S&P500 .. ONDE DI ELLIOTT ... confermando un trend rialzistaBuon sabato a tutti ... analizzando lo S&P possiamo riscontrare che dal crollo avvenuto a causa del CORONAVIRSU
è tonato a salire seguendo ARMONICAMENTE le onde di ELLIOTT e le ritroviamo anche
negli ultimi giorni nel interno della ONDA 5 grande ...
Tutti pensavano che ci potesse essere ancora un crollo .. ma in questo momento effettivamente
siamo in un trend rialzista ... essendo pero ancora nel intervallo tra 50% e 61.8% di fibbonacci
le rintracciamento da prima del crollo ad oggi bisogna essere cauti perchè
siamo ancora nel possibile rintraccio del medesimo
Mercato ETF
CONOSCETE I RISCHI CHE COMPORTA TRADARE IL PETROLIO CON UN ETC?(PARTE 1 - CONTINUA)
Sul petrolio avevamo evidenziato in piu’ occasioni che il taglio di 9.7milioni di barili al giorno di produzione attuato dai paesi dell’OPEC+ non era sufficiente a colmare il divario tra domanda ed offerta. L’andamento della prima e’ espressione del rallentamento macro in atto e della paralisi del sistema economico mondiale. L’offerta, invece, e’ funzione delle attivita’ estrattive che, seppur ridotte rispetto a prima, continuano a produrre un surplus di petrolio che non trova piu’ collocazione fisica, soprattutto in USA.
Questo problema di storage, di immagazzinamento del petrolio in eccesso spiega i differenziali di prezzo sulla curva delle scadenze dei futures sul petrolio. Allo stesso tempo, spiega la differenza tra il prezzo del WTI (West Texas Intermediate) trattato a New York e del Brent trattato a Londra.
Lo sconto a cui quota il WTI che sulla scadenza di maggio e’ arrivato a toccare i 14 USD al barile e’ appunto epressione dell’enorme difficolta’ che trovano i produttori di petrolio a stivare la produzione. Alcuni scambi sul mercato fisico in USA sono stati fatti a 2 USD al barile e ben presto i produttori di petrolio finiranno per pagare il compratore perche’ i costi di storage finiscono per superare i costi di produzione.
Gli elevati costi di storage sono poi la causa dell’enorme differenziale tra le scadenze. Il petrolio con scadenza maggio quota 15.10 USD mentre quello con scadenza giugno quota 23.72 USD. La scadenza di luglio quota 28.63 USD al barile e quella di agosto, addirittura 30.81 USD.
Tali differenziali di prezzo sono il risultato del c.d. effetto contango, espressione, appunto degli elevati costi di storage del petrolio.
Esserne a conoscenza e’ indispensabile per chi vuole avvicinarsi a questo mondo acquistando ETF sul petrolio per “scommettere” sul rimbalzo. Gli ETF sul petrolio consentono all’investitore di investire sul petrolio tramite l’acquisto di ETF che pero’ investono sul mercato dei futures, pagando ad ogni mensilita’ il costo del roll. Se questo costo e’ inesistente nei trade di breve periodo, esso e’ molto penalizzante per chi vuole acquistare gli ETF come posizione di lungo periodo nei portafogli. Il loro prezzo, mese dopo mese, tendera’ a prezzare il costo pagato per il roll a scapito delle performance, che MAI replicheranno la performance registrata dal cash.
Di fatto, al momento il mercato del petrolio e’ un mercato non accessibile ai non addetti ai lavori, cioe’ a coloro che non riescono ad acquistare il petrolio fisico.
• OPERA SOLO quando le probabilità sono a tuo favore.
• LIMITA le perdite.
• MASSIMIZZA i profitti.
• RIGORE nel rispettare le REGOLE che ti sei dato.
• TREND IS YOUR FRIEND.
(PARTE 3 - FINE )QUANTO DURERA’ QUESTO RIBASSO DEL PETROLIO?Quanto durera’ questo ribasso del petrolio?
“prima o poi salira’”. Questa e’ la frase piu’ comunemente detta in questi giorni.
Si, possibile. Ma vediamo quando.
Il rimbalzo del prezzo del petrolio dipende da due fattori:
1) Il recupero della domanda aggregata.
2) La contrazione dell’offerta.
Il primo dipende dal progressivo ritorno alla normalita’ e alla messa in moto dell’economia mondiale, che, anche dopo la ripartenza, probabilmente viaggera’ a 3 cilindri e non a 4.
Il secondo, invece, dipende da quanti operatori rimarranno nel mercato nel medio periodo. Molti degli operatori del mercato USA usciranno presto dal mercato. Tali prezzi sono per loro insostenibili e entro fine anno molte aziende estrattive entreranno in Chapter 11 e falliranno.
La combinata interazione dei fattori 1) e 2) spingera’ nel medio periodo i prezzi del petrolio in rialzo.
Ma nel frattempo?
Nel frattempo, la discesa del prezzo del petrolio rappresenta un serio rischio deflattivo. Sul mercato della commodity tale rischio e’ evidente. Chi deve comprare, attende, perche’ sa che piu’ attende e meno spende.
L’attuale contesto economico, caratterizzato da un forte lack di domanda di beni legato all’aumento della disoccupazione e al rallentamento macro, associato all’economic shutdown presenta elevatissimi rischi di deflazione.
I consumatori, una volta che torneranno per le strade, saranno piu’ conservativi negli acquisti. Questo per due motivi:
1) Molti di essi avranno perso il lavoro o ne avranno trovato uno meno sicuro del precedente.
2) Professionisti ed imprenditori, compreranno solo l’indispensabile, consci di dover affrontare un periodo difficile nei prossimi mesi.
E cosi, se chi compra, compra con il contagocce, chi vende ha necessita’ di fare cassa. Commercianti e aziende non esiteranno ad abbassare i prezzi per aumentare i volumi e garantire un po’ di liquidita’ aggiuntiva nei conti societari. Si dara’ piu’ importanza ai volumi e al cash flow immediato a scapito della marginalita’.
Minore domanda, associata all’offerta di beni a sconto potrebbe portare ad uno scenario deflattivo, noto nemico della ripresa economica.
Se, infatti, nel breve periodo tale scenario puo’ servire a far ripartire i motori, nel lungo periodo potrebbe portare i consumatori a continuare a perpetrare il comportamento iniziale, rimandando gli acquisti a tempi migliori, confidando in ulteriori ribassi di prezzo. Tale scenario sarebbe molto negativo per l’economia in quanto ridurrebbe sensibilmente i profitti di lungo delle aziende che sarebbero costrette a licenziare, riducendo ulteriormente la domanda aggregata potenziale.
Ma c’e’ di piu’.
L’attuale rallentamento macro non portera’ solo il “Sig. Verdi” a ridurre gli acquisti ma anche le aziende. Nel tentativo di salvaguardare la liquidita’ aziendale, (ricordate? Cash is the king in 2020) le aziende tenderanno a ridurre gli acquisti e gli investimenti nel 2020. Una recente analisi condotta da Goldman Sachs tratta nello specifico questo argomento. Lo strategyst David Kostin si attende una forte contrazione della spesa da parte delle aziende, nell’ordine del 33%. In particolare, saranno gli investimenti in nuovi macchinari e attrezzature a risentire di questo trend. allo stesso tempo, alcune aziende ridurranno le spese per ricerca e sviluppo.
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long tattico DBC da 11,33 stop 10,80 usd 1,08calong tattico DBC da 11,33 stop 10,80 usd 1,08ca, target ipotetico mean reversion a 14,80, ma chiusura manuale sul daily molto più probabile, trade difficile visto il petrolio (40% del prodotto circa tra crudo e derivati), ma con 55 pezzi il rischio è di 30 usd circa e visto che ora gli usd sono a rendimento zero, basso rischio mi ci ficco!
Crude OilOggi voglio cimentarmi nell'analisi di questo strumento che mi ha segnalato @baciolemani84 e che credo a breve possa dare soddisfazioni. Ci troviamo nella parte finale di un' onda impulsiva (di cui ancora non riesco a individuare bene il grado, ma sempre sul finale di onda impulsiva siamo, ergo....) che, sul minimo di stamane, ha visto la conclusione di sub onda iii con una estensione di 3.618 e sembra si stia accingendo a fare la correzione in onda iv con target ottimale a 2.6. Seguirà ultima onda a ribasso che non dovrebbe andare di moltissimo sotto il minimo di oggi giacchè ha esteso di tanto onda iii. Nei prox giorni, assodato il valore di onda iv, vedremo che target potrebbe avere . Ne ho già comprato un piccolo lotto e attendo area inferiore a 1.9 per incrementare.
PETROLIO... SE HAI UN ETC LA COLPA DEL CROLLO E' TUAPensavamo di averle viste tutte? Ci sbagliavamo. Ci siamo abituati in questi anni al concetto di tassi negativi, frutto di una finanza malata dove chi prende a prestito denaro, incassa anche gli interessi. Abbiamo finito per convincerci che sia normale, quando, di fatto non lo e’.
Ieri ne abbiamo imparata un’altra. Anche le commodities possono prezzare a prezzi negativi. What?? Si.. questo e’ quello che e’ accaduto ieri sera con il WTI che ha chiuso attorno ai -37 USD al barile.
Di chi la colpa? Della finanza e dell’industria finanziaria.
Un conto e’ parlare di eccesso di offerta, di problemi di stoccaggio, della necessita’ di vendere a sconto se non a prezzi simbolici il petrolio pur di liberare storage capacity, un altro e’ essere costretti a vendere il petrolio a prezzi che non hanno senso perche’ la finanza e’ diventata prevalente nel mondo reale.
Il sell off che abbiamo visto ieri sul WTI che ha portato ad un crollo senza precedenti e’ stato causato dall’impossibilita’ da parte degli investitori finanziari di ricevere il petrolio oggetto del contratto future. Nessuno di noi operatori finanziari e’ nella condizione di ricevere la consegna fisica del petrolio alla scadenza del future. Ne consegue che tutti dobbiamo rollare la posizione o chiuderla.
E se nessuno vuole comprare? Questo il problema che si e’ verificato ieri sera. In pochi, quasi nessuno era disposto ad acquistare il future in scadenza oggi perche’ nessuno (se non pochissimi eletti) era in grado di far fronte alla consegna fisica.
Questa inefficienza, meramente di natura tecnica, ha solo indirettamente a che fare con l’imbalance tra domanda ed offerta sul mercato del petrolio. Al contrario essa dipende da quanto siano preponderanti le posizioni finanziarie rispetto a quelle degli operatori commerciali. Quanto piu’ le prime prevalgono, tanto piu’ la distorsione si verifica dato che solo gli operatori commerciali possono di fatto ottenere la delivery fisica.
E mentre in passato, gli operatori commerciali erano ben contenti di acquistare a leggero sconto il future in scadenza proprio per lucrare su questa inefficienza, nella giornata di ieri lo hanno fatto solo a condizione che ne valesse veramente la pena. L’assenza di luoghi fisici su cui “storare” il petrolio ha fatto si che gli operatori commerciali acquistassero solo a particolari condizioni.. condizioni impensabili.
Il Sell off di ieri sera e’ quindi figlio della finanza speculativa, quella che tramite gli ETC consente a chiunque, anche a chi non conosce il funzionamento dell’ETC o del relativo sottostante, ad esporsi su questo mercato.
Il grafico sopra esposto mostra l’aumento settimanale dei flussi in entrata su uno degli ETC piu’ diffusi. Nelle ultime settimane, complice il ribasso del prezzo del petrolio, tutti sono corsi a “scommettere” su questa asset class aumentando enormemente il numero di contratti futures da rollare alla scadenza mensile!
I gestori degli ETC hanno dovuto procedere al roll over delle posizioni dalla scadenza di maggio a quella di giugno e hanno senza dubbio esacerbato il movimento di ieri.
Ma non e’ finita qua. A queste vendite si aggiungono quelle fatte dai broker retail per chiudere forzatamente le posizioni in futures detenute dai propri clienti. Molti dei clienti retail che acquistano futures sul petrolio non conoscono le scadenze dei futures, ne’ sanno che il futures sul petrolio e’ a consegna fisica. E cosi i broker sono costretti a chiudere forzatamente le posizioni onde evitare di dover andare a Cushing in Oklahoma a ritirare i barili di petrolio oggetto del contratto.
Al di la degli aspetti anche comici di questo evento, che mette in evidenza l’inefficienza di alcuni mercati e la necessita’ di creare due forme di contratti, uno a consegna fisica per gli operatori commerciali e uno a regolamento in cash per gli operatori finanziari, e’ necessario, come al solito fare altre considerazioni.
Quali le conseguenze del sell off di ieri?
1) Qualche broker potrebbe trovarsi in difficolta’. Broker molto esposti al business retail potrebbero trovarsi ad anticipare per conto dei clienti i pagamenti legati alle vendite a prezzo negativo del future con effetti devastanti sui conti.
2) Alcuni operatori finanziari professionali possono avere registrato delle perdite importanti nella giornata di ieri. Esse si rifletteranno nella necessita’ di liquidare posizioni su altre asset class per far fronte ad eventuali riscatti.
3) Il movimento di ieri del petrolio aumenta i rischi di pressioni deflazionistiche su cui abbiamo scritto nel report di ieri mattina.
4) La situazione nel mercato petrolifero statunitense potrebbe aggravarsi in modo sensibile. Molte compagnie petrolifere andranno in chapter11 e non riusciranno ad onorare i propri debiti. Questo avra’ un impatto sull’andamento degli ETF highyield USA in cui molte di queste obbligazioni sono inserite.
5) Molto probabile che la discesa del prezzo del petrolio continui nei prossimi giorni. La scadenza di giugno quota attualmente a 21.40 USD. Ma attenzione! Gran parte di quel prezzo incorpora gli elevati costi di magazzino. Il prezzo del petrolio sul mercato cash e’ quello che conta e che guidera’ i movimenti del future. E’ molto probabile assistere ad ulteriori discese del prezzo del petrolio fino a sotto 10 USD al barile. E siamo conservativi.
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(PARTE 2 - CONTINUA) - RISCHI DI TRADARE IL PETROLIO CON UN ETCChiarisco ulteriormente perche’ non sia conveniente acquistare il petrolio tramite ETF in questa fase:
Il prezzo spot del petrolio, e’ di 14.86 USD al barile. Questo il prezzo del future che scade domani, che come tale non incorpora il prezzo dello storage ed e’, di fatto il prezzo spot.
Il prezzo del future scadenza a giugno e’ di 23.50 USD. Esso e’ composto da: 14.86 USD prezzo spot + costo di immagazzinamento di un mese.
Ci sono circa 8.50 USD di costo di storage in un mese.
Quindi questo vuol dire che se il prezzo del sottostante non cambia e rimane invariato a 14.86, il prezzo del future scende in un mese da 23.50 a 14.86. Questo perche’ il costo di immagazzinamento sul mese, scende nel corso del mese.
Chi compra un ETF, va lungo sul future giugno oggi a 23,50. Tra un mese quel future vale 14.86. di fatto perde circa 0.30 centesimi di USD al giorno.
Unico modo per far soldi su un mese comprando un ETF e’ che nel frattempo il prezzo del sottostante salga sopra 23.50!
Nel breve,ad esempio un giorno, invece, si possono fare soldi. Perche’ se il sottostante sale da 14.86 a 16.86, il future sale in un giorno da 23.50 a 25.20 (25.30-0.30 di costo giornaliero di storage).
Quindi, in sintesi, chi vuole fare trading di breve tramite ETF puo’ farlo, con la consapevolezza che paga ogni giorno circa 0.30 USD di storage. Chi vuole acquistare il petrolio tramite ETF per un investimento di lungo periodo rischia di incorrere nelle inefficienze descritte sopra.
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ETF ALLUMINIO APRO IL LONG TARGET 2,125ALLUMINIO
Avete letto bene, accendo un' idea sull'alluminio.
Il grafico che vedete in realtà è dell'etf wisdowtree (quotato a milano) che replica l'andamento dell'alluminio.
Ho tracciato un canalone discendente, dal qualche sembra essere uscito in laterale con la candela odierna.
Lo stocastico si stacca dall'ipervenduto in direzione nord con la linea blu che dà il segnale LONG.
Target di breve area 2,125 (a chiudere il gap); stop loss inserito a quota 2.00
operazione ribassista nel breve rialzista su settembre Sell put su OIH
scadenza settembre 18
premio 0,75
strike 4
Se il titolo chiude sopra il 4 --> guadagno 75 usd
se chiude tra il 3,25 e 4 --> guadagno ( dipende da dove chiude)
Se chiude sotto 3,35 --> perdo linearmente
+++++++
Buy put strike 4 il doppio di quelle sopra
costo 10$
scadenza 17 aprile
Quadro settimanale 05.04.2020Le candele di inversione della settimana scorsa sono state confermate.
Su scala weekly il rimbalzo potrebbe continuare, anche se i compratori non hanno finora mostrato particolare iniziativa.
Bene l'oro.
Attenzione ai mercati emergenti e ai bond High Yield, che sono ancora deboli, e più vulnerabili alle vendite.
Queste sono riflessioni personali che non costituiscono in alcun modo una sollecitazione al
pubblico risparmio. L'analisi cui sopra non costituisce consulenza
personalizzata, e chi scrive non conosce le caratteristiche personali di
nessuno dei lettori, in specie flussi reddituali, capacità a sostenere
perdite, consistenza patrimoniale. E' possibile
che chi scrive sia direttamente interessato in qualità di risparmiatore privato
all'andamento dei valori mobiliari trattati in questo sito e svolga attività di
trading in proprio sugli stessi strumenti citati.
Finalmente è arrivato il momento di comprare la marijuana!Due fantastiche sedute per tutto il settore della cannabis proprio a ridosso ( stranamente) dai minimi a circa 8$.
Negli Stati Uniti la commissione di giustizia della Camera ha approvato una legge che legalizza la marijuana. È la prima volta che dal Congresso Usa c’è un voto a favore della legalizzazione della cannabis.
Ora il testo andrà in aula e se dovesse passare approderà in Senato, dove però la maggioranza è repubblicana.
«Il voto di oggi rappresenta un punto di svolta, ed è il segnale che i giorni del proibizionismo stanno finendo», esulta l’Associazione nazionale dell’industria della cannabis.
Se il testo sarà approvato, la marijuana a livello federale sarà tolta dalla lista delle sostanze illegali e le condanne passate legate al possesso o all’uso di cannabis saranno cancellate. Inoltre, si prevede l’introduzione di una tassa statale sulle vendite di cannabis.
Potrebbe essere la notizia dell'anno.
Occhi aperti comunque, questo mercato è estremamente pericoloso e volatile.
Fine settimana 13 marzo - cosa ci dobbiamo attendere adesso?Volatilità ai massimi storici.
Non si vedono segnali di inversione sugli indici azionari.
Il Bund ha ingranato la retromarcia.
Attenzione ai bonf High Yield che hanno rotto supporti importanti.
Oro e argento tornano verso il basso, continueremo a seguirli.
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ftsemib
long tattico 3ITS da 5,121 stop 4,50long tattico 3ITS da 5,121 stop 4,50, target manuale.
siamo liquidi e volonterosi di testare vari strumenti, siamo sempre di idea short e cerchiamo rischi bassi e target accettabili, per operare oggi scelto di "compromettere" questi 120 eur circa, almeno siamo in trend...:-)!
stay trend!
copertura tattica 100 bermib a 13,854 stop 12,80copertura tattica con 100 bermib a 13,854 stop 12,80, target 17,60 ma, se non stoppati, da riaggiornare.
Nel caso in cui questo virus fosse la partenza del grande orso biennale che non arriva mai, ci "giochiamo a rischio" questi 106 eur circa.
se dovesse essere, il target andrà cambiato e seguito con darvas style tranquillo finchè si può...
long senza esagerarenn è detto abbia visto i minimi assoluti ma sinceramente rigorosamente ETF non in leva
io ci vedo il momento di costruire una posizione
occhio che se il panico si diffonde in altri paesi non è detto siano i minimi ... però da qui a finire il mondo ce ne passa
che però magari non è un mercato da comperare sulla paura finchè non da un segno grafico di aver interrotto
Fine settimana 8 marzo - azionario pesante: ci sono spiragli?Sul DAX il supporto a 11.600 ha tenuto ma il rimbalzo è stato debole
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Corsa ai bond e all'oro
La volatilità rimane elevatissima
Non si afferra un coltello mentre cade. No acquisti "perchè è sceso troppo"
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P
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