ingresso VUSC e altre accumulazioniacquistiamo per portafoglio le seguenti posizioni tutte senza stop, viste sul daily e monitorate random senza ansia viste le size contenute:
VUSC 15 a 44,66
EMI 4 a 171,16 è un incremento e se date un occhio al grafico su tutti i tf sopra il giorno capirete che è sempre un ottimo parcheggio spazioso e a prezzi concorrenziali, protetto dalle intemperie, soprattutto dalla grandine...
CREDEM 130 a 6,27 nel disastro del settore in Italia forse questa la tiriamo fuori dal covid e si reggerà sulle sue gambe da sola.
"tu da che parte stai?
Stai dalla parte di chi ruba nei supermercati?
O di chi..."
Ingressi svogliati su massimi che speriamo non ci facciano dannare l'anima nel tempo a venire.Dai, dai, dai!
Mercato ETF
URA aspettiamolo con pazienzaBuonasera, come si vede in chart tutto sembra portare al mio target in area 17.50 $ per aprire un long di lungo periodo .
Sia ciclicamente con la chiusura di un annuale che tramite le onde di Elliott con Fibonacci il target dovrebbe portare in quell'area e nei tempi indicati nel quadro blu .
Vedremo se sarò stato così bravo .
Ovviamente non è un consiglio di operatività ma solo una mia idea .
Buon Week a tutti.
Ftse All World – Doppio massimo e piano d’azione. Il Ftse All World, indice che prende in considerazione l’andamento dei titoli azionari a larga e media capitalizzazione con diversificazione territoriale di tipo “world” - comprendendo sia i mercati dei paesi emergenti che quelli sviluppati - ci mostra il completamento di una figura primaria d’inversione su grafico di tipo daily: il doppio massimo.
Considerando un ETF replicante questo indice (nel nostro caso Vanguard FTSE All World ACC) possiamo analizzare l’entità del movimento.
Il doppio massimo, come anticipato, è una figura che in analisi tecnica viene considerata come anticipatoria di un movimento d’inversione. Affinché si abbia un’inversione, sarà necessario un trend di provenienza.
Nel nostro caso, come si evince dal grafico, veniamo da un marcato e ben definito uptrend che in corrispondenza dei mesi di novembre 2021 e gennaio 2022 ha fatto segnare due massimi su un livello simile, intervallati da un minimo che determina la connotazione ad “M” della nostra figura. Il tentativo di aggiornare i massimi a gennaio 2022 è fallito, lasciando supporre un indebolimento del trend in corso.
La figura s’intende confermata solo nel momento in cui viene violato al ribasso il minimo tra i due massimi. Il minimo, una volta violato, funge da area di resistenza ed in questi casi è lecito attendersi un pullback verso di esso (come sembrerebbe accadere attualmente in area 100).
Come utilizzo le informazioni della figura?
Queste figure vengono definite in analisi tecnica come “predittive”. Posto che bisogna dare il giusto peso alle parole, la predittività non sta nella capacità della figura di non sbagliare mai, piuttosto nella possibilità di ricavare dei target.
In questo caso utilizzo il metodo delle proiezioni tra il doppio massimo ed il minimo intervallato. Calcolo pertanto la distanza verticale tra i due punti ed effettuo una doppia proiezione.
Le aree in corrispondenza delle proiezioni, rappresenteranno per me delle zone di mediazione del prezzo, dove incrementerò le posizioni per abbassare il mio prezzo medio di carico.
Specifico che la strategia dei PMC, la utilizzo spesso, ma solo su ETF dove ho un orizzonte d’investimento lunghissimo (in questo caso sul FTSE ALL WOLRD ho un’ottica di 20 anni circa) e su strumenti con i massimi livelli di diversificazione territoriale e settoriale.
Risultati primo mese 2022 – Dow ci viene in aiuto.
Archiviato il primo mese del 2022 sui mercati finanziari, con risultato, almeno per quanto riguarda il mio portafoglio, in drawdown del 4,5% circa, rispetto ai precedenti massimi di equity.
Al momento sono investito per un 35% circa, quindi con buona parte del capitale disponibile liquida (per quanto riguarda il portafoglio gestito attivamente in stock picking).
Dall’analisi settoriale di inizio anno, possiamo notare quanto il settore energetico abbia di gran lunga sovraperformato lo Spy ed in generale quanto i settori tipicamente difensivi abbiano fatto “meno peggio” dei vari tecnologici, comunicazione e discrezionali. (Quadro non propriamente favorevole alle prospettive di crescita).
Decisamente non semplice in questa fase ricavare rendimenti dal mercato, se l’operatività prevalente è long di medio periodo.
In aggiunta, analizzando l’ETF “QQQ” relativo al Nasdaq (grafico sotto), notiamo un primo tentativo d’inversione dell’ordine dei minimi, che da crescenti per la prima volta diventano decrescenti.
Sarà la prima onda di una fase correttiva? Chi può dirlo, tuttavia da analisti tecnici non possiamo ignorare un comandamento della teoria di Dow: “un trend si considera in atto, fino ad un evidente segno d’inversione”. L’evidente segno d’inversione è la violazione di un precedente minimo rilevante.
Intanto il Russel “IWM”, grafico sotto, decide di voler continuare con il deterioramento delle sue prospettive, rompendo al ribasso la fase laterale che imperversava da inizio 2021.
Fino a quando quest’indice non riprenderà valori consoni alla ripartenza di un trend, non sarà facile investire con le small/mid cap statunitensi.
Per il momento mi impegno a non essere troppo operativo e a resistere alla tentazione di aprire posizioni solo per recuperare. Attualmente sembrerebbero essere assenti le condizioni per inaugurare un nuovo trend (volatilità, indebolimento degli indici), pertanto sarò iper selettivo nella scelta delle singole azioni, ma dedicherò questo tempo a valutare eventuali ingressi e prese di posizione su ETF che reputo interessanti.
E’ ovvio che in ottica di lunghissimo periodo, i ribassi del mercato permettono di impiegare la liquidità accumulando posizioni su strumenti azionari diversificati, migliorando il prezzo medio di carico.
Spy – Momentum come filtro.Settimana particolarmente tranquilla dal punto di vista del mio portafoglio gestito in stock picking. Determinanti per la decisione di non entrare a mercato con nuove operazioni sono sia gli indicatori di volatilità, tutti alti ed estesi, sia gli indicatori di momentum.
Ho spesso dedicato idee riferite al mio processo decisionale per la selezione dei settori e delle azioni in cui investire. Stasera vorrei dedicare tempo ad un piccolo trucco che utilizzo per valutare le condizioni di mercato ideali per entrare in posizione.
In particolare, oltre al pannello volatilità (del quale ho parlato in altre occasioni, sotto trovate il link all'idea), utilizzo la strategia “multimomentum” per definire se sui mercati ci sono condizioni adeguate a strategie trend following di medio periodo.
Nel grafico sopra trovate - oltre alle quotazioni dello Spy - anche la costruzione di tre grafici contenenti indicatori di momentum, ovvero il ROC (Rate of Change).
Il Rate of change, per la sua modalità di calcolo, misura il tasso di accelerazione dei prezzi rispetto ad un determinato riferimento temporale.
Qualora dovesse essere crescente sopra lo zero, indica che è in corso una tendenza, qualora dovesse decrescere, il trend è in fase di indebolimento in quanto i prezzi crescono con minore decisione.
I segnali operativi sono dati dall’incrocio con la linea dello zero.
Per filtrare i segnali è possibile, come nell’esempio sopra, costruire il ROC su diversi orizzonti temporali, in questo caso 30/60/90 sedute.
In generale sarò pronto a cogliere operazioni long quando sull’indice preso in considerazione, il ROC è positivo su tutti gli indicatori temporali.
In questo caso, possiamo osservare come il ROC sia positivo solo sull’orizzonte temporale a 90 periodi, mentre negativo sui 30 e 60. Osserverò settimanalmente gli indicatori per scorgere l’eventualità della nascita di una tenedenza su tutti gli orizzonti, cercando di filtrare pertanto gli ingressi.
URA etf già vincolati per chiudere il T+6Buonasera , oggi volevo proporre questa mia analisi su un etf URA legato al mercato dell'Uranio.
Come si vede in chart abbiamo avviato tutto il ciclo biennale iniziato a Marzo 2020 verso la chiusura .
Questo perchè il T+3 è già vincolato al ribasso e nonostante una ripartenza dovuta ai cicli minori successivamente alle 48 barre dal suo inizio dovrà tornare sotto i minimi già segnati.
Come timing abbiamo un minimo a 48 barre che cade ai primi di Marzo , sottolineo condizione minima che però potrebbe prolungarsi con tempi massimi fino a oltre metà Marzo.
Questa è una mia analisi e non un suggerimento di operatività .
Buon trading guys
Fed aumenterà i tassi e taglierà il QE cosa è successo nel 2014La Fed è stata poco colomba con i mercati ed ha fatto intendere che ci potranno essere da 4 a 5 aumenti dei tassi nei prossimi 12 mesi con relativa fine degli acquisti da QE.
Saranno possibili aumenti anche superiori ai 0.25 bp con escursioni direttamente di 0.5bp.
Nel grafico ho segnato cosa è successo alla fine del QE 2008-2014
ingresso portafoglio etf FOO da 87,05 ingresso portafoglio etf FOO da 87,05, size minima di circa 1k totale che ci permette di raggiungere Nestlè che altrimenti sarebbe su mercati commissionalmente esosi e un'altra serie di leader dell'alcolismo/birrismo che ci fa piacere avere in portafoglio.
L'angolazione di avanzamento è tra 1x2 e 1x3 di Gann e lo shock più importante è quello set19-feb.mar20 che stiamo ancora recuperando, sono tutti difensivi e l'alcol performa bene nelle crisi, l'unico neo è che è un etf in total return che non distribuisce dividendi, quindi sarà solo un tedioso sedersi e aspettare.
"Se sei un'edera, arrampicati!" ;-)
Accettare le perdite e mantenere la calma.Periodo di drawdown per la maggior parte degli investitori, impossibile riuscire ad evitare lo storno di questi giorni per chiunque avesse aperte posizioni long, a prescindere dalla tipologia di esposizione settoriale.
Il mercato non può salire per sempre e gli ultimi 20 mesi probabilmente ci hanno fatto pensare che investire in borsa o mantenere posizioni aperte sull’azionario possa esser semplice sia dal punto di vista tecnico che psicologico.
E’ proprio la psicologia, in giornate dove prevale il rosso, a rendere più difficili le nostre decisioni, a prescindere dalla tipologia di approccio adottato negli investimenti.
Tutti commettiamo errori. A partire dall’investitore di lungo termine, con posizioni aperte in fondi diversificati ed efficienti. Egli dovrebbe sempre tenere a mente il proprio orizzonte temporale e la finalità dell’investimento e semmai preoccuparsi di bilanciare opportunamente il portafoglio e non modificarne gli assetti in maniera discrezionale, discostandosi dalla pianificazione opportunamente valutata dopo attenti studi o dopo una consulenza professionale. Eppure durante queste fasi viene quasi naturale liquidare le asset class più rischiose per la nostra intolleranza alle perdite. (Personalmente io sto individuando dei livelli dove incrementare le posizioni su ETF All Country World, dove ho un orizzonte temporale di almeno 25 anni).
Discorso simile nel contenuto, ma diverso nella pratica per il trader che svolge attività di stock picking. Spesso egli è portato a credere che la propria analisi su un determinato titolo sia infallibile o semplicemente non accetta di aver sbagliato (timing, size, strategia d’ingresso). Pertanto è in grado di tenere posizioni aperte in perdita per mesi, alimentando il loss o addirittura mediando sul titolo che puntualmente continua a perdere. A maggior ragione, quando si investe su singoli titoli, sono fondamentali la size dell’operazione ed i livelli tecnici di stop da rispettare in maniera maniacale (si veda la legge della rovina statistica).
Come mi comporto per la parte di portafoglio gestito in stock picking?
Seguo semplicemente il piano, se arrivo ai livelli di stop chiudo con serenità l’operazione, attendo che gli indicatori che utilizzo per monitorare il mercato tornino in modalità Risk On, e resto alla finestra per i nuovi segnali d’ingresso.
Qualora dovessi avere segnali sulle strategie da me impiegate, non esiterei a valutare ingressi a mercato.
Altro errore dettato dalla psicologia è la paura di riprendere l’operatività dopo una serie di stop. Dobbiamo tenere a mente che il mercato si compone di fasi e che i drawdown fanno parte del trading e che per ogni strategia adottata, dovremmo avere chiari il recovery time (in quanto tempo vengono raggiunti i massimi di equity dopo un ritracciamento) e l’entità del massimo drawdown sofferto dalla strategia nel passato.
Infine attenzione al revenge trading. Cercare di voler recuperare dalle perdite a tutti i costi, aprendo svariate posizioni che non faranno altro che peggiorare la nostra situazione. Il mercato non ci deve nulla, né tantomeno il desiderio di rivincita deve offuscare la nostra capacità di giudizio.
Investire è un processo, da pianificare, standardizzare secondo delle precise regole e replicare. Solo in questa maniera si può applicare una strategia vincente e scalabile.
Per quanto difficile, le emozioni devono restare lontane dai nostri broker e l’attività di trading, per quanto appassionante , deve risultare noiosa.
Segui il tuo piano di tradingSul web iniziano ad apparire pagine che parlare di "crollo di mercato" giusto per far aumentare la paura tra le persone. Ma è corretto parlare di "crollo”?
A mio parere no. Palare di "crollo dei mercati" è ancora troppo presto ma forse sarebbe meglio parlare di una correzione leggermente diversa da quelle che siamo stati abituati a vedere nell'ultimo anno e che ci fatto rimanere troppo a lungo all'interno della nostra zona di confort.
È corretto parlare di inizio di mercato orso?
A mio parere no. Per vedere un mercato orso basta tornare indietro nel tempo per capire cosa significa. Guardiamo ad esempio il periodo fine 2007 fino ad inizio 2009. Quello sì che era un mercato orso.
È corretto farsi prendere dal panico?
Ovviamente no. Chi opera in borsa sa che deve mettere in conto di trovarsi ad affrontare questo genere di situazioni e che dovrà conviverci e farle sue perchè altrimenti verrà sempre spazzato via dell'emotività del mercato.
Fidati solo del tuo piano di trading e di nessun altro.
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Cina - La politica monetaria come opportunitàLa banca centrale cinese, in controtendenza rispetto ad altre banche centrali, considerate le difficoltà economiche interne, conferma un atteggiamento espansivo e di sostegno, coerentemente ad una struttura di tassi d’interesse con interessanti soglie d’intervento.
Abbiamo parlato, già in diverse occasioni, dell’impostazione tecnica dell’indice cinese (studiato osservando l’MSCI CHINA) che sembrerebbe voler muoversi in controtendenza rispetto agli altri principali indici mondiali, fornendoci una notevole alternativa d’investimento.
In particolare, negli ultimi mesi, mentre l’SP500, il Nasdaq e l’Eurostoxx facevano segnare nuovi massimi, l’indice MSCI CHINA stornava di circa il 34%, cominciando a creare da agosto 2021 una struttura in sideway, dove probabilmente è iniziata una fase di accumulazione.
A questo punto, l’abbassamento dei tassi d’interesse e l’atteggiamento espansivo da parte della banca centrale, potrebbero essere un elemento di boost per l’azionario. Nel momento in cui scrivo l’indice guadagna oltre il 4%.
Metto in evidenza tra le idee correlate le mie precedenti analisi sull’indice.
Spread estrattori oro e SP550 come sta andandoIl 5 Gennaio postavo questo spread tra estrattori dell’oro (GDX) contro SP500 (SPX) sul mercato americano che allego.
Il fulcro è in questo passaggio “..notate che ogni volta che il ratio è arrivato sulla parte bassa del box c’è stata una perfomance maggiore delle miniere aurifere rispetto all’indice SP500 .
Ho evidenziato con le aree verdite, queste fasi e le relative performance i mesi successivi..”
Dopo 15 giorni GDX segna +11,26% e SPX -5%.
Con questo l’operazione non è assolutamente chiusa, ma sicuramente è iniziata bene.
Rapporto SP500 e Miniere Aurifere, cosa è meglio.Nel grafico ho inserito il ratio tra andamento dell’indice SP500 e Gold Mines utilizzando i relativi ETF.
Nella parte superiore invece l’andamento di SPY e GDX, mentre nella parte bassa vedete il relativo ratio, dove ho evidenziato un box in giallo di congestione partito a metà 2015.
Notate che ogni volta che il ratio è arrivato sulla parte bassa del box c’è stata una perfomance maggiore delle miniere aurifere rispetto all’indice SP500.
Ho evidenziato con le aree verdite, queste fasi e le relative performance i mesi successivi.
Questo genere di operazione va ragionata su un arco di mesi, non è un'operatività rapida.
Settore energetico e nuova operazione.Isolando i movimenti dei vari settori, partendo dal primo gennaio 2022, leader indiscusso è sicuramente XLE, ovvero l’ETF relativo al settore energetico, che investe in titoli azionari operanti in quest’industria.
La performance è ben più alta rispetto allo Spy, considerando che a fronte di una performance negativa dell’SP500 del 2.14% circa da inizio anno, il settore energetico guadagna il 13,90%.
Di seguito l’impostazione tecnica del settore con il grafico dell’ETF.
Volendo seguire la forza del mercato, facendo girare gli screener sul settore, per la parte di portafoglio che gestisco in stock picking, ho individuato una nuova operazione sul titolo “MGY” – Magnolia Oil & Gas Corporation. Sotto il grafico e successivamente illustro l'operazione.
Il titolo, da dicembre 2020 ha subito differenti impulsi rialzisti. Ad ottobre 2021 ha raggiunto nuovi massimi storici in area 22 $, seguiti da un periodo di “pausa”. Attualmente è in atto un nuovo movimento rialzista. I due grafici di forza relativa sulla destra , riportano sia la forza del titolo rispetto al settore energetico, che del settore rispetto allo Spy. Ambedue sono crescenti.
Di seguito l’operazione impostata:
• Ingresso con ordine di tipo Buy stop livello 22,70$;
• Stoploss in area 17.31$;
• Target calcolato con estensioni di fibonacci rispetto all’ultimo impulso rialzista, in area 32.80$;
• Size: 3% del capitale dedicato al trading.
I migliori settori sugli indici americani In questo grafico potete avere una panoramica dei principali settori merceologici classificati a livello di settori di investimento sugli Etf americani.
A Sinistra abbiamo un grafico che parte dal 2000, mentre sulla Destra il grafico degli ultimi 12 mesi.
Dal 2000 il migliore settore è quello relativo al mondo del software&etertainment, cioè quello dei videogico, delle produzioni multimediali e della realtà virtuale aumentata, l'accelerazione la si è avuta soprattutto negli ultimi 4-5 anni, ma salta all'occhio con evidenza, il fatto che negli ultimi 12 mesi c'è stata una flessione che ha generato la peggior performance tra quelli a confronto.
Si può dire che, negli ultimi 12 mesi c’è stata una generale contro tendenza settoriale, infatti il migliore è stato quello dell’Energy seguito dal Financial, cioè due classici settori di quella che può essere definita la old economy.
Banche al rialzo in AmericaDal minimo fatto il 20 dicembre, il settore bancario americano ha iniziato un forte rialzo che lo ha portato prima a recuperare il 12% circa perso nelle sedute precedenti e in un secondo momento, a chiudere e segnare il nuovo massimo storico.
Come possiamo vedere, i volumi di acquisto dell'ETF sono aumentati di molto nelle ultime sedute mostrando nel breve periodo il forte interesse degli investitori per questo settore.
Come mai quindi questo forte rialzo?
Una delle ipotesi che mi viene in mente è senz'altro il repentino aumento dei tassi di interesse sui titoli di stato americani. Come vediamo nelle ultime sedute, i rendimenti del decennale americano sono schizzati al rialzo (stesso discorso per il ventennale). Chi è che beneficia dell'aumento dei tassi? Uno di questi è sicuramente il settore bancario perchè è proprio grazie agli interessi che si basa una parte dei loro guadagni.
Ho inserito come indicatore il coefficiente di correlazione che, come vediamo per la maggior parte delle volte questo, è positivo il che significa che il più delle volte il settore bancario è correlato positivamente con l'andamento dei tassi.
Uno dei metodi per combattere la gran quantità di denaro che è stata immessa sul mercato è proprio l'aumento dei tassi di interesse ed è uno degli obiettivi che la FED ha dichiarato di voler fare per questo 2022.
Da questa analisi, possiamo quindi andare a scovare quelle aziende che rientrano nel settore e con un'analisi di forza relativa andare a prendere quelle azioni che stanno facendo meglio sia del mercato e sia del settore. Ovviamente non basta solo questo ma è comunque un buon inizio.
Alcuni esempi di azioni possono essere:
1. Customers Bancorp, Inc.(CUBI)
2. Preferred Bank ( PFBC )
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** DISCLAIMER **
L'analisi è frutto di mie considerazioni personali e non è nessuna sollecitazione all'investimento! Operatività segnalate non posso sostituire il libero ed informato giudizio dell'investitore che agisce per libera scelta e a proprio rischio.
Settore finanziario e nuove operazioniConsiderata la prospettiva d’incremento dei tassi, il settore finanziario nelle ultime sedute è sembrato essere molto tonico e gli screener di mercato hanno offerto diverse opportunità d’ingresso in breakout su movimenti di forza.
Partiamo dall’analisi dell’XLF, ovvero l’ETF settoriale dedicato al settore della finanza. Possiamo notare come le ultime sedute abbiano portato il settore alla rottura dei precedenti massimi. Per poter apprezzare il movimento ho plottato sul grafico il canale di Donchian a 50 sedute. L’ultima candela ha rotto al rialzo il canale, segnale tipicamente Long per chi opera in trend following.
Entrando nel dettaglio del settore, ho selezionato alcuni titoli americani, sui quali valuterò ingresso.
Bank of America.
Dal 3 Gennaio il titolo ha dimostrato forza, con sedute in crescita, accompagnate anche da un gap a testimonianza della convinzione del movimento. Il prezzo si è fermato durante l’ultima seduta appena sopra i precedenti massimi. Attenzione alla soglia psicologica dei 50 dollari che spesso può portare i prezzi ad uno storno. Sotto troverete il grafico.
Operazione impostata:
• Ingresso in area 50,10$
• Stoploss in area 40,60$
• Take profit in area 68,90 $
Popular Bank Inc “BPOP”
Il prezzo ha rotto una struttura rettangolare con volumi importanti, ben sopra la media. Attenzione al livello psicologico 100$.
• Ingresso: 92,30$
• Stoploss: 73,70
• Take profit: 118,98$
Unity Bancorp, INC
Come nei casi precedenti, il titolo rompe una struttura di consolidamento, facendo segnare un nuovo massimo.
• Ingresso: 29,90$
• Stoploss: 24,11$
• Take Profit: 42,00$
IPOTESI 2022. COS'HA SCONTATO IL MERCATO NELL'ULTIMO MESE?Buongiorno a tutti, siamo finalmente entrati in Q1 2022. Questa idea ha l’obiettivo di analizzare determinati “indicatori” e settori e i loro comportamenti in maniera tale da capire quello che potrà accadere in Q1 2022. La domanda importante da porsi è: dove i grandi investitori stanno posizionando i loro capitali?
RAPPORTO TRA AZIENDE VALUE, AZIENDE GROWTH ED S&P500
Il primo grafico che vi porto è il rapporto esistente tra aziende value e growth. Per chi ancora non lo sapesse, le aziende value sono quelle con un business molto forte che basano i loro guadagni nel presente; non hanno grandi prospettive di crescita futura e una parte dei loro guadagni sono ridistribuiti agli azionisti sotto forma di dividendi; quelle growth, come dice la parola stessa, sono aziende di “crescita”, ossia basano i loro guadagni in un tempo futuro, talvolta accontentandosi di avere bassi guadagni in tempi presenti; parte dei loro guadagni sono poi rienvestiti nell’azienda in maniera tale da espanderla e di conseguenza, spesso, i dividendi forniti agli azionisti sono bassi oppure totalmente assenti.
Dal grafico possiamo notare come, da metà novembre circa, le aziende value hanno sovraperformato le aziende growth. Nella parte bassa del grafico vi ho riportato l’andamento dell’S&P500. Vediamo come la sovraperformance delle value ha conciso con un momento di perlopiù lateralizzazione da parte dell’indice di riferimento; sono così andato ad evidenziare tutti quei momenti nell’ultimo anno in cui abbiamo avuto le value più forti rispetto alle growth (momenti evidenziati da canali paralleli ascendenti) e osservato il comportamento dell’ S&P negli stessi periodi: notiamo come ad un rafforzamento delle value rispetto alle growth è coinciso un momento di lateralità o momenti di bassissimi guadagni da parte dello Standard and Poor.
Al contrario, invece, possiamo osservare come ad un rafforzamento delle growth rispetto alle value (in tutte quelle parti non evidenziate) l’S&P500 ha realizzato performance più cospicue. Come mai accade ciò?
Per provare a far luce a tutto ciò ci viene in aiuto il vix:
come potete notare, il vix si trova nella parte bassa del grafico, con la linea rappresentativa di color azzurro.
Ho tracciato una retta di color rosso nel livello 20, considerato lo spartiacque tra “paura” e “relativa tranquillità” dei mercati, ed inoltre ho utilizzato dei rettangolini azzurri per indicare tutti i picchi di volatilità avuti nel 2021:
E’ facile notare come gli investitori, in periodi prossimi o corrispondenti a picchi di volatilità, abbiano preferito comprare azioni di aziende value rispetto a quelle growth.
Notiamo infatti come il primo picco di volatilità (a febbraio circa) è stato seguito da una grande forza relativa delle value, che è continuata anche nel picco relativo a marzo. Ciò è accaduto anche a maggio e a metà luglio per arrivare a dicembre quando, a causa della scoperta di omicron, la volatilità era salita di tanto spaventando i mercati.
Abbiamo quindi spiegato il motivo per cui, ad una forza relativa maggiore delle value rispetto alle growth, l’S&P 500 talvolta ha stornato, lateralizzato o segnato bassi guadagni? Perché a questi momenti è sempre corrisposta una volatilità “preoccupante”, tale da indurre gli investitori a chiudere posizioni long sulle aziende growth e ad aprirne su azioni value, considerate quindi più “difensive”.
Quando poi invece la volatilità si riabbassava, le growth diventavano più forti delle value, segno del fatto che la stessa non spaventava più. In base a quest’ultima frase da me scritta, che insegnamento possiamo trarne per tutto il 2022? Che quando le growth vanno a sovraperformare le value, ci troviamo in un clima di risk-on dei mercati, e questo è appunto dimostrato dal fatto che le growth performano bene in periodi di bassa volatilità e perché lo Standard and Poor, negli stessi periodi, guadagna in maniera cospicua.
Questo grafico da me costruito sarà un’indicatore che guarderò molto da vicino per capire il clima di rischio sui mercati per valutare il rischio stesso di ogni investimento.
AZIONI HIGH BETA, LOW BETA ED SP500
Lo stesso discorso fatto per le aziende value e growth può essere fatto con aziende a basso beta e ad alto beta. Sapete di cosa parlo?
ll Beta è un coefficiente che misura la variazione attesa del rendimento di un certo titolo per ogni variazione di un singolo punto percentuale del mercato di riferimento.
Il valore di questo coefficiente tende a muoversi intorno a 1: nello specifico, se il Beta di un’azione è pari a 1, questa tenderà a muoversi in linea con il mercato di riferimento, senza amplificare o ridurre i movimenti dello stesso. Quando il Beta di un’azione è maggiore di 1 invece, si è davanti a un titolo “aggressivo”, che amplifica i movimenti del mercato, l’attività è considerata quindi più rischiosa. Se il Beta è compreso tra 0 e 1, si ha di fronte un’azione “difensiva”, la quale tende a muoversi in modo meno che proporzionale all’indice di riferimento. Infine, un titolo con Beta negativo tenderà a muoversi in maniera opposta al mercato.
Spiegato cos’è il coefficiente Beta, vediamo il grafico di sotto:
La linea superiore in azzurro è il rapporto tra aziende a basso beta e aziende ad alto beta, mentre in basso, identificato con una linea color arancio, abbiamo l’andamento dell’S&P500.
Ho messo i due asset a confronto, e osserviamo come l’S&P tenda a crescere quando le aziende ad alto beta sovraperformano quelle a basso beta mentre, in caso contrario, l’S&P500 tende a lateralizzare.
In quest’ultimo periodo siamo in un momento in cui quelle a basso beta rendono meglio rispetto a quelle a beta più alto.
Vi siete chiesti quali sono i settori “low beta” tra quelli che nomino sempre? Sono il settore delle utilities, dei beni di prima necessità e il settore sanitario; vi riporto ora la correlazione esistente tra le aziende a basso beta e i 3 settori nominati per farvi osservare graficamente la grande correlazione positiva:
• SETTORE UTILITIES
Nei vari rettangoli vi ho evidenziato la grande correlazione positiva.
• SETTORE BENI DI PRIMA NECESSITA’
• SETTORE SANITARIO
Riassumendo quello che vi ho detto fin’ora, abbiamo quindi capito come le aziende più “difensive” come il settore delle utilities, sanitario e dei beni di prima necessità stiano performando bene:
Ricordo a chi non lo sapesse che tipicamente i settori difensivi vanno a performare bene in tempi di incertezze o rallentamenti economici o comunque, più in generale, in periodi di risk off dei mercati: questo accade perché gli stessi settori riescono comunque a generare guadagni nonostante il particolare periodo economico.
Dico sempre che la finanza tende sempre a scontare prima quello che poi in realtà succede, e vi ho dimostrato più di una volta che questa ipotesi è vera (vi consiglio di leggere le mie ultime idee, troverete tanti spunti sotto questo punto di vista). La domanda da farsi quindi è: come mai nell’ultimo mese sono stati i settori difensivi i veri protagonisti? Il mercato si aspetta un periodo di incertezza economica o un rallentamento?
Per spiegare questo, utilizzo un indice, il Russell 2000; quest’ultimo racchiude nel suo paniere le più importanti 2000 aziende statunitensi a piccola e media capitalizzazione. Utilizzo quest’ultimo come indicatore perché le aziende più piccole tendono ad avere la loro attività negli Stati Uniti, al contrario delle mega-cap che hanno affari in tutto il mondo; aziende come Microsoft, Amazon oppure Apple, essendo delle multinazionali, nonostante siano statunitensi, vendono i loro prodotti in tutto il mondo. Capendo quindi che le small e mid-cap hanno affari soltanto a livello nazionale, possiamo affermare che vanno a riflettere meglio lo sviluppo dell'economia statunitense. Di conseguenza, cosa possiamo aspettarci a livello grafico? Che se gli investitori vedono nel futuro un’economia forte, anche il Russell 2000 dovrebbe presentarsi forte e in trend lateral-rialzista; viceversa, ad un’aspettativa di rallentamento economico, dovremmo aspettarci un Russell debole e in trend lateral-ribassista. Vediamo come si sta comportando nella grafica:
Vediamo come, dagli inizi di novembre, l’indice abbia iniziato a disegnare una parabola discendente. Vediamo invece come da ottobre 2020 a inizi 2021,quando eravamo in ripresa economica, il Russell fosse invece salito in maniera abbastanza forte, rispettando quindi la sua funzione di “termometro dell’economia statunitense”. Questo ci deve far capire un qualcosa di importante: se gli investitori avessero avuto una visione positiva dell’economia, perché negli ultimi 2 mesi avrebbe venduto il Russell? Semplice: ciò significa che la loro visione economica non è positiva.
A tale scopo vi ho poi condiviso nella parte bassa del grafico gli stessi settori difensivi che vi ho citato prima: vedete come sono saliti a dispetto del Russell?
RUSSELL 2000 E APPIATTIMENTO DELLA CURVA DEI RENDIMENTI COME SEGNALI ANTICIPATORI
Come vi ho spiegato diverse volte, un altro termometro economico importante è il mondo obbligazionario, in particolare i titoli di stato USA a diversa scadenza e i loro rendimenti. Avevo scritto un’idea riguardo al loro comportamento, in particolare come essi variavano nelle diverse condizioni economiche; per maggiori dettagli, vi linko l’idea qua sotto:
Nel grafico sottostante abbiamo con la linea arancio il Russell 2000 mentre con la linea azzurra lo spread tra i rendimenti dei titoli di stato USA a 10 anni e 2 anni. Per chi non sapesse a cosa si riferisce questo spread, è molto semplice: i 10 anni vengono considerati una scadenza lunga, mentre i 2 anni una scadenza corta; ciò significa che più lo spread tra i due titoli si restringe, più si ha l’appiattimento della curva dei rendimenti. Infatti, vedete come da aprile 2021 lo spread ha disegnato un trend ribassista? Significa semplicemente che, pian piano, la curva sta andando ad appiattirsi, segno del fatto che gli investitori si aspettano un rallentamento economico.
E’ curiosa la correlazione tra il Russell e lo spread: in ripresa ed espansione economica (ossia la parte racchiusa entro il rettangolo arancio) entrambi gli asset erano saliti (ricordo che se lo spread tra i due titoli è più pronunciato positivamente, ossia a percentuali positive, la curva è da considerarsi più “steep”).
Successivamente, da aprile 2021 ad oggi, il Russel ha iniziato una fase di lateralità mentre lo spread è andato a contrarsi; questa correlazione mi fa capire quanto entrambi gli asset siano correlati all’economia statunitense e come, in particolare, ci diano le stesse informazioni dal punto di vista del sentiment del mercato.
IL SETTORE PER ECCELLENZA IN TEMPI DI INFLAZIONE: REAL ESTATE
Un altro grande settore dalle grandi performance è sicuramente quello del Real Estate:
Come possiamo vedere dalla grafica, il settore è stato sicuramente tra i migliori, con una performance di oltre il 40%. Sapete come mai il settore immobiliare performa bene in questo periodo? Grazie all’inflazione!
Questo perché le aziende immobiliari riescono a trasferire al consumatore l’aumento percentuale dei prezzi in quanto gli immobili, in tempi inflattivi appunto, tendono a conservare il loro valore, al contrario di altri beni. Infatti, come saprete, con un inflazione che aumenta, aumentano anche i prezzi degli affitti, delle case e degli stabilimenti, e questo significa che i guadagni delle aziende immobiliari, in particolare i REITS, non vengono erosi (proprio per la capacità degli immobili di conservare quindi il loro valore).
L’inflazione in USA è al 6,8%; si prevede che nel 2022 si abbasserà di qualche punto percentuale. Quando succederà? Questo non si sa, ma credo che guardando il prezzo degli energetici e i valori dei PMI potremmo avere in futuro qualche certezza in più.
Spero questa analisi vi possa servire. Vi auguro un felice anno nuovo! MATTEO FARCI






















