali contromisure tariffarie contro gli Stati Uniti, in attesa di chiarimenti sui contenuti dell’accordo commerciale in discussione, per evitare reazioni negative da parte dell’amministrazione americana.
Negli Stati Uniti, Wall Street ha archiviato una giornata positiva, interrompendo una serie negativa di quattro sedute consecutive. L’S&P500 ha guadagnato +1,47%,ed il Nasdaq è avanzato +1,95%, sostenuto dal recupero delle Megacap tecnologiche. Il miglioramento del sentiment è stato rafforzato dalla pubblicazione dei risultati trimestrali: circa l’82% delle aziende dell’S&P500 ha riportato utili superiori alle attese, la percentuale più alta degli ultimi quattro anni.
Il calo dell’occupazione negli Stati Uniti, con aumento del tasso di disoccupazione e rallentamento nella creazione di posti di lavoro, ha incrementato la probabilità di una prossima riduzione dei tassi da parte della Federal Reserve. I future sui Fed Funds indicano una quasi certezza di un taglio da 25 punti base nel breve termine, con la possibilità di un allentamento cumulativo fino a 100 punti base nei prossimi 12 mesi.
In campo geopolitico, il presidente Usa Donald Trump ha annunciato l’intenzione di aumentare drasticamente i dazi sulle esportazioni indiane, già al 25%, se Nuova Delhi continuerà ad acquistare petrolio dalla Russia. La dichiarazione ha colto di sorpresa il governo di Narendra Modi, che da mesi era impegnato in un negoziato per trovare un accordo sui dazi. La risposta di Modi è stata quella di promuovere il consumo di prodotti locali, mentre nessuna decisione è stata presa sul blocco delle importazioni di greggio russo.
Sul fronte energetico, il prezzo del petrolio ha mostrato forte volatilità a seguito della decisione dell’Opec+ di aumentare la produzione. Dopo il calo del pomeriggio, il mercato ha trovato stabilizzazione sui minimi di seduta, col WTI (greggio di riferimento Usa) in discesa di -1,6% a 66,3 Dollari/barile. In Europa, il prezzo del gas naturale è salito +0,6% a 33,6 euro/MWh sulla piattaforma TTF di Amsterdam, ma resta depresso.
In Svizzera, il governo ha convocato una riunione straordinaria nel tentativo di fermare l’applicazione di nuovi dazi statunitensi del 39%, i più alti imposti a una nazione industrializzata comparabile, previsti dal 7 agosto. Circa il 60% delle esportazioni elvetiche verso gli USA rischia di essere coinvolto.
Giovedì 7 agosto sarà anche il giorno chiave per la Bank of England, che potrebbe annunciare una riduzione dei tassi d’interesse, in risposta alle tensioni macroeconomiche e all’andamento dei mercati.
Stamattina, 5 agosto, i principali listini asiatici hanno mostrato performance positive, trainati dal recupero degli indici americani e da solidi dati macroeconomici cinesi. In particolare, l’indice PMI servizi della Cina è salito a 52,6 punti a luglio (da 50,6 di giugno), grazie a una forte domanda interna incentivata da misure di stimolo al consumo. La domanda estera, invece, è rimasta stabile, essendo i dazi americani concentrati prevalentemente sui beni tangibili.
In calo invece il mercato azionario indiano, penalizzato dalle recenti tensioni commerciali con Washington.
Sul tranquillo fronte obbligazionario, ieri s’è registrato un calo dello spread BTp-Bund, sceso a 84 punti base da 86. Il rendimento del BTp decennale è leggermente diminuito al 3,49%, dal 3,53% della
Nel mercato valutario, il dollaro resta stabile dopo il calo di -0,9% contro le principali valute di venerdì. L’euro si rafforza a 1,1576 dollari (da 1,1545), e si attesta a 170,82 yen, mentre il cambio dollaro/yen è 147,55.
Per la giornata odierna, gli investitori guardano con attenzione a tre indicatori macro in arrivo: PMI servizi Italia, prezzi alla produzione UE e ISM servizi USA, tutti attesi come elementi chiave per comprendere le prossime mosse di politica monetaria e l’andamento della ripresa economica globale.
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Cosa ci dice il crollo dell’S&P500?ANALISI MACROECONOMICA
Dal punto di vista macroeconomico, tiene banco il discorso dazi.
L’Unione Europea ha annunciato un rinvio di 6 mesi dei dazi programmati contro gli Stati Uniti, con l’obiettivo di aprire un dialogo commerciale con il presidente Donald Trump. Una mossa strategica per tentare di allentare le tensioni transatlantiche e negoziare nuovi termini prima dell’entrata in vigore delle misure.
Sicuramente una buona notizia per quanto riguarda le aziende, motivo per cui i mercati hanno risposto in maniera positiva a questa decisione.D’altro canto, Trump ha preso di mira la Svizzera, in quanto vorrebbe applicare un dazio del 39% sull’oro esportato negli Stati Uniti.La Confederazione Elvetica ha registrato un surplus commerciale record con gli Stati Uniti, superando i 40 miliardi di dollari nei primi cinque mesi del 2025. Solo nel primo semestre, quasi 500 tonnellate di oro sono state esportate verso gli USA. A partire dal 7 agosto, l’amministrazione Trump imporrà un dazio del 39% sulle merci svizzere, tra cui l’oro, per colpire quello che è stato definito un “deficit enorme” a danno dell’economia americana.
Dal punto di vista del calendario economico, questa settimana non sarà particolarmente rilevante, difatti agosto è un mese in cui i volumi solitamente calano. Andando a vedere le notizie più importanti troviamo che Martedi 5 Agosto avremo il dato sull’indice dei direttori degli acquisti del settore terziario e l’indice ISM non manifatturiero, entrambi riguarderanno il dollaro americano. Mercoledi 6 Agosto avremo il dato sulle scorte di Petrolio greggio, mentre per Giovedi 7 Agosto avremo un dato molto importante che riguarda la sterlina inglese, ovvero: decisione sul tasso d’interesse, in cui si prevede un taglio dello 0.25% da parte della Bank of England e il rilascio delle dichiarazioni della BoE sull’inflazione.
Entrambi porteranno parecchia volatilità su tutte le coppie valutarie della sterlina.Nel pomeriggio invece ci sarà il rilascio sul dato delle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione che riguarda il dollaro americano.
Per quanto riguarda l’analisi della Forza Valute, troviamo in grande spolvero lo Yen giapponese, seguito dal dollaro mentre rimangono piuttosto neutri il dollaro canadese, dollaro australiano ed euro, mentre mostrano particolare debolezza NZD e GBP. La debolezza della sterlina deriva anche dal fatto che i dati non aiutano gli investitori e che preferiscono spostare parte della loro ricchezza altrove. Per quanto riguarda invece lo Yen, si è rafforzato e non poco, complice anche una situazione geopolitica ricca di tensioni su diversi fronti e che possiamo vedere anche sugli indici di borsa ed anche sulle materie prime, difatti anche l’ORO nell’ultima settimana ha avuto una forte impennata del prezzo, guadagnando circa 100$.
Per quanto riguarda l’euro rimane in una situazione piuttosto blanda dato anche dal fatto che vi è tutt’ora forte incertezza interna a livello politico. Il dollaro canadese invece rimane neutrale, resta solo da capire come continuerà la diatriba in ambito dazi.
Questa si tratta di una semplice analisi informativa che non costituisce alcun consiglio finanziario. Ricordiamo che tradare cfd comporta il rischio di perdita di denaro ed è bene che ogni trader valuti al meglio le proprie entrate.
ANALISI TECNICA
Per quanto riguarda l’analisi tecnica, in questo inizio settimana andiamo ad analizzare la situazione sull’S&P500 (US500 su Pepperstone). Da un punto di vista Daily, possiamo notare come l’indice americano per eccellenza, abbia avuto una forte scossa ribassista nella giornata di giovedi e venerdi della scorsa settimana, passando dai 6440 punti a 6200 punti con un ribasso di circa il 3.40%. Ribasso parzialmente riassorbito nella giornata odierna dopo che l’indice ha trovato reazione in una zona di forte acquisto, quella dei 6200.
Scendendo su un timeframe H4, possiamo notare come il prezzo abbia contrattato fuori VWAP, ovvero fuori dai volumi ideali. Inoltre anche lo Stochastic Momentum Index ci indica come il prezzo fosse arrivato in una forte zona di ipervenduto e come sia stata immediata la reazione degli operatori.
Cosa potremmo aspettarci questa settimana?
Possiamo notare come il prezzo ora si trovi in una situazione di intermezzo dopo che ha raggiunto la banda centrale del VWAP. Sicuramente la discesa del prezzo è significativa, ma sarà da valutare anche quali ulteriori news macroeconomiche che potrebbero essere rilasciate e che potrebbero dare uno scossone al prezzo. Da tener d’occhio la zona di 6400 in quanto potremmo vedere qualche reazione short.
Questi non sono consigli finanziari, ma si tratta di una semplice analisi tecnica. Ogni trader deve effettuare le proprie ricerche tenendo presente il rischio di perdita di denaro che avviene sui mercati.
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Ieri USA su di oltre l'1% dopo un inizio di agosto difficileLe azioni rimbalzano di oltre l'1% dopo un inizio di agosto difficile
Agosto sembra improvvisamente molto migliore dopo che tutti i principali indici hanno registrato un rimbalzo ieri, dopo un inizio di mese difficile venerdì scorso.
Il NASDAQ è balzato dell'1,95% (circa 403 punti) ieri a 21.053,58, con la maggior parte dei titoli Mag 7 in netto rialzo, in particolare NVIDIA (NVDA, +3,6%), Meta Platforms (META, +3,5%), Alphabet (GOOGL, +3,1%), Tesla (TSLA, +2,2%) e Microsoft (MSFT, +2,2%).
L'S&P ha interrotto una serie di quattro giorni di perdite con un impressionante guadagno dell'1,47% a 6.329,94, mentre il Dow Jones ha interrotto il suo calo di cinque giorni con un rialzo dell'1,34% (circa 585 punti) a 44.173,64.
Che inizio di agosto deprimente quello di venerdì scorso. Il NASDAQ è crollato di oltre il 2%, mentre gli altri indici hanno perso oltre l’1% dopo un rapporto sull'occupazione di luglio nettamente inferiore alle attese. Peggio ancora, i dati dei mesi precedenti sono stati significativamente rivisti al ribasso, il che ha portato gli investitori a chiedersi se l’economia fosse stata più debole del previsto dal Giorno della Liberazione. Anche la scadenza per le contrattazioni è stata una sfida per gli investitori.
Ma ieri è stata una buona vecchia sessione di inversione di tendenza, con i principali indici che hanno recuperato quasi completamente il crollo di venerdì. (Il Dow Jones ha effettivamente recuperato tutto e anche di più.)
Il mercato probabilmente si è reso conto che siamo ancora vicini all’inizio della stagione degli utili. E poiché le azioni in genere salgono durante la stagione degli utili, potrebbe esserci una certa riluttanza a essere troppo negativi, mentre gli utili, finora, sono stati migliori del previsto.
Ad esempio, Palantir Technologies (PLTR) è stato il principale report di ieri dopo la chiusura. Il fornitore di software di automazione basato sull’intelligenza artificiale ha riportato una sorpresa positiva sugli utili del 14,3% su un fatturato di 1 miliardo di dollari. L’azienda ha anche rivisto al rialzo le sue previsioni di fatturato per l’intero anno. Le azioni di PLTR sono attualmente in rialzo del 3,5% dopo l'orario di chiusura, al momento in cui scriviamo. Ma questa è solo la punta dell’iceberg per quanto riguarda gli utili di questa settimana.
Abbiamo altre 1.600 aziende pronte a pubblicare i risultati tra oggi e il resto della settimana, tra cui Advanced Micro Devices (AMD) e Arista Networks (ANET) martedì (dopo la chiusura); Uber (UBER), AppLovin (APP) e Disney (DIS) mercoledì; ed Eli Lilly (LLY) e Constellation Energy (CEG) giovedì, per citarne alcune.
Con meno dati economici questa settimana e nessuna riunione della Fed, anche la situazione commerciale potrebbe essere un fattore determinante per il mercato. La notizia principale di ieri è stata l’intenzione del Presidente Trump di aumentare “sostanzialmente” i dazi sull’India come penalità per l’acquisto di petrolio russo da parte di quel Paese. Il mercato ha retto bene nonostante la recente incertezza sui dazi, dopo la ripresa del Giorno della Liberazione. Ma qualche altro accordo sarebbe sicuramente di grande aiuto.
Marco Bernasconi Trading
Minimo del dollaro USA: non avere frettaDall’inizio dell’anno, il dollaro statunitense (DXY) è la valuta più debole nel mercato dei cambi fluttuanti (FX). Tuttavia, da metà luglio, è iniziato un rimbalzo tecnico sostenuto da diversi fattori fondamentali, in particolare la politica monetaria restrittiva della Federal Reserve. Ma questo rialzo può essere interpretato come un vero minimo annuale? Oppure si tratta solo di un breve "short squeeze" prima di tornare sui minimi? Mentre i fondamentali oscillano, analizziamo la situazione tecnica del dollaro USA (DXY).
1) Taglio dei tassi il 17 settembre? I fondamentali sono instabili
Il recente rimbalzo del dollaro coincide con la posizione rigida della Fed, che per ora non riprende la discesa dei tassi di interesse, in pausa dalla fine del 2024. Nella sua ultima decisione del 30 luglio, la Fed ha confermato che non ci sono motivi concreti per una rapida riduzione del tasso. La disinflazione sembra essersi fermata, e l’istituzione preferisce aspettare l’autunno per valutare gli effetti delle misure doganali sul PCE core (inflazione al netto di alimentari ed energia).
Tuttavia, un grave segnale d’allarme è arrivato con il deludente rapporto NFP del 1° agosto, che riflette un netto indebolimento del mercato del lavoro — un allarme rosso fondamentale!
La Fed ha chiarito che l’andamento dell’occupazione sarà un fattore decisivo per la decisione di settembre. Un mercato del lavoro più debole potrebbe accelerare un cambio di politica, con nuove pressioni ribassiste sul dollaro.
2) Analisi tecnica del DXY: rimbalzo a breve termine… ma ancora nessun’inversione di tendenza
A livello grafico, il rimbalzo di luglio si basa su supporti tecnici di medio/lungo periodo che potrebbero fungere da base per un’inversione. Si può parlare di minimo annuale? È stata superata una resistenza chiave? La risposta per ora è NO.
I grafici settimanali e mensili non mostrano ancora segnali chiari di inversione rialzista. Compaiono divergenze rialziste su RSI e LMACD, ma non sono ancora sufficienti per confermare un cambio duraturo. I minimi del 2018 e 2021 mostrano divergenze più marcate e formazioni grafiche validate.
L’analisi con le onde di Elliott suggerisce che un rimbalzo è possibile in una fase correttiva, ma non garantisce ancora un’inversione importante.
I dati COT della CFTC e i flussi sugli ETF legati al dollaro mostrano incertezza tra gli investitori istituzionali. Le posizioni corte sono diminuite, ma non c’è ancora un movimento d’acquisto deciso.
In sintesi, il rimbalzo del dollaro USA da metà luglio è reale ma fragile. Finché i segnali tecnici non saranno chiari e il mercato del lavoro resterà in allarme, anticipare un’inversione duratura è rischioso. Il minimo annuale potrebbe esserci, ma non è ancora confermato.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 04.08.2025Venerdì 1’ agosto in rosso pesante per le Borse Usa ed Europee.
Trump rimuove la responsabile dell’Ufficio federale di Statistica.
Oggi Borse europee e petrolio rimbazano dopo il tonfo del 1’ agosto.
Nuovi dazi Usa in vigore dal 7 Agosto, ma c’è sempre spazio per trattare.
Settimana difficile per i mercati globali: dazi, inflazione e tensioni politiche scuotono le Borse. Venerdì 1° agosto si è chiusa con forti ribassi per le Borse europee, trascinate al ribasso dalle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e dai dati macroeconomici deludenti, in particolare quelli sull’occupazione americana. La situazione si è riflessa negativamente anche su Wall Street, che ha registrato forto cali: Dow Jones -1,23%, iNasdaq -2,24%, e S&P500 -1,60%.
A gettare ulteriore benzina sul fuoco, l’amministrazione Trump ha presentato una nuova mappa tariffaria, confermando le intese con l’Unione Europea — che prevedono dazi fissi al 15% — ma colpendo duramente altri partner commerciali: Canada (35%), Svizzera (39%) e Sudafrica (30%).
La tendenza già negativa a Wall Street s’è aggravata con le polemiche attorno ai dati sull’occupazione. Il presidente Donald Trump ha accusato la responsabile dell’Ufficio di Statistica del Dipartimento del Lavoro, Erika L. McEntarfer, di aver diffuso cifre false, ordinandone il licenziamento. McEntarfer era stata nominata nel 2023 dall’allora presidente Joe Biden e confermata dal Senato nel 2024. I dati contestati mostravano una crescita dell’occupazione inferiore alle attese.
La Casa Bianca ha inoltre intensificato il confronto con la Federal Reserve. Trump, su Truth, ha commentato i forti dissensi interni al consiglio della Fed, criticando la decisione di mantenere i tassi invariati: "Diventeranno sempre più forti! Taglieranno comunque troppo tardi!".
Anche il mercato del petrolio ha chiuso in calo venerdì, complice l’incertezza legata a un possibile aumento della produzione da parte dell’OPEC+ e ai deludenti dati occupazionali statunitensi. Il Brent (greggio di riferimento europeo) è sceso -2,8% a 69,7 dollari/barile, mentre l’OPEC+ (cartello dei 13 maggiori esportatori) potrebbe decidere domenica un aumento della produzione di 548.000 barili7giorno a partire da settembre.
Anche i mercati europei hanno reagito con vendite generalizzate: lo Stoxx600, -1,89%, ha bruciato 269 miliardi di euro in capitalizzazione. Milano ha perso -2,55%, equivalenti a Eur 22 miliardi.
Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha definito l’accordo con gli Stati Uniti "il migliore possibile", pur riconoscendone i limiti: "Un accordo positivo sarebbe stato a zero dazi": ha inoltre sottolineato la difficoltà per le esportazioni europee causata dal cambio sfavorevole euro-dollaro e ha suggerito un possibile taglio dei tassi da parte della BCE, oggi al 2%.
Anche il commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic ha commentato i nuovi dazi Usa-EU, sottolineando che riflettono i primi risultati dell’accordo, ma che "il lavoro continua".
Recupero parziale oggi, lunedì 4 agosto, dopo le pesanti perdite della scorsa settimana, delle Borse europee. Alle ore 13.00 CET, registrano un rialzo medio dell’1,4% in una seduta povera di dati economici ma ricca di attese per i futuri sviluppi sui dazi.
Particolarmente colpita la Borsa di Zurigo, che perde oltre -2% in seguito all’imposizione dei dazi USA al 39%. Il ministro dell’Economia svizzero Guy Parmelin ha annunciato l’intenzione di rivedere l’offerta negoziale agli Stati Uniti per evitare un rischio recessione. Il Consiglio federale si è riunito oggi per discutere la situazione.
Il 7 agosto entreranno in vigore ufficialmente le nuove tariffe USA al 15%, mentre a Bruxelles si discute del congelamento dei contro-dazi per non compromettere l’intesa con Washington.
Secondo fonti citate da Bloomberg, l’Unione Europea si aspetta che Donald Trump annunci nei prossimi giorni misure esecutive per formalizzare la riduzione delle tariffe su auto e l’esenzione per alcuni beni industriali, tra cui le componenti aeronautiche. È prevista anche una dichiarazione congiunta tra Trump e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per formalizzare gli impegni politici.
I future sul petrolio mostrano segnali di recupero dopo il tonfo di venerdì. L’OPEC+ ha deciso di annullare il taglio da 2,2 milioni di barili deciso nel 2023, programmando un nuovo aumento per settembre.
Le tensioni commerciali toccano anche l’India, colpita da nuovi dazi USA al 25%: il Sensex di Mumbai ha chiuso comunque in lieve rialzo, +0,52%. Il premier indiano Narendra Modi ha invitato pubblicamente i cittadini a comprare solo prodotti “Made in India”. La settimana scorsa Delhi ha annunciato di attendere per fine agosto la visita dei negoziatori statunitensi, ma il clima si è ulteriormente deteriorato dopo le accuse del vice capo dello staff di Trump, Stephen Miller, che ha accusato l’India di "imbrogliare sul commercio e sull’immigrazione".
La Borsa di Tokyo ha chiuso in negativo: il Nikkei ha perso l’1,22%, toccando i minimi delle ultime due settimane. A pesare sono stati sia i nuovi dazi USA (fino al 41%) che i dati deludenti sull’occupazione americana, che fanno temere un calo delle importazioni USA e un conseguente impatto sulle economie asiatiche. Gli investitori giapponesi sono ora in attesa dei verbali della Banca del Giappone per capire se ci saranno rialzi dei tassi nel breve periodo.
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Le 10 regole fondamentali del tradingIl trading è una disciplina complessa, dove il successo non dipende solo dalla conoscenza tecnica ma anche dall'atteggiamento mentale e dalla gestione metodica del rischio.
Di seguito 10 regole da seguire rigorosamente per diventare un trader profittevole:
1)Accettare che rischio e perdite fanno parte del gioco.
Nessun trader è infallibile e non esiste una strategia con un tasso di successo del 100%. Le perdite sono inevitabili e mettere in conto di subirle è il primo passo per non farsi sopraffare dall’emotività e mantenere la lucidità necessaria per operare.
2) Utilizzare solo un sistema di trading sufficientemente testato.
Investire con un sistema che è stato testato e che si è dimostrato efficace in passato è fondamentale. Il backtesting offre la possibilità di valutare la validità di una strategia prima di rischiare capitale reale.
3) Concentrarsi sul controllo del rischio, non solo sul potenziale guadagno.
La gestione del rischio è il pilastro fondamentale della sopravvivenza nel trading. Ridurre le perdite, impostare limiti certi e controllare l’esposizione finanziaria è più importante del perseguire guadagni eccessivi e incerti. Il rapporto rischio/rendimento deve sempre essere valutato con attenzione.
4) Mai operare senza uno stop loss.
Lo stop loss costituisce una protezione imprescindibile contro perdite importanti e imprevisti movimenti di mercato. Alcuni trader sostengono di poter controllare le posizioni senza stop loss, ma la maggior parte degli esperti concorda nel considerare questa pratica pericolosa e rischiosa.
5) Avere obiettivi di profitto realistici.
Non basta sapere dove uscire in perdita, è altrettanto cruciale pianificare la chiusura in profitto. I target devono essere basati su livelli tecnici concreti e raggiungibili, evitando l’avidità che può far perdere l’intero rendimento accumulato.
6) Imparare a controllare le emozioni.
Il trading è un’attività che mette costantemente sotto pressione la mente. Paura, avidità, speranza e frustrazione possono sabotare anche la strategia più solida. Essere freddi, distaccati emotivamente e disciplinati è invece una qualità essenziale per chi vuole avere successo e operare con costanza.
7) Attenersi sempre al proprio piano di trading
Il piano di trading è la “mappa” che guida il trader nelle sue decisioni. Non seguirlo porta a scelte impulsive, errori e perdite. La disciplina nel rispettare le proprie regole è la base per costruire un approccio sistematico e ripetibile.
8) Limitare le perdite, lasciare correre i profitti.
Mentre le perdite devono essere contenute e prefissate, i guadagni hanno un potenziale scalabile. Permettere ai profitti di crescere progressivamente, senza chiudere prematuramente le posizioni vincenti, è una strategia che massimizza i risultati finali.
9) Trattare il trading come un vero business.
Il trading non è un gioco o una scommessa, ma un’attività imprenditoriale che richiede una pianificazione accurata, disciplina gestionale e monitoraggio continuo delle performance. Un mindset imprenditoriale aiuta a mantenere l’approccio professionale e a migliorare le decisioni in maniera strutturata.
10) Tenere un diario di trading
Annotare ogni operazione, dagli ingressi alle uscite, dalle motivazioni dell'apertura alle emozioni provate, permette di analizzare errori e successi. La revisione periodica del diario è uno strumento potente per migliorare continuamente la performance e imparare dai propri sbagli.
Queste dieci regole rappresentano una solida base per chi intende operare nei mercati finanziari con consapevolezza e professionalità. Sebbene esistano molte altre tecniche e accorgimenti da apprendere, la loro osservanza aiuta a evitare le trappole più comuni, a controllare il rischio e a sviluppare una strategia coerente e duratura nel tempo. La disciplina e la pazienza, unite a una rigorosa gestione del rischio, sono gli ingredienti imprescindibili per trasformare il trading da attività casuale a vero mestiere.
CFD Nasdaq partita la correzione estiva?Venerdi' segnale tecnico negativo supportato dai volumi. Cfd vicino al lato inferiore del canale. la violazione dara' ulteriore impulso alla discesa confermando il segnale di venerdi. Indicatori che gia erano in potenziale divergenza, ora lo sono pienamente, confermando il segnale sull'indice.
Supporti violati, ma non troppo: il mercato cerca una direzione.La giornata di ieri, almeno per lo Stoxx 50, si è conclusa con la tenuta del supporto indicato a 5.160 punti. Tuttavia, i livelli precisi dello swing e del supporto sono stati violati e questo può significare due cose:
la prima, dice che il ciclo indice in corso, se non è terminato ieri, proseguirà la discesa fino alla sua conclusione, che a questo punto potrebbe arrivare in leggero anticipo tra fine agosto e prima decade di settembre (ciclo semestrale, indicativamente aprile-ottobre)
La seconda, indica che la rottura dello swing e del supporto, potenzialmente è la chiusura di un prolungato ciclo trimestrale iniziato ad aprile e quindi giocoforza partirà un nuovo ciclo con una spinta importante da seguire anche sul versante volumi e liquidità per capirne meglio la durata e il target.
Come capire quale delle due cose è stata la l'ultima forte discesa?
Incrociamo il ciclo indice appena considerato con il ciclo inverso (massimi). Questo, partito dal max del 3 marzo, ha potenzialmente chiuso un ciclo semestrale. In leggero anticipo qui sullo Stoxx ma più precisamente sugli indici americani, in particolare il DJI.
Chiuso quindi il ciclo semestrale inverso, il prezzo si dirige a chiudere il trimestrale indice che al netto di pochi ulteriori giorni di discesa, possiamo considerare chiuso qui e vedere quindi la ripartenza indicata in precedenza.
Situazione ciclica analoga per gli indici americani che però, per ora, mantengono l'impostazione rialzista non avendo violato gli swing di pertinenza.
La presente è la mia visione e non un incentivo ad operare, investire o disinvestire.






















