Test del supporto imminente L’indice si avvicina al test del supporto viola che transita sopra la sma50 (linea rossa)
In caso di rottura ribassista è molto probabile che si vada verso il retest dei 44000 già atteso da tempo
Venerdì molti titoli bancari hanno disegnato una candela settimanale “bearish engulfing” che spesso si trova al termine di un trend rialzista
Indici di mercato
SPY ES1! S&P500 in una fase interessante da seguire..BUon venerdì 13 Febbraio 2026 e bentornati sul canale con un aggiornamento tecnico sull'indice S&P500 alla fine di una settimana che ha rappresentato l'ennesimo "bagno di sangue" sul mercato azionario statunitense.
La configurazione tecnica sul grafico giornaliero e sul timeframe a 4H rimane molto interessante e a mio parere promettente.. con tutte le dovute cautele.
Grazie per l'attenzione e buona serata
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Indice del Dollaro Statunitense (DXY) – Analisi Tecnica 1HIndice del Dollaro Statunitense (DXY) – Analisi Tecnica 1H
Timeframe: Grafico a 1 ora
Panoramica della struttura di mercato
Il DXY quota attualmente intorno a 96,83, dopo un chiaro rifiuto dalla principale area di resistenza situata tra 97,80 e 98,00. La struttura del prezzo è passata da un contesto rialzista a una fase ribassista nel breve termine dopo:
Un doppio rifiuto nella zona di resistenza principale
Un falso breakout confermato sopra la precedente resistenza (~97,20)
Un Change of Character (CHoCH) che segnala un cambiamento di momentum
La struttura più ampia mostra una fase di distribuzione sui massimi e un calo controllato verso un supporto chiave.
Zone tecniche chiave
🔵 Resistenza principale: 97,75 – 98,00
Forte zona di offerta
Rifiuti multipli
Probabile distribuzione istituzionale
Rimane valida fino a una rottura chiara con accettazione sostenuta sopra l’area
🔵 Resistenza intermedia: ~97,20
Precedente livello di breakout ora diventato resistenza
Rifiuto netto dopo il retest
Ora agisce come obiettivo rialzista di breve termine
🟢 Supporto principale: 96,30 – 96,50
Zona di domanda su timeframe superiore
Recente reazione rialzista (lunga ombra inferiore + rimbalzo impulsivo)
Attualmente difende la parte bassa
Prospettiva Smart Money Concepts (SMC)
Si è formato un FVG (Fair Value Gap) durante il precedente impulso rialzista, successivamente mitigato.
Si è verificato un Break of Structure (BOS) al ribasso dopo il rifiuto in resistenza.
Il CHoCH conferma un tentativo rialzista di breve termine dopo la reazione sul supporto.
Probabili aree di liquidità:
Sotto 96,30 (liquidità lato vendite)
Sopra 97,20 (liquidità lato acquisti)
Il mercato sembra trovarsi in una fase di compressione in range tra 96,40 e 97,20 prima di una possibile espansione.
Comportamento attuale del prezzo
Il prezzo sta consolidando sopra il supporto principale dopo un forte rimbalzo. La struttura suggerisce:
Accumulo di breve termine vicino al supporto
Possibile sweep di liquidità verso 96,40 prima di un’espansione
I pattern di compressione spesso precedono un movimento impulsivo
Il momentum è neutrale o leggermente rialzista sui timeframe inferiori dopo la difesa del supporto.
Scenari operativi
🟢 Scenario rialzista (preferito sopra 96,30)
Possibile discesa verso 96,40–96,50 (caccia alla liquidità)
Conferma rialzista su timeframe inferiore
Target 1: 97,00
Target 2: 97,20 (massimo del range / resistenza)
Target esteso: 97,75 (resistenza principale)
Invalidazione: Rottura decisa e chiusura sostenuta sotto 96,30.
🔴 Scenario ribassista
Se 96,30 viene rotto in modo deciso:
Movimento verso 96,00–95,80
Continuazione della struttura ribassista di breve termine
Correzione più ampia all’interno della distribuzione su timeframe superiore
Conclusione
Il DXY sta operando all’interno di un range definito tra 96,30 (supporto) e 97,20 (resistenza) dopo il rifiuto della principale zona di offerta vicino a 98,00.
La struttura attuale favorisce un ritracciamento rialzista di breve termine verso 97,20, a condizione che il supporto continui a reggere. Tuttavia, il contesto più ampio riflette ancora una distribuzione vicino alla resistenza principale, il che significa che i rialzi potrebbero rimanere correttivi finché l’area 97,75–98,00 non verrà riconquistata in modo sostenuto.
Dichiarazione di non responsabilità
Questa analisi è fornita esclusivamente a scopo educativo e non costituisce consulenza finanziaria, di investimento o di trading. Le informazioni presentate si basano su analisi tecnica e interpretazione della struttura di mercato al momento della redazione. I mercati finanziari comportano rischi e le performance passate non garantiscono risultati futuri. Effettuare sempre le proprie ricerche e consultare un consulente finanziario autorizzato prima di prendere decisioni di investimento o trading
WisdomTree - Tactical Daily Update - 12.02.2026Indici Usa e EU poco mossi, ma la paura per l’AI affonda ora gli asset managers.
Prosegue la preferenza degli investitori per le borse emergenti ed asiatici.
Kospi coreano e Nikkei ai massimi; effetto Takaichi rafforza lo yen.
Ancora giù le cryptovalute: analisti positivi, gestori incerti sul futuro.
La seduta dell’11 febbraio si è chiusa all’insegna dell’incertezza sui listini europei, riflettendo un mercato ancora diviso tra segnali macroeconomici rassicuranti e timori strutturali legati all’impatto dell’intelligenza artificiale su interi comparti produttivi. I dati sul mercato del lavoro statunitense, superiori alle attese, hanno contribuito a rassicurare gli investitori sulla solidità dell’economia americana, ma non sono bastati a dissipare le tensioni settoriali che hanno attraversato le Borse.
A pesare in modo particolare è stato il comparto del risparmio gestito, penalizzato dal lancio negli Stati Uniti di un nuovo servizio di pianificazione fiscale basato sull’intelligenza artificiale.
Il timore che l’AI possa erodere modelli di business fondati su commissioni elevate e forte intensità di manodopera ha innescato vendite diffuse, in linea con quanto già osservato a Wall Street. Piazza Affari ha chiuso in calo dello 0,62%, con gli asset manager tra i titoli più colpiti.
Dopo aver investito prima le società software e poi quelle della gestione patrimoniale, l’ondata di vendite legata ai nuovi servizi AI ha raggiunto anche le aziende che operano nei servizi immobiliari. Negli Stati Uniti, CBRE Group e Jones Lang LaSalle hanno registrato un ribasso del 12%, mentre Cushman & Wakefield ha perso il 14%.
Si è trattato del calo più marcato dal 2020, durante la fase più acuta della crisi pandemica. Sebbene la reazione del mercato rifletta il timore di una disintermediazione accelerata dall’AI, l’ampiezza delle correzioni appare a molti osservatori sproporzionata rispetto ai fondamentali.
Nel panorama europeo, Londra si è distinta in controtendenza, sostenuta dal rialzo dei titoli legati alle materie prime, che hanno spinto il FTSE 100 a chiudere a +1,09%. Di segno negativo, invece, gli altri principali listini: Francoforte -0,44%, Parigi -0,18%, Madrid -0,50%.
Sul fronte valutario, si sono registrati movimenti contenuti ma significativi. L’euro ha chiuso in calo sotto quota 1,19 dollari, attestandosi a 1,186 (-0,3%), mentre contro yen è sceso a 181,97 (-0,9%). Il cambio dollaro/yen si è portato a 153,48 (-0,6%).
La valuta giapponese continua a rafforzarsi sulla scia della vittoria elettorale del primo ministro Sanae Takaichi, che alimenta le aspettative di una politica fiscale più disciplinata, favorita da
Negli Stati Uniti, il dibattito politico ha accompagnato la pubblicazione dei non-farm payroll. Donald Trump ha celebrato i dati sull’occupazione con un post su Truth, sostenendo che la forza dell’economia americana dovrebbe tradursi in tassi di interesse molto più bassi. Secondo l’ex presidente, ciò permetterebbe un risparmio sugli interessi di almeno 1.000 miliardi di dollari l’anno, fino a riportare il bilancio federale in pareggio, se non in avanzo.
I dati ufficiali mostrano che l’economia statunitense ha creato in gennaio 130.000 posti di lavoro, ben oltre le attese degli analisti ferme a 65.000 unità. Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,3%, rispetto al 4,4% previsto.
Questo quadro suggerisce che il mercato del lavoro abbia trovato un nuovo equilibrio: le assunzioni sono più moderate rispetto al passato, ma restano solide, mentre i licenziamenti sono contenuti. Una dinamica che, nonostante l’aumento della produttività legato all’AI, non giustifica richieste di tagli aggressivi dei tassi da parte della Federal Reserve, soprattutto con un’inflazione ancora sopra il target. Ne emerge uno scenario favorevole all’azionario e al dollaro, meno ai Treasury.
Wall Street ha chiuso sostanzialmente invariata: Dow Jones -0,13%, Nasdaq -0,16%, S&P 500 stabile.
In Europa, il dibattito sul futuro dell’integrazione finanziaria si è riacceso dopo le dichiarazioni del governatore della Bundesbank, Joachim Nagel, favorevole a una maggiore emissione di debito comune europeo per rendere l’Europa più attraente agli investitori internazionali. Una posizione che resta in contrasto con quella del governo tedesco guidato dal cancelliere Friedrich Merz, che continua a considerare gli eurobond solo in caso di emergenze.
Sul fronte asiatico, la seduta del 12 febbraio ha confermato la forza dei mercati regionali. L’MSCI Asia Pacific è salito dello 0,7%, segnando il quinto rialzo consecutivo e il terzo massimo storico della settimana. Spicca ancora il KOSPI coreano, in rialzo del 2,7% e su nuovi record, trainato da Samsung Electronics, che ha guadagnato oltre il 5% grazie ai progressi nei chip HBM4.
In Giappone, il Nikkei 225 ha superato per la prima volta i 58.000 punti. Da inizio anno, l’MSCI Asia Pacific segna un progresso di circa +13%, contro il +1,4% dell’S&P 500, la migliore partenza dell’Asia rispetto a Wall Street da inizio secolo.
Tra le commodity, il Bloomberg Commodity Index si attesta a 119,2 dollari, sostenuto dall’energia. Sul fronte ambientale, le emissioni di CO₂ in Cina nel 2025 sarebbero rimaste stabili o in lieve calo, con una possibile diminuzione dello 0,3% rispetto al 2024, secondo il CREA, dati ancora da confermare. In contrasto, negli Stati Uniti, Trump ha ordinato al Dipartimento della Difesa di rifornirsi di elettricità da centrali a carbone.
Infine, metalli preziosi in assestamento: oro a 5.055 dollari l’oncia, argento a 83,5 dollari, mentre il Bitcoin scende a 67.300 dollari, in attesa dei dati sull’inflazione di gennaio, che potrebbero riaccendere il dibattito sui tassi della Fed.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
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Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
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Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
SP500 allungo oltre i 7.000?Buongiorno,
Il grande Jesse Livermore disse: TRADA QUELLO CHE VEDI E NON QUELLO CHE PENSI.
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TF settimanale.
Possiamo notare il prezzo che si muove all'interno di un canale ben definito e che si mantiene stabilmente sopra la EMA 21.
Si può vedere che lo stesso sta accumulando a ridosso della TL superiore da circa 5 mesi.
TF giornaliero.
Il prezzo ha disegnato un bel cuneo ed in questo momento ci avviamo nella sua fase di restringimento.
Da notare che ogni accenno di discesa è stato prontamente rimangiato da grandi candele rialziste.
Il trend appare stabilmente rialzista.
Interessante la zona di domanda giornaliera sotto molto importante e da valutare in caso di ritracciamento profondo.
Resistenza importante a ridosso dei 7.000 punti.
Operatività.
Come al solito seguo sempre e solo il trend principale che è quello rialzista.
In caso di rottura della TL superiore e della resistenza a 7.000 mi aspetto un allungo verso i 7.200.
Scenari ribassisti sotto i 6.500 punti.
Restate sintonizzati, seguiranno aggiornamenti!
A presto
Mind Primacy
Disclaimer: tutte le analisi esposte attraverso questo profilo non rappresentano consigli finanziari, ma la mia personale visione basata sulle strategie operative di trading che utilizzo.
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Hello everyone,
The great Jesse Livermore once said: TRADE WHAT YOU SEE, NOT WHAT YOU THINK.
If you appreciate my analysis method, please drop a like and follow my profile—it means a lot to me. Thank you!
SP500
Weekly TF.
The price is moving within a well-defined channel, consistently holding above the 21 EMA. We can observe an accumulation phase near the upper trendline (TL) that has been ongoing for about 5 months.
Daily TF.
Price action has formed a clean wedge pattern, currently entering its narrowing phase (apex). It’s worth noting that every attempted dip has been quickly absorbed by strong bullish candles. The trend remains firmly bullish. A key daily demand zone sits below; this area is crucial to monitor in the event of a deep retracement. Significant resistance is seen around the 7,000 level.
Trading Idea.
As always, I am sticking with the primary trend, which is bullish. In the event of a breakout above the upper TL and the 7,000 resistance, I expect a move toward the 7,200 target.
Bearish Scenario.
The bullish bias is invalidated with a sustained close below 6,500.
Stay tuned for further updates!
FTSE100 un indice sottovalutatoFTSE100 daily... una sequenza rialzista impressionante con una struttura di mercato perfetta.
Il primo supporto di 10k punti è fondamentale per continuare a costruire il trend al rialzo.
Ieri l'ultimo break su nuovi massimi.
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US30 (DOW JONES)
TF settimanale.
Struttura interna rialzista.
Il prezzo si muove all'interno di un canale ben definito da luglio 2025. Balza all'occhio la zona settimanale di domanda (mitigata leggermente con un spike subito dopo la formazione) che rimane valida in caso di ritracciamento.
Siamo in fase di compressione, la candela di venerdì è una inside.
TF giornaliero.
Struttura interna rialzista.
Visibile un bel triangolo simmetrico di continuazione, sotto abbiamo due zone giornaliere di domanda molto importanti in cui potrebbe si scendere a prendere ulteriore liquidità in caso di rottura al ribasso del triangolo.
Operatività.
Nonostante gli accadimenti (tensioni geopolitiche) l'indice tiene e non vedo candele ribassiste di volume, quindi seguo solo e sempre il trend primario.
Tenuto conto della formazione grafica si potrebbe sfruttare, in caso di rottura al rialzo del triangolo, un ulteriore allungo oltre i 50.000, con TP finale 50.400.
Occorre fare attenzione come sempre alle manipolazioni che vanno a prendere liquidità sopra e sotto queste conformazioni grafiche prima del movimento atteso.
Ideale sarebbe un'ulteriore discesa del prezzo verso i 48.100 per poi ripartire.
Scenari ribassisti sotto 47.818.
Restate sintonizzati, seguiranno aggiornamenti!
A presto
Mind Primacy
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Here is the translation into professional "TradingView style" English. I’ve used standard industry terminology (Demand Zones, Liquidity Sweeps, Inside Bars) to ensure it resonates with the global trading community.
US30 (DOW JONES): Technical Outlook & Key Levels (Target 50,400).
Weekly TF.
Bullish Structure & Ascending Channel The internal structure remains decidedly bullish. Price has been respecting a well-defined ascending channel since July 2025.
Weekly Demand Zone: There is a significant area of demand visible on the weekly chart. Although it was slightly mitigated by a spike shortly after its formation, it remains a valid "Point of Interest" (POI) in the event of a deeper retracement.
Price Action: We are currently in a compression phase; Friday’s close printed an Inside Bar, signaling a buildup of energy before the next major move.
Daily TF.
Symmetrical Triangle (Continuation Pattern) The daily chart confirms the bullish bias, currently consolidating within a clean Symmetrical Triangle.
Liquidity & Support: Below the current price action, there are two crucial Daily Demand zones. Should we see a downside break of the triangle, these areas will likely act as magnets to sweep liquidity before a potential reversal back into the primary trend.
Trading Strategy & Execution.
Despite geopolitical tensions, the index shows remarkable resilience. Since I am not seeing any bearish impulsive candles with high volume, I am strictly sticking to the Primary Trend.
Bullish Breakout: Considering the current chart formation, a breakout above the triangle's resistance could trigger a rally beyond 50,000.
Final Take Profit (TP): 50,400.
Optimal Entry: The ideal scenario would be a "stop hunt" or a liquidity grab towards the 48,100 level before the leg up begins.
Bearish Scenario: The bullish bias is invalidated with a sustained close below 47,818.
Risk Note: Watch out for typical manipulations (fakeouts) designed to grab liquidity above and below these chart patterns before the actual expansion occurs.
Stay tuned for further updates!
Best regards,
Mind Primacy
Disclaimer: All analyses shared on this profile do not represent financial advice; they reflect my personal market view based on my own trading strategies.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 11.02.2026Movimento laterale per Wall Street: azioni tech sù, ma restano dubbi su AI.
Ancora forte il «momentum» dei listini emergenti ed asiatici. Kospi record.
Rallentano i consumi negli Usa:oggi attenzione al mercato del lavoro.
Cina: quasi azzerata l’inflazione al consumo, negativa alla produzione.
Seduta interlocutoria per le Borse europee quella di ieri, 10 febbraio, in un contesto dominato da risultati societari contrastanti e dall’attesa per una settimana densa di appuntamenti macroeconomici.
I principali listini del Vecchio Continente hanno chiuso senza variazioni di rilievo: Francoforte è rimasta sui livelli della vigilia, Londra ha ceduto -0,31%, penalizzata dalla debolezza di BP dopo la sospensione del programma di buyback, mentre Parigi ha terminato stabile, sostenuta dal rialzo di Kering. Il titolo ha beneficiato di vendite di Gucci in calo, ma meno del previsto, e della buona tenuta degli altri marchi del gruppo.
A Piazza Affari si è messa in evidenza Ferrari, protagonista dopo un quarto trimestre 2025 più forte delle attese e una guidance che indica una crescita anche nel 2026. Il CEO Benedetto Vigna ha inoltre sottolineato i feedback molto positivi ricevuti dai clienti sulla prima Ferrari completamente elettrica, con l’apertura dei preordini prevista il mese prossimo.
Sul fronte macroeconomico, dagli Stati Uniti sono arrivati segnali di raffreddamento dei consumi. A dicembre, le vendite al dettaglio sono risultate inermi su base mensile (0,0% m/m), a fronte di un consenso che indicava un aumento di +0,4%. Il dato conferma come l’impennata di novembre, legata all’anticipo degli acquisti natalizi, si sia rapidamente esaurita. Le famiglie statunitensi restano sotto pressione per l’alto costo della vita e per le incertezze sul mercato del lavoro.
Nel dettaglio, 8 delle 13 categorie di vendita al dettaglio hanno registrato un calo, inclusi i negozi di abbigliamento e i punti vendita di mobili. In controtendenza, sono cresciute le spese nei negozi di materiali da costruzione e in quelli di articoli sportivi. A confermare il graduale raffreddamento delle pressioni salariali, nel 4° trimestre 2025 l’Employment Cost Index ha segnato un incremento di +0,7% t/t, in rallentamento rispetto al +0,8% precedente e al minimo dal 2021.
Sul mercato dei cambi, nessuna variazione significativa per il cross euro/dollaro, stabile in area 1,19. L’oro ha registrato una lieve flessione, attestandosi attorno a 5.020 dollari l’oncia.
A Wall Street, la seduta si è chiusa in ordine sparso: Dow Jones +0,10%, Nasdaq +0,33%, mentre lo S&P 500 ha lasciato sul terreno -0,59%.
In questo contesto, il Wall Street Journal ha parlato apertamente di un bull market globale. Per anni il mercato azionario statunitense è stato percepito come la principale – se non unica – destinazione per i flussi di capitale, portando il peso degli Stati Uniti nell’indice MSCI World al 71%, dal 40% di trent’anni fa e dal 50% di quindici anni fa.
I massimi storici del Dow Jones non supportano una narrativa di “Sell America”. Tuttavia, negli ultimi mesi emerge con chiarezza come i flussi abbiano smesso di concentrarsi su poche big di Wall Street, iniziando invece a cercare opportunità sui mercati globali.
Le performance del 2025 e di questo inizio 2026 lo confermano: l’MSCI Asia Pacific guadagna oltre l’11% da inizio anno, contro il più contenuto +1,3% dello S&P 500. Anche l’Europa mostra una performance relativa migliore rispetto agli Stati Uniti.
La settimana resta ricca di appuntamenti macro. Oggi è atteso il rapporto sull’occupazione di gennaio, con il consenso degli economisti fissato a 55.000 nuovi posti di lavoro. La scorsa settimana, il report ADP aveva segnalato un aumento di soli 22.000 occupati nel settore privato, ben al di sotto delle attese. Sul fronte inflazione, l’indice dei prezzi al consumo di gennaio sarà pubblicato venerdì 13, con un consenso al 2,5% annuo per il dato headline.
Prosegue intanto verso la conclusione la stagione delle trimestrali USA. The Coca-Cola Company ha chiuso in calo (-1,49%) dopo risultati contrastanti e un outlook giudicato debole: utile per azione a 58 centesimi contro i 56 centesimi attesi, su ricavi pari a 11,82 miliardi di dollari, inferiori al consenso di 12,03 miliardi.
In Asia, le Borse cinesi hanno aperto poco mosse: Shanghai Composite +0,09%, Shenzhen -0,37%. Hong Kong è tornata in territorio positivo con l’Hang Seng +0,24% nelle prime battute, mentre Tokyo è rimasta chiusa per la festività della Giornata della Fondazione Nazionale. L’inflazione cinese ha rallentato: a gennaio, il CPI è salito del +0,2% a/a, in forte calo dal +0,8% di dicembre e sotto le attese (+0,4%). Il PPI è sceso del -1,4% a/a, meglio del precedente -1,9% e del consenso (-1,5%), ma confermando una persistente tendenza deflazionistica.
Sul fronte obbligazionario, il quadro resta stabile. Il BTP decennale rende 3,41%, ai minimi da due mesi, con uno spread BTP-Bund a 62 punti base. Il Treasury USA a 10 anni rende 4,14% e non segnala tensioni particolari.
Gli operatori continuano a scommettere su 2–3 tagli dei tassi da parte della Federal Reserve nel corso dell’anno, dopo la nomina di Kevin Warsh alla presidenza della banca centrale da parte del presidente Donald Trump, pur mantenendo un atteggiamento prudente in attesa dei dati sul lavoro.
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Volatilità reale vs VIX: perché il “fear index” spesso ingannaNegli ultimi anni il VIX è diventato lo strumento di riferimento per valutare il rischio di mercato. Tuttavia, il suo comportamento suggerisce che stia funzionando più come prezzo dell’assicurazione che come misura pulita della volatilità futura.
Un’analisi basata direttamente sui movimenti reali dell’S&P 500 mostra una separazione molto più netta tra fasi di mercato stabili e fasi di stress rispetto a segnali derivati dal VIX.
Metodo di osservazione
Per confrontare i due approcci, è utile osservare:
Volatilità realizzata: media a 21 giorni dei movimenti assoluti dell’S&P 500
Volatilità implicita: media a 21 giorni dei movimenti assoluti del VIX
Entrambe le serie possono essere normalizzate (Z-score) e suddivise in tre regimi:
Stabile
Neutrale
Stressato
L’obiettivo non è prevedere la direzione, ma valutare l’ampiezza del movimento futuro.
Risultati chiave
1. La volatilità reale separa meglio i regimi
Quando il mercato entra in un regime “stabile” secondo la volatilità realizzata, il range dei giorni successivi è nettamente compresso.
Al contrario, nei regimi “stressati” identificati dalla volatilità reale, il range e la probabilità di movimenti estremi aumentano in modo significativo.
Il VIX, invece, tende a:
rimanere elevato anche in fasi di mercato calme
sottostimare i veri picchi di volatilità
produrre una distribuzione dei regimi sorprendentemente stabile nel tempo
2. Il VIX è strutturalmente distorto
Il comportamento del VIX riflette:
domanda costante di copertura da parte di operatori istituzionali
flussi sistematici su opzioni put
premi assicurativi che non si riassorbono rapidamente
Questo fa sì che il VIX perda sensibilità ciclica, diventando un indicatore “appiccicoso” verso l’alto.
3. La volatilità reale segue i cicli, il VIX no
La volatilità realizzata mostra:
lunghi periodi genuinamente tranquilli
cluster di stress concentrati
forti variazioni nella frequenza dei regimi
Il VIX, al contrario, tende a livellare queste differenze, riducendo la capacità di distinguere tra rischio latente e rischio effettivo.
Implicazioni operative
La volatilità reale è un filtro di rischio più affidabile per sizing, esposizione e gestione del leverage
Il VIX funziona meglio come termometro del prezzo della protezione, non come previsore diretto dei movimenti
I regimi basati su volatilità realizzata migliorano la lettura dei contesti di mercato, specialmente per:
range trading
gestione del drawdown
strategie systematiche e discrezionali
Conclusione
Il mercato non è guidato solo dalle aspettative, ma dal comportamento effettivo del prezzo.
In un contesto in cui il VIX riflette sempre più una struttura di domanda assicurativa permanente, ancorare l’analisi della volatilità ai movimenti reali dell’indice offre una lettura più pulita, ciclica e operativamente utile del rischio.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 10.02.2026Prosegue il recupero di fiducia verso il tema «growth» e la tecnologia.
Borse emergenti e asiatiche si confermano toniche: Nikkei record.
Settimana ricca di dati macro in Usa ed Europa: prestare attenzione.
L’Amministrazione Usa pensa ad incentivi fiscale per le «big tech».
Lunedì 9 febbraio le Borse europee hanno chiuso in netto rialzo, proseguendo il recupero avviato nella seduta precedente grazie al ritorno degli acquisti sul comparto tecnologico.
Un rimbalzo che arriva dopo la violenta ondata di vendite della scorsa settimana, alimentata dai timori che l’evoluzione dell’intelligenza artificiale potesse rendere rapidamente obsolete ampie porzioni del settore tech tradizionale.
Piazza Affari guida il movimento: Milano +2,06%, tornando sui massimi dal dicembre 2000. Bene anche Madrid (+1,36%), Francoforte (+1,20%) e Parigi (+0,60%), mentre Londra resta più cauta, +0,15%. Il clima di fiducia riflette la percezione che la correzione recente sia stata eccessiva e che il mercato stia nuovamente scommettendo sulla crescita legata al digitale e al software.
L’attenzione degli investitori si sposta ora sul calendario macro particolarmente denso. Negli Stati Uniti sono attesi nuovi dati chiave su occupazione e inflazione, insieme a un altro giro di trimestrali. In Europa, riflettori puntati su Pil del Regno Unito, vendite all’ingrosso in Germania e disoccupazione in Francia.
Oltreoceano, a Wall Street solo segni positivo: Dow Jones +0,04%, S&P500 +0,47%, Nasdaq +0,90%, sostenuti dai titoli tecnologici. Il mercato arriva a questi appuntamenti dopo una settimana estremamente volatile, conclusasi con un traguardo storico: il Dow Jones sopra 50.000 punti per la prima volta.
Proprio il Dow Jones emerge come il vincitore simbolico di questa fase di mercato. Durante la rotazione difensiva della scorsa settimana, quando gli investitori si erano rifugiati nelle cosiddette “value stocks”, l’indice aveva continuato a segnare record. Ora, con il ritorno dell’appetito per il “growth”, resta comunque sui massimi storici pur in un contesto di maggior propensione al rischio.
Sul fronte macro Usa, l’attesa è concentrata sul rapporto sull’occupazione di gennaio, che secondo il consensus dovrebbe mostrare un aumento di 55.000 unità. Un dato che arriva dopo il segnale debole dell’Adp, che la scorsa settimana ha indicato un incremento di appena 22.000 occupati nel settore privato, ben al di sotto delle attese.
Venerdì è invece in calendario la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) di gennaio, atteso al 2,5%. Sul fronte societario, tra le trimestrali più osservate figurano quelle di Coca-Cola e Ford Motor, considerate rappresentative della componente value del mercato.
La mattina di martedì 10 febbraio si apre con Borse europee poco mosse, frenate dall’attesa per i dati macroeconomici statunitensi su lavoro e inflazione destinati a fornire indicazioni cruciali sulle prossime mosse della Federal Reserve.
Intanto, resta sotto i riflettori il comparto tech, sostenuto dalle indiscrezioni del Financial Times secondo cui la Casa Bianca sarebbe orientata a esentare colossi come Amazon, Google e Microsoft dai prossimi dazi sui chip.
In questo contesto, Alphabet ha confermato la forza della domanda di mercato: in poche ore ha collocato 20 miliardi di dollari di bond per finanziare i propri ambiziosi progetti legati all’intelligenza artificiale, aumentando la size rispetto all’obiettivo iniziale di 15 grazie all’elevato interesse degli investitori.
Solo la scorsa settimana, Amazon aveva indicato l’intenzione di investire fino a US$ 185 miliardi nell’AI ed in particolare nella costruzione di data center per l’intelligenza artificiale.
In Asia, Tokyo accelera ancora: il Nikkei guadagna +2,2% (ore 09.00 CET), consolidando il record storico del giorno precedente, sulla scia del trionfo elettorale del partito di governo guidato dalla premier Takaichi, e dei segnali positivi provenienti da Wall Street. Il rally riflette l’ottimismo degli investitori verso un’agenda politica percepita come favorevole alla crescita, alla redditività aziendale e al sostegno dei settori strategici.
Sul mercato valutario, lo yen resta debole: 156,10 sul dollaro e 185,80 sull’euro.
La Greater China si muove poco: Shanghai Composite +0,13%, Shenzhen +0,02%. In Corea, Kospi +0,5%.
Lo yuan cinese tocca i massimi dal 2023 a 6,91 sul dollaro, con un apprezzamento del 2,9% da inizio anno. Hong Kong segna +0,38%, mentre l’indice MSCI Asia Pacific sale dell’1,1%, aggiornando il massimo storico.
Trainante il comparto tecnologico: MSCI Asia Pacific Information +1,7%, +16,5% da inizio anno. Spiccano i dati di TSMC, con vendite di gennaio in crescita +37% su base annua, segnale di una domanda globale sostenuta legata all’AI.
Sul fronte monetario europeo, Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo della BCE, ha ribadito che l’istituto può tollerare temporaneamente un’inflazione sotto l’obiettivo, restando però pronto ad agire in entrambe le direzioni.
La BCE prevede un’inflazione sotto il 2% per due anni, con ritorno all’obiettivo nel 2028, elemento che rende i policymaker riluttanti ad allentare ulteriormente la politica monetaria. Il Presidente Christine Lagarde ha minimizzato i timori legati al possibile rafforzamento eccessivo dell’euro.
Il mercato dei titoli di Stato italiani attraversa una fase particolarmente favorevole: lo spread Bund-BTP è da settimane in area 60 bps, col BTP decennale che rende 3,44%.
Bitcoin resta sotto i 70.000 dollari, a 69.000 (-1%), oro a 5.000 (-0,7%).
Petrolio cauto: Brent 69 dollari/ (+0,1%), Wti 64 dollari. Stabile il prezzo del gas naturale europeo, a 33,4 euro/MWh (-0,16%) dopo il crollo della vigilia.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Come valutare correttamente la tendenza di fondo del dollaro USANel contesto dell’alta finanza globale, gli analisti del mercato dei cambi a tasso flottante (Forex) utilizzano un indice valutario per analizzare e determinare la tendenza di fondo del dollaro statunitense. Si tratta del noto “DXY”, l’indice del dollaro USA rispetto a un paniere di valute principali. Tuttavia, non bisogna limitarsi ad analizzare la tendenza del DXY per valutare la tendenza del dollaro USA. Infatti, quest’ultimo rappresenta l’andamento del dollaro rispetto alle valute occidentali, in particolare l’euro, lo yen giapponese e la sterlina britannica.
Ritengo quindi opportuno includere nell’analisi le principali valute dei mercati emergenti, le cosiddette valute “core”, come lo yuan cinese o la rupia indiana. In questa analisi propongo una tabella che sintetizza la tendenza di fondo del dollaro USA attraverso il DXY e anche rispetto alle sei principali valute cosiddette emergenti.
In definitiva, quando si calcola la media ponderata di tutte queste tendenze, si osserva che, allo stato attuale, la tendenza di fondo del dollaro USA rimane ribassista, in particolare rispetto all’euro e allo yuan renminbi.
La tendenza di fondo del dollaro USA deve quindi essere la sintesi di:
• La tendenza di fondo del dollaro USA (DXY)
• La tendenza di fondo rispetto alle principali valute dei mercati emergenti
Questo approccio consente di evitare un bias frequente nell’analisi macro-monetaria, che consiste nell’assimilare la forza del dollaro esclusivamente alla sua evoluzione rispetto alle valute sviluppate. Tuttavia, il baricentro della crescita globale si è spostato da diversi decenni verso le economie emergenti, sia in termini di commercio internazionale sia di flussi di capitale. Ignorare queste valute significa quindi analizzare il dollaro attraverso un prisma parziale e talvolta fuorviante.
Le valute emergenti “core” svolgono un ruolo chiave perché combinano profondità di mercato, importanza geopolitica e peso economico strutturale. Lo yuan cinese, ad esempio, è direttamente legato alle dinamiche del commercio globale e alla strategia monetaria della Cina. La rupia indiana riflette invece la traiettoria di un’economia caratterizzata da una forte crescita demografica e industriale. Il real brasiliano, il peso messicano e il rand sudafricano forniscono inoltre una lettura complementare dell’appetito o dell’avversione globale al rischio.
L’utilità di una tabella di sintesi, come quella presentata, risiede nella possibilità di visualizzare rapidamente le divergenze di tendenza tra il dollaro e queste diverse aree monetarie. Quando il dollaro si indebolisce contemporaneamente rispetto a diverse valute emergenti e mostra al contempo segnali di fragilità rispetto all’euro, il segnale macro diventa più solido rispetto a quello fornito dal solo DXY. Al contrario, una forza del dollaro concentrata esclusivamente su alcune valute rifugio può mascherare una dinamica di fondo più articolata.
È inoltre essenziale ricordare che la ponderazione del DXY attribuisce un peso predominante all’euro, il che può amplificare o attenuare artificialmente la percezione della tendenza complessiva del dollaro.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 09.02.2026Rimbalzo della Tech Usa venerdì, traina le Borse asiatiche stamattina.
Le Borse emergenti sono la sorpresa positiva di inizio 2026: USA in affanno.
Oro in ripresa, per argento è finito il sell-off e resta alta volatilità.
Segnali di stabilizzazione sul comparto delle cryptovalute: da confermare.
La corsa all’intelligenza artificiale dei grandi gruppi Big Tech continua a tenere i mercati sotto pressione. Gli investimenti attesi nel settore, stimati in 660 miliardi di dollari nel 2026, alimentano da mesi il timore che si stia formando una nuova bolla, con potenziali ricadute su valutazioni, margini e sostenibilità finanziaria.
Nonostante queste preoccupazioni, la seduta europea si è chiusa in deciso rialzo, dopo un avvio debole, grazie al traino arrivato da Wall Street e a un clima di maggiore propensione al rischio.
Il miglioramento del sentiment è arrivato all’indomani della decisione della Banca Centrale Europea, ampiamente attesa, di lasciare i tassi invariati. L’assenza di sorprese sul fronte monetario e l’attenuarsi dei timori legati all’ondata di investimenti sull’IA hanno contribuito a rasserenare gli operatori. A fine giornata, Parigi ha chiuso a +0,43%, Francoforte a +1,16%, Londra a +0,57%, mentre Milano è rimasta solo leggermente positiva a +0,13%.
Negli Stati Uniti, la seduta ha segnato un passaggio storico. Il Dow Jones ha superato per la prima volta la soglia dei 50.000 punti, chiudendo a 50.115 punti (+2,47%). Positivo anche il Nasdaq, in rialzo del +2,18%, sostenuto dal comparto tecnologico e dal ritorno di acquisti sui titoli più penalizzati nelle settimane precedenti.
Le preoccupazioni degli investitori restano tuttavia elevate. Da mesi il mercato si interroga sull’impatto che l’intelligenza artificiale potrebbe avere sull’economia reale e sul mercato del lavoro.
A riaccendere le paure è stato il lancio di un nuovo prodotto di Anthropic, startup specializzata in IA, progettato per automatizzare attività lavorative in numerosi settori. Le reazioni in Borsa sono state pesanti: 164 titoli tra software, servizi finanziari e gestione patrimoniale hanno perso complessivamente 611 miliardi di dollari di capitalizzazione, perdite che gli ultimi rialzi non sono riusciti a compensare.
Emblematico il caso di Amazon. Nonostante conti trimestrali superiori alle attese, le indicazioni sulle future spese legate all’intelligenza artificiale hanno penalizzato il titolo, sceso nel pre-market e poi in chiusura del 5,5%.
Dal fronte macroeconomico statunitense sono arrivati segnali contrastanti ma complessivamente incoraggianti. L’indice preliminare sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è salito a 57,3 punti, dai 56,4 di gennaio, superando le attese fissate a 55 punti. La componente sulle aspettative future è passata da 57 a 56,6 punti, mentre quella sulla situazione attuale è migliorata da 55,4 a 58,3 punti. Sul fronte dell’inflazione, le aspettative a un anno sono scese dal 4% al 3,5%, mentre quelle a cinque anni sono salite dal 3,3% al 3,4%.
Il clima positivo si è riflesso anche sui mercati asiatici. Il 9 febbraio, l’indice MSCI Asia Pacific ha guadagnato fino al +2,2%, toccando un nuovo massimo storico. In Giappone, il Nikkei è salito di oltre il +4%, raggiungendo un nuovo record dopo la netta vittoria di Sanae Takaichi alle elezioni anticipate. Tuttavia, la sua linea politica, orientata a maggiori spese e tagli fiscali, ha riacceso i timori sulla sostenibilità del debito pubblico. I rendimenti dei titoli di Stato nipponici sono saliti, con il decennale al 2,27% (+6 punti base), mentre lo yen si è rafforzato.
In Corea del Sud, il Kospi – fortemente esposto ai titoli legati all’IA – ha segnato quasi +4%, beneficiando del rally di Wall Street. In Cina, il CSI300 di Shanghai e Shenzhen è salito del +1,3%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato quasi +1,5%.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio Brent scende di circa -1% a 67,3 dollari al barile, complice l’allentamento delle tensioni in Medio Oriente. Dall’inizio del 2026, il greggio resta comunque in rialzo di circa +10%, sostenuto dalle tensioni geopolitiche e da interruzioni di flussi, come quelli dal Kazakistan, nonostante i timori di eccesso di offerta. Venerdì scorso, Iran e Stati Uniti hanno avviato colloqui in Oman; Teheran ha parlato di “un passo avanti”, mentre Donald Trump ha annunciato un nuovo incontro a inizio settimana e un colloquio con Benjamin Netanyahu l’11 febbraio. Sotto osservazione anche l’India, che secondo Trump avrebbe accettato di fermare le importazioni di greggio dalla Russia, notizia non ancora confermata da Nuova Delhi.
Tra i metalli preziosi, l’oro ha superato i 5.000 dollari l’oncia, attestandosi a 5.026 dollari, recuperando circa metà delle perdite dopo il massimo storico del 29 gennaio. La Banca Centrale Cinese ha acquistato oro per il quindicesimo mese consecutivo, mentre Deutsche Bank e Goldman Sachs puntano su un recupero strutturale. L’argento, a 81–82 dollari, dopo aver perso oltre un terzo dal massimo storico, ha segnato un rialzo di oltre +6%.
Nel comparto crypto, Bitcoin si consolida sopra i 70.000 dollari, dopo essere sceso a 60.033 dollari giovedì, minimo dall’ottobre 2024, lontano dal massimo di 126.000 dollari dell’ottobre 2025.
Sul mercato obbligazionario, il BTP decennale resta stabile attorno al 3,45%, con spread a 62 punti base. Il Tesoro ha annunciato il BTP Valore marzo 2026, in emissione dal 2 al 6 marzo, durata sei anni e cedole crescenti trimestrali. Negli USA, il Treasury decennale sale al 4,23% (+3 punti base), mentre la Cina invita le banche a ridurre l’esposizione ai titoli americani, citando rischi di concentrazione e volatilità.
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Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
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Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
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Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
DMDR – Dow Market Divergence Ratio (DJI/DJT)📊 DMDR – Dow Market Divergence Ratio (DJI/DJT)
Timeframe: 1W
Data: 6 Ottobre 2025
Analista: Illyrian_Trader
Struttura: Analisi Strutturale – Price Structure
1️⃣ Direzione Primaria
Il DMDR mantiene una direzione rialzista primaria dal Q3 2023, indicando una forza relativa crescente dei settori industriali rispetto ai trasporti.
Questo è un segnale classico di fase matura di ciclo economico, in cui la componente produttiva sovraperforma quella logistica.
La sequenza di Higher Highs e Higher Lows conferma una struttura coerente, ma con momentum in rallentamento dopo il massimo locale a 3.04.
2️⃣ Struttura Geometrica
Il ratio si muove in un canale ascendente regolare, delimitato da una trendline inferiore di lungo periodo (base strutturale) e una superiore che contiene i massimi ciclici.
Le zone di equilibrio a 2.80 e 2.50 restano i pivot tecnici di riferimento.
La Ichimoku Cloud agisce da supporto dinamico attorno a 2.85–2.90, confermando la fase di retest strutturale post breakout.
3️⃣ Nodi Strutturali
3.00–3.05: resistenza ciclica principale (massimo del ciclo industriale).
2.80: pivot strategico, ex-resistenza divenuta supporto chiave.
2.50: livello cardine del canale medio-lungo, equilibrio del rapporto economico.
Questi nodi definiscono la mappa decisionale del DMDR e le soglie tra fasi di espansione e contrazione macro.
4️⃣ Dinamica Interna
La struttura mostra oscillazioni regolari con armonia ciclica di circa 20–24 settimane.
Il pattern proiettato indica un possibile massimo ciclico secondario tra Q1 e Q2 2026 in area 3.20–3.25, seguito da una fase di inversione correttiva.
Il rapporto prezzo-tempo rimane coerente con una fase di maturazione del ciclo e possibile divergenza intermarket in formazione.
5️⃣Confluenze
Canale + Ichimoku: doppio sostegno rialzista coerente.
Zona 2.80: confluenza tra supporto dinamico, pivot statico e nodo ciclico.
6️⃣ Sintesi Strutturale
Il DMDR si trova in una fase di consolidamento ciclico avanzato, all’interno di un trend primario ancora rialzista.
Il comportamento del ratio riflette la latenza del ciclo economico USA: gli Industrial mantengono la forza, ma la componente dei Trasporti non conferma pienamente. Un’inversione sotto 2.80 rappresenterebbe l’attivazione della divergenza di Dow e l’inizio di una fase di transizione macroeconomica.
📈 Scenario Logico
Primario: prosecuzione nel canale verso 3.20–3.25 → massimo ciclico entro H1 2026.
Alternativo: rottura sotto 2.80 → target 2.50 → divergenza strutturale e conferma di inversione.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 06.02.2026Wall Street più vulnerabile in questo inizio 2026: in crisi le software stocks.
Sempre bene, per crescita e margini, le big tech, ma spaventano le capex in AI.
Preziosi sempre «hot»: l’oro tenta la stabilizzazione, argento super volatile.
BCE: scontata la stabilità tassi, scenario migliorato per l’inflazione.
I mercati finanziari restano in equilibrio precario, con un passo incerto che riflette un sentiment ancora fragile. Gli investitori stanno metabolizzando i risultati di Alphabet e si preparano alla trimestrale di Amazon, mentre cresce l’inquietudine per l’aumento esponenziale dei costi legati agli investimenti in intelligenza artificiale, sempre più centrali ma anche sempre più onerosi.
Il nervosismo è alimentato da un sell-off globale sul comparto tecnologico, innescato dai timori sulle valutazioni elevate, sugli ingenti capital expenditure e sul possibile impatto dell’AI sui modelli di business tradizionali del software.
Nel Vecchio Continente, le Borse hanno chiuso tutte in territorio negativo. Madrid è risultata la peggiore con un ribasso del 2,1%, seguita da Londra (-0,9%), Francoforte (-0,6%) e Amsterdam (-0,5%). Più contenuta la flessione di Parigi (-0,3%). Un clima di debolezza che si è rafforzato dopo la partenza fiacca di Wall Street, mentre gli operatori europei si concentravano sulla conferenza stampa della presidente della Bce, Christine Lagarde. Sul fronte della politica monetaria, sia la Banca centrale europea sia la Bank of England hanno lasciato i tassi invariati, come ampiamente atteso.
A Wall Street, la seduta si è chiusa con cali decisi, appesantita dal timore diffuso di una possibile bolla speculativa legata all’intelligenza artificiale. Il Dow Jones ha perso l’1,20%, l’S&P 500 l’1,23% e il Nasdaq l’1,59%, con il comparto tecnologico ancora una volta al centro delle vendite.
Sotto i riflettori i conti di Amazon: il quarto trimestre si è chiuso con un utile di 21,2 miliardi di dollari, in linea con le attese. A colpire il mercato non sono stati tanto i numeri di breve periodo quanto le prospettive sugli investimenti. Il gruppo ha annunciato che nel 2026 le spese in conto capitale saliranno del 56%, fino a 200 miliardi di dollari, per sostenere la corsa all’AI.
Per il primo trimestre dell’anno, Amazon prevede ricavi tra 173,5 e 178,5 miliardi e un utile operativo compreso tra 15,6 e 21,5 miliardi. L’attenzione resta però sugli investimenti: dopo i 185 miliardi annunciati da Alphabet, anche Amazon sembra seguire la stessa traiettoria, e il titolo ha reagito con un calo del 7%.
Da inizio anno, il confronto tra mercati è eloquente: l’S&P 500 segna un ribasso dello 0,7%, contro il +1,5% dell’MSCI All Countries, il +7% dell’MSCI Asia Pacific e il +3,4% dello Stoxx 600 europeo. I multipli non giocano a favore di Wall Street e il rischio di concentrazione resta elevato, ma – nonostante tutto – non è ancora il momento di voltare le spalle al mercato statunitense.
Emblematico il cosiddetto “software-mageddon”: nell’arco di pochi giorni sono stati spazzati via circa 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione dall’indice S&P 500 di software e servizi. Tra i titoli più colpiti Oracle, Intuit e ServiceNow. Secondo Société Générale, il settore del software sta registrando la peggiore performance relativa rispetto all’S&P 500 degli ultimi 25 anni.
In parallelo, però, l’ecosistema AI continua a muoversi: Anthropic ha lanciato un nuovo tool dedicato alla realizzazione di report di ricerca finanziaria, segnale che l’innovazione non si ferma, anche in mezzo alla correzione.
Sul fronte macro USA, arrivano segnali di raffreddamento dal mercato del lavoro. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 22.000 unità, salendo a 231.000 nell’ultima settimana di gennaio, ben oltre le attese (212.000), il livello più alto in quasi due mesi. Ancora più marcato il dato sui licenziamenti: a gennaio le aziende hanno annunciato 108.345 tagli, il peggior gennaio dal 2009, con un balzo del 118% su base annua e del 205% rispetto a dicembre 2025. Le assunzioni annunciate si sono fermate a 5.306, il minimo anch’esso dal 2009.
In Europa, la Bce ha confermato il tasso sui depositi al 2%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,15% e sui prestiti marginali al 2,40%, livelli raggiunti dopo i tagli complessivi di due punti percentuali avvenuti fino a giugno 2025. Lagarde ha sottolineato come un euro più forte “potrebbe far scendere l’inflazione oltre le attese”, ricordando che l’attuale cambio è “in linea con la media storica”.
I dati di gennaio mostrano un’inflazione dell’area euro all’1,7%, minimo dal settembre 2024, e un’inflazione core al 2,2%, minimo dall’ottobre 2021. Anche la BoE ha lasciato i tassi invariati al 3,75%, in un contesto di inflazione britannica al 3,4%, sopra la media del G7.
Nella notte, alcuni segnali di stabilizzazione: i future di Wall Street hanno dimezzato le perdite e l’MSCI Asia Pacific ha recuperato da -1,3% a -0,1%. In Giappone, il Nikkei segna +0,2%, con un progresso settimanale dell’1,2%, mentre lo yen resta a 156,8 per dollaro, in attesa delle elezioni anticipate. Più debole l’Asia emergente, con forti differenze tra Paesi.
Infine, sui mercati obbligazionari, riflettori sui Btp Valore: nuova emissione dal 2 al 6 marzo, durata 6 anni, cedole trimestrali crescenti con meccanismo step-up 2+2+2 e premio finale dello 0,8%. Negli USA, i Treasuries si sono rafforzati: il rendimento del decennale è sceso da 4,22% a 4,17%, mentre lo spread 10-2 anni è salito a 73 punti base, sui massimi dal 2022.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Settori che potrebbero sovraperformare l’S&P 500 (metodologia)Mentre l’S&P 500 continua a muoversi sui massimi storici e risulta molto caro in termini di valutazione, è possibile ottimizzare e diversificare individuando settori che potrebbero sovraperformare l’S&P 500 nei prossimi mesi? Vincent Ganne propone la sua risposta metodologica. L’analisi viene condotta all’interno degli 11 “super settori” dell’indice S&P 500.
Metodologia di analisi applicata agli 11 super settori dell’S&P 500: rapporto CAPE + margine netto + punteggio tecnico medio/lungo termine
1) P/E di Shiller (rapporto CAPE)
Il rapporto CAPE (Cyclically Adjusted Price-to-Earnings) misura il livello di valutazione di un mercato rapportando il prezzo alla media degli utili reali (corretti per l’inflazione) degli ultimi 10 anni.
Consente di attenuare i cicli economici e contabili ed è utilizzato soprattutto per valutare il grado di sopravvalutazione relativa di un mercato nel lungo periodo. Storicamente, un CAPE elevato è associato a rendimenti futuri più bassi su un orizzonte pluriennale.
2) Margine netto
Il margine netto di un settore misura la redditività finale media delle imprese del settore, ossia la quota di fatturato che rimane come utile netto dopo tutti i costi. A livello settoriale, si tratta di una media ponderata dei margini netti delle società del settore (spesso ponderata per capitalizzazione di mercato).
3) Punteggio tecnico medio/lungo termine
Un punteggio tecnico che qualifica la maturità del trend secondo le categorie “early”, “mature” e “late”. Dal punto di vista dell’analisi tecnica, la potenziale sovraperformance è più probabile nelle categorie “early” e “mature”. La classificazione si basa sull’analisi tecnica dei grafici settimanali e mensili.
Incrociando questi tre criteri, l’obiettivo è identificare settori che combinino una valutazione ragionevole, una redditività strutturale sufficiente e una dinamica tecnica ancora sfruttabile. Questo approccio mira a evitare settori che, pur mostrando una forte crescita degli utili, risultano già fortemente sopravvalutati e tecnicamente in una fase avanzata del ciclo.
I dati sulla crescita delle vendite e degli utili mostrano una forte concentrazione della performance recente nel settore tecnologico e, in misura minore, in quello industriale. Tuttavia, questi settori figurano anche tra i più costosi in termini di rapporto CAPE, il che limita il loro potenziale di sovraperformance relativa nel medio termine, nonostante margini elevati e una solida crescita degli utili.
La tabella sottostante presenta i risultati dell’analisi. Le migliori opportunità si trovano nei settori a basso prezzo (vedi rapporto CAPE), con un margine netto superiore alla media e un punteggio tecnico che non sia classificato come “late”.
Al contrario, diversi settori mostrano un profilo più equilibrato. Il settore finanziario si distingue per un rapporto CAPE sensibilmente inferiore alla media, margini netti robusti e un posizionamento tecnico ancora favorevole. Anche i settori difensivi, come beni di consumo di base e sanità, presentano valutazioni più moderate, con punteggi tecnici classificati come “early”, suggerendo un potenziale di rotazione settoriale a loro favore in caso di rallentamento economico o aumento della volatilità.
Anche il settore immobiliare e i servizi di pubblica utilità meritano particolare attenzione. Sebbene la loro crescita degli utili sia più modesta, gli elevati margini e una valutazione tornata più interessante dopo diversi trimestri di sottoperformance potrebbero renderli candidati credibili a una sovraperformance relativa se le condizioni monetarie dovessero allentarsi.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 05.02.2026Prosegue il sell-off sulle azioni del software «as a service».
Turbolenza ancora estrema per il prezzo dell’argento.
Crisi persistente per Bitcoin & co.: sfiducia verso il mondo «crypto»?
Entra nel vivo la reporting season europea: per ora prevale l’ottimismo.
European stock markets slowed towards the end of yesterday's session, February 4th, impacted by the cautious climate linked to the evolution of artificial intelligence and the sharp decline of the Nasdaq, which closed at the low of the day at -1.51%. On Wall Street, the mood remained mixed: the Dow Jones +0.53%, the S&P 500 -0.51%, with a clear rotation out of the technology sector.
Bucking the trend, Piazza Affari confirmed its strength, posting its fourth consecutive positive session. The FTSE MIB touched 47,000 points, levels not seen since the end of November 2000, before falling back towards the end and closing at 46,636 points, still its highest level in over twenty years, an increase of 0.47%.
In the United States, the technology sector remained under pressure. The decline in Advanced Micro Devices, in particular, was a significant factor, despite a 1.19% gain, failing to support the sector as a whole. Investors' attention remains focused on Big Tech's quarterly results: Alphabet released its results after the markets closed, while Amazon is due today, Thursday, February 5th, the last major company to miss the call.
The sharp sell-offs seen in several software companies in recent days were triggered by the arrival on the market of new AI tools, capable of rendering some traditional programs obsolete. According to Jim Reid, head of macro research and thematic strategy at Deutsche Bank, "the nine worst-performing companies in the S&P 500 since the beginning of the year are all in the software and related services sector, with declines of 25% or more," signaling a clear acceleration of an already underway trend. The sell-off, traders explain, reflects less the fear of a speculative bubble than the arrival of a new player: the artificial intelligence startup Anthropic PBC, which has launched a tool capable of replacing numerous office applications, especially in the legal field. Investors fear that Anthropic's impact could be disruptive for the software sector, squeezing revenues and established business models.
Meanwhile, in Europe, the earnings season continues, with banks in the spotlight, while confirmation of the slowdown in inflation in the eurozone is fading into the background, further distancing the prospect of ECB interest rate action at today's meeting.
On the US macroeconomic front, the ISM Services Index rose to 54.4 in January, above expectations of 53.5. The labor market, however, is weaker: private sector employment grew by 22,000, well below estimates (45,000). The January job vacancy report has been postponed due to the shutdown and will be released on Wednesday, February 11. The Fed will carefully analyze these data ahead of upcoming monetary policy decisions.
On the currency market, the euro weakened, falling below $1.18 to $1.179 (from $1.183 at the start and $1.181 at the close on Tuesday). The single currency is trading at 184.9 yen (from $185.10 at the start and $183.9 the day before), while the dollar/yen exchange rate rises to $156.54 (from $156.45 and $155.6), impacted by the weakness of the Japanese currency ahead of the Japanese elections.
Among commodities, gold fell back below $5,000 an ounce, down 0.5% to $4,900, while Bitcoin lost about 2% to $73,800. Oil prices were erratic: Brent crude at $67 a barrel, WTI at $63.3, despite renewed geopolitical tensions following President Donald Trump's warning to Iran. Gas in Amsterdam traded above €33.4 per megawatt hour (+1.8%).
The Italian Treasury (BTp)-Bund (Bund) spread remained stable at 61 basis points, while the yield on the 10-year Italian Treasury (BTp) fell to 3.47% from 3.50% the previous session.
After the Wall Street close, Alphabet reported solid results but surprised the market by announcing a capital spending plan of between $175 billion and $185 billion for 2025, well above estimates. The reaction was a flight from technology stocks to more defensive sectors, fueled by fears that AI could negatively impact employment.
This morning, February 5th, Asian stock markets are down: the MSCI Asia-Pacific ex-Japan index is down 1.4%, penalized by the plunge in the Korean Kospi (-3.9%). The Nikkei is down 0.7%, the Hang Seng and CSI 300 are down 1%. Commodities are also experiencing turbulence: the Bloomberg Commodity Index is down almost 2% at $117, with copper falling below $13,000 a ton and silver falling 12% to $77 an ounce, after losing over a third of its value from its high on January 29th.
In the cryptocurrency sector, Bitcoin fell to $70,000, a 15-month low, down 43% from its October peak. Since the beginning of the year it has lost around 17%, while the entire market or has burned through more than $460 billion in the last week, fueling doubts about its role as a safe haven.
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ES1! SPY S&P500 respinto dai 7mila punta ai 6500 nel breve?Buon giovedì 5 Febbraio 2026 e bentornati sul canale con un nuovo aggiornamento tecnico sull'indice S&P500, dopo che le quotazioni hanno trovato un muro importante sulla resistenza psicologia dei 7mila punti.
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