QQQ - lateralitàProsegue la fase laterale sul Nasdaq, dove il valore centrale e calamita resta il valore indicato sin da Maggio26.
Possibile che si continui così fino alle elezioni di midterm?!? speriamo di no per evitare queste fasi di assenza trend.
Nel breve si potrebbe proseguire verso la chiusura del gap a 730 usd. quindi attesa per ulteriore spinta a rialzo.
Mercato ETF
Analisi tecnica MIB, l'ETF sul FTSE MIB 07 settembre 2026ANALISI TECNICA MIB: DOPO 22 SETTIMANE E PIÙ 12%, LA BORSA ITALIANA CHIUDE LA SETTIMANA DUE DECIMALI SOTTO IL PROPRIO LIVELLO DI USCITA
Seduta del 4 settembre 2026 — MIB, l'ETF sul FTSE MIB quotato a Parigi (EURONEXT:MIB)
Il paniere ha chiuso a 53,34 con un meno 0,24%, in linea con il meno 0,28% dell'indice a Milano. Il dato che conta però non è quello della giornata: è quello della settimana. La barra settimanale si è chiusa a 53,34 contro un Punto di Inversione a 53,4437, cioè lo 0,19% più in alto. Dopo ventidue settimane di segnale di acquisto, più 12,20% maturati e tutte e tre le finestre di presa beneficio incassate, il prezzo ha chiuso appena sotto il livello che governa l'uscita.
Per ogni azienda, indicatore macro e settore che nomino riporto tra parentesi il simbolo esatto di TradingView, così potete caricarli sul vostro grafico e verificare quello che scrivo.
Quanto sotto riportato è frutto del mio modello di trading sistematico che analizza circa 450 asset, basato su segnali settimanali, gestione attiva del trade su due assi tempo + valore e nessuna chiusura automatica. Il modello fornisce riferimenti, la scelta resta sempre del trader.
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COSA È SUCCESSO
• La seduta. Escursione di 28 centesimi contro un'oscillazione tipica di 48, cioè il 58% del normale: giornata compressa. Una precisazione doverosa sul volume, perché su questo strumento va letto con cautela: 25.107 quote contro le 153.421 del giorno prima. Sono i volumi del fondo quotato a Parigi, non quelli dell'indice a Milano, e su un veicolo così sottile un crollo a un sesto dice più della liquidità del fondo che della partecipazione al mercato italiano. La quota di scambi dal lato dell'acquisto è comunque al 64,29%, quindi chi c'era comprava. Le percentuali di prezzo invece combaciano con l'indice sottostante, e sono quelle che uso.
• Il fatto macro. Il rapporto sull'occupazione americana — 162.000 nuovi posti contro i 53.000 attesi — ha riportato sul tavolo l'ipotesi di un rialzo dei tassi il 16 settembre, con le probabilità risalite verso il 58%. Rendimenti su ovunque, e in Europa lo spread BTP-Bund (TVC:BTPBUND) che resta in allargamento del 3,5% sull'arco del mese. È il contesto peggiore per una piazza a forte peso bancario che arriva da cinque mesi di rialzo.
• I titoli della borsa italiana, che su questo paniere sono l'unico angolo di lettura utile. Hanno tenuto Prysmian (MIL:PRY) a più 2,05%, STMicroelectronics (MIL:STMMI) a più 1,85% in scia alla tecnologia europea, Stellantis (MIL:STLAM) a più 1,80% con l'automobile continentale, e il blocco delle utility con A2A (MIL:A2A) a più 1,72%, Hera (MIL:HER) a più 1,58% e Snam (MIL:SRG) a più 1,07%; bene anche Buzzi (MIL:BZU) a più 1,62% e Campari (MIL:CPR) a più 1,26%. Dall'altra parte il peso maggiore lo ha fatto Eni (MIL:ENI) con meno 3,29%, seguita da DiaSorin (MIL:DIA) a meno 1,82%, Brunello Cucinelli (MIL:BC) a meno 1,70%, MFE (MIL:MFEA) a meno 1,43%, Ferrari (MIL:RACE) a meno 1,26%, Saipem (MIL:SPM) a meno 1,25%. Le banche hanno ceduto in modo ordinato ma diffuso, con Banco BPM (MIL:BAMI) a meno 1,20% e UniCredit (MIL:UCG) a meno 1,15%, mentre il comparto bancario europeo (XETR:EXV1) chiudeva a più 0,30%: le italiane hanno fatto peggio del proprio settore continentale, e in una giornata da tassi in salita è un dato che va notato.
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ANALISI TECNICA
• Analisi tecnica settimanale. Il Segnale di Acquisto è nato il 7 aprile con ingresso a 47,54 e siamo alla ventitreesima settimana. Il trade vale più 12,20%. Tutte e tre le finestre di presa beneficio sono state raggiunte — la prima a 50,45 alla sesta settimana, la seconda a 52,44 all'undicesima, la terza a 55,07 alla diciassettesima — e la copertura degli obiettivi è terminata. Il Punto di Inversione settimanale è a 53,4437 ed è fermo su quel valore da due settimane: il trailing ha smesso di salire, il che accade quando il prezzo non fa più massimi nuovi. È il primo segnale di stanchezza, e arriva prima del prezzo.
• Le spie di maturità. La qualità del setup — l'indice che chiamo IQS, che misura in quale fase si trova la struttura da compressa a tesa — sta a 32,3, il più basso dei tre panieri che seguo. La Forza del Segnale, che misura la convinzione e l'ampiezza del movimento e mai la sua sicurezza, è a 0 su 100: convinzione azzerata. Il classificatore settimanale della struttura la legge come ribassista con tre segnali di attenzione su nove componenti. Messi insieme, questi tre numeri descrivono un trade che ha finito la propria corsa e sta perdendo la spinta che lo teneva: non una previsione di calo, una misura di esaurimento.
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SUPPORTI E RESISTENZE
La No Trade Zone del mio modello va da 53,31 a 54,21, e il prezzo a 53,34 ci sta DENTRO, appoggiato al pavimento: lo supera di appena lo 0,06%. La fascia è larga l'1,69%. Dentro la congestione il sistema non propone ingressi.
Resistenze:
• 53,4437 — Punto di Inversione settimanale, a più 0,19%.
• 53,4527 — media mobile a 50 giorni, a più 0,21%.
• 53,5821 — Punto di Inversione giornaliero, a più 0,45%.
• 53,6050 — linea di conversione di Ichimoku, a più 0,50%.
• 53,8178 — media mobile a 20 giorni, a più 0,90%.
• 54,0900 — linea base di Ichimoku, a più 1,41%.
• 54,1220 — banda centrale di Bollinger giornaliera, a più 1,47%.
• 54,2100 — tetto della No Trade Zone, che coincide col massimo delle ultime sette sedute, a più 1,63%.
• 55,3600 — massimo storico, che coincide col massimo a trenta e a novanta sedute, a più 3,79%.
• 55,4003 — banda superiore di Bollinger giornaliera, a più 3,86%.
Supporti:
• 53,3133 — prezzo medio ponderato della seduta, a meno 0,05%.
• 53,3100 — pavimento della No Trade Zone, a meno 0,06%.
• 53,2975 — bordo superiore della nuvola di Ichimoku, a meno 0,08%.
• 52,8437 — banda inferiore di Bollinger giornaliera, a meno 0,93%.
• 52,8200 — minimo delle ultime sette sedute, a meno 0,97%.
• 52,5100 — minimo delle ultime trenta sedute, a meno 1,56%.
• 52,1300 — bordo inferiore della nuvola di Ichimoku, a meno 2,27%.
• 52,0001 — media mobile a 100 giorni, a meno 2,51%.
• 49,3724 — media mobile a 200 giorni, a meno 7,44%.
Questa lista è la più stretta che abbia scritto su un indice, e vale la pena guardarla per quello che è: una morsa. Sopra il prezzo, quattro riferimenti diversi stanno tutti dentro mezzo punto percentuale — Punto di Inversione settimanale, media a 50 giorni, Punto di Inversione giornaliero e linea di conversione, compressi fra più 0,19% e più 0,50%. Sotto il prezzo, altri tre stanno dentro otto centesimi di punto: prezzo medio della seduta, pavimento della zona e bordo superiore della nuvola di Ichimoku. In tutto, il paniere è incastrato in una fascia larga poco più di mezzo punto percentuale, con sette livelli tecnici dentro. Configurazioni del genere non durano: si risolvono.
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STRATEGIA OPERATIVA
LONG — in essere dalla 23ª settimana, ingresso area 47,54, più 12,20% a oggi, con la copertura degli obiettivi terminata
• Target — non ne pubblico, perché non ce ne sono più. Tutte e tre le finestre sono state raggiunte: 50,45 alla 6ª settimana, 52,44 alla 11ª, 55,07 alla 17ª. I gate sono scaduti e le proiezioni degenererebbero sul prezzo d'ingresso. Comanda solo il trailing.
• Stop — Punto di Inversione settimanale, area 53,4437: più 0,19% dai corsi, cioè SOPRA il prezzo, ed è il fatto centrale di questa analisi. Il livello sta il 12,42% sopra l'ingresso, quindi congela un guadagno a due cifre. Nel mio metodo lo stop è un riferimento indicato e non un ordine automatico: l'unico evento che chiude il trade è l'inversione del segnale settimanale, che non si è verificata.
• Stop al pareggio, in alternativa — area 47,54, meno 10,87% dai corsi. Attenzione al verso: qui il pareggio NON è la scelta prudente, è quella che dà quasi undici punti di respiro in più, rinunciando a dodici punti già maturati.
• Rapporto rischio/rendimento — non ha più senso calcolarlo, ed è più utile dirlo che produrre un numero. Con il livello di sistema sopra il prezzo non c'è un rapporto da ottimizzare: c'è un risultato da difendere.
SHORT — alternativo, non attivo (informazione di servizio, non uno scenario operativo)
• L'ingresso short coincide col Punto di Inversione del long: lo short parte dove muore il long. Su questo paniere quei due punti oggi distano diciannove centesimi di punto, ed è la ragione per cui questo box, di solito teorico, oggi si legge.
• Il livello è 53,4437, più 0,19% dai corsi. Obiettivi ribassisti dell'ultima analisi pubblicata a 51,54 e 51,00, cioè meno 3,38% e meno 4,39%, con protezioni a 55,27 e 55,58. L'innesco è fresco e coincide col Punto di Inversione, quindi le proporzioni sono attendibili.
• Resta un'informazione di servizio: il sistema non ha aperto nulla dal lato corto e non lo farà finché il segnale settimanale non si inverte.
NO TRADE ZONE — 53,31 / 54,21
• Il prezzo è DENTRO, appoggiato al pavimento che supera di sei centesimi di punto. Sopra 54,21 la fascia è superata, sotto 53,31 il paniere esce dal basso. Pavimento della zona, prezzo medio della seduta e bordo della nuvola di Ichimoku stanno tutti e tre dentro otto centesimi: sotto quel gradino non c'è un secondo appiglio prima di quasi un punto percentuale.
Ingresso ideale
• Sul rialzo: chiusura sopra 53,61, che rimette il paniere sopra il grappolo dei quattro livelli che oggi gli stanno addosso e lo riporta sopra il proprio livello di uscita. Vale più del tetto della zona: sotto quei quattro livelli qualunque rimbalzo è tecnico. Poi il tetto a più 1,63%.
• Sul ribasso: sotto 53,31 il paniere esce dalla zona e passa sotto la nuvola di Ichimoku nello stesso movimento. Primo appiglio a meno 0,93%, minimo a trenta sedute a meno 1,56%.
• Nel frattempo si accompagna e non si aggiunge nulla. La gestione qui vuol dire una cosa sola: decidere in anticipo cosa si fa se venerdì prossimo la settimana chiude di nuovo sotto 53,4437. Con sette livelli tecnici dentro mezzo punto, chi entra adesso scommette su un lancio di moneta.
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NOTA DI METODO
Il mio modello classifica lo scenario di questo paniere come ribassista al 100%. Va letta per quello che è: una misura di maturità ed estensione della struttura. Non anticipa un calo.
Questa analisi ha finalità didattica e informativa: non è consulenza né sollecitazione all'investimento, e non costituisce una raccomandazione personalizzata. L'attività sui mercati comporta rischi elevati, con possibili perdite significative del capitale. I risultati passati non garantiscono i risultati futuri. Ogni decisione operativa resta responsabilità di chi la prende.
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Analisi
Il prezzo si muove al ribasso da qualche settimana e potrebbe proseguire la correzione fino al supporto blu
L’ultima settimana si è chiusa con una candela rialzista che potrebbe anche portare il prezzo verso la rottura della resistenza viola
Entrambi i casi offrono una occasione di ingresso su cui ho già piazzato un alert
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Un pensiero
La robotica umanoide arriverà nei prossimi anni con una forza devastante che stravolgerà l’intera società, si prevede che entro 10-20 anni saranno in ogni casa al pari della lavatrice o del frigorifero
Purtroppo non è possibile investire nelle aziende leader cinesi e questo ETF insieme a BOTT sono al momento le migliori alternative
MIB - ETF - ha chiuso a 53,47 con un più 0,83%ANALISI TECNICA FTSE MIB: IL SEGNALE SETTIMANALE STA GIRANDO IN VENDITA, DOPO VENTIDUE SETTIMANE E UN BLOCCO DA 184.000 QUOTE USCITO IN DISTRIBUZIONE
Seduta del 3 settembre 2026 — MIB, l'ETF sul FTSE MIB
Il paniere ha chiuso a 53,47 con un più 0,83%, la migliore delle quattro piazze europee nella giornata. Il rialzo però arriva a livello di uscita già raggiunto: il Punto di Inversione settimanale sta a 53,44, cioè due centesimi e mezzo di euro sotto il prezzo, e la candela che decide chiude questa sera. Sulla borsa italiana il mio modello è in acquisto dal 7 aprile con più 12,47%, il miglior trade fra i panieri europei che seguo — e a questa distanza non è più un trade con poco margine, è un trade che si sta chiudendo. Quello che ha rotto la struttura si vede in una giornata sola: martedì 1° settembre sono passate 184.553 quote contro una mediana di 32.000, con l'87,5% classificato in vendita.
Per ogni azienda, indicatore macro e settore che nomino riporto tra parentesi il simbolo esatto di TradingView, così potete caricarli sul vostro grafico e verificare quello che scrivo. Quanto sotto riportato è frutto del mio modello di trading sistematico che analizza circa 450 asset, basato su segnali settimanali, gestione attiva del trade su due assi tempo + valore e nessuna chiusura automatica. Il modello fornisce riferimenti, la scelta resta sempre del trader.
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COSA È SUCCESSO
• Il fatto che conta non è di ieri, è di martedì. Il 1° settembre sono passate 184.553 quote sull'ETF (EURONEXT:MIB) contro un volume mediano di 32.000: 5,8 volte il normale, il 98° percentile degli ultimi sei mesi. L'87,5% è stato classificato in vendita, con un saldo fra acquisti e vendite di meno 138.415, e il prezzo ha perso l'1,41%. Su un fondo che scambia trentaduemila quote al giorno, un blocco così ha la firma di un venditore solo che esce — e l'indicatore di volume cumulato da allora non ha recuperato: 2.200.099 contro i 2.277.408 del 28 agosto, nonostante la seduta di ieri. Nelle ultime dieci sedute il saldo giornaliero è stato negativo nove volte.
• La seduta di ieri, letta con la stessa lente. Escursione di 0,47 punti contro un'oscillazione tipica di 0,49, il 96% del normale, con chiusura sul massimo di giornata. Il volume è stato di 153.421 quote, 4,8 volte la mediana, con il 100% classificato in acquisto — e proprio quel 100% chiede prudenza: su questo strumento indica ancora una volta un blocco unico, mentre una domanda arrivata da molte mani lascerebbe una traccia più sporca. Il rimbalzo è reale nel prezzo; nella struttura non ha ancora restituito quello che martedì aveva tolto.
• La settimana intera dice la stessa cosa dei singoli giorni. La candela in corso porta 384.151 quote contro le 64.977 della settimana precedente — quasi sei volte — con la quota comprata sotto il 50% e il prezzo in calo dello 0,85%. Volume che esplode, compratori in minoranza e prezzo che scende è il profilo della distribuzione, e spiega perché il Punto di Inversione si sia fermato: saliva ogni settimana da aprile — 51,71, poi 52,72, poi 53,30, poi 53,33 — e nelle ultime due è identico a 53,4437. Il trailing è arrivato al capolinea e il prezzo gli è caduto addosso.
• Il contesto della giornata è stato invece favorevole, ed è la contraddizione da tenere presente. I commenti di un governatore della Federal Reserve sull'attenuazione delle pressioni sui prezzi hanno raffreddato le attese di stretta, e per la prima volta questa settimana l'Europa ha seguito l'America: Milano più 0,83%, Londra più 0,70%, Francoforte più 0,66%, Parigi più 0,16%. La Banca Centrale Europea decide il 10 settembre e la Federal Reserve il 16. Sul listino la Banca Centrale Europea ha intanto autorizzato la fusione per incorporazione di Mediobanca (MIL:MB) in Monte dei Paschi (MIL:BMPS), col voto in assemblea il 29 ottobre, e la Consob ha approvato l'offerta di Tata Motors su Iveco (MIL:IVG) a 14,10 euro, adesioni dal 7 settembre. Mediobanca ha guadagnato il 2,07%, Monte dei Paschi l'1,60%, Iveco è rimasta ferma a meno 0,07% perché sotto offerta il prezzo si ancora a quello dell'offerta.
• Chi ha mosso il listino e dove sta il mio modello. In cima Lottomatica (MIL:LTMC) più 5,77%, Stellantis (MIL:STLAM) più 4,21%, Telecom Italia (MIL:TIT) più 2,79%, Azimut (MIL:AZM) più 2,77%, Poste Italiane (MIL:PST) più 2,47%; le banche compatte ma sottotono, con Unipol (MIL:UNI) più 1,68%, BPER (MIL:BPE) più 1,61%, Banco BPM (MIL:BAMI) più 1,43%, FinecoBank (MIL:FBK) più 1,39%, Generali (MIL:G) più 1,38%, Intesa Sanpaolo (MIL:ISP) più 1,28%, UniCredit (MIL:UCG) più 1,04%; in fondo Brunello Cucinelli (MIL:BC) meno 1,72%, Campari (MIL:CPR) meno 1,69%, Leonardo (MIL:LDO) meno 1,46%. Sulle banche sono long da aprile su tutte, ed è il blocco che rende di più in tutto il mio lavoro: Mediobanca più 35,95%, Banco BPM più 28,51%, Monte dei Paschi più 26,38%, Generali più 24,57%, Intesa Sanpaolo più 19,05%, UniCredit più 17,87%, Unipol più 17,69%, FinecoBank più 12,76%. Sul lato corto sono short su Stellantis dall'undicesima settimana con più 20,17%, su STMicroelectronics (MIL:STMMI) dalla sesta con più 18,20%, su Moncler (MIL:MONC) dalla ventitreesima con più 11,38%, su Snam (MIL:SRG) dalla quindicesima con più 9,68%. È il paradosso di questa giornata: i titoli lavorano bene e il paniere che li contiene sta chiudendo il proprio segnale.
• Il cruscotto macro. Lo spread BTP-Bund (TVC:BTPBUND) resta in allargamento del 6,4% sull'arco delle quattro settimane ma ha ceduto l'1,4% nell'ultima, prima settimana in calo dopo quattro: è la voce che più conta per questo listino. La volatilità obbligazionaria (TVC:MOVE) sale del 3,7% sul mese e del 5,2% nell'ultima settimana. Corrono le due misure di economia reale, petrolio (NYMEX:CL1!) più 16,8% in quattro settimane e noli marittimi (INDEX:BDI) più 12,9%. Fermi il dollaro (TVC:DXY) e l'oro (OANDA:XAUUSD), quest'ultimo comunque su dell'1,8% nella seduta. Sulla volatilità azionaria (CBOE:VIX) e sul rischio di coda (CBOE:SKEW) dichiaro che il mio dato è fermo a mercoledì perché il fornitore non ha inviato la barra di giovedì; le fonti di mercato la danno in calo di quasi il 6%.
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ANALISI TECNICA
• Analisi tecnica settimanale. Il Segnale di Acquisto è attivo dalla barra del 7 aprile 2026 con ingresso a 47,54: ventidue settimane, di cui la ventiduesima chiude questa sera, e il guadagno dal livello d'ingresso è del 12,47%. Tutte e tre le finestre di presa beneficio sono state incassate, alla sesta, all'undicesima e alla diciassettesima settimana: la copertura è terminata da tempo e da allora governa il solo trailing stop. Quel trailing adesso è a 53,44 e il prezzo è a 53,47.
• Le spie di maturità, e qui il quadro è severo. La qualità del setup — l'indice che chiamo IQS e che misura in quale fase si trova la struttura, da compressa a tesa — sta a 29,5, il valore più basso fra i panieri che seguo. La Forza del Segnale, che misura la convinzione e l'ampiezza del movimento e mai la sua sicurezza, è a 0 su 100. È un punteggio, non un rendimento: dice che il movimento capace di produrre il più 12,47% non ha più ampiezza, si è esaurito nella propria riuscita. Per confronto, sull'ETF sull'S&P 500 (BATS:SPY) la stessa misura sta a 7 e sul Nasdaq (BATS:QQQ) a 17.
• L'indicatore di direzione settimanale è già passato dall'altra parte. Il ramo ribassista sta a 30,79 contro il rialzista a 12,62, con l'indice di direzione a 34,25 — cioè una tendenza strutturata, e strutturata al ribasso, mentre il segnale è ancora nominalmente di acquisto. Sono due letture che di solito camminano insieme e qui si sono separate: quando succede, nella mia esperienza è il segnale a raggiungere la struttura e non il contrario.
• La foto del giorno, dove l'analisi tecnica MIB sul piano corto è meno negativa. La forza relativa giornaliera risale a 44,81 da 38,16, pur restando sotto la metà scala; quella settimanale sta a 61,96. L'istogramma del MACD giornaliero si stringe a meno 0,163 da meno 0,186. Il flusso di denaro giornaliero dimezza il segno negativo in una seduta, da meno 0,649 a meno 0,299, e si riporta sopra la propria media. Sul settimanale il flusso torna appena positivo a 0,041 dopo il meno 0,067 della settimana prima. Sono i due argomenti a favore del rialzo, e vanno detti perché esistono: il breve si sta raddrizzando. Restano due indizi contro sette.
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SUPPORTI E RESISTENZE
La No Trade Zone del mio modello va da 53,47 a 54,39, e il prezzo ci ha chiuso esattamente sul bordo inferiore. Sopra c'è la fascia di congestione dove il sistema non propone ingressi, sotto c'è il livello che chiude il trade. La distanza fra le due cose sono due centesimi e mezzo di euro.
Resistenze:
• 53,61 — linea di conversione di Ichimoku, a più 0,25%.
• 53,63 — Punto di Inversione giornaliero, in vendita, a più 0,29%.
• 53,87 — media mobile a 20 giorni, a più 0,74%.
• 53,94 — linea base di Ichimoku, a più 0,87%.
• 54,21 — banda centrale di Bollinger giornaliera, a più 1,38%.
• 54,39 — tetto della No Trade Zone, che coincide col massimo delle ultime sette sedute, a più 1,72%.
• 55,36 — massimo storico, che coincide coi massimi a trenta e novanta sedute, a più 3,53%.
Supporti:
• 53,46 — media mobile a 50 giorni, praticamente sul prezzo, a meno 0,02%.
• 53,44 — Punto di Inversione settimanale, a meno 0,05%.
• 53,31 — prezzo medio ponderato della seduta, a meno 0,29%.
• 53,30 — bordo superiore della nuvola di Ichimoku, a meno 0,32%.
• 52,92 — banda inferiore di Bollinger giornaliera, a meno 1,03%.
• 52,82 — minimo delle ultime sette sedute, a meno 1,22%.
• 52,51 — minimo delle ultime trenta sedute, a meno 1,80%.
• 51,97 — media mobile a 100 giorni, a meno 2,80%.
• 51,78 — bordo inferiore della nuvola di Ichimoku, a meno 3,17%.
La mappa dice una cosa sola e la dice forte. Sotto il prezzo, nei primi cinque centesimi di punto, ci sono due livelli sovrapposti: la media mobile a 50 giorni e il Punto di Inversione settimanale. Non sono due riferimenti fra cui il prezzo può oscillare, sono lo stesso muro visto da due strumenti diversi, ed è quello che decide se ventidue settimane di trade continuano. Il margine vale il 5% di una singola giornata normale: dentro il rumore di mezz'ora di contrattazioni. Sopra invece la strada è ordinata e fitta — sette riferimenti fra più 0,25% e più 3,53%, coi primi quattro tutti dentro un punto percentuale — e il primo della fila è il Punto di Inversione giornaliero, che è già in vendita e lavora da tetto.
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STRATEGIA OPERATIVA
LONG — in essere dalla 22ª settimana, ingresso area 47,54, più 12,47% a oggi, con il livello di uscita raggiunto
• Target — tutte e tre le finestre sono state prese, alla sesta, all'undicesima e alla diciassettesima settimana. Non ci sono obiettivi davanti e non ne pubblico di nuovi: la copertura è finita da settimane, e un trade che ha incassato tutto quello che aveva da incassare lo governa il solo trailing. Qui il trailing è arrivato.
• Stop — Punto di Inversione settimanale, area 53,44: meno 0,05% dai corsi. Sta il 12,42% sopra il prezzo d'ingresso, quindi il suo lavoro è proteggere un guadagno maturato e lo sta facendo fino in fondo. Va detto senza addolcirlo: a questa distanza non c'è margine di manovra, e la decisione la prende la chiusura di stasera.
• Stop al pareggio, in alternativa — area 47,54, il prezzo d'ingresso: meno 11,09% dai corsi. È undici punti percentuali più largo del livello settimanale, quindi dà enormemente più respiro e protegge molto meno. Su questo trade la scelta fra i due non è teorica: il primo si decide oggi, il secondo lascia correre un'eventuale discesa fino a undici punti prima di intervenire, restituendo quasi tutto il guadagno. Chi vuole restare esposto oltre un possibile falso segnale ha solo questa alternativa, e ne paga il prezzo.
• Trailing — la mia gestione del rischio lavora a scalini: pareggio a più 4%, poi più 2% quando si arriva a più 10%, poi il Punto di Inversione settimanale che sale da sé. Qui siamo nella terza fase da molte settimane, e questo è il modo in cui il sistema chiude i trade: non con un obiettivo raggiunto, ma con il livello di protezione che raggiunge il prezzo da sotto. Sta succedendo adesso.
SHORT — alternativo, e questa volta a ridosso (informazione di servizio, non uno scenario operativo)
• L'ingresso short coincide col Punto di Inversione del long: lo short parte dove muore il long. Oggi quel livello è 53,44, cioè meno 0,05% dai corsi. Su questo paniere le due cose sono a un soffio, ed è la ragione per cui vale la pena averlo scritto prima e non dopo.
• Gli obiettivi ribassisti dell'ultima analisi pubblicata stanno a 51,49 e 50,94, cioè meno 3,70% e meno 4,73% dai corsi, col livello di protezione a 55,32. Sono numeri congelati all'analisi del fine settimana e vanno letti per le proporzioni che esprimono, non come livelli operativi di oggi.
NO TRADE ZONE — 53,47 / 54,39
• Il prezzo sta esattamente sul bordo inferiore della zona. Dentro la congestione il sistema non propone ingressi: servirebbe una chiusura sopra 54,39 per considerarla superata. La particolarità è che qui il pavimento della zona, la media a 50 giorni e il Punto di Inversione settimanale stanno tutti e tre in un intervallo di cinque centesimi di punto: la congestione e il livello di uscita coincidono, cosa che sugli altri panieri non capita quasi mai.
Ingresso ideale
• Sul rialzo non c'è, e non per prudenza. Per tornare a comprare questo paniere servirebbe una chiusura sopra 54,39, cioè oltre il tetto della zona, superando nell'ordine il Punto di Inversione giornaliero, la media a 20 giorni, la linea base di Ichimoku e la banda centrale di Bollinger. Con la Forza del Segnale a 0, l'indicatore di direzione settimanale già ribassista e un venditore che martedì ha scaricato quasi sei volte il volume normale, quella sequenza chiede molto più di una buona seduta.
• Sul ribasso: una chiusura sotto 53,44 chiude il Segnale di Acquisto che dura da ventidue settimane, e sarebbe una chiusura in guadagno del 12,47%. Da lì il primo appoggio è 52,92, poi il minimo a trenta sedute a 52,51. Il livello dello short alternativo è lo stesso, quindi chi lavora nei due sensi ha un punto solo da sorvegliare invece di due.
• Per chi è già dentro: questo è il caso da manuale in cui non si aggiunge. Per lo swing trading la posizione si accompagna, e la sola decisione che resta è quale dei due livelli usare — il settimanale, che si decide stasera, o il pareggio undici punti più sotto, che lascia respirare a costo di restituire quasi tutto. Un trade che ha reso il 12,47% in ventidue settimane e arriva al proprio livello di uscita non è un trade fallito: è un trade finito bene.
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NOTA DI METODO
Il mio modello classifica lo scenario di questo paniere come ribassista. Va letta per quello che è: una misura di maturità ed estensione della struttura. Di norma non anticipa un calo — per un indice lo scenario descrive quanto è avanti il ciclo, mentre la direzione la dà il segnale corrente. Su questo paniere però la misura di maturità, la posizione del prezzo e la direzione settimanale raccontano la stessa cosa da tre angoli diversi, ed è raro: uno scenario ribassista con la Forza a 0 e il prezzo appoggiato al livello di uscita descrive un ciclo che si sta chiudendo, mentre di solito quella stessa etichetta segnala una struttura matura che può durare ancora mesi.
Questa analisi ha finalità didattica e informativa: non è consulenza né sollecitazione all'investimento, e non costituisce una raccomandazione personalizzata. L'attività sui mercati comporta rischi elevati, con possibili perdite significative del capitale. I risultati passati non garantiscono i risultati futuri. Ogni decisione operativa resta responsabilità di chi la prende.
ingresso portafoglio ROBO da 24,595 no stopingresso portafoglio ROBO da 24,595 no stop, 23pezzi, si può fare, per il lungo termine...
RLong
XLC — Primi segnali di possibile rotazione settorialeParticolarmente interessante questa settimana è il comportamento del settore Communication Services (XLC), soprattutto se confrontato con quello dell’S&P 500 attraverso il rapporto di forza relativa XLC/SPX.
Dopo una lunga fase laterale iniziata nei primi mesi del 2025, la forza relativa del settore aveva cominciato a deteriorarsi tra gennaio e marzo 2026, dando origine a un vero movimento ribassista. Dai minimi di marzo il prezzo di XLC è riuscito a recuperare, ma senza sviluppare la stessa capacità dell’S&P 500 di costruire nuovi valori al rialzo. Il settore è rimasto infatti sostanzialmente all’interno del range costruito tra settembre 2025 e marzo 2026, continuando quindi a sottoperformare l’indice.
Nelle ultime settimane, però, questa dinamica sta iniziando a cambiare. Sul grafico weekly il prezzo di XLC ha costruito una serie di minimi sostanzialmente allineati tra giugno e luglio e sta ora provando a recuperare i massimi di metà luglio. Ancora più interessante è ciò che sta accadendo sulla forza relativa, che ha smesso di sviluppare nuovi valori al ribasso e, sul daily, ha iniziato nelle ultime settimane a costruire una prima struttura crescente.
Non possiamo ancora parlare di una vera inversione, ma è il primo segnale concreto che il settore potrebbe aver smesso di perdere terreno nei confronti dell’S&P 500. Se questa dinamica dovesse proseguire, XLC potrebbe iniziare a costruire un nuovo rally o quantomeno entrare in una fase di progressivo recupero della forza relativa persa negli ultimi mesi.
Dal punto di vista operativo, la conferma più importante arriverebbe da una rottura settimanale di XLC sopra i 114 dollari. Ancora più significativo sarebbe vedere questo breakout svilupparsi contemporaneamente a una fase di debolezza dell’S&P 500, magari mentre l’indice completa un pullback o una presa di liquidità sulle aree di possibile rimbalzo individuate nella precedente analisi.
Una combinazione di questo tipo avrebbe infatti un significato più profondo della semplice rottura tecnica di XLC. Se il settore riuscisse a rafforzarsi proprio mentre l’indice corregge, avremmo un primo segnale di rotazione settoriale, con parte della forza del mercato che inizierebbe a spostarsi verso Communication Services. Sarebbe un elemento particolarmente importante nell’attuale contesto, dove il rialzo dell’S&P 500 continua a dipendere in larga parte dal Technology e soprattutto dal tema AI.
Una conferma sopra 114 dollari, accompagnata dal miglioramento di XLC/SPX, permetterebbe quindi di iniziare a cercare opportunità all’interno del settore. Si potrebbero selezionare singole società capaci di mostrare un momentum e una forza relativa ancora superiori a quelli di XLC, oppure esporsi direttamente attraverso l’ETF, partecipando all’eventuale rotazione senza assumere il rischio specifico della singola società.
Per il momento il segnale è ancora in costruzione, ma proprio la combinazione tra stabilizzazione del prezzo e inversione della forza relativa rende Communication Services uno dei settori più interessanti da monitorare nelle prossime settimane.
Nasdaq - longMovimento iniziato il 17 Agosto pare terminato il 24 Agosto configuradnosi come un movimento di pullback o wave correttiva da cui riprendere la strada verso l'alto.
Le trimestrali di Nvda pubblicate ieri confermano ancora impostazione bullish non solo del titolo stesso bensì dell'intero ecosistema IA, tech e coneguentmente Nasdaq.
Livello su cui si è fermato il pullback? sempre il livello cruciale calamita da maggio26.
SPY - La seduta l'hanno fatta i semiconduttori e WashingtonANALISI TECNICA SPY: IL DIREZIONALE NEGATIVO HA SUPERATO IL POSITIVO, PRIMA VOLTA DAL 3 AGOSTO
Seduta del 24 agosto 2026 — SPY, l'ETF sull'S&P 500
Il paniere ha perso lo 0,29% chiudendo a 763,47, in una seduta stretta: l'escursione è stata di 3,14 punti contro un'oscillazione tipica di 6,70, cioè meno della metà. Ma dentro una giornata quasi ferma è successa una cosa che non si vedeva da tre settimane: nell'indice di direzione il ramo negativo ha superato quello positivo, 25,92 contro 24,09, quando venerdì erano 24,65 contro 25,06. L'ultima volta era il 3 agosto, e prima ancora bisogna risalire a metà giugno. Un prezzo che si muove poco e una struttura direzionale che si rovescia sono due informazioni diverse, e la seconda vale più della prima.
Per ogni azienda, indicatore macro e settore che nomino riporto tra parentesi il simbolo esatto di TradingView, così potete caricarli sul vostro grafico e verificare quello che scrivo.
Quanto sotto riportato è frutto del mio modello di trading sistematico che analizza circa 450 asset, basato su segnali settimanali, gestione attiva del trade su due assi tempo + valore e nessuna chiusura automatica. Il modello fornisce riferimenti, la scelta resta sempre del trader.
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COSA È SUCCESSO
• Il fatto. La seduta l'hanno fatta i semiconduttori e Washington. L'intera filiera dei chip si è scaricata in anticipo sui conti di NVIDIA (BATS:NVDA), attesi mercoledì 26 agosto a mercati chiusi: Micron (BATS:MU) meno 5,83%, Intel (BATS:INTC) meno 3,12%, AMD (BATS:AMD) meno 3,49%, Broadcom (BATS:AVGO) meno 2,63%, Taiwan Semiconductor (BATS:TSM) meno 2,11% e la stessa NVIDIA meno 2,91%. Nessuno di questi cali ha una notizia societaria dietro: è un mercato che si toglie il rischio prima di un evento. Sul fronte politico il Tesoro americano ha annunciato un pacchetto di sanzioni sull'Iran esteso a chi ci commercia, Cina compresa, e il greggio è sceso; in parallelo sono saltati i colloqui commerciali con il Canada, con la minaccia di dazi al 50% su auto e componenti da gennaio 2027 — colpo diretto su Stellantis (MIL:STLAM), peggiore del listino italiano a meno 4,77%.
• Il seguito sul prezzo. Sotto la superficie la giornata è stata più difensiva di quanto dica il meno 0,29%. Il volume è calato del 17,2%, a 32,4 milioni di quote contro 39,2, e questo è un dato favorevole: la discesa è avvenuta con meno scambi della vigilia. Anche il volume in acquisto è risalito, dal 42,12% al 44,27%. Ma il flusso di denaro giornaliero resta negativo, con il CMF a meno 0,0523 contro una media a venti sedute a meno 0,0106, e l'indicatore di forza relativa è sceso a 52,14 dal 54,23 della vigilia, tornando praticamente in mezzo alla scala. Il MACD giornaliero è sotto la propria linea di segnale per la seconda seduta consecutiva, con istogramma a meno 1,29 contro meno 0,92 di venerdì: l'incrocio negativo non solo regge, si allarga.
• Il contorno di mercato. La rotazione di ieri è stata difensiva e nettissima. In cima i beni di prima necessità (AMEX:XLP) a più 1,70%, i finanziari (AMEX:XLF) a più 1,29% e le utility (AMEX:XLU) a più 1,05%; in fondo la tecnologia (AMEX:XLK) a meno 1,78%, l'energia (AMEX:XLE) a meno 0,83% e gli industriali (AMEX:XLI) a meno 0,69%. Dentro i finanziari il movimento più notevole è quello dei pagamenti: Mastercard (BATS:MA) più 3,31% e Visa (BATS:V) più 3,06%, entrambi oltre tre volte la propria oscillazione tipica giornaliera. In Europa lo stesso disegno più smorzato, con le banche (XETR:EXV1) a più 0,56% e il petrolio e gas (XETR:EXH1) a meno 1,41%.
• Macro e settore. Il quadro di stress resta disteso e il sensore sugli strappi non ha alzato nulla: volatilità azionaria (CBOE:VIX) sostanzialmente ferma sul mese, volatilità obbligazionaria (TVC:MOVE) giù dell'11%, rischio di coda (CBOE:SKEW) su di poco. L'unico che disturba è lo spread BTP-Bund (TVC:BTPBUND), in allargamento da tre settimane consecutive: il movimento è minimo, l'1,5% sul mese, ma la persistenza vale più dell'ampiezza. Restano in moto il dollaro (TVC:DXY) in calo e l'oro (OANDA:XAUUSD) avanti del 15% sul mese e in salita da quattro settimane, mentre il petrolio (NYMEX:CL1!) ha perso l'1,2% in settimana sulle sanzioni e i noli marittimi (INDEX:BDI) restano avanti del 5,5%. Il numero che invece merita più attenzione di tutti è la partecipazione del mercato (BPSPX): scende da sei sedute consecutive e ha lasciato l'11,8% dal 13 agosto, mentre l'indice è ancora a due punti dal proprio record. Quando il prezzo tiene e la larghezza si assottiglia, quello che regge l'indice è un numero sempre più piccolo di titoli.
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ANALISI TECNICA
• Il settimanale. Analisi tecnica settimanale. Il Segnale di Acquisto è attivo dal 6 aprile 2026 con ingresso a 679,46: siamo alla ventunesima settimana e il guadagno dal livello di ingresso è del 12,36%. Il Punto di Inversione settimanale — il livello che per il mio modello decide se il trade esiste ancora — è salito a 756,60 dai 753,09 della settimana scorsa, e continua a salire ogni settimana. Tutte e tre le finestre di presa beneficio sono state incassate: la prima alla sesta settimana, la seconda all'undicesima, la terza alla diciassettesima. La copertura è terminata e da qui in avanti governa il solo trailing stop.
• La foto del giorno. Il breve continua a deteriorarsi con ordine. L'indicatore di forza relativa giornaliero è a 52,14 contro il 62,10 del settimanale: dieci punti di scarto fra i due orizzonti, ed è tutto il quadro in una riga. Il MACD giornaliero è negativo e si allarga, mentre il settimanale regge in positivo — 20,26 sopra una linea di segnale a 19,75 — ma con istogramma sceso a più 0,52 dal più 1,17 di sette giorni fa, cioè più che dimezzato. L'indice di direzione ADX è a 17,96, valore basso, e la novità è l'incrocio già citato: il ramo negativo a 25,92 ha superato il positivo a 24,09. Sul settimanale il rapporto è ancora rovesciato a favore del rialzo, 26,84 contro 19,98. Il denaro settimanale resta in ingresso, con il CMF a 0,1540 sopra la propria media a 0,1500, ed è la spia più solida che il quadro lungo abbia ancora. La volatilità storica corta a 9,01 contro la lunga a 14,59 dice che il paniere si muove al 62% del proprio passato recente.
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SUPPORTI E RESISTENZE
La No Trade Zone del mio modello va da 763,73 a 779,37 e il prezzo, a 763,47, sta sotto il pavimento di appena lo 0,03%. È esattamente il confine: il paniere ha chiuso sulla soglia della zona di congestione.
Resistenze:
• 763,55 — banda centrale di Bollinger, a più 0,01%.
• 763,59 — prezzo medio ponderato della seduta, a più 0,02%.
• 763,70 — media mobile a 20 giorni, a più 0,03%.
• 763,73 — pavimento della No Trade Zone, a più 0,03%.
• 765,98 — media esponenziale a 5 giorni, a più 0,33%.
• 769,94 — Punto di Inversione giornaliero, in vendita, a più 0,85%.
• 770,70 — linea di conversione di Ichimoku, a più 0,95%.
• 778,80 — massimo delle ultime sette sedute, a più 2,01%.
• 779,37 — massimo storico, che coincide col massimo delle ultime trenta e novanta sedute e col tetto della zona, a più 2,08%.
Supporti:
• 762,04 — minimo delle ultime sette sedute, che ieri è stato anche il minimo di giornata a 762,08, a meno 0,19%.
• 761,02 — media mobile ponderata sui volumi, a meno 0,32%.
• 756,60 — Punto di Inversione settimanale, a meno 0,90%. È il giudice del trade.
• 754,24 — linea base di Ichimoku, a meno 1,21%.
• 753,37 — media mobile a 50 giorni, a meno 1,32%.
• 742,09 — prima linea della nuvola di Ichimoku, a meno 2,80%.
La mappa è la più compressa che io abbia visto su questo paniere da mesi. Quando la resistenza è a tre centesimi e il supporto a diciannove, non c'è una direzione implicita: c'è una molla, e conta solo da che parte si scarica.
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STRATEGIA OPERATIVA
LONG — in essere dalla 21ª settimana, ingresso area 679,46, più 12,36% a oggi
• Target — tutte e tre le finestre di presa beneficio sono state prese, alla sesta, all'undicesima e alla diciassettesima settimana. Non ci sono obiettivi davanti e non ne pubblico di nuovi: la copertura è terminata, e un trade che ha incassato tutto quello che aveva da incassare è governato dal solo trailing.
• Stop — Punto di Inversione settimanale, area 756,60: meno 0,90% dai corsi. Sta l'11,35% sopra il prezzo d'ingresso, quindi il trade è al riparo e il livello protegge un guadagno già maturato. Rispetto a venerdì il livello è salito di 3,51 punti mentre il prezzo scendeva: la distanza si è ridotta da entrambi i lati.
• Stop al pareggio, in alternativa — area 679,46, il prezzo d'ingresso: meno 10,99% dai corsi. È dieci punti più largo del livello settimanale, quindi dà molto più respiro e protegge molto meno. Su un trade avanti del 12,36% la scelta ragionevole resta il trailing.
• Trailing — la regola di casa lavora a scalini: pareggio a più 4%, poi più 2% quando si arriva a più 10%, poi il Punto di Inversione settimanale che sale da sé. Qui siamo nella terza fase da molte settimane.
• Rapporto rischio/rendimento — col record che dista un rialzo del 2,08% e il livello di sistema a meno 0,90%, misurato sugli estremi vale 2,31 contro 1. È il valore migliore delle ultime settimane, ed è la conseguenza meccanica di uno stop che sale mentre il prezzo scende.
SHORT — alternativo, non attivo (informazione di servizio, non uno scenario operativo)
• L'ingresso short coincide col Punto di Inversione del long: lo short parte dove muore il long. Oggi quel livello è 756,60, cioè meno 0,90% dai corsi, e si alza ogni settimana.
• Gli obiettivi ribassisti dell'ultima analisi pubblicata stanno a 728,26 e 721,31, coi livelli di protezione a 776,93 e 780,91. Sono numeri congelati all'analisi del fine settimana e vanno letti come proporzioni.
• Lo ripeto perché conta: questo box è informazione di servizio. Non sto proponendo di vendere l'S&P 500.
NO TRADE ZONE — 763,73 / 779,37
• Il prezzo è sulla SOGLIA, a 763,47, appena lo 0,03% sotto il pavimento. Finché resta fuori il sistema non propone ingressi. La differenza rispetto alle sedute scorse è che il rientro non richiede più un movimento: richiede un tick. La lettura di breve torna però davvero favorevole solo oltre il Punto di Inversione giornaliero a 769,94, che è quasi un punto più su.
Ingresso ideale
• Al rialzo, in due tempi. Il primo è il recupero del grumo a 763,55-763,73, che vale come rientro nella zona ma non come inversione. Il secondo, quello che conta, è la conferma sopra 769,94: lì il Punto di Inversione giornaliero torna in acquisto e il quadro di breve si allinea di nuovo al settimanale.
• Al ribasso, per chi cerca un appoggio: la tenuta di 762,04 con il volume in acquisto sopra il 50%. Ieri era al 44,27% ed era in risalita, il che è la cosa migliore che si possa dire di una giornata negativa. Sotto quel minimo si apre lo spazio verso il Punto di Inversione settimanale.
• Per lo swing trading il messaggio è che gli orizzonti si sono separati e stanno separati da giorni. Il settimanale regge — MACD ancora positivo, denaro in ingresso, ramo direzionale positivo davanti — mentre il giornaliero ha girato su tutti e tre gli stessi indicatori. Chi compra qui compra contro il breve e a favore del lungo: è una posizione legittima, e si dimensiona sulla distanza dal minimo di periodo, che è di diciannove centesimi di punto. Il grumo di livelli sopra il prezzo è vicino, il che lo rende raggiungibile e non per questo fragile.
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I NUOVI SEGNALI DI ACQUISTO DELLA SETTIMANA
Il mio modello ha acceso 18 nuovi Segnali di Acquisto alla chiusura della settimana 17-21 agosto, e nessun Segnale di Vendita. Diciotto contro zero in una settimana in cui l'S&P 500 ha perso terreno è già un'informazione: il segnale settimanale continua a trovare strutture pronte anche dove il prezzo dell'indice non le racconta. Il rovescio della medaglia è che dopo la prima seduta 16 dei 18 sono sotto il proprio livello di ingresso. Sono nati venerdì e lunedì il mercato è sceso: due sedute non giudicano niente, ma il conto va detto per intero.
La distribuzione settoriale dice la cosa più interessante di tutte. Quattro dei diciotto stanno nella sanità (AMEX:XLV), tre nella tecnologia (AMEX:XLK), due nel consumo discrezionale (AMEX:XLY), e il resto è sparso fra materiali, industria, finanza, energia europea e panieri emergenti. Non c'è un tema dominante: il segnale settimanale ha acceso su otto comparti diversi. In una settimana in cui la partecipazione del mercato si sta restringendo, una coorte così larga è un contrappeso — e sarà interessante vedere quale dei due dati regge nelle prossime sedute.
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NOTA DI METODO
Il mio modello classifica la struttura di SPY come scenario ribassista al 93%. Su un indice questo non significa che io mi aspetti un calo: significa che la struttura viene da un movimento maturo ed esteso, alla ventunesima settimana di trade con tutte le finestre incassate e la Forza del Segnale al 7%. La direzione vera la dà il segnale corrente, che è di acquisto. Lo scenario misura quanto è avanzato il viaggio, il segnale dice in che verso si sta camminando.
Il confronto col Nasdaq è la lettura più utile della giornata, e ieri ha allargato il divario invece di ridurlo. I due panieri sono scesi insieme, SPY dello 0,29% e QQQ (BATS:QQQ), l'ETF sul Nasdaq 100, dell'1,00%, cioè più del triplo. Dal proprio record SPY sta il 2,04% sotto e QQQ il 5,65%. Ma la differenza vera è di stato: SPY è alla ventunesima settimana di un trade avanti del 12,36% con lo stop l'11% sopra l'ingresso, QQQ alla terza settimana di un trade nato a metà agosto e già sotto del 3,39%, con lo stop il 5% sotto l'ingresso. Uno ha un guadagno da proteggere, l'altro ha una posizione da difendere, e sono due mestieri diversi. La spiegazione sta come sempre nei pesi: QQQ porta il 50,54% in tecnologia contro il 32,91% di SPY, e appena lo 0,24% in finanziari contro il 12,59%. Ieri la tecnologia ha perso l'1,78% e i finanziari hanno guadagnato l'1,29%: quel cuscinetto da dodici punti e mezzo è tutta la differenza fra meno 0,29% e meno 1,00%. Nel fare analisi tecnica dei mercati finanziari su due panieri della stessa piazza, la composizione spiega quasi sempre più del grafico.
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Questa analisi ha finalità didattica e informativa: non è consulenza né sollecitazione all'investimento, e non costituisce una raccomandazione personalizzata. L'attività sui mercati comporta rischi elevati, con possibili perdite significative del capitale. I risultati passati non garantiscono i risultati futuri. Ogni decisione operativa resta responsabilità di chi la prende.
WQTM come benchmark per analizzare il quantum computing..Di nuovo, bentornati sul canale e buon lunedì 24 Agosto 2026.
Torniamo a parlare di Quantum Computing dopo aver toccato nelle settimane scorse il titolo IONQ, appunto relativo a questo settore.
Vorrei oggi andare ad analizzare il comparto andando a prendere uno dei ticker più importanti di riferimento come benchmark, ovvero il WQTM di WisdmomTree, che può essere considerato come un vero e proprio termometro del settore.
Andremo a vedere perché non sono ancora long sul comparto nonostante il grande entusiasmo degli ultimi mesi e che cosa sto aspettando prima di valutare un potenziale ingresso long. Grazie a tutti intanto per l'ascolto e per tutta la stima di sempre.
Vi auguro una buona serata. Grazie.
reingresso CBND da 47,955 no stopreingresso CBND da 47,955 no stop, su bel ritracciamento proviamo a reintegrare questo bondismo dragonista, più per visione del disegno grafico che per convinzione sui fondamentali, d'altronde chi crede ai numeri cinesi deve sempre essere pronto a essere deluso, c'est la vie!
Oltre l'analisi disastrografica!
Analisi tecnica SPY 19/08 - La seduta intera l'ha fatta Moderna ANALISI TECNICA SPY: IL PREZZO È RISALITO A UN DECIMO DI PUNTO DAL PAVIMENTO DELLA ZONA DI CONGESTIONE
Seduta del 19 agosto 2026 — SPY, l'ETF sull'S&P 500
Il paniere ha guadagnato lo 0,21% chiudendo a 769,06 e ha interrotto una serie di tre sedute in rosso. Il fatto tecnico però sta nella geometria: lunedì il prezzo era uscito sotto il pavimento della zona di congestione e lì sembrava destinato a restare, mentre ieri è risalito fino a 769,06 contro un pavimento a 769,96. Un decimo di punto. Il Punto di Inversione giornaliero resta sopra i corsi a 774,59, quindi la lettura di breve non è ancora cambiata, ma il paniere si è rimesso esattamente sulla soglia che aveva perso.
Per ogni azienda, indicatore macro e settore che nomino riporto tra parentesi il simbolo esatto di TradingView, così potete caricarli sul vostro grafico e verificare quello che scrivo.
Quanto sotto riportato è frutto del mio modello di trading sistematico che analizza circa 450 asset, basato su segnali settimanali, gestione attiva del trade su due assi tempo + valore e nessuna chiusura automatica. Il modello fornisce riferimenti, la scelta resta sempre del trader.
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COSA È SUCCESSO
• Il fatto. A rompere la serie negativa è stato il rientro dei rendimenti lunghi, dopo che il Tesoro americano ha annunciato il raddoppio dei riacquisti di debito a lunga scadenza a partire da settembre. Il trentennale, salito fino al 5,33% e cioè al livello più alto da diciannove anni, ha ripiegato verso il 5,29%. È lo stesso rendimento che nelle tre sedute precedenti aveva prodotto le vendite: il mercato ha semplicemente saputo che da settembre ci sarà un compratore in più su quella scadenza.
• Il seguito sul prezzo. L'escursione di giornata è stata di 4,37 punti, cioè lo 0,57% del prezzo, contro un'oscillazione tipica giornaliera di 7,07 punti: il paniere si è mosso al 62% del proprio normale, quasi il doppio della seduta precedente. Il volume complessivo è sceso dell'8,2%, a 40,3 milioni di quote contro 43,9, e il volume in acquisto è risalito al 21,97% dal 20,54% di lunedì. Un rialzo con volumi in calo e con solo un quinto degli scambi in acquisto non è una ripartenza convinta: è il rientro di una pressione, che è cosa diversa. Il flusso di denaro giornaliero resta negativo, con il CMF a meno 0,0502 contro una media a venti sedute di più 0,0177.
• Il contorno di mercato. La seduta l'ha fatta un titolo solo, e non c'entrava con i tassi. Moderna (BATS:MRNA) ha guadagnato il 176,97% sui dati di fase 3 del vaccino personalizzato contro il melanoma sviluppato con Merck (BATS:MRK): riduzione del 49% del rischio di recidiva o morte in combinazione con l'immunoterapia, riduzione del 59% delle metastasi a distanza. Merck ha chiuso a più 12,60% e dietro le due si è mosso tutto il comparto — Hims & Hers (BATS:HIMS) più 13,51%, Recursion (BATS:RXRX) più 13,27%, CRISPR Therapeutics (BATS:CRSP) più 12,91%, Novavax (BATS:NVAX) più 10,84%, Beam (BATS:BEAM) più 9,41%. Sui semiconduttori la notizia è di segno opposto: Marvell (BATS:MRVL) ha concesso a Google un warrant fino a quasi 59 milioni di azioni, legato a obiettivi d'acquisto di chip su misura pluriennali, e ha guadagnato il 9,85%; il diretto rivale su quello stesso mercato, Broadcom (BATS:AVGO), ha perso il 4,61% e Advanced Micro Devices (BATS:AMD) il 3,71%. Ha corso anche la criptovaluta, con Strategy (BATS:MSTR) più 12,70% e Coinbase (BATS:COIN) più 9,60% su Bitcoin sopra i 68.000 dollari. Un indice che guadagna due decimi mentre un comparto intero fa il 12% medio sta dicendo che il movimento è concentrato in un posto solo.
• Macro e settore. Il quadro di stress si è rilassato in blocco, e questo dà ragione alla lettura sui tassi: volatilità azionaria (CBOE:VIX) meno 6,0%, volatilità obbligazionaria (TVC:MOVE) meno 5,0%, spread BTP-Bund (TVC:BTPBUND) meno 1,5%, rischio di coda (CBOE:SKEW) mezzo punto in meno; sull'arco a quattro settimane restano tutti giù, il primo di quasi un quinto. I due movimenti grossi sono altrove: l'oro (OANDA:XAUUSD) guadagna il 4,4% in una seduta e il dollaro (TVC:DXY) perde lo 0,8%, entrambi ben oltre la loro normalità, e insieme dicono che la scommessa sul taglio dei tassi si è riaccesa. Fermo il petrolio (NYMEX:CL1!) a un punto scarso, nonostante lo Stretto di Hormuz occupi le prime pagine; in calo dello 0,9% la partecipazione del mercato (BPSPX), terza seduta di ribasso ma molto più lenta delle precedenti. Sui settori la giornata ha una firma sola: sanità (AMEX:XLV) più 3,51%, consumo discrezionale (AMEX:XLY) più 1,92%, materiali (AMEX:XLB) più 1,43%, contro tecnologia (AMEX:XLK) meno 1,07%, industriali (AMEX:XLI) meno 0,88% e finanziari (AMEX:XLF) meno 0,62%. In Europa lo stesso schema con le risorse di base (XETR:EXV6) a più 3,28% e le banche (XETR:EXV1) a meno 1,41%.
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ANALISI TECNICA
• Il settimanale. Il Segnale di Acquisto è attivo dal 6 aprile 2026 con ingresso a 679,46: siamo alla ventesima settimana e il guadagno dal livello di ingresso è del 13,19%, contro il 12,95% di ieri. Il Punto di Inversione settimanale — il livello che per il mio modello decide se il trade esiste ancora — sta a 754,27 e continua a salire di settimana in settimana. Tutte e tre le finestre di presa beneficio sono state incassate: la prima a 745,64 alla sesta settimana, la seconda a 728,99 all'undicesima, la terza a 773,26 alla diciassettesima. La copertura del trade è terminata e da qui in avanti l'unica cosa che governa la posizione è il trailing stop.
• Le spie di maturità. La qualità del setup — quello che chiamo IQS, l'indice che misura in quale fase si trova la struttura, da compressa a tesa — sta a 55,2. La Forza del Segnale, che misura la convinzione e l'ampiezza del movimento e mai la sua sicurezza, è al 7%. Le due letture raccontano la stessa cosa da angoli diversi: struttura avanzata nel proprio ciclo, spinta ormai residua. Forza bassa significa ampiezza ridotta rispetto ai primi mesi del trade, e nient'altro.
• La foto del giorno. L'indicatore di forza relativa è risalito a 57,78 sul giornaliero dal 56,61 di lunedì, dopo essere sceso di undici punti in tre sedute; sul settimanale sta a 64,50. L'indice di direzione ADX è a 21,97 con il DI positivo a 28,52 di nuovo sopra il negativo a 21,45, e la forbice si è riaperta da quattro a sette punti: è il segnale più incoraggiante del quadro di breve. Il MACD giornaliero resta sopra la propria linea di segnale con istogramma a più 0,26, e il settimanale è positivo con istogramma a più 1,38: nessuno dei due ha girato in tutta la fase negativa. Il denaro resta la parte debole — settimanale a 0,1313 contro una media di 0,1518, giornaliero ancora sotto zero — mentre la volatilità storica corta a 8,13 contro la lunga a 14,72 conferma un paniere che si muove al 55% del proprio passato recente. È il motivo per cui tre sedute di calo hanno fatto così poca strada, ed è anche il motivo per cui il rimbalzo di ieri ne ha fatta altrettanto poca.
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SUPPORTI E RESISTENZE
La No Trade Zone del mio modello va da 769,96 a 779,37 e il prezzo, a 769,06, sta ancora sotto il pavimento ma soltanto dello 0,12%: lunedì la distanza era dello 0,33%. La soglia è a portata di una candela, e per il price action è la geometria più semplice della settimana — un livello unico che separa due letture opposte.
Resistenze:
• 769,88 — prezzo medio ponderato della seduta, a più 0,11%. Chi ha comprato ieri è mediamente in pari.
• 769,96 — pavimento della No Trade Zone, a più 0,12%. È la soglia che decide la lettura di breve.
• 770,70 — media esponenziale a 5 giorni, a più 0,21%.
• 773,15 — linea di conversione di Ichimoku, a più 0,53%.
• 774,59 — Punto di Inversione giornaliero, ancora in vendita, a più 0,72%.
• 779,37 — massimo storico, che coincide con il massimo delle ultime sette, trenta e novanta sedute e col tetto della zona, a più 1,34%. Quattro riferimenti sullo stesso prezzo.
• 791,26 — banda superiore di Bollinger giornaliera, a più 2,89%.
Supporti:
• 766,92 — minimo delle ultime sette sedute, a meno 0,28%.
• 763,61 — media mobile a 20 giorni, a meno 0,71%.
• 759,77 — banda centrale di Bollinger, a meno 1,21%.
• 754,27 — Punto di Inversione settimanale, a meno 1,92%. È il giudice del trade.
• 754,24 — linea base di Ichimoku, a meno 1,93%. Coincide col precedente al centesimo.
• 752,03 — media mobile a 50 giorni, a meno 2,21%.
• 742,09 — prima linea della nuvola di Ichimoku, a meno 3,51%.
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STRATEGIA OPERATIVA
LONG — in essere dalla 20ª settimana, ingresso area 679,46, più 13,19% a oggi
• Target — tutte e tre le finestre di presa beneficio sono state prese, alla sesta, all'undicesima e alla diciassettesima settimana. Non ci sono obiettivi davanti e non ne pubblico di nuovi: la copertura è terminata, e un trade che ha incassato tutto quello che aveva da incassare è governato dal solo trailing.
• Stop — Punto di Inversione settimanale, area 754,27: meno 1,92% dai corsi. Sta l'11,00% sopra il prezzo d'ingresso, quindi il trade è al riparo e il livello serve a proteggere un guadagno già maturato. Rispetto a lunedì la distanza si è riallargata di due decimi, e questa volta a muoversi è stato il prezzo verso l'alto.
• Stop al pareggio, in alternativa — area 679,46, il prezzo d'ingresso: meno 11,64% dai corsi. È molto più largo del livello settimanale, quindi dà più respiro e protegge molto meno. Su un trade avanti del 13% la scelta ragionevole resta il trailing.
• Rapporto rischio/rendimento — col record che dista un rialzo dell'1,34% e il livello di sistema a meno 1,92%, misurato sugli estremi vale 0,70 contro 1. È peggiorato rispetto a lunedì perché il prezzo si è riavvicinato al massimo storico senza che lo stop salisse: su un trade alla ventesima settimana questa asimmetria è la normalità, e vale come promemoria contro l'idea di aggiungere qui.
SHORT — alternativo, non attivo (informazione di servizio, non uno scenario operativo)
• L'ingresso short coincide col Punto di Inversione del long: lo short parte dove muore il long. Oggi quel livello è 754,27, cioè meno 1,92% dai corsi, e si alza ogni settimana.
• Gli obiettivi ribassisti dell'ultima analisi pubblicata stanno a 727,10 e 720,11, coi livelli di protezione a 776,00 e 779,99. Sono numeri congelati all'analisi del fine settimana e vanno letti come proporzioni.
• Lo ripeto perché conta: questo box è informazione di servizio. Non sto proponendo di vendere l'S&P 500.
NO TRADE ZONE — 769,96 / 779,37
• Il prezzo è SOTTO la zona, a 769,06, di appena lo 0,12%. Finché resta fuori il sistema non propone ingressi e il pavimento lavora da tetto; una chiusura sopra 769,96 riporta il paniere dentro la congestione, che è una condizione diversa e non ancora costruttiva. La lettura torna favorevole solo oltre il Punto di Inversione giornaliero a 774,59.
Ingresso ideale
• Al rialzo, in due tempi: prima il rientro dentro la zona con chiusura sopra 769,96, poi la conferma sopra 774,74. Solo la seconda vale come inversione della lettura di breve; la prima è il superamento di un grumo di tre riferimenti larghi due decimi di punto.
• Al ribasso, per chi cerca un appoggio: la tenuta di 766,92 con volume in acquisto in ripresa sopra il 50%. Sotto quel livello il primo riferimento serio scende alla media a 20 giorni a 763,61.
• Per lo swing trading il messaggio è che il quadro settimanale non si è mai mosso durante tutta la fase negativa — MACD positivo su entrambi gli orizzonti, denaro settimanale ancora presente, Punto di Inversione lontano quasi due punti — mentre il breve ha girato e ora sta tornando indietro. Chi compra qui compra dentro una fascia larga quattro decimi di punto, e la gestione del rischio in una configurazione così stretta significa una cosa sola: stop tecnico appena sotto il minimo della settimana e taglia proporzionata a quella distanza, non al proprio entusiasmo.
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NOTA DI METODO
Il mio modello classifica la struttura di SPY come scenario ribassista al 93%. Su un indice questo non significa che io mi aspetti un calo: significa che la struttura viene da un movimento maturo ed esteso, alla ventesima settimana di trade con tutte le finestre incassate. La direzione vera la dà il segnale corrente, che è di acquisto. Lo scenario misura quanto è avanzato il viaggio, il segnale dice in che verso si sta camminando.
L'osservazione più utile della giornata è però il confronto col Nasdaq. Ieri SPY ha guadagnato lo 0,21% e QQQ (BATS:QQQ), l'ETF sul Nasdaq 100, ha perso lo 0,20%: due panieri della stessa piazza che si muovono in direzioni opposte nella stessa seduta. La spiegazione sta interamente nei pesi. SPY porta il 9,47% in sanità contro il 5,11% di QQQ, quindi ha quasi il doppio dell'esposizione al comparto che ieri ha fatto più 3,51%; e porta il 32,91% in tecnologia contro il 50,54%, quindi ha due terzi dell'esposizione al comparto che ha fatto meno 1,07%. Doppia esposizione a chi sale, due terzi a chi scende: il segno opposto è aritmetica, e non serve altro per spiegarlo. Dal proprio record SPY sta l'1,32% sotto e QQQ il 4,35%, cioè più del triplo. E c'è un fatto che accomuna i due panieri e vale più della differenza: entrambi hanno il Punto di Inversione giornaliero sopra il prezzo ed entrambi sono ancora sotto il pavimento della propria zona di congestione. Su questo la rotazione non cambia nulla.
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Questa analisi ha finalità didattica e informativa: non è consulenza né sollecitazione all'investimento, e non costituisce una raccomandazione personalizzata. L'attività sui mercati comporta rischi elevati, con possibili perdite significative del capitale. I risultati passati non garantiscono i risultati futuri. Ogni decisione operativa resta responsabilità di chi la prende.
2- Come scelgo i titoli da seguireTema molto vasto, spero di riuscire a mettere gli argomenti in ordine
--Cosa cercare?--
Quando si cerca qualcosa (non solo nel trading ma in ogni ambito) la base di partenza è definire bene di cosa si ha bisogno perché questo evita di perdere tempo nella ricerca o di ritrovarsi con qualcosa di sbagliato
Bisogna avere chiaro che titolo si vuole cercare in base al proprio modo di fare trading o di investire, qualche esempio per spiegare meglio:
-Se voglio un titolo da comprare e "lasciare lì" bisogna indirizzarsi su qualcosa che tendenzialmente sale sempre anche se poco alla volta tipo un ETF Sp500 oppure una azione assicurativa
-Se cerco qualcosa di più dinamico bisogna indirizzarsi sui settori su cui c'è maggiore hype, tipo l'IA attualmente o gli EV un paio di anni fa
-Se preferiamo lo short bisogna cercare titoli con un alto PE e che magari hanno corso tanto (troppo) per qualche rumors/aspettativa
Questo per dire che non c'è titolo bello o brutto ma tutto dipende da cosa interessa al singolo trader
Ogni azione ha delle proprie caratteristiche (che sono tantissime) cerco quindi di andare a identificare quelle principali a cui do maggiore peso
--Caratteristiche dei titoli: 1- Business e settore di appartenenza--
Le caratteristiche più importanti di tutte, secondo me, sono il business ed il settore di appartenenza
Quello che produce o vende l'azienda è in assoluto la prima cosa che valuto nella analisi di un titolo, leggo bene la descrizione dell'azienda.. mi chiedo se c'è tanta richiesta per quel servizio/prodotto e soprattutto se in futuro ce ne potrebbe essere di più o di meno
E' poi importante capire se l'azienda è un leader per i suoi prodotti/servizi ed eventualmente quali sono i principali concorrenti
Raramente una azione si muove da sola (cosa che succede per lo più in seguito a notizie specifiche o trimestrali)
Molto più spesso un titolo si muove insieme a tutto il proprio settore e quindi è importante capire a che gruppo appartiene per poter valutare come verrà influenzato, alcuni esempi
Quello più attuale.. la corsa a fornire i nuovi servizi IA richiede datacenter, elettricità e server quindi tutti questi settori sono in forte crescita come pure le azioni che vi appartengono
Se un nuovo conflitto inizia e a beneficiarne sono i titoli della difesa e dei droni perché molte delle armi sono usa e getta (missili, droni, munizioni) e quindi vanno continuamente rifornite
Oppure, in ambito inverso, se si prevede un aumento dei tassi i settori che fanno maggiore ricorso al debito saranno più penalizzati tipo l'edilizia
Nel settore farmaceutico invece c'è spesso una eccezione, quando arriva una buona notizia per lo sviluppo di un farmaco le concorrenti dirette scendono
Il settore di appartenenza può portare inoltre una certa stagionalità, ad esempio i titoli del lusso tendono a salire vicino a Natale
In sostanza penso che prima di scegliere una azione bisogna scegliere bene il settore in cui cercarla perché avrà una influenza grandissima sull'andamento futuro del titolo
--Caratteristiche dei titoli: 2- Capitalizzazione --
Al secondo posto come importanza per me c'è la dimensione dell'azienda
In uno stesso settore ci sono sempre aziende di dimensioni diverse, si va dai "colossi" alle "startup"
I colossi aiutano a individuare la direzione del settore e spesso fanno da portabandiera, esempio Nvidia per i semiconduttori oppure Hermes per il lusso
La dimensione della azienda porta con se un altro fattore importante, la liquidità
Con i "colossi" c'è molto più scambio di azioni e quindi lo spread nel book è molto minore che quello di una mid o small cap (sarebbe la differenza del prezzo di chi vende e chi compra)
Altro fattore importante è che sui grossi titoli ci sono più istituzionali (banche, fondi e simili) e questo porta ad un movimento di prezzo più prevedibile grazie allo studio dei volumi
Le grosse aziende tendono inoltre ad avere un movimento di prezzo più graduale con volatilità minore perché sono richieste migliaia/milioni di azioni per spostare il prezzo in una direzione
La caratteristica principale delle small/mid cap invece sta proprio nella elevata volatilità, possono facilmente fare movimenti giornalieri del 6-10% che comportano guadagni (o perdite) rapidi
--Caratteristiche dei titoli: 3- Valutazione attuale--
Terzo posto nelle cose che guardo è il prezzo attuale
Tutte le azioni oscillano nel tempo ed è importante capire se ci troviamo in un momento di sovra-valutazione o sotto-valutazione
Difficilmente una azione sale o scende sempre (qualche eccezione qui c'è ahaha), in generale si passa da periodi in cui l'interesse è maggiore a quelli in cui viene ignorata dal mercato
Qui guardo principalmente l'andamento del grafico, l'andamento del fatturato ed il PE attuale (o il Forward P/E come va di moda adesso)
Se entro long con un titolo che si aggira sui massimi la probabilità di portare a casa un buon +30% è bassa (però ci sono molti fattori da considerare, ne parlerò in futuro)
Al contrario entrare sui minimi apre la strada a gain devastanti come un raddoppio, prendo l'esempio del settore SW SaaS che è stato venduto pesantemente solo per "paura" che verrà sostituito dalla IA (lavoro nel settore e so benissimo che questa è una assurdità totale).
I titoli spesso sono accompagnati dalle raccomandazioni *rating* degli "esperti", io con il tempo ho smesso di guardarle perché mi sono fatto l'idea che vengono usate solo per manipolare la quotazione a vantaggio esclusivo della banca/broker
--Caratteristiche dei titoli: 4- Andamento storico --
L'andamento storico guardando il grafico è molto importante per me anche se è vicino parente del punto precedente, lo metterei al quarto posto
La prima cosa che guardo è "come si muove" sul grafico mensile; se ha un movimento crescente, discendente o laterale
Poi osservo l'andamento del fatturato e delle trimestrali negli anni passati
Quello che cerco di capire in questa fase è se si tratta di una azienda in crescita oppure in calo (le aziende con vendite in calo tipo Nike le escludo e passo oltre)
Alcune figure del grafico poi mi portano ad escludere a priori un titolo, quando vedo il grafico a panettone o a pino in genere passo ad altro
Si tratta di figure legate a bolle speculative passate, mi viene in mente PayPal oppure NIO o Enphase. BlackBerry potrebbe essere una eccezione ma solo perché ha trasformato il proprio business
--- La mia ricerca ---
Ci sono vari modi con cui vado a cercare i titoli da aggiungere alle mie watchlist
1) Il principale è certamente leggere le notizie e gli articoli:
Quando ho tempo mi piace tenermi aggiornato sulle novità e in particolare sulla tecnologia
Ad esempio, avevo letto che gli USA erano rimasti indietro rispetto a Cina e Russia negli investimenti spaziali e che avrebbero dovuto stanziare molti fondi per recuperare il divario. Questo mi ha portato ad approfondire e quindi indirizzarmi su JEDI (ETF) e su altri titoli spaziali con cui ho fatto ottimi gain
A volte leggo le notizie associate ai titoli che seguo (su TW Inglese) e questo mi porta a scoprire concorrenti interessanti e aziende dello stesso settore
Anche le notizie generiche che si sentono al TG possono essere utili se si riflette, un esempio:
Si sente tanto degli attacchi di droni.. quindi mi sono chiesto: chi sono i principali produttori visto che ne vengono distrutti tantissimi? Chi vende o produce le infrastrutture per guidarli (GPS, software, aziende) Chi produce le difese che sono sempre più vitali? A ognuna di queste domande segue una ricerca (che ormai con IA è facile) e quindi dei nomi da mettere in watchlist
Per le notizie che ascolto mi chiedo spesso: "chi ci guadagna e chi ci perde da questa situazione?"
Per dirne un'altra due anni fa avevo sentito parlare del farmaco per l'obesità: si diceva che la richiesta era molto superiore alla capacità produttiva… questo mi ha portato ad approfondire e poi ad investire su Eli Lilly e Novo facendo super gain
Altro esempio: tra un po' arriveranno in massa i Robotaxy e le auto a guida autonoma… chi produce HW e software necessario? (la risposta giusta potrebbe essere premiata con gain devastanti)
Riassumendo penso che se si è attenti a tutto quello che ci circonda ogni giorno potremmo cogliere ottime occasioni di guadagno o investimento!
2) La comunità TradingView:
Ci sono migliaia (milioni) di titoli ed è impensabile poterli guardare tutti quindi col tempo ho selezionato altri trader che operano in modo simile al mio e leggo i loro post e le loro idee
Poi mi guardo il grafico e faccio le mie valutazioni ma questo aiuta a risparmiare tempo e scoprire titoli nuovi
In alcuni casi altri trader mi indicano in chat qualche titolo che ritengono buono oppure mi chiedono consigli su azioni che non conosco e mi fanno scoprire occasioni interessanti
3) App che evidenzia i titoli caldi (non so se posso citarla.. basta cercare)
Da un paio di mesi uso questa app che mette in evidenza i titoli su cui c'è più volume di messaggi scambiati
Questo mi aiuta a intercettare quelle azioni su cui c'è un elevato hype
Inoltre la newsletter mi fornisce un riassunto a fine giornata con alcuni chiarimenti su quello che è successo e su cosa lo ha scatenato
4) Screening
Lo uso poco ma ogni tanto faccio una ricerca dei titoli con volumi in aumento per vedere dove stanno andando gli investitori
-- Le mie watchlist--
I titoli che superano la selezione vengono poi messi in watchlist
Ho una watchlist principale che contiene i titoli in portafoglio e quelli "hot" che hanno un setup che potrebbe attivarsi entro breve termine
Gli altri li metto in altre watchlist di consultazione che suddivido per paese (USA, Italia, Germania)
All'interno di ognuna di queste creo delle sezioni in cui suddivido i titoli per settore di appartenenza ordinati per capitalizzazione, mettendo in alto le big e in basso le small cap
Potrebbe esserci ancora qualcosa da scrivere ma ormai ho raggiunto una lunghezza esagerata, nel caso di dubbi mettete pure la domanda nei commenti
Se anche questo articolo verrà apprezzato procederò con il prossimo:
"3- Come decido i miei ingressi "
Grazie a tutti per il tempo dedicato
Balinor
long XDER da 24,11 no stoplong XDER da 24,11 no stop, presi 22pezzi perchè ben seduto su medie settimanali e mensili e in un contesto di tassi in ribasso e di necessaria rotazione da altri asset potrebbe parzialmente beneficiarne, posizione tattica perchè abbiamo già rewld e questo non distribuisce div, target ambizioso, ma la buona notizia è che sono entrambi zero commissioni su fineco.
Oltre l'analisi figliadiunarotazioneminoregrafica!
Olè!
SPY, l'ETF sull'S&P 500 a 0,19% dal massimo storicoANALISI TECNICA SPY: IL PREZZO ROMPE SOPRA LA CONGESTIONE E CHIUDE SUL NUOVO MASSIMO STORICO
Seduta del 13 agosto 2026 — SPY, l'ETF sull'S&P 500
Il paniere ha guadagnato lo 0,70% e ha chiuso a 777,88, cioè a 0,19% dal massimo storico di 779,37 che ha toccato in giornata. Il fatto tecnico è la rottura: martedì il prezzo stava dentro la fascia di congestione fra 772,26 e 774,26, ieri l'ha superata in chiusura e ci è uscito sopra. Ieri scrivevo che una rottura con il volume in acquisto al 33,43% non sarebbe stata credibile. È arrivata con il 71,67%.
Per ogni azienda, indicatore macro e settore che nomino riporto tra parentesi il simbolo esatto di TradingView, così potete caricarli sul vostro grafico e verificare quello che scrivo.
Quanto sotto riportato è frutto del mio modello di trading sistematico che analizza circa 450 asset, basato su segnali settimanali, gestione attiva del trade su due assi tempo + valore e nessuna chiusura automatica. Il modello fornisce riferimenti, la scelta resta sempre del trader.
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COSA È SUCCESSO
• Il fatto. I prezzi alla produzione americani di luglio sono usciti più deboli del previsto, spinti verso il basso da energia e alimentari, e hanno rafforzato le attese di un taglio della Fed a settembre. È la seconda lettura sull'inflazione in tre giorni e va nella stessa direzione della prima: il mercato ha smesso di temere la parte lunga della curva. Il dollaro (TVC:DXY) è tornato sotto quota cento dopo un rimbalzo infragiornaliero.
• Il seguito sul prezzo. L'intervallo di giornata è stato di 5,26 punti, cioè lo 0,68%, contro un'oscillazione tipica di 7,90 punti: l'indice ha fatto il proprio record muovendosi due terzi del normale. Il volume in acquisto è salito al 71,67% dal 33,43% di martedì, più che raddoppiato in una seduta. Questa combinazione — escursione contenuta e pressione in acquisto molto sopra la media — è la firma di una rottura ordinata, dove chi compra assorbe l'offerta senza doverla rincorrere.
• Il contorno di mercato. Il tema della giornata è stato il software per l'intelligenza artificiale: Salesforce (BATS:CRM) più 4,16% dopo la promozione di JPMorgan a Overweight, Palantir (BATS:PLTR) più 4,66%, AppLovin (BATS:APP) più 2,93%, Oracle (BATS:ORCL) più 1,92%, ServiceNow (BATS:NOW) più 1,85%, Snowflake (BATS:SNOW) più 1,54%. Dall'altra parte, chi vende componenti ha pagato: Cisco (BATS:CSCO) meno 8,40% pur avendo battuto le stime su ricavi, utile e previsioni, perché il margine lordo è sceso al 66,3% dal 68,4% per il costo della memoria destinata all'hardware per il calcolo. Dopo la chiusura Applied Materials (BATS:AMAT) ha pubblicato un trimestre record — ricavi più 24,8% sull'anno, quinto risultato di fila sopra le attese — e ha ceduto il 2,48%. Le grandi capitalizzazioni si sono mosse poco: Microsoft (BATS:MSFT) più 0,90%, Alphabet (BATS:GOOGL) più 0,82%, Nvidia (BATS:NVDA) più 0,54%, Broadcom (BATS:AVGO) più 0,43%, Amazon (BATS:AMZN) meno 0,80%; sopra il branco solo Meta (BATS:META) con più 2,78%. Un indice che segna il massimo storico mentre le sue prime capitalizzazioni si muovono sotto il punto percentuale è un indice largo: il rialzo di ieri l'hanno fatto le seconde file.
• Dove sta il mio modello su quei nomi. Sul lato lungo sono su Snowflake dall'undicesima settimana con più 95,92%, su Salesforce con più 9,43%, su Microsoft con più 6,92%, su Palantir con più 4,07% e su ServiceNow con più 1,90%; su Amazon perdo il 2,37%. Sul lato corto sono su AppLovin con più 34,46%, su Oracle con più 15,23%, su Netflix (BATS:NFLX) con più 15,01% e su Alphabet con più 3,70% — tutte e quattro posizioni in guadagno su titoli che ieri sono saliti, il che significa che stanno restituendo terreno.
• Macro e settore. Il quadro di stress è il più disteso da metà luglio: volatilità azionaria (CBOE:VIX) giù del 22,1% sulle quattro settimane e in calo da quattro settimane di fila, volatilità obbligazionaria (TVC:MOVE) giù del 4% in una seduta, spread BTP-Bund (TVC:BTPBUND) più stretto dell'1,9%, rischio di coda (CBOE:SKEW) meno 1,6%, dollaro e noli marittimi (INDEX:BDI) senza storia. L'oro (OANDA:XAUUSD) si è preso un ritracciamento dell'1,3% dopo aver sfiorato il massimo di due mesi, restando avanti dell'8,3% sull'arco a quattro settimane; il greggio (NYMEX:CL1!) ha ceduto il 2,4%. La partecipazione del mercato (BPSPX) è salita dell'8,7% in una settimana ed è la conferma numerica di quello che il record dice a parole. Sui settori la giornata ha premiato comunicazioni (AMEX:XLC) più 2,07%, immobiliare (AMEX:XLRE) più 1,42%, consumo difensivo (AMEX:XLP) più 1,08% e tecnologia più 1,01%; in coda materiali (AMEX:XLB) meno 0,51% con sanità (AMEX:XLV) e industriali (AMEX:XLI) fermi. In Europa il quadro è più piatto, con la tecnologia (XETR:EXV3) a più 0,43% e le risorse di base (XETR:EXV6) a meno 2,35%.
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ANALISI TECNICA
• Il settimanale. Il segnale di acquisto è attivo dal 6 aprile 2026, siamo alla diciottesima settimana e il guadagno dal livello di partenza è del 14,49%. Il Punto di Inversione settimanale — il livello che per il mio modello decide se il trade esiste ancora — si è alzato a 752,56 e continua a salire di settimana in settimana. Tutte e tre le finestre di presa beneficio sono state raggiunte: la prima a 745,64 alla sesta settimana, la seconda a 728,99 all'undicesima, la terza a 773,26 alla diciassettesima. Un trade che ha incassato tutto quello che aveva da incassare è governato solo dal trailing stop.
• Le spie di maturità. La qualità del setup — quello che nel mio sistema chiamo IQS, l'indice che misura in che fase si trova la struttura, da compressa a tesa — sta a 68,7. La Forza del Segnale, che misura la convinzione e l'ampiezza del movimento e non la sua sicurezza, è al 7%. Le due letture dicono la stessa cosa da angoli diversi: la struttura è avanti nel proprio ciclo e la spinta che l'ha portata fin qui si è quasi esaurita. Forza bassa significa ampiezza ridotta rispetto ai primi mesi, e nulla di più.
• La foto del giorno. Indicatore di forza relativa a 67,36 sul giornaliero e 68,13 sul settimanale: entrambi hanno superato la soglia dei 65 oltre la quale, di solito, smetto di aggiungere. L'indice di direzione ADX sta a 23,24 sul giornaliero contro 14,33 sul settimanale, quindi esiste un trend di breve dentro un fondo che resta debole. Il dettaglio che tengo d'occhio è il flusso di denaro: sul settimanale il CMF è a 0,235 contro una media di 0,157, quindi il denaro entra; sul giornaliero è a 0,0003 contro una media di 0,050, cioè esattamente a zero nel giorno del massimo storico. La volatilità storica corta a 12,85 contro la lunga a 14,74 completa il quadro di un mercato che sale muovendosi meno del proprio passato recente.
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SUPPORTI E RESISTENZE
La No Trade Zone del mio modello va da 772,26 a 774,26, e il prezzo ne è uscito sopra: a 777,88 sta lo 0,47% oltre il tetto. Da fascia di congestione la zona è diventata cuscinetto, e questa è la differenza sostanziale rispetto alle ultime cinque sedute. Finché il prezzo resta sopra 774,26 in chiusura, la rottura regge.
Resistenze:
• 779,37 — massimo storico, che coincide con il massimo delle ultime sette sedute, a più 0,19%. È attaccato al prezzo: la chiusura di ieri sta a un passo dal proprio record.
• 785,19 — banda superiore di Bollinger giornaliera, a più 0,94%. È il primo vero freno tecnico sopra il record.
• 790,32 — banda superiore di Bollinger settimanale, a più 1,60%.
Supporti:
• 777,12 — VWAP giornaliero, a meno 0,10%. Il prezzo medio ponderato della seduta è appena sotto la chiusura: chi ha comprato ieri è mediamente in pari.
• 774,26 — tetto della No Trade Zone, a meno 0,47%. È il livello che convalida o annulla la rottura.
• 772,26 — pavimento della zona, a meno 0,72%.
• 769,18 — Punto di Inversione giornaliero, a meno 1,12%. Il primo livello che, ceduto in chiusura, cambia la lettura di breve.
• 767,46 — minimo delle ultime sette sedute, a meno 1,34%.
• 764,09 — linea di conversione di Ichimoku, a meno 1,77%.
• 759,95 — media mobile a 20 giorni, a meno 2,30%.
• 754,54 e 754,24 — banda centrale di Bollinger e linea base di Ichimoku, a meno 3,00% e meno 3,04%.
• 752,56 — Punto di Inversione settimanale, a meno 3,26%. È il giudice del trade: finché il prezzo chiude sopra, il segnale di acquisto è vivo.
• 748,69 — media mobile a 50 giorni, a meno 3,75%.
La geometria racconta un rischio asimmetrico. Sopra il prezzo ci sono tre riferimenti in poco più di un punto e mezzo percentuale, e oltre il record non c'è nulla di storico su cui il prezzo possa inciampare. Sotto, fra il meno 1,1% e il meno 3,8%, si addensano otto livelli diversi: Punto di Inversione giornaliero, minimo di periodo, due medie mobili, entrambe le linee di Ichimoku, la banda centrale di Bollinger e il Punto di Inversione settimanale. Una gamba al ribasso, se parte, incontra molta più struttura di quanta ne incontri una gamba al rialzo.
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STRATEGIA OPERATIVA
LONG — in essere dalla diciottesima settimana, ingresso area 679,46, più 14,49% a oggi
• Target — tutte e tre le finestre di presa beneficio sono state raggiunte: la prima a 745,64 alla sesta settimana, la seconda a 728,99 all'undicesima, la terza a 773,26 alla diciassettesima. I gate temporali del sistema sono scaduti e non ci sono più obiettivi davanti da pubblicare. Da qui in avanti comanda soltanto il trailing stop.
• Stop — Punto di Inversione settimanale, area 752,56: meno 3,26% dai corsi. Sta oltre il 10% sopra il prezzo d'ingresso, quindi il trade è al riparo da mesi.
• Stop al pareggio, in alternativa — area 679,46, il prezzo d'ingresso: meno 12,65% dai corsi. Va letto nel verso giusto: su un trade in guadagno da diciotto settimane il pareggio concede molto più respiro, mentre chi vuole difendere il risultato usa il Punto di Inversione, che è quasi quattro volte più stretto.
• Rapporto rischio/rendimento — con i target tutti presi e lo stop a meno 3,26%, aggiungere qui significa rischiare un livello certo per un obiettivo che il sistema non pubblica più.
SHORT — alternativo, non attivo (informazione di servizio, non uno scenario operativo)
• Il lato short esiste in ogni analisi del mio modello, perché guardo sempre entrambi i lati. L'ingresso short coincide con il Punto di Inversione del long: lo short parte dove muore il long.
• Il trigger va ancorato al Punto di Inversione fresco, 752,56, mentre l'ultima analisi settimanale lo congelava a 740,70. Il livello si è alzato di quasi dodici punti da allora, quindi il valore vecchio farebbe aspettare un movimento che il sistema non aspetta più.
• Gli obiettivi ribassisti pubblicati nell'ultima analisi stanno a 715,62 e 708,60, con protezioni a 764,77 e 768,79. Vengono da livelli congelati e li riporto come riferimento storico.
NO TRADE ZONE — 772,26 / 774,26
• Il prezzo è SOPRA la zona dello 0,47%, dopo esserne uscito ieri in chiusura. Da qui la fascia lavora come cuscinetto: è il primo posto dove un ritracciamento può fermarsi senza intaccare la lettura. Un rientro dentro la zona in chiusura annullerebbe la rottura e riporterebbe l'indice nella congestione da cui è appena uscito.
Ingresso ideale
• Al rialzo: la rottura è già avvenuta e con il volume giusto, quindi chi la voleva l'ha avuta ieri. Per chi entra oggi, la conferma è una seconda chiusura sopra 779,37, cioè sopra il record, con il volume in acquisto che resta sopra il 50%.
• Al ribasso, per chi cerca un ritracciamento: il ritorno in area 774,26 — il tetto della zona diventato supporto — è il punto tecnicamente più pulito. Sotto, 769,18 resta il primo livello che cambia davvero la lettura di breve.
• Per lo swing trading vale un promemoria di price action: un superamento che arriva con escursione ridotta e volume alto tende a proseguire, ma il primo test del livello rotto arriva quasi sempre, e arriva presto. Comprare il record senza aver pianificato dove si sbaglia è la parte facile dell'operazione.
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CONFRONTO CON IL NASDAQ
Ieri il Nasdaq ha corso di più: QQQ più 1,16% contro il più 0,70% dell'S&P, quasi il doppio. La ragione sta nella composizione. SPY pesa il 32,91% in tecnologia e il 12,59% in finanziari; QQQ il 50,54% in tecnologia, il 16,06% in comunicazioni e appena lo 0,24% in finanziari. In una giornata in cui comunicazioni e tecnologia sono stati i due comparti migliori e i finanziari hanno aggiunto solo lo 0,59%, quello scarto di pesi vale esattamente il mezzo punto di differenza.
Il confronto più interessante è però un altro, e riguarda la distanza dal proprio record. L'S&P ha chiuso a 0,19% dal massimo storico e in giornata lo ha toccato; il Nasdaq ha il proprio massimo storico ancora il 2,26% sopra i corsi. Il paniere che ieri ha corso di più è quello che ha ancora due punti di strada da recuperare, e sul mio modello ha anche il segnale settimanale che si sta rovesciando in acquisto proprio sulla candela in corso, dopo tre settimane di vendita. Su SPY il segnale di acquisto non si è mai interrotto da aprile. I due panieri stanno tornando a dire la stessa cosa, e la convergenza si completa con la chiusura settimanale di oggi.
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NOTA DI METODO
Il mio modello classifica la struttura di SPY come scenario ribassista al 93%. Su un indice questo non significa che io mi aspetti un calo: significa che la struttura è matura ed estesa, cioè che il movimento è avanti nel proprio ciclo. La direzione vera la dà il segnale corrente, che è di acquisto e lo è da diciotto settimane. Lo scenario misura quanto è avanzato il viaggio, il segnale dice in che verso si sta camminando: confonderli è l'errore più comune che vedo fare con questa lettura.
Un'osservazione sul contesto. Il record di ieri è arrivato con la partecipazione del mercato in crescita da tre settimane, e questo lo rende più solido di un massimo costruito da quattro titoli. Resta il dettaglio del flusso giornaliero a zero nel giorno del record, che da solo non decide nulla ma che nelle prossime sedute va guardato: se il prezzo continua a salire mentre il denaro di giornata resta piatto, la rottura diventa una faccenda di posizionamento più che di convinzione.
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Questa analisi ha finalità didattica e informativa: non è consulenza né sollecitazione all'investimento, e non costituisce una raccomandazione personalizzata. L'attività sui mercati comporta rischi elevati, con possibili perdite significative del capitale. I risultati passati non garantiscono i risultati futuri. Ogni decisione operativa resta responsabilità di chi la prende.
Spy Etf sull'S&P 500 - Analisi tecnica del 12 agosto 2026ANALISI TECNICA SPY: IL PREZZO RIENTRA NELLA ZONA DI CONGESTIONE E L'INFLAZIONE NON ROMPE NULLA
Seduta del 12 agosto 2026 — SPY, l'ETF sull'S&P 500
Il paniere ha guadagnato lo 0,25% ed è tornato a meno 0,56% dal proprio massimo storico. Il fatto tecnico sta altrove: martedì il prezzo era uscito sotto la fascia di congestione fra 772,26 e 774,26, ieri ci è rientrato chiudendo a 772,49, cioè appena dentro. In mezzo c'è stato il dato sull'inflazione americana, che era l'evento su cui tutti aspettavano una rottura, e la rottura non è arrivata da nessuna delle due parti.
Per ogni azienda, indicatore macro e settore che nomino riporto tra parentesi il simbolo esatto di TradingView, così potete caricarli sul vostro grafico e verificare quello che scrivo.
Quanto sotto riportato è frutto del mio modello di trading sistematico che analizza circa 450 asset, basato su segnali settimanali, gestione attiva del trade su due assi tempo + valore e nessuna chiusura automatica. Il modello fornisce riferimenti, la scelta resta sempre del trader.
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COSA È SUCCESSO
• Il fatto. L'inflazione americana di luglio ha rispettato le attese: più 0,1% sul mese, più 0,2% la componente di fondo, 3,4% e 2,5% sull'anno, entrambe in calo di un decimo rispetto a giugno. Il mercato ha abbassato al 38%, dal 48% del giorno prima e dal 70% di un mese fa, le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre. Il decennale americano è sceso per la seconda seduta consecutiva verso il 4,68% e il dollaro (TVC:DXY) si è indebolito. Non è una lettura ricavata dal grafico: è il motivo per cui ieri il denaro è tornato dove stava prima di luglio.
• Il seguito sul prezzo. L'intervallo di giornata è stato di 3,62 punti su un valore di 772, cioè lo 0,47%, contro un'oscillazione tipica di 7,98 punti: l'indice ha respirato meno della metà del normale nel giorno del dato più atteso del mese. Il volume in acquisto è risalito al 33,43% dal 25,14% di martedì, quindi la pressione in vendita si è allentata senza rovesciarsi. Un indice che nel giorno dell'inflazione si muove per meno di mezzo punto percentuale e chiude esattamente sul bordo inferiore della propria congestione non ha deciso niente: ha rinviato.
• Il contorno di mercato. Wall Street ha chiuso mista con il Nasdaq davanti, e sotto la superficie il tema è stato uno solo, l'infrastruttura per il calcolo. CoreWeave (BATS:CRWV) più 19,28% dopo ricavi più che raddoppiati e previsioni alzate, Nebius (BATS:NBIS) più 34,14%, Super Micro (BATS:SMCI) più 19,02%, Dell (BATS:DELL) più 9,87%, IREN (BATS:IREN) più 9,86%, Credo Technology (BATS:CRDO) più 8,26%, Arista Networks (BATS:ANET) più 6,39%. Cisco (BATS:CSCO) ha aggiunto il 2,86% in seduta dopo un trimestre record con ordini per l'intelligenza artificiale quadruplicati, salvo cedere circa il 4,6% dopo la chiusura sull'attesa dei margini. Fuori dal tema, Oracle (BATS:ORCL) più 5,36% e Nvidia (BATS:NVDA) più 3,03%; in calo Alphabet (BATS:GOOGL), ancora appesantita dall'uscita del proprio responsabile scientifico e dai timori sugli investimenti, Meta (BATS:META) meno 3,38%, Microsoft (BATS:MSFT) meno 2,26% e MercadoLibre (BATS:MELI) meno 5,76%, quest'ultima trascinata dal Brasile.
• Macro e settore. Il quadro di stress si è alleggerito in blocco dopo il dato: volatilità azionaria (CBOE:VIX) giù del 4,8% nella seduta e del 22,5% sulle quattro settimane, volatilità obbligazionaria (TVC:MOVE) giù del 7,5% in un giorno — ed era l'unica misura di tensione che stava salendo — spread BTP-Bund (TVC:BTPBUND) più stretto del 3,1%, rischio di coda (CBOE:SKEW) e dollaro sostanzialmente fermi. L'unico che continua per conto suo è l'oro (OANDA:XAUUSD), più 0,8% e in area record, con un guadagno del 9,7% sull'arco a quattro settimane: sale mentre la paura scende, quindi lo si sta comprando contro i tassi reali. Il greggio (NYMEX:CL1!) resta più alto del 6,5% in settimana. Sui settori la giornata premia la tecnologia americana (AMEX:XLK) più 1,49%, l'immobiliare (AMEX:XLRE) più 0,93% e le utility (AMEX:XLU) più 0,48%; scendono materiali (AMEX:XLB) meno 1,24%, consumo discrezionale (AMEX:XLY) meno 1,13% e comunicazioni (AMEX:XLC) meno 0,90%. In Europa la tecnologia (XETR:EXV3) ha invece perso lo 0,76%, e questa differenza conta: il movimento è nato dai conti di due società americane, quindi resta un fatto societario prima che di comparto.
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ANALISI TECNICA
• Il settimanale. Il segnale di acquisto è attivo dal 6 aprile 2026, quindi siamo alla diciottesima settimana, con un guadagno del 13,69% dal livello a cui è scattato. Il Punto di Inversione settimanale — il livello che per il mio modello decide se il trade esiste ancora — si è alzato a 750,36 e continua a trascinarsi dietro il prezzo da cinque settimane. Tutte e tre le finestre di presa beneficio sono state raggiunte: la prima alla sesta settimana, la seconda all'undicesima, la terza alla diciassettesima. Un trade che ha incassato tutto quello che aveva da incassare è governato solo dal trailing stop.
• Le spie di maturità. La qualità del setup — quello che chiamo IQS, l'indice che misura in che fase si trova la struttura, da compressa a tesa — sta a 68,7. La Forza del Segnale, che misura la convinzione e l'ampiezza del movimento e non la sua sicurezza, è al 7%. Le due letture dicono la stessa cosa da angoli diversi: la struttura è matura e la spinta che l'ha portata fin qui si è quasi esaurita. Forza bassa significa che il movimento ha perso l'ampiezza dei primi mesi, e nulla di più.
• La foto del giorno. Indicatore di forza relativa a 64,44 sul giornaliero e 66,80 sul settimanale, in risalita rispetto a martedì da entrambe le parti ma ancora sotto la soglia dove di solito mi fermo. L'indice di direzione ADX a 22,70 sul giornaliero contro 14,21 sul settimanale: c'è un trend di breve, non c'è un trend di fondo forte. Il flusso di denaro CMF resta spaccato — sul settimanale è a 0,204 contro una media di 0,150, quindi il denaro entra; sul giornaliero è a meno 0,023 contro una media positiva, quindi nella settimana in corso sta uscendo. È la stessa frattura di martedì, un po' meno profonda: distribuzione ordinata dentro un trend che regge.
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SUPPORTI E RESISTENZE
La No Trade Zone del mio modello va da 772,26 a 774,26, e il prezzo ci è appena rientrato dal basso, a 772,49, cioè a 23 centesimi dal pavimento. Dentro la zona il sistema non propone ingressi: è congestione, e ogni movimento al suo interno è rumore fino a che uno dei due bordi non cede in chiusura. La differenza rispetto a martedì è che il pavimento è tornato a fare da pavimento.
Resistenze:
• 772,89 — VWAP giornaliero, a più 0,05%. Il prezzo medio ponderato della seduta è appena sopra la chiusura.
• 774,26 — tetto della No Trade Zone, a più 0,23%. È il primo livello che, superato in chiusura, riapre il rialzo.
• 776,85 — massimo storico, che coincide con il massimo delle ultime sette sedute, a più 0,56%.
• 781,92 — banda superiore di Bollinger giornaliera, a più 1,22%.
Supporti:
• 772,26 — pavimento della No Trade Zone, a meno 0,03%. È attaccato al prezzo: la chiusura di ieri è praticamente sul bordo.
• 765,38 — Punto di Inversione giornaliero, a meno 0,92%. Il primo livello che, ceduto in chiusura, cambia la lettura di breve.
• 760,52 — minimo delle ultime sette sedute, a meno 1,55%.
• 758,06 — media mobile a 20 giorni, a meno 1,87%.
• 757,27 e 752,98 — linea di conversione e linea base della nuvola di Ichimoku, a meno 1,97% e meno 2,53%.
• 753,19 — banda centrale di Bollinger, a meno 2,50%.
• 750,36 — Punto di Inversione settimanale, a meno 2,86%. È il giudice del trade: finché il prezzo chiude sopra, il segnale di acquisto è vivo.
• 747,50 — media mobile a 50 giorni, a meno 3,23%.
La geometria è la stessa di martedì, letta dall'altro lato. Sopra il prezzo restano quattro riferimenti in poco più di un punto percentuale; sotto, fra il meno 1,5% e il meno 3,2%, si addensano minimo di periodo, due medie mobili, entrambe le linee di Ichimoku, la banda centrale di Bollinger e il Punto di Inversione settimanale. Il primo punto di discesa è vuoto, poi si entra in un cuscino di otto livelli in un punto e mezzo. È la ragione per cui una gamba al ribasso, se parte, tende a fermarsi presto.
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STRATEGIA OPERATIVA
LONG — in essere dalla diciottesima settimana, ingresso area 679,46, più 13,69% a oggi
• Target — tutte e tre le finestre di presa beneficio sono state raggiunte: la prima a 745,64 alla sesta settimana, la seconda a 728,99 all'undicesima, la terza a 773,26 alla diciassettesima. I gate temporali del sistema sono scaduti e non ci sono più obiettivi davanti da pubblicare. Da qui in avanti comanda soltanto il trailing stop.
• Stop — Punto di Inversione settimanale, area 750,36: meno 2,86% dai corsi. Sta oltre il 10% sopra il prezzo d'ingresso, quindi il trade è al riparo da tempo.
• Stop al pareggio, in alternativa — area 679,46, il prezzo d'ingresso: meno 12,04% dai corsi. Da leggere nel verso giusto: su un trade in guadagno da diciotto settimane il pareggio non è la scelta più prudente, è quella che concede più respiro. Chi vuole difendere il risultato usa il Punto di Inversione, che è oltre quattro volte più stretto.
• Rapporto rischio/rendimento — con i target tutti presi e lo stop a meno 2,86%, aggiungere qui non paga: si rischia un livello certo per un obiettivo che il sistema non pubblica più.
SHORT — alternativo, non attivo (informazione di servizio, non uno scenario operativo)
• Il lato short esiste in ogni analisi del mio modello, perché guardo sempre entrambi i lati. L'ingresso short coincide con il Punto di Inversione del long: lo short parte dove muore il long.
• Il trigger va ancorato al Punto di Inversione fresco, 750,36, mentre l'ultima analisi settimanale lo congelava a 740,70. In due settimane il livello si è alzato di quasi dieci punti, e usare il vecchio significa aspettare un movimento che il sistema non aspetta più.
• Gli obiettivi ribassisti pubblicati nell'ultima analisi stanno a 715,62 e 708,60, con protezioni a 764,77 e 768,79. Vengono da livelli congelati e li riporto come riferimento storico.
NO TRADE ZONE — 772,26 / 774,26
• Il prezzo è DENTRO la zona, rientrato dal basso dopo una sola seduta passata sotto. Finché resta qui il sistema non propone ingressi in nessuna delle due direzioni, e la price action va letta come congestione: massimi e minimi dentro una fascia larga due punti su 772 valgono lo 0,26% e non dicono nulla.
Ingresso ideale
• Al rialzo: chiusura sopra 774,26, poi rottura confermata sopra 776,85, con il volume in acquisto sopra il 50%. Ieri era al 33,43%, in miglioramento ma ancora lontano: è la ragione per cui una rottura oggi non sarebbe credibile.
• Al ribasso, per chi cerca un ritracciamento: ritorno in area 765,38, il Punto di Inversione giornaliero, che è il primo posto dove il prezzo può tornare senza che cambi niente della lettura settimanale. Sotto, la fascia 760-750 concentra otto riferimenti diversi.
• Per lo swing trading, oggi, questo strumento offre poco. Con il prezzo sul bordo della congestione, l'evento macro alle spalle e il volume in acquisto ancora sotto il 40%, l'attesa costa meno di qualunque posizione presa per il gusto di averne una.
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CONFRONTO CON IL NASDAQ
Ieri i due panieri si sono separati per la prima volta dopo una settimana passata a muoversi insieme: SPY più 0,25%, QQQ più 0,73%, cioè il Nasdaq ha fatto quasi il triplo. La ragione sta tutta nella composizione: SPY pesa il 32,91% in tecnologia e il 12,59% in finanziari, QQQ il 50,54% in tecnologia e lo 0,24% in finanziari. In una giornata in cui il comparto tecnologico americano guadagna l'1,49% e i finanziari appena lo 0,21%, quella differenza di pesi vale esattamente il mezzo punto di scarto.
C'è però una cosa più importante dei rendimenti. Su QQQ il mio segnale settimanale si è rovesciato in acquisto proprio sulla candela in corso, dopo tre settimane di vendita, mentre su SPY il segnale di acquisto non si è mai interrotto da aprile. I due panieri stanno tornando a dire la stessa cosa dopo un mese in cui dicevano cose opposte, e la convergenza si completa venerdì, se la chiusura settimanale conferma il flip.
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NOTA DI METODO
Il mio modello classifica la struttura di SPY come scenario ribassista. Su un indice questo non significa che io mi aspetti un calo: significa che la struttura è matura ed estesa, cioè che il movimento è avanti nel proprio ciclo. La direzione vera la dà il segnale corrente, che è di acquisto e lo è da diciotto settimane. È l'errore più comune che vedo fare con questa lettura: lo scenario misura quanto è avanzato il viaggio, il segnale dice in che verso si sta camminando.
Un'ultima osservazione sul contesto. Il dato sull'inflazione ha tolto pressione ai tassi, ma il greggio ha chiuso la sesta seduta consecutiva in rialzo e resta la variabile che può rimettere tutto in discussione al prossimo dato. Nel frattempo l'indice ha passato cinque delle ultime sei sedute dentro una fascia larga meno di un quarto di punto percentuale: la price action insegna che le congestioni lunghe si risolvono con movimenti ampi, e sa anche che il verso non è scritto da nessuna parte prima che accadano.
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Questa analisi ha finalità didattica e informativa: non è consulenza né sollecitazione all'investimento, e non costituisce una raccomandazione personalizzata. L'attività sui mercati comporta rischi elevati, con possibili perdite significative del capitale. I risultati passati non garantiscono i risultati futuri. Ogni decisione operativa resta responsabilità di chi la prende.
Analisi tecnica QQQ, l'ETF sul Nasdaq dell'11 agosto 2026 ANALISI TECNICA QQQ: IL SEGNALE DI VENDITA DI QUATTRO SETTIMANE SI STA ROVESCIANDO SULLA CANDELA IN CORSO
Seduta dell'11 agosto 2026 — QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100
Il paniere ha perso lo 0,34% e resta a meno 4,03% dal proprio massimo storico. Il fatto operativo però non sta nella seduta: sulla candela settimanale in formazione il mio modello ha stampato un segnale di acquisto, dopo quattro settimane in cui il segnale dichiarato era di vendita. È provvisorio e si conferma solo alla chiusura di venerdì, ma è il primo capovolgimento su questo indice da metà luglio.
Per ogni azienda, indicatore macro e settore che nomino riporto tra parentesi il simbolo esatto di TradingView, così potete caricarli sul vostro grafico e verificare quello che scrivo.
Quanto sotto riportato è frutto del mio modello di trading sistematico che analizza circa 450 asset, basato su segnali settimanali, gestione attiva del trade su due assi tempo + valore e nessuna chiusura automatica. Il modello fornisce riferimenti, la scelta resta sempre del trader.
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COSA È SUCCESSO
• Il fatto. La quarta seduta consecutiva di rialzo del greggio (NYMEX:CL1!), causata dallo stallo sullo Stretto di Hormuz, ha riportato in gioco l'ipotesi di un rialzo dei tassi a settembre: decennale americano sopra il 4,7%, trentennale oltre il 5%. Per un paniere che pesa il 50,54% in tecnologia, i tassi non sono un dettaglio di contorno: sono la variabile che ne determina la valutazione.
• Il seguito sul prezzo. L'intervallo di giornata è stato di 7,85 punti su un valore di 718, cioè l'1,09%, contro un'oscillazione tipica di 13,73 punti: poco più della metà del normale. Il volume in acquisto si è fermato al 37,58%, sotto la parità ma sensibilmente meglio del 25,14% registrato dall'S&P 500 nella stessa seduta. È il primo indizio di una cosa che poi si ritrova ovunque in questa analisi: ieri il Nasdaq è stato venduto meno del mercato largo, non di più.
• La rotazione sotto la superficie. Il conto lo ha pagato Alphabet (BATS:GOOGL), meno 3,84% dopo la revisione al rialzo degli investimenti 2026 fino a 205 miliardi di dollari e un collocamento di debito da 25 miliardi: da sola vale una parte consistente della perdita del paniere. Accanto, Adobe (BATS:ADBE) meno 3,39%, Amazon (BATS:AMZN) meno 2,09%, Netflix (BATS:NFLX) meno 1,97%, Cisco (BATS:CSCO) meno 1,75%, Broadcom (BATS:AVGO) meno 1,50%, Apple (BATS:AAPL) meno 1,09%. Ma i semiconduttori hanno tenuto: Nvidia (BATS:NVDA) invariata a meno 0,02%, AMD (BATS:AMD) più 1,01%, Micron (BATS:MU) più 0,87%, Qualcomm (BATS:QCOM) più 0,31%, Texas Instruments (BATS:TXN) più 0,29%. E il tema dell'infrastruttura per l'intelligenza artificiale è esploso su un fatto societario: Riot Platforms (BATS:RIOT) più 4,33% per un affitto ventennale di data center firmato con Anthropic, che ha trascinato TeraWulf (BATS:WULF) più 3,40%, IREN (BATS:IREN) più 2,61%, CoreWeave (BATS:CRWV) più 2,42% e Applied Digital (BATS:APLD) più 2,17%. In caduta libera AppLovin (BATS:APP) meno 5,99% su un'ondata di declassamenti e Datadog (BATS:DDOG) meno 5,37% in prosecuzione della debolezza post-trimestrale.
• Macro e settore. Un solo indicatore di stress si muove, ed è quello che pesa qui: la volatilità obbligazionaria (TVC:MOVE) è salita dell'8,2% in una settimana e del 3,3% nella sola giornata di ieri.
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ANALISI TECNICA
• Il settimanale. Il segnale di vendita è scattato nella settimana del 20 luglio, quindi siamo alla quarta, e da allora il prezzo è salito del 5,00% contro la posizione. Su questa candela in formazione, però, il modello ha stampato un segnale di acquisto e il Punto di Inversione settimanale è crollato da 720,64 a 684,18: quando il livello si sposta di trentasei punti in un colpo solo, è il modello che sta cambiando lato, non il prezzo che si è mosso. La lettura corretta è che il segnale di vendita si sta abortendo. Attenzione però: la candela chiude venerdì, e fino ad allora resta provvisorio.
• Le spie di maturità. La qualità del setup — l'IQS, l'indice che misura in che fase si trova la struttura, da compressa a tesa — sta a 32,8, contro il 68,7 dell'S&P 500. La Forza del Segnale, che misura la convinzione e l'ampiezza del movimento e non la sua sicurezza, è al 2%. Sono numeri bassi da entrambi i lati e vanno letti insieme al capovolgimento: una struttura compressa con la spinta a zero è la condizione tipica di chi ha finito una gamba e non ne ha ancora iniziata un'altra. Delle finestre di presa beneficio del sistema, la prima e la seconda sono state incassate, la terza a 752,65 non è mai stata raggiunta.
• La foto del giorno. Indicatore di forza relativa a 55,06 sul giornaliero e 59,53 sul settimanale: qui, a differenza dell'S&P 500, c'è ancora spazio davanti su entrambi gli orizzonti. L'indice di direzione ADX è a 18,27 sul giornaliero e 17,97 sul settimanale, cioè nessun trend dominante da nessuna parte. Il flusso di denaro CMF è a meno 0,001 sul giornaliero contro una media di 0,010, praticamente piatto, e a 0,141 sul settimanale contro una media di 0,147: sulla settimana il denaro c'è ma non accelera. Il prezzo, infine, sta appoggiato sulla linea superiore della nuvola di Ichimoku a 718,86, cioè letteralmente sul bordo della struttura.
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SUPPORTI E RESISTENZE
La No Trade Zone del mio modello va da 721,06 a 728,54, e il prezzo è SOTTO, a 718,45, cioè a meno 0,36% dal pavimento. La zona è quindi un tetto da riconquistare, e questo è il compito immediato: senza rientrarci sopra, il capovolgimento del segnale settimanale resta un fatto tecnico senza conferma di prezzo.
Resistenze:
• 718,86 — linea superiore della nuvola di Ichimoku, a più 0,06%. Il prezzo ci è appoggiato sopra per sei centesimi di punto: è la soglia più fragile e più significativa della mappa.
• 719,10 — VWAP giornaliero, a più 0,09%.
• 721,06 — pavimento della No Trade Zone, a più 0,36%.
• 723,35 — massimo di ieri, a più 0,68%.
• 728,54 — tetto della No Trade Zone, che coincide con il massimo delle ultime sette sedute, a più 1,40%. È il livello che, superato in chiusura, dà sostanza al cambio di segnale.
• 735,34 — banda superiore di Bollinger giornaliera, a più 2,35%.
• 748,65 — massimo storico, a più 4,20%.
Supporti:
• 715,50 — minimo di ieri, a meno 0,41%.
• 708,28 — Punto di Inversione giornaliero, a meno 1,42%.
• 707,15 e 704,09 — medie mobili a 20 e a 50 giorni, a meno 1,57% e meno 2,00%. Sono vicinissime fra loro: due riferimenti in quattro decimi di punto.
• 700,92 e 700,73 — linea di conversione di Ichimoku e banda centrale di Bollinger, sovrapposte, a circa meno 2,45%.
• 697,09 — linea inferiore della nuvola di Ichimoku, a meno 2,97%. Sotto questa il prezzo entra dentro la nuvola e la struttura di medio cambia.
• 686,96 e 685,82 — media mobile a 100 giorni e minimo delle ultime sette sedute, a meno 4,38% e meno 4,54%.
• 684,18 — Punto di Inversione settimanale, a meno 4,77%. È il giudice del trade, e coincide quasi esattamente con la chiusura a cui era scattato il segnale di vendita del 20 luglio, 684,23.
Quest'ultima coincidenza merita una riga. Il livello che oggi decide il nuovo acquisto è lo stesso punto da cui era partita la vendita di quattro settimane fa: il mercato ha percorso un giro completo ed è tornato a chiedersi la stessa domanda, cinque punti percentuali più in alto.
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STRATEGIA OPERATIVA
LONG — segnale di acquisto IN FORMAZIONE sulla candela settimanale, provvisorio fino alla chiusura di venerdì 14 agosto
• Stato. Non è un trade in essere e non ha ancora un ingresso da pubblicare, perché la candela che lo genera non è chiusa. Se venerdì il segnale regge, l'acquisto nasce con il Punto di Inversione a 684,18 come primo livello di riferimento.
• Target — con il segnale non ancora confermato, il sistema non pubblica finestre di presa beneficio nuove. Come riferimento storico, delle tre aree del ciclo precedente la prima a 738,31 è stata raggiunta alla sesta settimana e la seconda a 712,60 all'undicesima; la terza, a 752,65, non è mai stata toccata ed è l'unico obiettivo del sistema che su questo indice resti davanti, a più 4,76% dai corsi.
• Stop — Punto di Inversione settimanale, area 684,18: meno 4,77% dai corsi. È largo, e la ragione è che si è appena spostato di trentasei punti: un livello nato ieri è per definizione lontano dal prezzo.
• Stop al pareggio — non applicabile: senza un ingresso confermato non esiste un pareggio da difendere. Chi entra prima della chiusura di venerdì sta anticipando il segnale e dovrebbe usare un livello proprio, non uno del sistema.
• Rapporto rischio/rendimento — con lo stop a meno 4,77% e l'unico obiettivo pubblicato a più 4,76%, il rapporto è circa uno a uno. Non è un profilo interessante, e va detto: è la ragione principale per cui aspettare venerdì costa poco.
SHORT — la vendita del 20 luglio, quarta settimana, in perdita del 5,00% e in fase di capovolgimento
• Qui lo short non è informazione di servizio come negli altri miei articoli: era il segnale dichiarato, ed è quello che sta cedendo. Chi lo seguiva ha il prezzo il 5,00% sopra la chiusura da cui era partito.
• L'ingresso short coincide con il Punto di Inversione del long — lo short parte dove muore il long — e quel livello è appena stato riportato a 684,18. Tradotto: la soglia che riaprirebbe la vendita è ora quasi il 5% sotto i corsi, cioè molto lontana.
• Non lo presento come scenario operativo e non aggiungerei su quel lato. Una vendita che ha corso contro per quattro settimane e a cui il modello ha appena tolto il livello non è una posizione da difendere.
NO TRADE ZONE — 721,06 / 728,54
• Il prezzo è SOTTO, a meno 0,36% dal pavimento. La zona lavora da tetto. Finché non rientra dentro in chiusura, il sistema non propone ingressi al rialzo, e il capovolgimento del segnale resta un fatto del modello senza avallo del prezzo.
Ingresso ideale
• Al rialzo, in due tempi: primo, rientro sopra 721,06 in chiusura, che riporta il prezzo dentro la zona; secondo, chiusura sopra 728,54, che è il massimo di periodo e il tetto della zona insieme. Il secondo passo è quello che vale, perché combacia con la conferma settimanale del venerdì.
• Al ribasso, per chi cerca un ritracciamento: area 708,28, il Punto di Inversione giornaliero, dove poco sotto arrivano anche le medie a 20 e 50 giorni. È il primo posto dove il prezzo può tornare senza smentire il capovolgimento in corso.
• Si sta fermi se il prezzo scivola sotto 697,09, la linea inferiore della nuvola: lì il segnale in formazione perde credibilità prima ancora di chiudere.
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CONFRONTO CON L'S&P 500
I due panieri ieri hanno perso quasi lo stesso, meno 0,34% QQQ e meno 0,32% SPY, e non potrebbero stare in due posizioni più diverse. SPY è a meno 0,81% dal proprio massimo storico, ha un segnale di acquisto alla diciottesima settimana e ha già incassato tutte e tre le finestre di presa beneficio: è un trade finito che vive di trailing stop. QQQ è a meno 4,03% dal suo, la terza finestra non l'ha mai vista, e il segnale sta cambiando lato proprio adesso.
La ragione sta nel paniere. QQQ pesa il 50,54% in tecnologia e lo 0,24% in finanziari; SPY il 32,91% e il 12,59%. Ieri l'energia ha guadagnato l'1,25% e le utility l'1,16%: in QQQ quelle due caselle valgono insieme il 2,20%, in SPY il 6,56%. Quando il denaro ruota verso i comparti difensivi e legati ai tassi, il Nasdaq non ha dove parcheggiarlo — ed è anche il motivo per cui, quando la rotazione si esaurisce, è il primo a rientrare.
C'è però un dato che va nella direzione opposta e vale la pena tenerlo a mente oggi: nella stessa seduta il volume in acquisto è stato del 37,58% su QQQ contro il 25,14% su SPY. Il paniere più esposto ai tassi è stato venduto meno del mercato largo, alla vigilia del dato sui prezzi. Non è una previsione, è un'asimmetria.
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NOTA DI METODO
Il mio modello classifica la struttura di QQQ come scenario ribassista al 98%. Su un indice questo non vuol dire che io mi aspetti un calo: vuol dire che la struttura è matura ed estesa, cioè avanti nel proprio ciclo. La direzione la dà il segnale corrente, che era di vendita e in questi giorni sta girando. Lo scenario misura quanto è avanzato il viaggio, il segnale dice in che verso si cammina: tenerli separati è la parte più importante di questa lettura.
Sul contesto, una cosa sola. Oggi pomeriggio esce l'inflazione americana di luglio, attesa intorno al più 3,4% annuo, ed è precisamente il dato da cui dipende il capovolgimento descritto qui sopra. Un'inflazione più alta delle attese rimette i tassi al centro e toglie ossigeno al segnale in formazione prima ancora che venerdì lo confermi; una più bassa gli dà la seconda gamba che oggi non ha. Un segnale provvisorio alla vigilia di un dato di questa portata non si anticipa: si aspetta che chiuda.
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Questa analisi ha finalità didattica e informativa: non è consulenza né sollecitazione all'investimento, e non costituisce una raccomandazione personalizzata. L'attività sui mercati comporta rischi elevati, con possibili perdite significative del capitale. I risultati passati non garantiscono i risultati futuri. Ogni decisione operativa resta responsabilità di chi la prende.
Risk-On — Il Technology corre, ma XLY e XLC non confermano Nella rappresentazione grafica proposta possiamo osservare i rapporti di forza relativa dei tre settori tradizionalmente associati a una maggiore propensione al Risk-On: Technology (XLK), Consumer Discretionary (XLY) e Communication Services (XLC), tutti confrontati con l’indice SPX.
Questo tipo di grafico ci permette di introdurre un concetto chiave nell’analisi settoriale: la forza relativa. Con questo termine si intende la capacità di un asset di sovraperformare o sottoperformare un altro asset di riferimento nel tempo. In pratica, quando osserviamo il rapporto tra due strumenti non stiamo analizzando semplicemente il loro andamento assoluto, ma stiamo cercando di capire quale dei due stia performando meglio rispetto all’altro.
Quando il rapporto sale significa che l’asset posto al numeratore sta sovraperformando quello al denominatore; quando invece scende, significa che sta perdendo forza relativa rispetto al benchmark.
Ed è proprio da questa lettura che emerge un aspetto interessante, ovvero che i tre principali settori Risk-On stanno iniziando a muoversi in modo divergente tra loro.
Il Technology continua a sovraperformare l’SPX, con XLK che ha aggiornato i propri massimi e rimane, di fatto, uno dei principali motori del rialzo dell’intero indice.
La situazione cambia però osservando Consumer Discretionary e Communication Services. I rapporti XLY/SPX e XLC/SPX continuano infatti a mostrare debolezza, indicando una sottoperformance dei due settori rispetto al mercato.
La divergenza risulta ancora più evidente osservando direttamente il prezzo dei due ETF. Né XLY né XLC hanno partecipato con particolare forza al rialzo registrato dal mercato nella scorsa settimana. Questo suggerisce che la performance positiva dell’indice continui a essere sostenuta principalmente dal Technology e, probabilmente, da un numero ristretto di industrie e titoli al suo interno.
Ed è proprio questa mancanza di ampiezza a rappresentare l'elemento da monitorare con maggiore attenzione.
Un mercato rialzista sano dovrebbe infatti essere accompagnato da una partecipazione progressivamente più ampia dei settori maggiormente sensibili al rischio. Quando invece il movimento rimane concentrato su pochi comparti o su un numero ristretto di società, il rialzo può risultare più fragile e maggiormente dipendente da flussi speculativi piuttosto che da una reale espansione della partecipazione al mercato.
Questo non significa necessariamente che il rialzo dell'S&P500 debba interrompersi, ma rende la struttura complessiva meno solida di quanto possa apparire osservando esclusivamente l'andamento dell'indice.
Finché XLY e XLC non inizieranno a mostrare un miglioramento sia sul prezzo sia nella forza relativa contro SPX, seguendo maggiormente il movimento già sviluppato dal Technology, sarà quindi opportuno mantenere un atteggiamento prudente.
La vera conferma di un mercato Risk-On più sano arriverebbe proprio da una maggiore partecipazione di questi settori. Fino ad allora, la concentrazione della forza principalmente sul Technology suggerisce di continuare a gestire operazioni e investimenti in maniera oculata e particolarmente conservativa, evitando di interpretare automaticamente ogni nuovo massimo dell'indice come una conferma della forza dell'intero mercato.
Nasdaq - alle spalle il ribassoCome ci ha abituati anche questa fase di ribasso è stata una correzione utilizzata come entry point sul tech.
Si discuteva di un movimento di pullback nella precedente analisi ma vista l'entità del movimento, qui potremmo essere dinanzi alla ripresa del trend rialzista di fondo.
Ribasso terminato e ripresa del trend rialzista.
D'altronde dal punto di vista politica qualcosa di positivo per l'elettorato USA ci deve essere, non può essere tutto negativo (guerre, costi benzina, tassi mutuo alle stelle....)






















