SPX500USD SPY S&P500 sempre all'interno del canale rialzista...Buona domenica 14 Dicembre 2025. Con questo quarto e ultimo contributo della giornata andiamo ad analizzare la price action dell'S&P500 per capire cosa aspettarci dalle prossime sedute pre-Natalizie.
Facciamolo con razionalità, attenzione, pazienza e logica, per evitare di prendere decisioni dettate dalla pancia.
Grazie a tutti per l'attenzione e buona serata
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Indici di mercato
Un giorno basta a Wall Street per rompere i massimiBeh, non ci è voluto molto. Sapevamo che le azioni erano pronte a raggiungere nuovi massimi dopo il terzo taglio consecutivo dei tassi da parte della Fed,
ma due dei principali indici non hanno perso tempo giovedì, stabilendo nuovi record appena un giorno dopo la riunione.
Cosa è successo ieri
Dow Jones: +1,34% (quasi 650 punti)
S&P 500: +0,21% → chiusura a 6.901 (nuovo massimo di chiusura)
Russell 2000: +1,21% → 2.590,61 (dopo i massimi del giorno precedente)
NASDAQ: -0,25% → 23.593,86
Il mercato ha ripercorso gran parte del movimento successivo alla riunione del FOMC durante la notte.
Dopo circa mezz’ora, gli acquirenti sono entrati per comprare il ribasso: gli investitori temevano che il messaggio del FOMC potesse risultare eccessivamente aggressivo dopo il taglio dei tassi.
Quando il tono si è rivelato leggermente più accomodante del previsto, il quadro è cambiato.
Il punto chiave
Mi piace la risposta del mercato dopo il FOMC. La forza del consumatore statunitense dovrebbe aiutarci ad affrontare le festività natalizie.
Con una maggiore propensione al rischio e flussi che si spostano verso le small cap, mi aspetto una buona performance verso la fine dell’anno.
Tech sotto pressione: il caso Oracle (ORCL)
Il NASDAQ, invece, non ha partecipato al rialzo. È possibile che Oracle (ORCL) abbia rappresentato il punto critico, con un calo del 10,8%.
La società continua a investire in modo significativo nell’intelligenza artificiale, ma i ricavi di 16,1 miliardi di dollari sono risultati inferiori alle attese.
Nonostante la crescita anno su anno, questa mancanza ha riacceso le preoccupazioni sulle valutazioni del comparto AI e sull’enorme quantità di capitale che vi è confluita.
Broadcom (AVGO): numeri forti, reazione prudente
Gli investitori potrebbero guardare con maggiore attenzione ai risultati di Broadcom (AVGO), che ha superato la stima di consenso del 4,3% con ricavi pari a 18 miliardi di dollari.
Inoltre, la società prevede che il fatturato dei semiconduttori legati all’intelligenza artificiale nel primo trimestre raddoppierà su base annua, raggiungendo 8,2 miliardi di dollari.
Nonostante ciò, le azioni di AVGO sono scese di oltre il 3% nel dopo-mercato.
Settimana in recupero
Dopo due giorni di debolezza, i principali indici sono ora avviati verso una settimana positiva, sostenuti dal taglio dei tassi.
Il Dow Jones è in testa con un rialzo di circa +1,6%, mentre l’S&P 500 guadagna circa +0,4%.
Anche il NASDAQ, pur sotto pressione per le preoccupazioni legate all’intelligenza artificiale, rimane leggermente positivo su base settimanale.
Conclusione
Il miglioramento dell’ampiezza del mercato, tassi di interesse più favorevoli e un sentiment ancora prudente creano un contesto costruttivo per le azioni statunitensi.
Con una partecipazione più ampia al rialzo e una politica monetaria più accomodante in prossimità dei massimi storici, si rafforzano le basi per ulteriori guadagni.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 12.12.2025Boom dell’argento, ma anche il prezzo dell’oro torna a correre.
Movimento laterale delle Borse, ma lo S&P500 segna il 37’ record 2025.
BCE verso un ritocco all’insù dei tassi nel 2026: un’ipotesi che si fà strada.
Cautela nelle dichiarazioni di Oracle; ri-affiorano timori per valutazioni AI.
La seduta dell’11 dicembre si è chiusa con mercati azionari sottotono, mentre gli investitori metabolizzavano la decisione della Federal Reserve di tagliare i tassi di 25 punti base, in linea con le attese. A colpire non è stato tanto il movimento sui Fed Funds quanto il messaggio di Jerome Powell, accompagnato dalla nuova dot plot del FOMC: nel 2026 ci potrebbe essere un solo ulteriore taglio da -0,25%, uno scenario decisamente più cauto rispetto alle speranze del mercato.
L’attenzione degli operatori si è concentrata anche su Oracle, protagonista, la sera prima, di un tonfo del -12% nell’after hours dopo la pubblicazione di utili inferiori alle stime. Il dato, oltre a penalizzare il titolo, ha riacceso le preoccupazioni sull’intero comparto legato all’intelligenza artificiale, che negli ultimi mesi aveva beneficiato di aspettative altissime.
Sul mercato valutario, il dollaro USA ha mostrato un’inaspettata debolezza: nelle ultime due sedute ha perso oltre l’1%, scivolando sui minimi da inizio ottobre. Un movimento controintuitivo, se si considera il tono prudente di Powell che, teoricamente, avrebbe dovuto sostenere il biglietto verde.
La FED ha ribadito che eventuali nuovi tagli saranno “rari e di modesta entità”, a meno che inflazione e mercato del lavoro non convergano più chiaramente verso l’obiettivo del 2%. Powell, inoltre, ha evitato di fornire qualsiasi tempistica sul passo successivo, aumentando l’incertezza.
In Europa, la seduta era partita debole ma si è conclusa in territorio positivo: Parigi +0,79%, Francoforte +0,79%, Londra +0,47%. Bene anche il Sud Europa, con Milano +0,54% e Madrid +0,81%.
A Wall Street, invece, la chiusura è stata incerta: i listini hanno oscillato dopo il taglio dei tassi e soprattutto dopo l’indicazione di una sola riduzione nel 2026. Ma lo S&P500, grazie al recupero nel finale, ha comunque segnato un nuovo record storico: il 37° massimo del 2025.
Con il capitolo Fed ormai archiviato per quest’anno, gli occhi si spostano sulla Banca Centrale Europea, attesa all’ultima riunione del 2025. Le aspettative degli operatori stanno convergendo verso un possibile aumento dei tassi nel 2026, una narrativa che ha preso forza dopo il messaggio restrittivo della BCE: la fase dei tagli è considerata conclusa.
L’economia europea nel terzo trimestre è infatti cresciuta dello 0,3%, più del previsto, mentre l’inflazione continua a mostrare una certa rigidità. Uno scenario che torna a favorire il settore finanziario europeo.
Dal fronte macro tedesco arrivano però segnali meno incoraggianti: l’istituto IFO ha tagliato le previsioni di crescita della Germania. Per il 2026 stima ora un’espansione dello 0,8%, mentre per il 2025 prevede un’anemica crescita dello 0,1%. Secondo l’istituto, l’economia tedesca sta affrontando “un adattamento lento e costoso” legato alla trasformazione industriale, ostacolata da “barriere burocratiche” e da un’infrastruttura ormai inadeguata.
Sul fronte geopolitico, gli investitori continuano a seguire i colloqui di pace tra Russia e Ucraina, coi leader di Gran Bretagna, Francia e Germania che hanno discusso col presidente Usa Trump le nuove iniziative diplomatiche.
Per il mercato petrolifero, l’EIA ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita della domanda globale nel 2026, mentre l’OPEC ha confermato le stime per il 2025-2026. Gli analisti segnalano un trend privo di direzione chiara. Nonostante la minore produzione dell’Opec+, l’EIA prevede comunque un ampio eccesso di offerta.
Nella mattinata del 12 dicembre, il recupero finale del Nasdaq (da -1,6% a -0,25%) ha riportato ottimismo sulle borse dell’Asia-Pacifico: l’indice MSCI Asia Pacific è salito dello 0,9%, segnando i massimi dell’ultimo mese. Le borse europee, alle 10:00 CET, avanzano mediamente del +0,6%.
A Tokyo il Nikkei mette a segno un brillante +1,4%. Riflettori su SoftBank, che valuta nuove acquisizioni, tra cui quella dell’operatore di data center Switch Inc., mossa che conferma la volontà del fondatore Masayoshi Son di cavalcare la corsa dell’intelligenza artificiale.
Hong Kong fa ancora meglio, con l’Hang Seng +1,8%, mentre il CSI300 di Shanghai e Shenzhen avanza dello 0,7%. Da Pechino arrivano segnali di continuità nel supporto economico, ma senza un aumento degli stimoli nel 2025.
A Mumbai, il BSE Sensex guadagna lo 0,5%, mentre la rupia indiana tocca un nuovo minimo storico contro euro e dollaro, sullo sfondo delle tensioni commerciali globali. Bene anche il Kospi coreano (+1,4%), sostenuto da un mercato immobiliare che continua a scaldarsi: i prezzi degli appartamenti a Seoul sono saliti per la 45ª settimana consecutiva, nonostante le misure restrittive del governo.
Sul mercato dei metalli preziosi torna protagonista l’argento: 4.289 $/oncia per l’oro, ma è il metallo bianco a brillare davvero, salendo a 63,6 $/oz e segnando un nuovo massimo storico. L’argento registra un impressionante +120% nel 2025, superando l’oro che comunque mette a segno +63%. A sostenerlo sono sia le prospettive di minore offerta nel 2026 sia la sua crescente percezione come bene rifugio, oltre alla recente designazione come “minerale critico” da parte degli Stati Uniti.
Il quadro obbligazionario rimane tranquillo: il Treasury decennale risale al 4,15% (da 4,12%), mentre il BTP decennale riparte da 3,53%, con lo spread verso Bund tedesco a 68 punti base, minimo degli ultimi quindici anni.
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Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
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Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
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Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 11.12.2025Fed taglia i tassi di -25 bps, come previsto, ma esprime cautela.
La nuova «dot-plot» prevede un solo ulteriore taglio da -0,25% nel 2026.
Borse poco reattive, mentre continua la salita di oro e argento.
Rame in grande slancio, la Cina ne chiede molto e l’offerta è rigida.
La Federal Reserve ha confermato le attese dei mercati con il terzo taglio consecutivo dei Fed Funds, riducendo il corridoio al 3,50–3,75% dal precedente 3,75–4%. Una decisione già scontata dagli analisti, ma accompagnata da un messaggio cauto: il FOMC apre infatti alla possibilità di una pausa, con gennaio che appare sempre più come una data simbolica per interrompere il ciclo di allentamento.
La votazione interna ha messo in luce profonde divergenze. I contrari sono stati tre. Da un lato Stephen Miran, espressione dell’area più vicina all’ex presidente Trump, ha spinto ancora una volta per un taglio più deciso di 50 bps, sostenendo proiezioni che porterebbero i tassi nel 2025 fino al 2–2,25% per poi risalire verso 2,50–2,75% nel 2028. Dall’altro, due presidenti regionali, Jeffrey Schmid della Fed di Kansas City e Austan Goolsbee della Fed di Chicago, quest’ultimo ex consigliere di Barack Obama, hanno votato per lasciare i tassi invariati.
Il quadro economico delineato dalla Fed continua a essere quello di un’attività robusta, anche se affiancata da un’inflazione ancora «elevata». Powell ha sottolineato che i rischi sull’inflazione «puntano al rialzo», mentre sul mercato del lavoro «si muovono verso il basso», creando quella che ha definito «una situazione complicata» per la politica monetaria.
Un passaggio importante del comunicato è il riferimento, del tutto nuovo, al “timing” dei futuri aggiustamenti: un modo esplicito per lasciare aperta la porta a una pausa più lunga del previsto. Uno scarto significativo rispetto al testo di ottobre, condizionato dallo shutdown che aveva limitato la disponibilità di dati macroeconomici.
Le proiezioni dei tassi contenute nei “dot plot” rimangono invece immutate. La mediana prevede i Fed Funds al 3,25–3,50% a fine 2026, ipotizzando quindi un solo taglio addizionale. Per il 2027 e per il 2028 il range atteso è 3–3,25%, mentre l’obiettivo di lungo periodo resta inchiodato al 3%, segnale di una visione di fondo stabile.
Sul fronte macroeconomico, le previsioni sono diventate più ottimistiche rispetto a settembre. Il PIL per il 2025 viene ora stimato a +2,3%, contro l’1,8% precedente. Nel 2027 la crescita è prevista al 2%, rispetto all’1,9% stimato tre mesi fa, mentre il 2028 vede una proiezione di 1,9%, rispetto all’1,8% indicato in precedenza. Gli obiettivi di lungo periodo restano ancorati all’1,8%. Secondo Powell, la combinazione di politica fiscale espansiva e investimenti strutturali nell’intelligenza artificiale continuerà a sostenere l’attività economica.
Anche il mercato del lavoro viene visto con una lente più sfumata. La disoccupazione è attesa al 4,4% nel 2026, al 4,2% nel 2027 e su livelli simili nel 2028. Tuttavia, dietro questo quadro rassicurante emergono segnali di debolezza sia dal lato della domanda sia da quello dell’offerta di lavoro, su cui Powell ha espresso preoccupazione.
Quanto all’inflazione, la previsione PCE per il 2025 scende al 2,4%, rispetto al 2,6% indicato tre mesi fa. Per il 2027 il tasso è visto al 2,1%, per poi tornare al 2% nel 2028.
La reazione dei mercati alla decisione della Fed è stata inizialmente positiva. L’S&P500 è salito dello 0,7%, avvicinandosi ai massimi storici. Tuttavia, durante la notte i future hanno invertito la rotta, con il Nasdaq in calo dell’1,2%, complice un trimestre deludente per Oracle, che ha perso quasi il 12% nell’after-hours.
Il quadro asiatico dell’11 dicembre si presenta più eterogeneo. Il Nikkei ha chiuso a –0,8%, mentre l’Hang Seng ha ceduto -0,1%, il CSI300 -0,5% e il Taiex taiwanese -1%. Lo yuan ha toccato i minimi su base annua contro il dollaro, mentre un’asta di JGB ventennali ha registrato il miglior rapporto di domanda degli ultimi cinque anni.
In Corea il Kospi ha perso -0,4%, con SK Hynix in ribasso del 3% dopo un raro “allarme investimento”. L’India si è distinta invece con un Sensex in lieve rialzo dello 0,3%, mentre la rupia ha segnato un nuovo minimo storico contro l’euro e quasi contro il dollaro.
Tra le materie prime spicca il rame, che ha chiuso a 11.556 dollari/tonnellata dopo aver toccato nuovi massimi storici a 11.771 dollari. A spingere le quotazioni sono stati i nuovi piani cinesi su rinnovabili, rete elettrica e infrastrutture digitali, insieme al taglio dei tassi USA. L’EIA vede la domanda di rame raffinato salire a 33 milioni di tonnellate nel 2035 e 37 milioni nel 2050, rispetto ai 27 del 2024, prospettando un mercato sempre più tirato.
I metalli preziosi restano ben impostati, con l’oro in rialzo dello 0,5% a 4.245 dollari/oncia e l’argento oltre gli 82 dollari, in crescita del 2,3%. Le criptovalute, al contrario, hanno accolto male la mossa della Fed: Bitcoin è sceso del 2,2% intorno ai 90 dollari, mentre Ethereum ha perso il 4% portandosi a 3.200 dollari. Il sentiment, più che dalla Fed, sembra condizionato dalle rinnovate preoccupazioni sulla redditività dell’intelligenza artificiale e dal calo dei titoli tecnologici.
Sul mercato obbligazionario, infine, forte rally dei Treasury, soprattutto sulla parte breve, dopo l’annuncio della ripartenza del quantitative easing, con acquisti di T-Bills per 40 miliardi al mese. I rendimenti sono scesi al 4,12% sul decennale (da 4,20%) e al 3,52% sul biennale (da 3,62%), in un contesto che torna più accomodante per la politica monetaria americana.
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Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Analisi S&P500 future dopo il taglio della FedGli investitori statunitensi hanno accolto con favore la decisione della Federal Reserve di ridurre nuovamente il tasso di riferimento, una mossa ampiamente prevista ma accompagnata da un elemento inatteso: le nuove proiezioni macroeconomiche del Comitato indicano una crescita significativamente più robusta per il prossimo anno, mentre l’inflazione dovrebbe continuare ad essere moderata.
La reazione sui mercati è stata immediata. Il Dow Jones Industrial Average ha toccato i livelli più alti da metà novembre — quando l’indice aveva messo a segno un nuovo massimo storico — chiudendo in progresso dell’1,05% a 48.057,75 punti. L’S&P 500 ha archiviato la seduta con un guadagno dello 0,67% a 6.886,68, mentre il Nasdaq 100 è avanzato dello 0,42% chiudendo a 25.776,44 punti.
Top e flop nell'S&P 500
Tra i titoli azionari più performanti dell'indice S&P 500 figurano Western Digital (+7,32% a 181,95 dollari), LKQ (+7,21% a 30,20 dollari), Eastman Chemical Company (+6,13% a 64,96 dollari) e SanDisk (+6,11% a 232,86 dollari).
Tra i titoli più deboli ci sono invece DoorDash (-4,21% a 220,30 dollari), Netflix (-4,14% a 92,71 dollari), HCA (-4,05% a 468,73 dollari), T-Mobile US (-2,99% a 195,32 dollari) e AppLovin (-2,94% a 703,28 dollari).
Analisi tecnica S&P500 future
Dopo la brillante performance registrata nella seduta di ieri, il future sull’S&P 500 sta mostrando un fisiologico arretramento nella sessione di giovedì. Al momento della scrittura, il contratto cede quasi l’1%, riportandosi in area 6.800 punti, dopo la chiusura di mercoledì a 6.891 punti.
L’analisi del grafico daily evidenzia con chiarezza come, nelle ultime giornate, il mercato abbia incontrato una resistenza significativa in prossimità dei 6.900 punti. Sul fronte degli acquisti in questi due ultimi giorni di contrattazione della settimana riteniamo che un’accelerazione al rialzo sarà possibile in caso di ritorno sopra i 6.890 punti, con primo target 6.925 punti, poco al di sotto dei precedenti massimi storici.
Nonostante la correzione odierna, lo scenario di fondo rimane costruttivo; in tale contesto, le correzioni intraday continuano a configurarsi come opportunità di ingresso in ottica long, finché la struttura tecnica non mostrerà segnali di deterioramento.
Un primo campanello d’allarme arriverebbe solo in caso di ritorno sotto i 6.780 punti, condizione che dovrebbe favorire l’avvio di una fase correttiva più estesa, con primo supporto rilevante in area 6.725 punti.
S&P 500 — QE tecnico vs. QE classicoLa Federal Reserve degli Stati Uniti (FED) ha annunciato ieri la sua ultima decisione di politica monetaria dell’anno, con un taglio del tasso dei federal funds al 3,75%. Jerome Powell ha tenuto una conferenza stampa e la FED ha aggiornato le sue proiezioni macroeconomiche per il 2026.
C’è ormai un equilibrio totale tra l’obiettivo sul tasso di disoccupazione e quello sull’inflazione. Ricordiamo anche che il programma di Quantitative Tightening (QT) è sospeso dal lunedì 1° dicembre e che la FED è pronta a utilizzare lo strumento del proprio bilancio per ridurre ogni tensione emergente nel mercato interbancario e monetario e per garantire che i rendimenti obbligazionari non mettano sotto pressione lo Stato o le imprese.
Mentre l’indice S&P 500 si muove sui suoi massimi storici e occorre giustificare un livello di valutazione senza precedenti, un “QE tecnico” della FED nel 2026 sarebbe sufficiente per contenere i tassi d’interesse a lungo termine e sostenere il mercato azionario?
È fondamentale comprendere che un “QE tecnico” non è un programma classico di Quantitative Easing (QE) e che il suo impatto sui tassi a lungo termine resta limitato. In questo senso, un QE tecnico apporta liquidità a breve termine, ma non rappresenta un sostegno strutturale.
Concretamente, un QE tecnico consiste soprattutto nel stabilizzare il funzionamento del mercato monetario: operazioni di repo, aggiustamenti temporanei del bilancio, interventi mirati in caso di tensioni. Ciò impedisce che i tassi a breve schizzino all’improvviso, ma non implica che la FED entri in un ciclo massiccio di allentamento. Gli investitori devono quindi evitare di sovrainterpretare il termine “QE”: qui l’obiettivo è operativo, non macroeconomico.
Mentre un QE classico comprime l’intera curva dei rendimenti, stimola il credito e alimenta un vero ciclo di appetito per il rischio, un QE tecnico funge da “ammortizzatore” più che da motore. Previene una crisi di liquidità, ma non crea un nuovo slancio strutturale. Per un mercato azionario già sui suoi massimi storici, la sfumatura è fondamentale.
Va quindi minimizzato? Non proprio. In un contesto in cui le valutazioni sul mercato USA sono molto elevate e in cui il minimo stress sui tassi può innescare prese di profitto violente, la semplice capacità della FED di intervenire in modo chirurgico per calmare i mercati può bastare a mantenere un clima di fiducia. Un QE tecnico non è carburante per una nuova gamba rialzista, ma può impedire turbolenze che indebolirebbero gli indici americani.
In sintesi, mentre un QE classico crea un ambiente espansivo, un QE tecnico crea soprattutto un ambiente stabile. E per un S&P 500 sui massimi, la stabilità potrebbe già essere un sostegno non trascurabile.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 10.12.2025Stasera il taglio tassi della FED: -25 bps dato con probabilità oltre 80%.
Naturalmente grande attenzione per le parole del chairman Powell.
Argento segna performance a tripla cifra YtoD, oltre 61 Dollari/oncia.
Bitcoin in recupero, ma Fitch avverte di rischi per posizioni banche Usa.
Mercati in attesa della Fed: tutti guardano al “taglio hawkish”. Giornata sottotono ieri per Wall Street, con un quadro che fotografa bene l’incertezza pre-Fed: Dow Jones -0,37%, Nasdaq +0,13%, S&P500 -0,09%. Un copione prudente, comprensibile mentre oggi, 10 dicembre, il mercato considera ormai scontato il taglio dei tassi Usa, ma continua a nutrire dubbi sul ritmo con cui la banca centrale potrà procedere nell’allentamento.
Ieri, 9 dicembre, le Borse europee hanno chiuso senza scossoni: Milano +0,33%, sostenuta dalla difesa e dal risparmio gestito. Più debole Parigi (-0,7%), zavorrata dal -5,3% di Essilux, penalizzata dalle preoccupazioni sull’imminente ingresso di Google nel mercato degli smart glass.
🏦 Fed: taglio (quasi certo) da 25 pb, ma messaggio atteso “hawkish”. La riunione della Fed, iniziata ieri, si chiuderà mercoledì. Le attese sono compatte: -25 punti base. Ma il mercato si aspetta che Jerome Powell – ormai in scadenza di mandato – mantenga un tono estremamente cauto: un vero "taglio hawkish". In sintesi: taglio sì, ma senza impegni su ulteriori mosse già a gennaio.
In questo contesto, gli operatori guardano soprattutto alle proiezioni economiche e al linguaggio che il presidente userà nel comunicare le prossime tappe della normalizzazione monetaria.
Treasury: stabilità (per ora), e mercato del lavoro I rendimenti dei Treasury restano fermi: decennale al 4,18%, biennale al 3,61%. Nessun segnale di improvviso deterioramento dal fronte lavoro: le JOLTS di ottobre segnalano posti vacanti in aumento a 7,67 milioni (da 7,66), battendo stime a 7,117 milioni. Salgono però i licenziamenti a 1,85 milioni, massimo dal 2023, mentre le assunzioni scendono a 5,15 milioni (-218.000 unità).
Un Powell che dovesse suggerire la possibilità di una pausa prolungata rafforzerebbe la stabilità del dollaro e manterrebbe i rendimenti nel range recente.
👤 Chi dopo Powell? La partita della Fed 2026. Con il mandato del presidente in scadenza nel maggio 2026, si infiamma il toto-nome. Secondo il Wall Street Journal, Trump ha iniziato il giro finale di consultazioni: oggi vedrà l’ex governatore Kevin Warsh, mentre nei prossimi giorni è atteso l’incontro con Kevin Hassett, dato dai mercati come favorito grazie alla sua forte consonanza con la visione presidenziale sui tassi più bassi.
Con l’anno ormai agli sgoccioli, emergono alcune linee guida chiare.
🔌 AI e tecnologia: Nvidia regina incontrastata. La rivoluzione AI continua a muovere montagne: Nvidia, con una capitalizzazione di 4,5 trilioni di dollari, resta il colosso che traina l’intero comparto semiconduttori. Tutti i big tech – Apple, Google, Meta, Amazon – hanno beneficiato dell’ondata rialzista. L’indice Bloomberg Magnificent Seven segna un poderoso +26% nel 2025, superando di slancio i benchmark di Wall Street.
🌏 Mercati emergenti: Corea superstar, ma attenzione anche ai “piccoli”. Il Kospi coreano è il miglior mercato principale del mondo: +55% in euro, sostenuto da stabilità politica, misure market-friendly e ricadute AI sul settore tech. Ottime anche le performance, sebbene marginali sugli indici globali, di Colombia +67%, Cile +43%, Sudafrica +43%.
🪙 Metalli preziosi: un 2025 da annali. L’oro aggiorna i massimi storici in ottobre e viaggia a +60% da inizio anno. L’argento segna un incredibile +112%, miglior anno dal 1979, quando oro e argento misero a segno rispettivamente +127% e +434%.
In Europa, banche e difesa i protagonisti. Due i settori dominanti: Stoxx Banks +58% e Stoxx Aerospace & Defense +56%. Il primo sostenuto da tassi più alti della media storica e prospettive M&A; il secondo dalla ripresa degli investimenti militari, destinati – secondo noi – a proseguire nel 2026.
Nvidia-China: accordo con Washington, Trump ha dato il via libera alla vendita dei chip H200 di Nvidia alla Cina, con la clausola che un quarto dei ricavi finisca al governo Usa. Secondo il presidente, Xi Jinping ha «reagito positivamente». L’intesa arriva dopo l’incontro tra Trump e Jensen Huang.
🌏 Asia-Pacifico: attesa della Fed e dati cinesi in rafforzamento. Borse dell’area poco mosse: Hang Seng -0,1%, CSI300 -0,3%, Taiex +0,8%. L’inflazione cinese accelera a +0,7% (da +0,2%). Il surplus commerciale è impressionante: 111,68 mld nel mese e 1.076 miliardi nei primi 11 mesi (+21,6%), con export a +5,4% e import a -0,6%.
In India, il Sensex +0,1%. Mercato debole, ma IPO vivissime: la piattaforma Meesho debutta con +50%, toccando una valutazione di 8,4 miliardi di dollari. A Tokyo, Nikkei -0,1% e yen stabile (156,6 contro dollaro).
Petrolio fermo: WTI sotto 60 dollari, -17% da inizio anno. Focus sui colloqui di pace Russia-Ucraina.L’argento aggiorna il record a 61,50 dollari, confermando il +112% YTD. Oro in lieve rialzo.
₿ Bitcoin: stabile a 92.500$. Bitcoin consolida il +1,5% di martedì grazie alla prospettiva di tassi più bassi. Ma Fitch avverte: le banche Usa più esposte a crypto e digital asset affrontano rischi crescenti, soprattutto in caso di ulteriore espansione delle stablecoin, che potrebbero arrivare a influenzare il mercato dei Treasury.
Il mercato azionario europeo resta interessante in valutazioneMentre il mercato azionario statunitense si trova su un massimo storico in termini di valutazione—trainato dalla forte performance del settore tecnologico—il mercato europeo potrebbe rappresentare nei prossimi mesi un’opportunità di recupero relativo, sia sul piano tecnico sia su quello fondamentale. Dopo un decennio dominato dai titoli statunitensi, l’Europa appare ora come un’area in cui la combinazione di valutazioni nettamente inferiori e di una politica monetaria più accomodante da parte della BCE genera un’interessante opportunità relativa. Esaminiamo la situazione più da vicino.
1) Valutazioni: un divario storico con gli Stati Uniti
Uno degli argomenti più convincenti a favore delle azioni europee resta la loro valutazione, nettamente inferiore rispetto al mercato americano. Il CAPE ratio (PE di Shiller), un indicatore di valutazione su base decennale, illustra perfettamente questo differenziale. Negli ultimi decenni, il CAPE europeo è stato generalmente inferiore a quello statunitense, ma il divario attuale ha raggiunto livelli raramente osservati.
Il CAPE statunitense si colloca su livelli storicamente elevati, superando talvolta 35–38 a seconda dei periodi recenti, ricordando i massimi precedenti allo scoppio della bolla tecnologica o al ciclo 2021–2022. Al contrario, il CAPE europeo rimane contenuto, oscillando intorno a 20/22. In altre parole, le azioni europee trattano con uno sconto vicino al 40–50 % rispetto allo Shiller PE degli USA.
Questa divergenza è spiegata da vari fattori: una composizione settoriale più orientata verso industria e finanza, una minore esposizione alla tecnologia, una crescita strutturale più debole e una percezione di rischio geopolitico maggiore. Tuttavia, per un investitore alla ricerca di punti d’ingresso ragionevoli, questo divario apre uno spazio di opportunità: è raro osservare un mercato sviluppato che combini bilanci solidi, buona visibilità degli utili e un simile sconto relativo rispetto al mercato statunitense.
2) Analisi tecnica: l’EuroStoxx 50 supera un livello storico chiave
Dal punto di vista grafico, anche l’EuroStoxx 50 invia un segnale positivo. Dopo aver incontrato resistenza per oltre vent’anni nella zona dei massimi situata intorno ai 5525 punti, il principale indice europeo è finalmente riuscito a superare stabilmente tale livello, raggiunto inizialmente nel marzo 2000 nel pieno della bolla tecnologica.
Questa rottura, confermata sul timeframe mensile, rappresenta un segnale tecnico importante. Nell’analisi chartistica, superare una resistenza storica di lungo periodo conferma la prosecuzione di un trend rialzista strutturale. Ciò suggerisce che il mercato possa entrare in una nuova fase di apprezzamento, sostenuta da revisioni degli utili e da una migliore percezione del ciclo europeo. Naturalmente, ciò non esclude correzioni di breve periodo.
Con valutazioni attraenti, un divario storico rispetto al mercato americano e un segnale tecnico di lungo termine incoraggiante, le azioni europee offrono oggi un profilo d’investimento favorevole. La prudenza resta comunque necessaria: la crescita europea rimane fragile e i rischi geopolitici permangono. Tuttavia, in un’ottica di costruzione di un portafoglio diversificato, l’Europa torna a essere una regione difficile da ignorare.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 09.12.2025La tregua in Ucraina si allontana di nuovo: salgono azioni della difesa.
Domani la decisione della FED: mercati convinti di un taglio di 25 bps.
Oro, argento, rame e altri metalli industriali verso i record dell’anno!
USA: Segretario di Stato Bessent euforico: crescita reale sopra il +3%.
Le Borse europee hanno archiviato l’8 dicembre con passo incerto, mentre gli investitori continuano a puntare i riflettori sulla riunione della Federal Reserve di mercoledì, cruciale per confermare o deludere le attese di un taglio dei tassi.
I principali listini del Vecchio Continente si sono mossi in ordine sparso: Francoforte ha chiuso leggermente positiva (+0,07%), Parigi è rimasta sostanzialmente piatta (-0,08%), Madrid ha trovato un minimo slancio (+0,11%) e Londra ha ceduto -0,23%. Un quadro nel complesso fiacco, che riflette più attesa che direzione.
A brillare davvero è stato invece l’indice Stoxx Aerospace&Defense, miglior performer della seduta con +1,6%, che porta l’avanzata del 2025 a un poderoso +55%. A sostenere il comparto tre fattori intrecciati: il ritorno di interesse per i temi difensivi, prospettive geopolitiche complesse e un quadro macro che continua a spingere i capitali verso settori ritenuti resilienti.
Sul fronte macro, infatti, gli ultimi dati Usa mostrano un raffreddamento del mercato del lavoro, con un rapporto del settore privato debole e indicatori che segnalano un rallentamento generale dell’occupazione. Il tutto accompagnato da un PCE core in ulteriore decelerazione, confermando che l’inflazione continua a convergere verso l’obiettivo della Federal Reserve.
Con un taglio da 25 bps ormai ampiamente scontato, l’attenzione degli operatori si concentra sulle mosse del 2026, quando la banca centrale avrà anche un nuovo Chairman.
A complicare il quadro geopolitico, e a giustificare parte del movimento nel settore difesa, sono le notizie sull’Ucraina. La pace resta tutt’altro che vicina. Secondo indiscrezioni riportate da Politico Europe, gli Stati Uniti starebbero spingendo perché Kyiv ceda il Donbass, ipotesi che il presidente Zelensky continua a respingere. Le pressioni americane avvengono mentre in Europa cresce il dibattito su come gestire una nuova fase del conflitto.
Sul fronte europeo, la Germania si prepara intanto a un massiccio salto di qualità sul piano militare: il Bundestag dovrebbe approvare 29 contratti di appalto per 52 miliardi di euro, un importo record destinato a trasformare la Bundeswehr nella forza convenzionale più potente del continente.
Protagonista del rally borsistico è stata Rheinmetall (+3,5%), che ha annunciato un nuovo ordine di munizioni da 120 mm per i carri armati Leopard 2, nell’ambito di un contratto quadro da 4 miliardi valido fino al 2030.
Brilla anche l’Italiana Fincantieri, salita +4% grazie alle indiscrezioni di una maxi-commessa da 3 miliardi per tre fregate Fremm Evo destinate al Portogallo.
Dalla Cina arrivano segnali macro positivi: la bilancia commerciale di novembre supera i US$ 1.000 miliardi, e le esportazioni crescono +5,9% annuo, compensando il crollo verso gli Stati Uniti (-28,6%). Le importazioni aumentano dell’1,9%, contribuendo a sostenere gli indici domestici. Interessante anche la fotografia del Wall Street Journal sulla manifattura cinese, che continua ad ampliarsi a livello globale, col colosso dell’e-commerce Temu torna ai vertici delle app più scaricate negli USA.
Sul mercato valutario l’euro arretra leggermente a 1,1622 contro dollaro (-0,15%), mentre contro yen sale a 181,13. Il biglietto verde resta debole, schiacciato dall’aspettativa di un’imminente riduzione dei tassi.
Le borse asia-pacifico del 9 dicembre si muovono senza una direzione definita. Cina in rosso (CSI300 -0,6%, Hang Seng di Hong Kong -1,3%, con l’attenzione catturata dal messaggio in cui Donald Trump comunica di aver autorizzato Nvidia a spedire alcuni chip AI h200 in Cina “a condizioni di sicurezza nazionale adeguate”, affermazione che ha ricevuto una risposta positiva dal presidente Xi.
Il Nikkei giapponese avanza 0,1% dopo un’asta dei titoli di Stato giapponesi poco brillante, mentre aumentano le attese per un rialzo dei tassi BoJ entro l’anno. In India pesa la minaccia di dazi USA sul riso, mentre a Seoul il Kospi (+50% in sei mesi) conferma la leadership globale del settore semiconduttori, cresciuto addirittura dell’80%.
Sul versante delle materie prime, il petrolio apre la settimana in flessione (-1,2%). Non si prevedono scossoni legati alla Fed, mentre sul fronte geopolitico G7 ed EU discutono la sostituzione del price cap sul greggio russo con un più severo divieto ai servizi marittimi. Il Cremlino, dal canto suo, ribadisce che l’India continuerà a comprare petrolio russo “ai prezzi migliori disponibili”.
Il gas naturale USA ritraccia dopo aver toccato un massimo di 5,49 dollari, complice la notizia della ripresa delle spedizioni di GNL russe verso la Cina dal terminal di Portovaya.
L’oro resta in moderata correzione, in area 4.170 dollari, frenato dal piccolo rimbalzo del dollaro e in attesa della Fed.
I rendimenti dei Treasury risalgono: decennale 4,18%, trentennale 4,83%, biennale 3,60%. Le previsioni degli economisti puntano su tagli molto limitati, e questo spiega parte dell’aggiustamento al rialzo. Per il Tesoro USA, la crescita resta robusta: il Segretario Scott Bessent ha definito la stagione natalizia “molto forte”, prevedendo un PIL reale al 3%.
Infine, il calendario delle banche centrali si fa intenso: oltre alla Fed, arriveranno le decisioni della Bank of England e della BCE il 18 dicembre, mentre la BoJ chiuderà la stagione con il meeting del 19.
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Leggere il regime di mercatoLeggere il regime di mercato: trend, laterale o caos su un unico grafico
Molti trader guardano ogni grafico allo stesso modo. Stesso pattern, stesso stop, stesse aspettative. Una settimana tutto funziona, la settimana dopo lo stesso pattern brucia il conto.
Spesso il problema non è il pattern. Il problema è che lo stesso pattern ha probabilità diverse a seconda del regime di mercato.
Prima si legge il regime. Poi ci si fida del pattern.
Questo testo propone un metodo semplice per classificare il grafico in tre regimi e adattare ingressi, stop e target all’ambiente.
Cosa significa “regime di mercato” nella pratica
Per un trader discrezionale, il regime di mercato è il modo in cui il prezzo tende a muoversi negli ultimi swing su quel grafico.
Tre categorie sono sufficienti:
Trend: massimi e minimi crescenti o decrescenti. I ritracciamenti rispettano la struttura precedente o una media mobile. I breakout hanno spesso continuazione.
Laterale (range): il prezzo oscilla tra una zona di supporto e una di resistenza ben definite. I falsi breakout sono frequenti. Le strategie di ritorno alla media funzionano meglio dei breakout.
Caos: candele con lunghe ombre, corpi sovrapposti, falsi segnali in entrambe le direzioni, struttura poco chiara. Liquidità discontinua e frequenti cacce agli stop.
L’obiettivo non è avere un’etichetta perfetta. L’obiettivo è evitare di usare un “piano da trend” in una fase caotica e un “piano da range” in pieno trend.
Tre controlli rapidi per ogni grafico
Prima di aprire un’operazione, esegui tre controlli sulle ultime 50–100 candele.
1. Direzione degli swing
Individua visivamente gli ultimi 3–5 massimi e minimi importanti.
Se massimi e minimi avanzano chiaramente in una direzione, il mercato è in trend.
Se si ripetono nelle stesse zone, il mercato è in laterale.
Se gli swing si sovrappongono, il contesto è più caotico.
2. Reazione del prezzo ai livelli
Seleziona zone evidenti testate più volte dal prezzo.
Test puliti con rifiuto chiaro e continuazione rafforzano l’idea di range.
Brevi pause e poi proseguimento della direzione iniziale rafforzano l’idea di trend.
Lunghe ombre che attraversano i livelli senza un vero seguito indicano caos.
3. Rumore dentro le candele
Osserva la dimensione di corpi e ombre.
Ombre moderate e corpi “regolari” compaiono spesso in trend stabili.
Molte doji e ombre lunghe da entrambi i lati segnalano un ambiente rumoroso.
Dopo questi tre controlli, etichetta il grafico nel diario: trend, laterale o caos. Niente complicazioni. Una sola etichetta per trade è sufficiente.
Adattare il trade al regime
Lo stesso segnale va eseguito in modo diverso a seconda del contesto.
Regime di trend
Direzione: operare solo a favore della direzione principale degli ultimi swing.
Ingresso: puntare sui ritracciamenti verso la struttura o verso zone dinamiche invece di inseguire il breakout.
Stop: oltre l’ultimo swing o oltre la struttura che invalida l’idea di trend.
Target: lasciare spazio almeno per 2R finché la struttura di trend rimane intatta.
Regime laterale
Direzione: comprare vicino al supporto, vendere vicino alla resistenza. Evitare il centro del range.
Ingresso: attendere un rifiuto chiaro al bordo del range, per esempio un falso breakout o una lunga ombra.
Stop: oltre il bordo del range, dove l’idea di laterale viene chiaramente invalidata.
Target: il lato opposto del range oppure una zona centrale se la volatilità è bassa.
Regime di caos
Dimensione: ridurre il rischio per operazione o restare fuori.
Timeframe: salire di timeframe per filtrare il rumore o cambiare strumento.
Obiettivo: proteggere il capitale e limitare costi e slippage.
Usare il diario per scoprire il proprio regime migliore
Aggiungi una colonna “regime” al diario di trading. Per ogni operazione, scegli l’etichetta prima di entrare.
Dopo 30–50 trade, raggruppa i risultati per regime. Molti trader si accorgono che:
Gran parte del profitto arriva dai trend.
I laterali danno guadagni piccoli ma costanti.
Il caos erode lentamente la performance.
Quando questa relazione appare nei numeri, rispettare il regime smette di essere una teoria astratta e diventa un filtro operativo molto concreto.
Conclusione
Un pattern senza filtro di regime è mezza strategia.
Inizia ogni analisi classificando il grafico come trend, laterale o caos. Poi applica il piano più adatto a quell’ambiente, invece di pretendere che il mercato si comporti ogni giorno allo stesso modo.
SP500 – Rialzo Vero o “FALSO”? Il Livello 6.778 Decide TuttoIl rialzo dello SP500 è reale… o solo una finta destinata a crollare? In questo video analizziamo il livello chiave 6.778$, decisivo per capire se è un vero segnale di forza o l’ultima trappola dei mercati.
Metodo Ciclico 3.0.
⚠️ Lo SP500 è arrivato a un punto di verità: il livello 6.778$ può confermare un rialzo autentico… oppure smascherare un movimento “falso”, tipico da lingua di Bayer o swing di Giuda (ICT)
In questa analisi spiego cosa osservare nei prossimi giorni per distinguere una semplice continuazione rialzista da un imminente ribaltamento strutturale.
📊 Punti chiave dell’analisi:
• Il minimo del 21 novembre può essere un T+3… oppure un T+4 in massima estensione.
• La salita ha toccato solo lo swing di un T+3, non di un T+4 → attenzione massima.
• Possibile lingua di Bayer (metodologia ciclica) o swing di Giuda (ICT).
• Il 30 dicembre è una data affollata di Gann → possibile massimo relativo.
• Il livello 6.778$ è lo spartiacque:
– Sopra → struttura rialzista intatta
– Sotto → rischio attivazione annuale inverso
• Il massimo a 6.920 è la conferma per invalidare la lingua di Bayer. Se superato e poi perso → probabile forte inversione ribassista.
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📅 Pubblicato il: 07/12/2025
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 05.12.2025Domina l’incertezza, ma non il pessimismo.
Oro, argento, metalli industriali ancora in ripresa.
Attenzione: possibili nuove regole su emissioni auto Usa.
FED: iniziata la fase di scommesse sul post-Powell. Kewin Hassett «top bet».
Giornata positiva quella di ieri, 4 dicembre, per i mercati azionari globali, sostenuti dall’intonazione costruttiva arrivata da Wall Street nella seduta di mercoledì 3. Il sentiment resta sorprendentemente tonico, e non soltanto per i rialzi europei: paradossalmente, anche i dati deboli sul mercato del lavoro USA hanno contribuito a migliorare l’umore degli investitori.
Il rapporto ADP sull’occupazione privata ha infatti mostrato numeri peggiori delle attese, alimentando l’idea che la Fed possa effettivamente procedere con un taglio dei tassi già nella riunione della prossima settimana.
Lo confermano anche le richieste di sussidi di disoccupazione, scese di 27.000 unità a 191.000, molto al di sotto delle stime di 220.000: un segnale di raffreddamento del mercato del lavoro che la banca centrale potrebbe leggere come via libera a un allentamento.
In Europa, la seduta si è chiusa con rialzi diffusi: Francoforte +0,79%, Parigi +0,43%, Milano +0,32%, Londra +0,19%. Sul fronte USA, la chiusura è stata più sfumata: Dow Jones -0,07%, Nasdaq +0,22%, S&P 500 +0,11%.
Il comparto automobilistico è tornato al centro dell’attenzione dopo che il presidente USA Donald Trump ha proposto un sostanziale allentamento degli standard di efficienza energetica per i veicoli. La mossa, insieme ad altri fattori politici e regolatori, rende più probabile anche l’eliminazione degli attuali sistemi di controllo sulle emissioni (EPA e CARB).
Se anche l’Europa dovesse adottare un approccio più accomodante, spinta dalle pressioni dei produttori e dei principali Paesi coinvolti, Germania, Francia, Italia, il settore potrebbe recuperare ulteriormente terreno. In una prospettiva di medio periodo, l’auto potrebbe rivelarsi una scommessa ragionata in vista del 2026.
Il Petrolio Brent, a 62 dollari/barile, continua a muoversi lateralmente e resta sugli stessi livelli di una settimana fa. Il mercato sconta contemporaneamente: a.l’atteso taglio dei tassi della Fed, b. il deterioramento dei rapporti USA–Venezuela, c. lo stallo nei negoziati di pace a Mosca.
Aumentano intanto i timori di un intervento militare americano in Venezuela. Trump, a fine della scorsa settimana, ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero “iniziare a intervenire molto presto” per contrastare i narcotrafficanti sulla terraferma.
Seduta debole per i governativi europei: la risalita dei rendimenti, pur moderata, ha portato a un arretramento dei prezzi. Il differenziale BTP-Bund a 10 anni resta stabile a 70 punti base, sui minimi dal 2009.
Il rendimento del BTP decennale benchmark sale al 3,47% (+3 bps), mentre l’OAT francese si attesta al 3,52% e il Bonos spagnolo al 3,24%. Il Treasury decennale Usa resta in area 4,08%. A novembre, i licenziamenti annunciati dalle aziende americane sono diminuiti sensibilmente, ma le prospettive di assunzione restano deboli in un contesto segnato da dazi e rallentamento della domanda.
L’euro resta stabile sopra 1,1670 dollari, e chiude a 1,1671 (+0,03%), dopo aver toccato il massimo da metà ottobre grazie ai solidi dati dell’Eurozona. Contro yen, la moneta unica scambia a 180,5 (-0,3%).
Il dollaro è sui minimi da oltre un mese, penalizzato dalle crescenti evidenze di un rallentamento del mercato del lavoro americano, che rafforzano l’ipotesi di un taglio dei tassi la prossima settimana.
A Washington, gli investitori monitorano inoltre un possibile cambio al vertice della Fed: il consigliere economico della Casa Bianca, Kevin Hassett, potrebbe sostituire Jerome Powell a maggio. Hassett ha dichiarato che la Fed dovrebbe tagliare di 25 punti base già nella riunione imminente, commento reso ancor più rilevante dai recenti elogi pubblici di Trump.
Interrogato su eventuali ulteriori tagli, ha evitato risposte dirette, affermando che il compito del presidente della Fed è restare “estremamente reattivo ai dati”.
Diversa la traiettoria dello yen, che prosegue il suo rafforzamento sulle aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan entro fine mese.
Nella seduta di oggi, 5 dicembre, i listini asiatici mostrano un quadro contrastato: Kospi coreano +1,6%, a meno di 3 punti percentuali dai massimi di inizio mese. Nel 2025 segna un impressionante +52%, CSI300 +1%, Hang Seng +0,3%.
Nikkei -1,2%, con la BoJ che, secondo Bloomberg, sarebbe prossima a un rialzo tassi salvo shock esterni. India: BSE Sensex +0,4%. La rupia rimbalza leggermente dopo aver superato quota 90 per dollaro, un record storico. La RBI ha tagliato i tassi di 25 pb, portandoli al 5,25%, come previsto.
Debutto brillante a Shanghai per Moore Threads Tech, produttore di chip AI: la società decolla dopo aver raccolto 1,13 miliardi di dollari nella seconda più grande IPO onshore dell’anno.
L’oro torna a brillare: oscilla attorno a 4.230 dollari/oncia (ieri quotava 4.227), sostenuto dalla debolezza del dollaro e dall’avvicinarsi della riunione Fed. Il World Gold Council vede ulteriori rialzi: grazie alla domanda degli ETF sull’oro, stima un potenziale incremento del 15–30% entro il 2026, favorito da rendimenti in calo, tensioni geopolitiche ed elevata avversione al rischio.
Bitcoin, poco sopra 92.000 dollari, resta stabile e lontano dalla soglia critica degli 80.000. L’era dei token ultraredditizi sembra invece svanire: molti stanno crollando a ritmi notevoli, abbandonati dagli speculatori retail colpiti da perdite consistenti.
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Nasdaq 100, conto alla rovescia sul CPI & FEDIl Nasdaq 100 entra in dicembre in una fase di consolidamento sui massimi, sospeso tra speranze di tagli Fed e prossimi dati USA su inflazione e attività, con un quadro tecnico ancora costruttivo ma non esplosivo. Come per EUR/USD nel testo di riferimento, il vero catalizzatore per l’uscita dal range resta il CPI USA di dicembre, che potrà decidere se l’indice rompe al rialzo le resistenze chiave o avvia una correzione più profonda verso i supporti di medio periodo.
Nasdaq e dati macro USA
Il sentiment sull’azionario USA è trainato dall’aumento delle probabilità di un taglio dei tassi Fed tra fine 2025 e inizio 2026, con le aspettative dei future che prezzano una chance elevata di allentamento e rendimenti in calo, fattori che sostengono i listini growth e, in particolare, il comparto tech del Nasdaq. I prossimi dati su CPI e indici PMI/ISM manifatturieri e servizi saranno decisivi: letture “calde” su inflazione o attività reale potrebbero ridurre lo spazio per tagli, far risalire i rendimenti e innescare prese di profitto sull’indice, mentre numeri più deboli rafforzerebbero lo scenario di politica monetaria più dovish e favorirebbero un’estensione del trend rialzista verso nuovi massimi.
Quadro tecnico sul Nasdaq 100
Le analisi tecniche più recenti descrivono un Nasdaq 100 in pausa dopo un forte recupero autunnale, con prezzi che oscillano in area 25.300–25.700 punti, a ridosso di una fascia di resistenze di breve che comprende la banda 25.350–25.550 e la successiva area target 26.000–26.250 legata ai massimi di novembre. La struttura resta moderatamente bullish: l’indice mantiene una serie di minimi crescenti, si muove ancora sopra la media mobile a 50 giorni (prima area di supporto intorno a 25.200–25.250) e ha un supporto più profondo tra 24.800–25.000 punti, mentre la 200‑day MA scorre molto più in basso come grande “pavimento” di trend intorno a 22.500–22.600 punti.
Medie mobili, RSI, MACD e ADX
Gli strumenti di analisi quantitativa indicano un momentum ancora costruttivo ma non euforico: i modelli sintetici su Nasdaq 100 e futures mostrano prezzo sopra la maggior parte delle medie mobili semplici ed esponenziali di breve e medio periodo, con impostazione di fondo impostata su “Buy/Strong Buy”. L’RSI daily tende a muoversi nella fascia 55–65, in zona bullish ma sotto l’ipercomprato, mentre il MACD oscilla in territorio leggermente positivo e l’ADX resta intorno a valori medi (17–25), segnalando un trend rialzista presente ma non ancora caratterizzato da forte direzionalità: uno scenario molto simile a quello descritto nel tuo esempio su EUR/USD, con spazio sia per un break rialzista sia per una fase di range‑trading più lunga.
Pattern di prezzo e livelli chiave
La price action recente evidenzia un mercato che “spinge” ripetutamente contro la fascia di offerta 25.350–25.700 senza ancora un breakout pulito, con candele daily spesso caratterizzate da shadow superiori allungate e configurazioni di indecisione coerenti con un consolidamento sui massimi. In termini operativi, i livelli da monitorare sono: resistenze principali 25.350–25.550 e 25.700–26.000, la cui rottura con chiusure daily confermate aprirebbe spazio verso 26.250+; supporti chiave 25.200–25.250 (50‑day MA e primo “floor”), 24.800–25.000 come base del range di breve e area 24.100–24.250 come zona di domanda più forte, con sotto la 200‑day MA che rappresenta il confine tra semplice correzione e inversione di medio periodo.
Scenari macro‑tecnici per il Nasdaq
Nello scenario “hawkish”, un CPI sopra le attese accompagnato da PMI/ISM solidi riaprirebbe il tema di inflazione più persistente, spingerebbe i rendimenti reali al rialzo e potrebbe innescare una correzione del Nasdaq verso 25.000–24.800, con rischio di estensione verso la zona 24.100–24.250 in caso di repricing brusco dei tassi. Nel caso opposto di CPI/Pmi deludenti, le aspettative di tagli Fed nel 2025‑26 verrebbero consolidate, favorendo una rottura al rialzo delle resistenze 25.700–26.000 e proiezioni di vari desk tecnici indicano possibili target progressivi oltre 26.250 punti, con ulteriore compressione della volatilità finché la struttura di minimi crescenti resterà intatta sopra la 50‑day MA.
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