Stagionalità giugnoIl mese di giugno è partito decisamente male con un -2.59% dopo soli 8 giorni.
E' normale o si tratta di un'anomalia?
Vediamo un po' di statistiche.
Parlando di stagionalità, il mese di giugno non spicca per performance, né al ribasso, né al rialzo: S&P 500 ha una media dello 0.4% circa.
In genere si tratta di un mese molto piatto.
Tutta cambia però negli anni midterm. In genere si tratta di un anno molto più volatile e il mese di giugno lo conferma: S&P 500 in media scende del 2%.
Tuttavia, questo è un anno ancora più anomalo e diventa veramente difficile fare delle statistiche di stagionalità.
In primo luogo, i mesi di aprile e maggio sono stati estremamente positivi, con una performance combinata del 16.1%.
Nei casi passati il mese di giugno si è chiuso in positivo con una performance media di 1-2%.
Attenzione : questa non può essere considerata una statistica poiché calcolata solo su 4 casi negli ultimi 76 anni. E' comunque interessante da notare.
In secondo luogo, questo giugno 2026 è un mese molto particolare caratterizzato dalla IPO di SpaceX, la IPO più grande di sempre con una valutazione superiore a 1800 miliardi di dollari e una raccolta intorno ai 75 miliardi.
E' difficile dire cosa succederà post-IPO ma si tratta comunque di un evento anomalo che potrebbe creare non poca volatilità sul mercato azionario:
sull'indice S&P 500 probabilmente di meno perché Standard and Poor's non ha cambiato le regole di inserimento nell'indice che rimane di 12 mesi con criteri rigorosi di flottante, redditività, ecc.
molta di più sul Nasdaq e sugli indici Russell che hanno modificato le regole riducendo l'inserimento negli indici a soli 15 giorni (dai 60 precedenti).
Sicuramente giugno sarà un mese che uscirà da ogni tipo di stagionalità sia per performance che per volatilità.
Indici di mercato
Cosa ha influito su questo sell-off della tecnologia?Dopo nove settimane di ininterrotti rialzi a Wall Street è arrivata una giornata di brutale sell-off, con il Nasdaq 100 che ha perso il 4,75%, il ribasso giornaliero più forte dall’aprile 2025.
Paradossalmente, le vendite si sono accentuate dopo un dato economico forte.
Nel mese di maggio sono state create 172 mila nuove buste paga non agricole invece delle 85 mila attese. Questo rischia di forzare la Fed a un atteggiamento più hawkish, visto che i toni relativamente accomodanti degli ultimi mesi erano stati giustificati da preoccupazioni relative a un possibile rallentamento del mercato del lavoro.
Basta questo a spiegare il crollo di ieri? Probabilmente no. I rendimenti a 10 anni TVC:US10Y sono saliti di 6 basis points durante la giornata, un movimento abbastanza gestibile. L’aumento delle buste paga si è concentrato su due settori piuttosto volatili come Leisure and Hospitality e Government. Le prossime letture potrebbero quindi vedere queste componenti ridimensionate.
I dati di questa settimana hanno inoltre mostrato un costo unitario del lavoro in diminuzione. Potrebbe quindi trattarsi di un mercato del lavoro solido senza l’effetto inflazionistico causato da pressioni salariali.
Quello che il mercato sta soffrendo è probabilmente l’anticipazione delle prossime grandi IPO. Si comincia venerdì 12 con SpaceX e poi a seguire, nelle prossime settimane, OpenAI e Anthropic. Si tratta di società che sono cresciute molto velocemente, su cui si ha poca visibilità sugli utili, che alcuni indici includeranno immediatamente senza rispettare le normali regole per l’ammissione, che entreranno con poco flottante per poi liberare molto presto le azioni esistenti dalle clausole di lock-up e che rappresenteranno un test senza precedenti per i ribilanciamenti della gestione passiva.
Ma la novità vera e inaspettata di questa settimana è l’annuncio di operazioni di equity financing da parte di alcune big tech. Google ha annunciato un’emissione di azioni da 80 miliardi; per META il Financial Times ha riportato l’ipotesi di alcune decine di miliardi di emissione. Questo per finanziare l’esplosione del capex AI.
È una novità significativa, che il mercato non si aspettava. Aveva già preventivato nuove emissione obbligazionarie, che lo scarso indebitamento delle big tech consentiva, ma non si pensava a emissioni azionarie. Si tratta di un cambio di paradigma rispetto agli anni scorsi in cui queste società avevano garantito generosi ritorni in forma di buyback; ora chiedono capitale fresco agli stessi azionisti.
Theory of Quatergenerated Matrix Structure (Th.S.M.Q.)La presente tavola rappresenta un esempio applicativo della Theoria Structurae Matricis Quatergeneratae (Th.S.M.Q.), ricerca indipendente recentemente pubblicata su Zenodo, contenente sia grafici provenienti da TradingView sia grafici non finanziari.
La teoria nasce dall’osservazione di un fenomeno emergente e ricorrente individuato in numerosi grafici a linee e a candele giapponesi appartenenti a contesti molto differenti tra loro. Tale fenomeno viene descritto attraverso il Principio di Quatergenerazione e mediante la costruzione delle Strutture Matrici Quatergenerate (SMQ), sviluppate secondo specifiche leggi di costruzione.
La Th.S.M.Q. non costituisce un metodo previsionale, non propone modelli deterministici o predittivi e non fornisce indicazioni operative di acquisto o vendita. Non costituisce consulenza di alcun tipo, ma una nuova teoria nell’ambito della Filosofia e della Scienza dell’Analisi Tecnica dei Grafici con una proposta scientifica.
L’oggetto della ricerca concerne l’osservazione della Relazione Spazio ∑ – Grandezza 𝓎 e della Relazione emergente tra equilibri osservabili nei grafici, quale espressione di sistemi complessi adattivi.
Tra i grafici analizzati nella pubblicazione:
1. Grafico del tasso di disoccupazione in Italia – dati ISTAT osservati tramite TradingView.
2. Grafico del Geopolitical Risk (GPR) Index (Caldara–Iacoviello).
3. Grafico Data Population Long-run Data (Italy), HYDE (2023); Gapminder (2022); UN WPP (2024) – Our World in Data.
4. Diversi grafici provenienti da TradingView.
L’immagine allegata riprende una delle tavole contenute nell'opera, nel Capitolo 6.1"Costruzione delle Strutture Matrici Quatergenerate", pag. 22, Fig. 2.
Essa mostra una struttura costruita secondo le leggi della teoria ed è presentata esclusivamente per finalità di ricerca, discussione e confronto intersoggettivo. L’intersoggettività costituisce infatti un requisito fondamentale per la verifica della solidità della teoria.
Nell'opera pubblicata lo scorso 30 maggio 2026 viene presentata la tavola qui presente elaborata secondo Analisi di Struttura Matrice Quatergenerata multistrutturale, con commento tecnico, ai fini di ricerca.
Sarò lieto di confrontarmi con studiosi, ricercatori, analisti tecnici e appassionati interessati agli aspetti filosofici, epistemologici e scientifici dell’Analisi Tecnica dei Grafici.
Preprint disponibile all’indirizzo: doi.org
Citazione:
Marangione, M. (2026). Theoria Structurae Matricis Quatergeneratae (Th.S.M.Q.). Fundamenta in Philosophia Analyseos Technicae Diagrammatum Linearium et Candelarum Iaponicarum (1.0). Zenodo. doi.org/10.5281/zenodo.19653616
©2026 Mirko Marangione. Tutti i diritti riservati.
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Le analisi e i concetti presentati nel presente lavoro hanno natura esclusivamente teorica e di ricerca e rappresentano unicamente l’opinione dell’Autore. Essi non costituiscono, né devono essere interpretati come una sollecitazione al pubblico risparmio, né indicazioni operative, raccomandazioni di investimento o consulenza finanziaria di alcun tipo.
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Si precisa espressamente che lo studio svolto non ha valore operativo, né predittivo, né deterministico, né in via diretta né indiretta.
Pur essendo stato redatto con la massima cura, il presente lavoro non ha carattere di esaustività e potrebbe contenere errori o imprecisioni. L’Autore sarà grato ai lettori che vorranno segnalarli.
I disegni realizzati dall’Autore hanno finalità esclusivamente illustrative e possono contenere inesattezze o approssimazioni.
Nasdaq100 IndexIl Nasdaq 100 si trova in una zona geometrica estremamente delicata dopo la fase di accelerazione culminativa sviluppata sopra gli angoli 2x1 e 4x1.
Il primo livello matematico critico è:
29.890
(rotazione Square of Nine −90°)
La perdita di questo livello ha già segnalato:
indebolimento della spinta impulsiva
uscita dalla fase di equilibrio rialzista
ingresso in struttura distributiva
Ora il livello decisivo diventa:
28.591
(rotazione SO9 −180°)
Tenuta di 28.591
Se il mercato mantiene questa area:
la struttura resta correttiva ma ancora compatibile con trend rialzista primario
il Nasdaq può sviluppare:
consolidamento laterale
riaccumulazione
nuovo tentativo verso:
30.325
31.201
Solo sopra 31.201:
il mercato riattiverebbe la struttura rialzista dominante
invalidando l’attuale segnale di esaurimento
Rottura di 28.591
La violazione netta di questo nodo:
aprirebbe una vera correzione geometrica
confermerebbe la perdita dell’equilibrio prezzo-tempo
Con proiezioni successive verso:
27.207
25.986
23.652
Quest’ultimo rappresenta:
il centro geometrico del range principale
il principale magnete vibrazionale di medio periodo
Lettura Finale
La struttura di lungo periodo rimane ancora rialzista, ma:
il mercato ha già completato una fase culminativa molto avanzata
le coincidenze matematiche di esaurimento sono numerose
la volatilità geometrica è in forte aumento
Operativamente:
sopra 28.591 → consolidamento controllato
sotto 28.591 → accelerazione correttiva ad alta probabilità geometrica.
SPX: Trimestrale Inverso — Target 7.343 → 7.098Aggiornamento SP500 — 7 giugno 2026
Metodologia: Metodo Ciclico (tempo, struttura, liquidità + pattern proprietari Genesis, Eclipse, Movimento di Giuda)
QUADRO GENERALE
Lo storno di venerdì 5 giugno non è stato una sorpresa. Il Genesis T+2 inverso era stato pubblicato sul canale Telegram pubblico nella mattinata di venerdì, segnalando in anticipo il rischio concreto di partenza di un ciclo inverso dal massimo. Il pattern si è poi attivato come previsto.
Adesso lo scenario strutturale è confermato: dal massimo recente è partito un trimestrale inverso (87 barre di distanza dal massimo precedente — ancora dentro la finestra T+3 inverso, swing di competenza T+2i già toccato dalla discesa).
CONTESTO MACRO
Il catalizzatore dello storno è stato duplice:
1. Broadcom ha pubblicato guidance deludente (16 mld vs 17,2 attesi) → segnale di possibile sopravvalutazione del settore IA, che richiede aspettative perfette
2. Dati lavoro robusti → la Fed potrebbe non tagliare i tassi nel 2026
Data sensibile: 16-17 giugno, prima apparizione di Kevin Warsh alla Fed. Il timing coincide con la chiusura attesa del T+1 indice attualmente in corso (max 17 giugno).
PATTERN PROPRIETARI ATTIVI
Genesis T+2 inverso: attivato (segnalato in anticipo nel Telegram)
Swing T+2i: toccato dalla discesa di venerdì → trimestrale inverso confermato
Eclipse in confluenza con swing inversi (doppia conferma strutturale):
- Eclipse T+3 a 7.343,78 + Swing T+3i nello stesso livello
- Eclipse T+4 a 7.098,99 + Swing T+4i nello stesso livello
Regola operativa Eclipse: rottura + retest + reaction netta = ciclo lato indice in chiusura.
LIVELLI CHIAVE
- ~7.460 — Massimo recente, possibile target di rimbalzo tecnico lunedì
- 7.343,78 — Eclipse T+3 ⚠️ Doppia conferma con swing T+3i
- 7.144 - 7.100 — Zona target di chiusura T+3 indice
- 7.098,99 — Eclipse T+4 ⚠️ Doppia conferma con swing T+4i (semestrale inverso)
SCENARI OPERATIVI
Scenario 1 — Rimbalzo tecnico lunedì
In apertura mercati USA possibile partenza T-2 indice dal minimo recente per chiusura T-1 inverso entro le 21:30 di lunedì. Salita anche sopra ~7.460 nel breve. Vincolo sequenziale dei cicli inversi (rialzo-ribasso-rialzo-rialzo) suggerisce un quinto tempo a ribasso (rialzo prezzi) per chiudere il T-1 inverso.
→ Profilo: rimbalzo tattico di breve, non inversione strutturale.
Scenario 2 — Chiusura T+3 indice
Dopo chiusura T-1 inverso, partenza T-1 inverso al ribasso. Rottura di 7.343,78 + retest + reaction netta = T+3 indice in chiusura. Target: zona 7.144 - 7.100.
→ Profilo: scenario base con orizzonte settimanale.
Scenario 3 — Chiusura T+4 indice (più strutturalmente ribassista)
Rottura anche di 7.098,99 con retest e reaction netta = T+4 indice in chiusura + mensile indice completamente vincolato al ribasso.
→ Profilo: scenario coerente con quadro globale risk-off (BTC, ETH).
TIMING
T-1 indice partito sul minimo recente (99 barre — coerente per durata, swing di competenza toccato). Possibile T-2 indice in arrivo lunedì per chiusura T-1 inverso. La data 16-17 giugno (Fed/Warsh) capita nella finestra di chiusura del T+1 indice in corso (max 17 giugno). Combinazione macro + ciclica particolarmente concentrata.
CORRELAZIONE GLOBALE
Le analisi BTC ed ETH di ieri 6 giugno raccontano lo stesso scenario macro:
- Bitcoin: 59.628 livello chiave, target gennaio 2027 in coerenza con halving cycle
- Ethereum: 1.383 livello chiave, target $1.200 entro gennaio 2027
- SP500: trimestrale inverso confermato, Eclipse T+3 e T+4 a portata di mano
Le tre analisi si completano: i mercati globali stanno entrando in fase risk-off coerente.
CONCLUSIONE
Il trimestrale inverso è ufficialmente partito (Genesis T+2i attivato + swing T+2i toccato). I prossimi step operativi sono chiari: monitorare Eclipse T+3 a 7.343,78 e poi Eclipse T+4 a 7.098,99. Nel brevissimo, possibile rimbalzo tecnico lunedì per chiusura T-1 inverso prima della prosecuzione strutturale.
⚠️ Disclaimer
Contenuto a solo scopo educativo e informativo. Non costituisce consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento. Il trading comporta rischio elevato di perdita del capitale.
SPX 7333 ultimo supporto prima di area 7000-6950?Con una giornata di feroce ribasso, l'indice si e' portato a risso del minimo del 19/5 di 7333. La violazione di questo minimo abbinata ad indicatori ed oscillatori impostati negativamente potrebbe riportare le quotazioni verso quota 7000-6950 dove si trovavamo i precedenti massimi storici.
IDX Composite aggiornamentoIl grande Jesse Livermore disse: TRADA QUELLO CHE VEDI E NON QUELLO CHE PENSI.
Se vi piace il mio metodo, lasciate un like e seguite il profilo, è molto importante per me, grazie!
IDX Composite, indice azionario indonesiano, borsa di Giacarta.
RITRACCIAMENTO DAI MASSIMI 40%
N.B. Si tratta di un'analisi medio-lungo termine, per sfruttare un potenziale rialzo.
ATTENZIONE! AI TRATTA DI UN'OPERAZIONE AD ALTISSIMO RISCHIO PER IL VERO E PROPRIO SELL-OFF IN ATTO.
LEGGETE LA MIA PRECEDENTE ANALISI PER CAPIRE LA SITUAZIONE SPIEGATA NEL DETTAGLIO.
Il forte calo dell'IDX Composite (l'indice principale della Borsa di Giacarta, noto anche come IHSG) dall'inizio del 2026 è legato a un mix di forti tensioni di mercato interne e vulnerabilità macroeconomiche complessive.
Al momento abbiamo sfondato anche la TL mensile, quindi per ora ancora nessun segnale di entrata.
Occhio perché stiamo raggiungendo la EMA 200 del TF mensile...
Su TF settimanale, a meno che non ci siano sorprese nel week-end (accordo USA-Iran), ci stiamo dirigendo verso la zona sotto.
Operatività.
Come già detto in precedenza, piazzerò le entrate solo ed esclusivamente dopo aver visto un cambio di order flow su TF settimanale.
Quindi al momento monitoriamo e basta.
Attenzione sempre ai segnali di entrata che devono essere chiari, se non siete sicuri di quello che fate, non operate.
NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI IL NON OPERARE COSTITUISCE GIA' UN GUADAGNO, PERCHE' NON SI PERDE.
A presto
Mind Primacy
Disclaimer: tutte le analisi esposte attraverso questo profilo non rappresentano consigli finanziari, ma la mia personale visione basata sulle strategie operative di trading che utilizzo.
Mercati contrastati: tech in calo, Dow recordHI-TECH IN RIBASSO
La sessione di Wall Street del 4 giugno 2026 ha registrato un andamento fortemente contrastato, caratterizzato dal nuovo record storico del Dow Jones, in netta controtendenza rispetto alla debolezza del comparto tecnologico.
L’indice industriale ha chiuso a +1,73%, trainato dai titoli blue chip e dai settori più tradizionali. Al contrario, sia l’S&P 500 sia il Nasdaq hanno sofferto la pressione delle vendite nel comparto tech.
A pesare è stato il crollo di Broadcom, scivolata di circa il 13% nelle contrattazioni, evento che ha raffreddato gli entusiasmi sull’intelligenza artificiale nonostante la presentazione di ricavi record.
Tutto ciò riaccende i dubbi su un possibile eccesso di entusiasmo intorno ai titoli legati all’IA. Basterà questo a far scendere i mercati azionari nelle prossime settimane?
In Asia, intanto, le borse hanno perso quota, seguendo l’andamento di Wall Street e la forte ondata di vendite nel settore tecnologico. L’indice di riferimento sudcoreano, considerato un indicatore chiave per gli investimenti in IA, è crollato di circa il 5%.
Anche i mercati azionari di Giappone, Cina e Hong Kong hanno registrato ribassi.
VALUTE E NFP
Sul mercato valutario, gli scambi risultano ingessati, caratterizzati da oscillazioni limitate. Il biglietto verde rimane protagonista, soprattutto contro lo yen, con il cambio in area 160,00.
Probabilmente la BoJ non è ancora intervenuta perché attende un movimento autonomo del mercato, evitando così di utilizzare riserve valutarie in una fase in cui la price action resta ancora ampiamente negativa per la valuta giapponese.
L’EUR/USD si mantiene sopra 1,1600, senza però riuscire a superare 1,1660. Anche il Cable resta ancorato nel range 1,3375–1,3475.
L’EUR/GBP è stabile a 0,8650, mentre le valute oceaniche non trovano direzione e si sono fermate contro il dollaro in area 0,7120 per l’AUD/USD e 0,5870 per il NZD/USD.
Poco da segnalare anche sul franco svizzero, stabile a 0,7900 contro dollaro e 0,9170 contro euro.
Interessanti, invece, i cross con lo yen, in particolare il GBP/JPY, che oscilla lateralmente intorno ai massimi di periodo.
Quella odierna è una giornata importante per la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro statunitense (Non-Farm Payrolls), attesi a +87 mila, insieme al tasso di disoccupazione, con consenso al 4,3%.
Da questi dati dipenderanno le prossime decisioni della Fed e, di conseguenza, anche quelle delle altre banche centrali.
GIAPPONE: CALO DELLE RISERVE VALUTARIE
Le riserve valutarie del Giappone sono diminuite di 77,11 miliardi di dollari, attestandosi a 1.310 miliardi nel maggio 2026, rispetto ai 1.380 miliardi del mese precedente. Si tratta del livello più basso da luglio 2025.
Secondo il Ministero delle Finanze, il calo è stato il più marcato dall’inizio delle rilevazioni nel 2000 e riflette probabilmente l’intervento su larga scala a sostegno dello yen fino al 28 maggio.
Durante questo periodo, le autorità hanno speso la cifra record di 11.700 miliardi di yen per sostenere la valuta.
Le riserve si sono ridotte a 1.090 miliardi di dollari, suddivisi in 931,68 miliardi in titoli e 162,24 miliardi in depositi.
Di questi ultimi, 161,80 miliardi erano detenuti presso banche centrali estere e la BRI, mentre i depositi presso banche giapponesi ammontavano a 410 milioni di dollari.
PETROLIO
Venerdì il petrolio WTI si è mantenuto intorno ai 93 dollari al barile, dopo aver perso oltre il 3% nella sessione precedente, appesantito dalle speranze di una soluzione diplomatica tra Stati Uniti e Iran.
Tale soluzione potrebbe portare alla fine del conflitto e alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
Il presidente Donald Trump si sarebbe mostrato riluttante a intraprendere una guerra su vasta scala con l’Iran, nonostante i recenti scontri, e prenderebbe in considerazione la fine dell’attuale tregua solo in caso di attacco diretto ai soldati americani.
Nonostante ciò, il prezzo del petrolio resta in rialzo di oltre il 6% dall’inizio della settimana, poiché i negoziati tra Washington e Teheran non hanno ancora registrato progressi significativi.
Inoltre, le continue operazioni militari israeliane in Libano rappresentano un ulteriore elemento critico.
Hezbollah, sostenuto dall’Iran, ha respinto una proposta di cessate il fuoco mediata dagli Stati Uniti, sebbene il presidente Trump abbia dichiarato che il gruppo ha avviato contatti con la Casa Bianca per discutere la fine delle ostilità.
ORO ANCORA IN RIBASSO
Il prezzo dell’oro continua a scendere, avvicinandosi ai supporti chiave in area 4.420 dollari.
Il metallo prezioso si trova in una fase di assestamento e correzione nel breve termine, scambiando intorno ai 123–124 euro al grammo, dopo un lungo rally che lo ha portato a superare le aspettative.
Dopo aver registrato numerosi massimi storici consecutivi, il mercato sta ora affrontando prese di profitto e una fisiologica fase di discesa, guidata da fattori macroeconomici.
I recenti sviluppi in Medio Oriente, tra cui le tregue e le rassicurazioni diplomatiche, hanno temporaneamente ridotto le tensioni globali, diminuendo la domanda immediata di beni rifugio.
Inoltre, politiche monetarie globali stabili ma orientate verso un’impostazione restrittiva nel medio termine, unite a un dollaro forte, hanno spinto molti investitori a riallocare i capitali.
Questo ha contribuito a frenare l’ascesa del metallo giallo, che non offre rendimenti.
Resta comunque importante ricordare che molte banche centrali continuano a preferire l’oro rispetto ai Treasury USA per diversificare le proprie riserve valutarie, nonostante il recente calo.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
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Wall Street in ribasso tra tensioni e FedCORREZIONE DEL SETTORE TECNOLOGICO
Nella seduta di ieri, 3 giugno 2026, Wall Street ha chiuso in deciso ribasso, interrompendo una striscia positiva di record storici, a causa delle forti tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran e dei timori legati alle prossime mosse della Federal Reserve.
Il Dow Jones ha ceduto l’1,21%, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq hanno chiuso rispettivamente a -0,74% e -0,89%. Il rischio di un’escalation militare in Medio Oriente ha scatenato un’ondata di vendite, spingendo al contempo al rialzo le quotazioni del petrolio.
Allo stesso tempo, i dati sul mercato del lavoro, pubblicati negli ultimi due giorni, hanno evidenziato una resilienza sorprendente. Le previsioni degli analisti indicano ora possibili rialzi dei tassi da parte della Fed nel prossimo autunno.
I dati ADP hanno mostrato che il settore privato ha aggiunto 122.000 posti di lavoro netti a maggio, al di sopra delle aspettative, consolidando l’idea di un mercato del lavoro solido e offrendo alla Fed maggiore margine di manovra per combattere l’inflazione.
Nel frattempo, i nuovi attacchi iraniani in Bahrein e Kuwait hanno messo a dura prova l’attuale cessate il fuoco, facendo salire i prezzi dell’energia.
I titoli finanziari hanno chiuso in ribasso a causa dell’aumento dei rendimenti, con JPMorgan in calo dell’1%. Anche le società hyperscale hanno subito forti ribassi, con Oracle, Nvidia e Microsoft in calo di oltre il 2,5%.
Ciononostante, l’impennata degli ordini di infrastrutture per l’intelligenza artificiale ha continuato a sostenere il settore.
ASIA IN RIBASSO
Le borse asiatiche hanno registrato un calo a causa dei rinnovati scontri tra Stati Uniti e Iran, che hanno smorzato le speranze di un accordo di pace.
Gli elevati prezzi dell’energia hanno mantenuto in primo piano le pressioni inflazionistiche e le preoccupazioni sui tassi di interesse.
Anche le deboli prospettive di Broadcom hanno inciso negativamente sul sentiment nel settore tecnologico e dell’intelligenza artificiale a livello globale.
VALUTE E BITCOIN
L’EUR/USD si mantiene a ridosso di 1,1600, ancora sopra i supporti chiave, mentre il dollaro si rafforza per via del ritorno del risk-off. Tuttavia, questa avversione al rischio resta latente e non evidente se si osserva, ad esempio, l’indice VIX, ancora fermo a 16 punti.
Nel frattempo, l’USD/JPY si è avvicinato pericolosamente ai 160 yen per dollaro, livello considerato da molti come possibile soglia di intervento della Bank of Japan, anche se finora non si sono visti interventi.
I rendimenti dei titoli di Stato mostrano un decennale giapponese al +2,66%, il che lascia pensare che stavolta la BoJ potrebbe dover alzare il costo del denaro oppure intervenire sul mercato dei cambi.
Il cambio GBP/USD (Cable) rimane sopra 1,3400, ma per ora non riesce a superare quota 1,3510.
Il franco svizzero resta stabile contro euro e dollaro, rispettivamente a 0,9180 e 0,7920. Anche AUD e NZD rimangono nel trading range degli ultimi giorni, a dimostrazione di cambi generalmente neutrali rispetto alle vicende mediorientali e geopolitiche.
In calo invece il Bitcoin, che si conferma un asset speculativo: tende a salire nei momenti di appetito per il rischio e a scendere in fasi di risk-off. La discesa ha toccato i 61.000 dollari, il livello più basso da fine febbraio.
ADP IN RIPRESA
Negli Stati Uniti, le imprese private hanno aggiunto 122.000 posti di lavoro netti a maggio 2026, il valore più alto da gennaio 2025. Il dato si confronta con i 105.000 di aprile (rivisti al ribasso) ed è superiore alle previsioni di 117.000.
Gli aumenti occupazionali si sono registrati nei settori dell’istruzione e dei servizi sanitari (+57.000), oltre che nel commercio, trasporti e servizi di pubblica utilità (+36.000).
Le aziende con meno di 50 dipendenti hanno assunto 67.000 persone, quelle con 500 o più dipendenti 40.000, mentre le medie imprese hanno registrato 17.000 nuove assunzioni.
La crescita salariale annua per chi ha mantenuto il proprio impiego si è attestata al 4,4%, mentre per chi ha cambiato lavoro è salita leggermente al 6,6%.
PETROLIO
I prezzi del WTI spot sono scesi nell’ultima seduta dopo tre sessioni consecutive di rialzi. Gli investitori restano vigili rispetto all’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, che continuano a offuscare le prospettive di un accordo di pace e la normalizzazione dei flussi energetici in Medio Oriente.
In seguito all’attacco statunitense a una petroliera vuota diretta in Iran martedì, Teheran ha risposto colpendo basi navali statunitensi in Bahrein e Kuwait, oltre a navi mercantili.
Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, una rotta cruciale per circa un quinto delle forniture globali di petrolio e GNL, è rimasto ridotto dall’inizio del conflitto.
Tuttavia, alcune fonti indicano che il traffico sia aumentato nelle ultime due settimane, con alcune navi operative in coordinamento con l’esercito statunitense, anche se i volumi restano ben al di sotto dei livelli precedenti al conflitto.
Nel frattempo, i dati dell’EIA hanno mostrato che le scorte di greggio statunitensi sono diminuite per la sesta settimana consecutiva, avvicinandosi ai minimi operativi.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 03.06.2026Nuovi ulteriori progressi delle Borse: analisti segnalano rischio di «euforia».
L’Ipo di Space X potrebbe essere basata su una valutazione di Us$ 1.800 mld.
Attività belliche legate al conflitto Iran-Usa non attenuano il «risk appetite».
Ancora deboli i preziosi e le cryptos, risveglio dei metalli industriali.
I mercati continuano a oscillare tra due forze contrapposte: da una parte le persistenti tensioni in Medio Oriente, dall’altra l’entusiasmo sempre travolgente per l’Intelligenza artificiale, che continua a catalizzare flussi di capitale e a sostenere le valutazioni azionarie.
Gli investitori sembrano infatti disposti a guardare oltre le incertezze geopolitiche, concentrandosi sul potenziale di crescita di un settore che sta ridefinendo gli equilibri economici e industriali globali.
A Wall Street il tema IA resta il principale motore del rialzo. Hewlett Packard, tra i principali produttori di infrastrutture server per l’intelligenza artificiale, ha registrato forti acquisti dopo aver rivisto al rialzo le proprie stime. Anche Alphabet ha contribuito a rafforzare il sentiment, annunciando un piano di raccolta da Us$ 80 miliardi, destinato a finanziare ulteriori investimenti nel comparto.
Il risultato è stato l’ennesimo record storico per il mercato americano. Il 2 giugno l’S&P500 ha chiuso per la prima volta sopra 7.600 punti, sostenuto in particolare da Nvidia (+5%), premiata dagli investitori dopo la presentazione di una nuova generazione di chip capaci di integrare funzionalità di intelligenza artificiale direttamente nei computer portatili e desktop.
L’intera filiera dei semiconduttori continua a beneficiare di una domanda insaziabile. L’indice SOX ha guadagnato 5,9%, aggiornando nuovi massimi storici, mentre Marvell Technology è balzata del 20% in una sola seduta.
L’euforia coinvolge anche il mercato delle nuove quotazioni. Secondo indiscrezioni riportate da Reuters, SpaceX starebbe preparando una delle più grandi IPO della storia.
L’operazione prevederebbe il collocamento di 555,6 milioni di azioni a 135 dollari, per una raccolta complessiva di circa 75 miliardi. La valutazione finale potrebbe superare 1.800 miliardi, confermando la straordinaria attrattività delle società considerate leader dell’innovazione tecnologica.
Nel frattempo, il contesto geopolitico continua a rimanere delicato. I mercati, tuttavia, sembrano privilegiare gli scenari più costruttivi. Le speranze di una stabilizzazione del fronte libanese sono state alimentate dalla ripresa dei colloqui a Washington tra rappresentanti di Israele e Libano, nonostante i recenti scontri tra l’esercito israeliano e Hezbollah nel sud del Paese.
Parallelamente, l’attenzioe resta massima verso i negoziati tra Stati Uniti e Iran. Il presidente americano Trump continua a dichiararsi ottimista sulla possibilità di raggiungere un accordo provvisorio entro la prossima settimana.
Le Borse europee hanno accolto positivamente questo scenario. Milano è la migliore, con +1,61%, bene anche CAC40 Parigi (+0,77%), DAX Francoforte (+0,57%), IBEX Madrid (+0,71%) e FTSE100 Londra (+0,37%).
Questa settimana resta importante anche sul fronte macroeconomico. Gli investitori monitorano gli indici PMI di Italia, Germania, Francia, Regno Unito, Unione Europea e Stati Uniti, oltre agli indicatori ISM americani, agli ordini di fabbrica e di beni durevoli. In calendario figurano inoltre le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e il rapporto sul mercato del lavoro statunitense previsto per venerdì.
La seduta di oggi, 3 giugno, conferma la straordinaria resilienza dei mercati azionari globali. Nonostante il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente, ieri Dow Jones, Nasdaq e S&P 500 hanno aggiornato nuovi massimi storici, portando a cinque il numero consecutivo di sedute record.
L’ottimismo si estende all’Asia. L’indice MSCI Asia-Pacific guadagna +0,7%, aggiornando anch’esso i massimi storici. In Giappone il Nikkei sale +2,7%, raggiungendo nuovi record grazie soprattutto al contributo di Tokyo Electron (+9%), uno dei principali produttori mondiali di apparecchiature per semiconduttori. A sostenere il mercato nipponico contribuisce anche l’approvazione di una manovra governativa da Us$ 16,7 miliardi, contro il caro energia.
In Cina, CSI300 +1,5%, mentre l’Hang Seng arretra -1,7%. Continua invece la corsa della Borsa di Taiwan, col Taiex in rialzo, +2%, su nuovi massimi storici. Sul piano economico, il PMI composito cinese è salito a 54 punti dai 53,1 di aprile, segnando il livello più elevato dallo scorso febbraio.
Tra le materie prime, il petrolio torna a salire. Il Brent guadagna circa l’1% dopo il lancio di missili iraniani verso Kuwait e Bahrein e la successiva risposta militare americana contro l’isola iraniana di Qeshm.
L’indice Bloomberg Commodity, a 137,40 dollari, registra un moderato rialzo. Sotto i riflettori rimane soprattutto il rame, diventato uno dei principali beneficiari della rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Il metallo è tornato sopra i 14.000 dollari per tonnellata sul mercato LME, con una performance del +13% dall’inizio del 2026. A sostenere le quotazioni contribuiscono gli investimenti nelle infrastrutture digitali, la transizione energetica e le persistenti limitazioni dell’offerta globale. A ciò si aggiungono i timori di possibili dazi statunitensi sulle importazioni di rame raffinato.
Più debole il comparto dei metalli preziosi. L’oro quota 4.470 dollari l’oncia e l’argento 74,90 dollari, entrambi in lieve calo e ancora privi di segnali convincenti di inversione dopo tre mesi di debolezza.
Secondo la BCE, alla fine del 2025 l’oro rappresentava il 27% delle riserve valutarie detenute dalle banche centrali, in aumento rispetto al 20% dell’anno precedente. La quota del metallo prezioso ha così superato quella dei Treasury statunitensi (22%) e quella dell’euro (15%). Tuttavia, l’aumento è stato determinato soprattutto dall’impennata dei prezzi piuttosto che da nuovi acquisti.
Sul mercato obbligazionario il rendimento del Treasury decennale resta stabile al 4,46%. L’attenzione degli operatori si concentra sulle possibili evoluzioni della Federal Reserve sotto la guida di Kevin Warsh, sostenitore di una significativa riduzione del bilancio della banca centrale, oggi pari a 6.700 miliardi di dollari.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 02.06.2026Wall Street, grazie alla «tech» segna 3 nuovi record storici dei maggiori indici.
I mercati scontano la robusta crescita degli utili 2026, ignorando le guerre.
Tregua annunciata tra hezbollah e Israele: Beirut torna a respirare.
Banca centrale europea verso aumento dei tassi, attesi +25bps, a giugno.
Le tensioni geopolitiche continuano a dominare la scena finanziaria globale, ma i mercati hanno mostrato ancora una volta una notevole capacità di guardare oltre il rumore di fondo.
Dopo una seduta di vendite, le Borse europee ieri, 1 giugno, hanno recuperato terreno grazie alle nuove aperture sul fronte diplomatico, con Donald Trump tornato a evocare la possibilità di un accordo con l’Iran, sostenendo che un’intesa potrebbe arrivare già la prossima settimana.
Il rinnovato ottimismo si inserisce però in un contesto fragile. Solo poche ore prima, l’escalation tra Israele e Hezbollah aveva riacceso i timori di un rallentamento del processo negoziale. Secondo Axios, Trump avrebbe avuto un confronto acceso con Benjamin Netanyahu nel tentativo di contenere le tensioni.
La trattativa resta complessa. Teheran ha sospeso i colloqui con Washington a causa dei continui scontri in Libano, mentre Trump ha dichiarato di aver ottenuto un impegno reciproco alla cessazione delle ostilità.
Netanyahu ha confermato la disponibilità a evitare attacchi su Beirut, purché cessino le azioni ostili contro Israele, ribadendo però che le operazioni nel sud del Libano proseguiranno.
L’assenza di progressi concreti tra Stati Uniti e Iran continua a pesare relativamente poco sui mercati. Da settimane gli investitori oscillano tra annunci incoraggianti e passi indietro, alimentando volatilità e sensibilità a ogni aggiornamento geopolitico, ma senza impedire alle Borse di proseguire nella traiettoria rialzista.
Detto ciò, la seduta europea si è chiusa in rialzo. Milano ha guadagnato l’1,10%, aggiornando un nuovo massimo intraday, mentre Parigi è salita +0,76% e Francoforte +1,03%. Un segnale che conferma la preferenza degli investitori per gli elementi costruttivi rispetto ai rischi di breve termine.
Il recupero assume maggiore rilevanza perché avviene mentre il mercato continua a prezzare una politica monetaria più restrittiva. Gli swap incorporano 24 punti base di rialzo BCE già a giugno e 65 entro fine anno, mentre nel Regno Unito gli operatori stimano 47 punti base di rialzi della Bank of England nel 2026.
A rafforzare questa visione è intervenuta Isabel Schnabel, secondo cui l’impatto inflazionistico del conflitto che coinvolge l’Iran potrebbe estendersi oltre il comparto energetico, complicando il lavoro delle banche centrali.
Nonostante il contesto, il mercato azionario continua a mostrare una sorprendente resilienza. A Wall Street i tre principali indici hanno aggiornato nuovi massimi storici, prolungando un trend positivo che dura da tre settimane consecutive.
Tra i protagonisti spicca Alphabet, che ha annunciato una raccolta di capitale da 80 miliardi di dollari, una delle maggiori operazioni azionarie mai realizzate. Il piano comprende un programma “at-the-market” da 40 miliardi, ulteriori 30 miliardi tramite offerte sottoscritte e un investimento da 10 miliardi di Berkshire Hathaway.
L’operazione è il simbolo della corsa globale all’intelligenza artificiale. Le grandi società tech stanno investendo somme senza precedenti per costruire infrastrutture e capacità computazionale. Nel caso di Alphabet, le spese in conto capitale previste per il 2027 supereranno i già enormi 190 miliardi di dollari attesi nel 2026.
Sul fronte delle materie prime, le speranze di una soluzione diplomatica tra Washington e Teheran hanno allentato la pressione sui prezzi energetici. Il WTI si mantiene intorno a 91 dollari al barile, mentre il Brent resta sotto i 95 dollari. In flessione anche il gas naturale europeo, con il riferimento di Amsterdam in area 48 euro per megawattora.
Sul mercato valutario prevale la stabilità, con il cambio euro/dollaro a 1,164. Migliora leggermente anche il reddito fisso europeo: lo spread BTp-Bund si è ristretto a 72 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano è sceso al 3,68%.
La seduta asiatica del 2 giugno ha offerto indicazioni contrastanti. In Giappone il Nikkei ha perso circa l’1%, mentre lo yen si è avvicinato nuovamente alla soglia di 160 contro dollaro.
Più positivo il tono dei mercati del Sud-Est asiatico. L’Hang Seng di Hong Kong è salito dell’1,7%, mentre il CSI 300 cinese ha guadagnato lo 0,4%, sostenuto dai titoli tecnologici. L’attenzione si è concentrata su Tencent, che starebbe testando un agente di intelligenza artificiale integrato in WeChat.
Prende fiato la Corea, dove il Kospi ha ceduto circa l’1% a causa dell’accelerazione dell’inflazione, rafforzando le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi.
Continua infine la fase di debolezza delle criptovalute. Il Bitcoin è sceso a circa 70.300 dollari, registrando un calo dell’1,5% dopo il -3,5% della seduta precedente. Sul sentiment pesa anche la decisione di Strategy di vendere circa 2,5 milioni di dollari in Bitcoin, prima cessione dalla fine del 2022.
Nel frattempo il mercato obbligazionario europeo continua a registrare un marcato appiattimento della curva dei rendimenti, segnale che gli investitori stanno adeguando le proprie aspettative a uno scenario di inflazione più persistente e tassi elevati più a lungo. Il rendimento del Bund decennale è salito al 3,00%, mentre il biennale tedesco ha segnato il maggiore incremento giornaliero dall’inizio di aprile.
Il messaggio che emerge dai mercati è chiaro: gli investitori continuano a scommettere sulla crescita e sull’intelligenza artificiale, ma devono fare i conti con geopolitica, inflazione e banche centrali, che restano i veri fattori guida.
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NAS100: Setup Rialzista Verso Nuovi Massimi 🚀 NAS100: Setup Rialzista Verso Nuovi Massimi 📈
🔍 Panoramica del Mercato
Il NAS100 continua a mostrare una forte tendenza rialzista all'interno di un canale ascendente ben definito. Il prezzo sta attualmente testando una zona di resistenza chiave vicino al suo Massimo Storico (ATH).
📊 Osservazioni Tecniche Principali
✅ Massimi e minimi crescenti confermano una struttura di mercato rialzista.
✅ Il prezzo rimane sopra la trendline principale e il supporto chiave.
✅ La zona Premium evidenziata potrebbe favorire prese di profitto o raccolta di liquidità nel breve termine.
✅ Sotto il prezzo attuale è presente un'area EQL (Equal Lows) che potrebbe attirare un ritracciamento prima della continuazione del trend.
🎯 Scenario Potenziale
🔹 Un pullback temporaneo verso la zona EQL/supporto rimane possibile.
🔹 Se i compratori difenderanno quest'area, il trend rialzista potrebbe continuare.
🔹 Una rottura confermata sopra l'ATH rafforzerebbe il momentum rialzista e aprirebbe la strada a nuovi massimi.
⚠️ Fattori di Rischio
❌ Una rottura sotto il supporto del canale potrebbe innescare una correzione più profonda.
❌ Un rifiuto in prossimità dell'ATH potrebbe portare a una caccia alla liquidità verso livelli di supporto inferiori.
💡 Bias di Mercato
📈 Rialzista finché il prezzo rimane sopra i supporti chiave e all'interno del canale ascendente.
👀 Monitorare eventuali ritracciamenti e conferme prima di cercare nuove opportunità long.
📚 Solo a scopo educativo. Questo contenuto non costituisce consulenza finanziaria. Gestire sempre il rischio e attendere conferme prima di operare.
Wall Street resiliente: AI e yen al centroWALL STREET NON MOLLA MAI: LE RAGIONI
I principali indici azionari di Wall Street hanno chiuso la seduta di martedì 2 giugno 2026 in lieve rialzo, trainati in particolare dalla buona performance del comparto industriale.
Il Dow Jones ha chiuso a +0,45%, mentre S&P 500 e Nasdaq hanno registrato rispettivamente +0,14% e +0,03%: incrementi contenuti ma comunque positivi, in un contesto di rinnovata incertezza geopolitica che, tuttavia, non riesce in alcun modo a frenare le price action azionarie.
Ciò evidenzia una resilienza delle borse che appare a molti sorprendente e, talvolta, anche incomprensibile.
Evidentemente, gli sviluppi nel settore hi-tech e dell’intelligenza artificiale — in particolare dell’IA agentica — sono talmente rilevanti da mettere in secondo piano qualsiasi elemento negativo potenzialmente in grado di penalizzare i listini.
Un agente IA è infatti un software avanzato progettato per eseguire compiti complessi e prendere decisioni in modo autonomo, con una supervisione umana minima o nulla. A differenza dei chatbot tradizionali o dei semplici sistemi di risposta ai prompt, un agente riceve un obiettivo finale di alto livello, pianifica i passaggi necessari, seleziona ed esegue gli strumenti più appropriati e corregge il proprio percorso fino al raggiungimento del risultato.
Questo comporta sviluppi estremamente significativi e rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma.
Finora, gli ingenti investimenti degli hyperscaler (come Microsoft, Google, Amazon e Meta) sono stati considerati dal mercato principalmente come costi da ammortizzare.
Tuttavia, l’avvento dell’AI agentica sta modificando questa narrativa in due modi.
Da un lato, si passa da “centro di costo” a “motore di ricavi”: gli agenti AI sono infatti in grado di automatizzare attività complesse — dalla gestione della supply chain all’assistenza clienti avanzata — trasformando l’infrastruttura da semplice spesa in una piattaforma di servizi capace di generare ritorni concreti anche nel breve periodo.
VALUTE
Sul mercato dei cambi segnaliamo un USD/JPY che ha sfiorato quota 160 nella notte, area notoriamente sensibile e a rischio per un eventuale intervento dello yen.
Gran parte delle dinamiche del Forex ruota attorno a questo elemento chiave: la valuta giapponese, sulla quale si stanno moltiplicando dichiarazioni favorevoli a un intervento da parte della Bank of Japan.
L’ultima in ordine di tempo è arrivata dal ministro delle Finanze giapponese, Katayama, che si è dichiarato pronto a intervenire sul mercato valutario, se necessario.
Qualora ciò accadesse, i movimenti si propagherebbero in maniera significativa: il dollaro potrebbe indebolirsi non solo contro lo yen, ma anche nei confronti delle altre valute, in un classico effetto di correlazione — seppur con intensità differenti.
Di conseguenza, tutti i cross contro yen potrebbero subire gli effetti di una rivalutazione forzata della valuta giapponese.
L’EUR/JPY, ad esempio, dopo aver testato livelli superiori a 186,00, sembra iniziare una fase correttiva, così come GBP/JPY e gli altri cross legati alla valuta asiatica.
Sul fronte opposto, saranno da monitorare i livelli di resistenza di EUR/USD e GBP/USD (Cable), attualmente posizionati nel breve a 1,1680 e 1,3510.
USD/CHF ed EUR/CHF restano invece all’interno dei consueti range, con livelli chiave rispettivamente a 0,7900 e 0,9200.
PETROLIO
Mentre sui mercati azionari e valutari l’avversione al rischio non appare evidente — complice il peso di fattori come l’AI e lo yen — sul mercato delle materie prime essa si manifesta più chiaramente attraverso il prezzo del petrolio.
I futures sul WTI hanno raggiunto i 95 dollari al barile, segnando la terza sessione consecutiva di rialzi, in un contesto di persistente incertezza sui negoziati tra Stati Uniti e Iran e di rinnovate tensioni in Medio Oriente.
Questi elementi continuano a sostenere un premio per il rischio geopolitico sui mercati energetici.
Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, l’Iran avrebbe lanciato missili balistici verso paesi limitrofi, mentre le forze statunitensi avrebbero colpito l’isola di Qeshm in risposta a tentativi di attacco attribuiti a Teheran.
Nonostante l’escalation, il presidente Donald Trump ha ribadito che i negoziati con l’Iran restano attivi.
Nel frattempo, negli Stati Uniti i dati settoriali indicano un calo delle scorte di greggio pari a 6,8 milioni di barili nella settimana precedente. Se il dato sarà confermato dalle statistiche ufficiali attese mercoledì, si tratterebbe del sesto calo settimanale consecutivo.
ORO
I prezzi dell’oro si sono mantenuti al di sotto dei 4.500 dollari l’oncia, estendendo le perdite registrate all’inizio della settimana.
A pesare sono stati dati sul mercato del lavoro statunitense migliori delle attese, che hanno rafforzato le aspettative di una politica monetaria restrittiva da parte della Federal Reserve per un periodo più prolungato.
I dati pubblicati martedì mostrano infatti un forte aumento delle offerte di lavoro (JOLTS) ad aprile, ai massimi degli ultimi due anni, mentre i licenziamenti sono diminuiti, confermando la solidità del mercato del lavoro.
L’attenzione degli investitori è ora rivolta al report sui salari non agricoli (Non-Farm Payrolls), previsto per venerdì, che potrebbe fornire ulteriori indicazioni sulla direzione della politica monetaria.
Nel frattempo, le tensioni tra Stati Uniti e Iran, che hanno contribuito al rialzo del petrolio, stanno alimentando timori inflazionistici, rafforzando ulteriormente l’ipotesi di una Fed più aggressiva.
Nonostante ciò, il presidente Trump ha confermato che i negoziati sono ancora in corso, mentre alcune fonti indicano che funzionari iraniani starebbero rivedendo un “testo definitivo” da presentare nel prosieguo delle trattative.
AUSTRALIA
L’economia australiana è cresciuta dello 0,3% su base trimestrale nel primo trimestre del 2026, al di sotto delle aspettative (+0,5%) e in rallentamento rispetto al +0,9% registrato nel trimestre precedente.
Si tratta della crescita più debole dell’ultimo anno, penalizzata dalla contrazione della spesa pubblica e dei consumi delle famiglie, dalle interruzioni nell’attività mineraria dovute a condizioni climatiche avverse e da una domanda estera più debole.
Le esportazioni sono diminuite dell’1,1%, a causa del calo delle spedizioni di carbone e minerale di ferro, mentre le importazioni sono aumentate del 2,1%.
La domanda interna ha comunque contribuito per 1 punto percentuale alla crescita del PIL, trainata dagli investimenti privati (+0,7 punti percentuali) e, in misura minore, dai consumi delle famiglie (+0,3 punti percentuali).
Su base annua, la crescita del PIL si è attestata al 2,5%, al di sotto delle previsioni del 2,7%.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
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I modelli AI possono battere il mercato?La risposta più onesta, ad oggi, sembra essere: no .
Partiamo subito dai numeri, perché in finanza i numeri sono l'unica narrazione che resiste.
Bloomberg ha riportato qualche giorno fa i risultati di Alpha Arena, l'esperimento più pubblico e granulare condotto finora sugli LLM applicati al trading della startup Nof1.
Otto tra i modelli che vengono considerati più avanzati al mondo (tra cui ChatGPT, Claude, Gemini, Grok e Qwen) sono stati schierati in quattro competizioni distinte (trading su segnali, comportamento difensivo, reazione alla competizione e uso di leva alta).
A ciascuno sono stati assegnati 10.000 dollari per ogni challenge, totalmente liberi di muoversi sul comparto tech USA per quattordici giorni.
La scelta del campione non è causale: il Nasdaq nelle ultime due settimane è stato un ambiente sostanzialmente neutrale, senza shock ribassisti che possano essere usati come scusa. L'eventuale fallimento non può essere imputato al mercato ma al metodo.
Il risultato è stato sorprendente.
Su 32 risultati complessivi (8 modelli × 4 diverse competizioni), soltanto 6 si sono chiusi in profitto. Il portafoglio aggregato ha perso circa il 33% del capitale iniziale.
Il migliore è stato Grok 4.20 nella challenge in cui i modelli erano consapevoli della performance dei rivali.
Ma il dato più interessante non è la perdita.
È che modelli sottoposti allo stesso identico prompt hanno preso decisioni completamente diverse.
In una delle sfide, Grok ha eseguito 158 operazioni, mentre Qwen ne ha effettuate 1.418.
Stesso mercato. Stesse informazioni. Stesso mandato. Comportamenti totalmente differenti.
Questo evidenzia una distinzione che nel dibattito pubblico viene spesso ignorata.
Quando si parla di "AI che investe" si tende a mettere nello stesso contenitore realtà molto diverse.
Da una parte esistono i fondi quantitativi come Renaissance, Two Sigma o D.E. Shaw, che utilizzano modelli addestrati direttamente sui dati di mercato attraverso il machine learning e il deep learning e che da decenni generano risultati concreti.
Dall'altra esistono i Large Language Models, progettati per comprendere e generare linguaggio naturale, non per prevedere prezzi finanziari.
Sono strumenti straordinari per sintetizzare informazioni, analizzare documenti, leggere bilanci e trascrizioni di conference call.
Ma questo non significa che siano in grado di gestire un portafoglio.
I fondi quant funzionano da decenni e negli ultimi 10 anni hanno avuto rendimenti annualizzati superiori al 40%.
L'indice S&P 500 nello stesso periodo di tempo ha riportato un rendimento annualizzato del 12.5%.
Gli LLM in 2 settimane hanno perso il 33% (bisogna considerare che l'esperimento è stato fatto su un periodo di tempo troppo breve).
Tuttavia, leggendo i risultati di Alpha Arena, potrebbe venire in mente una domanda ancora più interessante.
E se il vero impatto degli LLM sui mercati non fosse la loro capacità di prevedere i prezzi?
Se milioni di investitori chiedessero contemporaneamente a ChatGPT "Quali azioni dovrei comprare?" e ricevessero risposte molto simili, potremmo assistere a un fenomeno completamente nuovo.
Le azioni suggerite inizierebbero a salire non necessariamente perché sono le migliori, ma perché milioni di persone starebbero acquistando gli stessi titoli nello stesso momento.
In altre parole, l'intelligenza artificiale non diventerebbe un osservatore del mercato.
Diventerebbe una forza di mercato. Una profezia che si autoavvera.
Oggi gli LLM non sembrano ancora in grado di generare alpha in modo autonomo.
Ma forse la domanda più importante che ci si dovrà porre da oggi in poi è: "Cosa succede quando abbastanza persone iniziano a credere che lo sappia fare?"
Se un certo numero di investitori si fanno consigliare titoli dai modelli AI e questi salgono, gli stessi investitori saranno convinti di aver trovato il Sacro Graal del trading.
Un domani probabilmente sarà importare inserire nelle nostre analisi anche il sentiment dei modelli AI, un GPT-Consensus Index, che ci mette in evidenza quali titoli vengono consigliati maggiormente da ChatGPT.
La situazione di oggi è come la bolla del 2000?La maggior parte delle pubblicazioni di questo periodo si concentrano su una domanda:
Siamo in bolla come nel 2000?
Dopo una salita di oltre 30% in 2 mesi, la domanda sorge anche spontanea. Ma mettiamo le cose in prospettiva.
Dal minimo di ottobre 2022 il Nasdaq è salito del 192% circa in poco più di 3 anni e mezzo.
Nello stesso periodo di tempo, prima del 2000, il Nasdaq era salito del 735% circa (!!!)
Già questo dovrebbe farci riflettere sulla portata del movimento in una bolla ma siccome non ci basta, andiamo avanti.
Un aspetto estremamente importante durante le bolle sono le valutazioni delle aziende sottostanti.
Nell'ultimo trimestre del 1999 (prima dello scoppio della bolla di marzo 2000), il 76,4% delle aziende del Nasdaq Composite avevano valutazioni PE sopra 60. Per la precisione:
il 32% era tra 60 e 100x
il 33.9% era sopra 100x
il 10.5% addirittura erano in perdita
Nell'ultimo trimestre del 2025, invece, l'81.6% delle aziende avevano PE sotto 60:
il 3.2% sotto 20x
il 59.1% tra 20 e 40x
il 19.3% tra 40 e 60x
Si tratta di una situazione estremamente diversa: i prezzi di oggi sono coerenti con gli utili prodotti dalle aziende.
Prendendo poi come spunto l'azienda più grande per ciascun periodo salta subito all'occhio la capacità di produrre ricavi completamente diversa:
Tra il 1994 e il 2000 (26 trimestri), Cisco ha visto una crescita dei ricavi di 17 volte
Tra il 2022 e oggi (14 trimestri), Nvidia ha visto una crescita dei ricavi di 21 volte
In altre parole, la situazione di oggi non è quella del 2000.
Abbiamo altri problemi, alcuni simili alle bolle passate, come la concentrazione delle performance, la leva alta, ecc.
A livello di fondamentali, tuttavia, siamo ben lontani da poterla considerare una bolla.
Attenzione: questo non vuol dire che domani i titoli non possano iniziare a scendere. Ma se dovesse succedere, il calo sarebbe molto più contenuto rispetto a quello di una bolla reale, come quella del 2000.
S&P 500:8.000 punti sono un obiettivo credibile entro fine anno?L’indice S&P 500 ha continuato a registrare nuovi massimi storici, trainato dal settore tecnologico e dal comparto dei semiconduttori. Mentre i pessimisti annunciano ogni giorno un crollo di borsa che non arriva mai, dato il forte andamento del settore tecnologico, cosa si può realisticamente aspettare dall’S&P 500 entro fine anno? Tutto dipende da un approccio razionale e metodologico.
Da metà aprile, l’indice S&P 500 ha segnato nuovi record dopo aver superato la resistenza tecnica a 7.000 punti. Quando un indice entra in fase di price discovery, esistono diversi metodi per proiettare gli obiettivi.
Qui si cerca una proiezione ragionevole verso fine anno, pur riconoscendo (e questo punto è fondamentale) che le correzioni a breve termine sono sempre possibili, anche all’interno di un trend rialzista di medio periodo.
Nel breve termine, l’S&P 500 potrebbe ad esempio tornare verso la sua media mobile a 50 giorni prima di riprendere la salita.
Esistono due approcci principali per le proiezioni a più mesi:
• Analisi tecnica con target teorici (ad esempio estensioni di Fibonacci e analisi frattale)
• Approccio fondamentale basato sui multipli di valutazione
L’S&P 500 ha raggiunto nuovi massimi da metà aprile, ma gli utili del primo trimestre 2026 e le aspettative sugli utili a 12 mesi sono così forti che i multipli di valutazione non sono ancora tornati ai massimi storici.
La mia proiezione fondamentale è quindi semplice: quale sarebbe il livello dell’S&P 500 se tornasse semplicemente ai massimi storici dei suoi multipli di valutazione?
• Un P/E di Shiller a 44 (massimo del 1999), mentre il livello attuale è sopra 40
• Un P/E forward a 23,5, cioè il massimo di quest’anno
Ne deriverebbe un S&P 500 tra 8.000 e 8.200 punti, semplicemente tramite espansione dei multipli verso i massimi storici.
La tabella seguente riassume questi obiettivi fondamentali credibili per fine 2026, basati su una semplice espansione dei multipli verso i picchi storici.
Questo target a 8.000 punti è quindi credibile e ragionevole dal punto di vista fondamentale, pur senza escludere correzioni a breve termine.
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Il problema della leva nell'AISotto la superficie di un mercato azionario che continua a salire ordinatamente si sta accumulando una quantità di leva finanziaria fuori dal normale.
Negli ultimi giorni questo grafico sta circolando tra i desk di trading di tutte le sale del mondo e rappresenta gli asset gestiti dai cosiddetti levered/inverse single-stock ETF.
Sono passati da 30 miliardi circa di aprile
A oltre 60 miliardi di oggi
Il problema non è la leva in sè, anche in passato eventi di alta leva si sono già succeduti ma oggi si presenta con una certa anomalia.
Storicamente la caccia all'esposizione amplificata era dominata dalle mega-cap statunitensi.
Oggi il flusso si è spostato in massa sul tema globale dell'intelligenza artificiale.
Oggi il capitale è ammassato su un pugno di nomi fortemente correlati tra loro (ciclo della memoria e della domanda di calcolo per l'AI).
Per capire perché questa concentrazione è pericolosa, occorre guardare alla meccanica dello strumento.
Un ETF a leva deve ribilanciarsi ogni giorno per mantenere costante il fattore di leva: compra ulteriore esposizione se il sottostante sale e la vende quando scende.
E' una struttura pro-ciclica per costruzione.
Il risultato non è solo un'amplificazione di guadagni e perdite dovute alla leva ma anche movimenti più accentuati del sottostante dovuti ai maggiori flussi in acquisto o vendita di questi fondi.
Come se non bastasse, molti broker offrono la possibilità di acquistare questi strumenti a margine: leva su leva.
Bastano piccolissime variazioni per innescare un ciclo di margin call a non finire.
E la cosa assurda è che non serve un catalizzatore fondamentale per innescare questo meccanismo. Basta una pausa, un flusso più basso del previsto perché la fragilità è strutturale, non narrativa.
Come ha osservato un operatore veterano, uscire dalla giostra in anticipo è potenzialmente esistenziale per qualcuno (soprattutto quei poveri retail che sono entrati sui massimi qualche giorno fa).
Non sappiamo quando succederà ma quando la corsa si invertirà, gli stessi ingranaggi che hanno fatto levitare questi titoli, ne diventeranno l'acceleratore della discesa.






















