Rimbalzo finale per MicrosoftFine settimana di recupero per Microsoft, che ha chiuso la seduta di venerdì con un rialzo superiore al 5%.
Dal massimo di fine ottobre dello scorso anno, quando il titolo quotava intorno ai 550$ per azione, è partita una rapida discesa che lo ha condotto fino a quota 350$ nel corso di questa settimana, prima di avviare un veloce recupero fino ai 373$ della chiusura di venerdì.
Il quadro resta comunque contrastato e delicato. Infatti:
- sul mensile, in attesa della chiusura di martedì, resta visibile una candela decisamente ribassista
- sul giornaliero, al contrario, ci sono gli elementi per un rimbalzo più strutturato, grazie a una figura di inversione interessante
- sul settimanale, invece, il minimo in area 350$ ha per ora svolto il suo compito, ma è ancora prematuro parlare di una vera inversione
La dinamica, quindi, resta incerta. Lo scenario più probabile appare un proseguimento del rimbalzo verso il POC in area 400$, con possibile estensione fino a 410$, prima di un eventuale ritorno delle vendite.
Una rottura del minimo a 350$ riaprirebbe infatti la strada a nuove pressioni ribassiste sul titolo, mentre un ritorno sopra i 465$ segnerebbe un’inversione rialzista del trend di medio periodo.
Un debito da saldareIl prezzo incontra nuovamente il supporto blu nella settimana appena conclusa offrendo una occasione di ingresso o accumulo che ho provato a cogliere
Probabile rimbalzo in direzione della resistenza viola superiore (sui 2,8€ circa) dove potrebbe anche seguire un breakout rialzista
In caso di discesa del prezzo sotto il supporto blu l’idea è annullata
Il gatto con le aliTitolo già visto in passato e che ha dato ottimi gain con le precedenti idee
Si riaccende l'interesse per i rumors sugli aiuti ai produttori di droni USA tramite contratti con il Pentagono
Il prezzo ha incontrato settimana scorsa il fondo del canale indicato in figura e si prepara ora ad un possibile rialzo (diciamo anche un raddoppio devastante) verso i 20$ posizionati nuovamente nella parte alta del canale
Titolo dalla volatilità pazzesca che fa facilmente un 10-15% di oscillazione giornaliera quindi non è adatto a tutti
Primo target/resistenza in zona 14$ indicato dalla linea azzurra
Microsoft, forse l'AI non basta più come tappa buchi Dopo una straordinaria corsa alimentata dall'entusiasmo per l'intelligenza artificiale, Microsoft inizia a mostrare segni di crisi d'identità.
Utilizzando la sola linea dei prezzi di chiusura, il quadro appare particolarmente pulito.
Il titolo ha violato la trendline rialzista che accompagnava il bull market iniziato nell'autunno del 2022, ha successivamente effettuato un retest.
Ma la convergenza in un punto di un'importante resistenza statica e di una dinamica si è rivelata dura da affrontare con il risultato che la demoralizzazione ha lasciato mano libera ai ribassisti che si sono affettati a confezionare un chiaro pullback.
È un comportamento che racconta in versione grafica i dubbi degli analisi sul modello di business SaaS (software as a service).
I nuovi massimi registrati nei mesi scorsi non sono stati accompagnati dalla RSI, che ha costruito una evidente divergenza ribassista, segnale di un momentum sempre meno convincente mentre i prezzi continuavano ad aggiornare i record.
Anche i volumi offrono uno spunto di riflessione.
L'accelerazione quasi parabolica delle quotazioni non è stata sostenuta da una partecipazione crescente del mercato.
Al contrario, durante buona parte della salita i volumi hanno continuato a contrarsi, suggerendo che il rally procedeva con un coinvolgimento via via più limitato degli operatori.
Non significa necessariamente che il trend fosse destinato a esaurirsi, ma certamente rappresentava una condizione di fragilità.
Sappiamo che queste divergenze, di prezzo e volumetriche, mai in assoluto sono motivo sufficiente per sposare un cambio di trend ma sono piuttosto un valido supporto a sostegno di una tesi che deve picchiare su altro, sul piano tecnico e/o fondamentale.
Il pullback sulla trendline violata ha poi rafforzato questo scenario. Il tentativo di recupero si è arrestato esattamente nell'area dove convergevano la vecchia linea di tendenza e una resistenza statica, trasformando un potenziale ritorno rialzista in una classica conferma della rottura.
Adesso l'attenzione si sposta sull'area dei 340 dollari, supporto ormai molto vicino.
Una sua tenuta potrebbe consentire al titolo di ricostruire una base da cui ripartire.
Al contrario, una violazione convincente aumenterebbe il rischio che la correzione in atto assuma una dimensione più ampia, sancendo almeno temporaneamente la fine della fase di forza che aveva caratterizzato Microsoft negli ultimi anni.
Con la benedizione dei ragionieri del trading che sono già ribassisti visto che i prezzi sono in calo dai massimi oltre il 20%, soglia che a loro parere trasforma una correzione in un cambio di trend.
Il trade più devastante del 2026?Microsoft, chi non la conosce?
Leader nell'Intelligenza Artificiale: Grazie alla partnership con OpenAI e all'integrazione di Copilot, è in prima fila per monetizzare l'AI.
Il Cloud di Azure: La piattaforma cloud cresce a ritmi altissimi ed è l'infrastruttura fondamentale per le aziende e la stessa AI.
Entrate stabili e ricorrenti: Prodotti come Windows e Microsoft 365 funzionano ad abbonamento; le aziende non possono farne a meno, garantendo flussi di cassa costanti.
Massima diversificazione: Spazia dal software aziendale ai social professionali (LinkedIn), fino al gaming (Xbox e Activision Blizzard).
Solidità finanziaria da record: Ha un bilancio di ferro (rating AAA) e, a differenza di altre Big Tech, paga un dividendo in costante crescita.
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Analisi
Il prezzo si avvicina sempre di più al supporto blu che sostiene il prezzo da oltre sette anni, possibile contatto in zona 325-330$
Poco più sopra è presente il supporto orizzontale che ho indicato di nero a 345$
Potrebbe esserci un primo rimbalzo su quest'ultimo ma sono confidente che alla lunga il prezzo andrà a toccare il supporto blu!
Sono presenti due grossi GAP indicati di verde e rosso (un GAP ha una probabilità di essere colmato di circa il 75%)
Direi quindi di piazzare qualche bel alert per saccheggiare al meglio eventuali rotture o rimbalzi
Like e commenti sono sempre graditi
ADBE🎨 NASDAQ:ADBE — Flash Analysis | 25 Giugno 2026
💰 Prezzo: $199.05 | 52W Range: $190.12 – $392.58
📉 BIAS: VALUE/CONTRARIAN
-44% YTD, -71% dall'ATH 2021 di $688. Il titolo testa la zona di supporto $190–200 — possibile bottom di lungo periodo. Revenue Q2 record: $6.62B. EPS $5.96 (+2.48% vs stima). Il problema non è il business, è la narrativa AI e il pivot freemium.
🎯 LIVELLI CHIAVE
🔴 Resistenza 1 → $230–235
🔴 Resistenza 2 → $265
🟡 Trigger Long → $210 (breakout dalla base)
🟢 Supporto critico → $190–200 (52W Low $190.12)
🛑 Stop → $185
⚡ CATALIZZATORI
→ Q3 FY2026 Earnings: 10 Settembre 2026 🔥
→ Firefly Agentic AI: lancio Creative Cloud + Premiere
→ CX Enterprise + GenStudio: pivot enterprise AI
→ Disney partnership: concept design per Imagineering
→ LinkedIn AI Essentials: nuova pipeline B2B
💡 IDEA: Value long su tenuta $195–200 → TP1 $235 / TP2 $265 | Stop $185
38 analisti Hold • Target medio $282 • RBC $285 • FCF annuo $9.9B
SpaceX: troppo cara dal punto di vista fondamentaleUn comportamento viene spesso osservato tra gli investitori retail in borsa. Si verifica generalmente quando una società molto famosa e capace di far sognare gli investitori viene quotata in borsa. In questi casi, gli investitori privati tendono a precipitarsi e a partecipare in massa all’IPO.
È esattamente ciò che è appena accaduto con l’IPO di SpaceX. La domanda da parte dei trader retail è stata enorme e la volatilità registrata nelle prime sedute di contrattazione del titolo SpaceX è già molto elevata.
La storia dei mercati ha dimostrato che, nella maggior parte dei casi, partecipare a un’IPO non rappresenta il momento ideale, anche quando l’azienda è molto conosciuta e dispone di un enorme potenziale fondamentale. L’approccio migliore è spesso attendere una significativa correzione del titolo nei mesi successivi all’IPO e investire in quel momento.
Nel caso di SpaceX, è importante tenere presente che l’azienda non è ancora redditizia. È qui che risiede il rischio.
Gli investitori che oggi si precipitano sul titolo non stanno pagando per i risultati attuali dell’azienda, ma per uno scenario estremamente ottimistico riguardo al suo sviluppo futuro. Quando una società viene valutata principalmente sulla base di aspettative di crescita, anche una minima delusione può provocare forti correzioni del prezzo delle azioni.
I numeri parlano da soli. Con un rapporto prezzo/fatturato vicino a 95 volte i ricavi annuali, SpaceX viene scambiata a livelli di valutazione raramente osservati nella storia dei mercati finanziari. A titolo di confronto, NVIDIA, considerata una delle aziende più straordinarie al mondo grazie alla sua posizione dominante nell’intelligenza artificiale, presenta un rapporto prezzo/fatturato di circa 20 volte. Micron Technology, un altro importante beneficiario della rivoluzione dell’IA, viene negoziata intorno a 15 volte le sue vendite.
La tabella seguente mostra un confronto delle valutazioni di mercato tra le azioni SpaceX, Nvidia e Micron.
La differenza diventa ancora più evidente osservando i multipli dell’EBITDA. SpaceX viene scambiata tra 75 e 100 volte il suo EBITDA stimato, contro circa 38 volte per NVIDIA e appena 16 volte per Micron. In altre parole, il mercato sta valutando SpaceX come se la sua crescita futura fosse praticamente garantita per molti anni.
Naturalmente, l’azienda possiede punti di forza eccezionali. Starlink continua la sua rapida espansione, i contratti governativi sono numerosi e il programma Starship potrebbe rivoluzionare l’industria spaziale nel lungo termine. Tuttavia, anche le migliori aziende del mondo possono rappresentare cattivi investimenti se acquistate a prezzi eccessivi.
Nel breve termine, il potenziale fondamentale di SpaceX è probabilmente reale, ma il livello attuale di valutazione lascia pochissimo margine di errore. Per questo motivo, sembra più prudente attendere una fase di consolidamento o una significativa correzione prima di prendere in considerazione un investimento di lungo periodo sul titolo.
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Eni segui il WTI e perde il pivotIl canale di regressione racconta una storia di rovesciamento netto. La curva mediana, blu per tutta la fase di accumulo e poi di accelerazione verticale che ha portato il titolo dai minimi di area 14.000 fino al massimo recente in prossimità di 24.500-25.000, ha virato al rosso esattamente in coincidenza del picco: la pendenza è ora negativa, e la chiusura odierna a 20.795 (-3,28%) certifica che il deterioramento non è un episodio isolato ma un trend in accelerazione. Il valore della regressione, 22.826, misura la distanza dal fair value — oltre 2.000 punti, più del 9% — e il prezzo tratta ormai sotto il pivot trimestrale (21.825), un livello che fino a poche sedute fa fungeva da supporto e che ora agisce da resistenza immediata sopra le quotazioni correnti.
Non è un caso che il massimo di Eni coincida quasi al giorno con il picco del WTI, salito sopra 110-120 dollari al barile durante l'acme del conflitto Iran-Israele-USA a fine febbraio/marzo. Quel premio bellico aveva spinto al rialzo i margini upstream attesi e, con essi, il titolo. Da allora il petrolio ha restituito circa il 40% di quel rialzo, scendendo oggi stesso sotto 71-72 dollari sui timori geopolitici che si sciolgono — riapertura dello Stretto di Hormuz, traffico tanker in normalizzazione, progressi nei colloqui di pace — e Eni sta semplicemente seguendo lo stesso copione con un beta elevato: meno premio sul barile, meno aspettative di cash flow upstream, multiplo compresso. La correlazione qui non è un dettaglio statistico, è la causa prima del movimento.
Gli oscillatori confermano la pressione ma iniziano a segnalare un'estensione che merita attenzione. Lo Stocastico è profondamente ipervenduto, con %K a 11,08 e %D a 10,58, entrambi ben sotto la soglia dei 20 — un'area da cui storicamente partono i rimbalzi tecnici, anche se in un trend ribassista forte l'ipervenduto può persistere a lungo prima di risolversi. Il Momentum a 10 periodi resta negativo (-2,71) senza divergenze visibili rispetto al prezzo: la pressione ribassista è ancora coerente, non in esaurimento. L'ATR, dopo l'espansione marcata registrata durante la fase di massima volatilità del movimento (aprile-giugno), ha iniziato a flettere: la volatilità si sta normalizzando, un dato utile per non sovradimensionare lo stop. Il volume, 11,94M contro una media di 10,87M, è solo modestamente sopra media — la rottura di oggi ha convinzione discreta ma non un'esplosione di partecipazione, e questo lascia aperto lo spazio per un rimbalzo tecnico di breve.
Sul piano operativo, il riferimento immediato sopra è il pivot 21.825, seguito dal regression value 22.826: una loro riconquista con volumi in espansione e normalizzazione dello Stocastico aprirebbe lo scenario long, target primario 22.826, secondario R1 25.375, stop sotto 20.000 calibrato sull'ATR. Lo scenario short resta dominante fino a prova contraria: sotto i minimi odierni il primo riferimento è S1 a 18.275, con estensione verso S2 a 16.080 in caso di ulteriore cedimento del WTI o di una battuta d'arresto nei negoziati Iran-USA che — paradossalmente in questo caso — non aiuterebbe Eni, perché un ritorno di tensione spingerebbe sì il petrolio al rialzo ma in un contesto di risk-off generalizzato sull'equity energetico. Alla luce della confluenza — mediana rossa, prezzo sotto pivot e fair value, momentum negativo, ma Stocastico già in ipervenduto profondo — lo scenario short mantiene la probabilità strutturale più elevata, con la consapevolezza che un rimbalzo tecnico verso il pivot è il rischio tattico più probabile nell'immediato.
Spacex....è il momento dell'opportunità storica5 motivi del Perchè comprare ora SpaceX
1 Spacex è tornata sui livelli di prezzo dell'apertura delle quotazioni pubbliche.
2 Anche i numeri di Tesla al lancio erano pessimi ma il titolo non è sceso mai a livelli drastici dal prezzo di lancio
3 Elon Musk, primo trilionario della storia, vuoi essere un suo socio o credi sia un pirla?
4 Elon Musk non crea prodotti per il mercato, crea il mercato.
5 Ai di Elon non sarà solo uno strumento tecnologico molto differente dagli altri, ma la sua infrastruttura sarà unica e richiesta dalle altre Ai.
Nuovi minimi annuali per StellantisSeduta pesante per Stellantis che ha chiuso a -6,74% toccando i nuovi minimi annuali. Si tratta della quarta settimana consecutiva in rosso, con un mese di giugno in calo del -23,120%, il peggiore dal marzo 2020. Questa discesa porta l'andamento del 2026 a un -44%, che fa seguito al -25% dell'anno scorso
Sul grafico weekly la panoramica degli ultimi mesi mostra come, nell'estate scorsa, ci fosse stata una fase di congestione. Da lì un'accelerazione rialzista ha portato il prezzo, a dicembre, fino al massimo di 10,50€, sull'area di resistenza. Da questo picco è partita la contrazione con il downtrend che sta caratterizzando il 2026, con una serie di massimi e minimi decrescenti.
Ora Stellantis ha toccato i minimi annuali a 5,25€ rompendo quelli di marzo. Il rischio è adesso una discesa sui minimi del 2016 a 4,62€. Toccarla prima è provar a prendere un coltello al volo.
Pop Corn!Il prezzo tocca questa settimana il supporto blu che sostiene il prezzo dal lontano 2022
Poco sotto transita anche la Weekly SMA200 (70$ circa) che coincide con il supporto orizzontale nero, è quindi possibile una ulteriore discesa fino a toccarli
Le probabilità di un rimbalzo da questi valori sono alte quindi direi di osservare il prezzo per cogliere eventuali pattern di inversione
Un Testa & Spalle su MSTR?Buongiorno a tutti. Inizio chiarendo che questo pattern non l'ho notato io, ma mi è stato fatto notare da un trader che non ama l'analisi tecnica. A maggior ragione, se il prezzo scendesse sotto i 105 USD, si validerebbe il pattern. Guardandolo, è un pattern minaccioso e di lungo periodo, potrebbe influire su BTC; tra l'altro quest'ultimo, il testa e spalle l'ha già validato, come abbiamo visto nelle mie analisi precedenti.
Iren possibile re-test del supportoIren cede il -6,11% e quota 2,488€. Il ribasso è dovuto principalmente allo stacco del dividendo avvenuto oggi. Si tratta della seconda settimana consecutiva in calo, un movimento che porta il bilancio di giugno a -7,16%. Da inizio 2026 il titolo registra una flessione del -3%.
Sul grafico weekly, la panoramica di Iren mostra come, dopo lo slancio di inizio 2025, il prezzo abbia oscillato a lungo all'interno di un'ampia area di congestione evidenziata dal box range. Fanno eccezione due movimenti registrati nel 2026: il primo verso il massimo annuale a 2,868€, il secondo a marzo con il test del supporto a 2,30€. Da quel livello è partito un rimbalzo che ha riportato il titolo all'interno del box range, fino alla discesa odierna. Ora Iren potrebbe tornare a testare proprio il supporto in area 2,30€.
Leggiamo le candeleSul grafico mensile di Microsoft, il mercato ci mostra bene, quale sia la forza dominante attualmente su questo titolo.
I bulls hanno impiegato poco più di due mesi per spingere il prezzo da 370 (chiusura mensile di Marzo a 465$ massimo del mese di giugno.
In un meno di 1 mese il prezzo è tornato a 379$, questo ci fa capire che dobbiamo stare lontani dal tasto Buy, il prezzo scenderà di molto






















