Indici di mercato
Il simbolo dell'incertezzaBuonasera a tutti, in quest'analisi prendo come strumento in osservazione il grafico dello sp500. Nell'ultimo anno e mezzo, negli Stati Uniti abbiamo visto il mercato salire a suon di proclami, un trend rialzista con una direzionalità e una volatilità che potevano essere sfruttate a vantaggio di una strategia trend follow. Poi si è rotto qualcosa, l'indice ha iniziato a disegnare l'incertezza di chi partecipa al mercato sul grafico. Quello che ne è uscito è un brutto affare, un pattern (megafono) che ultimamente si è ripetuto su molti strumenti, anzi, qui ne abbiamo due, uno dentro un altro. Tutto questo vi posso assicurare che in passato è capitato raramente e mai in questa maniera, perciò non siate troppo duri con voi stessi, se avete sbagliato, con questo scenario chiunque può fare errori, perché non c'è un andamento chiaro, tutto è in balia di un'indecisione che sembra finalmente finire prendere una direzione chiara. Il megafono più esteso forse e uso l'avverbio forse, potrebbe essere validato. Ormai con questo presidente americano, nulla è scontato, neanche i pattern evidenti come questo.
Il settore tecnologico è sottovalutatoNegli ultimi mesi la tecnologia è stata quella più penalizzata e tra i vari settori del mercato americano sembra essere tra quelli diventati più sottovalutati in assoluto.
Insieme a healthcare, financials, consumer staples e consumer discretionary.
In particolare, il settore tech ha raggiunto un Forward PE di 20.68, pari a 1.05 volte quello dell'indice S&P 500.
Si tratta del rapporto Tech/S&P500 più basso toccato negli ultimi 7 anni.
Per metterlo in prospettiva, il Nasdaq ha un PE sostanzialmente invariato rispetto a inizio 2020.
Nello stesso periodo di tempo, però, l'indice è salito del 176%.
Ciò significa che la performance è stata earnings-drive, non mutiple-drive.
Altro che bolla (!!!)
Se volessimo concentrarci solo sulle aziende tecnologiche mega-cap, il discorso non è molto diverso: il rapporto tra il PE delle mega cap e l'indice S&P 500 è a 1.2x, il valore più basso dal 2019.
E che dire invece del comparto Software & Services in termini di Forward PE?
Sta trattando a sconto rispetto all'indice S&P (il rapporto è sotto 1)
E' la seconda volta che succede dalla crisi del 2008.
Contemporaneamente, stiamo assistendo ad una disconnessione enorme con i fondamentali.
I multipli si sono contratti aggressivamente
Mentre la Rule of Profile (somma di crescita dei ricavi e margine sui FCF) è rimasta stabile, addirittura in miglioramento.
Ciò significa che queste aziende che ora quotano a sconto rispetto a S&P 500 sono comunque aziende solide.
Non per nulla, negli ultimi giorni ci sono stati dei movimenti massicci nei flussi sul settore tecnologico (grafico 1 in alto).
In particolare abbiamo ai flussi in acquisto su Information Technology più alto dal 2008.
Contemporaneamente, gli insider nel settore tech (dirigenti, manager, ecc.) hanno acquistato al livello più estremo degli ultimi 15 anni (grafico 2 in basso).
Quando questi soggetti acquistano azioni delle proprie aziende, un motivo c'è.
Cosa ci insegna questa analisi?
Non sappiamo assolutamente niente di quello che succederà ma...
il settore tecnologico è diventato estremamente interessante sul lungo periodo.
Il Forward PE è un ottimo indicatore sui rendimenti attesi futuri: più questo è basso, più i rendimenti attesi futuri sono elevati.
A questi prezzi, i rendimenti attesi futuri sono decisamente più interessanti rispetto a qualche mese fa.
Se il settore tecnologico è stato scaricato gradualmente nell'ultimo periodo, può avere senso ritornare a guardarlo con più interesse sotto forma di ETF sul Nasdaq o singole azioni del comparto Mega-Cap o Software.
Performance S&P 500 dopo uno shock di offerta sul petrolioDall'inizio del conflitto in Medio Oriente l'indice americano sta perdendo quasi il 6%.
E' tanto? E' poco? Cosa possiamo dire al riguardo?
Analizzando i passati shock di offerta sul petrolio si vede come dall'inizio della crisi geopolitica, S&P 500 rimanga in un range per diverso tempo, con una discesa piuttosto contenuta (nell'ordine del -10%)
Solo dopo un anno circa l'indice ritorna a salire, con performance anche a doppia cifra.
L'andamento di oggi (in rosso) non si discosta molto da quello medio (in blu).
La prima reazione è stata di un'iniziale discesa.
Ora, se volessimo prendere per buono l'andamento medio delle crisi geopolitiche, la discesa potrebbe continuare ancora per qualche punto percentuale, per poi stabilizzarsi per un lungo periodo di tempo.
Non sappiamo chiaramente se sarà così perché tutto dipende dalle eventuali escalation in Medio Oriente o dalla fine del conflitto.
Però, conoscere la storia ci permette di essere più consapevoli e affrontare i mercati in modo più responsabile.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 27.03.2026Pesa l’incertezza sulle presunte trattative tra USA ed Iran.
Lo stretto di Hormuz è ancora semibloccato e il prezzo del petrolio sale.
Mercato obbligazionario in tensione: su’ i rendimenti di Govies e Corporates.
Metalli preziosi e industriali depressi, ma si riaffacciano i compratori.
La giornata del 26 marzo conferma come i mercati globali restino ostaggio della geopolitica, con le tensioni in Medio Oriente che continuano a influenzare in modo diretto tutte le principali asset class. I segnali contraddittori provenienti da Stati Uniti e Iran sui negoziati per il cessate il fuoco hanno rapidamente riportato in primo piano uno scenario di conflitto prolungato, allontanando le aspettative di una rapida normalizzazione e sostenendo al contempo i prezzi di petrolio e gas.
Le borse europee hanno chiuso tutte in territorio negativo, riflettendo un clima di crescente avversione al rischio. Francoforte la peggiore col Dax a -1,46%, seguita da Londra (-1,33%), Madrid (-1,25%) e Parigi (-0,98%). Una debolezza diffusa che evidenzia la vulnerabilità del continente agli shock energetici.
Wall Street pesante: S&P500 -1,72%, Nasdaq -2,38% e Dow Jones -1%. Il mix tra rincaro dell’energia e irrigidimento delle tensioni geopolitiche ha riacceso i timori di stagflazione, indifferenti alle dichiarazioni di Donald Trump, che ha invitato l’Iran ad assumere una posizione più concreta nei negoziati.
Il movimento più significativo si osserva nel comparto obbligazionario. I rendimenti continuano a salire, segnalando un repricing profondo delle aspettative: il Treasury decennale rende 4,42% (massimi da luglio), il BTP 4,02% e il Bund al 3,07%, sui livelli più elevati dal 2009. Lo spread BTP-Bund si colloca tra 94 e 95 punti base, in aumento rispetto ai 91 della vigilia.
Dall’inizio del conflitto, il future sul Bund decennale ha perso circa -4%, mentre quello sul Treasury -3%. I mercati hanno rapidamente iniziato a prezzare un ritorno dell’inflazione e una possibile nuova fase di rialzi dei tassi, ma questa visione non è pienamente condivisa dalle banche centrali, che mantengono un approccio prudente e attendista.
Secondo diversi policymaker, gli shock energetici tendono a essere temporanei e non necessariamente si traducono in un’inflazione persistente. In questo contesto, alcune case di investimento, tra cui Schroders, esprimono una visione meno aggressiva rispetto al mercato obbligazionario.
Negli Stati Uniti, le aspettative restano orientate verso almeno un taglio dei tassi nel 2026, in linea con il “dot plot” del FOMC. Tuttavia, il rischio principale è rappresentato da uno shock dei prezzi più duraturo, che potrebbe impedire qualsiasi allentamento e riportare al centro il tema dei rialzi. L’economia americana appare infatti la più esposta al rischio di un’inflazione strutturale.
In Europa, lo scenario è diverso ma non privo di criticità. La previsione di base indica un’accelerazione della crescita nei prossimi anni e un possibile rialzo dei tassi nel 2027.
Tuttavia, la forte dipendenza energetica rende l’area particolarmente vulnerabile: un’interruzione prolungata delle forniture di petrolio e gas potrebbe comprimere i redditi reali e rallentare la ripresa industriale, riducendo anche il rischio di effetti inflattivi di secondo livello. In questo contesto, appare improbabile che la BCE segua il percorso di rialzi attualmente scontato dal mercato.
Le dichiarazioni di Christine Lagarde rafforzano questa impostazione. La presidente della BCE ha definito la guerra in Iran “un vero shock”, sottolineando che il ritorno alla normalità nel settore energetico richiederà anni e non mesi. Inoltre, ha avvertito che i mercati potrebbero essere eccessivamente ottimisti nel prezzare una rapida stabilizzazione.
Sul piano macroeconomico, le prospettive restano di moderato rallentamento ma senza scenari estremi. L’OCSE prevede una crescita globale in discesa dal +3,3% del 2025 al +2,9% del 2026, con un recupero al +3% nel 2027 (rivisto al ribasso di 0,1 punti). Anche Barclays mantiene una visione relativamente costruttiva, escludendo per ora un crollo dell’economia globale.
Nel frattempo, l’Europa valuta interventi per limitare la volatilità dei prezzi energetici. La Commissione UE starebbe lavorando a una revisione della Riserva di Stabilità del Mercato nell’ambito del sistema ETS, con l’obiettivo di aumentare la flessibilità dell’offerta di permessi di emissione.
Le ultime notizie dal fronte geopolitico offrono solo un sollievo temporaneo. Il rinvio al 6 aprile dell’ultimatum statunitense all’Iran ha parzialmente migliorato il sentiment, ma restano le tensioni legate al possibile invio di 10.000 soldati americani nella regione.
In Asia, i mercati mostrano un andamento misto. Il Nikkei perde -0,1% (e circa -9% da inizio mese), con lo yen vicino a quota 160 contro dollaro, livello che potrebbe spingere le autorità giapponesi a intervenire. Hong Kong (+0,8%) e Cina (CSI 300 +0,8%) registrano rimbalzi, mentre Taiwan (-0,7%) e India (-1,5%) restano deboli. Da segnalare il dato sui profitti industriali cinesi, in crescita del 15,2% nei primi due mesi del 2026, il miglior risultato dal 2018 (escludendo il rimbalzo del 2021).
Le materie prime restano al centro dell’attenzione. Il petrolio WTI si riavvicina ai 96 dollari/barile e, secondo Macquarie, potrebbe salire fino a 200 in caso di conflitto prolungato fino a fine giugno. Una rapida risoluzione porterebbe invece a un calo dei prezzi, pur mantenendoli sopra i livelli prebellici.
L’oro, a 4.440 dollari/oncia, segna un rimbalzo dell’1,5% dopo il calo del -2,8% della vigilia, ma resta in lieve flessione settimanale (-0,5%) e registra la quarta settimana negativa consecutiva. Le vendite della banca centrale turca, circa 60 tonnellate per oltre Us$ 8 miliardi, rappresentano il calo più significativo delle riserve dal 2018.
SPX: Ultima difesa long a 6475 con doppio minimo e opzioni PutIl movimento ribassista dell'indice S&P 500 (SPX) sembra ormai orientato al target dei 6475punti. La previsione si basa su due principali motivi.
L'area 6475 e' molto vicina al minimo (6473 punti circa) registrato il 20 marzo 2026 dall'indice SPX. In questo momento, il prezzo sta testando quel livello, configurando un doppio minimo che potrebbe fungere da supporto chiave o punto di rottura ulteriore.
Secondo aspetto, a mio avviso piu' importante, su quel livello di prezzo si concentra un cluster significativo di open interest (strike 6475 appunto) che lo rende un magnete per il prezzo. In caso di test, potrebbe scattare una difesa dei venditori delle Put o un'accelerazione ribassista per proteggere le posizione, amplificando la volatilità. Pertanto è normale, che sempre l'area 6475 rappresenta l'ultimo baluardo per un eventuale tentativo long, oltre il quale il ribasso potrebbe intensificarsi. Attenzione perché su questi livelli si annidano molti stop che fanno gola agli istituzionali sempre a caccia degli ordini dei retail.
Se la tua performance fa schifo, non è colpa tuaUno studio condotto da J. P. Morgan tra il 1996 e il 2015 ha messo in evidenza come l'investitore medio sia incompetente sui mercati finanziari.
In vent'anni di storico il rendimento medio ottenuto da un investitore è stato del 2.1% contro
l'inflazione al 2.2%
il mercato obbligazionario al 5.3%
S&P 500 a 8.2%
Tra i principali motivi ci sono soprattutto quelli emotivi e psicologici:
mancanza di un piano di breve, medio e lungo periodo
incapacità di attenersi alla strategia, anche quando è stato creato un piano
voglia di fare market timing
voglia di fare stock picking
ecc.
Spesso anche i mercati finanziari non aiutano.
La volatilità fa parte della natura delle Borse: la salita non è mai lineare e regolare ma attraversa fasi di rialzo e ribasso (comprese le obbligazioni!!).
Ad esempio, l'indice S&P 500 negli ultimi 100 anni circa è andato incontro a 56 correzioni da 10% circa (una ogni due anni).
Di tutti i movimenti al ribasso solo 7 sono state del -40% e addirittura solo 3 del -50%.
Il pensiero dell'investitore medio è invece:
siamo sull'orlo di una guerra mondiale allora vendo tutto perché si scenderà del -40%
poi magari non si scende (perché la probabilità che si scende perché la probabilità che accada è inferiore al 7%)
il mercato rimbalza e l'investitore va a ricomprare in ritardo
così ha perso dei soldi quando ha chiuso al ribasso e perso dei guadagni quando ha ricomprato al rialzo
La mente umana amplifica sempre le probabilità degli eventi negativi, anche se queste sono estremamente basse.
Come se non bastasse, stiamo anche attraversando uno dei periodi più difficili dal 2008.
Le giornate di reversal (inizio positivo e chiusura negativa o inizio negativo e chiusura positiva) sono arrivate ai livelli più alti degli ultimi 18 anni.
Questo rende ancora più difficile per l'investitore medio affrontare i mercati finanziari.
Quindi che cosa fare?
Pazienza, ci vuole pazienza... e una buona strategia.
Un investitore attento avrebbe già dovuto avere un portafoglio coerente con il rischio che si stava vivendo sui mercati a fine 2025.
Non stiamo parlando di previsioni: nessuno poteva sapere che nel 2026 avremmo vissuto il più grande shock di offerta sul mercato dell'energia dagli anni '70.
Stiamo parlando di indicatori alla portata di tutti:
volatilità azionaria estremamente ridotta;
valutazioni elevate su quasi tutti i mercati azionari mondiali;
rendimento atteso dei bond maggiore di quello delle azioni;
ecc.
Questi sono parametri che tutti possono guardare e non ci vuole un analista di J. P. Morgan per capire che sono situazioni anomale in cui bisogna fare un po' più di attenzione del solito.
Proprio in quelle situazioni il nostro portafoglio avrebbe dovuto essere adeguato per il rischio:
se la nostra percentuale target di azionario è 50%, avrei potuto ridurla al 45% o 40%;
contestualmente avrei potuto aumentare leggermente la quota di bond in portafoglio
e avrei potuto mantenere un po' più di liquidità (anche remunerata su qualche BTP a 3-6-9 mesi).
Il portafoglio non deve essere stravolto in queste occasioni ma bastano piccoli accorgimenti per arrivare a contesti come quello di oggi in cui, in caso di discesa più pronunciata, ne posso approfittare.
NQ: H1!!! DISCLAIMER !!!
Nota bene:
Queste sono semplici bozze personali, da considerarsi come tali. La lettura va effettuata con un’ottica di breve termine. In altre parole, la prima fase del percorso disegnato rappresenta l’ipotesi principale. La parte restante del percorso (quella più lontana nel tempo) è strettamente legata all’evoluzione della prima fase. Di conseguenza, se quest’ultima non si realizza, l’intera idea deve essere considerata nulla.
Non vi è alcuna sollecitazione all’investimento; quanto riportato va inteso unicamente come il punto di vista di un utente della piattaforma. L’onere di approfondire ricade sul lettore, attraverso le proprie conoscenze ed esperienze.
Ogni commento che schernisce l’autore, l’idea o il grafico verrà segnalato al moderatore della piattaforma. Non fornirò ulteriori risposte in merito. Grazie per l’attenzione.
NASDAQ 100: rimbalzo fragile sotto resistenza chiaveIl rimbalzo di queste sedute deciderà se il sell‑off di marzo evolve in un nuovo impulso rialzista o resta un semplice pullback dentro una correzione più ampia.
Dopo la forte correzione di inizio marzo, legata anche alla fase di “wait & see” delle banche centrali e alla volatilità su tech e tassi, il Nasdaq 100 ha rotto con decisione i massimi storici in area 25.800–26.000 punti e si è riportato in un range più basso, con minimi recenti nell’area 24.200–24.000 e massimi di rimbalzo che per ora faticano a superare 25.500–26.000 punti. La struttura di breve è quella di un recupero tecnico entro un trend correttivo: spike ribassisti seguiti da rimbalzi rapidi, ma con massimi decrescenti rispetto ai top assoluti e prese di profitto in prossimità delle prime resistenze dinamiche sulle medie mobili daily. In questo contesto gli oscillatori mostrano una normalizzazione da ipercomprato, con RSI giornaliero tornato dalla zona sopra 70 verso valori intermedi, segnalando un momentum ancora fragile e sensibile alle notizie macro e alla guidance sui tassi.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo
Il Nasdaq 100 (cash/futures, riferimento per il CFD Pepperstone NAS100) oscilla in queste ore nell’area 25.000–25.300 punti, dopo un rimbalzo dai minimi di panico in zona 24.200–24.000 visti la scorsa settimana. Siamo nella parte medio‑alta del nuovo range correttivo 24.000–25.500, con il prezzo che ha recuperato sopra i minimi ma resta sotto la precedente area di distribuzione 25.800–26.200, che ora agisce da resistenza di medio periodo. I volumi si sono mostrati elevati sulle giornate di sell‑off e più contenuti nelle sedute di recupero, coerentemente con un mercato ancora dominato da prese di profitto e riposizionamento su tech dopo il rally degli ultimi 12 mesi.
Tecnicamente, la rottura del supporto intermedio 25.500–25.400 ha trasformato quella fascia in resistenza dinamica: ogni ritorno verso 25.500–25.800 viene per ora venduto, con le medie mobili veloci H4 e daily che scendono dall’alto e respingono i tentativi di break out. Finché le chiusure giornaliere rimangono al di sotto di 25.800–26.000, il Nasdaq 100 mantiene un bias correttivo di breve, con spazio aperto a nuove fasi di consolidamento o storno profondo qualora riaumentasse la pressione sui tassi reali USA.
Struttura di fondo: bull market di lungo, correzione in corso
Su orizzonte plurimensile il trend di fondo dell’indice resta impostato al rialzo: nell’ultimo anno il Nasdaq 100 ha segnato nuovi massimi storici oltre quota 26.000, sostenuto da utili solidi del comparto big tech e da aspettative di tagli Fed più in là nel 2026, pur dentro una cornice di politica monetaria ancora restrittiva. Il movimento ribassista di marzo, con perdite intraday superiori all’1–2% su alcune sedute e violente fasi di risk‑off, appare finora come una normalizzazione di un rally molto esteso più che come l’avvio di un bear market strutturale.
L’attuale fase può essere letta come “downtrend correttivo dentro bull market”: massimi e minimi decrescenti dai top in area 26.000–26.200, rottura di un supporto intermedio a 25.500–25.400 e test in corso della successiva zona di domanda a 24.200–24.000, evidenziata da più analisi come area di ricomposizione degli acquisti di medio periodo. Solo una discesa ben sotto 24.000, con incremento deciso di volumi in vendita, comincerebbe a mettere in discussione la narrativa di lungo periodo dominata da crescita degli utili tech e da aspettative di tassi in discesa a partire dal 2027.
La logica della nuova fascia 24.000–25.800 punti
La fascia 24.000–25.800 è il nuovo laboratorio tra compratori e venditori sul Nasdaq 100: è qui che si decide se il mercato costruirà una base per un ritorno stabile sopra 26.000 o se completerà una correzione più profonda verso supporti di grado superiore.
• Supporto primario 24.200–24.000 punti: qui si collocano i minimi di panico più recenti e un’area di demand evidenziata anche da diverse idee operative su indici tech, spesso indicata come prima zona tattica per strategie buy‑the‑dip con stop stretti sotto 24.000 e obiettivi di rimbalzo verso 25.000–25.400. In caso di tenuta, questa fascia può alimentare rimbalzi tecnici rapidi, specie se accompagnati da un RSI giornaliero che risale da area 30–40 verso 45–50.
• Supporto secondario 23.500–23.200 punti: un’eventuale rottura decisa di 24.000 aprirebbe spazio verso questa “deep correction zone”, che coinciderebbe con un ritracciamento più profondo del rally 2025–inizio 2026 e con vecchie aree di consolidamento viste nei mesi precedenti. Qui passano supporti statici di lungo periodo e, su alcune piattaforme, livelli chiave di Fibonacci sull’intero impulso rialzista dell’ultimo anno.
• Resistenza immediata 25.500–25.800 punti: è la prima fascia di offerta forte per chi cerca ingressi short su rimbalzi, con target iniziali 25.000 e 24.200. La componente psicologica della zona 26.000 resta centrale: solo una chiusura daily robusta sopra 25.800–26.000, accompagnata da volumi in aumento, ridurrebbe la pressione ribassista di breve e aprirebbe spazio verso estensioni 26.500–27.000 punti.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Le medie mobili daily mostrano una struttura più debole rispetto alla fase rialzista precedente: il prezzo del Nasdaq 100 si trova attualmente sotto le principali SMA di medio periodo, con le medie veloci che hanno incrociato dall’alto e operano da resistenza dinamica sui rimbalzi verso 25.500–25.800. Sul quadro H4 le ultime candele disegnano una sequenza tipica di correzione in downtrend: brevi congestioni laterali alternate a nuove accelerazioni verso il basso, con pullback tecnici sui livelli rotti (25.400, poi 25.800) che rappresentano punti di decisione per chi opera in intraday.
Gli oscillatori giornalieri, con RSI 14 tornato in zona neutra 40–50 dopo le letture di ipercomprato di inizio anno, suggeriscono un momentum meno euforico e spazio sia per ulteriore debolezza sia per rimbalzi di normalizzazione. Mappa livelli: sopra 25.800–26.000 l’indice rientra nella fascia di massimi storici, e solo un break solido di 26.500 invaliderebbe gli scenari di correzione aprendo spazio verso proiezioni 27.000–27.500; sotto 24.200–24.000 aumentano le probabilità di accelerazione verso 23.500–23.200 e, in estensione, verso la zona 22.800–22.500 in caso di risk‑off globale prolungato.
Scenari operativi sulla fascia 24.000–25.800 punti
• Scenario di rimbalzo correttivo / recupero rialzista
Se il supporto 24.200–24.000 tiene e il prezzo riesce a riconquistare in chiusura daily l’area 25.500–25.800, il mercato potrebbe normalizzare il sell‑off con un movimento verso 26.000–26.500, dove transitano le resistenze successive e i massimi storici. In questo caso la correzione di marzo verrebbe letta come una “shake‑out” dentro bull market, con RSI che dovrebbe stabilizzarsi sopra 50–55 per restituire momentum ai compratori e riattivare la narrativa di trend rialzista lineare.
• Scenario di continuazione ribassista / normalizzazione profonda
Un cedimento stabile della fascia 24.200–24.000, con chiusure giornaliere sotto 24.000 e volumi in aumento, confermerebbe la rottura del supporto intermedio e favorirebbe una discesa verso 23.500–23.200 come primo target, con possibile estensione verso 22.800–22.500 se il sentiment restasse dominato da Fed hawkish, dollaro forte e presa di profitto sulle posizioni long accumulate nei mesi precedenti. In questo quadro la struttura di bull market di lungo periodo resterebbe ancora intatta, ma si completerebbe una correzione di grado superiore prima di poter valutare nuove gambe rialziste sopra 26.000–26.500.
La fascia 24.000–25.800 diventa quindi il nuovo pivot di mercato sul Nasdaq 100 CFD Pepperstone: qui si decide se l’attuale fase è un semplice storno da eccesso di rialzo o l’avvio di un ciclo correttivo più profondo, con la capacità del mercato di difendere 24.200–24.000 e riportare l’RSI sopra 50 che sarà cruciale per ristabilire una narrativa costruttiva sull’indice tech USA.
_______________________________________________________
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 24.03.2026L’ottimismo di Trump fa sperare nella rapida fine della guerra in Iran.
Trump ha annunciato lo stop di 5 giorni alle bombe sugli impianti energetici.
Bonds, petrolio, borse recuperano, ma non c’è ancora vero ottimismo.
Lo scenario delle Banche centrali è ora «hawkish» sulla politica monetaria.
Le parole del Presidente usa Trump hanno impresso una brusca sterzata ai mercati nel corso della seduta di ieri, 23 marzo: da scenario di escalation a narrativa di possibile de-escalation nel giro di poche ore.
Il presidente statunitense parla di colloqui “costruttivi” con l’Iran, annuncia uno stop ai bombardamenti sulle infrastrutture energetiche e lascia intendere che i negoziati proseguiranno per tutta la settimana. Un cambio di tono che riaccende rapidamente le aspettative di allentamento delle tensioni, anche se da Teheran arrivano smentite nette sull’esistenza di contatti diretti.
Al centro del quadro strategico emerge con chiarezza la crucialità dello stretto di Hormutz: la sua riapertura viene indicata, anche da fonti citate dal Washington Post, come obiettivo prioritario per una possibile uscita dal conflitto. Al contrario, appaiono sempre più irrealistici target iniziali come il rovesciamento del regime iraniano o l’azzeramento della capacità nucleare. Garantire il transito energetico significherebbe per l’Amministrazione Usa rivendicare un risultato concreto, raffreddare la crisi globale e ridurre il potere deterrente iraniano in prospettiva.
Sul fronte energetico, tuttavia, il mercato resta fragile e in parte “cieco”: ci si domanda se i prezzi non abbiano ancora pienamente incorporato gli effetti del blocco dello stretto: le valutazioni si basano su informazioni limitate, mentre gli impatti fisici della chiusura sono già evidenti.
In parallelo, il presidente del parlamento iraniano nega qualsiasi negoziato, mentre le Guardie Rivoluzionarie parlano apertamente di “operazioni psicologiche”, accompagnando le parole con nuovi attacchi contro obiettivi statunitensi.
Nel mezzo, si muove una diplomazia indiretta: Egitto, Pakistan e Paesi del Golfo fanno da intermediari, mentre prende corpo l’ipotesi di colloqui a Islamabad già in settimana, con il coinvolgimento del vicepresidente usa JD Vance. La Casa Bianca conferma contatti ai massimi livelli con il capo dell’esercito pakistano Asim Munir, col Pakistan che si dice pronta a ospitare negoziati, ribadendo il proprio ruolo di facilitatore.
Mercati: dalla paura al sollievo temporaneo. La reazione degli asset finanziari e delle materie prime è stata immediata e violenta. Dopo una mattinata in forte calo, le borse virano in deciso rialzo, mentre il petrolio cambia direzione con altrettanta rapidità: crolla sotto i 100 dollari/barile e poi recupera solo marginalmente. A fine seduta, il WTI segna un calo del 10% a 88 dollari/barile, evidenziando quanto il mercato fosse posizionato per scenari più estremi.
Sull’obbligazionario europeo, lo stress resta evidente ma sotto controllo: lo spread BTP-Bund supera i 100 punti base (massimi da maggio 2025) per poi rientrare sotto quota 90. I rendimenti si attestano al 3,86% per il BTP e al 3,00% per il Bund. I livelli attuali restano lontani da una vera area di allerta, anche se i BTP mostrano una sensibilità più elevata al risk-off. Il motivo è tecnico: il mercato era fortemente posizionato lungo duration e carry trade, sostenuto dalla percezione di una BCE stabile e da aspettative di bassa volatilità. Uno schema che il conflitto ha rapidamente smontato.
A Wall Street prevale invece il sollievo: Dow Jones e Nasdaq hanno guadagnato +1,38%, mentre lo S&P500 +1,15%. Spicca il balzo di palatir (+6,4%), sostenuta dalle indiscrezioni sull’adozione del sistema AI Maven da parte del Pentagono.
Sul mercato valutario, l’euro si è rafforzato fin poco sotto 1,16 dollari (1,158, +0,08%) e a 183,8 yen (-0,2%). Il gas europeo (TTF Amsterdam) scende a 54 euro/MWh, ampliando le perdite sulla prospettiva di de-escalation.
Figlio dello scenario bellico il calo della fiducia in Europa: l’indice preliminare della Commissione europea crolla a -16,3 a marzo (da -12,3 a febbraio), ben sotto il consenso di -14,1 e ai minimi da ottobre 2023. Si tratta del calo più marcato da marzo 2022, nel pieno shock post-invasione russa dell’Ucraina. Un segnale chiaro: il conflitto e il rincaro energetico stanno comprimendo le aspettative delle famiglie europee.
In questo contesto, i mercati prevedono ora ben due rialzi dei tassi da parte dell’ECB nel corso dell’anno, ritenendo aumentata in modo significativo la probabilità di una stretta monetaria nonostante l’incertezza geopolitica.
Oggi, 24 marzo, la seduta asiatica segue il rimbalzo americano, ma con slancio ridotto. Il Nikkei di Tokio sale dell’1%, con yen a 158,7 per dollaro e rendimento del JJB decennale al 2,27%. L’inflazione giapponese rallenta all’1,6% annuo (dal 2%), minimo da marzo 2022. Bene anche Cina e Corea: CSI300 +0,7%, Hang Seng +1,8%, KOSPI +2,3%. In India, Sensex +0,8%, mentre proseguono i flussi energetici attraverso Hormuz, con petroliere che garantiscono scorte di GPL al colosso asiatico “amico”.
Sul fronte commodities, l’oro (a 4.350 dollari/oncia) e l’argento (67,5 dollari) proseguono la fase discendente, avviandosi verso la decima seduta consecutiva di calo. Più che bene rifugio, il metallo giallo torna a essere serbatoio di liquidità: viene venduto per finanziare esigenze immediate in un contesto di guerra e tassi attesi in rialzo.
In sintesi, i mercati restano ostaggio di headline geopolitiche: bastano poche dichiarazioni per innescare rotazioni violente tra risk-off e risk-on. Ma sotto la superficie, tra fiducia in calo, tassi attesi in rialzo e fragilità energetica, il quadro resta strutturalmente instabile.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Il gamma negativo: il mercaot entra in zona di amplificazioneIl passaggio dell'S&P 500 sotto la media a 200 giorni ha coinciso con un deterioramento critico della struttura del mercato delle opzioni.
Stiamo parlando dell'esposizione gamma dei dealer.
L'esposizione gamma dei dealer è ora in territorio negativo a -$1.1 miliardi, un livello che non si vedeva dal periodo successivo al Liberation Day dell'aprile 2025.
La media storica dell'esposizione gamma è di +3.66 miliardi, il che significa che ci troviamo oltre una deviazione standard sotto la norma.
In termini pratici, il gamma negativo trasforma i market maker da stabilizzatori ad amplificatori del movimento di prezzo.
Se il gamma è positivo, i dealer vendono quando il mercato sale e comprano quando scende, agendo come un cuscinetto naturale.
Se il gamma diventa negativo, il meccanismo si inverte: i dealer sono costretti a vendere quando il mercato scende e a comprare quando sale, amplificando entrambe le direzioni.
FTSE MIB: CAMBIO TREND. Ora il Target è Più in BassoIl MIB ha smesso di salire.
E non è una sensazione.
È un cambio di struttura.
Il Punto Chiave
Il mercato ha fatto tre cose precise:
ha preso la liquidità esterna (massimi)
ha rotto la struttura
ha confermato con shock + BOS
Questo è il passaggio che cambia tutto
Da qui:
trend rialzista → trend ribassista
🔻 Cosa Sta Cercando Ora il Prezzo
Dopo aver preso la liquidità sopra, il mercato fa sempre la stessa cosa:
va a cercare la liquidità interna
E nel MIB questa zona è chiara:
➡️ area 36.858 → 35.254
I Target Reali
Nel breve:
36.858 → prima inefficienza
35.254 → target ciclico principale
Sotto questi livelli:
si apre spazio per qualcosa di più profondo
Il Vero Problema (Importante)
Qui non stiamo parlando solo di breve periodo.
C’è un rischio concreto:
chiusura di cicli molto più grandi
possibile T+7 in chiusura
possibile T+9 (16 anni)
addirittura partenza ciclo superiore
Tradotto:
il ribasso potrebbe non essere “normale”
📉 Struttura Daily
Il segnale è già arrivato:
rottura struttura
ritraccio
nuovo impulso ribassista (BOS)
Questo schema è chiaro:
il mercato ha cambiato direzione
⏳ Cosa Guardare Ora
C’è un livello molto importante nel breve:
43.430
finché il prezzo resta sotto:
pressione ribassista attiva
probabilità di continuazione
se torna sopra:
attenzione a possibili falsi segnali
⚙️ Scenario Più Probabile
Quello che vedo più coerente:
prosecuzione della discesa
accelerazione verso i minimi
presa liquidità interna
eventuale reazione (più avanti)
🔴 Attenzione a Questo
Se viene persa la zona dei 35k:
👉 il mercato può accelerare
E a quel punto:
entrano in gioco target più profondi
si apre uno scenario molto più pesante
Conclusione
Il MIB non è più in fase rialzista.
È entrato in una fase:
di distribuzione e pressione ribassista
La struttura è già cambiata.
Adesso il mercato deve solo confermare.
RICORDATI DI LEGGERE LA MIA BIO
Dollaro USA: l’unico vincitore FX della guerra in Medio Oriente?Il mercato delle materie prime è stato scosso dalla guerra in Medio Oriente, con un forte aumento del prezzo del petrolio e del gas naturale sui mercati finanziari. Esistono sconvolgimenti simili anche nel mercato dei cambi (FX)?
L’analisi della performance delle principali valute del FX e delle principali valute emergenti dall’inizio delle operazioni militari di sabato 28 febbraio evidenzia i seguenti fattori fondamentali dominanti:
• Il dollaro USA (DXY) è l’unica grande valuta del FX ad essere in rialzo dal prezzo di chiusura del mercato Forex di venerdì 27 febbraio
• Le valute europee sono state sotto pressione, in particolare l’euro e la sterlina britannica, e il franco svizzero non ha affatto svolto il ruolo di valuta rifugio
• Le valute delle principali economie asiatiche sono state vendute, il che è logico a causa della dipendenza di questi paesi dalle importazioni di energia attraverso lo stretto di Hormuz (won sudcoreano, rupia indiana, yen giapponese)
• Tuttavia, il yuan cinese ha mostrato una migliore resilienza rispetto alla rupia indiana, poiché le riserve strategiche di petrolio della Cina sono nettamente superiori a quelle dell’India
• Al contrario, una certa resilienza è stata mostrata dalle valute, sia principali che emergenti, legate alle materie prime. Il dollaro australiano, il dollaro canadese e anche il real brasiliano hanno resistito, poiché questi paesi sono grandi esportatori di GNL (in particolare l’Australia verso la Cina) e di petrolio, e sono geograficamente molto lontani dal teatro delle operazioni militari
La tabella seguente mostra la performance delle principali valute del FX e delle principali valute emergenti dall’inizio delle operazioni militari del 28 febbraio in Medio Oriente:
È quindi il dollaro USA (DXY) il grande vincitore dell’avversione al rischio geopolitico. Il forte aumento dei prezzi dell’energia fa risalire le aspettative di inflazione e il mercato non prevede più un taglio dei tassi di interesse della Federal Reserve prima del 2027. Naturalmente, questa nuova aspettativa può evolvere molto rapidamente in funzione della situazione in Medio Oriente.
Tuttavia, si pone già una domanda: il rialzo osservato del dollaro USA (DXY) dall’inizio del conflitto rappresenta la conferma di un’inversione di tendenza rialzista di medio/lungo periodo? In altre parole, il dollaro USA continuerà a salire nel mercato FX nei prossimi mesi?
La geopolitica, l’inflazione negli Stati Uniti e la Federal Reserve sono i fattori fondamentali che risponderanno a questa domanda. Tuttavia, è necessario considerare anche l’analisi tecnica, che evidenzia una soglia pivot a 101/102 punti per il dollaro USA rispetto a un paniere di valute principali (DXY).
Se il mercato realizza un breakout di questa resistenza, allora sì, il dollaro USA potrebbe continuare a salire nei prossimi mesi. Allo stato attuale, però, non siamo ancora in questa situazione: il dollaro USA non ha ancora confermato un’inversione rialzista tecnica di medio/lungo termine.
Il grafico seguente mostra le candele giapponesi settimanali del dollaro USA (DXY):
DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
L’uso di marchi di terze parti è a scopo informativo e non implica approvazione da parte di Swissquote né che il titolare del marchio abbia autorizzato Swissquote a promuovere i propri prodotti o servizi.
Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
DAX: Struttura Rotta. Ecco Cosa Potrebbe Succedere OraIl DAX si trova in un punto estremamente delicato.
Non è solo una fase di ritracciamento: ci sono segnali tecnici e ciclici che iniziano a suggerire qualcosa di più profondo.
In questa analisi con il Metodo Ciclico 3.0 , andiamo a capire cosa sta realmente succedendo.
Cosa è cambiato davvero?
Il primo elemento importante è questo:
➡️ è stata rotta la struttura di mercato
Il prezzo ha violato l’ultimo minimo significativo, che rappresentava:
uno swing chiave
un livello ciclico di controllo
Questo passaggio è fondamentale perché:
quando la struttura viene rotta, il mercato cambia comportamento
da fase rialzista si passa a fase di debolezza strutturale
⚠️ Attenzione all’FVG
Altro segnale importante:
➡️ rottura dello 0.5 dell’FVG
Questo apre uno scenario preciso:
👉 FVG inverso
Tradotto in modo semplice:
quello che prima era supporto
ora può diventare resistenza
E quindi il mercato potrebbe:
scendere
rimbalzare
essere respinto
continuare la discesa
🎯 I livelli chiave da monitorare
Ci sono tre livelli fondamentali:
19.745 → primo target
19.432 → zona molto importante (confluenza tecnica)
18.863 → livello decisivo per la struttura ciclica
👉 Questa area rappresenta il punto in cui il mercato potrebbe:
rallentare
reagire
oppure continuare a scendere con più forza
📉 Cosa suggerisce la ciclica
Dal punto di vista ciclico:
c’è una buona probabilità che sia partito un ciclo inverso importante
siamo in una fase compatibile con chiusura di cicli superiori
è presente un vincolo ribassista attivo
Questo significa una cosa molto semplice:
il mercato, per coerenza ciclica, ha più probabilità di scendere che di salire
Il rimbalzo? Sì, ma…
Una domanda che molti si fanno:
può rimbalzare?
Sì, ma attenzione:
al momento il rimbalzo sembra prematuro
Perché:
la struttura è già stata compromessa
i cicli sono orientati al ribasso
le inefficienze sotto non sono ancora state colmate
Scenario più probabile:
➡️ discesa → arrivo su area target → rimbalzo → nuova pressione ribassista
Cosa osservare adesso
Nel breve:
👉 bisogna osservare la partenza del prossimo ciclo
Qui entra in gioco il Pattern Genesis (Metodo Ciclico 3.0):
se il pattern regge → possibile partenza ciclo rialzista
se viene invalidato → continuazione ribassista
Questo è il punto chiave per capire il mercato in anticipo.
Conclusione
Il DAX è arrivato in un punto decisionale.
Ma ad oggi, i segnali sono chiari:
struttura rotta
pressione ribassista attiva
cicli orientati verso chiusura
La probabilità maggiore resta una prosecuzione della discesa
Poi sarà il prezzo a confermare tutto.
RICORDATI DI LEGGERE LA MIA BIO
SPX supporto violato?La chiusura settimanale e' stata sotto il supporto anche se con volumi bassi e volatilita' ancora non da sell off. La conferma della violazione ed eventuale aumento della volatilita' potrebbe avere come tg le 2 linee orizzontali sotto (precedenti massimi storici), prima di vedere almeno un rimbalzo tecnico.
apple e daxsu apple si è formata una divergenza trimestrale ribassista, identica divergenza su microsoft la quale è gia calata del 20%, apple, graficamente, dovrebbe seguire la stessa strada.
a destra GER30/100-AAPL, macd che risale, si ferma sotto l'ascisse ed ora torna giu.
Se apple calasse del 20%, allora il dax dovrebbe calare di un 5-10% in piu', vedremo
Perché stare alla larga dal FTSE STAR in questa fase di mercatoOggi voglio analizzare il segmento STAR di Borsa Italiana FTSE:ITSTAR .
Le società STAR rappresentano le PMI italiane quotate, aziende solide, con governance moderna e visibilità sui mercati, ma che restano più piccole delle blue chip del segmento MTA.
Negli ultimi mesi lo STAR ha mostrato debolezza relativa rispetto al listino principale, con circa −20% da gennaio ad oggi e minimi attuali a verso i 42 mila punti. I motivi principali sono:
- Rotazione dei capitali verso large cap e titoli difensivi;
- Sensibilità delle mid‑cap italiane ai tassi elevati e alla liquidità.
- Movimenti amplificato dal recente conflitto USA-IRAN
Le società STAR mantengono buona qualità strutturale, ma hanno maggiore leva operativa e crescita ciclica, quindi soffrono in fasi di risk‑off.
Il contesto geopolitico attuale suggerisce una possibile crescita dei tassi nel 2026, scenario che potrebbe pesare ulteriormente sul segmento STAR. Allo stesso tempo, le modifiche negli indici principali, tra promozioni e uscite di titoli, aumentano la volatilità del segmento.
ANALISI GRAFICA
Sul grafico weekly del FTSE Italia STAR Index si nota che la recente salita dei prezzi si è fermata esattamente al 50% di ritracciamento di Fibonacci (circa 52.123 punti), confermando la pressione sulla resistenza di medio periodo.
Osservando i minimi storici degli ultimi anni, l’area tra 39.000 e 40.000 punti rappresenta il livello dove i prezzi hanno storicamente trovato supporto e registrato diversi rimbalzi: questa potrebbe costituire la prima area di contenimento rilevante nel caso di ulteriori pressioni ribassiste.
Death Cross su TF Daily (EMA 50 che incrocia al ribasso EMA 200) conferma e consolida la fase ribassista.
📈 Analisi tecnica aggiuntiva – RSI 9 periodi:
Su timeframe weekly, un RSI a 9 periodi evidenzia i momenti di ipervenduto che in passato hanno coinciso con buoni punti di ingresso a Settembre 2022, Ottobre 2023 e Marzo 2025.
Tuttavia, va monitorata la possibilità di falsi segnali: nel 2020, ad esempio, si era verificata una divergenza rialzista con RSI in ipervenduto, ma i prezzi avevano continuato a scendere di un ulteriore 15% prima di trovare supporto. Questo ricorda di non affidarsi esclusivamente all’RSI, ma di combinare il segnale con i supporti storici e i livelli di Fibonacci.
Allo stato attuale vediamo già che l'RSI è entrato in ipervenduto, ma non ha ancora raggiunto il livello grafico di supporto.
RSI 9 periodi può aiutare a individuare aree di ipervenduto, ma va sempre confermato da supporti storici e Fibonacci, per evitare falsi segnali come nel 2022.
Contesto di mercato:
💡 Sintesi operativa:
Breve periodo: debolezza e volatilità elevata;
Supporto storico tra 39.000‑40.000 punti, possibile area di rimbalzo;
Resistenza attuale confermata dal 50% di Fibonacci sul recente rally;
Trend di medio periodo negativo almeno fino a quando lo shock energetico e le tensioni geo politiche non rientrino e favorire nuove fasi di risk on.






















