Stretto di Hormuz, un “chokepoint” marittimo sistemico?L’economia mondiale si trova di fronte a un rischio sistemico legato al conflitto in Medio Oriente, alla restrizione dell’offerta di petrolio e gas causata dalla chiusura dello stretto di Hormuz e più in generale alla perturbazione del traffico marittimo?
In questa prospettiva, il mercato azionario è minacciato da un grande crollo o almeno da un mercato ribassista simile al bear market del 2022?
In realtà, la vera questione riguarda la natura sistemica o meno della minaccia economica legata al conflitto geopolitico entrato in una fase militare sabato 28 febbraio 2026, che si aggiunge alla guerra in Ucraina in corso dal 24 febbraio 2022.
Che cos’è il rischio “sistemico”?
Il rischio sistemico è la possibilità che un evento negativo che colpisce un’istituzione, un mercato o un attore importante inneschi una reazione a catena capace di destabilizzare l’intero sistema economico o finanziario. Il rischio sistemico è quindi il rischio che uno shock isolato provochi un effetto domino che minaccia la stabilità di un intero sistema.
Caratteristiche del rischio sistemico
1. Interconnessione: gli attori sono collegati tra loro.
2. Effetto domino: il fallimento di un attore si propaga.
3. Perdita generalizzata di fiducia: i mercati o le istituzioni smettono di funzionare normalmente.
4. Impatto macroeconomico: l’intera economia può essere colpita.
Nel caso attuale, la chiusura dello stretto di Hormuz rappresenta l’evento negativo, il “paziente zero” del rischio di contagio macroeconomico. Questo stretto ha davvero una dimensione sistemica?
Ecco le principali cifre da tenere a mente su ciò che rappresenta realmente:
• 15% dell’approvvigionamento mondiale di petrolio
• 20% dell’approvvigionamento mondiale di GNL
• 30% dell’approvvigionamento mondiale di metanolo
• 15% dell’approvvigionamento mondiale di petrolchimica
• 10% dell’approvvigionamento mondiale di alluminio
• 25% dell’approvvigionamento mondiale di fertilizzanti azotati
• Lo stretto di Hormuz è uno dei 10 passaggi decisivi del commercio mondiale: non è l’unico, ma è il più importante.
Queste cifre hanno una dimensione sistemica?
A prima vista, queste proporzioni possono sembrare relativamente limitate per alcuni settori. Il 15% del petrolio mondiale non rappresenta la maggioranza dell’offerta globale. Tuttavia, la dimensione sistemica non si misura solo in termini di volume assoluto ma soprattutto nella capacità di sostituzione nel breve termine. Nel caso dello stretto di Hormuz, i margini di adattamento sono particolarmente ridotti. Le infrastrutture alternative — oleodotti terrestri o rotte marittime alternative — possono assorbire solo una parte limitata dei flussi attuali.
Inoltre, questi flussi energetici alimentano direttamente le grandi economie asiatiche, in particolare Cina, India, Giappone e Corea del Sud. Una perturbazione duratura del traffico provocherebbe quindi immediatamente tensioni sui prezzi dell’energia e successivamente un aumento dei costi di produzione industriale e logistica su scala mondiale.
La tabella seguente mostra le materie prime che transitano attraverso lo stretto di Hormuz e il cui blocco potrebbe provocare un rimbalzo dell’inflazione se il conflitto dovesse prolungarsi nel tempo.
Il meccanismo di contagio sarebbe quindi classico: forte aumento dei prezzi del petrolio e del gas, accelerazione dell’inflazione, irrigidimento delle condizioni finanziarie e rallentamento dell’attività economica. I mercati finanziari, molto sensibili a queste variabili macroeconomiche, potrebbero reagire con una forte correzione, in particolare nei settori ciclici e industriali.
Tuttavia, qualificare automaticamente questo rischio come sistemico sarebbe eccessivo. Il sistema energetico mondiale dispone oggi di diversi ammortizzatori: capacità produttive eccedenti di alcuni produttori, riserve strategiche detenute dalle grandi economie e una maggiore diversificazione delle fonti di approvvigionamento dopo i recenti shock energetici.
In altre parole, lo stretto di Hormuz rappresenta indubbiamente un chokepoint importante del commercio mondiale, ma la sua chiusura diventerebbe veramente sistemica solo se la perturbazione si prolungasse nel tempo e fosse accompagnata da altri shock simultanei.
La tabella seguente mostra i dieci passaggi decisivi per i flussi del commercio internazionale. Hormuz è il più importante, ma altri nove lo sono anch’essi e rimangono pienamente aperti.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 10.03.2026Hormutz forse riaperto, Trump vede prossima fine della guerra: oil scende.
Le Borse globali tirano il fiato: bene chiusure di Wall Street e Asia stamane.
Il contesto resta molto teso e la volatilità ancora molto elevata.
Permangono rischi di inflazione e rallentamento economico globale.
La seduta del 9 marzo si è aperta sotto forte pressione sui mercati finanziari. Nelle prime ore di contrattazione le Borse europee perdevano oltre -2%, mentre il petrolio balzava fino a +20%, riflesso della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, ormai entrata nella sua seconda settimana.
Il clima si è progressivamente stabilizzato nel corso della giornata, grazie soprattutto ad alcune dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che in un’intervista al New York Post ha affermato che gli Stati Uniti non sono «per nulla vicini» a un’invasione di terra in Iran. Il messaggio è stato interpretato come un segnale di contenimento dell’escalation.
Nel corso della giornata Trump ha ribadito che la guerra «finirà presto», anche se probabilmente non questa settimana, e potrebbe concludersi prima delle quattro o cinque settimane indicate in precedenza. In caso contrario, l’Iran verrà colpito «ancora più duramente».
Washington sostiene di aver già inflitto danni significativi: 51 navi iraniane affondate, oltre 5.000 obiettivi colpiti e capacità missilistica ridotta al 10%. Il presidente ha inoltre definito «un grave errore» la scelta di Mojtaba Khamenei come successore del padre Ali Khamenei.
A contribuire al miglioramento del sentiment è stata anche la riunione dei ministri delle Finanze del G7, convocata per discutere lo shock energetico provocato dal conflitto: i suoi leader hanno deciso di non utilizzare per ora le riserve strategiche di petrolio, segnale che l’emergenza sull’offerta energetica non è ancora considerata fuori controllo.
Il vero fattore di stabilizzazione è stato comunque il petrolio. Dopo aver toccato i massimi dal 2022, il Wti è tornato sotto 100 dollari/barile, ridimensionando i timori di uno shock energetico globale.
Le Borse europee hanno così chiuso con perdite contenute: Milano −0,3%, Parigi −0,98%, Francoforte −0,57%, Madrid −0,7%, Amsterdam +0,3%.
Anche Wall Street ha svoltato e chiuso positica: Dow Jones +0,50%, Nasdaq +1,38%, S&P500 +0,83%.
Resta comunque presente il rischio di stagflazione negli Stati Uniti, cioè una combinazione di inflazione elevata e crescita in rallentamento. Trump ha minimizzato il problema, sostenendo che un aumento dei «prezzi del petrolio a breve termine» rappresenta «un prezzo molto basso da pagare» per eliminare la minaccia nucleare iraniana.
Sul fronte macro, l’attenzione degli investitori è rivolta ai dati sull’inflazione statunitense in uscita domani e venerdì. Tuttavia va tenuto in conto che questi numeri si riferiscono ancora a un contesto pre-conflitto.
Molto più importanti potrebbero essere i rapporti sul mercato petrolifero. Domani sarà pubblicato quello mensile dell’OPEC, che potrebbe fornire le prime indicazioni sulla possibile riduzione dell’offerta. Giovedì arriverà invece il report dell’IEA, rappresentante dei Paesi consumatori. Dal confronto tra i due documenti potrebbe emergere se lo shock energetico sia temporaneo o strutturale.
Secondo Yardeni Research, lo scenario centrale resta relativamente positivo: la guerra potrebbe concludersi nel giro di poche settimane, lasciando spazio a un ciclo economico ancora sostenuto dalla tecnologia. Tuttavia, se lo shock petrolifero dovesse persistere, la Federal Reserve si troverebbe intrappolata tra inflazione più alta e aumento della disoccupazione, complicando la gestione del suo doppio mandato.
Sul mercato valutario, l’avversione al rischio ha inizialmente sostenuto il dollaro, arrivato a 1,155 per euro, prima di chiudere sopra 1,16.
Nel mercato obbligazionario europeo la giornata è stata volatile ma senza deterioramenti strutturali. Lo spread tra BTp e Bund ha chiuso a 76 bps, -1 rispetto a venerdì, dopo aver toccato 84 nelle prime ore. Il rendimento del BTp decennale è passato da 3,75% a 3,62% in chiusura, contro il 3,63% del closing precedente.
Nel frattempo il petrolio ha continuato a raffreddarsi anche nell’after hours statunitense, col Wti sceso sotto i 90 dollari/barile.
Trump ha inoltre dichiarato di valutare un possibile allentamento delle sanzioni sul petrolio russo dopo una telefonata con Vladimir Putin. La Casa Bianca teme infatti ripercussioni su imprese e consumatori statunitensi, soprattutto in vista delle elezioni di Midterm, quando i repubblicani rischiano il controllo del Congresso.
Nella mattinata del 10 marzo il miglioramento del sentiment ha sostenuto anche i mercati asiatici. L’MSCI Asia Pacifico guadagna il 2%, dopo il −3,5% di ieri.
Tra i principali listini: Nikkei +3%, Hang Seng +2%, Shanghai Composite +0,65%, Shenzhen Composite +1,9%.
In Giappone lo yen recupera, con USD/JPY a 157,8. Il rendimento del decennale giapponese sale al 2,17%. Il Pil giapponese è cresciuto dell’1,3% nel quarto trimestre 2025, rispetto al +0,2% del trimestre precedente e sopra il consensus dell’1%.
In Cina, nei primi due mesi del 2026 il commercio totale ha raggiunto 7.730 miliardi di yuan (circa Us$ 1.120 miliardi), in aumento, +18,3% su base annua. Le esportazioni sono salite a 4.620 miliardi di yuan (+19,2%), mentre le importazioni hanno toccato 3.110 miliardi (+17,1%).
In Corea, il Kospi sale +4,5% dopo il −6% della seduta precedente. Durante la notte Samsung Electronics e SK Hynix sono arrivate a guadagnare fino al 10%, mentre il rendimento del bond governativo a tre anni scende, -13 bps.
Nei mercati obbligazionari globali il Treasury decennale americano rende 4,2%, da 4,21% del giorno precedente. Il BTp decennale italiano si attesta a 3,61%, con lo spread a 76 punti base, livelli che non si vedevano da novembre.
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SP500 Future: Media a 200 primo baluardo a difesa del trend longLa seduta odierna ha visto una correzione significativa dell’indice, ma la discesa si è arrestata in sulla media mobile a 200 periodi del grafico daily, che continua a fungere da vero spartiacque tra uno scenario strutturalmente long e uno decisamente più short. Una chiusura giornaliera sopra questo livello mantiene intatto il quadro rialzista di medio periodo, mentre una violazione decisa aprirebbe la strada a un cambiamento di sentiment molto più profondo.
Nel caso di un rimbalzo, la prima resistenza che il future incontrerà si trova in area 6.860 punti, corrispondente all’attuale POC (Point of Control) di lungo periodo – visibile come linea rossa orizzontale sul grafico. Questo livello rappresenta un’area di massimo interesse volumetrico storico e fungerà da primo ostacolo significativo per i prezzi in ascesa.
Osservando il grafico, al di sotto dell’attuale area di consolidamento spicca un supporto chiave in zona 6.520–6.550 punti, dove si concentra il 23,6% di ritracciamento di Fibonacci dell’intero impulso rialzista precedente. In corrispondenza di quest’area il Volume Profile sul daily mette in evidenza un vuoto volumetrico, segnale che in passato i prezzi hanno attraversato rapidamente quella fascia senza accumulare scambi significativi; proprio per questo motivo, tale zona rappresenta l’ultimo vero “baluardo” tecnico prima di lasciare spazio a una discesa più pesante e potenzialmente accelerata.
Finché i prezzi rimangono sopra la media a 200 periodi, lo scenario prevalente resta orientato al proseguimento del trend rialzista, con eventuali pullback letti come fisiologiche fasi di correzione interna. In caso di rottura della 200 daily e successivo test dell’area 6.520–6.550, invece, la capacità o meno dell’indice di reagire su quel supporto farà la differenza tra una semplice fase correttiva e l’avvio di un vero e proprio trend ribassista di medio periodo.
Geopolitica: un VIX presto fuori controllo?Gli eventi geopolitici in Medio Oriente rappresentano il fattore fondamentale dominante da sabato 28 febbraio, con l’inizio della campagna militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. I prezzi del petrolio e del gas naturale sono aumentati fortemente sui mercati finanziari a causa degli attacchi con missili e droni contro le infrastrutture energetiche della regione, delle perturbazioni del traffico marittimo e della chiusura di fatto dello stretto di Hormuz.
Nonostante tutto ciò, il mercato azionario statunitense mostra una relativa resilienza, senza rompere importanti livelli di supporto tecnico, mentre la volatilità realizzata e quella implicita rimangono sotto controllo in questa fase.
Tuttavia è importante tenere presente che il fattore tempo gioca contro il mercato. Più a lungo i prezzi dell’energia rimarranno elevati e le perturbazioni marittime persisteranno, maggiore sarà la pressione sugli asset rischiosi nei mercati azionari.
Il mercato azionario statunitense, rappresentato qui dall’indice S&P 500, potrebbe quindi entrare in una fase di correzione più profonda? Per rispondere a questa domanda ricorrerò all’analisi tecnica dei mercati finanziari, che evidenzia le soglie tecniche la cui rottura costituirebbe un segnale di allerta rossa. I mercati analizzati per valutare correttamente questo rischio tecnico sono: l’indice azionario S&P 500, l’“indice della paura” VIX e il posizionamento istituzionale sui contratti futures S&P 500 (rapporto COT) per valutare le strategie di copertura dei trader istituzionali.
In sintesi, questi sono i principali fattori tecnici:
• La rottura del supporto a 6780 punti sul contratto future S&P 500 fornirebbe un primo segnale di correzione per il mercato azionario statunitense.
• I dati del rapporto Commitment of Traders della CFTC non mostrano ancora un aumento delle strategie di copertura da parte degli investitori istituzionali. La situazione potrebbe cambiare se il prezzo del petrolio rimanesse elevato per diverse settimane.
• Un superamento significativo del livello di 29/30 sul VIX sarebbe il segnale di un chiaro aumento delle strategie di copertura contro il ribasso da parte dei trader istituzionali. Questa è davvero la soglia tecnica da monitorare con estrema attenzione.
• La tabella seguente ricorda la TOP 10 degli indicatori di stress geopolitico
Nell’attuale contesto, la chiave di interpretazione del mercato rimane quindi la dinamica della volatilità. Finché il VIX rimane contenuto sotto questa zona chiave di 29/30, lo scenario dominante resta quello di un mercato azionario che assorbe progressivamente lo shock geopolitico senza entrare in una fase di panico generalizzato.
La storia recente dei mercati finanziari mostra infatti che gli episodi geopolitici provocano spesso reazioni iniziali violente nelle materie prime e nell’energia, ma i mercati azionari possono rimanere relativamente resilienti finché la volatilità implicita non aumenta in modo duraturo.
Il grafico seguente mostra le candele giapponesi settimanali del VIX
Tuttavia il rischio principale risiede in un cambiamento del regime di volatilità. Se le tensioni in Medio Oriente dovessero protrarsi nel tempo, con perturbazioni prolungate del commercio marittimo e prezzi dell’energia persistentemente elevati, gli investitori istituzionali potrebbero rafforzare progressivamente le loro strategie di copertura. Questo movimento si tradurrebbe meccanicamente in un aumento del VIX e in una pressione ribassista più marcata sugli indici azionari.
Il grafico seguente mostra le candele giapponesi settimanali del contratto future S&P 500
In questo contesto, il mercato potrebbe passare da una semplice fase di consolidamento tecnico a una vera e propria correzione. I flussi di capitale potrebbero orientarsi verso asset rifugio, mentre gli asset rischiosi subirebbero una rivalutazione del rischio geopolitico ed energetico.
Il grafico seguente mostra le candele giapponesi settimanali del contratto future S&P 500
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Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
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Sottoperformano gli indici europei ed EMIl mercato ha cambiato completamente pelle rispetto all'inizio dell'anno.
L'ultimo mese è stato caratterizzato da una profonda sottoperformance dei mercati europei e di quelli emergenti.
Nel grafico si vede la performance in Euro di S&P 500, STOXX 600 e mercati emergenti.
Nonostante l'indice americano sia rimasto praticamente fermo, sta comunque sovraperformando le altre aree geografiche che invece sono scese in maniera più accentuata.
Da inizio anno i mercati emergenti rimangono positivi ma hanno comunque perso molto di più rispetto all'indice americano:
Come mai?
L'Europa appare estremamente più vulnerabile agli shock energetici e priva di una reale capacità di influenzare gli eventi, anche perché USA e Israele l'hanno tenuta all'oscuro delle decisioni chiave.
Gli indici del vecchio continente sono anche più esposti a settori ciclici come industriali e finanziari.
I mercati emergenti hanno sofferto per i timori di interruzioni del commercio internazionale e di un aumento strutturale dei costi energetici legati al blocco dello Stretto di Hormuz.
A questo punto tutto dipende dagli Stati Uniti.
Per quanto tempo vorranno rimanere impegnati in una guerra di questo tipo, considerando che una delle promesse elettorali di Trump era il disimpegno dai teatri di guerra internazionali?
Un'azione veloce volta a rimuovere un regime ostile agli USA potrebbe anche portare consensi elettorali ma senza dubbio un conflitto prolungato, soprattutto laddove comportasse perdite umane e un rialzo del prezzo del petrolio, toglierebbe a Trump preziosi voti per le elezioni di mid-term.
DAX40 Sotto Pressione: Supporto Storico alla ProvaIl German 40 chiude a 23.651,15 punti con un calo dello 0,66%, confermando una fase di debolezza che nelle ultime sedute ha assunto contorni più definiti. Il movimento ribassista ha prodotto due eventi tecnici rilevanti: la fuoriuscita dal canale di regressione lineare che conteneva ordinatamente i prezzi da ottobre 2025 in poi, e la perdita del Pivot Point trimestrale a 24.100,55 — ora trasformatosi in resistenza dinamica. A questi si aggiunge la violazione di S1, con il prezzo che attualmente si muove compresso tra il primo e il secondo livello di supporto. Non si tratta di una rottura catastrofica, ma di un deterioramento progressivo che richiede una risposta concreta dai compratori nel breve termine.
La Fascia di Supporto Storica: Il Vero Nodo Tecnico
L'elemento che impedisce di leggere questo momento come una vera emergenza è la zona di supporto orizzontale storica, evidenziata in azzurro sul grafico, che si estende approssimativamente tra i 22.800 e i 24.800 punti. Questa fascia ha dimostrato nel corso del 2025 una capacità notevole di assorbire le pressioni ribassiste, fungendo alternativamente da pavimento e da tetto alla price action per diversi mesi consecutivi. Il fatto che i prezzi vi si trovino ancora all'interno conferisce una certa solidità strutturale al quadro generale. S2 a 22.933,77 si colloca proprio sul bordo inferiore di questa zona, rendendolo il livello spartiacque tra una correzione fisiologica e uno scenario più preoccupante: una chiusura convincente al di sotto di quel livello cambierebbe materialmente la lettura tecnica, proiettando i prezzi verso S3 a 22.212,55 — territorio non frequentato da oltre un anno.
Volumi e Momentum Confermano la Debolezza
Ciò che rende la situazione meno confortante di quanto i supporti potrebbero suggerire è il contesto di volume e momentum. Il picco di volumi delle ultime sedute è tra i più elevati dell'intero periodo rappresentato nel grafico, e si è manifestato in coincidenza con la discesa — non con un rimbalzo — il che indica vendite attive e non un semplice vuoto di domanda. Il momentum ha subito una caduta brusca in territorio negativo, senza ancora mostrare segnali di inversione o stabilizzazione. Finché questi due elementi non cambieranno segno, ogni recupero va trattato con riserva e non come un segnale di ingresso.
Scenario Operativo
Il quadro complessivo descrive un mercato in correzione significativa ma non ancora compromesso strutturalmente. La tenuta della fascia azzurra nelle prossime sedute sarà determinante: un rimbalzo accompagnato da volumi decrescenti e da una stabilizzazione del momentum potrebbe segnalare l'esaurimento della spinta ribassista, riaprendo la strada verso il recupero del pivot e, successivamente, verso le resistenze superiori con R1 a 24.931,77 come primo obiettivo. Al contrario, la perdita della zona di supporto storica trasformerebbe l'attuale correzione in qualcosa di strutturalmente più serio — uno scenario che per ora resta minoritario, ma che il mercato ha il dovere di tenere sul radar.
Il mercato è sempre più dispersoSebbene negli ultimi mesi il mercato azionario statunitense sia stato apparentemente molto stabile, con l'S&P 500 che ha registrato oscillazioni piuttosto contenute, il quadro è molto diverso a livello di singoli titoli.
Questo fenomeno, comunemente conosciuto come "dispersione", può essere misurato confrontando la volatilità realizzata del titolo medio all'interno dello S&P 500 con la volatilità realizzata dall'indice stesso. Maggiore è la variazione del titolo medio rispetto all'indice, maggiore sarà questo spread.
Questo indicatore ha recentemente raggiunto un nuovo massimo storico.
Cosa vuol dire questo?
Mentre l'indice S&P 500 si muove di +-2%, i singoli titoli si possono muovere di +-10/15%.
La situazione non è limitata al mercato americano.
Anche in Europa la dispersione è aumentata molto negli ultimi mesi, portandosi sui massimi storici.
E' possibile usare questa informazione? Ebbene sì.
Un aumento della volatilità rende molto più caro l'acquisto di opzioni (ad esempio per la protezione delle posizioni) ma rende più interessante la vendita (perché si incassano premi maggiori).
Sui singoli titoli si possono creare strategie in vendita di opzioni.
Sull'indice si possono creare strategie di copertura con acquisto di opzioni.
Tensione USA - SpagnaQuesta settimana è stato l'indice spagnolo a sottoperformare tra tutti i mercati mondiali principali.
Come mai?
Il primo aspetto è strettamente tecnico: l'indice spagnolo è stato quello più comprato da inizio anno ed è quello su cui si sono concentrate le posizioni rialziste più speculative.
Il secondo è uno più geopolitico: la Spagna è il paese più ostile alle politiche di Trump.
Dopo che Sanchez ha rifiutato l'uso delle basi militari di Rota e Moròn per missioni legate agli attacchi contro l'Iran e non ha aumentato la spesa NATO al 5% del PIL come richiesto, Trump ha ordinato al segretario al Tesoro, Bessent, di tagliare tutti i rapporti con la Spagna.
Ma una simile minaccia può essere effettivamente perseguita?
Abbiamo imparato da Trump a non sottovalutare dichiarazioni che possono apparire inizialmente come una boutade.
Bessent ha già dichiarato che la Corte Suprema ha confermato i poteri di embargo di Trump ai sensi dell'International Emergency Economic Powers Act, aggiungendo che il Dipartimento del Commercio avvierà indagini su come penalizzare la Spagna in base ad altre leggi commerciali.
Un uso aggressivo dei poteri di embargo previsti dall'IEEPA aprirebbe un fronte di rischio concreto per le banche e le aziende spagnole con forte esposizione agli Stati Uniti, sua sul lato finanziamenti e raccolta in dollari sia su quello delle attività commerciali e degli investimenti diretti.
In settimana Sanchez ha risposto ufficialmente a Trump: la linea è rimasta "no alla guerra".
La Spagna chiede a Usa, Israele e Iran di fermare le ostilità "prima che sia troppo tardi", sostenendo che non si può rispondere a un'illegalità con un'altra.
Il caso della Spagna apre a due tipi di dibattito.
Il primo è interno al paese. L'opposizione accusa Sanchez di isolazionismo. I sondaggi pre-2026 indicavano che la sua critica anti-Trump gli ha portato guadagni elettorali. tuttavia, se le minacce si concretizzassero in sanzioni che colpissero settori economici dipendenti dagli USA, si potrebbe generare malcontento, specialmente in regioni come Andalusia o Catalogna.
Il secondo è interno all'UE. Nel caso di sanzioni mirate contro la Spagna, il resto dell'Europa, che si è dichiarata favorevole all'aumento della spesa militare e all'azione in Iran, sarebbe pronta a schierarsi a fianco di Sanchez? L'atteggiamento di Merz ieri da Trump ha mostrato come la questione rischia di far deflagare i rapporti tra i partner europei.
DAX: attenzione al supporto in area 22.787Il DAX si trova in una fase molto delicata dal punto di vista ciclico.
Analizzando la struttura con un approccio top-down , nel timeframe superiore emerge una zona tecnica molto interessante in area 22.787 , che coincide con lo 0.5 di una Fair Value Gap osservata nel timeframe a 8 giorni.
Questa area rappresenta un supporto molto importante , perché potrebbe determinare la reazione del prezzo nelle prossime sedute.
Quando il mercato rompe una struttura di mercato, spesso si verifica prima un ritracciamento tecnico, prima della possibile prosecuzione del movimento direzionale.
Proprio per questo motivo diventa fondamentale osservare come il prezzo reagirà intorno a questa zona.
Livelli da monitorare
Supporto principale
22.787
Area derivante da una Fair Value Gap nel timeframe superiore.
Possibile zona di rimbalzo
In caso di reazione del prezzo su questo livello potremmo assistere a un ritracciamento tecnico prima di un eventuale nuovo movimento direzionale.
Scenario alternativo
Se il livello dovesse essere rotto con decisione, aumenterebbero le probabilità di una prosecuzione della fase ribassista , con possibile accelerazione del movimento.
Conclusione
Le prossime sedute saranno quindi molto importanti per capire se il DAX intende difendere questo supporto oppure se il mercato sta preparando una fase di discesa più profonda.
❓ Secondo voi il DAX riuscirà a difendere l'area 22.787 oppure vedremo una rottura del supporto nelle prossime sedute?
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SP500 la guerra alimenta la correzione!Il grande Jesse Livermore disse: TRADA QUELLO CHE VEDI E NON QUELLO CHE PENSI.
Se vi piace il mio metodo, lasciate un like e seguite il profilo, è molto importante per me, grazie!
Ormai gli accadimenti geopolitici hanno preso il sopravvento e gli indici azionari stanno perfezionando una correzione attesa da tempo.
E' chiaramente visibile come le tensioni relative al prezzo del petrolio stiano influenzando di più Dow Jones ed SP500, rispetto al NASDAQ, proprio per un discorso di costi industriali che lieviteranno per le cause note.
Al momento la correzione dai massimi si attesta a poco più del 4%.
SP500
TF settimanale.
Struttura interna ribassista.
Dopo diverse settimane abbiamo avuto la rottura al ribasso sia della struttura interna, sia del triangolo in cui comprimeva il prezzo da tanto tempo.
Rotta con decisione anche la EMA 21.
TF giornaliero.
Struttura interna ribassista.
Come già segnalato nella precedente analisi, la prima zona di domanda interessante è quella evidenziata che va dai 6.600 ai 6.500 punti.
Al momento la EMA 200 passa attorno ai 6.600 punti.
Uno sguardo al VIX: siamo in fase di espansione.
Operatività.
Come ormai sapete non mi piace operare su TF bassi e prendere posizioni in intraday utilizza stop loss stretti, soprattutto in queste fasi di forte volatilità e speculazione.
Di conseguenza opererò solo ed esclusivamente con operazioni in multiday che seguono il trend evidenziato sui TF principali.
A presto
Mind Primacy
Disclaimer: tutte le analisi esposte attraverso questo profilo non rappresentano consigli finanziari, ma la mia personale visione basata sulle strategie operative di trading che utilizzo.
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English
Hello everyone,
The great Jesse Livermore once said: TRADE WHAT YOU SEE, NOT WHAT YOU THINK.
If you appreciate my analysis method, please drop a like and follow my profile—it means a lot to me. Thank you!
Market Analysis: Geopolitical Tension & Index Correction
Geopolitical events have now taken center stage, driving equity indices into a long-awaited correction.
It is evident how oil price volatility is weighing more heavily on the Dow Jones and S&P 500 compared to the NASDAQ, primarily due to the surge in industrial costs linked to the current global landscape. Currently, the drawdown from all-time highs (ATH) sits at just over 4%.
S&P 500 (SPX)
Weekly TF
Market Structure: Bearish internal structure.
Price Action: After weeks of consolidation, we finally saw a decisive downside breakout of both the internal structure and the long-term symmetrical triangle (price compression).
Indicators: The 21 EMA has been broken with strong momentum.
Daily TF
Market Structure: Bearish internal structure.
Key Levels: As noted in my previous analysis, the first significant Demand Zone sits between 6,600 and 6,500.
Moving Averages: The 200 EMA is currently hovering around the 6,600 level, acting as a potential confluence for support.
Trading Strategy
As you know, I avoid "noise" on lower timeframes; scalp trades with tight stop losses are highly risky during periods of high volatility and heavy speculation.
Consequently, I will focus exclusively on swing trading (multiday), aligning my positions with the primary trend established on the higher timeframes.
See you soon,
Mind Primacy
Disclaimer: All analyses shared through this profile do not represent financial advice. They reflect my personal view based on the trading strategies I employ.
Analisi del NASDAQ 100 (US Tech 100)📊Analisi del NASDAQ 100 (US Tech 100) – Timeframe 4H 🚀
Questo grafico mostra una chiara fase di consolidamento dopo un forte impulso rialzista. Di seguito trovi un’analisi professionale della struttura del mercato.
📈 1. Contesto Generale del Mercato – Bias Rialzista
Il mercato ha precedentemente effettuato un forte movimento rialzista fino alla zona di 26.200 – 26.300. In quell’area si è verificato un rifiuto del prezzo (freccia arancione).
Dopo questo rifiuto il mercato ha iniziato:
➡️ Una fase di consolidamento laterale
➡️ Accumulo di liquidità
➡️ Preparazione per il prossimo impulso
📌 Conclusione:
La struttura del mercato nei timeframe più ampi rimane rialzista.
📦 2. Zona di Consolidamento (Range)
Il prezzo si sta muovendo all’interno di un range orizzontale ben definito.
🔴 Resistenza del Range:
≈ 25.450
🟢 Supporto del Range:
≈ 24.150
All’interno del range possiamo osservare:
✔ Equal Highs (massimi uguali)
✔ Equal Lows (minimi uguali)
✔ False rotture
Questo comportamento è tipico di una fase di accumulazione istituzionale (Smart Money).
💧 3. Zone di Liquidità
Gli operatori istituzionali cercano spesso zone di liquidità prima di un movimento importante.
🔺 Liquidità Buy-Side
Situata sopra:
📍 25.450 (massimo del range)
In quest’area si trovano:
Stop Loss dei venditori
Trader che entrano in breakout
Una rottura sopra questo livello può generare una forte espansione rialzista.
🔻 Liquidità Sell-Side
Situata sotto:
📍 24.150 (minimo del range)
In quest’area troviamo:
Stop Loss dei compratori
Liquidità dei venditori
Il mercato potrebbe scendere brevemente sotto questo livello per prendere liquidità.
⚡ 4. Comportamento del Prezzo nel Range
All’interno del range osserviamo:
🔹 Rapidi cambi di direzione
🔹 Liquidity sweeps
🔹 False rotture
Questo indica una fase di compressione del mercato.
📌 Più lunga è la consolidazione → più forte sarà il breakout successivo.
🎯 5. Scenario Più Probabile (Espansione Rialzista)
Lo scenario disegnato nel grafico è tecnicamente plausibile.
Possibile sequenza:
1️⃣ Piccolo ritracciamento verso 24.600 – 24.500
2️⃣ Reazione rialzista all’interno del range
3️⃣ Break sopra 25.450
4️⃣ Movimento verso 26.200 – 26.300
📈 Questa zona corrisponde al precedente massimo del mercato.
⚠️ Scenario Alternativo (Liquidity Sweep)
Il mercato potrebbe prima intrappolare i trader.
Possibile struttura:
1️⃣ Discesa sotto 24.150
2️⃣ Raccolta della liquidità
3️⃣ Forte inversione rialzista
4️⃣ Rottura della resistenza
Questo è noto come Fake Breakdown o Liquidity Grab.
🧠 Insight da Trader Professionista
Gli operatori istituzionali spesso seguono questa sequenza:
1️⃣ Movimento impulsivo
2️⃣ Accumulo / Consolidamento
3️⃣ Caccia alla liquidità
4️⃣ Espansione direzionale
Attualmente il mercato sembra trovarsi tra la fase 2 e la fase 3.
📌 Livelli Chiave da Monitorare
🔴 Resistenza principale: 25.450
🟢 Supporto principale: 24.150
🎯 Target rialzista: 26.200 – 26.300
⚠️ Zona di liquidità: 24.100
💡 Consiglio di Trading Professionale
Evita di fare trading al centro del range.
Le zone migliori sono:
🟢 Compra: vicino al supporto
🔴 Vendi: vicino alla resistenza
🚀 Breakout Trade: sopra 25.450 con conferma
✅ Riassunto:
Il mercato si trova in una fase di accumulazione nel timeframe 4H. Dopo un possibile liquidity sweep, è probabile una espansione rialzista verso 26.200.
S&P 500: Possibile crollo ciclico?Questa settimana è stata estremamente turbolenta per i mercati globali.
L’escalation del conflitto in Iran ha agito da catalizzatore per la volatilità: abbiamo visto i prezzi del petrolio impennarsi rapidamente (Brent e WTI oltre i 𝟵𝟬 𝗱𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝗶) a causa dei timori per i blocchi nello Stretto di Hormuz.
Come sappiamo, l’incertezza è il nemico principale degli investitori, che in queste fasi tendono a ridurre l'esposizione al rischio.
Esattamente un anno fa, in questo stesso periodo, vivevamo una tensione simile. Era il febbraio 2025 quando le minacce sui dazi iniziarono a pesare sui listini, culminando nel crollo di aprile. Se guardiamo i dati, tra la fine di febbraio e l'inizio di aprile 2025, il mercato accusò colpi pesanti con correzioni a doppia cifra.
𝗔𝗱 𝗼𝗴𝗴𝗶, 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗼 𝘀𝗲𝗺𝗯𝗿𝗮 𝗿𝗶𝗽𝗲𝘁𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗾𝘂𝗮𝘀𝗶 𝗰𝗶𝗰𝗹𝗶𝗰𝗮.
Osservando la price action del S&P500 attuale mostra una resistenza ostinata sui massimi, seguita da una fase di distribuzione che dura da diverse settimane, proprio come l'anno scorso. Il prezzo ha iniziato a scivolare verso la parte bassa del canale di regressione lineare: se la storia dovesse ripetersi, potremmo essere solo all'inizio della gamba ribassista.
𝗟𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗮𝘃𝗲 𝗱𝗮 𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲:
* 𝗧𝗮𝗿𝗴𝗲𝘁 𝗿𝗶𝗯𝗮𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗮: Se il trend dovesse confermarsi analogo a quello del 2025, S&P500 potrebbe ritornare in area 𝟱𝟴𝟬𝟬-𝟱𝟲𝟬𝟬.
* 𝗦𝘂𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼: Lo scenario più conservativo vede una tenuta della soglia 𝟲𝟮𝟬𝟬-𝟲𝟬𝟬𝟬, dove troviamo i massimi precedenti che ora potrebbero fungere da supporto fondamentale.
In ogni caso, la parola d'ordine è prudenza. Allacciamo le cinture e restiamo pronti a reagire ai prossimi sviluppi macroeconomici.
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𝑳𝑨 𝑴𝑰𝑨 𝑺𝑻𝑹𝑨𝑻𝑬𝑮𝑰𝑨 𝑰𝑵 𝑩𝑹𝑬𝑽𝑬
✔️ Portafoglio principalmente mirato a singoli titoli azionari, con diversificazione su materie prime, ETF e crypto in minima parte.
✔️ Prediligo aziende con solidi fondamentali puntando al medio lungo termine
✔️ Timing di ingresso su prezzi in zone favorevoli con indicatori e strumenti personalizzati
✔️ Prediligo incrementi ponderati quando il rapporto rischio/rendimento è a favore
🧑🏻💻 𝐒𝐨𝐧𝐨 𝐋𝐮𝐜𝐚 𝐁𝐨𝐧𝐨, 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨, 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐨 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐧𝐠 𝐞 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐧𝐠 𝐝𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟑. 𝐈𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐨-𝐥𝐮𝐧𝐠𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟎.
⚠️ Disclaimer:
Questo post è solo a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria.
VANTAGE:SP500 FRED:SP500 BLUEBERRY:SP500 CME_MINI:ES1! TVC:SPX TRIVE:SP500
Caso di studio: struttura Wyckoff completa sul Germany 30 (DAX)Guardiamo questo grafico come farebbe un anatomista con un corpo umano. Non stiamo osservando semplici candele: stiamo osservando il comportamento degli operatori. Il prezzo è solo la traccia visibile di decisioni invisibili — accumulo, distribuzione, difesa di posizioni, caccia alla liquidità.
Questo esempio sul Germany 30 (DAX) mostra in modo quasi didattico la sequenza classica descritta da Richard D. Wyckoff.
Caso di studio: struttura Wyckoff completa
Fase A — Arresto della tendenza
All’inizio del grafico vediamo la parte finale di un movimento rialzista.
Qui compaiono i primi segnali di esaurimento:
PS (Preliminary Supply)
I primi grandi operatori iniziano a vendere mentre la domanda è ancora forte.
BC (Buying Climax)
Il mercato accelera con forte volume. Il pubblico compra con entusiasmo mentre gli operatori professionali iniziano a distribuire.
AR (Automatic Reaction)
La prima discesa importante. Non è ancora un trend ribassista: è la risposta naturale alla forte vendita istituzionale.
ST (Secondary Test)
Il prezzo torna verso l’area del massimo per verificare se esiste ancora domanda.
In questa fase accade qualcosa di molto importante:
il mercato passa da una condizione di trend a una condizione di equilibrio.
È il momento in cui il mercato smette di correre e inizia a costruire la causa del movimento successivo.
⸻
Fase B — Costruzione della causa
La Fase B è il cuore della distribuzione.
Il prezzo oscilla all’interno di un range relativamente stabile mentre gli operatori professionali lavorano dietro le quinte.
Notiamo:
UA (Upthrust Action)
Un tentativo di rompere il massimo del range. Serve principalmente a testare se esiste ancora domanda.
SOW (Sign of Weakness)
La prima vera dimostrazione di debolezza strutturale.
Dal punto di vista della liquidità, questi movimenti sopra e sotto il range hanno una funzione precisa:
• prendere stop
• generare liquidità
• permettere agli operatori istituzionali di completare la distribuzione.
La Fase B è spesso la più lunga perché è il momento in cui il mercato trasferisce le posizioni dal pubblico agli operatori professionali.
⸻
Fase C — Il test decisivo
Qui accade qualcosa di estremamente interessante dal punto di vista della lettura Wyckoff.
Il mercato produce una rottura del limite superiore del range che inizialmente potrebbe sembrare un tentativo di continuazione rialzista.
In realtà, dal punto di vista della lettura strutturale, questo movimento invalida l’ipotesi di accumulazione.
Il breakout tenta il salto del Creek, ma il movimento non trova continuità: il prezzo rientra rapidamente nel range.
Questo comportamento trasforma il movimento in un classico:
UT (Upthrust)
seguito dalla sua conferma come
UTAD (Upthrust After Distribution).
In altre parole, il mercato prova a rompere il range ma fallisce il JAC (Jump Across the Creek) e rientra nella struttura.
Questo è un segnale molto potente.
Il movimento sopra il range ha infatti tre obiettivi precisi:
1. attirare nuovi compratori che interpretano la rottura come inizio di trend
2. attivare gli stop dei venditori sopra i massimi
3. generare liquidità sopra il range
È il classico liquidity sweep sopra i massimi.
Dal punto di vista comportamentale è quasi brutale nella sua eleganza:
il mercato convince molti trader che stia iniziando un nuovo trend rialzista.
In realtà sta facendo l’esatto opposto.
Sta completando l’ultima fase della distribuzione.
⸻
La discesa — Conferma della distribuzione
Dopo l’UTAD il mercato cambia completamente carattere.
La pressione ribassista diventa evidente.
Vediamo comparire:
LPSY (Last Point of Supply)
piccoli ritracciamenti che incontrano immediatamente nuova offerta.
MSOW (Major Sign of Weakness)
la conferma definitiva della pressione ribassista.
Da qui il mercato entra in una fase di markdown, cioè discesa direzionale.
Il comportamento dei volumi lo conferma chiaramente:
• aumento dei volumi nelle discese
• rimbalzi deboli
• continuità nella struttura ribassista
È il momento in cui la distribuzione costruita nelle fasi precedenti inizia a produrre il suo effetto sul prezzo.
⸻
Esaurimento dell’effetto della causa
Osservando la parte destra del grafico compare però un nuovo elemento molto interessante.
Dopo la forte fase di markdown, il mercato inizia a mostrare i primi segnali di rallentamento della pressione ribassista.
Compare un possibile:
PS? (Preliminary Support)
seguito da un movimento di forte espansione ribassista che può essere interpretato come un possibile:
SC? (Selling Climax).
Questo movimento rappresenta spesso il punto in cui l’offerta diventa temporaneamente esausta.
Dopo il Selling Climax il prezzo produce una reazione rialzista che porta alla formazione di un possibile:
AR (Automatic Rally).
Questo è esattamente il comportamento che Wyckoff descrive quando l’effetto della causa precedente si esaurisce.
In altre parole:
la distribuzione ha prodotto il suo effetto — il markdown —
ma ora il mercato potrebbe iniziare a costruire una nuova struttura di equilibrio.
La zona evidenziata nel grafico, insieme alla presenza della FVG (Fair Value Gap), diventa quindi un’area interessante dove il mercato potrebbe:
• rallentare la discesa
• entrare in una nuova fase laterale
• iniziare potenzialmente una nuova schematica Wyckoff, questa volta di accumulazione.
Naturalmente questa è solo un’ipotesi di lavoro.
Wyckoff non anticipa il mercato: lo osserva mentre si sviluppa.
Per parlare realmente di accumulazione serviranno ancora diversi elementi:
• test del Selling Climax
• costruzione di un range
• conferme strutturali nella domanda.
Ma proprio qui sta la bellezza della lettura Wyckoff.
Il grafico non è una previsione.
È una storia che si sta scrivendo in tempo reale.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 06.03.2026Wall Street si è allineata al ribasso globale, ma senza crolli.
Corrono ancora petrolio e gas, con una volatilità e imprevedibilità molto alte.
Il Risk-off mood si estende ai bond governativi e corporate.
Il Dollaro torna ad essere «porto sicuro», l’oro, questa volta, no.
Il tentativo di rimbalzo dei mercati globali si è rapidamente sgonfiato. Dopo l’ottimismo iniziale della seduta del 5 marzo, il primo recupero per l’Asia dall’inizio della guerra in Iran, la giornata si è trasformata in un susseguirsi di oscillazioni, con gli investitori sempre più concentrati sui rischi geopolitici e sulle possibili ricadute energetiche.
In Asia la reazione iniziale era stata positiva: borse azionarie salite in media +2,3%, col Kospi coreano +9,6%, recuperando dal peggior crollo mai registrato della viglia. Nonostante il contesto militare critico, i mercati asiatici hanno mostrato una certa resilienza: dopo un avvio in rosso hanno recuperato parte delle perdite, sostenuti soprattutto dalle società tecnologiche cinesi.
Tuttavia l’apertura negativa di Wall Street ha raffreddato il clima anche in Europa, dove gli indici hanno progressivamente ampliato le perdite. Parallelamente sono tornati a salire petrolio e gas, sostenuti dal protrarsi delle tensioni nello Stretto di Hormuz, uno dei principali choke point energetici del pianeta.
Sul terreno, purtroppo, l’escalation continua. L’Iran ha lanciato missili e droni verso cinque Paesi del Medio Oriente, mentre Israele ha condotto una dodicesima ondata di raid su Teheran. Gli Stati Uniti hanno nel frattempo sospeso le operazioni dell’ambasciata in Kuwait.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, intervistato da NBC News, ha escluso qualsiasi negoziato: Teheran non ha chiesto un cessate il fuoco e non intende trattare. Anche Washington mantiene una linea dura. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti dovrebbero avere voce nella scelta del futuro leader iraniano.
Nel tentativo di stabilizzare i mercati energetici, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato su X una deroga di 30 giorni che consente alle raffinerie indiane di acquistare petrolio russo già bloccato in mare. La misura, definita temporanea, punta a evitare shock immediati sull’offerta globale senza generare benefici finanziari rilevanti per Mosca. Washington si aspetta inoltre che l’India aumenti gli acquisti di petrolio statunitense.
Il clima di tensione ha pesato sulle Borse europee: Francoforte -1,57%, Parigi -1,49%, Londra -1,46%, Madrid (-1,55%), Zurigo (-1,64%) e Amsterdam (-0,45%).
Nel frattempo petrolio e gas restano sotto pressione. Il Wti è salito +3,8% a 77,52 dollari/barile, il livello più alto dall’attacco di Stati Uniti e Israele agli impianti nucleari iraniani nel giugno scorso. Su base settimanale il petrolio registra ormai un rialzo di circa +15%.
Teheran ha respinto le accuse di aver chiuso lo Stretto di Hormuz, definendole “infondate e assurde” in una dichiarazione della missione iraniana alle Nazioni Unite.
Secondo la versione iraniana, tuttavia, la sicurezza marittima sarebbe stata compromessa dagli Stati Uniti: la fregata Dena, in missione navale in India con 130 marinai, sarebbe stata affondata senza motivo da un sottomarino Usa a circa 2.000 miglia dalle coste iraniane, causando oltre 100 vittime.
Il settore marittimo internazionale ha reagito classificando lo Stretto di Hormuz, il Golfo di Oman e il Golfo Persico come “aree di operazioni belliche”. Secondo Sheila Cameron, ceo della Lloyd’s Market Association, nell’area restano circa 1.000 navi, di cui la metà petroliere e gasiere, con un valore dello scafo superiore a Us$ 25 miliardi.
Gli Stati Uniti si preparano comunque a intervenire. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha dichiarato che Donald Trump potrebbe incaricare la US Navy di scortare le petroliere nello Stretto di Hormuz, mentre la United States Development Finance Corporation offrirà assicurazioni contro i rischi politici alle navi che operano nel Golfo.
La crisi sta già modificando le strategie energetiche globali. La Cina, secondo Bloomberg, ha chiesto alle principali raffinerie di sospendere le esportazioni di diesel e benzina per evitare carenze interne. Ieri, l’attenzione dei mercati si è concentrata anche sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono rimaste stabili a 213.000, sotto le attese degli analisti (215.000).
In Asia la seduta del 6 marzo si è chiusa con rialzi limitati: l’indice MSCI Asia Pacific ha guadagnato +0,2%, avviandosi verso la peggior settimana dal marzo 2020, con una perdita del 6,3% dall’inizio della guerra in Iran.
Il Nikkei ha chiuso a +0,5%, sostenuto dal comparto tecnologico; Sony Group +2,4%. In Cina il CSI 300 ha guadagnato +0,2%, mentre Hong Kong ha chiuso a +0,7%. In Corea del Sud il Kospi è rimasto invariato, con fondi come Morningstar Wealth e Federated Hermes che hanno acquistato titoli durante il recente crollo.
Tra gli altri asset, l’oro sale è0,6% oltre 5.120 dollari/oncia, ma resta in calo del 2,8% rispetto ai livelli pre-guerra, segno che molti investitori hanno preferito rafforzare la liquidità in dollari. Il cambio euro/dollaro resta a 1,160, in flessione, -1,7% rispetto alla chiusura di venerdì.
Bitcoin è balzato ieri del 7% fino a sfiorare 71.000 dollari. Un segnale importante per il settore arriva dall’integrazione con la finanza tradizionale: la piattaforma Kraken ha ottenuto accesso all’infrastruttura di pagamento della Federal Reserve.
Sul mercato obbligazionario globale i rendimenti stanno salendo: Treasury decennale USA al 4,13%, con uno spread tra 10 anni e 2 anni a 55 bps, minimo degli ultimi tre mesi. In Europa il BTP decennale italiano rende 3,51%, contro il 2,79% del Bund tedesco, con uno spread di 72 bps.
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