Primo trimestre 2023 - Cosa ci dicono i grafici?Analizzando i dati dell'azionario statunitense relativi a questo primo trimestre, notiamo una performance sicuramente interessante dell'S&P500 con un rally superiore al 6%.
Focalizzandosi solo su questi primi tre mesi dell'anno, possiamo notare quasi una rotazione settoriale delle industrie che hanno trainato gli indici.
In particolare i locomotori degli ultimi 18 mesi (finanziari, beni di consumo stabili, energetici, materie prime) lasciano strada libera a quelli che erano i settori in maggior difficoltà ed in particolare:
- Industria Tecnologica - XLK - con una performance del 21%;
- Industria delle Telecomunicazioni - XLC - con una performance del 19.5%;
- Industria dei beni discrezionali - XLY - con una performance del 15.5%.
Questi settori, in genere, tendono a sprintare in un contesto nel quale si prevede un allentamento della restrittività della politica monetaria.
Al contrario industrie legate a materie prime, energetici e beni di consumo stabili, sono quelle che in un contesto inflazionistico/recessivo possono essere "favorite" o comunque perdere meno del mercato di riferimento.
Chissà se questi posizionamenti sono espressione di una previsione di minor autorità da parte del banchiere centrale o se ci troviamo dinanzi ad una clamorosa bull trap.
Le opinioni in merito sono contrastanti, la nostra unica arma è l'equilibrio.
Se vogliamo operare di "swing" è necessario rispettare maniacalmente la propria pianificazione.
Se invece ragioniamo di lungo periodo, il consiglio è sempre lo stesso: prendere posizione su strumenti diversificati ripartendo nel tempo gli ingressi per ridurre il rischio di "market timing" ma soprattutto per facilitare la parte emotiva dell'investimento.
Mercato ETF
Possbile inversione sulle Banche americanePer il settore bancario americano, dopo il grande spavento dato dal default di Silicon Valley Bank, potrebbe essere arrivata l'ora di un'inversione.
Questo ETF KBE replica l'indice di riferimento del settore bancario americano e l'avevo già utilizzato il 9 Marzo per segnalare il rischio di una profonda correzione " Un warning dalle banche americane "
Se osserviamo l'attuale grafico weekly, possiamo vedere che la settimana scorsa si è chiusa con una candela hammer all'interno delle Bande di Bollinger. Ma il segnale più chiaro per un'inversione l'avevamo già avuto la settimana precedente, con una doji esterna alle Bande di Bollinger alla fine di un trend discendente. Ciò configura un pattern di inversione con alte probabilità a nostro favore.
SPY torna sulla vecchia zona di resistenzaLo SPY continua a mostrarci una forte fase di rialzo, sorprendendo ogni scenario ribassista che si era prima ipotizzato. Adesso siamo sulla vecchia zona di resistenza che per 3 settimana non ha permesso di superare con decisione il livello di 415.
Cosa potrebbe accadere adesso?
A mio avviso, adesso la parte bull deve essere ancora più decisa e forte e dimostrare di voler rompere quella zona precedente di resistenza. Qui molti longer potrebbero essere soddisfatti e creare una nuova fase di lateralità?
In caso di storno si rivaluta il livello 405 come supporto.
Swing su Msci WorldSull’indice Msci World, malgrado tutte le notizie di questo periodo, si è venuto a creare un pattern che reputo interessante per provare operazione di swing di breve periodo. In particolare la pressione ribassista degli ultimi minimi è andata calando e si può intravedere un canale (a dire il vero non di elevatissima rilevanza) dove possiamo individuare delle zone di ipervenduto ed ipercomprato.
Provo l’operazione come indicata in grafico, alla ricerca di un piccolo target nell’ottica del 5/7%
SLong
Etf REIT EuropeoIl prezzo dell'Etf della iShares sul Reit Europa ha testato per la terza volta il supporto dinamico che transita in area 22,58 Euro, nel caso di tenuta/reazione da questi livelli si potrebbe aprire una posizione long con primo obiettivo l'area dei 25,20 Euro.
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I
IL SISTEMA BANCARIO è SALVO… FORSE!IL BUONGIORNO FOREX DI OGGI 21.03.2023
-CONTESTO
Inutile negare che questi ultimi giorni sono stati davvero frenetici sui mercati finanziari, guidati principalmente dal panico, dalla paura che il sistema bancario mondiale potesse ancora uno volta andare in crisi e portare al collasso l’intero comparto, trascinando l’economia mondiale.
La nostra economia moderna ha come perno il sistema bancario, non lo si può negare, sempre di più il peso della finanza ha surclassato quello della reale produzione di beni e servizi, ponendo molto spesso dubbi sulla longevità del sistema economico moderno. Assumendo tutti i contro di un’economia fondata sulla finanza, dobbiamo accettarne anche i pro e ammettere che molte crisi vissute fino ai tempi moderni, ultima la pandemia del 2020 , avrebbero dovuto portare fasi di estrema povertà e crisi sistemica un un’economia fondata sulla reale produzione di beni e servizi, ma sebbene in maniera forse poco etica, il sistema finanziario ha sostenuto il mondo e permesso il superamento di quello che poteva essere una crisi mondiale.
Ma non tutte le ciambelle riescono con il buco, e nessun sistema economico-sociale è davvero perfetto; quindi, anche il sistema finanziario e bancario ha il suo tallone di Achille, che rimane e rimarrà sempre la raccolta di credito, e soprattutto la fiducia dei creditori nel sistema.
Ancora una volta abbiamo assistito a quanti danni possono creare le cadute di fiducia nel sistema finanziario, che ha portato al fallimento di una delle maggiori banche occidentali della storia.
In questo contesto oramai cosi delicato ci si avvicina all’appuntamento con la FED di mercoledi, con una banca centrale chiamata ancora da un lato alla lotta all’inflazione, che non è per nulla terminata, sebbene gli ultimi dati abbiamo dato buone speranze con un calo dell’indice dei prezzi al consumo al 6.0% rispetto al precedente 6.4% , ma che rimane pur sempre un dato che parte dall’inflazione di un anno precedente che era oltre il 7%... l’effetto base pesa fortemente. Dall’altro lato ora la FED dovrà dare iniezione di fiducia nel sistema bancario americano e mondiale, mantenendo equilibri delicatissimi tra un rialzo tassi da 25bp che potrebbe mostrare fiducia nella robustezza delle banche, ma anche mettere in difficoltà ulteriore il mondo del credito, permettendo ai rendimenti sovrani ulteriori allunghi rialzisti e conseguenti cali nei prezzi che gravano sui bilanci delle banche, ma è altrettanto vero che un nulla di fatto, quindi tassi invariati, potrebbero essere visti come segno di debolezza e timore in un sistema finanziario debole.
Davvero un contesto complesso quello nel quale si va a muovere la FED in questa riunione, non di meno le scommesse da qui a fine anno guardano con fiducia a tagli tassi progressivi che portino ad allentamenti nelle pressioni economiche , alimentando il risk on.
-FOREX
Il mondo valutario rimane ovviamente improntato a caratteri di dollaro centrismo , che premia in primis l’euro e la sterlina, mentre restano indietro le valute oceaniche, ancora pesantemente penalizzare da politiche monetarie troppo accomodanti rispetto ad un’inflazione che rimane ancorata ai massimi di periodo.
Dollar index pertanto rimane focus di questi giorni , e gli attuali ribassi lo proiettano verso 10250 prima e 100.80 poi, il che trascina il mondo retail in posizioni di mean reverting long, che si attestano al momento al 62%.
La possibilità di un dollaro americano ancora debole, porta a spinte rialziste l’euro, che trova i retail al 68% short sul basket e al 72% sul cambio major eurusd, che si proietta ora al test dei massimi di 1.0750 prima e 1.08 poi.
Non da meno la sterlina, che spinge ancora a rialzo contro il dollaro e trascina il 79% dei retail in posizione corta, dando fiducia agli acquisti sui supporti a 1.22 figura 1.2225.
Più deboli le oceaniche con il dollaro australiano che paga le scelte della RBA troppo dovish per il livello di inflazione che deve combattere. Per questo audusd si attesta sui supporti di 0.6650 con un 64% long di retail. Attenzione in questa fase a prendere posizione su una direzionalità contrarian al mondo retail, perché la FED di domani potrebbe cambiare gli scenari molto rapidamente.
Interessanti le dinamiche del dollaro canadese, che vive sempre un’altissima correlazione diretta con il wti, che ne ha generato l’attuale debolezza, oltre alle decisioni della BOC di rimanere ferma sugli attuali tassi del 4.50% in attesa delle risposte dall’economia relae. Non di meno il quadro tecnico del wti sembra favorire dei respiri che potrebbero coinvolgere anche il dollaro canadese. Eventuali respiri rialzisti del dollaro canadese, potrebbero portare usdcad a rotture ribassiste dei supporti a 1.3650 per aprire scenari di espansione di volatilità ribassista.
-EQUITY
Nella prospettiva di una fed più accomodante ed il conseguente mood di risk on che ne potrebbe nascere, gli indici mondiali iniziano ad avere performance positive. A festeggiare al momento è l’equity europea che vive il recupero dei titoli bancari, che trascinano a rialzo i listini europei , a partire dal DAX che dopo il break out della resistenza a 15200, si proietta a 15283 pnt.
Bene anche l’equity italiana con un +2.03% alle porte dei 26500pnt.
La fase di risk on, si manifesta anche sull’equity americana che in premarket si posiziona su performance positive, con il nasdaq a +0.20% al teste delle resistenze di 12600pnt, e si proietta verso i 12800pnt.
Non da meno l’sp500 che si attesta a 3975 pnt, e sembra pronto a break out rialzisti che lo proeittano a 4082 pnt.
-COMMODITIES
Per le commodities non possiamo trascurare i metalli , con il gold che dopo il touch dei 2000$ si attesta sui primi supporti a 1958 $ , mostrando ancora particolare forza rialzista, grazie ad un dollaro usa debole e alle incertezze del mercato obbligazionario. La chiave rimarrà ovviamente la FED, che potrebbe dare ulteriori spinte ribassiste al dollaro e ai rendimenti sovrani.
Interessante anche il wti, che respira dopo i minimi di 65$ , e si proietta ora sulle resistenze di 70.25$, prima area di resistenza tecnica.
Sarà interessante ora seguire gli sviluppi che seguiranno l’intervento della FED di domani, in attesa della quale il mercato potrebbe vivere ore di stasi ,ma rimaniamo con la guardia alta cari amici!
buona giornata e buon trading
SALVATORE BILOTTA
Rimbalzi in corso DEU10 DAX KBE 16.03.2023La BCE alza i tassi come preannunciato, la Banca Centrale Svizzera apre un mega-finanziamento a Credit Suisse (che fino a ieri non aveva alcun problema) e i mercati festeggiano con un rally tecnico. A parte il Nasdaq che grazie alla forza di alcuni titoli guida, in primis NVDA e MSFT, riparte come se fosse in un bull market. Chia ha ragione?
DAX target 14.000 Credit Suisse Petrolio SPX 15.03.2023CSGN Credit Suisse affossa i listini europei ed in primis il settore bancario. L'analisi tecnica era da dicembre che ci diceva che c'era qualcosa che non andava come dicevamo nel video in riferimento.
Crolla il petrolio che rompe i supporti a 73. Ma non c'era la riapertura della Cina che mandava al galoppo l'economia e le materie prime?
Fortissimo l'oro nonostante il rialzo del dollaro.
long NGAS da 0,0107 con scd 0,0099 riskyosa reversionelong NGAS da 0,0107 con scd 0,0099 riskyosa reversione ci proviamo verso la mean, rischio per 40kpezzi circa 35-38 eur, prima volta che usiamo un scd (stop close daily) chissà che magari non sia anche l'ultima!
Ci sentiamo di tentare questa sorte per la configurazione grafica del weekly e il copioso e corroborante gain sullo short della stessa comodità che ci fa perdere un po' il senno, in questo stop ci sono davvero i 40eur che ci faranno sentire più ricchi?
ah, saperlo!
long ENGS da 0,795 scw 0,76long ENGS da 0,795 scw 0,76, rischio per 500pezzi circa 25eur dipendente dal close, affianchiamo anche questo per prova all'altro sulla reversion del gas potenzialmente a venire, speriamo che il loss ce lo paghi un piccolo short con cw put Tesla put200 dicembre23, dai, dai, dai!
Oltre l'analisi compensografica!
I MERCATI E LE ASPETTATIVEIL BUONGIORNO FOREX DI OGGI 10.03.2023
-CONTESTO
Quali gli scenari più probabili alla pubblicazione di un dato molto atteso? Questa è la domanda più ricorrente in questi giorni di attesa per la pubblicazione odierna dei NFP, e la risposta più onesta che possiamo dare è : tutti!
I mercati lavorano sulle aspettative, e questo è un dato di fatto, si ragiona sempre sulla base di cosa ci aspetta possa accadere in futuro, ma come si reagirà davvero alla pubblicazione di un dato, di una notizia di un grande market mover , può cambiare di volta in volta sulla base di molteplici fattori che spesso non sono razionali e lasciano spiazzati molti traders.
L’attesa è oramai all’apice per i dati sul mercato del lavoro americano in pubblicazione oggi alle 14.30, e come sempre maggiore è l’attesa maggiore sarà la volatilità espressa dal mercato che una volta recepito il dato, darà vita a riposizionamenti, prese di profitto e perdite, dando vita ad alti scambi.
Il contesto nel quale ci giunge questo dato è quello di in mercato in equilibrio precario su un filo che separa da un lato la speranza di una disoccupazione in aumento che potrebbe essere primo segnale di un’economia Usa in rallentamento e speranza dunque per un’inflaizone futura in calo, e dall’altro lato la paura che un dato in linea con il precedente o poco superiore, mantenga la FED nella sua posizione super aggressiva e che porti al 22 marzo , dato della riunione della FED a rialzi tassi da 50Bp.
Negli ultimi giorni, le dichiarazioni aggressive e preoccupate di Powell, i dati precedentemente pubblicati sul quadro inflattivo americano, hanno fatto alzare le scommesse sui Fed Founds per potenziali rialzi da mezo punto percentuale , quasi abbandonando le speranza di un rialzo più modesto di soli 25Bp.
A far dato oggi saranno anche i salari medi, che ovviamente saranno indice di forza per i redditi e le capacità di spesa dei consumatori americani , pertanto salari orari medi piu alti potrebbero essere un sintomo preoccupate di estrema forza della domanda aggregata che spingerebbe Powell ai toni hawkish.
Nei giorni scorsi uno spiraglio di speranza è arrivato dagli initial jobless claims, che sono saliti oltre i 200K e che potrebbero dare speranze di una disoccupazione in leggero aumento.
Il classico dato su quanti nuovi ruoli paga sono stati creati, perde un po di valore se paragonato al precedente mezzo milione di posti di lavoro visti febbraio, dato che ricordiamo essere frutto di un riconteggio su base annuale e decennale sulla popolazione e sui lavoratori, pertanto sarà saggio focalizzarsi su tasso di partecipazione e tasso di disoccupazione.
Non di meno ieri i mercati azionai hanno subito un fortissimo colpo dalle vendite del settore bancario che inizia a vacillare sotto i timori di una maggiore insolvenza su mutui via via più cari, ma procediamo con il consueto ordine.
-FOREX
Nel mondo valutario il dollaro resta in attesa dei dati di oggi pomeriggio, senza dare grandi scossoni alle majors , con dollar index he rimane ancorato ai livelli di 105.10 , non lontano dai massimi setimanli, facendo registrate al basket su base settimanale un +0.98% che trattiene il mondo retail al 63% corto , ma ala vigilia di dai tanto attesi , ovviamente tutto può accadere!
Il equilibrio anche la moneta unica, che viene in questa fase messa fuori dal focus degli operatori, e lasciando cosi il mondo retail in perfetto equilibrio al 57% short con quotaioni di eurusd a 106 senza particolari direzionalità.
Di maggiore interesse le dinamiche sullo yen giapponese, che ha visto stanotte l’intervento della BOJ , che ha lasciato come da attese il costo del denaro invariato. Rimane pertanto tutto in linea con le politiche accomodanti viste fino ad oggi e lo yen , come prima reazione lascia terreno nei confronti delle altre majors, con usdjpy che balza a 137.figura per poi ripiegare nelle prime ore della sessione europea, lasciando il mondo retail con un 59% di posizioni long yen, in leggero mean reverting.
Tendenza frtissima sul franco svizzzero che ora gode delle aspettative di una banca centrale svizzera hawkish, ancora attesa a rialzi tassi oltre quello che è la sua storica politica di tassi negativi, pertanto il franco surclassa le altre majors performando un +1.68% medio come basket, e mostrandosi come asset migliore della settimana al momento, il che trascina i retail a posizioni corte in mean reverting al 94%!
tutti i cross sono in eccesso sul sentiment retail pertanto le occasioni di mean reverting non sembrano cosi lontane sebbene la cautela resta obbligo.
Debolezza per le oceaniche che patiscono la fase di risk off che vivono i mercati equity, dopo le pesanti vendite di ieri sull’azionario, anche australia e nuova zelanda da sempre correlate positivamente con l’azionario subuscono perdite, trascinando posizioni in mean reveting long ul mondo retail attualmente al 86% long su audusd e al 80% su nzdusd
-EQUITY
L’azionario subisce un duro colpo ieri, con vendite pesantissime nel comparto bancario, sulla scia di timori di insolvenza sui mutui. Tassi piu alti mettono a dura prova i debiti di cittadini ed imprese e forti liquidazioni ieri hanno tirato a ribasso tutti gli indici.
Sp500 si porta a 3895 pnt con un calo del 3% nasdaq a 11945 in linea con l’sp500, trascinando a ribasso ande l’eurpa sebbene rimanga strutturalmente piu tonica.
La paura sembra farla da padrona in queste ore , sara interessante vivere insieme i dati in pubblicazione oggi poemriggio
buona giornata e buon trading
SALVATORE BILOTTA
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Un warning dalle banche americaneSta venendo un warning dai bancari americani che in questo mese di Marzo stanno perdendo il 9% e sono anche negativi da inizio anno del 3%. In questo contesto SPY è ancora positivo su Marzo di uno 0,80% e da inizio anno del 4,54%.
Guardando il grafico si vede come KBE (l'eft sull'indice bancario) sia sulla parte bassa del canale. Al momento la candela odierna è molto brutta e non da nessun segnale di rimbalzo, però va anche attesa la chiusura serale.
USA,EUROPA E I MINIMI SUI MERCATI OBBLIGAZIONARI Il “bottom” sull’obbligazionario è stato tra i temi più trattati degli ultimi mesi dal momento in cui esso,
come insegna la storia, è un indicatore anticipatore (leading indicator) del bottom sul mercato azionario (si,
proprio quello che permette di fare i “”soldoni””).
Parliamo di Stati Uniti ed Europa: il famoso “minimo” è stato raggiunto? Osserviamo la figura successiva:
L’immagine mostra due ETF obbligazionari:
• TLT, USA, replica il movimento di titoli di stato governativi europei con scadenze superiori a 20
anni; duration pari a 17.48 anni
• IBGL, Europa, può essere considerato l’omonimo europeo di TLT; nel suo paniere contiene
obbligazioni con scadenza compresa tra 15 e 30 anni di Germania, Francia, Italia, Spagna e Olanda;
duration pari a 16.07 anni
È possibile osservare come il bottom sull’obbligazionario USA sembra sia stato raggiunto il 24 ottobre,
mentre in Europa è stato appena aggiornato due sedute fa, il 2 marzo; perché? Qual è la differenza tra la
differenza tra la prima e la terza economia mondiale?
Le aspettative di inflazione del mercato!
Come possono essere esplicitate a livello grafico le stesse statunitensi ed europee? Attraverso due indici di
forza:
• USA
L’indice di forza “TIP/IEF” è costruito attraverso un etf indicizzato all’inflazione (TIP, il dividendo) e uno non
indicizzato a simile duration (IEF, il divisore); entrambi gli ETF contengono nel loro paniere obbligazioni del
tesoro.
• Un indice di forza in territorio rialzista indica un aumento delle aspettative di inflazione; al
contrario, un decremento delle stesse
Esso, come mostra l’immagine, è un ottimo leading indicator per il tasso di inflazione USA a/a, infatti:
• I minimi 1 e 5 dell’indice di forza hanno anticipato quelli 2 e 6 del tasso di inflazione
• I massimi 3 e 7 quelli 4 e 8
• EUROPA
E’ possibile applicare lo stesso processo per l’Europa con un indice di forza omonimo, quello “IBCI/SEGA”:
• Se l’ETF indicizzato all’inflazione (IBCI, il dividendo) sovraperforma quello non indicizzato (SEGA, il
divisore) il mercato si aspetterà un aumento dell’inflazione; al contrario, con SEGA a
sovraperformare IBCI (con l’indice di forza in territorio ribassista), lo stesso prezzerà un inflazione in
diminuzione (ergo: disinflazione)
Anche in questo caso interessante osservare la funzione “leading” dell’indice di sentiment sul tasso di
inflazione europeo a/a.
Ora: qual è la differenza che si sta palesando tra i due indici di forza? Osserviamo l’immagine successiva:
Le aspettative di inflazione statunitensi hanno raggiunto un top il 21 aprile 2022 (un mese dopo l’inizio
dell’aumento dei tassi di interesse da parte della FED), mentre quelle europee nelle ultime settimane, dopo
aver formato un triangolo ascendente, continuano ad aggiornare i massimi.
Che importanza ricoprono queste informazioni?
Sappiamo come ogni asset class presenta i suoi rischi; ebbene:
• Due dei diversi che presentano le obbligazioni sono il rischio “inflazione” e il rischio “tassi di
interesse”; il primo erode il valore cedolare dei bond (o, se preferite, il valore nominale delle cedole
stesse), mentre il secondo tende a svalutarle (chiaramente nel caso in cui i tassi vengano innalzati);
entrambi i rischi sono legati tra loro: all’aumentare dell’inflazione, aumenterà la probabilità di una
politica monetaria più aggressiva di quella prevista; ergo: prezzi delle obbligazioni al ribasso
Per gli amanti del calcio, è come se fosse un “uno contro due”, con la palla in controllo del player
“inflazione”:
Ebbene, fintanto che i “reds” non si ridimensioneranno, il difensore “black” avrà ben poco da fare; è come se il difensore, in questo caso particolare, esclamasse le stesse parole di Giorgio Chiellini nel
2016:
“Con Messi bisogna farsi il segno della croce”
CONCLUSIONI
Perché, al momento, l’obbligazionario USA sembra (e dico sembra perché nei mercati finanziari non si
hanno certezze) aver raggiunto il bottom mentre quello europeo no? Perché in USA le aspettative del
processo di disinflazione, che hanno avuto inizio ad aprile 2022, sono ben più forti rispetto a quelle che si
hanno sull’Europa, che si ritrova, al contrario, sui massimi.
Questi due contrasti trovano il loro perché nelle azioni della FED e della BCE, in particolare:
• Tassi di interesse FED: 4.75%
• Tassi di interesse BCE: 3%
Ricordate:
• Quanto più sarà aggressiva una politica monetaria, tanto più sarà plausibile un processo di
disinflazione
• Quanto meno sarà aggressiva la stessa, tanto meno plausibile sarà un processo di disinflazione
Buona giornata
Azionari ai titoli di coda? DAX SPX 03.03.2023Settimana cruciale per i rendimenti dei bond governativi che continuano a salire a causa di un'inflazione ancora persistente. Ma il mercato azionario si muove al rialzo ignorando del tutto l'impatto che potrebbe avere il rialzo shock dei tassi dell'ultimo anno. Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad una decorrelazione anomala fra rendimenti dei bond ed indici, che ha dato origine a numerose disarmonie anche dal punto di vista tecnico.
long SNGA da 145,15 no stoplong SNGA da 145,15 no stop, reversiamo sul gas, book birichino e volatilità momentanea elevata, ma 3 pezzi senza stop li mettiamo per ipotizzare la mean reversion, il rischio non è calcolabile per assenza di stop, seguiamo l'idea di una normalizzazione delle quotazioni entro parametri più pre-guerra.
Size ancor più ridotta del solito, perchè molto probabilmente prima di due complessive di stessa entità, speriamo di essere più puntuali nell'aggiornamento della scorsa volta, seguiamo settimanalmente future e 3 etf legati al gas, chissà che basti!
Oltre l'analisi pasticciografica!






















